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Boboli Giardino letterario. Tour gratuiti alla scoperta del Parco mediceo – Giardino di Boboli, Firenze

22 Giugno 2021 ore 10:00 - 29 Luglio 2021 ore 12:00

A partire da martedì 18 maggio, ogni martedì e giovedì, via a tour guidati al Giardino di Boboli, visto attraverso gli occhi di grandi scrittori.

Henry James, Johann Wolfgang Von Goethe, Fedor Dostoevskij, Eugenio Montale e Herman Hesse.

Sono solo alcuni degli scrittori, poeti, filosofi e artisti, che nei secoli hanno visitato il Giardino di Boboli e ne sono rimasti affascinati.

Da sempre luogo dell’immaginazione, Boboli ha ispirato opere, anche in tempi recenti, di scrittori popolarissimi come Dan Brown che hanno deciso di parlare o addirittura ambientare un loro romanzo nel più famoso giardino di Firenze.

Con l’iniziativa “Boboli Giardino letterario”, infatti, le Gallerie degli Uffizi offrono ai visitatori percorsi in lingua italiana e inglese.

Ogni martedì e giovedì, alle ore 10, le visite saranno incluse nella tariffa del regolare biglietto di ingresso a Boboli.

Per aderire è necessario prenotare, entro il venerdì antecedente la data scelta, scrivendo un’email a: ga-uff.eventiboboli@beniculturali.it.

I gruppi, massimo 10 persone per data, seguiranno l’ordine di ricevimento delle mail. L’appuntamento per l’inizio della visita, della durata di circa due ore, è presso il portone centrale di Palazzo Pitti.

Sarà possibile scoprire di Goethe che rimane a Firenze per poche ore, ma trova il tempo per visitare il Giardino Granducale, o ancora di Henry James che ne parla nel suo “taccuino di viaggio”, “Ore italiane” pubblicato nel 1909, nel quale l’autore si confessa affetto da una sorta di “mal d’Italia” (“the luxury of loving Italy”).

O ancora di Eugenio Montale che era solito andarci, quando viveva a Firenze, per declamare poesie alla sua musa. Il tutto seguendo Gabriele Morandi che farà da guida ai visitatori alla scoperta di punti di vista inediti sulle parole degli scrittori.

Quando penso a Firenze la prima immagine che ricordo non è il Duomo o l’antico Palazzo della Signoria, ma il piccolo stagno con i pesciolini rossi nel Giardino di Boboli. Là, durante il mio primo pomeriggio fiorentino, mi capitò di parlare con alcune donne e con i loro bambini e ascoltai per la prima volta il dialetto fiorentino; e fu la prima volta che sentii davvero quella città, che tanti libri mi avevano reso familiare, come qualcosa di reale e vivo, come una città con cui potevo parlare e che potevo afferrare con le mani”.

Herman Hesse, Wanderung – Storie di vagabondaggio

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