Le Mostre d’arte a Firenze e provincia

Fino al 30 settembre
Michelangelo verso il mito. Dal restauro nuova luce su Tiberio Titi
La Fondazione Casa Buonarroti presenta un’esposizione curata da Cristina Acidini (presidente della Fondazione) e Alessandro Cecchi (direttore) che riporta al centro dell’attenzione uno dei dipinti più significativi della Galleria buonarrotiana, al primo piano del palazzo, dopo un importante restauro. Si tratta della ‘Collocazione del busto di Michelangelo sulla tomba di Santa Croce’ (1618-1620) del pittore fiorentino Tiberio Titi (1573-1627), che fa parte della decorazione del soffitto della Galleria e del programma celebrativo ideato da Michelangelo Buonarroti il Giovane per onorare il grande antenato. Il dipinto raffigura la collocazione del busto marmoreo di Michelangelo sulla sua sepoltura nella Basilica di Santa Croce, avvenuta nel 1574. Il restauro – sostenuto dai Friends of Florence, attraverso il dono di Donna Malin e realizzato dai restauratori Elizabeth Wicks e Lorenzo Conti – ha restituito al dipinto la sua brillantezza cromatica e ha permesso di approfondire la tecnica pittorica di Titi attraverso indagini diagnostiche e analisi scientifiche dei pigmenti. La rimozione delle vernici ingiallite e degli strati di sporco ha riportato alla luce dettagli finora nascosti, tra cui la firma dell’artista. Attraverso dipinti, documenti d’archivio e materiali preparatori – tra cui il bozzetto di Titi, acquistato dalla Fondazione a fine Novecento, e i fogli autografi con l’invenzione del soggetto e i pagamenti per l’opera – il pubblico può seguire la nascita del progetto artistico.
Orario: tutti i giorni 10-16.30, chiuso martedì.
Casa Buonarroti – Via Ghibellina, 70 – Firenze
Info: 055.241752 – www.casabuonarroti.it
Fino al 3 ottobre
Fino a qui
L’artista Maura Banfo (Torino 1969) presenta alla Crumb Gallery un progetto, pensato per quest’occasione, che sviluppa una ricerca intima legata al tempo, alla memoria e alla trasformazione. Il titolo, ‘Fino a qui’, non indica una conclusione, ma una soglia temporanea, un punto di passaggio all’interno di un percorso che continua a ridefinirsi. Maura Banfo raccoglie frammenti, piume, conchiglie, fiori, nidi e vecchie fotografie, elementi che vengono accolti e restituiti a una nuova possibilità di esistenza, all’interno di un processo continuo di rigenerazione che segue il ritmo naturale delle cose. L’allestimento presenta lavori differenti – polaroid, fotografie, chine e una ceramica smaltata – che si dispongono nello spazio come racconti brevi, nuclei visivi autonomi capaci di evocare una presenza, un tempo, una traccia. Molte delle polaroid sono state realizzate durante il periodo del Covid: immagini intime, sospese, in cui l’essenza dell’artista emerge in modo sottile ma costante. Le chine introducono invece una dimensione più essenziale e meditativa: segni, vuoti e stratificazioni che sembrano custodire qualcosa di fragile e incompiuto.
Ingresso libero. Orario: giovedì, venerdì e sabato 16-19 o su appuntamento.
Crumb Gallery – Via San Gallo, 191 rosso – Firenze
Info: 347.3681894 – www.crumbgallery.com
Fino al 4 ottobre
O fluxo che unisce não se attraversa
In occasione della settima edizione di ‘Una Boccata d’Arte’, progetto d’arte contemporanea ideato da Fondazione Elpis e diffuso lungo tutta la Penisola, è il borgo di Palazzuolo sul Senio, nell’Alto Mugello, ad accogliere un intervento inedito per la Toscana. Firmato dall’artista svizzera Lara Dâmaso (classe 1996) e curato da Gabriele Tosi e Threes Productions il progetto prende spunto da un evento del 2 novembre 2023, quando una piena del Senio distrusse uno dei ponti di Palazzuolo: l’idea è quella di sottolineare la volontà di legarsi, la capacitò del territorio di farsi attraversare da culture differenti e accogliere pluralità. Due sculture di ceramica realizzate in Portogallo trovano posto sulle rive opposte del fiume, in punti riparati che suggeriscono la prossimità di un corpo. Le forme riprendono l’andamento delle strade del paese, trasformando i passaggi in canali sonori. Le sculture funzionano come due parti di un’unica composizione, divise dal fiume che scorre tra loro. La composizione intreccia la voce dell’artista e suoni del territorio. Presso il ponte crollato, un cartello custodisce il nucleo poetico del progetto, sospeso tra la piena e la notizia della sua ricostruzione.
Orario: sempre visibili.
Rovine del Ponticino – Viale degli Ubaldini, 17 – Palazzuolo sul Senio
Info: 055.8046125 – www.unaboccatadarte.it
Fino al 4 ottobre
Ottone Rosai. Poeta innanzitutto
Circa 70 opere del maestro Ottone Rosai, tanto amato a Firenze quanto poco noto al di fuori, prendono posto su due piani del Museo Novecento in una mostra dal taglio particolare curata da Sergio Risaliti. La mostra prende avvio dal confronto tra i dipinti del Lascito Rosai al Comune di Firenze e le opere dell’artista provenienti dalla Collezione Alberto Della Ragione (base su cui è nato il Museo Novecento), riunite per la prima volta in un percorso unitario. Articolata in due ambienti distinti, l’esposizione consente di indagare le figure e i luoghi cari a Ottone Rosai (Firenze, 1895 – Ivrea, 1957), restituendo un’immagine complessa del pittore e del suo rapporto con la propria città e gli intellettuali del suo tempo. Fra i dipinti del Lascito, provenienti dallo studio del Maestro, spicca una lunga serie di ritratti di letterati e artisti suoi contemporanei e amici, mentre dalla Raccolta Della Ragione emergono i ‘ritratti’ del paesaggio fiorentino, le stradine, le colline, i monumenti, la celeberrima via di San Leonardo, dove Rosai aveva il suo studio. Completa l’esposizione una selezione di documenti provenienti dal Gabinetto Vieusseux, Archivio Contemporaneo A.Bonsanti. La mostra è un tassello di raccordo tra le collezioni civiche fiorentine e la figura di Georg Baselitz, grande estimatore di Rosai e protagonista di un’altra mostra al Museo Novecento.
Orario: tutti i giorni 11-20, chiuso giovedì.
Museo Novecento – Piazza Santa Maria Novella, 10 – Firenze
Info: 055.286132 – www.museonovecento.it
Fino al 9 ottobre
Andrea Simoncini. La Storia nel presente
L’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze ospita nel Salone della Biblioteca una mostra di Andrea Simoncini a cura di Gabriella Gentilini. Simoncini è un artista fiorentino di lungo corso, di apprezzata attività espositiva e di solida formazione culturale e artistica. Il suo percorso creativo trae ispirazione dalla storia e dalla mitologia per affrontare tematiche contemporanee, a sottolineare il legame tra passato e presente nella naturale evoluzione dell’esperienza umana, le cui vicende e destini si riflettono nella realtà del nostro tempo. La storia nel presente si svela attraverso l’ampia e colta indagine che Simoncini conduce con la sua opera, partendo dall’antichità per giungere fino ai nostri giorni, approfondita da pensiero e riflessione, pervasa da una forte suggestione evocativa e sostenuta da un’accurata, potente tecnica pittorica. Nell’analisi di episodi, luoghi, personaggi, l’artista individua richiami all’attualità per costruire dense narrazioni mediante un esercizio compositivo moderno e dinamico che lascia trasparire il lato emozionale e di partecipazione.
Ingresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 10-13 e 14-17, chiuso giovedì, sabato e domenica.
Accademia delle Arti del Disegno – Via Orsanmichele, 4 – Firenze
Info: 055.219642 – www.aadfi.it
Fino al 10 ottobre
Oriana. Donna, giornalista, scrittrice
A vent’anni dalla scomparsa di Oriana Fallaci, la Regione toscana ha organizzato una serie di iniziative fra cui questa mostra a cura di Giovanni Aprea, Katia Ferri, Elena Michelagnoli, Monica Valentini. Nella Galleria dipinta di Palazzo del Pegaso, il percorso espositivo si snoda tra quattro teche che si focalizzano su singoli aspetti: la donna, la giornalista, la scrittrice, il rapporto tra Fallaci, Panagulis e Pasolini. Quest’ultimo, in particolare, presenta le lettere di Oriana allo scrittore e regista italiano, alcuni appunti di Pasolini per l’introduzione all’edizione delle poesie di Panagulis e il volume edito, l’articolo di Oriana su Pasolini e quello che, insieme alla poesia di Panagulis, fu scritto in occasione della morte di Pasolini, tutti pubblicati su L’Europeo. La terza teca presenta pagine manoscritte e dattiloscritte, correzioni e varie bozze oltre alla prima edizione italiana e varie edizioni straniere del best seller della Fallaci “Un uomo” dedicato a Panagulis, nonché la macchina da scrivere di Fallaci, donata al Consiglio insieme al Fondo. In mostra anche copie de L’Europeo (con cui collaborò dal 1954 al 1977), rassegna stampa italiana e straniera, alcuni nastri delle celeberrime interviste e alcune edizioni italiane e straniere di “Intervista con la storia”.
Ingresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 10-12 e 15-19, chiuso sabato e domenica.
Palazzo del Pegaso – Via Cavour, 2 – Firenze
Info: 800.860070 – 055.288342
Fino al 12 ottobre
OPEN
‘L’Istituto Universitario Europeo apre alla città un nuovo spazio espositivo dove arte e ricerca dialogano’: è questo il sottotitolo della mostra collettiva allestita a Palazzo Buontalenti per cura di Sergio Risaliti e Stefania Rispoli, un evento che celebra i 50 anni dell’istituzione europea di Fiesole. La mostra stabilisce un paradigma di impegno civico e restituisce alla città un nuovo spazio espositivo all’interno di Palazzo Buontalenti – già sede della Fonderia medicea e poi Corte d’Appello – ospitando una mostra inusuale in cui scienza e immaginazione si uniscono. Ponendo le opere di diversi artisti contemporanei in dialogo con la ricerca dell’alunna EUI Johanna Gautier-Morin dal titolo “Measuring the Invisible Economy”, l’esposizione esplora la vita economica nelle sue forme produttive, riproduttive e distruttive. Il percorso abita l’intero complesso: dal giardino, che accoglie l’insegna luminosa di Riccardo Previdi, le pratiche botaniche di Leone Contini e l’opera sonora di Gautier-Morin e Pierre Chastel, alle sale interne, dove dialogano la fragilità dei corpi di Berlinde De Bruyckere, le narrazioni speculative di Agnieszka Polska e Eglė Budvytytė e la piazza di co-creazione allestita da Elena Mazzi. L’esperienza si arricchisce ulteriormente nel cortile centrale grazie a ‘Giardini Sonori’ con le musiche di Andrea Portera e a un monumentale ‘visual mapping’ sulle facciate del Buontalenti a cura di Vincenzo Capalbo.
Orario: lunedì e sabato pomeriggio.
Palazzo Buontalenti – Via Cavour, 53/57 – Firenze
Info: 055.46851 – 055.4686319 – www.eui.eu
Fino al 16 ottobre
Drama: Four Acts
La stagione artistica del Forte Belvedere di Firenze, terrazza panoramica sulla città, presenta un progetto espositivo ideato e curato da Sergio Risaliti. La mostra si sviluppa come un racconto in quattro atti, aperto il 24 giugno con ‘God Year’, la mostra personale di Paolo Canevari, noto per l’utilizzo di differenti materiali e media come l’animazione, allestita al primo piano della Palazzina. Dal 16 luglio gli si affianca come protagonista il maestro Marino Marini, uno dei grandi artisti del Novecento, di cui vengono esposte una serie di sculture in bronzo raccolte con il titolo ‘No Heroes’. A partire da quel giorno le opere di Marino dialogano con quelle di Canevari, in un allestimento di forte connotazione drammatica. A settembre prende vita il terzo atto. Si tratta di un intervento site specific dell’artista norvegese Per Barclay, storico dell’arte e scultore che lavora con pietra, acciaio, alluminio o vetro componendo installazioni con fluidi diversi, come acqua, vino o olio, invitando l’osservatore alla riflessione. L’opera si intitola ‘Oscuro Abbagliante’ e anche in questo caso le opere di Marino vengono relazionate a quelle di Barclay. A completare il percorso è un’installazione sonora dell’artista italiano, con base a Berlino, Friedrich Andreoni (classe 1995), collocata sul bastione affacciato su Firenze, un’opera pensata per accompagnare il visitatore lungo il percorso espositivo.
Orario: dal martedì alla domenica 10-20, chiuso il lunedì.
Forte del Belvedere – Via San Leonardo, 1 – Firenze
Info: 055.0541450 – info@musefirenze.it
Fino al 18 ottobre
Firenze ‘50 ’60 ’70. Immagini dall’Archivio Foto Locchi
Villa Bardini ospita un viaggio fotografico che attraverso le immagini dell’Archivio Foto Locchi – patrimonio iconografico tutelato dal Ministero della Cultura – ripercorre tre decenni di storia fiorentina. L’esposizione, promossa da Fondazione CR Firenze e Archivio Foto Locchi, a cura di Giovanna Uzzani, intende restituire non solo immagini ma anche un ritratto dell’identità fiorentina. Gli anni Cinquanta emergono come periodo mondano e ottimista, quando Firenze diventa passerella internazionale. Gli anni Sessanta appaiono più intensi e drammatici, segnati dall’alluvione del ’66 e dalle prime contestazioni giovanili. Infine, gli anni Settanta che narrano una città dove la fiaba fiorentina sfuma in una nuova complessità urbana e culturale. Parallelamente, la mostra mette in luce l’importanza di questa agenzia fotografica, nata nel 1924 come ‘Foto Locchi – Studio d’arte e tecnica fotografica’ grazie a Tullio Locchi, già apprezzato fotoreporter di guerra e ritrattista della famiglia reale. A causa dell’improvvisa morte di Tullio, Foto Locchi dal 1926 è rilevata dai suoi più stretti collaboratori e sotto la direzione di Silvano Corcos diviene l’agenzia fotografica ufficiale della città. La mostra, articolata in dieci sezioni tematiche, raccoglie una selezione di 150 opere fotografiche tra le 300 mila digitalizzate di un archivio che a seguito delle recenti acquisizioni (Archivio Foto Levi, Archivio Italfotogieffe, Archivio Foto Bazzechi) conserva oltre 5 milioni di scatti.
Orario: tutti i giorni 10-19.30, giovedì 10-21.30, chiuso lunedì.
Villa Bardini – Costa San Giorgio, 2 – Firenze
Info: 334.6824744 – www.villabardini.it
Fino al 18 ottobre
Mostra dei Ferri Taglienti
Si intitola ‘Gioielli d’Acciaio. Aspetti decorativi nelle spade europee dell’Armeria Reale di Torino’, la nuova edizione della ‘Mostra dei Ferri Taglienti’ che si tiene a Scarperia da più di 50 anni, con l’obiettivo di esporre splendide lame nel Palazzo dei Vicari per evidenziarne il confronto con la storia e la tradizione artigianale scarperiese. Ogni edizione varia dalla precedente e cerca di portare a Scarperia lame sempre diverse e originali. In questa occasione torna la collaborazione con i Musei Reali di Torino e si indagano le tecniche decorative applicate all’acciaio nelle spade europee conservate presso il museo torinese. Il percorso espositivo riunisce nove esemplari scelti per rappresentare la varietà delle soluzioni ornamentali che potevano arricchire una lama o i suoi elementi di montatura. Si mettono così in luce le competenze degli armaioli e degli orafi che, grazie a una profonda conoscenza dei materiali e dei processi di lavorazione del metallo, furono in grado di ottenere effetti decorativi di grande raffinatezza. Vengono illustrate non solo le tecniche in sé, ma anche il contesto culturale e simbolico che conferiva significato alle scelte ornamentali: dalla funzione sociale dell’arma come parte del corredo maschile all’esibizione di status, gusto e identità.
Orario: tutti i giorni 10-13 e 14.30-18.30, chiuso martedì e mercoledì, aperto tutti i festivi.
Palazzo dei Vicari – Piazza dei Vicari – Scarperia
Info: 055.8468165 – www.museoferritaglientiscarperia.it
Fino al 18 ottobre
Mirabilia graphica
È dedicata a ‘I calligrammi micrografici di Ignazio Muligino’ questa mostra curata da Filippo Camerota al Museo Galileo di Firenze. Protagonista una tecnica originalissima che sfrutta le proprietà del microscopio per consentire di leggere (e scrivere) un testo quasi invisibile e illeggibile a occhio nudo. L’allestimento mette al centro una ‘Madonna col Bambino’, un’immagine derivata da un dipinto di Pietro da Cortona del 1643, la cui particolarità è di essere interamente composta di parole, quelle di un intero libro! L’autore è Francesco Ignazio Muligino, un calligrafo attivo tra la Francia e l’Italia alla fine del XVII secolo. I suoi lavori rientrano tra quelli che la cultura del suo tempo chiamava “mirabilia graphica” e sono legati alla prima diffusione del microscopio, perfezionato e reso celebre da Galileo. Il calligramma di Muligino è una rarità resa ancora più intrigante da un mistero: quale inedito pennino, cioè, abbia permesso all’autore di trascrivere un intero libro – l’”Officium Beatae Mariae Virginis” – sulle figure del Bambino e della Vergine, in uno spazio di circa 30×20 cm. Oltre alla Madonna col Bambino sono in mostra altri tre calligrammi di Muligino, affiancati dai testi originali, e una serie di microscopi e dispositivi ottici dei secoli XVII-XVIII. Una postazione touch screen permette di esplorare la Madonna col Bambino ingrandendo l’immagine e decifrando il testo.
Orario: tutti i giorni 9.30-18.
Museo Galileo – Piazza dei Giudici, 1 – Firenze
Info 055.265311 – www.museogalileo.it
Fino al 18 ottobre
Florence and the U.S. The Story of a Friendship
In occasione dei 250 anni dell’Indipendenza degli Stati Uniti, il Giardino Bardini ospita una mostra promossa dal Consolato Generale degli USA. L’esposizione racconta attraverso le immagini dell’Archivio Foto Locchi un legame profondo e duraturo: quello tra i fiorentini e gli statunitensi. Un’amicizia che affonda le proprie radici nei secoli, a partire da due grandi navigatori: il fiorentino Amerigo Vespucci e il grevigiano Giovanni da Verrazzano, che esplorò per primo la baia della futura New York. Attraverso dieci scatti iconici selezionati dall’Archivio Foto Locchi la mostra ripercorre il momento più intenso di questo rapporto. Dalla Firenze ferita dalla guerra, alla rinascita dopo la liberazione nell’agosto del 1944. L’impegno dei Monuments Men, tra cui a Firenze si distinse lo storico dell’arte americano Frederick Hartt, il ritorno dei momenti spensierati con partite di baseball e feste, l’arrivo delle star di Hollywood, le grandi stagioni del Maggio Musicale Fiorentino, le sfilate di moda e la crescente attrazione esercitata da Firenze sul turismo internazionale. Fino agli Angeli del Fango, tra cui molti volontari americani, accorsi dopo l’alluvione del 1966 per salvare il patrimonio artistico della città.
Orario: tutti i giorni 10-19.30, lunedì 9-19.30.
Villa Bardini – Costa San Giorgio, 2 – Firenze
Info: 055.2346988 – 334.6824744 – www.villabardini.it
Fino al 31 ottobre
La Biblioteca svelata: il bestiario fantastico
Il Museo di San Marco ospita la prima mostra-dossier dedicata ai codici miniati conservati nella storica biblioteca progettata nel Quattrocento da Michelozzo e considerata uno dei primi esempi di biblioteca pubblica in Europa. Realizzata con il coordinamento scientifico di Marco Mozzo, direttore del Museo di San Marco, e curata da Sara Fabbri, Sara Ragazzini e Anna Soffici, questa esposizione inaugura una nuova idea di valorizzazione del patrimonio librario del museo, articolata in mostre tematiche dedicate a nuclei specifici della raccolta. Attraverso una selezione di codici miniati dal XIII al XVI secolo, l’allestimento esplora l’universo della decorazione zoomorfa tra creature reali e immaginarie, messaggere di complessi significati simbolici. Lungo le navate della biblioteca si svolge la narrazione per immagini di un universo fantastico che vede nel drago il suo protagonista più multiforme, creatura ibrida e ancestrale che incarna sin dalle origini le forze del caos e della distruzione. In opposizione a tali mostruosità, i codici miniati commissionati da Cosimo il Vecchio celebrano ad esempio l’eleganza del falcone, animale prediletto dall’aristocrazia e protagonista dell’educazione cortese. Il percorso spirituale si eleva infine attraverso le figure dell’araba fenice, della farfalla e del cervo, simboli di resurrezione e della perenne vittoria contro le forze del male.
Orario: dal martedì alla domenica 8.30-13.50, chiuso lunedì e 5ª domenica del mese.
Museo di San Marco – Piazza San Marco, 3 – Firenze
Info: 055.0882000 – www.museitoscana.cultura.gov.it
Fino al 31 ottobre
A MISURA DUOMO. Massimo Pacifico
La Libreria Brunelleschi dell’Opera di Santa Maria del Fiore ospita le foto di Massimo Pacifico (Sulmona, 1951), fotografo e giornalista che ha realizzato centinaia di reportage nel mondo e ha fondato e diretto riviste internazionali di stili di vita. L’esposizione, a cura di Vincenzo Circosta e Giuseppe Giari, presenta una selezione di 27 immagini (formato 40 x 60) realizzate da Pacifico, fotografo nel Museo dell’Opera del Duomo a Firenze. Ad eccezione di due, tutte le altre sono esposte per la prima volta al pubblico. Le fotografie in mostra sono parte di un più ampio progetto fotografico, ‘Effetto Museo’, a cui Pacifico si dedica da dieci anni, e che pone l’attenzione sulle persone che visitano i musei e il loro rapporto con lo spazio e le opere d’arte. Pacifico ha immortalato i visitatori nei musei di ogni parte del mondo cogliendo le loro emozioni: meraviglia, commozione, noia, gioia, sorpresa, ammirazione. Nelle foto di Pacifico, l’essere umano diventa protagonista allo stesso modo delle opere esposte nei Musei, attraverso l’obiettivo, Pacifico lo racconta in tutte le sue sfumature, dalla più intima alla più ironica. Tutti gli attori, ritratti da Massimo mentre s’aggirano nelle sale del Museo del Duomo o pensosi sostano a guardare le sculture che vi sono esposte, si isolano, ora presi da meditazioni personali, ora per annotare idee su quaderni d’appunti, ora per disegnare su taccuini di studio, ora per fermare nella memoria d’un telefono portatile un dettaglio degno d’essere serbato o la persona con la quale condividono le sensazioni di quel momento.
Ingresso libero. Orario: tutti i giorni 8-19, domenica 10.15-17.45.
Libreria Brunelleschi – Antica Canonica di San Giovanni – Piazza San Giovanni 7 – Firenze
Info: 055.2302885 – www.duomo.firenze.it
Fino al 4 novembre
Florence Biennale. Stefano Alvino
Parallelamente alla preparazione della XVI edizione, Florence Biennale propone nel 2026 un programma di progetti in città, pensato come percorso di avvicinamento al 2027 e come occasione per ampliare il dialogo tra arte contemporanea, spazi urbani, ospitalità e nuove comunità culturali. The Social Hub Florence ospita in questa occasione una mostra personale del giovane artista Stefano Alvino, già tra i protagonisti delle ultime due edizioni della manifestazione fiorentina. La mostra di Alvino presenta la tela ‘Il Demone Alichino’, già esposta in anteprima alla XV Florence Biennale 2025, insieme a ‘Bergaraffa’, opera realizzata durante una sessione di live painting alla XIV edizione, nel 2023. Il percorso è inoltre arricchito da nuove opere concepite appositamente per l’occasione – tra cui serigrafie su plexiglass – e da una selezione di prodotti ispirati al suo immaginario visivo, in un progetto che estende il linguaggio dell’artista oltre l’opera unica, verso forme di contaminazione tra arte, design e cultura contemporanea.
Ingresso libero. Orario: nell’apertura dell’esercizio
The Social Hub Florence – Viale Spartaco Lavagnini, 70/72 – Firenze
Info: 055.0621855 – www.florencebiennale.org
Fino all’8 novembre
INFERNO – Esperienza Immersiva nella Divina Commedia di Dante
La Cattedrale dell’Immagine di Firenze, nella ex chiesa di Santo Stefano al Ponte, ospita la nuova mostra immersiva dedicata alla prima cantica della Divina Commedia di Dante Alighieri. Con ‘INFERNO’ i visitatori si troveranno catapultati nell’universo creato dal poeta fiorentino, tra bolge infernali, anime perdute e creature mitologiche. Si muoveranno tra mondo fisico e multimediale, in una Cattedrale dell’Immagine rivoluzionata negli spazi per l’occasione. Un’esperienza immersiva frutto di anni di sviluppo creativo e produttivo, che hanno permesso di trasformare la visione di Dante in un ambiente esperienziale contemporaneo. I visitatori accedono alla mostra tramite la Selva Oscura, per poi proseguire nella Mirror Room e nell’imponente Sala Immersiva. A chiudere l’esperienza ci sono la Cripta e gli spazi del Coro, una novità assoluta di questa mostra, che ospitano l’esperienza VR compresa in esclusiva nel biglietto VIP. All’interno della Sala Immersiva, le pareti della chiesa sconsacrata saranno inondate da proiezioni di grande impatto visivo ed emotivo, con ambientazioni spettacolari che seguiranno Dante e Virgilio attraverso i cerchi dell’Inferno in un viaggio multisensoriale.
Orario: dal lunedì al venerdì 10-19, sabato e domenica 10-19.30.
Cattedrale dell’Immagine – Piazza Santo Stefano, 5 – Firenze
Info: 055.217418 – www.cattedraledellimmagine.it
Fino al 12 novembre
Paolo Masi 93
Con una mostra a cura di Sergio Risaliti, Frittelli arte contemporanea rende omaggio a Paolo Masi (Firenze 1933-2026), scomparso lo scorso maggio, a pochi giorni dal compimento dei 93 anni: una delle figure più originali e radicali dell’arte contemporanea italiana del secondo Novecento e dei primi decenni del nuovo millennio. Con una selezione di opere che attraversa oltre sessant’anni di ricerca, l’esposizione intende restituire la complessità di un percorso artistico continuamente aperto alla sperimentazione, nel quale pittura, materia, struttura, spazio e percezione si confrontano senza soluzione di continuità. Una ricerca che ha avuto in Firenze il proprio punto di partenza e un costante riferimento, ma che ha saputo oltrepassare i confini della scena locale, affermandosi nel più ampio contesto dell’arte italiana e internazionale. Il percorso espositivo segue idealmente le diverse stagioni della ricerca di Masi, evidenziando non tanto una successione di fasi rigidamente separate, quanto la continuità di un’indagine che ha costantemente rimesso in discussione i codici e i materiali della pittura. Un’attitudine che spiega anche la definizione data da Sergio Risaliti di Masi come artista “più giovane”, non per ragioni anagrafiche, ma per quella capacità di mantenere intatta la disponibilità alla ricerca, al rischio e alla sperimentazione.
Ingresso libero. Orario: tutti i giorni 10-13 e 15-18, chiuso sabato e domenica.
Frittelli arte contemporanea – Via Val di Marina, 15 – Firenze
Info: 055.410153 – www.frittelliarte.it
Fino al 13 novembre
Il paesaggio attraverso il tempo
Questa mostra collettiva propone un excursus storico e concettuale sulle trasformazioni del panorama nell’arte, dai primi del Novecento ai giorni nostri. Il percorso mette in luce come, in base al periodo storico, cambino radicalmente la visione, il modo di rappresentare il paesaggio e i materiali utilizzati. Questo mutamento viene documentato a partire dalla pittura di inizio secolo di Giovanni Fattori e Plinio Nomellini fino alla metafisica di de Chirico passando dal dinamismo di Giacomo Balla alla solida sintesi di Carlo Carrà, fino alle visioni di Giorgio Morandi, che seppe immortalare i paesaggi di Grizzana – località che oggi, proprio in onore del pittore, ha preso il nome di Grizzana Morandi. Il Novecento viene scosso dalle profonde venature metafisiche di Giorgio de Chirico e di suo fratello Alberto Savinio, capaci di trasformare la veduta naturale in uno spazio enigmatico e sospeso. Il percorso subisce una mutazione irreversibile con la Pop Art e il Post-Moderno, quando la natura scompare per fare posto al suo duplicato tecnologico, mediatico e pubblicitario con Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli. Si attraversa poi la rivoluzione spaziale di Lucio Fontana, che squarcia la superficie per aprire nuovi orizzonti cosmici, e la messa in discussione della materia dell’Arte Povera, per giungere infine alla Pop Art, al Post-Moderno e alle poetiche contemporanee.
Orario: tutti i giorni 9-13 3 15-19, chiuso sabato e domenica.
Tornabuoni Arte – Lungarno Benvenuto Cellini, 3 – Firenze
Info: 055.6812697 – www.tornabuoniart.com
Fino al 13 novembre
Giuseppe Chiari. Tra suono, segno e colore
In occasione del centenario della nascita dell’artista fiorentino, ecco al Ponte un allestimento a cura di Elena Colzi. Si tratta di una monografica dedicata a Giuseppe Chiari, una delle figure più poliedriche dell’arte della seconda metà del Novecento: musicista, compositore, artista concettuale, ideatore di performance di musica contemporanea e protagonista del movimento Fluxus. Dell’artista, il cui lavoro la galleria tratta da anni in numerose mostre, viene presentato un nucleo omogeneo di partiture di grande formato realizzate nel corso degli anni Ottanta. Sono immagini fotografiche di spartiti, sia su carta lucida che opaca ed eliografie su carta da lucido o acetato, sulle quali Chiari interviene attraverso il suo linguaggio segnico con il colore di acrilici, penne feltro, pastelli. In queste partiture l’intervento si emancipa definitivamente dalla necessità di produrre una lettura sonora specifica: il gesto diventa più libero, autonomo, mentre lo spartito si configura come superficie pittorica sulla quale il segno grafico e il colore creano una nuova sintassi visiva. Il gesto dell’artista si fa progressivamente più astratto, avvicinandosi a una concezione dell’azione pittorica in cui il segno perde ogni funzione descrittiva e si afferma come traccia autonoma.
Orario: dal lunedì al venerdì 10-13 e 14.30-18.30, chiuso sabato e domenica.
Galleria Il Ponte – Via di Mezzo, 42/b – Firenze
Info: 055.240617 – www.galleriailponte.com
Fino al 14 novembre
Florence Biennale. Art Suite
Il percorso di avvicinamento alla XVI edizione di ‘Florence Biennale’, in programma dal 23 al 31 ottobre 2027, prosegue anche in collaborazione con Anglo American Hotel Florence – Curio Collection by Hilton. L’iniziativa intende portare l’arte contemporanea negli spazi dell’ospitalità d’eccellenza, trasformando l’hotel in una piattaforma espositiva viva, in cui l’arte non è una semplice decorazione, ma presenza, esperienza e accoglienza. La prima mostra di ‘Art Suite’ è dedicata a Flora Borsi (fino al 10 ottobre), con una selezione di opere tratte dalla serie ‘Animeyed’, già scelta come immagine coordinata della XIII Florence Biennale 2021, di cui l’artista ungherese fu Guest of Honour. La serie, incentrata su identità, sguardo, metamorfosi e relazione tra umano e animale, torna così a Firenze in un nuovo contesto espositivo, dialogando con l’atmosfera intima e internazionale dell’Anglo American Hotel Florence. A seguire, dal 16 ottobre al 14 novembre, sarà la volta di Viktoria Andreeva, con una mostra personale incentrata sulla serie fotografica che ha rappresentato l’immagine della XIV Florence Biennale 2023. Vincitrice dell’International Open Call Competition – Photography Award, Andreeva è stata tra i Guest of Honour della XIV edizione; le sue opere, tra corpo, metamorfosi e identità, sono state utilizzate per la comunicazione integrata della Biennale e presentate in uno spazio dedicato alla Fortezza da Basso.
Ingresso libero. Orario: nell’apertura dell’esercizio.
Anglo American Hotel Florence – Via Solferino, 6 – Firenze
Info: 055.0218 – www.florencebiennale.org
Fino al 22 novembre
Miracola. Irene Dionisio
Cosa accade quando una comunità prova a dare un significato a ciò che non può controllare? E quale ruolo assumono il mito, il sacro e la memoria di fronte alla forza della natura? Sono le domande da cui prende forma questo nuovo progetto realizzato e prodotto da MAD Murate Art District – Fondazione MUS.E dell’artista e film maker Irene Dionisio (Torino, 1986), un’opera filmica inedita destinata a entrare nella collezione dei Musei Civici Fiorentini. Al centro della ricerca di Irene Dionisio si colloca il rapporto tra Sant’Agata, patrona di Catania, e l’Etna, presenza dominante del paesaggio siciliano e simbolo di una natura capace di generare e distruggere. Il progetto costruisce una vera e propria processione immaginaria, che dalle pendici dell’Etna conduce fino al cratere sommitale. Materiali d’epoca e riprese originali convivono in un montaggio poetico realizzato con differenti supporti cinematografici – Super 8, Super 16, 35 mm e HD – facendo dialogare immagini provenienti da quasi un secolo di storia, dagli anni Trenta del Novecento fino ai giorni nostri. La mostra comprende inoltre installazioni e materiali di ricerca, che, collocate nelle celle del primo piano, approfondiscono e ampliano i temi affrontati nel film, restituendo la complessità del processo creativo e della ricerca che ne hanno accompagnato la realizzazione. In mostra ben due opere, ‘Mondo Nuovo’ e ‘Favoletta’, sono state progettate e/o lavorano con il contributo dell’intelligenza artificiale.
Ingresso libero. Orario: dal martedì al sabato 14.30-19.30, chiuso domenica e lunedì.
MAD Murate Art District – Piazza delle Murate – Firenze
Info: 055.2476873 – www.murateartdistrict.it
Fino al 19 dicembre
THE TIMELESS GAZE. Emily Young in dialogo con gli Antichi Maestri
La Galleria Frascione ci presenta Emily Young (Londra 1959), che vive e lavora tra l’Italia e il Regno Unito, una delle più importanti scultrici britanniche della sua generazione. Nata in una famiglia cosmopolita di artisti, scrittori, politici, naturalisti e avventurieri, Young è cresciuta sviluppando una profonda consapevolezza dell’arte, della storia e dei mondi al di là dei confini consueti. All’inizio degli anni Ottanta si dedica alla scultura in pietra: da allora lavora principalmente con pietre trovate, erose dal tempo o recuperate da cave abbandonate. Per lei, la pietra non è un materiale passivo da sottoporre alla propria volontà bensì un interlocutore, un vero e proprio collaboratore. La storia geologica, le fratture, le venature, i colori e le irregolarità diventano parte essenziale dell’opera. In questo modo è la pietra a guidare la mano dell’artista consentendogli di rendere visibile la forma che già vi è latente. La mostra mette in relazione la scultura contemporanea e la pittura antica in un confronto che attraversa i secoli. Le cinque sculture di Young, appositamente realizzate per questa occasione, incontrano i dipinti degli Antichi Maestri, tra cui l’olio su tela ‘San Giovanni Battista’ di Francesco Furini (Firenze 1603-1646) e la ‘Santa Caterina d’Alessandria’ di Bernardo Strozzi, detto il Cappuccino (Genova 1581 – Venezia 1644). Entrambe parlano della ricerca umana di durata, bellezza e conoscenza. Entrambe si confrontano con il trascorrere del tempo. Ed entrambe rivelano l’arte come una forma di memoria.
Ingresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 9-13 e 15-18, chiuso sabato e domenica.
Frascione Gallery – Via Maggio, 5 – Firenze
Info: 055.2399205 – www.frascione.com
Fino al 31 dicembre
Ferdinando Sarmi New York
È ‘Un viaggio nella moda da Firenze alla Fifth Avenue’ – come recita il sottotitolo – questa mostra che il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti dedica allo stilista Ferdinando Sarmi, couturier capace di portare nello stile dell’alta società americana un tocco di italianità. Audrey Hepburn, Marilyn Monroe, Marlene Dietrich, Barbra Streisand, la duchessa di Windsor… negli anni d’oro della Fifth Avenue le donne più celebri del Novecento affidavano il loro look alle mani di Sarmi, portato a New York da Elizabeth Arden nel 1951 per dirigere la linea moda del suo marchio dopo averlo notato nella celebre sfilata organizzata da Giovanni Battista Giorgini che lanciò a Firenze il Made in Italy. L’esposizione, prima nel suo genere, propone una selezione di abiti iconici del couturier, messi in relazione con i materiali del Fondo Sarmi conservato nel Museo della Moda e del Costume e con accessori d’epoca che restituiscono il clima culturale e mondano della New York degli anni Cinquanta e Sessanta. Con il brand ‘Sarmi New York’, fondato nel 1958, lo stilista fiorentino diventò rapidamente uno dei nomi più celebri dell’alta moda americana e con la sua eleganza sofisticata conquistò anche la stampa internazionale.
Palazzo Pitti – Galleria della Moda e del Costume – Piazza Pitti – Firenze
Info: 055.23885 – www.uffizi.it
Fino al 5 gennaio 2027
Oltre il Rinascimento. Tra Dürer e Parmigianino
Palazzo Medici Riccardi ospita una mostra curata da Davide Sarchioni e dedicata alla straordinaria ricchezza tecnica ed estetica della grafica manierista europea e al profondo rapporto che il tedesco Georg Baselitz (1938-2026), fra i maggiori pittori contemporanei, ha costruito con i maestri del Cinquecento attraverso decenni di ricerca e collezionismo. Organizzata da Fondazione MUS.E, l’esposizione – a cura del figlio di Georg Baselitz Daniel Blau, di Sergio Risaliti e Valentina Zucchi – riunisce una selezione di circa 150 opere, provenienti dalla collezione privata di Baselitz, iniziata nel 1964, e dalle raccolte del Museo di Belle Arti di Budapest: xilografie, anche a più matrici, acqueforti e incisioni a bulino o a puntasecca. Il percorso permette al pubblico di approfondire le tecniche, i linguaggi e i temi sviluppati dai grandi artisti del Cinquecento europeo – con uno sguardo anche al tardo Quattrocento e al primo Seicento – ponendo un’attenzione speciale alle sfide e ai risultati nel mondo dell’incisione e valorizzandone i protagonisti, artisti che fecero dell’anticlassicismo e dell’antirinascimento il loro cavallo di battaglia, muovendosi su stili eccentrici e fantasiosi, su quell’espressionismo senza tempo a cui anche Baselitz ha aderito fin da giovane. Fra gli autori il Mantegna e Andrea Schiavone, Antonio del Pollaiolo e Parmigianino, i maestri incisori francesi della scuola di Fontainebleau, olandesi e tedeschi come Albrecht Dürer e alcuni fra i maggiori sperimentatori del chiaroscuro, da Ugo da Carpi al Beccafumi, da Andreani a Hendrick Goltzius.
Orario: tutti i giorni 9-19, chiuso mercoledì.
Palazzo Medici Riccardi – Via Cavour, 3 – Firenze
Info: 055.2760552 – www.palazzomediciriccardi.it
Fino al 24 gennaio 2027
Broken. Il potere del frammento
Palazzo Strozzi presenta una grande mostra dedicata al valore e al fascino del frammento nella storia della scultura, dall’archeologia all’arte contemporanea, attraverso oltre ottanta opere provenienti dai più importanti musei internazionali. Il percorso espositivo proporrà un emozionante viaggio tra culture di tutto il mondo, dall’antico Egitto e dalla Grecia classica alla Cambogia e al Messico, indagando le circostanze che hanno determinato la frammentazione di sculture, dalle guerre alle catastrofi naturali, da ragioni politiche a deliberate scelte artistiche. Accanto a capolavori di grandi maestri come Giovanni Pisano, Michelangelo e Antonio Canova, la mostra presenta artisti come Auguste Rodin, Alberto Giacometti, Louise Bourgeois e Francesco Vezzoli, che dall’Ottocento a oggi hanno scelto il frammento come punto di partenza per nuove possibilità espressive.
Orario: tutti i giorni 10-20, giovedì 10-23.
Palazzo Strozzi – Piazza Strozzi – Firenze
Info: 055.2645155 – www.palazzostrozzi.org
Fino all’8 febbraio 2027
La materia della vita
Le sale storiche di Palazzo Pretorio a Certaldo sono abitate da una nuova personale dello scultore Antonio Barbieri (Milano, 1985) a cura di Davide Sarchioni. Cosa accadrebbe se fosse possibile vedere ciò che i nostri occhi non possono percepire? Se i dati, gli algoritmi e le relazioni invisibili che governano la crescita di una pianta, l’evoluzione delle specie o l’organizzazione della materia potessero assumere una forma fisica? È da questa domanda che prende avvio la ricerca di Antonio Barbieri, che nel tempo ha sviluppato un linguaggio autonomo e riconoscibile, in un territorio di confine nel quale scultura, scienza e tecnologia convivono e si alimentano reciprocamente. Scanner e sistemi di acquisizione dati, fotogrammetrie e algoritmi, modellazione e stampa 3D sono strumenti e processi attraverso cui l’artista amplia le proprie capacità di osservazione, acquisendo e interpretando informazioni che sfuggirebbero all’esperienza diretta. È l’artista che crea l’algoritmo e poi attraverso il gesto creativo lo interpreta, lo scompone e lo trasforma. La tecnologia torna così ad essere subordinata al fare artistico. Attraverso la sua sapiente manualità, ciò che appartiene alla dimensione invisibile viene tradotto in forme vibranti e poetiche. Barbieri modella, assembla e dipinge a mano le proprie sculture in un confronto diretto con le qualità fisiche dei materiali: la centralità del fare si estende fino alla progettazione di alcuni degli stessi strumenti impiegati nella ricerca.
Orario: tutti i giorni 10-13 e 14.30-19, da novembre 10-13 e 14.30-16.30, sabato e domenica 10-13 e 14.30-17.30, chiuso martedì.
Palazzo Pretorio – Piazzetta del Vicariato, 4 – Certaldo
Info: 0571.661219 – www.comune.certaldo.fi.it
Fino al 27 febbraio 2027
Enzo Cucchi vs CANEMORTO / CANEMORTO vs Enzo Cucchi
La Galleria Poggiali di Firenze presenta un progetto espositivo inedito che mette a confronto due modalità radicalmente diverse di intendere la pratica artistica: da una parte Enzo Cucchi (Morro d’Alba, 1949), protagonista assoluto della Transavanguardia italiana, la cui ricerca ha segnato la storia dell’arte; dall’altra CANEMORTO, collettivo anonimo fondato nel 2007 e oggi tra le realtà più originali della scena artistica contemporanea. Più che far dialogare due poetiche, il progetto della Galleria Poggiali mette in gioco due sistemi di lavoro, due immaginari e due differenti concezioni dell’autorialità. L’intero progetto prende forma nel corso di diversi mesi, tra novembre 2025 e giugno 2026. Alternando sessioni di lavoro condivise presso la storica Litografia Bulla di Roma – luogo nel quale Enzo Cucchi e CANEMORTO si sono conosciuti nel 2022 – e nella casa dell’artista a Morro d’Alba, a lunghi confronti sviluppati a distanza, i due hanno costruito un processo creativo fondato sul rilancio reciproco. Sebbene ogni opera sia stata realizzata autonomamente dal rispettivo autore, l’intero corpus nasce da uno scambio continuo di immagini, idee e suggestioni: ogni nuovo lavoro si misura con quello precedente dell’altro, dando forma a un dialogo che attraversa l’intero progetto espositivo. Al centro di questa esperienza si trova il disegno, linguaggio originario che accomuna entrambe le esperienze artistiche.
Ingresso libero. Orario: tutti i giorni 10-12 e 14-19, chiuso domenica e lunedì.
Galleria Poggiali – Via della Scala 35/a – Firenze
Info: 055.287748 – www.galleriapoggiali.com
Fino al 7 marzo 2027
Victor Man
Nelle sale al piano terra delle Ex Leopoldine, il Museo Novecento presenta una grande mostra personale, a cura di Sergio Risaliti, dedicata al rumeno Victor Man (classe 1974), tra i più autorevoli pittori europei della sua generazione, costruttore di immagini che appartengono al presente ma nelle quali la memoria della storia dell’arte viene continuamente reinterpretata attraverso un lessico intimo, essenziale e profondamente contemporaneo. Saranno presentati circa 25 dipinti in un percorso che esplora temi ricorrenti della sua ricerca tra cui la maternità, il ritratto e l’autoritratto, la natura morta, la figura femminile, confermando il ruolo della pittura figurativa come uno dei linguaggi più vitali dell’arte contemporanea. Temi apparentemente appartenenti alla tradizione occidentale che Victor Man trasforma in immagini dense di riferimenti simbolici e letterari, dove il tempo storico sembra sospeso e ogni figura rimanda a un universo di significati stratificati. Si possono ammirare opere quali ‘Lelkek temetoje, der Friedhof der Seelen’ (2019), ‘Girl with Goya’s Skull’ (2021), ‘Maternity with Legend’ (2024), ‘Maternity’ (2025), ‘Curve delle Anime’ (2025), ‘Reclining Maiden – Prelude of Equinox’ (2025-2026) e ‘Transfiguration, Cassa Oscura’ (2025–2026), insieme ai lavori più recenti dell’artista. Completeranno il percorso espositivo cinque dipinti della serie Luminary Petals on a Wet Black Bough, tra questi ‘Untitled (After Michelangelo)’ (2023). La mostra è realizzata con il supporto di Galerie Max Hetzler e David Zwirner Gallery.
Orario: tutti i giorni 11-20, chiuso giovedì.
Museo Novecento – Piazza Santa Maria Novella, 10 – Firenze
Info: 055.286132 – www.museonovecento.it
1 ottobre – 15 novembre
Giuliano Scabia. Artigiano del Profondo
A cinque anni dalla scomparsa di quello straordinario artista che fu Giuliano Scabia (Padova 1935 – Firenze 2021), il Teatro della Toscana istituisce un premio in suo nome e allestisce un’esposizione delle sue opere. Il premio Giuliano Scabia è assegnato a Danio Manfredini, interprete sensibile, capace di trasformare l’alterità in un ponte tra visibile e invisibile; mentre la mostra, nella Sala Oro della Pergola, presenta moltissimi di quegli oggetti scenici che hanno dato vita ai racconti di Scabia: grandi figure, animali fantastici, alberi, carri e creature simboliche che non sono semplici scenografie, ma strumenti di relazione e di racconto. Giuliano Scabia è stato uno dei più originali drammaturghi, poeti e protagonisti del teatro italiano del secondo Novecento. La sua ricerca ha trasformato il teatro in un’esperienza di incontro, capace di uscire dagli edifici teatrali per abitare piazze, boschi, ospedali, scuole e paesi. Opere come ‘L’Albero dei poeti’ o ‘Marco Cavallo’, nato nel 1973 all’interno dell’ospedale psichiatrico di Trieste, insieme a Franco Basaglia, incarnano una poetica che unisce immaginazione, partecipazione e libertà. Attraverso questi oggetti, Scabia costruiva comunità temporanee, invitando chiunque a diventare parte della narrazione. La sua eredità continua a ricordarci che il teatro può essere un gesto condiviso, capace di trasformare lo spazio quotidiano in luogo di ascolto, di invenzione e di possibilità.
Ingresso libero. Orario: martedì 15.30-18-30 e sabato 10-13, nonché durante spettacoli ed eventi per i possessori del titolo di ingresso.
Teatro della Pergola – Via della Pergola, 12/32 – Firenze
Info: 055.0763333 – www.teatrodellatoscana.it
8 – 18 ottobre
William Kentridge
Polytropon Arts Centre riapre la programmazione con un evento espositivo dedicato all’artista sudafricano William Kentridge (classe 1955), figura di spicco dell’arte contemporanea mondiale il cui lavoro interdisciplinare intreccia disegno a carboncino, animazione stop-motion, teatro, musica d’avanguardia e riflessione storica. Il percorso mette al centro il trittico d’animazione ‘Breathe, Dissolve, Return’ (2018), una sequenza poetica che affronta l’impermanenza dell’esistenza e il continuo ciclo di cancellazione e rinascita. Ad arricchire la selezione video ‘Zeno Writing’ (2002), fondamentale corto d’animazione ispirato al libro “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo. Sfruttando la sua inconfondibile tecnica – basata su disegni a carboncino modificati, cancellati e ridisegnati sullo stesso foglio per poi essere ripresi frame per frame – Kentridge mette in parallelo le nevrosi del protagonista Zeno Cosini con le macerie storiche e geopolitiche della Prima Guerra Mondiale. Il risultato è una riflessione corale sulle inquietudini del Novecento, sull’identità frammentata e sul senso di colpa, temi che continuano a risuonare nell’attualità contemporanea. In mostra anche ‘Porter Series: Germanie et des pays adjacents du sud et de l’est (Pylon lady)’, un arazzo progettato da William Kentridge e intrecciato nello Stephens Tapestry Studio. Infine due opere a matita colorata e acquerello su pagine d’epoca intitolate ‘It Is All Ear and Echo’ (2025). In chiusura domenica 18 ottobre alle ore 18 un concerto del pianista Vincenzo Pasquariello, storico collaboratore musicale di Kentridge.
Ingresso gratuito. Orario: dal giovedì alla domenica 12-20.
Polytropon Arts Centre – Via del Molino, 21 – Loc. San Francesco – Pontassieve
Info: www.polytropon-arts.org
21 ottobre – 4 aprile 2027
Artemisia Gentileschi a Firenze
Il Museo degli Innocenti ospita una mostra dedicata al periodo fiorentino di Artemisia Gentileschi (Roma 1593 – Napoli 1654), erede e interprete originale della lezione caravaggesca, la cui pittura si distingue per l’intensità drammatica, l’uso sapiente della luce e una rappresentazione concreta e non idealizzata dei corpi: un’arte complessa e un universo poetico ricco e stratificato, capace di attraversare il Barocco con una voce autonoma e inconfondibile. Dopo la partenza da Roma a seguito della violenza subita dal collega Agostino Tassi e del processo, Artemisia arriva a Firenze alla fine del 1612 con il novello sposo Pierantonio Stiattesi, un pittore di modesta levatura. Qui si afferma come artista e trova la sua strada, quella che la porterà ad entrare a pieno titolo tra i grandi maestri della storia dell’arte. È la prima donna ad essere ammessa all’Accademia delle Arti, riceve prestigiosi incarichi dalla famiglia Medici, frequenta Galileo Galilei e gli artisti coevi, è al centro della vita culturale del tempo. Ed è proprio questo periodo, cruciale per il percorso artistico di Artemisia, che viene indagato nella mostra curata da Costantino d’Orazio, Cristina Acidini e Sandro Bellesi, che ci introducono anche nel mondo artistico del Seicento fiorentino, alla scoperta di artisti come Cristofano Allori e Francesco Furini, passando per Cesare Dandini, Giovanni Martinelli, Filippo Tarchiani, Fabrizio Vannini, Lorenzo Lippi, il Volterrano, Jacopo Vignali e molti altri. Nella mostra, organizzata da Arthemisia, anche due capolavori di Caravaggio.
Orario: tutti i giorni 9-18.
Museo degli Innocenti – Piazza SS.Annunziata, 13 – Firenze
Info: 055.2037122 – www.museodeglinnocenti.it – www.arthemisia.it
23 ottobre – 31 dicembre
PRIMO CONTI | Risonanze
Dopo la rassegna dedicata all’artista sudafricano William Kentridge, l’attività espositiva dello spazio culturale di Pontassieve prosegue con un omaggio alla grande figura di Primo Conti (Firenze 1900 – Fiesole 1988), maestro fiorentino tra i protagonisti più precoci ed eclettici del Futurismo e della pittura italiana del Novecento. Al Futurismo Conti darà il suo contributo fondamentale con i dipinti e i disegni eseguiti tra il 1917 e il 1919, anno in cui il suo stile si evolse verso una visione metafisica. Artista dai vasti interessi, dal 1935 al 1939 collaborò al Maggio Musicale Fiorentino con scenografie, bozzetti e costumi; nel 1941 divenne titolare della cattedra di pittura dell’Accademia di belle arti di Firenze. Tra il 1948 e il 1963 attraversò una profonda vocazione mistica ed entrò a far parte dell’Ordine Francescano. Nel 1983 pubblicò la sua autobiografia dal titolo “La gola del merlo”, tre anni dopo aver creato la Fondazione di Fiesole che porta il suo nome e cui ha conferito il suo archivio e le sue opere pittoriche. La mostra crea un dialogo intimo e generazionale mettendo in relazione la produzione del Maestro Conti con i lavori di Marianovella Del Signore e Matteo Bicocchi esplorando il legame tra eredità artistica, affinità visive e continuazione formale in ambito familiare e contemporaneo.
Ingresso gratuito. Orario: dal giovedì alla domenica 12-20.
Polytropon Arts Centre – Via del Molino, 21 – Loc. San Francesco – Pontassieve
Info: www.polytropon-arts.org














