LE OPERE DEL GRUPPO L’ARTELIER IN MOSTRA NEI LOCALI DI CONFARTIGIANATO IMPRESE PRATO

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Da Sabato 4 ottobe al 23 gennaio – Montemurlo (Po)

Mauro Gazzara, Nadia Neri, Antonio Bruno e Leonardo Taddei sono i quattro artisti del gruppo L’aRtelier che CONFARTE e la Consulta Cultura & Società di Confartigianato Imprese Prato ospiteranno nei locali della Sede di Montemurlo (via F.lli Cervi 21 – Montemurlo – PRATO) a partire dal prossimo 4 ottobre (inaugurazione alle ore 17.30). La mostra, curata da Annalisa Margheri in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Montemurlo, rientra tra gli eventi del progetto provinciale TERRITORIA#3. Lo spazio del contemporaneo, un articolato progetto di rete sulla cultura contemporanea promosso dalla Provincia di Prato con il contributo della Regione Toscana. Verranno esposte opere di pittura e scultura rappresentative di ciascun artista e opere realizzate con interventi su elementi dismessi del tessile, visti come elementi simbolici con valore altamente comunicativo sulla trasformazione in atto.
Ad essa farà seguito domenica 30 novembre alle ore 10,00, in concomitanza con la Festa della Toscana, l’inaugurazione dell’opera monumentale La Macchina del Tempo, presso la rotatoria stradale d’ingresso alla città, ubicata fra la nuova provinciale Montalese e via Scarpettini. Si tratta di un insieme di sculture di grandi dimensioni prodotte intervenendo su macchinari e strumenti industriali dismessi (tra cui domina una grande cisterna di un impianto tessile) e realizzate sempre dagli artisti della neonata associazione culturale “L’Artelier” di Montemurlo. Nello “spazio museale” della rotonda verrà inoltre collocato un vecchio telaio tessile meccanico, opportunamente protetto da una copertura artistica creata su un bozzetto di Mauro Gazzara e unito progettualmente all’opera monumentale.
A fianco e a corollario dell’evento principale del progetto, è prevista una mostra fotografica con inserimenti di opere d’arte riferite all’archeologia tessile-industriale avente come oggetto la trasformazione del territorio, dal titolo “Montemurlo passato, presente, futuro?”, che si inaugurerà presso la galleria espositiva della sala polivalente Cristiano Banti il 30 novembre per rimanere aperta fino al 14 dicembre.
Si tratta di una mostra fotografica progettata e realizzata dai componenti dell’associazione l’Artelier, Mauro Gazzara e Annalisa Margheri, in collaborazione con il gruppo fotografico Zoom-zoom di Montemurlo.
Un contributo particolarmente prezioso, frutto del coinvolgimento della cittadinanza nel progetto, è stato quello di Franco Gensini, presidente della categoria dei fotografi di Confartigianato Imprese Prato, che ha messo a disposizione parte della sua collezione fotografica – ricca testimonianza del lavoro nell’industria tessile negli anni ‘70-‘80. Altro contributo importante è stato dato dalla ditta “Gruppo Colle” che ha messo a disposizione foto di repertorio.
La mostra è il risultato di un laboratorio di ricerca di immagini del territorio (scatto di foto attuali e reperimento di foto d’epoca) che, oltre a cogliere gli elementi caratteristici, le curiosità ed i cambiamenti che si sono verificati nel tempo, cerca di stimolare la riflessione sulla trasformazione in atto nel nostro territorio, con particolare attenzione al settore tessile-industriale.
Lo scopo finale di tutto il progetto è quello di stimolare una riflessione sui cambiamenti socio-culturali determinati dalla rapida trasformazione economica di Montemurlo e del territorio pratese, con il passaggio da un’economia di tipo rurale a quella industriale, fino all’attuale crisi del settore tessile attraverso un’attività di ricerca e di intervento artistico su macchinari, strumenti e elementi industriali tessili oramai dismessi, simbolici della fine di un ciclo storico.

La Macchina del Tempo
Commento del critico Alberto Gavazzeni
La Macchina del Tempo come filo conduttore: chi non ha mai sognato di premere un bottone che possa portarlo ad attraversare l’unica dimensione per noi impossibile da alterare, magari in una folle corsa a ritroso nei secoli o in avanti, alla ricerca del proprio destino.
I quattro artisti di “L’aRtelier, ovvero Mauro Gazzara, Nadia Neri, Antonio Bruno e Leonardo Taddei, a cui si aggiunge Annalisa Margheri che ha coordinato e curato l’intero progetto inserito nell’ambito di “Territoria#3” voluto dalla Provincia di Prato, questa ambizione l’hanno ridotta a misura di presente e, oltre a realizzare l’opera monumentale, intitolata appunto “ La macchina del tempo”, che campeggerà sulla rotatoria all’ingresso di Montemurlo, hanno pensato di dar conto del proprio lavoro anche con una mostra collettiva nella sede della Confartigianato di Montemurlo.
E se l’opera monumentale vuol essere una riflessione sulla trasformazione del territorio attraverso la riutilizzazione, come opera a valenza artistica, di macchinari e strumenti industriali ormai abbandonati perché “macinati dal progresso”, la mostra vuol porre in risalto le caratteristiche precipue degli artisti nell’utilizzare strumenti tessili ormai dismessi o comunque che hanno già “chiuso” la loro storia industriale.
Una terza mostra, questa volta fotografica, servirà a legare gli elementi utilizzati dagli artisti al loro contesto passato – presente – futuro.

MAURO GAZZARA Volti di donna
Inquietudine o angoscia. Ho pensato a lungo su quale fosse esattamente la parola che potesse darmi conto di quello che provavo di fronte agli occhi pieni di malia e mistero delle figure femminili, ai plexiglas bruciati, ai drappi e alle stoffe, ai segni e alle pietre incastonate delle opere di Mauro Gazzara.
Per lui l’uomo è memoria, è ciò che ha vissuto: rabbia e dolore, gioia ed estasi, maschile e femminile, messaggio da tramandare. Nel bene o nel male, comunque nella violenza delle cose.
Dice: “Negli sguardi delle mie opere vorrei che ognuno si perdesse… per vedere”. Per lui è necessario sgretolare i soffocanti muri della quotidianità. Lotta fra lo spirito e la materia. Ma conta anche il discorso dei segni.
Formano un percorso linguistico che attraversa volti e corpi; segni che sono raffiche di storie, tragedie, pensieri lungo un percorso che reca incise le tracce del tempo. Inquietudine.

NADIA NERI L’universo felino
“…e quindi uscimmo a riveder le stelle”. Magari piene di ombre che se ne vanno a spasso per una galassia argentata che qua e là si sfrangia quasi che le anime dantesche della “bufera infernal che mai non resta” avessero deciso di trasferirsi in Paradiso. Ma quello di Nadia Neri non è sicuramente un paradiso umano visto che i suoi protagonisti sono tutti gatti stilizzati che hanno preso il posto degli esseri umani nell’universo personale di questa artista che sembra avere la capacità di dar vita ad una realtà a mezza strada fra il reale e il sogno con propensione a privilegiare questo secondo stato d’animo. Quello che è sicuramente da ammirare è l’estrema capacità di sintesi che riesce ad ottenere fra i protagonisti con i baffi e il mondo colorato che fa loro da sfondo. Un mondo, come si è detto, rigorosamente ed esclusivamente gattesco. Realtà onirica

ANTONIO BRUNO Da artigiano a artista

Una strada sempre in sali
ta la sua. Ma lui in cima alla scala dell’arte, magari fatta di metalli e vetri come le sue creature, vuole arrivare. Per anni ha lasciato che le sue opere fossero ritenute creazioni altrui. Antonio Bruno era ufficialmente l’Artigiano, anche se con la A maiuscola, ma solo l’artigiano. Lui però si è affinato, ha creato quelle che hanno chiamato installazioni, ha mescolato con sempre maggior sapienza il gelo dell’acciaio al fuoco del vetro. Ha soffiato sulle sue opere ed ha dato vita a voli di gabbiani, a vele di velieri in cui l’acciaio è diventato vento.
“Sembra quasi che la sua sia una necessità di nobilitare il proprio lavoro restituendo al materiale usato e al proprio agire una dignità artistica”. Ne è splendido esempio, oltre agli “strumenti musicali” che mostrano come si possa lavorare l’acciaio con spirito leggero, l’assemblaggio fra una vecchia turbina e vetri colorati che potremmo definire la “tromba del giudizio”. In cima alla scala ora c’è l’artista. Materia e antimateria.

LEONARDO TADDEI Frammenti di vita
Perennemente in bilico tra reale e immaginario, fra i cromatismi leggeri e frammenti di vita vissuta, tra reperti industriali e cose della vita quotidiana.
“In questo dualismo – scrive Savino Marseglia -_ la sua pittura oscilla tra storia individuale e ideali in una sorta di primitivismo figurativo” che ricorda la pittura di Ottone Rosai, da cui trae l’essenzialità nell’impianto pittorico, con caratteristiche formali del tutto personali. La sua caratteristica è il tratto nitido ed essenziale nell’intrigo grafico e nelle forme…..” Ma quello che ti colpisce nella pittura di Leonardo Taddei è senza dubbio la capacità di focalizzare un frammento come fa con l’intrico di fili su un palo che sembra reggere un peso quasi sproporzionato: quello di permettere agli uomini di comunicare fra di loro. Informazioni e suoni che impediscono un’autentica comunicazione fra arte e esseri umani. Incomunicabilità relativa.

MOSTRA REALIZZATA CON IL CONTRIBUTO DI REGIONE TOSCANA E PROVINCIA DI PRATO NELL’AMBITO DEL PROGETTO PROVINCIALE TERRITORIA#3 LO SPAZIO DEL CONTEMPORANEO

LA MOSTRA
INAUGURAZIONE: Sabato 4 ottobre 2008 alle ore 17.30 presso la Sede di Montemurlo di Confartigianato Imprese Prato (via F.lli Cervi 21 – MONTEMURLO – PRATO). Seguirà un piccolo buffet. L’ingresso è libero.
Dal 30 novembre sarà disponibile anche un catalogo comprendente i tre eventi che si svolgeranno nel comune di Montemurlo.

ORARIO D’APERTURA AL PUBBLICO
Dal lunedì al giovedì 8.30-13.00 14.30.18.00
Venerdì 8.30-13.00 (su richiesta apertura nel pomeriggio).

4 ottobre 2008 al 23 gennaio 2009.

PER INFORMAZIONI: Tel. 0574/798577-799525 infocultura@prato.confartigianato.it
www.prato.confartigianato.it

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