Caricamento Eventi

« Tutti gli Eventi

Febbraio 2023 | Tutte le Mostre a Firenze e provincia

01 Febbraio 2023 - 28 Febbraio 2023 ore 23:59

Febbraio 2023 | Tutte le Mostre a Firenze e provincia

dal 3 novembre 2022 al 4 febbraio

Dissonanze 1917-1922. Da Caporetto alla marcia su Roma, un paese diviso

Alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze una mostra dedicata ai cinque anni della nostra storia durante i quali il volto dell’Italia appare sempre più diviso e instabile, passando per il ‘biennio rosso’ e il ‘biennio nero’. Facendo ricorso alle più diverse raccolte di materiali documentari posseduti dalla Biblioteca, posti in dialogo con importanti prestiti di altri istituti, si ricostruisce un periodo fondamentale per la storia del nostro Paese, ricco di fermenti, spunti, contraddizioni, momento di passaggio fra un’Italia ancora post risorgimentale e l’avvento della dittatura fascista.

Una fase piena di violenza. Da giornali, libri, periodici umoristici e satirici illustrati, riviste d’arte, cinematografiche e di costume, fotografie, carteggi, spartiti musicali e abiti dell’epoca, emerge con forza il ritratto di una nazione incalzata dalla crisi economica e in preda a tensioni laceranti che avrebbero inevitabilmente portato a dar vita a nuove identità, strategie politiche e a gruppi politici e sociali intenzionati a salire prepotentemente alla ribalta.

Ideata dal direttore Luca Bellingeri, l’esposizione è curata da Gian Luca Corradi e prevede giornate di sudi e proiezioni di film muti dell’epoca.

Informazioni:

Orario: da lunedì a venerdì 10-17, sabato 10-13, chiuso domenica e festivi.

Firenze – Biblioteca Nazionale Centrale, Via Magliabechi, 2

Info: 055.249191 – bnc-fi.manifestazioniculturali@cultura.gov.it


al 23 settembre 2022 al 5 febbraio

Tony Cragg. I’m a sculpture fan!

L’artista inglese è protagonista al Museo Novecento con una grande monografica a cura di Sergio Risaliti (inaugurata in occasione della Florence Art Week) che presenta una selezione di sculture e opere su carta.

Il maestro di Liverpool (classe 1949), uno dei più celebri esponenti della scultura contemporanea, è conosciuto soprattutto per aver contribuito ad un rinnovamento del linguaggio plastico grazie all’introduzione di nuovi materiali e nuove tecniche, tra le più sperimentali e innovative del nostro tempo.

Per la prima volta saranno esposte tre sculture monumentali all’interno del chiostro del Museo Novecento. Il progetto, assolutamente inedito, è pensato come uno strumento di mediazione volto a presentare non solo le opere (sculture e disegni) ma anche il processo creativo dell’artista.

Informazioni:

Orario: tutti i giorni 11-20, chiuso giovedì.

Firenze – Museo Novecento, Piazza Santa Maria Novella, 10

Info: 055.286132 – www.museonovecento.it


dal 2 dicembre 2022 al 10 febbraio

Gianni Bertini. Identikit 100

100 opere per 100 anni: le tappe fondamentali della ricerca artistica, esuberante e ricca di sperimentazioni, di Gianni Bertini (Pisa 1922 – Caen 2010), un artista che è stato fra i protagonisti dell’arte italiana della seconda metà del Novecento, pittore astratto informale, inventore di soluzioni provocatorie ma anche scrittore, performer, promotore di eventi.

Frittelli arte contemporanea, nel centenario della nascita, presenta la mostra ‘Gianni Bertini. Identikit 100’, che ripercorre le tappe fondamentali della sua ricerca artistica, restituendo la pluralità delle sperimentazioni e l’esuberanza della personalità di un artista che, nella sua lunga vita, ha strenuamente letto e interpretato la realtà con ironia, coraggio e talento.

Nell’occasione è stato presentato ufficialmente il Catalogo Ragionato dell’artista, realizzato dall’Archivio Frittelli per l’Opera di Gianni Bertini, sotto la curatela di Francesco Tedeschi, con la collaborazione di Federica Boragina, Myrna Galli e Kevin McManus. Il volume, in due tomi, è uscito in libreria per Electa ed offre la più ampia documentazione scientifica sull’opera dell’artista.

Informazioni:

Orario: dal lunedì al venerdì 10-13 e 15-18, sabato e domenica su appuntamento.

Firenze – Frittelli Arte Contemporanea, Via Val di Marina, 15

Info: 055.410153 – www.frittelliarte.it


dall’11 novembre 2022 all’11 febbraio

Andrea Rotili. Ogni piccola cosa

Negli spazi di Leica Store Firenze è in mostra il nuovo progetto del marchigiano Andrea Rotili, fotografo di Sant’Elpidio a Mare, presentato a cura di Maurizio Beucci. Le fotografie in mostra sono realizzate grazie a Leica SL2, fotocamera del Sistema Leica SL, il sistema mirrorless professionale di Leica, tecnologicamente avanzato.

Una novità nel percorso del fotografo, che fa parte dei professionisti Certified by Leica: in mostra immagini di architettura, visioni e ritratti di città, con sporadiche presenze umane, tratte dalla sua produzione recente con Leica SL2.

Rotili si allontana così dai soggetti che lo hanno reso celebre – il mondo della musica e dei musicisti jazz – per indugiare in paesaggi quasi metafisici, in cui al centro ci sono gli edifici e l’architettura, letta con una chiave introspettiva e immortalata sempre in bianco e nero, cercando di mettere in luce ogni piccola cosa.

Informazioni:

Orario: tutti i giorni 10-14 e 15-19, chiuso domenica e lunedì.

Firenze – Leica Store Firenze , Vicolo dell’Oro 12/14 rosso

Info: 055.286053


dal 14 gennaio al 13 febbraio

Second Life – Tutto torna

È approdata nel Cortile di Michelozzo di Palazzo Vecchio, la tappa fiorentina di ‘Second life – Tutto torna’, la mostra itinerante che racconta la sostenibilità attraverso l’arte, esponendo le 30 opere selezionate dal concorso con cui Alia Servizi Ambientali S.p.A. ha invitato i giovani artisti italiani sotto i 28 anni ad interrogarsi sui temi della sostenibilità, della tutela dell’ambiente, del decoro urbano e del riciclo.

Oltre cento ragazzi hanno accolto la sfida anche quest’anno, offrendo con le loro opere riflessioni e spunti per contrastare la crisi ecologica e ambientale.

Partendo da esperienze personali, dall’osservazione dei nostri paesaggi, da domande sul futuro dell’ambiente e dell’umanità, gli artisti che hanno partecipato al contest di Alia, hanno lavorato utilizzando i materiali più disparati, quali foglie, pietre, ferro, acciaio, tessuto, plastica, oli, candele, pellicole, cenere e tecniche varie, ma rigorosamente prestando attenzione alle regole dell’economia circolare: riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero.

Una giuria di esperti guidata da Marco Meneguzzo (Accademia di Brera), curatore dell’esposizione, ha selezionato 3 vincitori (Caterina Dondi, Giuseppe Raffaele e Giulia Pirri) e 3 menzioni speciali (Elisa Pietracito, Edoardo Sessa e Siyang Jiang).’ Second Life – Tutto torna’ approderà poi ad Empoli, presso il Cenacolo degli Agostiniani, dal 6 al 26 marzo, per arrivare al Palazzo Senza Tempo di Peccioli dal 15 giugno al 30 luglio, infine a Pistoia e a Roma.

Informazioni;

Ingresso libero. Orario: tutti i giorni 9-22, giovedì 9-14.

Firenze – Palazzo Vecchio, Piazza della Signoria

Info: 055.2768325 – www.aliaserviziambientali.it


dall’11 novembre 2022 al 15 febbraio

Jean Arp. Larme de galaxie

Un’opera di Jean Arp, uno dei più grandi artisti del Novecento, riaffiora dai depositi dei Musei Civici Fiorentini. Ancora una volta, il rapporto virtuoso tra il Museo Novecento e il mondo accademico ha dato vita a un’importante riscoperta: ‘Larme de galaxie’ (1962), piccolo capolavoro donato dall’artista alsaziano alla città di Firenze all’indomani della drammatica alluvione del 1966, tornato alla luce dopo quasi due anni di studio e ricerche condotti da Emanuele Greco, curatore della mostra.

L’opera, un ‘unicum’ nella produzione scultorea di Arp, è protagonista assoluta del progetto espositivo e dialoga con un dipinto di Leone Minassian, pittore e critico di origine armena, autore ingiustamente ai margini della storia dell’arte e ora oggetto di valorizzazione da parte del Museo Novecento, tramite tra Arp e Firenze.

Informazioni:

Orario: tutti i giorni 11-20, chiuso giovedì.

Firenze – Museo Novecento, Piazza Santa Maria Novella, 10

Info: 055.286132 – www.museonovecento.it


dall’11 novembre 2022 al 15 febbraio

Alberto Magnelli. Armocromie

Nell’ambito del progetto di valorizzazione delle opere e degli artisti presenti nelle collezioni civiche fiorentine, il Museo Novecento presenta una mostra dedicata al pittore fiorentino Alberto Magnelli (Firenze 1888 – Meudon, Parigi 1971), artista autodidatta che frequentò gli ambienti dell’avanguardia senza mai aderire al Futurismo. Amico di Soffici, Palazzeschi e poi – a Parigi – di Max Jacob, Apollinaire, Picasso, Lèger e Juan Gris, fin dal 1914-15 frequentò lo studio di Matisse e aderì ad uno stile sempre più astratto ed internazionale, vivendo per lo più all’estero.

La monografica, dedicata a quello che è considerato maestro e caposcuola dell’astrattismo internazionale, si inserisce all’interno del ciclo espositivo che, con cadenza regolare, intende delineare dei brevi ritratti di grandi artisti del ventesimo secolo, nell’intento di approfondire specifici aspetti della loro pratica ed episodi meno indagati della loro vita.

La mostra consente di riscoprire la complessa parabola creativa dell’artista, a partire dall’esposizione dell’intero lascito destinato dallo stesso Magnelli, in punto di morte, alla propria città natale, Firenze. Esposto per la prima volta nel 1973 alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, il Legato Alberto Magnelli si compone di una serie di opere che includono dipinti, disegni e collage, realizzate tra il 1914 e il 1968.

Informazioni:

Orario: tutti i giorni 11-20, chiuso giovedì.

Firenze – Museo Novecento, Piazza Santa Maria Novella, 10

Info: 055.286132 – www.museonovecento.it


dal 16 dicembre 2022 al 17 febbraio

Arti in dialogo. Echi tardo barocchi nelle sculture del Museo Ginori

Le sale di Palazzo Marucelli-Fenzi si aprono eccezionalmente per ospitare una mostra organizzata dal Dipartimento SAGAS dell’Università di Firenze insieme al Museo Ginori e curata da Cristiano Giometti (UniF), Andrea Di Lorenzo (direttore del Museo Ginori) e Rita Balleri (Museo Ginori).

L’esposizione mette a confronto la teatralità dei dipinti settecenteschi di Sebastiano Ricci e degli stucchi di Giovanni Baratta, che decorano le sale dell’Età dell’oro e della Giovinezza al bivio, con le sculture realizzate o acquisite nel Settecento dalla Manifattura Ginori grazie all’attività di collezionismo “ad uso della fabbrica” del suo fondatore, Carlo Ginori, che rendeva omaggio alla grande tradizione del tardo barocco fiorentino traducendo in porcellana le composizioni degli scultori Giovan Battista Foggini, Massimiliano Soldani Benzi, Giuseppe Piamontini, Antonio Montauti e Agostino Cornacchini.

Una selezione di sculture in porcellana e di modelli in terracotta e in cera del Museo Ginori dialoga in modo del tutto nuovo con le decorazioni realizzate da Ricci e Baratta tra il 1705 e il 1706.
Particolarmente interessante e suggestivo è l’accostamento degli stucchi di Baratta con tre calchi in cera che riproducono altrettante opere dello stesso scultore.

Realizzati dalla Manifattura Ginori negli Anni Quaranta del Settecento e qui riuniti per la prima volta dal 1965, i calchi appartengono al Museo Ginori (‘Euridice’ e ‘Allegoria della Prudenza’) e al Museo Nazionale del Bargello (‘Allegoria della Ricchezza’).

Informazioni:

Orario: solo su prenotazione nei giorni di martedì, giovedì e venerdì, con visite guidate gratuite per gruppi di massimo 10 persone, della durata di 45 minuti.

Firenze – Palazzo Marucelli-Fenzi, Via San Gallo, 10

Info e pren.: 055.2757333 – mostra.fenzi@gmail.com – www.unifimagazine.it/larte-divento-porcellana/


dal 17 gennaio al 17 febbraio

L’Artista allo specchio. Alfredo Catarsini:  autoritratti dal 1930 al 1985

Ben 25 autorittratti del maestro viareggino Alfredo Catarsini per un progetto espositivo a cura di Rodolfo Bona che si apre proprio il giorno del compleanno di Catarsini (17 gennaio 1899) e celebra i 30 anni dalla scomparsa (28 marzo 1993) di questo prolifico artista che ha attraversato tutto il Novecento incarnando uno spirito libero in cui realtà, fantasia e poesia erano i cardini su cui poggiare le sue espressioni grafiche e pittoriche.

L’esposizione è un’originale – e per certi versi difficilmente ripetibile – esposizione di 25 autoritratti dell’Artista, realizzati con varie tecniche, di diversa misura, che abbracciano oltre mezzo secolo testimoniando l’evoluzione artistica di Catarsini la cui arte ha attraversato fasi differenti ed è stata apprezzata in Italia e all’estero.

Gran parte delle opere provengono dalla collezione della Fondazione ‘Alfredo Catarsini 1899’, presieduta dalla nipote del maestro Elena Martinelli e di cui Bona è direttore artistico, ma non mancano prestiti particolarmente significativi.

La scelta di Firenze, città dell’autoritratto per eccellenza con la collezione inaugurata a metà Seicento dal Cardinal Leopoldo de’ Medici, ci ricorda che qui Catarsini espose le sue opere ben 30 volte, dalla prima collettiva del 1927 nei Chiostri di Santa Maria Novella fino alla grande personale antologica del 1981 a Palazzo Strozzi, dove furono in mostra oltre 200 opere.

“Catarsini si è molto ritratto – ricorda Elena Martinelli – incuriosito dalle espressioni e dalle tracce che gli stati d’animo di quel momento lasciavano sul suo volto e dalle rughe che man mano modificavano il suo aspetto. Non lo impensierivano, lo incuriosivano”. E proprio “alla mia cara Elena” è dedicato l’ultimo ‘Autoritratto a 86 anni’ schizzato a penna su carta nella “mattina nevosa” del 17 gennaio 1985.

Informazioni:

Ingresso libero. Orario: martedì e mercoledì 10-12.30 e 14.30-16.30, altri giorni su appuntamento.

Firenze – Accademia delle Arti del Disegno, Via Orsanmichele, 4

Info e pren.: 055 219642 –  www.fondazionecatarsini.com


dall’8 dicembre 2022 al 19 febbraio

Verrocchio e il suo mondo in un’opera misconosciuta: la Pala Macinghi restaurata

Un’opera del maestro di Leonardo da Vinci, Andrea del Verrocchio, lasciata in deposito dagli Uffizi ad una chiesa del territorio fiorentino circa un secolo fa, torna ora al Museo per una mostra speciale.

Si tratta della sontuosa pala d’altare raffigurante la ‘Sacra Conversazione con i Santi Zanobi, Francesco Giovanni Battista e Niccolò’, detta “Pala Macinghi” dal nome della famiglia per la quale fu realizzata: l’opera, appena restaurata all’Opificio delle Pietre Dure, è in mostra al secondo piano degli Uffizi, negli spazi espositivi tra la sala dedicata a Leonardo e quella di Raffaello e Michelangelo, esposta in dialogo con la ‘Testa di San Gerolamo’, raro dipinto su carta autografo di Verrocchio, normalmente visibile nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti, modello che ricorre anche nella figura del San Francesco della Pala Macinghi. Parte integrante della collezione della Galleria, nel 1926 la pala fu inviata alla chiesa di San Martino a Strada, presso Grassina alle porte di Firenze.

L’opera viene citata per la prima volta nel Seicento nella chiesa della Santissima Annunziata a Firenze da cui, con ogni probabilità, proviene fin dall’origine, forse come pala d’altare della famiglia Macinghi (la loro cappella è oggi sede del Capitolo nel Chiostro dei Morti).

Il restauro del dipinto, curato dall’Opificio delle Pietre Dure, ha messo in luce i dettagli dei ricami e delle gemme sui manti dei santi vescovi, la straordinaria raffinatezza delle oreficerie, l’eccelsa qualità della pittura nella resa dei materiali e la complessa, studiata architettura della scena.

Vero e proprio gioiello è poi il modellino della città di Firenze offerto da San Zanobi alla Madonna, nel quale si riconoscono la cupola del Duomo al centro di vari altri monumenti cittadini, alcuni dei quali oggi scomparsi.

Informazioni:

Orario: tutti i giorni 8.15-18.30, chiuso lunedì.

Firenze – Galleria degli Uffizi, Piazzale degli Uffizi, 6

Info: 055.294883 – www.uffizi.it


dal 1 ottobre 2022 al 26 febbraio

Jacopo Vignali a San Casciano

Accoglie ‘Dipinti dalle Gallerie degli Uffizi in ricordo di Carlo Del Bravo’ questa mostra che onora lo storico dell’arte sancascianese Carlo Del Bravo (1935-2017), allievo di Roberto Longhi e a lungo professore ordinario dell’Università̀ di Firenze. Fu lui, infatti, il primo studioso e appassionato dell’artista, nel contesto di quella riscoperta dell’arte fiorentina del Seicento sostenuta da Mina Gregori.

Accanto alle opere di Jacopo Vignali (Pratovecchio 1592-Firenze 1664), Del Bravo raccolse negli anni un’ingente collezione di opere d’arte, dal Cinquecento fino al contemporaneo, donata con la sua scomparsa proprio a Le Gallerie degli Uffizi.

Dall’importante acquisizione è nata questa esposizione, l’ultima dell’anno nel cartellone di ‘Terre degli Uffizi’, curata da Lorenzo Gnocchi e Donatella Pegazzano e divisa in due sezioni.

Nella prima opera si trova il celebre ‘Flautista’ del Vignali insieme ad altre opere degli Uffizi dipinte da autori coevi come il Volterrano e Cesare Dandini.

La seconda invece presenta dipinti a tema sacro in prestito da altre istituzioni, sia del Vignali (con l’inedita ‘Madonna del Rosario’ di Castelbonsi) che di artisti come Francesco Curradi.

Inoltre, nella Chiesa della Misericordia si trovano altre opere eseguite dal pittore proprio per il territorio sancascianese.

Informazioni:

Orario: dal giovedì alla domenica 10-13 e 16-19.

San Casciano – Museo Giuliano Ghelli, Via Lucardesi, 6

Info: 055.8256385 – www.uffizi.it


dal 26 novembre 2022 fino al 26 febbraio

Inside Banksy. Unauthorized Exhibition

L’ultimo evento immersivo realizzato da Crossmedia nella cosiddetta ‘Cattedrale dell’Immagine’ di Santo Stefano al Ponte è dedicato a Bansky, il misterioso street artist inglese che non ha mai voluto rivelare la sua identità.

Con il contributo scientifico del curatore Gianni Mercurio, la mostra ci illustra il percorso creativo dell’artista: un vero e proprio racconto che si dipana attraverso un sapiente mix di immagini, suoni, musiche capaci di ‘avvolgere’ il pubblico e di evocare immediatamente la cultura underground di Bristol.

Noto soprattutto per i dipinti su strada, Banksy ha utilizzato diverse modalità per sviluppare la sua concezione dell’arte come protesta e disubbidienza al sistema. Nei soggetti dei murales, nei dipinti e nelle stampe l’artista inserisce sempre una nota apparentemente incongrua e spiazzante.

Riesce così a catturare e calamitare l’attenzione e a indurci a osservare in maniera più approfondita ciò che abbiamo di fronte per comprenderne il significato. Ciò che conta per Banksy, in definitiva, non è tanto la forma quanto il messaggio.

L’allestimento offre anche l’esperienza interattiva ‘Be Bansky’ che permette di spruzzare virtualmente su una parete con una bomboletta spray e creare un disegno, e la ‘Oculus VR Experience’ che fa penetrare il visitatore nella visione artistica del writer inglese grazie a un’app sviluppata appositamente: un’avventura della durata di 5 minuti alla scoperta delle opere iconiche del writer.

Informazioni:

Orario: tutti i giorni 10-18.30, sabato e domenica 10-20.

Firenze – Santo Stefano al Ponte, Piazza di Santo Stefano

Info: 055.2989888 – www.insidebanksy.it


dal 20 ottobre 2022 al 26 febbraio

Elliot Erwitt Photographs

La genialità, l’ironia e lo sguardo surreale di Elliott Erwitt negli scatti icona che lo hanno reso uno dei fotografi più celebri di tutti i tempi. Torna a Firenze, dopo quasi 20 anni, una retrospettiva di 70 scatti del grande maestro della fotografia.

A cura di Biba Giachetti, con il coordinamento di Melissa Camilli e Francesca Lanuara, in collaborazione con Sudest57, il percorso espositivo celebra la lunga vita professionale del fotografo, che spegne quest’anno 94 candeline, omaggio alla sua capacità compositiva svelandone la personalità con ampi aneddoti e retroscena.

Fotografie che offrono uno spaccato della storia e del costume del Novecento attraverso ritratti che vanno oltre i personaggi rivelando la loro intimità e umanità. In mostra si incontrano i famosi ritratti di Che Guevara che sorride, di Kerouac, di Marlene Dietrich, i celebri scatti di Marilyn Monroe, e ancora fotografie che hanno fatto la storia, come Jackie Kennedy al funerale del marito, o il diverbio tra i due leader Nixion e Krusciev. E poi le foto dei suoi amati cani, metafora del genere umano a cui Erwitt ha dedicato numerosi libri. Nel percorso espositivo anche un filmato esclusivo di Hudson Lines, girato a casa di Erwitt, in cui il fotografo si racconta.

Informazioni:

Orario: tuoi i giorni 10-20, chiuso lunedì. Apertura straordinaria 26 dicembre e 1-2 gennaio.

Firenze – Villa Bardini, Costa San Giorgio, 2

Info: 055.20066233 – www.villabardini.it


dall’11 novembre 2022 al 26 febbraio

L’occhio della scienza: Giorgio Roster e Odoardo Beccari, esploratori di luoghi e immagini

La fotografia come strumento fondamentale per la ricerca e la documentazione scientifica nei primi 100 anni dalla sua nascita, dal 1839. Le prime foto della Luna e delle eruzioni dell’Etna, gli scatti delle foreste pluviali e dei popoli che le abitavano, gli apparati fotografici usati dagli scienziati, alcuni dei quali mai esposti prima.

A illustrare questa svolta culturale è la mostra ‘L’occhio della scienza’ ideata dal Museo Galileo e dal Museo della Grafica di Pisa nella doppia sede del Museo Stibbert di Firenze e del Museo della Grafica di Pisa per cura di Stefano Casati (Museo Galileo) e Claudia Addabbo (Università di Pisa), con titolo diverso e contenuti complementari.

A Firenze la fotografia conosce da subito uno straordinario sviluppo, con la creazione nel 1889 della Società Fotografica Italiana da parte di fotografi come Carlo Brogi e Vittorio Alinari e scienziati come Paolo Mantegazza, Stefano Sommier ma anche Giorgio Roster e Odoardo Beccari, alla cui esperienza e attività è dedicata la mostra fiorentina.

L’esposizione si snoda in sette sale, con un centinaio di reperti, strumenti scientifici e lastre fotografiche d’epoca. Per la prima volta sono esposte al pubblico insieme due macchine fotografiche storiche appartenute a Roster e a Beccari.

Informazioni:

Orario: lunedì, martedì e mercoledì 10-13, venerdì, sabato e domenica 10-17, chiuso giovedì.

Firenze – Museo Stibbert, Via Federico Stibbert, 26

Info: 055.475520 – www.museostibbert.it


dal 26 gennaio al 28 febbraio

Sauro Cavallini. L’opera di un internato

Uno degli artisti più significativi e prolifici della seconda metà del Novecento, Sauro Cavallini, conobbe l’orrore dei campi di internamento durante la Seconda Guerra Mondiale, recluso dal settembre del 1943, all’età di 16 anni, nel campo di Gradaro a Mantova per circa un anno.

Quando Cavallini iniziò a praticare la scultura, gli incubi della prigionia presero forma e si tradussero nelle sue prime opere d’arte che non avrebbe più ripetuto negli oltre 50 anni successivi.

Oggi quelle opere assumono un valore di testimonianza di un passato particolarmente doloroso e 16 di quei lavori, realizzati tra il 1961 e il 1963 in ferro e in ottone, son esposti per la prima volta a Firenze a cura di Maria Anna Di Pede nelle sale di Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Giunta Regionale della Toscana, in occasione della Giornata della Memoria 2023.

Ideata dal Centro Studi Cavallini e curata dal direttore Maria Anna Di Pede, la mostra è stata realizzata con la collaborazione della Fondazione Fossoli (l’ex-campo di concentramento di Fossoli ha già ospitato nel 2021 alcune di queste opere) e del Museo della Deportazione di Prato.

Le sculture, alcune delle quali misurano anche due metri d’altezza, furono realizzate durante i primi anni ‘60 con la tecnica della “goccia su goccia” ovvero sciogliendo scarti metallici mediante fiaccola ossidrica fino a creare l’opera, e sono dedicate unicamente alla figura umana dove l’angoscia, la sofferenza, il grido di aiuto, sono leggibili in modo inequivocabile.

Nell’allestimento le sculture sono affiancate da pannelli che, attraverso fotografie e documenti storici, illustrano i crimini nazifascisti.

Informazioni:

Ingresso libero.

Orario: dal lunedì al venerdì 10-12.30 e 14-16.30, sabato 10-12.30.

Firenze – Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati, Piazza del Duomo, 10

Info: 335.7877373 – www.saurocavallini.com


dal 21 gennaio al 5 marzo

Blu Zaffera

La ceramica di Montelupo è protagonista di questa mostra che si tiene nel Museo di Villa Caruso in collaborazione con il Museo della Ceramica di Montelupo, che l’ha ospitata in estate.

Il progetto è a cura di Alessio Ferrari e Benedetta Falteri e coinvolge 16 artisti contemporanei che sono stati invitati a sviluppare un lavoro di ricerca sul tema del Blu Zaffera.

La ‘Zaffera’, il decoro del primo Quattrocento di un punto di blu quasi nero, che trae origine dalla stilizzazione della foglia di quercia e che rappresenta il primo vero passaggio verso la policromia e l’innovazione della ceramica a Montelupo, è stata il terreno di approfondimento per lo sviluppo delle progettualità in ambito contemporaneo con l’utilizzo del materiale ceramico, in forma di opere in ceramica, performance artistiche, installazioni video.

Durante l’apertura della mostra è previsto un calendario di eventi che include la presentazione del catalogo dell’esposizione e una serie di visite guidate e laboratori con gli artisti e i ceramisti. I maestri che espongono le loro creazioni in ceramica sono: Ivana Antonini, Patrizio Bartoloi, Stefano Bartoloni, Giulia Alba Chiara Bono, Giulia Cantarutti, Shilha Cintelli, Veronica Fabozzo, Carlotta Fantozzi, Sergio Pilastri, Paola Ramondini, Beatriz Irene Scotti, Paola Staccioli, Paolo Staccioli, Eugenio Taccini, Serena Tani, Marco Ulivieri.

Informazioni:

Ingresso libero.

Orario: mercoledì, giovedì e venerdì 10-13, sabato, domenica e festivi 9-13 e 15-17.

Lastra a Signa – Villa Caruso, Via Bellosguardo, 54

Info: 055.8721783 – www.villacaruso.it


dal 7 gennaio al 12 marzo

La Fanciulla del West

A Villa Caruso una mostra documentale realizzata in collaborazione con il Museo Amedeo Bassi di Montespertoli che celebra così i 150 anni dalla nascita del famoso cantante, avvenuta a Montespertoli il 29 luglio del 1872.

Dopo il debutto a Castelfiorentino nel 1897, la carriera di Bassi sarà costellata di successi e viaggi in tutto il mondo, a volte anche al fianco di uno dei suoi più illustri colleghi, il tenore Enrico Caruso. L’esposizione vuole mettere a fuoco il rapporto fra il celebre compositore Giacomo Puccini, autore dell’opera lirica ‘La Fanciulla del West’, e i due tenori Amedeo Bassi e Enrico Caruso, che ebbero modo di interpretarla sulla scena, entrambi designati dallo stesso maestro Puccini.

Il grande Caruso, molto conosciuto Oltreoceano, fu scelto per la prima rappresentazione assoluta, avvenuta con successo al Metropolitan di New York il 10 dicembre 1910 sotto la direzione di Arturo Toscanini. L’allestimento è in collaborazione con la Fondazione Giacomo Puccini Lucca, Centro Studi Giacomo Puccini, Fondazione Simonetta Puccini per Giacomo Puccini.

Informazioni:

Orario: mercoledì, giovedì e venerdì 10-13, sabato, domenica e festivi 9-13 e 15-17.

Lastra a Signa – Villa Caruso, Via Bellosguardo, 54

Info: 055.8721783 – www.villacaruso.it


dal 13 gennaio all’11 marzo

Albedo o chiardiluna

Crumb Gallery ha inaugurato la programmazione espositiva del 2023 con un progetto inedito, realizzato appositamente per l’occasione dell’artista fiorentina Daniela De Lorenzo.

Si racconta la delicata relazione tra spazio e tempo attraverso la storia dell’arte, la scultura e il montaggio. Al centro di questa serie fotografica, la De Lorenzo pone l’iconografia di un’opera quattrocentesca quale ‘San Giorgio e la principessa’ di Paolo Uccello, un’opera dalla rigida struttura prospettica ma permeata di un’atmosfera onirica, dal sapore fiabesco.

Le tre figure principali – la principessa, a sinistra, il drago, al centro, e il san Giorgio a cavallo, sulla destra, concatenati dal guinzaglio e dalla lancia – si muovono, come su un palcoscenico, all’interno di quinte teatrali, create dalle diagonali che definiscono la geometria dello spazio e creano la profondità del paesaggio.

In ognuna delle dodici fotografie di cui si compone questo progetto, l’artista scompone l’ordine, i campi visivi, ci mette davanti a una lettura diversa, ad un’altra percezione. Le immagini disposte sulle pareti si relazionano e si completano con ‘sonni,’ un’opera composta da due piccole sculture in gesso con cera e pigmenti, collocate al centro della stanza, quasi fossero il punto di fuga dell’intera visione del progetto, il luogo da cui si genera.

Informazioni:

Orario: giovedì, venerdì e sabato 16-19, altri giorni su appuntamento.

Firenze – Crumb Gallery, Via San Gallo, 191

Info e pren.: 347.3681894 – www.crumbgallery.com


dal 20 dicembre 2022 al 12 marzo

I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini

A cinquanta anni dalla loro scoperta, il MArRC – Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, ha realizzato questa mostra celebrativa che ora approda a Firenze.

Curata da Carmelo Malacrino, direttore del MArRC, presenta le fotografie di Luigi Spina dedicate ai magnifici bronzi attici il cui ritrovamento, avvenuto il 16 agosto 1972 a soli 8 metri di profondità, durante una battuta di pesca subacquea nei pressi di Riace Marina, è stato un evento straordinario che ha segnato la storia del patrimonio artistico del nostro paese. 

I due guerrieri greci – due figure maschili nude, convenzionalmente chiamate A e B, oppure il ‘Giovane’ e il ‘Vecchio’, di dimensioni leggermente superiori al normale – furono trasportati a Firenze per il restauro e qui esposti per la prima volta nel dicembre del 1980 attirando folle di visitatori.

Databili intorno alla metà del V sec. a.C., esempio di una sapiente e fine tecnica bronzistica, i due capolavori furono forse realizzati da due maestri diversi ma comunque per una destinazione pubblica, che mai raggiunsero a causa di un naufragio.

Ora 16 fotografie di grande formato (90 x 134 cm) di questi reperti unici, scattate dall’esperto Luigi Spina (miglior fotografo dell’anno 2020 secondo ‘Artribune’) sono esposte al piano terra della Galleria dell’Accademia, celebrando una simbolica unione con un un altro centenario, quello del David di Michelangelo, trasferito all’Accademia proprio 140 anni fa.

Si mettono così a confronto i tre eroi più belli, potenti e celebrati dell’intera storia dell’arte.

Informazioni:

Orario: tutti i giorni 8.15-18.50, chiuso lunedì.

Firenze – Galleria dell’Accademia, Via Ricasoli, 58/60

Info: 055.0987100 – www.galleriaaccademiafirenze.it


dal 19 gennaio al 12 marzo

Christian Balzano. Fuori dal mondo

L’artista livornese Christian Balzano (classe 1969) si presenta a Palazzo Medici Riccardi con una mostra a cura di Marco Tonelli organizzata da MUS.E e Casa d’Arte San Lorenzo.

Il progetto espositivo parte da una mappa incisa intorno al 1580 dal cartografo Epichtonius Cosmopolites, raffigurante il cappuccio di un giullare con il mondo al posto del volto: un’immagine che parla di vanitas e follia degli uomini. L’interrogativo che si vuole sollevare è: può l’identità storica e culturale di un luogo, di una comunità, essere completamente sconvolta e cambiata dalla convivenza con altre persone, con identità diverse?

Le opere di Balzano si dispongono in varie sezioni tematiche che interpretano il pluralismo della religione, la natura contaminata e contaminante, i continenti, i paesi e le bandiere. Il tutto realizzano con ampio uso del tessuto, materiale che simboleggia con i suoi intrecci la pelle stessa e la carne delle nazioni in tutta la loro complessità geopolitica e che ritroviamo in stoffe su cui campeggiano carte geografiche di paesi in guerra o bandiere i cui paesi sono separati da muri invalicabili.

Ma troviamo anche il marmo, con i quattro grandi timbri che raffigurano le religioni più diffuse a cui si aggiunge il ‘timbro’ personale dell’artista, che raffigura un toro. A ricordarci che viviamo tutti sullo stesso pianeta, c’è un’installazione ambientale dal titolo ‘Io siamo tessuto’, costituita da una bambina in bronzo a grandezza naturale che tira – come un pescatore fa con la sua rete – la grande sfera del mondo, fatta di tessuti di diversa natura.

Informazioni:

Orario: tutti i giorni 9-19, chiuso mercoledì.

Firenze – Palazzo Medici Riccardi, Via Cavour, 1

Info: 055.2760340 – www.palazzomediciriccardi.it


dal 14 novembre 2022 al 12 marzo

I Niobidi di Tivoli agli Uffizi

I due principali gruppi scultorei dedicati al mito della Niobe si trovano per la prima volta insieme agli Uffizi, nella sala a loro riservata. Accanto alle tredici celebri statue di epoca romana, scoperte sotto le Mura Aureliane nel 1583 e giunte a Firenze solo nel 1770, ne sono affiancate ora altre nove, provenienti da un gruppo scultoreo attualmente conservato nel Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli (Istituto Villa Adriana e Villa d’Este).

Le nove sculture furono rinvenute nel 2012 in un’ampia vasca prossima al settore termale di un’antica villa nella periferia di Roma, a Ciampino, in parte frammentarie, ma che, ancora una volta, ricomponevano il suggestivo mito di Niobe. Il gruppo mette in scena una delle più tragiche storie del mito greco antico, ossia l’uccisione dei dodici figli di Niobe per volere della dea Latona, offesa per la superbia di Niobe che si era vantata della propria prole.

Il confronto diretto fra le sculture recentemente scoperte a Ciampino e quelle medicee consentirà di meglio apprezzarne le affinità e le discontinuità, permettendo, al tempo stesso, di far maggior luce sui prototipi da cui dipendono. Sul sito www.uffizi.it è visitabile la mostra virtuale dedicata ai due gruppi marmorei.

Visite guidate su prenotazione nei giorni 6 dicembre, 10 e 24 gennaio, 7 e 21 febbraio (ore 10).

Informazioni:

Orario: tutti i giorni 8.15-18.30, chiuso lunedì.

Firenze – Galleria degli Uffizi, Piazzale degli Uffizi

Info: 055.294883 – www.uffizi.it


dal 2 dicembre 2022 al 13 marzo

Songs and Spells

Dopo essere stato protagonista della Florence Art Week con il progetto ‘Water Spell’, che lo ha visto risalire l’Arno a bordo di un’imbarcazione accompagnato da musici del Corteo storico fiorentino, Emiliano Maggi (Roma, 1977) torna a Firenze con una personale a cura di Caroline Corbetta e concepita per le sale del Museo Stefano Bardini.

Terza tappa del suo progetto fiorentino, la mostra è un suggestivo viaggio attraverso la stratificazione di epoche, stili e oggetti che si snoda nelle stanze del Museo Bardini.

Per mezzo di un linguaggio espressivo del tutto personale, che si formalizza principalmente in sculture in ceramica ma anche pitture ed interventi sonori, Emiliano Maggi mette in scena un’istintiva ibridazione – cronologica, tematica e iconografica – immaginando nuove rappresentazioni in cui l’umano si fonde con l’animale, come nel caso dei tritoni della tardo-cinquecentesca fontana del Nettuno in Piazza della Signoria, rimodellati alla luce della sperimentazione e di un vitalissimo desiderio di trasmutazione, che hanno fornito lo spunto primario per ‘Water Spell’.

Informazioni:

Orario: da venerdì a lunedì 11-17, chiuso da martedì a giovedì.

Firenze – Museo Stefano Bardini, Via dei Renai, 37

Info: 055.2342427 – www.musefirenze.it


dal 28 gennaio al 17 marzo

Venturino Venturi: materie 1941-1981

È curata da Lucia Fiaschi, con il supporto scientifico dell’Archivio Venturino Venturi e il Patrocinio del Comune di Firenze, questa mostra che ripercorre quarant’anni di sperimentazione su innumerevoli materiali, attraverso i quali Venturino Venturi (Loro Ciuffenna 1918 – Terranuova Bracciolini 2002) trovò un suo percorso solitario e autonomo, anche se tangente con numerose istanze artistiche del tempo.

Nel ‘Ritratto della madre’ (1941), come in numerosi altri ritratti realizzati fra gli anni ’40 e ’50, il cemento diventa materia plasmata e patinata, fino a perdere la sua rudezza, che riaffiora invece in opere in pietra serena come ‘Minatore’ (1949), in bronzo come ‘Ventre’ (1954) o in cemento come ‘Le Mani’ (1976), che con la loro superficie scabra e una forte compattezza strutturale affrontano con intensità lo spazio.

Questa forza emergente nella scultura, si fa corpo vibrante nel suo inesausto lavoro su carta. Qui, partendo dall’idea del monotipo, la materia dell’olio è stesa su tavola o cemento, su questa viene adagiata la carta per poi essere lavorata dal retro. Il colore nero, rosso e talvolta blu, trasferito attraverso la pressione dello strumento o dalle mani, è esaltato dal segno rude dello scultore, che dal retro incide la carta come fosse pietra.

Con questa mostra la galleria Il Ponte riallaccia una relazione con Venturino iniziata dal fondatore della galleria Vincenzo nella sede di San Giovanni Valdarno, che espose più volte le opere dell’artista toscano a partire dal 1966 al 1974.

Informazioni:

Ingresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 10-13 e 15-19, sabato su appuntamento, chiuso i festivi.

Firenze – Galleria Il Ponte, via di Mezzo, 42/b

Info: 055.240617 – www.galleriailponte.com


dal 24 settembre 2022 al 18 marzo

Trans Formam

Erwin Wurm (classe 1954), protagonista dell’arte contemporanea internazionale, espone le sue opere in un progetto concepito per gli spazi della Galleria Poggiali.

La mostra raccoglie una ventina di opere, la maggior parte espressamente realizzate, per dare conto della qualità poliedrica delle sculture dell’artista austriaco, unitamente ad una serie di olii su tela eseguiti per l’occasione. Si tratta di oggetti distorti, esagerati, gonfi che ritraggono aspetti centrali nella società contemporanea come l’auto, il cibo massificato, la casa, il consumismo, riletti con ironia e acume attraverso l’alterazione della loro abituale versione.

In particolare troverà spazio ‘Fat Convertible’, una macchina cabrio realizzata appositamente per Firenze con esterni specchianti in fusione di alluminio, ‘Big Kiss’, due wurstel avvinghianti in un bacio, e poi ancora le ‘fat cars’ schiacciate da salsicce o realizzate in vetro di murano, oltre a una serie di olii su tela con le scritte distorte, per la prima volta in italiano, come “salsiccia”.

A cura di Helmut Friedell, a partire da sabato 17 settembre nella vicina Piazza Santa Maria Novella (in collaborazione con il Museo Novecento e Muse) la mostra prevede anche l’installazione, in prima mondiale assoluta, dell’opera di carattere performativo Fat Bus salsiccia: un reale furgone distribuirà hot dog in cambio di un’offerta libera che sarà destinata ad attività benefiche.

Informazioni:

Orario: dal lunedì al sabato 10-13 e 15-19, domenica su appuntamento.

Firenze – Galleria Poggiali, Via della Scala 35/r

Info: 055.287748 – www.galleriapoggiali.com


dal 17 dicembre 2022 al 20 marzo

Seminarium

La cripta duecentesca del Museo Marino Marini ospita una mostra dell’artista danese Jesper Just, una prima nazionale a cura di Caroline Corbetta.

Acclamato a livello internazionale, Jesper Just (Copenhagen, 1974) presenta le sue opere multimediali negli spazi del Marini: una serie di stazioni multimediali che, in un ambiente immersivo, mettono in scena il rapporto di interdipendenza tra esseri umani e natura.

“Il tecno-vivaio di Jesper Just – spiega Caroline Corbetta – crea un ambiente emozionante e sensuale che offre spunti di riflessione sulla conservazione e riattivazione del patrimonio artistico, sulla capacità degli artisti contemporanei di affrontare temi di grande attualità ma anche di mettersi in connessione con la storia”.

Sei multischermi, manipolati fino a diventare vere e proprie installazioni scultoree che punteggiano lo spazio espositivo, propongono frammenti fluttuanti di anatomie atletiche, mentre una voce ipnotica enuncia slogan commerciali di prodotti per la cura del corpo.

I fili e i circuiti delle apparecchiature sono visibili creando un contrasto disturbante con la patinata estetica delle immagini. Di fronte ad ogni schermo, dei piedistalli sorreggono le piante che vivono grazie all’acqua contenuta nei vasi e alla luce violetta irradiata dagli schermi.

Corpi umani e piante, tecnologia e biologia formano un ecosistema che riproduce il delicato equilibrio tra progresso e sostenibilità che si fa sempre più instabile.

Entrando nell’antico spazio sotterraneo, illuminato da bagliori violacei, lo spettatore diventa parte integrante di questo complesso organismo pulsante in cui macchine, corpi e piante si sostentano reciprocamente in una soluzione immaginativa che supera la visione antropocentrica del mondo.

Informazioni:

Ingresso gratuito la prima domenica del mese. Orario: sabato, domenica e lunedì 10-19.

Firenze – Museo Marino Marini, Piazza San Pancrazio

Info: 055.219432 – www.museomarinomarini.it


dal 20 ottobre 2022 al 26 marzo

ESCHER

Una grande mostra dedicata al geniale artista olandese Maurits Cornelis Escher (1898-1972) è ospitata dal Museo degli Innocenti di Firenze. Scoperto dal grande pubblico negli ultimi anni, Escher è diventato uno degli artisti più amati in tutto il mondo. Inquieto, riservato e indubbiamente geniale, il maestro nelle sue celebri incisioni e litografie crea un mondo unico, immaginifico, impossibile, dove confluiscono arte, matematica, scienza, fisica, design.

Questa antologica – che presenta circa 200 opere e i lavori più rappresentativi che lo hanno reso celebre in tutto il mondo – ci racconta il genio dell’artista olandese con le opere più iconiche della sua produzione quali ‘Mano con sfera riflettente’ (1935), ‘Vincolo d’unione’ (1956), ‘Metamorfosi II’ (1939), ‘Giorno e notte’ (1938) e la serie degli ‘Emblemata’, che appartengono all’immaginario comune riferibile al grande artista.

La mostra di Escher si configura come il primo grande evento espositivo all’interno del complesso monumentale progettato da Filippo Brunelleschi, che ospita il Museo degli Innocenti e che, con le mostre firmate Arthemisia, si avvia a essere sede di grandi mostre d’arte.

Informazioni:

Orario: tutti i giorni 11-18, chiuso martedì.

Firenze – Istituto degli Innocenti, Piazza della Santissima Annunziata, 13

Info: 055.2037122 – www.museodeglinnocenti.it


dal 16 settembre 2022 al 31 marzo

Henry Moore in Florence

La Florence Art Week ha voluto rendere omaggio al maestro Henry Moore a 50 anni di distanza dalla memorabile mostra al Forte di Belvedere del 1972.

La mostra, curata da Sebastiano Barassi, Head of Collections and Exhibitions della Henry Moore Foundation, e da Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento, presenta due opere monumentali, rintracciate all’interno della grande produzione scultorea di Henry Moore (Castleford 1898 – Perry Green 1986).

Le due sculture, ‘Family Group’ e ‘Large Interior Form’ sono esposte rispettivamente in due luoghi simbolo della città: Piazza della Signoria ed eccezionalmente sul Sagrato dell’Abbazia di San Miniato al Monte, in dialogo con il patrimonio storico-artistico di Firenze.

Informazioni:

Orario: sempre visibili.

Firenze – Piazza della Signoria

Info: 055.286132 – www.museonovecento.it


dal 1 gennaio al 31 marzo (provvisorio)

Francesco Hayez agli Uffizi

Le Gallerie degli Uffizi hanno arricchito il proprio patrimonio con l’acquisizione del ‘Ritratto del conte colonnello Francesco Teodoro Arese Lucini in carcere’ dipinto dal grande pittore lombardo Francesco Hayez sul finire degli anni Venti dell’Ottocento: un’opera fondamentale, non solo per il suo valore pittorico e la potenza espressiva, ma anche per il suo forte significato storico e politico in relazione ai moti risorgimentali.

Il conte Francesco Arese Lucini (Milano 1778-1836), militare napoleonico poi coinvolto nei moti risorgimentali del 1820-21, è qui raffigurato in catene durante la detenzione nel lugubre penitenziario austriaco dello Spielberg (lo stesso in cui Silvio Pellico scrisse il suo celebre diario “Le mie Prigioni”).

L’olio su tela si caratterizza per la sua carica rivoluzionaria: fu lo stesso Arese Lucini, “nobile gentiluomo”, come lo definì Hayez, che, da membro dell’aristocrazia, volle rompere le ingessate convenzioni della ritrattistica scegliendo di farsi raffigurare in catene (anche se al momento in cui il dipinto venne eseguito la pena si era effettivamente già conclusa).

Il ritratto è ora visibile all’inizio del percorso degli Uffizi, in cima allo scalone lorenese. Dopo un ‘tour’ in vari comuni toscani che partirà in primavera, sarà permanentemente esposto nella Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti.

Informazioni:

Orario: tutti i giorni 8.15-18.30, chiuso lunedì.

Firenze – Galleria degli Uffizi, Piazzale degli Uffizi

Info: 055.294883 – www.uffizi.it


dall’8 ottobre 2022 al 16 aprile

L’oro bianco di Sesto Fiorentino

Solo preziose porcellane del Settecento in questa mostra che va alla scoperta delle origini della Manifattura Ginori, nata nel 1735 per volontà del marchese Carlo Ginori, nel momento di passaggio fra il granducato mediceo e quello lorenese.

In attesa della riapertura della sede del Museo Ginori, al momento sottoposto a restauro, una selezione di opere della sua collezione permanente torna temporaneamente visibile all’interno della Biblioteca, lo stesso edificio in cui il museo era allestito prima del suo trasferimento nei nuovi spazi, progettati dagli architetti Pier Niccolò Berardi e Fabio Rossi e inaugurati nel 1965.

Tra le opere d’arte e gli oggetti d’uso protagonisti di questa piccola ma preziosa esposizione nella Sala Meucci, il busto in porcellana di Carlo Ginori, sculture per l’apparecchiatura della tavola, il ‘museo delle terre’ e le maschere originali per i caratteristici decori ‘a stampino’.

La raccolta di Doccia custodisce tre secoli di storia del gusto e del collezionismo, rappresentando un unicum a livello internazionale grazie alla ricchezza e alla continuità storica del suo patrimonio, che racconta i segreti della più antica manifattura di porcellana ancora attiva in Italia.

Informazioni:

Ingresso libero. Orario: lunedì 14.30-19.30, martedì e giovedì 9-23, mercoledì e venerdì 9-19.30, sabato 9-14, domenica 10-13.

Sesto Fiorentino – Biblioteca Ernesto Ragionieri, Piazza della Biblioteca 4

Info: 055.4496863 – 055.4496851 – www.ginori1735.com


dal 20 maggio 2022 al 18 aprile

Donne in equilibrio: 1955-1965

Ferragamo onora la memoria della ‘matriarca’ Wanda Miletti Ferragamo con una mostra che esamina la complessa realtà femminile in Italia tra gli anni Cinquanta e Sessanta, periodo in cui Wanda cambia la propria vita trasformandosi da madre esclusivamente dedita alla crescita dei sei figli avuti da Salvatore, a guida intelligente e solida della Maison, ruolo che ha mantenuto fino alla sua scomparsa avvenuta il 19 ottobre 2018.

Nell’agosto del 1960, alla morte del marito, Wanda decide di non chiudere l’azienda ma anzi di trasformare un laboratorio artigianale di calzature da donna in una casa di moda, dove i figli possano dare continuità a quel solco di innovazione e creatività aperto dal marito Salvatore.

Sono gli anni del ‘miracolo economico’, contrassegnati da una profonda trasformazione del Paese, nel quale le donne si affacciano ai diversi settori della società, contribuendo alla costruzione dell’Italia repubblicana. Sono donne alla ricerca di nuovi modelli di esistenza che ancora oggi continua a interrogare il nostro presente, come dimostrano le interviste raccolte in un documentario visibile in mostra.

Il percorso espositivo, attraverso oggetti, abiti, opere d’arte, filmati, fotografie, intende così tratteggiare le attività e le scelte di donne di età diversa, anche in ambiti lavorativi fino ad allora riservati quasi esclusivamente agli uomini.

La mostra si completa con un altro progetto espositivo, solo digitale, realizzato in collaborazione con Istituto Marangoni Firenze nel quale undici artiste internazionali riflettono sul tema delle identità.

Informazioni:

Orario: tutti i giorni 10.30-19.30.

Firenze – Museo Salvatore Ferragamo, Piazza Santa Trinita, 5r

Info: 055.3562846 – www.ferragamo.com/museo


dal 19 novembre 2022 al 21 aprile

Scenari

Nuovi artisti internazionali per il progetto ideato e diretto dal critico Carlo Franza nelle sale del Plus Florence: l’intento è quello di aprire finestre sul mondo e sui processi creativi del terzo millennio, fra rappresentazioni e interpretazioni.

Con ‘Scenari’ si trovano ad essere coinvolti, ogni volta, sei artisti con sei mostre personali. I sei di questo capitolo sono Andy Ceausu, Francesca Lucchini, Marco Marrocco, Hisako Mori, Camillo Pennisi, Chiara Silva. Ecco quindi le venti opere del vignettista israeliano, nato e cresciuto in Romania, Andy Ceausu che spaziano attorno all’arte digitale nella mostra ‘Ricamo in pietra’ (Piano Quinto Verde).

La pittura di Francesca Lucchini, uscita dall’Accademia di Brera, con i grandi teleri che ci parlano delle acque del mondo, degli oceani della terra, del mare in quiete e in tempesta nella mostra ‘Paesaggi oltre’ (Piano Terra Beige).

E ancora il ‘Diario imperfetto’ del pittore romano Marco Marrocco (Piano Quarto Azzurro), fatto di cromaticità e poesia; i ‘Fuochi di spazialismo informale’ dell’artista giapponese Hisaki Mori, una pittura calligrafica e informale, tutta interiore e tutta sentimentale (Piano Terzo Rosso); la ‘Mappa albale’ del siciliano Camillo Pennisi (Piano Arancio) che si ispira ad un popolare idioma visivo familiare.

E infine le ‘Epifanie dell’Universo’ (Primo Piano Fucsia) di Chiara Silva, uscita dall’Accadenia di Brera, una giovane artista che propone una realtà neoinformale in fermento continuo. A queste sei mostre si aggiungono nelle sale dell’hotel la mostra ‘Ritorni dell’eco’ con opere dell’artista Carlo Cecchi (Jesi, 1949) e ‘Autunnale’ di Eugenia Serafini (Tolta, 1946), un corpus di fogli dipinti sul tema autunnale.

Informazioni:

Orario: negli orari di apertura dell’esercizio.

Firenze – Plus Florence Hotel, Via Santa Caterina d’Alessandria, 15

Info: 055.6286347


dal 1 giugno 2022 al 30 aprile

Un capolavoro del Rinascimento dalla Francia a Bosco ai Frati: il trittico di Nicolas Froment

Il progetto ‘Terre degli Uffizi’ debutta in Mugello con questa mostra che vede temporaneamente ricollocata nel Convento di San Bonaventura a Bosco ai Frati (San Piero a Sieve), l’opera che per secoli è stata collocata nella chiesa del convento, prima di essere portata alle Gallerie fiorentine con le ‘soppressioni’ napoleoniche degli istituti religiosi.

Fondato attorno all’anno 600 dalla famiglia degli Ubaldini, l’insediamento religioso conobbe il suo massimo splendore sotto i Medici, che nel 1420 acquistarono il terreno su cui sorgeva la chiesa e nel ’27 riportarono nel convento i frati francescani. Ristrutturato dall’architetto Michelozzo, il complesso fu arricchito di opere d’arte come la pala d’altare con la ‘Sacra conversazione’ del Beato Angelico (oggi al Museo di San Marco) e, appunto, il trittico di Nicolas Froment con la ‘Resurrezione di Lazzaro’ realizzato nel 1461.

Fu dipinto da Nicolas Froment, maestro originario della Piccardia del quale rimangono oggi pochissime opere e conosciuto soprattutto per l’attivitа che almeno dal 1465 svolse in Provenza, dove lavorò anche per il sovrano Renato d’Angiò. Il trittico, l’opera più antica oggi nota di Froment, fu eseguito per un prelato originario di Prato, Francesco Coppini, che dal 1459 al 1462 visse fra Fiandre, Inghilterra e Francia svolgendo incarichi per conto di papa Pio II. Il veristico ritratto presente sul verso dell’anta destra del trittico ci restituisce l’aspetto di questo intraprendente, colto e ambizioso prelato.

Informazioni:

Orario: dal lunedì al sabato 9-12, pomeriggio a richiesta.

San Piero a Sieve – Convento di Bosco a Frati, Via di Lucigliano, 1

Info: 348.6033328 – www.boscoaifrati.orgwww.uffizi.it/terre-degli-uffizi


dal 7 febbraio al 16 maggio

Eleonora e l’invenzione della corte fiorentina

Una maxi esposizione al museo del Tesoro dei Granduchi di Palazzo Pitti, antico appartamento estivo della famiglia Medici, ci racconta l’eleganza e la ricercatezza nell’abbigliamento, il gusto per i gioielli e i segreti della bellezza della celeberrima duchessa Eleonora di Toledo (Alba de Tormes 1522 – Pisa 1562), di cui nello scorso anno si è celebrato il quinto centenario della nascita.

Preceduta da cinque video sul canale Instagram delle Gallerie degli Uffizi (@uffizigalleries) la mostra curata da Bruce Edelstein e Valentina Conticelli vede al centro il mitico ritratto con il quale Agnolo Bronzino raffigurò la bellissima e potente nobildonna, moglie di Cosimo I de’ Medici, madre di undici figli (tre dei quali morti in fasce) ed ultima Duchessa Consorte di Firenze.

Insieme a specialisti di storia della moda e del costume si svelano le più curiose e significative ‘chicche’ sulla figura di Eleonora, che portò a Firenze il gusto della corte spagnola ma che fu anche promotrice di imprese manifatturiere legate alla creazione di preziosi tessuti e raffinati arazzi.

A lei e al suo immenso patrimonio privato si deve fra l’altro l’acquisto nel 1550 del Palazzo dei Pitti sulla collina di Boboli, che diventerà nel tempo la reggia di tre dinastie e dove nascerà il primo e più celebre esempio di ‘Giardino all’Italiana’, copiato poi dalle case regnanti di tutta Europa.

Informazioni:

Orario: tutti i giorni 8.15-18.30, chiuso lunedì.

Firenze – Tesoro dei Granduchi Palazzo Pitti, Piazza de’ Pitti

Info: 055.294883 – www.uffizi.it


dal 30 novembre 2022 al 23 novembre

Antologia scelta 2023

Tornabuoni Arte presenta una scelta delle più importanti opere di arte moderna e contemporanea che la galleria ha selezionato nel corso dell’ultimo anno.

Al primo piano potremo immergerci nell’arte figurativa del primo Novecento, con una nuova e suggestiva sala dalle pareti nere che accoglie alcune delle opere più emblematiche di questo periodo con Renoir, Boccioni, Galileo Chini, Ottone Rosai, Plinio Nomellini, Alberto Savinio e Giacomo Balla con due opere, firmate FUTUR BALLA.

Fra gli autori che testimoniano il passaggio dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri c’è la gouache ‘Liberté, J’écris ton nom’ (1953) di Léger e quella di Pablo Picasso ‘Etude pour Taureau’ (1957), simbolo della Spagna e della sua resistenza culturale.

A segnare questo momento di transizione storico, troviamo, tra gli altri, Felice Casorati, Leoncillo, Osvaldo Licini, Marino Marini e Salvatore Scarpitta. Del 1961 è la ‘Natura morta’ di Morandi. Al piano terra, ecco i linguaggi artistici non figurativi del secondo Novecento: Lucio Fontana, Giuseppe Capogrossi, Dorazio, Carol Rama, Arnaldo Pomodoro. Tra le opere più recenti, la ‘Mappa’ di Boetti del 1984, Christo (Christo and Jeanne-Claude) in ‘Over the River’ del 2011, progetto di un imponente lavoro dove furono previsti circa 10 km di tessuto argentato che avrebbe dovuto correre sopra il corso del fiume Arkansas in Colorado.

E ancora: Carla Accardi, Antonio Bueno, Alberto Burri, Enrico Castellani, Sandro Chia, Jean-Michel Folon, Hans Hartung, Emilio Isgrò, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Uncini, Victor Vasarely, Gilberto Zorio, solo per nominarne alcuni.

Informazioni:

Ingresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 9-13 e 15-19.

Firenze – Tornabuoni Arte, Lungarno Benvenuto Cellini, 3

Info: 055 6812697 – www.tornabuoniart.com

Dettagli

Inizio:
1 Febbraio
Fine:
28 Febbraio
Categorie Evento:
,
Sito web:
Comments are closed.