Le Mostre d’arte a Firenze e provincia

Fino all’8 aprile
Belle Époque. Tra eleganza e rivoluzione femminile
La Sala Oro del Teatro della Pergola accoglie 12 abiti, unici e preziosi, interamente realizzati a mano, frutto di un intenso lavoro di ricerca storica e artigianale. Condotta a partire dal 2025 presso i laboratori sartoriali di Manifatture Digitali Cinema Prato con la collaborazione della Fondazione Teatro della Toscana e il suo Laboratorio d’Arte, l’impresa ha coinvolto 150 partecipanti per 360 ore di lavoro. Il progetto curato da Elena Bianchini e Luigi Formicola mette in mostra quella trasformazione radicale che attraversò la moda all’inizio del Novecento. La rivoluzione coinvolse 3 aspetti: la struttura, che dalla rigidità dei corsetti passò a un forma libera che seguiva il corpo anziché costringerlo; il gusto, segnato dall’orientalismo, dall’eco dei Ballets Russes e dall’amore per il gesto teatrale; infine le stoffe, con le trasparenze dello chiffon, le tensioni del taffetà e la densità del velluto. Alla base c’è la seta, di cui è composto ognuno di questi tessuti, fibra capace di dialogare con la luce. Ed ecco drappeggi fluidi, linee verticali, volumi morbidi e mobili che accompagnano il passo, tessuti che scivolano, avvolgono, rivelano. Nel riflesso dorato di una stampa, nella trasparenza di uno chiffon, nel peso calibrato di una perla di vetro, riaffiora l’idea di una donna finalmente libera di abitare il proprio corpo – e di esibirlo – con consapevolezza scenica, nella grande rappresentazione della modernità.
Orario: visibile in occasione di spettacoli, concerti e visite guidate per i possessori del biglietto.
Teatro della Pergola – Via della Pergola, 12 – Firenze
Info: 055.0763333 – www.teatrodellatoscana.it
Fino al 12 aprile
Oceani
La sconfinata bellezza della vita nelle profondità oceaniche e al tempo stesso la fragilità degli ecosistemi sottomarini si trovano nella mostra di Villa Bardini che porta per la prima volta National Geographic a Firenze grazie alla prima esposizione personale in Italia che celebra il lavoro del fotografo David Doubilet, pioniere dell’esplorazione sottomarina e massimo esponente mondiale della fotografia subacquea. Doubilet (New York, 1946), fotografo subacqueo di fama mondiale ispirato dalla leggendaria figura di Jacques-Yves Cousteau, per oltre mezzo secolo ha percorso i mari di tutto il mondo documentandone la straordinaria bellezza, raggiungendo i luoghi più incontaminati e realizzando scatti che gli hanno permesso di diventare uno dei più apprezzati professionisti della fotografia naturalistica. In mostra sono esposte oltre 80 immagini che raccontano gli ecosistemi marini, oggi sottoposti a forti pressioni per via del cambiamento climatico e delle attività umane. Insieme alla moglie Jennifer Hayes, biologa marina e a sua volta fotografa subacquea, David Doubilet è diventato un ambasciatore degli oceani, e dell’importanza che la loro salute ha per il nostro benessere. Undici le sale in cui sono esposte immagini iconiche scattate nei mari di tutto il mondo, dai Caraibi alle Filippine, dall’Indonesia all’Australia, fino all’Antartide.
Orario: da martedì a domenica 10-19.30, chiuso lunedì.
Villa Bardini – Costa San Giorgio, 2 – Firenze
Info: 055.20066233 – www.villabardini.it
Fino al 12 aprile
Cera una volta. Sculture dalle collezioni medicee
I nuovi spazi espositivi al piano terreno della Galleria degli Uffizi ospitano l’allestimento di un particolare genere di arte, mai prima messo in mostra: le collezioni fiorentine d’arte ceroplastica tra XVI e XVII secolo. La mostra, curata da Valentina Conticelli e Andrea Daninos, fa rivivere un ambito creativo perduto, dalla storia antichissima: quello della produzione di immagini in cera, in gran parte scomparse a causa della deperibilità del materiale. Citata già nel I secolo d.C. da Plinio il Vecchio, l’arte di plasmare la cera sarebbe rimasta viva nella sensibilità popolare e avrebbe conosciuto una particolare fama proprio nella Firenze medicea tra il Quattrocento e la fine del Seicento. Con la cultura barocca questa materia organica nata dalle api, che imita le caratteristiche della pelle come nessun’altra, viene esaltata nel dar forma al corpo vivo e al suo dissolversi. L’allestimento propone alcune opere un tempo esibite nella Tribuna degli Uffizi e a Palazzo Pitti, alienate alla fine del Settecento. Circa 90 i lavori esposti, con tanti prestiti in arrivo da altri musei: cere, dipinti, sculture, cammei e opere in pietra dura. Un’intera sala è dedicata al massimo scultore in cera attivo a Firenze alla fine del Seicento: Gaetano Giulio Zumbo, di cui le Gallerie hanno acquistato di recente un piccolo capolavoro dedicato a ‘La corruzione dei corpi’.
Orario: tutti i giorni 8.15-18.30, chiuso lunedì.
Galleria degli Uffizi – Piazzale degli Uffizi – Firenze
Info: 055.294883 – www.uffizi.it
Fino al 12 aprile
Common Time
In occasione dell’11ª edizione del Black History Month Florence, festival che promuove le culture afro-discendenti nel contesto italiano, MAD Murate Art District, presenta ‘Common Time’, un programma espositivo a cura di BHMF che riunisce tre mostre: ‘Black Body, Ancient City’ di T.J. Dedeaux-Norris, ‘Triplet Consciousness’ di Heather Hart e ‘William Demby. The Angel in the Death Cell’, progetto di ricerca sviluppato da Black Archive Alliance. Il progetto, ospitato nello spazio civico gestito da Fondazione MUS.E con la direzione artistica di Valentina Gensini, mette in relazione le ricerche di artisti e artiste Rome Prize Fellows con i materiali d’archivio dello scrittore William Demby, che visse e lavorò all’American Academy in Rome negli anni Cinquanta, attivando un dialogo che attraversa luoghi, generazioni e differenti livelli di memoria. T.J. Dedeaux-Norris presenta con ‘Black Body, Ancient City’ una nuova serie di oltre cento collage che assumono la forma di una poesia visiva frammentata, allestita in Sala Laura Orvieto. In Triplet Consciousness, Heather Hart trasforma la Sala Anna Banti in un ambiente attraversabile, composto da rampe e impalcature che riconfigurano l’architettura esistente. Le ex celle del primo piano ospitano la terza mostra, dove manoscritti, appunti di produzione e materiali d’archivio dialogano con ricerche sui temi della criminalizzazione e della reclusione.
Ingresso libero. Orario: dal martedì al sabato 14.30-19.30, chiuso domenica e lunedì.
MAD – Murate Art District – Piazza delle Murate – Firenze
Info: 055.2476873 – www.murateartdistrict.it
Fino al 17 aprile
Nanni Balestrini. La rivolta illustrata
Al suo terzo appuntamento con lo spazio fiorentino, l’opera di Nani Balestrini (Milano 1935 – Roma 2019) è protagonista di una rassegna che attraversa i differenti periodi dell’attività dell’artista con opere in gran parte inedite. La mostra è curata da Marco Scotini e raccoglie oltre cento opere che interessano più mezzi espressivi: dai noti collage su carta agli acrilici, ai materiali plastici. Il titolo trae ispirazione da uno dei più famosi libri di Balestrini pubblicato da Einaudi nel 1976 che è “La violenza illustrata”, un romanzo che fa riferimento al genere dei rotocalchi dove il corredo visivo ha la stessa importanza del testo verbale. In questo senso la mostra intende rimandare alla parola come oggetto visivo che viene tagliato, disarticolato e montato come una immagine oppure frantumato tanto da diventare un pattern astratto. ‘La rivolta illustrata’ è quella delle lotte di piazza, della contestazione, dei movimenti antagonisti che hanno fatto e continuano a fare la storia e a cui aderisce Balestrini. Si presentano una quantità di varianti collagistiche: dalla serie ‘Pagine’ del 1962 al ciclo di ‘Potere Operaio’ del 1975, dalle sequenze ‘CagedIris’ e ‘Ondulé’ del 1980 per arrivare poi ai ‘Guarda qui’ del 2009 caratterizzati dallo stencil e fino ai ‘2Cento fiori’ del 2018.
Ingresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 10-13 e 15-19, sabato, domenica e festivi su appuntamento.
Frittelli arte contemporanea – Via Val di Marina, 15 – Firenze
Info: 055.410153 – www.frittelliarte.it
Fino al 19 aprile
Dal Dodo al Chiurlottello. Gli uccelli estinti del Museo della Specola
Una mostra istruttiva e un monito per il futuro nelle sale delle esposizioni temporanee del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze. La Specola conserva infatti circa il dieci per cento delle 130 specie di Uccelli estinte in tempi storici e dietro queste estinzioni c’è sempre l’uomo, spesso attraverso cause dirette, come la caccia, il traffico di animali vivi e l’introduzione di animali concorrenti, o mediante cause indirette, come la distruzione delle foreste, la perdita delle paludi, l’inquinamento e i cambiamenti climatici. È della fine del 2024 la notizia dell’estinzione del Chiurlottello, un uccello un tempo comune anche in Italia, oggi scomparso a causa della caccia e del prosciugamento delle paludi. Fra le creature estinte in mostra ecco l’Emu nero, un piccolo struzzo che viveva in un’isoletta della Tasmania, e poi lo storno dell’Isola di Reunion, di cui esistono meno di una ventina di reperti, e la Colomba americana, sterminata dall’uomo fra la metà dell’Ottocento e il 1914. I preziosi reperti museali, oltre ad offrirci importanti opportunità di studio utili alla conoscenza e salvaguardia della biodiversità, narrano storie singolari, tutte purtroppo senza lieto fine. L’esposizione ci ricorda la nostra enorme responsabilità nei confronti della natura e ci richiama al dovere di tutelarla. La mostra rientra nel calendario di eventi per i 250 anni del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze.
Orario: tutti i giorni 9-17, chiuso lunedì.
Museo di Storia Naturale – La Specola – Via Romana, 17 – Firenze
Info: 055.2756444 – www.sma.unifi.it
Fino al 19 aprile
Frida Kahlo – Emotion Exhibition
La Cattedrale dell’Immagine di Firenze ospita una mostra immersiva dedicata all’incredibile figura di Frida Kahlo. La mostra è stata concepita, creata e prodotta da Crossmedia Group e si addentra nel multisfaccettato universo dell’iconica artista messicana, muovendosi tra la sua arte, la sua vita e le sue idee. Un’esperienza immersiva che emoziona il pubblico per 35 minuti, dove le opere di Frida e i colori dell’America Latina animano le pareti della storica chiesa di Santo Stefano al Ponte. Il percorso è arricchito dalla Mirror Room (un’esperienza VR) e dalla C ripta, dove i visitatori possono approfondire la storia dell’artista, nata in un sobborgo di Città del Messico nel 1907 e morta a soli 47 anni nella stessa casa dove era nata dopo una vita di malattie e dolori ma anche di grandi soddisfazioni artistiche. Una vita segnata nel 1929 dal matrimonio con Diego Rivera, il celebre pittore con cui visse un legame intenso e tormentato, fatto di amore, tradimenti, stima reciproca e profonda influenza artistica. Protagonista di mostre a New York e a Parigi, negli anni ’40 Frida, con la piena maturità artistica, divenne una figura di riferimento per la cultura messicana e per i movimenti progressisti del suo tempo. Oggi la Kahlo è considerata una delle artiste più iconiche del XX secolo, simbolo di forza, libertà e autodeterminazione femminile.
Orario: tutti i giorni 10-19, sabato e domenica fino alle 19.30.
Cattedrale dell’Immagine – Chiesa di Santo Stefano al Ponte – Piazza di Santo Stefano – Firenze
Info: 055.217418 – www.cattedraledellimmagine.it
Fino al 19 aprile
Mario Strippini
Con le opere del fiorentino Mario Strippini si conclude la rassegna ‘Fotografia – Tracce Fiorentine’, che in un anno ha visto avvicendarsi nella trattoria ‘4 Leoni’ cinque personali di altrettanti fotografi, di generazioni diverse, legati a Firenze per nascita o formazione. Il progetto – a cura della storica dell’arte e della fotografia Anna Maria Amonaci e organizzato dal titolare della trattoria, Stefano Di Puccio – ha posto l’accento su come l’espressione di un artista sia segnata profondamente dai luoghi della sua formazione. Nelle immagini di Strippini (classe 1943), che all’Accademia di Belle Arti ha avuto come insegnante Primo Conti, si individua un rigore dello sguardo attento a fissare assetti geometrici degli spazi, un ordine di forte misura, quasi metafisico, riferibile al ‘genius loci’ di Firenze. Durante la sua carriera, Strippini ha sperimentato vari stili, passando dalla fotografia documentaristica a scatti minimalisti e concettuali. Nella mostra – con foto dagli anni ’60 ad oggi – emerge una sintesi della sua ricerca: una fotografia sempre modernissima, capace di interrogare lo spazio e la forma. Suggestive sono le immagini dedicate alla città, da ‘Fontana in Piazza della Signoria’ a ‘Inverno a Boboli’, ma notevole è anche la capacità di immortalare l’espressione dei volti delle persone colte di passaggio, come nella serie ‘Immagini sul Ponte Vecchio’.
Ingresso libero. Orario: nell’apertura dell’esecizio.
Trattoria 4 Leoni – Piazza della Passera – Firenze
Info: 055.218562 – www.4leoni.com
Fino al 23 aprile
Scenari
Nuova edizione della rassegna d’arte ideata e curata dal critico Carlo Franza nelle sale e negli spazi dell’Hotel Plus Florence. Sei mostre, sei artisti e sei ‘scenari’ per un viaggio fra le espressioni dell’arte contemporanea. I sei di questo capitolo sono Stefano Alvino (‘Aspetti della post-Street Art’), Andy Ceausu (’Mondi immaginari’), Mario Creti (‘L’Abbecedario del mondo’), Alessandro Licchetta (‘Alessandro Licchetta e il V Festival del Capo di Leuca’), Berkeley Rodmell (‘Diario contemporaneo’) ed Eugenia Serafini (‘Il tempo e la memoria’). Espongono anche Loi Di Campi (’Schedario dell’alfabeto’) e Valeria Modica (‘Città d’Italia’) con il suo itinerario di architetture, di monumenti e di città d’Italia.
Ingresso libero. Orario: nell’apertura dell’hotel.
Plus Florence Hotel – Via Santa Caterina d’Alessandria, 15 – Firenze
Info: 055.6286347
Fino al 23 aprile
Mauro Staccioli. Basta un segno per cambiare un luogo
Una mostra curata da Caterina Martinelli apre il nuovo anno della Galleria Il Ponte: una personale dedicata a Mauro Staccioli, artista che la galleria segue da oltre trent’anni e il cui lavoro è tutelato dall’Archivio Mauro Staccioli, presieduto dalla figlia Giulia e diretto da Andrea Alibrandi. L’allestimento si concentra su un particolare segmento della ricerca del maestro toscano (Volterra 1937 – Milano 2018), a partire dagli anni Ottanta, quando la linea curva entra nel suo lessico scultoreo come segno di apertura e movimento, superando la rigidità delle forme precedenti senza abbandonarne la portata critica. Le grandi installazioni degli anni Ottanta – dalla Rotonda della Besana a Milano (1987), a Seul ’88 (1988) e Prato ’88 (1988) – mostrano come la curva diventi lo strumento privilegiato per trasformare lo spazio urbano e naturale in luoghi di riflessione e partecipazione. Da qui il repertorio formale di Staccioli, sviluppato tanto nella scultura quanto nel disegno, comincia a proliferare di anelli, tondi, ellissi, quadrati e triangoli dai lati curvi che invitano lo spettatore a muoversi intorno alla scultura, a guardare oltre, a percepire la relazione tra forma, ambiente e corpo. La loro morbidezza visiva accoglie, guida lo sguardo, suggerisce percorsi possibili e al tempo stesso conserva la capacità di attivare una riflessione critica.
Orario: dal lunedì al venerdì 10-13 e 15-19, sabato su appuntamento, chiuso domenica.
Galleria Il Ponte – Via di Mezzo, 42/b – Firenze
Info: 055.240617 – www.galleriailponte.com
Fino al 26 aprile
Michelangelo Maiorfi (1862-1893): progettare il futuro riscoprendo l’antico
Allestita all’interno della Saletta mostre del Museo archeologico, Fiesole ospita una mostra curata dalla prof.ssa Giuseppina Carla Romby, in collaborazione con Silvia Borsotti, Valentina Cappellini e Francesco Tanganelli che mette a fuoco la storia urbanistica ottocentesca della città. L’esposizione si pone come obiettivo quello di mettere in luce il ruolo significativo dell’ingegnere Michelangelo Maiorfi nell’ambito delle trasformazioni urbanistiche che, sulla scorta di Firenze Capitale, hanno interessato anche Fiesole nella seconda metà del XIX secolo. Attraverso documenti d’archivio, progetti e materiali storici, è così possibile ripercorrere le principali tappe dell’attività progettuale di Maiorfi, destinata a ridisegnare il volto della città e a valorizzarne le antiche origini etrusche e romane in un periodo in cui le trasformazioni urbanistiche seguivano l’onda lunga delle innovazioni apportate dalla Firenze Capitale.
Orario: tutti i giorni 9-19.
Museo Civico Archeologico – Largo Piero Farulli 1 – Fiesole
Info: 055.5961293 – www.museidifiesole.it
Fino all’11 maggio
Spinello Aretino: il Trittico restaurato
Il trittico di Spinello Aretino raffigurante la ‘Madonna col Bambino in trono e quattro angeli fra i santi Paolino vescovo, Giovanni Battista, Andrea, Matteo’, con i Profeti Geremia e Mosè nei tondi superiori, è tornato a splendere nella Galleria dell’Accademia di Firenze dopo un importante intervento di restauro avviato nel novembre 2024 e appena concluso, accompagnato da una completa campagna di indagini diagnostiche. All’interno dell’esposizione, a cura di Elvira Altiero ed Eleonora Pucci, un video racconta la storia conservativa del dipinto e le diverse fasi dell’intervento, svolto sotto la direzione di Elvira Altiero ed Eleonora Pucci. Spinello di Luca, noto come Spinello Aretino (1350-1410), fu tra i protagonisti della pittura toscana tardo medievale, contribuendo al rinnovamento del linguaggio figurativo del suo tempo. Il trittico, un dipinto su tavola a fondo oro, firmato e datato 1391, fu commissionato dal mercante lucchese Paolino di Simonino di Bonagiunta per l’oratorio di Sant’Andrea a Lucca: i santi raffigurati nei pannelli laterali rendono omaggio a Sant’Andrea, titolare della chiesa, e ai nomi del donatore e dei suoi fratelli. Fu realizzato da Spinello in un periodo di frequenti spostamenti dell’artista tra le città di Lucca, Pisa e Firenze e costituisce un punto fermo per la ricostruzione della carriera del pittore.
Orario: tutti i giorni 8.15-18.50, chiuso lunedì.
Galleria dell’Accademia – Via Ricasoli, 58/60 – Firenze
Info: 055.0987100 – www.galleriaaccademiafirenze.it
Fino al 17 maggio
In Verso. Frammenti narrativi
Il tempo, il sacro e l’identità sono le tre direttrici lungo cui si sviluppa la nuova mostra di Oliviero Rainaldi, organizzata da Exponent nelle sale storiche del Palazzo Pretorio di Certaldo per cura di Beatrice Audrito e Davide Sarchioni. Il progetto riunisce oltre trenta opere tra lavori storici e recenti – alcuni inediti – offrendo uno spaccato significativo di una ricerca capace di far convivere classicismo e modernità in un linguaggio essenziale e riconoscibile. Tra gli artisti della sua generazione che più hanno indagato il tema del sacro, il pescarese Rainaldi (classe 1956) rielabora i repertori iconografici della tradizione in una visione contemporanea: le immagini vengono sottratte alla narrazione per tornare a una dimensione primaria, quasi originaria. Nel continuo passaggio tra pittura e scultura, pieno e vuoto, corpo e ombra, il sacro non è mai didascalico ma profondamente umano, attraversato da fragilità e attesa. Le iconografie cristiane, private della loro funzione narrativa, diventano presenze simboliche essenziali. In questo contesto si innesta anche il tema dell’identità, intesa come processo. Le figure di Rainaldi non affermano ma interrogano, come nei lavori più recenti dove la forma si frammenta e si apre, mettendo in discussione l’idea di compiutezza. L’opera diventa così traccia, passaggio e luogo di trasformazione.
Orario: dal lunedì al venerdì 10-13 e 14.30-16.30, sabato e domenica (10-13 e 14.30-17.30); dall’1 aprile tutti i giorni 10-13 e 14.30-19, chiuso il martedì.
Palazzo Pretorio – Piazzetta del Vicariato, 4 – Certaldo
Info: 0571.661219 – www.comune.certaldo.fi.it – www.visitcertaldo.com
Fino al 29 maggio
MARIO CEROLI. Mito e materia
Nella sede fiorentina del Lungarno, Tornabuoni Arte presenta la prima antologica dedicata al maestro Mario Ceroli (Castel Frentano – Chieti, 1979) allestita in Italia dalla galleria. L’esposizione ripercorre le tappe principali della carriera di Ceroli, protagonista della scena artistica romana, dagli anni Sessanta al 2000, artista poliedrico che ha superato i confini tradizionali dell’opera d’arte, esplorando l’interazione tra scultura, pittura, architettura e teatro. La mostra riunisce quaranta opere – tra sculture e installazioni, insieme alle classiche ‘silhouettes’ in legno, materiale prediletto dall’artista – significative del suo percorso, caratterizzato da una grande libertà immaginativa e dalla sua ricerca creativa. Realizzate tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta, si trovano qui una serie di opere in tavolato ligneo (pino di Russia), con protagonisti gli eroi del mito greco e i guerrieri, in particolare i cicli ispirati ai celebri Bronzi di Riace. Nel percorso espositivo figura anche ‘Eleusi’ (1979), immagine di forte suggestione che evoca i Grandi Misteri Eleusini, e ‘Gloria eterna ai caduti per la pittura’ (1972), che elenca ironicamente i nomi di critici d’arte, collezionisti e mercanti. Più recenti ‘Le talebane’ (2022), due sculture in legno di grande forza evocativa originate da suggestioni di cronaca politica.
Ingresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 9-13 e 15-19, chiuso sabato e domenica.
Tornabuoni Arte – Lungarno Benvenuto Cellini, 3 – Firenze
Info: 055.6812697 – www.tornabuoniarte.com
Fino al 31 maggio
Nelle foreste di Borneo. Viaggio di Odoardo Beccari nelle terre del Ragià Bianco
Al Museo La Specola (Aula Multifunzionale, piano terra) una esposizione curata da Lorenzo Cecchi, Anna Donatelli, Stefano Di Natale e Chiara Nepi, celebra la figura di Odoardo Beccari (1843-1920), naturalista fiorentino e figura di spicco della cultura scientifica italiana. Nel 160° anniversario del suo primo viaggio in Borneo, il Museo di Storia Naturale di Firenze, che custodisce i lasciti più preziosi del suo lavoro, rende omaggio a Beccari con una mostra dedicata alla sua impresa, iniziata quando aveva solo 22 anni. In tre anni il ricercatore percorse in lungo e in largo la giungla del Sarawak registrando dati, raccogliendo migliaia di reperti scientifici ed entrando in profondo contatto con la natura e con le comunità indigene di questi luoghi inesplorati. Reperti originali, fotografie inedite e immagini spettacolari del Borneo contemporaneo guidano il visitatore in un viaggio tra scienza, avventura e memoria, sulle tracce di un giovane esploratore che seppe trasformare la curiosità in conoscenza e che oggi ci ricorda la straordinaria ricchezza di quelle foreste ma anche la loro estrema fragilità. La mostra rientra nel calendario di eventi per i 250 anni del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze.
Orario: tutti i giorni 9-17, chiuso lunedì.
Museo di Storia Naturale – La Specola – Via Romana, 17 – Firenze
Info: 055.2756444 – www.sma.unifi.it
Fino al 7 giugno
Toulouse-Lautrec. Un viaggio nella Parigi della Belle Époque
Un viaggio nel cuore del Museo degli Innocenti, per immergersi nella Parigi di fine ‘800 con il genio di Toulouse-Lautrec (1864-1901), tra le figure più significative dell’arte del tardo Ottocento: uno dei maggiori post-impressionisti e il primo artista pubblicitario. Oltre 170 opere dell’artista francese, provenienti da Amburgo e da Alby, saranno affiancate da arredi, manufatti e materiali d’epoca, opere di altri grandi artisti coevi e molto altro, per un vero e proprio viaggio nel tempo, nel cuore di Montmartre fin de siècle, tra i colori accesi dei manifesti e l’atmosfera frenetica dei caffè-concerto. Un invito a perdersi nella magia notturna di Parigi, tra ballerine, poeti e sognatori. Con il patrocinio del Comune di Firenze, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia ancora una volta al fianco del Museo degli Innocenti, in collaborazione con Cristoforo, l’Ernst Barlach Museumsgesellschaft Hamburg e BridgeconsultingPro, è curata dal Dr. Jürgen Doppelstein e vede Gabriele Accornero come project manager della Collezione.
Orario: tutti i giorni 9.30-19.
Istituto degli Innocenti – Piazza della SS.Annunziata, 12 – Firenze
Info: 055.20371 – www.museodeglinnocenti.it
Fino al 14 giugno
Icone di potere e bellezza
Il Museo Archeologico di Firenze ospita una mostra che analizza lo sviluppo storico dell’uso delle immagini per la celebrazione, la conservazione e la trasmissione del potere imperiale. L’esposizione, curata da Daniele Federico Maras e Barbara Arbeid, rispettivamente direttore e curatrice del Museo fiorentino, presenta 20 oggetti antichi di forte valore simbolico provenienti dalle raccolte medicee, riuniti attorno a quattro teste di bronzo dorato a grandezza naturale: tre ritratti imperiali provenienti dal Museo di Santa Giulia a Brescia, gestito dalla Fondazione Brescia Musei, e una testa di Venere dalle antiche collezioni granducali. In particolare, si potranno ammirare medaglioni e monete (aurei, sesterzi, denari, assi) che veicolavano il ritratto imperiale come simbolo e garanzia della continuità del potere, ma anche gemme, anelli e collane d’oro, destinati a un uso ‘privato’, ma non meno ricco di significato simbolico, e una splendida testa d’aquila a grandezza naturale, simbolo della maestà di Giove. Il percorso espositivo prende in esame il periodo tra la fine del II secolo d.C. e il III secolo d.C. quando la crisi delle successioni e della gestione stessa dell’Impero rese evidente la necessità di un ripensamento della comunicazione. La rassegna s’inserisce nel quadro di una collaborazione con la Fondazione Brescia Musei, che al Parco archeologico di Brescia romana ospita fino al 12 aprile il celebre ‘Idolino di Pesaro’ di arte romana in prestito dal museo fiorentino.
Orario: lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato, prima domenica del mese e festivi: 8.30-14, giovedì 13.30-19.
Museo Archeologico Nazionale – Via della Colonna, 38 – Firenze
Info: 055.23575 – 055.294883 – museitoscana.cultura.gov.it
Fino al 14 giugno
Astra Codex
L’Istituto de’ Bardi di Firenze prosegue il proprio percorso dedicato alle eccellenze del ‘saper fare’ ospitando una mostra dell’artista tessile Daniele Davitti (Firenze, 1986), diplomato al Polimoda: un allestimento che unisce naturalmente maestria tecnica, immaginazione e memoria storica. L’esposizione, a cura di Lavinia Pini, si presenta come un affascinante compendio astrologico: dodici pannelli dedicati ai segni zodiacali, che non vengono rappresentati attraverso i loro simboli tradizionali, ma reinterpretati a partire da opere d’arte e dettagli architettonici presenti a Firenze, trasformati in figure antropomorfe di straordinaria forza visiva. Ciascun pannello è interamente ricamato a mano con fili bianchi e dorati su tessuti d’epoca tinti in rosa antico dalle artigiane Valentina e Laura Fiorini del laboratorio Ratafià. Perle di fiume, micro perle di vetro e cristalli esaltano la ricchezza dei dettagli. Davitti combina i punti caratteristici del suo stile – punto pieno, raso, cordoncino, nodi francesi – in composizioni minuziose che trasformano il tessuto in un vero medium narrativo e sensoriale. Oltre ai dodici pannelli, il percorso espositivo dedica una sala al processo creativo: una selezione di disegni preparatori di Davitti permette di seguire l’evoluzione delle figure dall’idea al ricamo, mentre un video del making-of diretto da Lapo Quagli documenta il lavoro dell’artista e le tecniche impiegate nella realizzazione delle opere.
Orario: su appuntamento.
Istituto de’ Bardi – Palazzo Capponi – Via de’ Michelozzi, 2 – Firenze
Info: 055.0736028 – www.istitutodebardi.org
Fino al 21 giugno
ALFREDO PIRRI | Quello che avanza
Si inaugura con la performance site – specific di Alfredo Pirri il nuovo spazio Polytropon Arts Centre a San Francisco di Pelago (Pontassieve), situato in un ex complesso industriale lungo il fiume Sieve. L’opera dell’artista cosentino (classe 1957) abita gli spazi del centro con un intervento architettonico e poetico creato per questa occasione e prende forma come ‘residuo attivo’, ovvero ciò che rimane dopo un processo ma che, proprio per questo, continua a generare senso. L’installazione si compone di una serie di cianotipie, tecnica storicamente legata alla registrazione della luce che Pirri utilizza come strumento di riflessione sulla conservazione e l’alterazione dell’immagine. Il suo blu intenso trattiene lo sguardo e lo cattura. È il colore di una memoria che ha rinunciato alla forma compiuta per farsi traccia e impronta. Dei 144 fogli realizzati da Pirri, 130 documentano fasi di lavorazione e materiali residui, mentre 14 sono ottenuti tramite l’impressione diretta di piume esposte ai raggi UV. Le immagini oscillano tra riconoscibilità e asrazione, evocando forme vegetali. In dialogo ideale con le cianotipie sono le opere della serie ‘ARIE’ realizzate con piume, pigmenti, plexiglas e cristallo: fotogrammi immobili di un movimento invisibile
Ingresso gratuito. Orario: da giovedì a domenica 12-20, altri giorni su appuntamento.
Polytropon Arts Centre – Via del Molino, 21 – loc. San Francesco – Pelago
Info: valeria@polytropon-arts.org – www.polytropon-arts.org
Fino al 23 agosto
Rothko a Firenze
La Fondazione Palazzo Strozzi presenta una delle più grandi mostre mai dedicate in Italia a Mark Rothko (Lettonia 1903 – New York, 1970), indiscusso maestro dell’arte moderna americana. A cura di Christopher Rothko ed Elena Geuna, l’evento è un progetto concepito appositamente per Palazzo Strozzi ed esplora come Rothko traduca in pittura la tensione tra misura classica e libertà espressiva, dando vita attraverso il colore a una nuova percezione dello spazio che oltrepassa la bidimensionalità della tela. In mostra oltre 70 opere provenienti da prestigiose collezioni private e da musei come il MoMA e il Metropolitan di New York, la Tate di Londra, il Centre Pompidou di Parigi e la National Gallery di Washington. Il percorso espositivo è cronologico e ripercorre l’intera carriera di Rothko: dagli anni ’30 e ’40, caratterizzati da opere figurative e in dialogo con i linguaggi dell’Espressionismo e del Surrealismo, fino agli anni ’50 e ’60, che si distinguono per le celebri tele astratte create attraverso ampie campiture cromatiche capaci di coinvolgere lo spettatore attraverso un vocabolario intriso di spiritualità e poesia. Da Palazzo Strozzi il progetto si estende coinvolgendo due luoghi particolarmente cari all’artista: il Museo di San Marco, con opere in dialogo con gli affreschi di Beato Angelico, e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana progettato da Michelangelo.
Orario: tutti i giorni 10-20, giovedì 10-23.
Palazzo Strozzi – Piazza Strozzi – Firenze
Info: 055.2645155 – www.palazzostrozzi.org
Fino al 13 settembre
Baselitz. AVANTI!
Il Museo Novecento di Firenze presenta una grande mostra dedicata a uno dei protagonisti dell’arte contemporanea, curata da Sergio Risaliti e realizzata in collaborazione con lo studio dell’artista, un progetto espositivo di ampio respiro che mette al centro una dimensione fondamentale e spesso meno esplorata della pratica di Georg Baselitz: l’incisione. Distribuita sui tre piani del museo, la mostra riunisce circa 170 opere, tra stampe, dipinti e sculture, restituendo la complessità e la radicalità di una ricerca che attraversa oltre sessant’anni di lavoro, la varietà dei temi affrontati e la sua idea di arte come rasformazione e gesto sovversivo, lontano da ogni forma di armonia rassicurante. Nato nel 1938 in Germania come Hans-Georg Kern e cresciuto tra le rovine della Seconda guerra mondiale, Baselitz fa della distruzione una matrice fondante della propria opera. Celebre il suo rovesciamento delle immagini, atto simbolico e concettuale che destabilizza la visione. La mostra mette inoltre in luce il legame profondo tra l’artista e Firenze: borsista di Villa Romana nel 1965, Baselitz entra in contatto con l’arte anticlassica ed espressionista del Cinquecento italiano, in particolare con Rosso Fiorentino, Domenico Beccafumi e Jacopo da Pontormo, riuscendo così a demolire la tradizione figurativa per rigenerarla dalle sue stesse ceneri.
Orario: tutti i giorni 11-20, chiuso giovedì.
Museo Novecento – Piazza Santa Maria Novella, 10 – Firenze
Info: 055.286132 – www.museonovecento.it
Fino al 4 ottobre
Ottone Rosai. Poeta innanzitutto
Circa 70 opere del maestro Ottone Rosai, tanto amato a Firenze quanto poco noto al di fuori, prendono posto su due piani del Museo Novecento in una mostra dal taglio particolare curata da Sergio Risaliti. La mostra prende avvio dal confronto tra i dipinti del Lascito Rosai al Comune di Firenze e le opere dell’artista provenienti dalla Collezione Alberto Della Ragione (base su cui è nato il Museo Novecento), riunite per la prima volta in un percorso unitario. Articolata in due ambienti distinti, l’esposizione consente di indagare le figure e i luoghi cari a Ottone Rosai (Firenze, 1895 – Ivrea, 1957), restituendo un’immagine complessa del pittore e del suo rapporto con la propria città e gli intellettuali del suo tempo. Fra i dipinti del Lascito, provenienti dallo studio del Maestro, spicca una lunga serie di ritratti di letterati e artisti suoi contemporanei e amici, mentre dalla Raccolta Della Ragione emergono i ‘ritratti’ del paesaggio fiorentino, le stradine, le colline, i monumenti, la celeberrima via di San Leonardo, dove Rosai aveva il suo studio. Completa l’esposizione una selezione di documenti provenienti dal Gabinetto Vieusseux, Archivio Contemporaneo A.Bonsanti. La mostra è un tassello di raccordo tra le collezioni civiche fiorentine e la figura di Georg Baselitz, grande estimatore di Rosai e protagonista di un’altra mostra al Museo Novecento.
Orario: tutti i giorni 11-20, chiuso giovedì.
Museo Novecento – Piazza Santa Maria Novella, 10 – Firenze
Info: 055.286132 – www.museonovecento.it
2 aprile – 25 agosto
Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti
Palazzo Medici Riccardi ospita una mostra che restituisce al grande pubblico il ruolo centrale della città nella diffusione dell’Art Déco in Italia ed Europa. Promossa da Città Metropolitana di Firenze e organizzata da Fondazione MUS.E, l’esposizione – a cura di Lucia Mannini – racconta un decennio di straordinario fermento creativo, in cui Firenze si afferma come laboratorio raffinato di arti applicate, moda, design, teatro e arti decorative. Ceramiche, vetri, arredi, gioielli, tessuti, abiti, manifesti e costumi di scena ricostruiscono il clima culturale degli anni Venti, mettendo in dialogo artisti e manifatture che seppero rinnovare la tradizione con uno sguardo aperto alle avanguardie e al gusto internazionale.
Dal contributo di Gio Ponti per Richard-Ginori alle opere di Galileo Chini, da Thayaht ai gioielli ricercati dall’alta società internazionale fino alle magnifiche sete apprezzate da D’Annunzio e agli accattivanti manifesti pubblicitari: il percorso espositivo propone una lettura ampia e non localistica del Déco fiorentino, evidenziandone la rilevanza nazionale e internazionale. Un viaggio immersivo nelle atmosfere di un’epoca che ha segnato in modo duraturo l’identità moderna della città.
Orario: tutti i giorni 9-19, chiuso mercoledì.
Palazzo Medici Riccardi – Via Cavour, 3 – Firenze
Info: 055.2760552 – www.palazzomediciriccardi.it
14 aprile – 2 agosto
There Are Other Fish In The Sea
La Fondazione Palazzo Strozzi e la Fondazione Hillary Merkus Recordati presentano una nuova installazione site-specific per il Cortile di Palazzo Strozzi realizzata da SUPERFLEX, collettivo danese riconosciuto a livello internazionale per opere e progetti che ripensano il ruolo dell’arte in relazione a dinamiche sociali, economiche e ambientali del nostro tempo. L’installazione è prodotta in collaborazione con Kunsthal Spritten (Aalborg, Danimarca), che ospiterà l’opera in una versione rinnovata in occasione della sua inaugurazione nel 2027. A cura di Arturo Galansino, direttore della Fondazione Strozzi, l’installazione instaura un dialogo suggestivo e inatteso con l’architettura rinascimentale del Cortile. Prefigurando un futuro in cui l’innalzamento del livello dei mari altererà irreversibilmente la vita dell’uomo, ‘There Are Other Fish In The Sea’ (‘Ci sono altri pesci nel mare’) propone un progetto di ”architettura interspecie” che invita i visitatori a immaginare nuove modalità di coesistenza tra esseri umani e non umani. Nel sessantesimo anniversario della devastante alluvione del 1966 a Firenze, il Cortile diventa il punto di partenza per promuovere un cambiamento di prospettiva nel nostro rapporto con l’ambiente, mettendo in discussione la tradizionale centralità attribuita all’essere umano.
Ingresso libero. Orario: tutti i giorni 10-20, giovedì fino alle 23.
Palazzo Strozzi – Piazza Strozzi- Firenze
Info: 055.2645155 – www.palazzostrozzi.org




