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Tutti in moto! Il mito della velocità in cento anni d’arte – PALP – Palazzo Pretorio, Pontedera (Pisa)

08 Dicembre 2016 - 18 Aprile 2017 ore 23:59

Prosegue fino al 18 aprile 2017 la mostra Tutti in moto! Il mito della velocità in cento anni d’arte, in esposizione al PALP, il Palazzo Pretorio di Pontedera

Promossa dalla Fondazione per la Cultura Pontedera e dal Comune di Pontedera, patrocinata dalla Regione Toscana, la mostra è dedicata interamente al mito della velocità e al suo riflesso nelle arti figurative, negli ideali di vita e nel costume sociale degli italiani, dalla fine del XIX secolo agli anni del boom.

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Il tema della velocità, spesso associato all’idea del viaggio e alla diffusione dei trasporti su rotaia, affiora nell’arte italiana alla fine dell’Ottocento e finirà per caratterizzarla profondamente in alcune sue stagioni, in conseguenza del rapido evolversi delle scoperte e delle applicazioni industriali ai mezzi di locomozione.

La mostra si apre su un’Italia ancora agreste, segnata dal tempo lento delle stagioni, in cui ci si sposta ancora prevalentemente a piedi o a cavallo, e per mare si va a remi o vela. Poi arrivano le macchine, la velocità, cambia il mondo e cambia il modo di rappresentarlo. In questa trasformazione ci guidano le sale successive del palazzo, ognuna dedicata ad un distinto mezzo di locomozione: il treno, il tram, il piroscafo, la bicicletta, l’automobile, l’’omnibus’, la mongolfiera e poi l’aerostato, sino all’aereo a motore e, in chiusura, alla motocicletta.

Oltre centocinquanta opere, tra dipinti, sculture, fotografie e manifesti di altrettanti grandi autori dell’arte italiana – da  Fattori, a Bianchi e Viani, sino a Ziveri, passando per Severini, Baldessari e Carrà, o Boccioni, Balla e Depero – per sintetizzare il riflesso prodotto sull’immaginario collettivo da questi mezzi meccanici in continua evoluzione. Il percorso si conclude con la sensazionale progettazione della Vespa di Piaggio, che compie quest’anno i suoi gloriosi settant’anni.

Un’estensione nel  Museo Piaggio

‘Tutti in moto! Il mito della velocità in cento anni di arte’ ha una sua estensione nel Museo Piaggio di Pontedera. Nel suo grande salone longitudinale ci sarà infatti una selezione di circa venti opere che rinviano ai temi generali della mostra di Palazzo Pretorio, tutte di grande impatto visivo per i nomi degli autori e per i grandi formati delle tele, mentre la sala conclusiva ospiterà l’esposizione di una mostra originale, ‘Futurismo, velocità e fotografia’, curata da Giovanni Lista, illustre studioso delle avanguardie storiche. Attraverso circa cinquanta fotografie di grandi autori, la mostra documenta il carattere molteplice dell’approccio estetico e formale dei Futuristi al dinamismo, all’aerodinamismo e alla velocità come esperienza e come mito della modernità.

Tato (Guglielmo Sansoni), Sorvolando in spirale il Colosseo (Spiralata), 1930, olio su tela, 80x80 cm.jpg_sito-min

Il percorso espositivo

La prima sala racconta il nostro passato, le nostre tradizioni, come eravamo, da dove siamo partiti; presenta un paese ancora rurale, ma già avviato ad una veloce modernizzazione. A raccontarlo, le tele di Fattori, Guidi, Ferrazzi, Moses Levy, Viani, mentre le sculture di Cambellotti e le opere di Marino Marini ci parlano del mito arcaico che abita ancora le terre italiane.

Il paesaggio urbano intanto si è animato per la presenza del tram,  facilitando gli spostamenti e favorendo l’estendersi delle città, che inesorabilmente ingoiano la campagna. Le strade si disegnano con l’affascinante tracciato lineare delle rotaie (Carlo Levi, Primo Conti), più tardi compenetrate con le insegne stradali nelle opere futuriste, mentre  le stazioni ovunque determinano una nuova polarità urbana e affascinano per le grandi hall vetrate piene di fumo (Boccioni, Moses Levy).

Intanto da diversi decenni il treno ha reso facili gli spostamenti sulle lunghe distanze mentre le locomotive – dipinte fin dalla fine dell’ottocento come enormi e benevoli mostri fumanti,  emergono con possanza dagli schermi dei Lumière come dalle tele dei futuristi (Boccioni, Carrà, Bonzagni,).

Insieme al treno, la nave ha reso più piccolo il mondo, favorendo gli scambi fra continenti diversi. I pittori, dai porti di mare della penisola, registrano il fervore dei cantieri (Viani), ma anche il silenzio metafisico che avvolge i grandi piroscafi dalle prue incombenti sulle banchine (Ram, Thayaht, Trombadori).

Poi ecco l’automobile, ‘più bella della Vittoria di Samotracia’ come proclama Marinetti, che affascina come simbolo assoluto della modernità e si diffonde nelle classi alte della popolazione in coincidenza con l’esplosione del verbo futurista (Cambellotti, Balla, Korompay). Sarà l’ispiratrice di molte tele futuriste (Balla), insieme alla motocicletta, quest’ultima prediletta per l’assimilazione e la compenetrazione fra pilota e motore (Dottori, Sironi, Giannattasio, Pannaggi, Tato e BOT). Nel secondo dopoguerra, poi, con l’approssimarsi della motorizzazione di massa, automobili e moto ispireranno per la loro forma aerodinamica gli scultori della nuova stagione astratta (Franchina).

Segue una sala dedicata alla bicicletta, il mezzo semplice e geniale che ci accompagna dalla metà dell’Ottocento, prima legato al bon ton della borghesia, poi diffuso in ogni strato sociale. Nei quadri di Gentilini e Viviani mantiene intatto l’incanto originario, mentre il senso dinamico generato dal baluginare dei raggi delle ruote affascina ben presto i Futuristi, Severini, Dottori, Cangiullo, Baldessari, Carrà.

Nella Italia uscita sconfitta dalla guerra, il tram, il treno e la bicicletta sono di nuovo i simboli di un paese che prova a ritrovare unità e dignità nello sforzo della ricostruzione, un’Italia alla quale l’industria riconvertita alla pace regalerà, con la Vespa, il sogno di una gioia ritrovata e della speranza nel futuro.
Il percorso espositivo sarà integrato da manifesti cinematografici degli anni Trenta/Sessanta che integrano il racconto proposto dalle opere d’arte e dal documentario curato da ArtDocFestival, dal titolo Tutti in moto!, che illustra in modo vivace, con un montaggio di frammenti di film d’epoca e fotografie d’archivio, la diffusione dei nuovi mezzi di trasporto nel nostro paese e il modo nel quale essi furono percepiti dalla sensibilità comune come oggetti sorprendenti ed eccezionali, in grado di modificare profondamente la vita degli italiani e la percezione del paesaggio urbano e agricolo.

Luogo

PALP – Palazzo Pretorio
Piazza Curtatone e Montanara
Pontedera, Toscana 56025 Italia
+ Google Maps
Telefono:
0587.468487
Sito web:
http://www.arthemisia.it

Organizzatore

Tutti in moto! Il mito della velocità in cento anni d’arte
Telefono:
0587.299111
Sito web:
www.pontederaperlacultura.it
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