Le Mostre d’arte a Massa Carrara e provincia

Fino al 7 ottobre
Astratto Organico
Realizzata in occasione del quarantesimo anniversario della scomparsa di Henry Moore e curata da Mirco Taddeucci, ecco a Massa una nuova mostra di approfondimento sulla scultura del secondo Novecento. La ospita il Museo Gigi Guadagnucci e vede insieme opere di Agustin Càrdenas, Henry Moore, Antoine Poncet, Alberto Viani, Alicia Penalba e Maria Papa Rostkowska. La selezione non è casuale. Prima in Francia poi in Italia, Guadagnucci entrò in contatto con alcuni dei maestri a lui contemporanei, durante una stagione di grande vitalità per la scultura mondiale, che spesso si è ritrovata ai piedi delle Alpi Apuane. Ciò che li accomuna non è soltanto il rapporto con il territorio toscano, ma una concezione della forma che trova nella natura la propria origine: una forza generatrice da cui derivano volumi, tensioni, cavità e ritmi che conducono la scultura verso l’astrazione. L’esposizione si sviluppa attraverso 34 opere, di cui 4 inedite, di questi 6 scultori di fama internazionale. Tutte le opere convergono attorno al pensiero riassunto nel titolo della mostra: un’astrazione che restituisce la vita in forma essenziale, dove le curve, le cavità, le carezze di luce e ombra diventano il linguaggio di una natura interiorizzata.
Orario: martedì, mercoledì e giovedì 9-13, venerdì, sabato e domenica 15-19.
Museo e Villa Rinchiostra – Via dell’Acqua, 175 – Massa
Info: 0585.490204 – www.museoguadagnucci.it
Fino al 25 ottobre
Le signore dell’arte. La parità del talento nell’arte italiana moderna
L’altra metà del cielo nel mondo dell’arte. È un interessante sguardo ‘di genere’ la nuova mostra estiva del Palazzo Cucchiari di Carrara, un allestimento che punta i riflettori su un lato poco noto dell’universo artistico a cavallo tra XIX e XX secolo, ovvero sul ‘peso’ dei rapporti familiari nella formazione e poi nell’affermazione delle artiste italiane, a fronte del cambiamento della loro condizione sociale e artistica. Attraverso 131 opere – di cui una quindicina tra sculture e altri oggetti – che portano la firma di ben 42 artiste, più tre dipinti di Giacomo Balla e quattro di Felice Casorati, il curatore Massimo Bertozzi vuole richiamare l’attenzione su quei cento anni durante i quali i cambiamenti si rivelarono drastici, creando l’opportunità per le vere protagoniste della mostra – qui definite le ‘signore dell’arte’ senz’altra specificazione (figlie, mogli o compagne di..) – di dare piena e libera mostra del loro talento. Prestigiosi i prestatori: il Quirinale, la Camera dei deputati (una scultura di Jenny Mucchi che ritrae Gino Severini), gli Uffizi (la ‘Flora’ di Giovanni Dupré, in dialogo con il ‘Giotto bambino’ della figlia Amalia, e l’Autoritratto di Adriana Pincherle). Dai Musei Reali di Torino arrivano le opere di due protagoniste della Libera scuola di Pittura di Felice Casorati, Cesarina Guarino e Tina Mennyey. Invisibile da 80 anni e restaurata per l’occasione, arriva dal Museo della Scienza e Tecnologia di Milano la sagoma dipinta del ‘Ritratto della signora Inganni’, ovvero la pittrice Amanzia Guerillot, presente in mostra con tre opere.
Orario: da martedì a domenica 9.30-12.30 e 15-20.
Palazzo Cucchiari – Via Cucchiari, 1 – Carrara
Info: 0585.72355 – www.palazzocucchiari.it
Fino al 10 gennaio 2027
(Yours) in the undoing. *[Nel (tuo) disfare]
Il mudaC|museo delle arti Carrara ospita una mostra collettiva di cinque artiste: Anna Multone, Francesca Bernardini, Selene Frosini, Silvia Scaringella e Verena Mayer-Tasch, fortemente legate al territorio e alla sua pietra, la cui pratica contemporanea incentrata sul marmo, converge attorno ai temi della trasformazione, della coesistenza con il mondo naturale e del rinnovamento. Il progetto è il risultato del lavoro collettivo di un gruppo curatoriale che è stato sviluppato nell’ambito del Biennio Specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali di NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, Campus di Milano, sotto la guida del docente Emanuele Guidi. In dialogo con la collezione permanente del museo, la mostra si snoda attraverso la duplice accezione racchiusa nel suo titolo: il disfare come rovina, ma anche come gesto di liberazione. Uno scomporre di strutture arcaiche che possa portare alla costruzione di nuove architetture di pensiero. Una mostra omaggio dunque a Carrara, attraverso uno sguardo femminile che non è più solo cura ma anche rottura, ferita su cui interrogarci e da cui ripartire.
Orario: dal martedì alla domenica 9.30-12.30 e 15-18.
mudaC|museo delle arti di Carrara – Via Canal del Rio, 1 – Carrara
Info: 0585.779681 – mudac@comune.carrara.ms.it














