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Le Mostre d’arte a Grosseto e provincia

03 Gennaio 2025 - 31 Dicembre 2026 ore 23:59

Fino al 31 agosto

Un mecenate e i suoi tesori

Prorogata per tutta l’estate 2026 questa mostra aperta un anno fa per celebrare i 25 anni del MuVet, il Museo ‘Isidori Falchi’ di Vetulonia: un percorso di studio e ricerca coordinato da Simona Rafanelli, direttrice scientifica del museo, e da Vincent Jolivet del Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi. L’allestimento è dedicato alla collezione archeologica del marchese Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona e riunisce pezzi antichi, bronzi, terrecotte e ceramiche di produzione etrusca e greca, epoche così lontane tra loro riunite in un interessante dialogo con alcuni capolavori scultorei bronzei del Futurismo provenienti dalla sezione di Arte contemporanea della stessa collezione privata del marchese Ruggi d’Aragona. Fra questi ‘Sviluppo di una bottiglia nello spazio’ di Umberto Boccioni, ‘Gli Archeologi. Oreste e Pilade’ di Giorgio de Chirico e il ‘Giano Bifronte’ di Gino Severini, presentato vicino alla statuetta del dio etrusco Culsans, capolavoro ellenistico in bronzo concesso in prestito dal MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona. A queste opere si è aggiunta nel maggio scorso ‘Forme uniche della continuità nello spazio’ capolavoro concepito da Boccioni nel 1913, che rappresenta la sintesi più alta della sua ricerca sul movimento e sulla dinamica del corpo umano.

Orario: dal martedì alla domenica 10-14 e 15-19, lunedì festivi aperto.

Museo Archeologico ‘Isidoro Falchi’ – Piazza Vetluna – Loc. Vetulonia – Castiglione della Pescaia

Info: 0564.948058 – www.museoisidorofalchi.it


Fino al 31 agosto

Un’altra Maremma

La mostra inaugura lo spazio espositivo dell’ex Frantoio, al Centro visite del Parco della Maremma ad Alberese. L’esposizione propone uno sguardo trasversale sulla Maremma, sia sotto il profilo cronologico sia sotto quello interpretativo, mettendo in dialogo gli scatti di Michele Nastasi e alcune fotografie dei fratelli Gori, tratte dalla mostra realizzata dall’Archivio Foto Gori nell’estate del 2025 per celebrare i 50 anni del Parco della Maremma. Le immagini raccontano il territorio offrendo uno spaccato della vita della comunità negli anni che precedono la costituzione dell’Ente Parco. L’allestimento presenta il territorio non solo come deposito di belle vedute e paesaggi bucolici, ma come uno spazio artificiale e controverso, fatto di canali, strade, poderi e quartieri urbani. Un’esposizione in cui fotografie contemporanee e fotografie storiche dialogano tra loro e creano percorsi di senso anche grazie alla loro collocazione: il percorso espositivo si snoda infatti tra i macchinari storici dell’ex frantoio, recentemente riallestito. Michele Nastasi è un fotografo che conduce ricerche sull’architettura e sul paesaggio, l’Archivio Foto Gori gestisce invece il ricco patrimonio fotografico frutto dell’attività della famiglia Gori dagli anni Venti fino al 1999, anno di cessazione dell’attività commerciale.

Ingresso libero. Orario: tutti i giorni 8.30-15.

Centro visite del Parco della Maremma – Via del Bersagliere, 7/9 – Loc. Alberese – Grosseto

Info: 0564.393238 – centrovisite@parco-maremma.it


Fino al 6 settembre

Il tempo del realismo. Guttuso, Levi, Treccani e gli artisti maremmani

Al Polo Culturale delle Clarisse di Grosseto una esposizione che ricostruisce il clima culturale del dopoguerra nella Maremma grossetana, mettendo a confronto i grandi protagonisti del realismo italiano – da Renato Guttuso a Carlo Levi, da Ernesto Treccani a Giuseppe Zigaina – con gli artisti locali che in quegli anni iniziarono a misurarsi con un linguaggio capace di raccontare il lavoro, le condizioni sociali e le trasformazioni del territorio. Sullo sfondo, la tragedia mineraria di Ribolla del 1954, che portò la Maremma al centro del dibattito culturale e civile nazionale. Il percorso si articola in tre sezioni e si estende a fotografia e cinema, restituendo attraverso immagini e documenti il contesto storico e umano dell’epoca. Non si tratta soltanto di una mostra di pittura, scultura e fotografia. Il progetto, curato da Luca Quattrocchi e Livia Spano dell’Università di Siena, intende infatti ripercorrere il clima intellettuale e civile che si sviluppò in Maremma a partire dagli anni successivi alla tragedia di Ribolla, testimoniato dai testi letterari di Luciano Bianciardi e Carlo Cassola e dalla storica mostra grossetana del 1956, restituendo al visitatore il senso di un’epoca in cui arte, politica e società finirono per intrecciarsi in modo profondo.

Orario: giovedì e venerdì 10-13 e 17-20, sabato e domenica 10-13 e 16-19, chiuso lunedì, martedì e mercoledì.

Polo culturale Le Clarisse – Via Vinzaglio, 27 – Grosseto

Info: 0564.488067 – www.clarissegrosseto.it


Fino al 20 settembre

Diabolik – L’Anima in Nero

Dopo il successo della prima edizione, il Follomix torna a Follonica con un’anteprima che accompagna la città verso il festival di settembre. Ospitata dalla Pinacoteca Civica ecco infatti una mostra organizzata in collaborazione con Astorina, storica casa editrice del celebre Diabolik. L’allestimento accompagna i visitatori alla scoperta di uno dei personaggi più iconici del fumetto italiano. Al centro del percorso espositivo ci sono Diabolik ed Eva Kant, lui geniale e inafferrabile criminale, lei compagna intelligente e determinata. Insieme formano da 60 anni una delle coppie più celebri della narrativa italiana. Uno spazio speciale è dedicato ad Angela e Luciana Giussani, le due sorelle che nel 1962 diedero vita a Diabolik, rivoluzionando il fumetto italiano con un formato innovativo pensato per i pendolari. La mostra è arricchita dalle tavole originali del disegnatore Riccardo Nunziati, tra i più apprezzati autori contemporanei legati all’universo di Diabolik. Il programma prosegue dal 5 al 20 settembre con una seconda esposizione presso la Fonderia 1, dedicata a ‘I trucchi di Diabolik’, che permetterà al pubblico di approfondire gli ingegnosi espedienti e le invenzioni che hanno reso celebre il Re del Terrore. Nello stesso spazio è inoltre allestita una mostra dedicata alle opere di Riccardo Nunziati.

Ingresso gratuito. Orario: tutti i giorni 21-00, chiuso lunedì.

Pinacoteca Civica – Piazza del Popolo, 1/2 – Follonica

Info: 0566.59251 – www.museidimaremma.it


Fino al 27 settembre

Mauro Staccioli. La scultura

‘Segnare, interrogare, attraversare (1971-2016)’ è il sottotitolo di questa mostra dedicata a Mauro Staccioli e ospitata per tutta l’estate all’interno del Forte Stella di Porto Ercole. Siamo di fronte a una sintetica retrospettiva in cui vengono presentate ventidue opere fra sculture e disegni. Fra queste quattro esemplari, tutti monumentali, sono posizionati nei quattro angoli dei bastioni a forma di stella, su cui poggia la possente struttura esagonale del fortilizio. All’interno delle sei sale triangolari sono installate, in una disposizione cronologica, le altre quattordici sculture e quattro disegni, abbracciando sostanzialmente tutto il percorso del lavoro di Staccioli dal 1971 al 2016. A cura di Francesca Rosi e Caterina Martinelli, l’esposizione è sostenuta dal Comune di Monte Argentario e dall’Azienda Speciale Argentario Mobilità & Ambiente, ed è realizzata con il contributo scientifico dell’Archivio Mauro Staccioli. Le sculture di Mauro Staccioli nascono da un dialogo profondo con lo spazio per cui sono realizzate: non lo occupano soltanto, ma lo interrogano, lo trasformano, invitano ad attraversarlo. Le sculture esposte a Forte Stella, in ferro, cemento e acciaio corten, evidenziano tale percorso, mentre i disegni su carta mostrano la continuità tra la dimensione monumentale e quella più intima della ricerca dell’artista. Forme geometriche ed essenziali, nel loro costante senso di equilibrio precario, esortano l’osservatore a vivere lo spazio in modo consapevole e personale.

Orario: tutti i giorni 10.30-12.30 e 16-18, fino al 31 agosto tutti i giorni 17-21.

Forte Stella – Loc. Porto Ercole – Monte Argentario

Info: 0564.332075 – 055.240617 – www.maurostaccioli.org


Fino all’11 ottobre

Il Piombo di Magliano. Nel labirinto della lingua etrusca

Dopo oltre 140 anni, il Piombo di Magliano, una delle più importanti e complesse iscrizioni della civiltà etrusca, torna nel luogo del suo ritrovamento. Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze ha infatti prestato il prezioso reperto (e lo espone per cura di Daniele F.Maras) al Museo Archeologico di Magliano in Toscana riportandolo temporaneamente nella sua comunità di origine. Il Piombo fu scoperto casualmente nel 1882 durante lavori agricoli. I fratelli Busatti, proprietari del terreno e consapevoli dell’eccezionale valore del reperto, decisero di venderlo al Regio Museo Archeologico di Firenze per la somma di 1.000 lire, affinché fosse custodito in una grande istituzione museale a vantaggio della ricerca scientifica. Da allora il reperto è sempre rimasto a Firenze. Il Piombo di Magliano è un disco di metallo inciso su entrambe le facce con due lunghe iscrizioni etrusche disposte a spirale, che registrano una serie di riti dedicati alle divinità etrusche dell’Aldilà. Databile alla metà del V secolo a.C., è la quinta iscrizione etrusca per lunghezza finora conosciuta e rappresenta una testimonianza eccezionale della cultura e della religione etrusca. Il Piombo continuerà a essere presente nel museo anche dopo il rientro a Firenze grazie a una stampa 3D e a un elaborato video realizzati dal CNR.

Ingresso libero. Orario: tutti i giorni 9.30-11.30 e 18.30-22.30, dall’1 al 13 settembre tutti i giorni 9.30-12.30 e 16-19, dal 18 al 30 settembre venerdì sabato e domenica 9.30-12.30 e 15.30-18.30, dal 1 ottobre sabato e domenica 9.30-12.30 e 15-18.

Museo Archeologico – Via Giuseppe Garibaldi, 12 – Magliano in Toscana

Info: 0564.593431 – www.comune.magliano-in-toscana.gr.it


Fino al 17 gennaio 2027

Una storia alle soglie dell’Anno Mille. Il gioiello e la sepoltura di Montieri

Una narrazione intrigante sta alla base di questa mostra che Massa Marittima ci presenta nel Museo di San Pietro all’Orto. Protagonista è un prezioso gioiello dell’Alto Medioevo, una spilla di grandi dimensioni che le persone altolocate usavano per chiudere mantelli o vesti: la forma è a disco in oro, decorata con granato, smalto, filigrana, ametiste e perle di vetro opaco. Un oggetto di altissimo lusso, raro nel panorama europeo e ancora più prezioso perché rinvenuto in un contesto archeologico ben documentato: gli scavi diretti da Giovanna Bianchi (UniSiena, coordinatrice scientifica anche della mostra) in località Canonica, a pochi chilometri da Montieri. Qui sono stati portati alla luce sia i ruderi di un complesso religioso con al centro una chiesetta costruita tra la fine del X e i primi decenni dell’XI secolo, sia la sepoltura di un individuo i cui resti, dopo approfonditi studi antropologici, sono stati identificati come quelli di un eremita, probabilmente molto venerato e sulla cui tomba fu eretta la chiesa. La spilla sarebbe proprio il dono augurale sepolto durante il rito di fondazione del luogo di culto, un edificio altrimenti scomparso dai documenti storici e costruito con una particolare tipologia architettonica a pianta centrale con sei absidi, frequente in Croazia ma unica in Italia. La mostra ci racconta con resti, oggetti, documenti, video e ricostruzioni 3D questa scoperta sorprendente e ci permette anche di approfondire le vicende e i legami del territorio delle Colline Metallifere nel suo momento di massimo fulgore.

Orario: tutti i giorni 9.30-13 e 14.30-18.

Museo di San Pietro all’Orto – Corso Diaz, 36 – Massa Marittima

Info: 0566.906525 – www.museidimaremma.it

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Direttore responsabile mensile Toscana Tascabile Eventi: Gloria Chiarini

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