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Il malato immaginario – Teatro Le Laudi, Firenze (Firenze)


Via Leonardo da Vinci, 2r - Firenze

4 febbraio

-

5 febbraio 2017

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Di Molière, regia di Monica Menchi, con Monica Menchi, Francesco Scorcelletti, Barbara Bertucci, Stella Paci, Leonardo Pallini, Francesco Ventavoli, Alessandro Berti, Andrea Pegoraro, Irene Fato, Moreno Fabbri, Edoardo Cicali e con Daniela Pasquetti, Irene Baffoni, IreneFondelli, Irene Matteini, Rossella Cecchi, Simona Pistolozzi. Sab ore 21, dom ore 17. Il Malato immaginario è una comédie-ballet scritta nell’ultimo anno di vita del commediografo francese Molière. Il protagonista, Argante, è un borghese benestante la cui vita è permeata dalla fede nelle malattie. Una fede che lo rende dispotico ed egoista e che gli fa considerare nemici tutti coloro che osano dubitare del suo stato. Argante è un uomo sano e malato a metà, adulto ed infantile a metà. Entriamo un momento nella sua mente: è meglio temere di essere malati, piuttosto che accettare, una volta per tutte, di esserlo. Argante sembra difendere il suo piccolo spazio vitale, non sa rassegnarsi all’idea che la vita sia una realtà mortale che attraversiamo da adulti. Rivelatrice una battuta che dice a se stesso dopo una discussione con la figlia più piccola Luigina: “ non ci sono più i bambini”. Tipica di un uomo come Argante che si rifiuta alla morte, che si ribella all’idea che la vita sia malattia. Allora comprendiamo le ragioni per le quali si lascia abbindolare e sedurre da medici ciarlatani che pensano solo al guadagno. Finchè esistono medici, esiste anche l’illusione che il futuro di un’esistenza malata non sia la morte, ma un’ipotetica vita da sani. Così la morte viene ingannata, raggirata. E ingannando la morte, Argante inganna la malattia. Allora potremmo anche divertirci a cambiare il titolo in “ Immaginario Malato”, visto che nel XVIII° secolo, in Francia, il termine “ immaginario” significava “ pazzo”. Tutti potremmo essere dei malati immaginari nel nostro piccolo mondo. In fondo si tratta solo di una forma di pessimismo. Vogliamo la nostra piccola parte di sfortuna, per esorcizzare la paura che ci capiti improvvisamente di essere molto sfortunati. Don Argante, come tutti gli ipocondriaci, non vuole vedere la finzione della sua malattia. Guarisce solo quando pensa che la malattia sia la verità. Esemplificativa la scena del travestimento della cameriera Tonina in un medico itinerante.

Dettagli

Inizio:
4 febbraio@0:00
Fine:
5 febbraio@0:00
Categorie evento:
,
Evento Tipologia:

Organizzatore

Il malato immaginario

Luogo

Teatro Le Laudi
Via Leonardo da Vinci, 2r
Firenze, Toscana IT
+ Google Map:
Telefono:
055.572831
Sito web:
www.teatrolelaudi.it