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SUMMARY:Le mostre d'arte ad Arezzo e provincia
DESCRIPTION:Fino al 20 settembre\nImitation of Life (imitare la vita)\nCasa Masaccio accoglie la prima personale in un’istituzione pubblica italiana dell’artista taiwanese Skyler Chen (classe 1982). A cura di Marta Papini e in collaborazione con la galleria MASSIMODECARLO\, la mostra interroga la tradizione della pittura occidentale attraverso forme dissonanti e frammenti narrativi. Chen si confronta con i canoni della pittura rinascimentale italiana proprio nel luogo in cui questi hanno preso forma: la prospettiva lineare\, il realismo delle proporzioni\, l’idea di uno spazio ordinato e misurabile costruito per un unico punto di vista. Appropriandosi di questa stessa gabbia prospettica\, l’artista inserisce alcuni elementi di disturbo – scritte\, dettagli incongrui\, ingrandimenti – che incrinano l’armonia delle scene. Le immagini\, a un primo sguardo classiche e dense di riferimenti alla storia dell’arte quattrocentesca\, diventano minacciose e elettriche\, come un cielo plumbeo che comprime l’aria prima di una tempesta. Questa tensione nasce da una domanda: cosa accade quando il punto di vista unico su cui si fonda la prospettiva lineare viene attraversato da una pluralità di soggetti e di storie? Quando al soggetto universale della modernità si sostituiscono identità molteplici\, queer e diasporiche\, segnate dalla storia che quella stessa prospettiva ha contribuito a raccontare? Le opere frutto di questi interrogativi non offrono risposte\, anzi: appaiono come un rebus di cui si fatica a trovare una soluzione. \nIngresso libero. Orario: da martedì al venerdì 15-19\, sabato\, domenica e festivi 10-13 e 15-19. \nCasa Masaccio – Corso Italia\, 83 – San Giovanni Valdarno \nInfo: 055.9126283 – casamasaccio@comunesgv.it \n\nFino all’1 novembre\nAlberto Zorzi straordinario scultore orafo e il gioiello d’artista\nI gioielli d’artista di Alberto Zorzi (Padova\, 1958)\, maestro orafo di rilievo internazionale\, sono protagonisti di una mostra personale presso il Museo Orodautore di Arezzo\, un unicum dedicato al gioiello contemporaneo con 350 opere fra gioielli\, ornamenti e microsculture\, che\, dal 1970 è allestito nel Palazzo della Fraternità. L’allestimento è ospitato nei nuovi spazi espositivi del Salone del Torri e presenta un’antologica delle creazioni dell’artista veneto\, rinomato scultore dell’ornamento e del manufatto\, tra i più significativi dell’oreficeria italiana contemporanea. A cura di Giuliano Centrodi\, curatore scientifico del Museo Orodautore\, l’esposizione ci permette di ammirare le opere più recenti dell’artista\, con alcuni capolavori senza tempo della sua produzione. Tra questi\, la spilla in oro ‘La Città-Arezzo’ che fa parte del suo vasto repertorio di visioni di profili aerei della sky-line urbana\, ispirati al Trecento. L’opera è realizzata da elementi lamellari e tubolari con parti satinate\, smerigliate e lucidate. In mostra anche il collier presentato nel 2025 nella rassegna dedicata a Giorgio Vasari. Si ricordano poi le spille ‘Structura’\, in oro e tormaline\, e i gioielli ‘Scrittura’\, con superfici dalle lamine a basso rilievo che rimandano allo ‘stiacciato’ donatelliano. I recenti progetti ‘Pitagora’ e ‘Fellini’ offrono invece preziose sculture per la tavola e per l’uso quotidiano. \nOrario: venerdì\, sabato e domenica 11-19. \nMuseo Orodautore – Palazzo della Fraternita dei Laici – Via Vasari\, 3 – Arezzo \nInfo: 0575.377437 – www.fondazioneguidodarezzo.com \n\nFino all’1 novembre\nGino Severini. Modernità come dialogo\nUna mostra internazionale con cui Cortona celebra a Palazzo Casali\, il 60° anniversario della morte del grande artista cortonese Gino Severini (1883-1966).  L’esposizione\, curata da Daniela Fonti e Margherita d’Ayala Valva\, riunisce oltre 80 opere tra dipinti e disegni provenienti da importanti musei italiani ed esteri e da prestigiose collezioni private. La mostra è accompagnata da documenti originali\, materiali d’archivio e testimonianze fotografiche che ricostruiscono il contesto storico e culturale dell’opera di Severini\, oltre a un’installazione multimediale immersiva realizzata da LimenXr\, che utilizza visori 3D per ricreare il mondo artistico dell’inizio del Novecento. Tra le opere di maggiore rilievo figura ‘La danse du Pan Pan à Monico’ (1911-1960)\, prestata eccezionalmente dal Centre Pompidou di Parigi\, esposta in Italia solo una volta negli ultimi 35 anni. Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni e ripercorre le principali fasi della carriera dell’artista: dagli esordi divisionisti e la stagione futurista\, fino al dialogo con il cubismo francese\, il ritorno al classicismo e il rapporto tra arte sacra e modernità sviluppato nel secondo dopoguerra in Svizzera. Ampio spazio è dedicato al ruolo di Severini come mediatore culturale tra Italia e Francia e tra Avanguardie europee\, con confronti con artisti come Boccioni\, Balla\, Carrà\, Picasso e Soffici\, oltre a riferimenti ai maestri medievali e rinascimentali toscani. \nOrario: tutti i giorni 10-19. \nMAEC Museo dell’Accademia Etrusca e della città di Cortona – Piazza Luca Signorelli\, 9 – Cortona \nInfo: 0575.630415 – www.cortonamaec.org \n\nFino all’1 novembre\nCortona On The Move\nIl borgo medievale di Cortona torna ad essere fino al 1° novembre un punto di riferimento per la fotografia contemporanea con il festival ideato e prodotto dalla Associazione Culturale On The Move che indaga l’evoluzione del linguaggio fotografico. Questa XVI edizione si avvale della nuova direzione artistica di Renata Ferri\, che firma un progetto intitolato ‘Beautiful Country’ e invita a una riflessione sullo sguardo contemporaneo e sul rapporto tra immagine\, memoria e identità. Il programma espositivo comprende trentaquattro mostre – tra esposizioni personali e collettive\, confronti generazionali\, progetti inediti e committenze. Tra le mostre troviamo: ‘Peninsula’\, progetto originale ideato da Renata Ferri; il lavoro di Joel Sternfeld ‘Campagna Romana’; ‘Perfetta bellezza’ di Candida Höfer\, che ha viaggiato in Italia dal 2003 al 2014; ‘Failed Postcards from Napoli ‘ della canadese Kourtney Roy; ‘Songs of a Lost World’\, appositamente concepita per Cortona On The Move dal duo artistico torinese Botto&Bruno; le ‘Cosmogonie’ del fotografo italiano Antonio Biasiucci; ‘Milano ai bordi’\, con un dialogo fra le immagini di Gabriele Basilico e quelle di Angelo Leonardo; ‘Italian Story’ della fotografa Andrea Modica\, italo-americana di terza generazione che realizza una mappa personale e totalmente inedita del nostro Paese… Allestimenti alla Fortezza del Girifalco\, Giardini del Parterre\, Palazzo Anderini-Gilli\, Palazzo Baldelli\, Scale mobili e Largo Beato Angelico\, Stazione C\, Via Crucis. \nOrario: tutti i giorni 10-19\, dal 29 settembre 10-18. \nLuoghi vari – Cortona \nInfo: 0575.912760 – www.cortonaonthemove.com
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Firenze e provincia
DESCRIPTION:Fino al 10 settembre\nLamberto Pignotti. È la poesia una maga…\nFrittelli arte contemporanea ospita una mostra dedicata a Lamberto Pignotti e curata da Raffaella Perna in occasione della ricorrenza dei cento anni dell’artista\, figura chiave della Poesia Visiva italiana e tra i fondatori del Gruppo 70\, nato a Firenze nel 1963 e oggi al centro di un rinnovato interesse. Per questo l’esposizione è anche un appuntamento per riflettere su come la Poesia Visiva abbia avuto il ruolo di “dare un nesso in chiave artistica – come dice lo stesso Pignotti – a ciò che realmente ci circonda” e sulla transnazionalità di questo movimento\, che ha di fatto superato i confini aprendo un dialogo a livello mondiale tra culture lontane: dal Brasile e dall’Argentina al Giappone\, dalla Germania alla Cecoslovacchia\, dal Portogallo all’Italia. In mostra\, oltre al focus principale su Pignotti\, sono rappresentati infatti oltre 70 artisti da tutto il mondo suddivisi nelle sezioni ‘Poesia Visiva’\, ‘Poesia Concreta’ e ‘Materialità del linguaggio’. La critica al consumismo e alla società dello spettacolo\, l’attenzione precoce per l’ecologia\, le posizioni pacifiste e femministe\, la denuncia delle diseguaglianze globali: sono temi che Pignotti e i poeti visivi avevano già messo al centro delle proprie opere decenni prima che diventassero urgenze collettive. \nOrario: dal lunedì al venerdì 10-13 e 15-19\, altri giorni su appuntamento. \nFrittelli arte contemporanea – Via Val di Marina\, 15 – Firenze \nInfo: 055.410153 – www.frittelliarte.it \n\nFino al 13 settembre\nBaselitz. AVANTI!\nIl Museo Novecento di Firenze presenta una grande mostra dedicata a uno dei protagonisti dell’arte contemporanea\, curata da Sergio Risaliti e realizzata in collaborazione con lo studio dell’artista\, un progetto espositivo di ampio respiro che mette al centro una dimensione fondamentale e spesso meno esplorata della pratica di Georg Baselitz: l’incisione. Distribuita sui tre piani del museo\, la mostra riunisce circa 170 opere\, tra stampe\, dipinti e sculture\, restituendo la complessità e la radicalità di una ricerca che attraversa oltre sessant’anni di lavoro\, la varietà dei temi affrontati e la sua idea di arte come rasformazione e gesto sovversivo\, lontano da ogni forma di armonia rassicurante. Nato nel 1938 in Germania come Hans-Georg Kern e cresciuto tra le rovine della Seconda guerra mondiale\, Baselitz fa della distruzione una matrice fondante della propria opera. Celebre il suo rovesciamento delle immagini\, atto simbolico e concettuale che destabilizza la visione. La mostra mette inoltre in luce il legame profondo tra l’artista e Firenze: borsista di Villa Romana nel 1965\, Baselitz entra in contatto con l’arte anticlassica ed espressionista del Cinquecento italiano\, in particolare con Rosso Fiorentino\, Domenico Beccafumi e Jacopo da Pontormo\, riuscendo così a demolire la tradizione figurativa per rigenerarla dalle sue stesse ceneri. \nOrario: tutti i giorni 11-20\, chiuso giovedì. \nMuseo Novecento – Piazza Santa Maria Novella\, 10 – Firenze \nInfo: 055.286132 – www.museonovecento.it \n\nFino al 13 settembre\nPaolo Antonio Martini. Disegno e dunque sogno\nA quattro anni dalla scomparsa\, Palazzo Medici Riccardi ospita nelle Sale Fabiani un omaggio a una delle figure più originali e poliedriche del panorama architettonico e culturale fiorentino degli ultimi decenni: Paolo Antonio Martini (Massa\, 1943 – Firenze\, 2022)\, architetto\, illustratore e instancabile disegnatore\, capace di coniugare rigore progettuale e libertà espressiva\, tecnica e immaginazione: un “archi-sta”\, come lui stesso si definiva. Organizzata da Fondazione MUS.E e curata da Francesco Gurrieri e Samuele Caciagli\, l’esposizione nasce in collaborazione con la famiglia e prende le mosse da una frase che PAM (acronimo di Paolo Antonio Martini) amava ripetere e che ne sintetizza l’approccio al progetto e alla vita: “Disegno e dunque sogno”. Il percorso propone un itinerario scelto all’interno della vastissima collezione di disegni raccolti in oltre cento quaderni realizzati tra il 1972 e il 2022\, vero punto di origine di ogni suo lavoro. Attraverso schizzi\, appunti\, studi\, acquerelli e illustrazioni\, il pubblico è accompagnato nel processo creativo di PAM\, dove il disegno non è mai semplice strumento preparatorio\, ma mezzo di conoscenza\, riflessione e invenzione. Una selezione ricca e inedita dove trovano spazio progetti ma anche figure\, personaggi reali e immaginari\, riflessioni teoriche\, appunti per relazioni e convegni\, fino alle incursioni nel mondo dell’illustrazione e del fumetto. \nOrario: tutti i giorni 9-19\, mercoledì chiuso. \nPalazzo Medici Riccardi – Via Cavour\, 3 – Firenze \nInfo: 055.276 0552 – www.palazzomediciriccardi.it \n\nFino al 16 settembre\nPaper/Cosmic Breeze\nFirenze ospita l’installazione dell’architetto e artista Gianni Pettena (Bolzano\, 1940)\, tra i protagonisti dell’architettura radicale italiana negli anni Sessanta e Settanta\, la cui ricerca si colloca al confine tra arte\, architettura e performance. La mostra\, a cura di Davide Giannella e con l’intervento luminoso del collettivo Specific\, è visitabile gratuitamente negli spazi di MOTEL\, il nuovo spazio eventi di Manifattura Tabacchi. Realizzata originariamente nel 1971 al Minneapolis College of Art and Design con il titolo ‘Paper/Midwestern Ocean’ e presentata per la prima volta in Italia durante la Milano Art Week e la Milano Design Week 2026\, questa installazione trasforma l’ambiente in un’architettura effimera composta da lunghe strisce di carta che il pubblico è invitato a modificare\, diventando parte attiva del processo creativo e della sua continua trasformazione. Ad amplificare la dimensione immersiva dell’opera è l’intervento luminoso del collettivo Specific\, che introduce una presenza dinamica capace di accompagnare e valorizzare le trasformazioni generate dall’interazione del pubblico. \nOrario: mercoledì-venerdì 17-21\, sabato 10-12\, chiuso lunedì\, martedì e domenica. \nManifattura Tabacchi – MOTEL (edificio B3) – Via Elsa Morante – Firenze \nInfo: 055.0620103 – www.manifatturatabacchi.com \n\nFino al 20 settembre\nCento opere dalla Raccolta Alberto Della Ragione. Da Morandi a Vedova\nUna mostra realizzata dal Museo Novecento di Firenze in collaborazione con CAMBIO Centro Culturale di Castelfiorentino e dedicata alla collezione dei musei civici fiorentini. Cento opere per attraversare uno dei momenti più complessi e fertili dell’arte italiana del Novecento\, seguendo lo sguardo appassionato e indipendente di Alberto Della Ragione\, che questa collezione mise insieme a partire dal 1931 dopo una visita alla Quadriennale di Roma\, orientando le sue scelte prima verso gli artisti più riconosciuti e poi\, con sempre maggiore decisione\, verso figure meno allineate\, spesso trascurate dal sistema ufficiale del Regime. Nasce così una raccolta coerente e insieme sorprendente\, premiata già nel 1941 e capace ancora oggi di restituire la complessità di una stagione attraversata da tensioni\, ritorni alla tradizione e spinte sperimentali: una collezione che Della Ragione donò nel 1970 al Comune di Firenze e che poi ha trovato casa al Museo Novecento. Il progetto espositivo\, curato da Sergio Risaliti e Eva Francioli\, seleziona temi e immagini e ricostruisce\, attraverso 100 opere\, molte delle quali non visibili da tempo\, un paesaggio culturale stratificato\, dominato da una prevalenza del linguaggio figurativo ma aperto a incursioni sperimentali dove brillano i nomi di Morandi\, Marino Marini\, Mario Sironi\, Guttuso… fino a Emilio Vedova e Giorgio de Chirico. \nOrario: tutti i giorni 10-13 e 16-19\, chiuso lunedì. \nCAMBIO Centro Culturale – Via Giacomo Matteotti – Castelfiorentino basso \nInfo: 0571.1657080 – www.cambiocentroculturale.it \n\nFino al 20 settembre\nFlorence Calling\nMAD Murate Art District presenta una grande mostra che ripercorre la straordinaria stagione culturale della Firenze degli anni Ottanta\, quando la città divenne uno dei laboratori creativi più vivaci d’Europa\, capace di influenzare musica\, teatro\, moda\, design\, arti visive e costume. Il progetto\, promosso nell’ambito Estate Fiorentina e curato da Bruno Casini\, protagonista di quegli anni\, e da Valentina Gensini\, direttrice del MAD\, trasforma il centro culturale del Comune di Firenze nel fulcro di un racconto immersivo dedicato a quella stagione irripetibile che molti hanno definito ‘Rinascimento Rock’. L’allestimento nasce dalla partecipazione diretta di artisti\, musicisti\, operatori culturali e protagonisti della scena fiorentina degli anni Ottanta. Attraverso materiali d’archivio\, documenti originali\, immagini\, linguaggi sonori\, moda\, design e ambienti installativi\, l’esposizione restituisce al pubblico l’energia creativa di un decennio che ha contribuito a ridefinire l’identità culturale della città\, mettendo in dialogo memoria e contemporaneità. Il progetto ha una dimensione diffusa in luoghi simbolici del territorio con un programma che include incontri\, talk\, presentazione di libri\, proiezioni e non solo. \nOrario: tutti i giorni 14.30-19.30\, chiuso domenica e lunedì. \nMAD Murate Art District – Piazza delle Murate – Firenze \nInfo: 055.2476873 – www.murateartdistrict.it \n\nFino al 30 settembre\nMichelangelo verso il mito. Dal restauro nuova luce su Tiberio Titi\nLa Fondazione Casa Buonarroti presenta un’esposizione curata da Cristina Acidini (presidente della Fondazione) e Alessandro Cecchi (direttore) che riporta al centro dell’attenzione uno dei dipinti più significativi della Galleria buonarrotiana\, al primo piano del palazzo\, dopo un importante restauro. Si tratta della ‘Collocazione del busto di Michelangelo sulla tomba di Santa Croce’ (1618-1620) del pittore fiorentino Tiberio Titi (1573-1627)\, che fa parte della decorazione del soffitto della Galleria e del programma celebrativo ideato da Michelangelo Buonarroti il Giovane per onorare il grande antenato. Il dipinto raffigura la collocazione del busto marmoreo di Michelangelo sulla sua sepoltura nella Basilica di Santa Croce\, avvenuta nel 1574. Il restauro – sostenuto dai Friends of Florence\, attraverso il dono di Donna Malin e realizzato dai restauratori Elizabeth Wicks e Lorenzo Conti – ha restituito al dipinto la sua brillantezza cromatica e ha permesso di approfondire la tecnica pittorica di Titi attraverso indagini diagnostiche e analisi scientifiche dei pigmenti. La rimozione delle vernici ingiallite e degli strati di sporco ha riportato alla luce dettagli finora nascosti\, tra cui la firma dell’artista. Attraverso dipinti\, documenti d’archivio e materiali preparatori – tra cui il bozzetto di Titi\, acquistato dalla Fondazione a fine Novecento\, e i fogli autografi con l’invenzione del soggetto e i pagamenti per l’opera – il pubblico può seguire la nascita del progetto artistico. \nOrario: tutti i giorni 10-16.30\, chiuso martedì. \nCasa Buonarroti – Via Ghibellina\, 70 – Firenze \nInfo: 055.241752 – www.casabuonarroti.it \n\nFino al 3 ottobre\nFino a qui \nL’artista Maura Banfo (Torino 1969) presenta alla Crumb Gallery un progetto\, pensato per quest’occasione\, che sviluppa una ricerca intima legata al tempo\, alla memoria e alla trasformazione. Il titolo\, ‘Fino a qui’\, non indica una conclusione\, ma una soglia temporanea\, un punto di passaggio all’interno di un percorso che continua a ridefinirsi. Maura Banfo raccoglie frammenti\, piume\, conchiglie\, fiori\, nidi e vecchie fotografie\, elementi che vengono accolti e restituiti a una nuova possibilità di esistenza\, all’interno di un processo continuo di rigenerazione che segue il ritmo naturale delle cose. L’allestimento presenta lavori differenti – polaroid\, fotografie\, chine e una ceramica smaltata – che si dispongono nello spazio come racconti brevi\, nuclei visivi autonomi capaci di evocare una presenza\, un tempo\, una traccia. Molte delle polaroid sono state realizzate durante il periodo del Covid: immagini intime\, sospese\, in cui l’essenza dell’artista emerge in modo sottile ma costante. Le chine introducono invece una dimensione più essenziale e meditativa: segni\, vuoti e stratificazioni che sembrano custodire qualcosa di fragile e incompiuto. \nIngresso libero. Orario: giovedì\, venerdì e sabato 16-19 o su appuntamento. \nCrumb Gallery – Via San Gallo\, 191 rosso – Firenze \nInfo: 347.3681894 – www.crumbgallery.com \n\nFino al 4 ottobre\nO fluxo che unisce não se attraversa\nIn occasione della settima edizione di ‘Una Boccata d’Arte’\, progetto d’arte contemporanea ideato da Fondazione Elpis e diffuso lungo tutta la Penisola\, è il borgo di Palazzuolo sul Senio\, nell’Alto Mugello\, ad accogliere un intervento inedito per la Toscana. Firmato dall’artista svizzera Lara Dâmaso (classe 1996) e curato da Gabriele Tosi e Threes Productions il progetto prende spunto da un evento del 2 novembre 2023\, quando una piena del Senio distrusse uno dei ponti di Palazzuolo: l’idea è quella di sottolineare la volontà di legarsi\, la capacitò del territorio di farsi attraversare da culture differenti e accogliere pluralità. Due sculture di ceramica realizzate in Portogallo trovano posto sulle rive opposte del fiume\, in punti riparati che suggeriscono la prossimità di un corpo. Le forme riprendono l’andamento delle strade del paese\, trasformando i passaggi in canali sonori. Le sculture funzionano come due parti di un’unica composizione\, divise dal fiume che scorre tra loro. La composizione intreccia la voce dell’artista e suoni del territorio. Presso il ponte crollato\, un cartello custodisce il nucleo poetico del progetto\, sospeso tra la piena e la notizia della sua ricostruzione. \nOrario: sempre visibili. \nRovine del Ponticino – Viale degli Ubaldini\, 17 – Palazzuolo sul Senio \nInfo: 055.8046125 – www.unaboccatadarte.it \n\nFino al 4 ottobre\nOttone Rosai. Poeta innanzitutto\nCirca 70 opere del maestro Ottone Rosai\, tanto amato a Firenze quanto poco noto al di fuori\, prendono posto su due piani del Museo Novecento in una mostra dal taglio particolare curata da Sergio Risaliti. La mostra prende avvio dal confronto tra i dipinti del Lascito Rosai al Comune di Firenze e le opere dell’artista provenienti dalla Collezione Alberto Della Ragione (base su cui è nato il Museo Novecento)\, riunite per la prima volta in un percorso unitario. Articolata in due ambienti distinti\, l’esposizione consente di indagare le figure e i luoghi cari a Ottone Rosai (Firenze\, 1895 – Ivrea\, 1957)\, restituendo un’immagine complessa del pittore e del suo rapporto con la propria città e gli intellettuali del suo tempo. Fra i dipinti del Lascito\, provenienti dallo studio del Maestro\, spicca una lunga serie di ritratti di letterati e artisti suoi contemporanei e amici\, mentre dalla Raccolta Della Ragione emergono i ‘ritratti’ del paesaggio fiorentino\, le stradine\, le colline\, i monumenti\, la celeberrima via di San Leonardo\, dove Rosai aveva il suo studio. Completa l’esposizione una selezione di documenti provenienti dal Gabinetto Vieusseux\, Archivio Contemporaneo A.Bonsanti. La mostra è un tassello di raccordo tra le collezioni civiche fiorentine e la figura di Georg Baselitz\, grande estimatore di Rosai e protagonista di un’altra mostra al Museo Novecento. \nOrario: tutti i giorni 11-20\, chiuso giovedì. \nMuseo Novecento – Piazza Santa Maria Novella\, 10 – Firenze \nInfo: 055.286132 – www.museonovecento.it \n\nFino al 12 ottobre\nOPEN\n‘L’Istituto Universitario Europeo apre alla città un nuovo spazio espositivo dove arte e ricerca dialogano’: è questo il sottotitolo della mostra collettiva allestita a Palazzo Buontalenti per cura di Sergio Risaliti e Stefania Rispoli\, un evento che celebra i 50 anni dell’istituzione europea di Fiesole. La mostra stabilisce un paradigma di impegno civico e restituisce alla città un nuovo spazio espositivo all’interno di Palazzo Buontalenti – già sede della Fonderia medicea e poi Corte d’Appello – ospitando una mostra inusuale in cui scienza e immaginazione si uniscono. Ponendo le opere di diversi artisti contemporanei in dialogo con la ricerca dell’alunna EUI Johanna Gautier-Morin dal titolo “Measuring the Invisible Economy”\, l’esposizione esplora la vita economica nelle sue forme produttive\, riproduttive e distruttive. Il percorso abita l’intero complesso: dal giardino\, che accoglie l’insegna luminosa di Riccardo Previdi\, le pratiche botaniche di Leone Contini e l’opera sonora di Gautier-Morin e Pierre Chastel\, alle sale interne\, dove dialogano la fragilità dei corpi di Berlinde De Bruyckere\, le narrazioni speculative di Agnieszka  Polska e Eglė Budvytytė e la piazza di co-creazione allestita da Elena Mazzi. L’esperienza si arricchisce ulteriormente nel cortile centrale grazie a ‘Giardini Sonori’ con le musiche di Andrea Portera e a un monumentale ‘visual mapping’ sulle facciate del Buontalenti a cura di Vincenzo Capalbo. \nOrario: lunedì e sabato pomeriggio. \nPalazzo Buontalenti – Via Cavour\, 53/57 – Firenze \nInfo: 055.46851 – 055.4686319 – www.eui.eu \n\nFino al 16 ottobre\nDrama: Four Acts\nLa stagione artistica del Forte Belvedere di Firenze\, terrazza panoramica sulla città\, presenta un progetto espositivo ideato e curato da Sergio Risaliti. La mostra si sviluppa come un racconto in quattro atti\, aperto il 24 giugno con ‘God Year’\, la mostra personale di Paolo Canevari\, noto per l’utilizzo di differenti materiali e media come l’animazione\, allestita al primo piano della Palazzina. Dal 16 luglio gli si affianca come protagonista il maestro Marino Marini\, uno dei grandi artisti del Novecento\, di cui vengono esposte una serie di sculture in bronzo raccolte con il titolo ‘No Heroes’. A partire da quel giorno le opere di Marino dialogano con quelle di Canevari\, in un allestimento di forte connotazione drammatica. A settembre prende vita il terzo atto. Si tratta di un intervento site specific dell’artista norvegese Per Barclay\, storico dell’arte e scultore che lavora con pietra\, acciaio\, alluminio o vetro componendo installazioni con fluidi diversi\, come acqua\, vino o olio\, invitando l’osservatore alla riflessione. L’opera si intitola ‘Oscuro Abbagliante’ e anche in questo caso le opere di Marino vengono relazionate a quelle di Barclay. A completare il percorso è un’installazione sonora dell’artista italiano\, con base a Berlino\, Friedrich Andreoni (classe 1995)\, collocata sul bastione affacciato su Firenze\, un’opera pensata per accompagnare il visitatore lungo il percorso espositivo. \nOrario: dal martedì alla domenica 10-20\, chiuso il lunedì. \nForte del Belvedere – Via San Leonardo\, 1 – Firenze \nInfo: 055.0541450 – info@musefirenze.it \n\nFino al 18 ottobre\nFirenze ‘50 ’60 ’70. Immagini dall’Archivio Foto Locchi\nVilla Bardini ospita un viaggio fotografico che attraverso le immagini dell’Archivio Foto Locchi – patrimonio iconografico tutelato dal Ministero della Cultura – ripercorre tre decenni di storia fiorentina. L’esposizione\, promossa da Fondazione CR Firenze e Archivio Foto Locchi\, a cura di Giovanna Uzzani\, intende restituire non solo immagini ma anche un ritratto dell’identità fiorentina. Gli anni Cinquanta emergono come periodo mondano e ottimista\, quando Firenze diventa passerella internazionale. Gli anni Sessanta appaiono più intensi e drammatici\, segnati dall’alluvione del ’66 e dalle prime contestazioni giovanili. Infine\, gli anni Settanta che narrano una città dove la fiaba fiorentina sfuma in una nuova complessità urbana e culturale. Parallelamente\, la mostra mette in luce l’importanza di questa agenzia fotografica\, nata nel 1924 come ‘Foto Locchi – Studio d’arte e tecnica fotografica’ grazie a Tullio Locchi\, già apprezzato fotoreporter di guerra e ritrattista della famiglia reale. A causa dell’improvvisa morte di Tullio\, Foto Locchi dal 1926 è rilevata dai suoi più stretti collaboratori e sotto la direzione di Silvano Corcos diviene l’agenzia fotografica ufficiale della città. La mostra\, articolata in dieci sezioni tematiche\, raccoglie una selezione di 150 opere fotografiche tra le 300 mila digitalizzate di un archivio che a seguito delle recenti acquisizioni (Archivio Foto Levi\, Archivio Italfotogieffe\, Archivio Foto Bazzechi) conserva oltre 5 milioni di scatti. \nOrario: tutti i giorni 10-19.30\, giovedì 10-21.30\, chiuso lunedì. \nVilla Bardini – Costa San Giorgio\, 2 – Firenze \nInfo: 334.6824744 – www.villabardini.it \n\nFino al 18 ottobre\nMostra dei Ferri Taglienti\nSi intitola ‘Gioielli d’Acciaio. Aspetti decorativi nelle spade europee dell’Armeria Reale di Torino’\, la nuova edizione della ‘Mostra dei Ferri Taglienti’ che si tiene a Scarperia da più di 50 anni\, con l’obiettivo di esporre splendide lame nel Palazzo dei Vicari per evidenziarne il confronto con la storia e la tradizione artigianale scarperiese. Ogni edizione varia dalla precedente e cerca di portare a Scarperia lame sempre diverse e originali. In questa occasione torna la collaborazione con i Musei Reali di Torino e si indagano le tecniche decorative applicate all’acciaio nelle spade europee conservate presso il museo torinese. Il percorso espositivo riunisce nove esemplari scelti per rappresentare la varietà delle soluzioni ornamentali che potevano arricchire una lama o i suoi elementi di montatura. Si mettono così in luce le competenze degli armaioli e degli orafi che\, grazie a una profonda conoscenza dei materiali e dei processi di lavorazione del metallo\, furono in grado di ottenere effetti decorativi di grande raffinatezza. Vengono illustrate non solo le tecniche in sé\, ma anche il contesto culturale e simbolico che conferiva significato alle scelte ornamentali: dalla funzione sociale dell’arma come parte del corredo maschile all’esibizione di status\, gusto e identità. \nOrario: tutti i giorni 10-13 e 14.30-18.30\, chiuso martedì e mercoledì\, aperto tutti i festivi. \nPalazzo dei Vicari – Piazza dei Vicari – Scarperia \nInfo: 055.8468165  – www.museoferritaglientiscarperia.it \n\nFino al 18 ottobre\nMirabilia graphica\nÈ dedicata a ‘I calligrammi micrografici di Ignazio Muligino’ questa mostra curata da Filippo Camerota al Museo Galileo di Firenze. Protagonista una tecnica originalissima che sfrutta le proprietà del microscopio per consentire di leggere (e scrivere) un testo quasi invisibile e illeggibile a occhio nudo. L’allestimento mette al centro una ‘Madonna col Bambino’\, un’immagine derivata da un dipinto di Pietro da Cortona del 1643\, la cui particolarità è di essere interamente composta di parole\, quelle di un intero libro! L’autore è Francesco Ignazio Muligino\, un calligrafo attivo tra la Francia e l’Italia alla fine del XVII secolo. I suoi lavori rientrano tra quelli che la cultura del suo tempo chiamava “mirabilia graphica” e sono legati alla prima diffusione del microscopio\, perfezionato e reso celebre da Galileo. Il calligramma di Muligino è una rarità resa ancora più intrigante da un mistero: quale inedito pennino\, cioè\, abbia permesso all’autore di trascrivere un intero libro – l’”Officium Beatae Mariae Virginis” – sulle figure del Bambino e della Vergine\, in uno spazio di circa 30×20 cm. Oltre alla Madonna col Bambino sono in mostra altri tre calligrammi di Muligino\, affiancati dai testi originali\, e una serie di microscopi e dispositivi ottici dei secoli XVII-XVIII. Una postazione touch screen permette di esplorare la Madonna col Bambino ingrandendo l’immagine e decifrando il testo. \nOrario: tutti i giorni 9.30-18. \nMuseo Galileo – Piazza dei Giudici\, 1 – Firenze \nInfo 055.265311 – www.museogalileo.it \n\nFino al 18 ottobre\nFlorence and the U.S. The Story of a Friendship\nIn occasione dei 250 anni dell’Indipendenza degli Stati Uniti\, il Giardino Bardini ospita una mostra promossa dal Consolato Generale degli USA. L’esposizione racconta attraverso le immagini dell’Archivio Foto Locchi un legame profondo e duraturo: quello tra i fiorentini e gli statunitensi. Un’amicizia che affonda le proprie radici nei secoli\, a partire da due grandi navigatori: il fiorentino Amerigo Vespucci e il grevigiano Giovanni da Verrazzano\, che esplorò per primo la baia della futura New York. Attraverso dieci scatti iconici selezionati dall’Archivio Foto Locchi la mostra ripercorre il momento più intenso di questo rapporto. Dalla Firenze ferita dalla guerra\, alla rinascita dopo la liberazione nell’agosto del 1944. L’impegno dei Monuments Men\, tra cui a Firenze si distinse lo storico dell’arte americano Frederick Hartt\, il ritorno dei momenti spensierati con partite di baseball e feste\, l’arrivo delle star di Hollywood\, le grandi stagioni del Maggio Musicale Fiorentino\, le sfilate di moda e la crescente attrazione esercitata da Firenze sul turismo internazionale. Fino agli Angeli del Fango\, tra cui molti volontari americani\, accorsi dopo l’alluvione del 1966 per salvare il patrimonio artistico della città. \nOrario: tutti i giorni 10-19.30\, lunedì 9-19.30. \nVilla Bardini – Costa San Giorgio\, 2 – Firenze \nInfo: 055.2346988 – 334.6824744 – www.villabardini.it \n\nFino al 31 ottobre\nLa Biblioteca svelata: il bestiario fantastico\nIl Museo di San Marco ospita la prima mostra-dossier dedicata ai codici miniati conservati nella storica biblioteca progettata nel Quattrocento da Michelozzo e considerata uno dei primi esempi di biblioteca pubblica in Europa. Realizzata con il coordinamento scientifico di Marco Mozzo\, direttore del Museo di San Marco\, e curata da Sara Fabbri\, Sara Ragazzini e Anna Soffici\, questa esposizione inaugura una nuova idea di valorizzazione del patrimonio librario del museo\, articolata in mostre tematiche dedicate a nuclei specifici della raccolta. Attraverso una selezione di codici miniati dal XIII al XVI secolo\, l’allestimento esplora l’universo della decorazione zoomorfa tra creature reali e immaginarie\, messaggere di complessi significati simbolici. Lungo le navate della biblioteca si svolge la narrazione per immagini di un universo fantastico che vede nel drago il suo protagonista più multiforme\, creatura ibrida e ancestrale che incarna sin dalle origini le forze del caos e della distruzione. In opposizione a tali mostruosità\, i codici miniati commissionati da Cosimo il Vecchio celebrano ad esempio l’eleganza del falcone\, animale prediletto dall’aristocrazia e protagonista dell’educazione cortese. Il percorso spirituale si eleva infine attraverso le figure dell’araba fenice\, della farfalla e del cervo\, simboli di resurrezione e della perenne vittoria contro le forze del male. \nOrario: dal martedì alla domenica 8.30-13.50\, chiuso lunedì e 5ª domenica del mese. \nMuseo di San Marco – Piazza San Marco\, 3 – Firenze \nInfo: 055.0882000 – www.museitoscana.cultura.gov.it \n\nFino all’8 novembre\nINFERNO – Esperienza Immersiva nella Divina Commedia di Dante\nLa Cattedrale dell’Immagine di Firenze\, nella ex chiesa di Santo Stefano al Ponte\, ospita la nuova mostra immersiva dedicata alla prima cantica della Divina Commedia di Dante Alighieri. Con ‘INFERNO’ i visitatori si troveranno catapultati nell’universo creato dal poeta fiorentino\, tra bolge infernali\, anime perdute e creature mitologiche. Si muoveranno tra mondo fisico e multimediale\, in una Cattedrale dell’Immagine rivoluzionata negli spazi per l’occasione. Un’esperienza immersiva frutto di anni di sviluppo creativo e produttivo\, che hanno permesso di trasformare la visione di Dante in un ambiente esperienziale contemporaneo. I visitatori accedono alla mostra tramite la Selva Oscura\, per poi proseguire nella Mirror Room e nell’imponente Sala Immersiva. A chiudere l’esperienza ci sono la Cripta e gli spazi del Coro\, una novità assoluta di questa mostra\, che ospitano l’esperienza VR compresa in esclusiva nel biglietto VIP. All’interno della Sala Immersiva\, le pareti della chiesa sconsacrata saranno inondate da proiezioni di grande impatto visivo ed emotivo\, con ambientazioni spettacolari che seguiranno Dante e Virgilio attraverso i cerchi dell’Inferno in un viaggio multisensoriale. \nOrario: dal lunedì al venerdì 10-19\, sabato e domenica 10-19.30. \nCattedrale dell’Immagine – Piazza Santo Stefano\, 5 – Firenze \nInfo: 055.217418 – www.cattedraledellimmagine.it \n\nFino al 31 dicembre\nFerdinando Sarmi New York \nÈ ‘Un viaggio nella moda da Firenze alla Fifth Avenue’ – come recita il sottotitolo – questa mostra che il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti dedica allo stilista Ferdinando Sarmi\, couturier capace di portare nello stile dell’alta società americana un tocco di italianità. Audrey Hepburn\, Marilyn Monroe\, Marlene Dietrich\, Barbra Streisand\, la duchessa di Windsor… negli anni d’oro della Fifth Avenue le donne più celebri del Novecento affidavano il loro look alle mani di Sarmi\, portato a New York da Elizabeth Arden nel 1951 per dirigere la linea moda del suo marchio dopo averlo notato nella celebre sfilata organizzata da Giovanni Battista Giorgini che lanciò a Firenze il Made in Italy. L’esposizione\, prima nel suo genere\, propone una selezione di abiti iconici del couturier\, messi in relazione con i materiali del Fondo Sarmi conservato nel Museo della Moda e del Costume e con accessori d’epoca che restituiscono il clima culturale e mondano della New York degli anni Cinquanta e Sessanta. Con il brand ‘Sarmi New York’\, fondato nel 1958\, lo stilista fiorentino diventò rapidamente uno dei nomi più celebri dell’alta moda americana e con la sua eleganza sofisticata conquistò anche la stampa internazionale. \nPalazzo Pitti – Galleria della Moda e del Costume – Piazza Pitti – Firenze \nInfo: 055.23885 – www.uffizi.it \n\n25 settembre – 13 novembre\nGiuseppe Chiari. Tra suono\, segno e colore\nIn occasione del centenario della nascita dell’artista fiorentino\, ecco al Ponte un allestimento a cura di Elena Colzi. Si tratta di una monografica dedicata a Giuseppe Chiari\, una delle figure più poliedriche dell’arte della seconda metà del Novecento: musicista\, compositore\, artista concettuale\, ideatore di performance di musica contemporanea e protagonista del movimento Fluxus. Dell’artista\, il cui lavoro la galleria tratta da anni in numerose mostre\, viene presentato un nucleo omogeneo di partiture di grande formato realizzate nel corso degli anni Ottanta. Sono immagini fotografiche di spartiti\, sia su carta lucida che opaca ed eliografie su carta da lucido o acetato\, sulle quali Chiari interviene attraverso il suo linguaggio segnico con il colore di acrilici\, penne feltro\, pastelli. In queste partiture l’intervento si emancipa definitivamente dalla necessità di produrre una lettura sonora specifica: il gesto diventa più libero\, autonomo\, mentre lo spartito si configura come superficie pittorica sulla quale il segno grafico e il colore creano una nuova sintassi visiva. Il gesto dell’artista si fa progressivamente più astratto\, avvicinandosi a una concezione dell’azione pittorica in cui il segno perde ogni funzione descrittiva e si afferma come traccia autonoma. \nOrario: dal lunedì al venerdì 10-13 e 14.30-18.30\, chiuso sabato e domenica. \nGalleria Il Ponte – Via di Mezzo\, 42/b – Firenze \nInfo: 055.240617 – www.galleriailponte.com \n\n25 settembre – 24 gennaio 2027\nBroken. Il potere del frammento\nPalazzo Strozzi presenta una grande mostra dedicata al valore e al fascino del frammento nella storia della scultura\, dall’archeologia all’arte contemporanea\, attraverso oltre ottanta opere provenienti dai più importanti musei internazionali. Il percorso espositivo proporrà un emozionante viaggio tra culture di tutto il mondo\, dall’antico Egitto e dalla Grecia classica alla Cambogia e al Messico\, indagando le circostanze che hanno determinato la frammentazione di sculture\, dalle guerre alle catastrofi naturali\, da ragioni politiche a deliberate scelte artistiche. Accanto a capolavori di grandi maestri come Giovanni Pisano\, Michelangelo e Antonio Canova\, la mostra presenta artisti come Auguste Rodin\, Alberto Giacometti\, Louise Bourgeois e Francesco Vezzoli\, che dall’Ottocento a oggi hanno scelto il frammento come punto di partenza per nuove possibilità espressive. \nOrario: tutti i giorni 10-20\, giovedì 10-23. \nPalazzo Strozzi – Piazza Strozzi – Firenze \nInfo: 055.2645155 – www.palazzostrozzi.org
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DESCRIPTION:Fino al 20 settembre\nDiabolik – L’Anima in Nero\nDopo il successo della prima edizione\, il Follomix torna a Follonica con un’anteprima che accompagna la città verso il festival di settembre. Ospitata dalla Pinacoteca Civica ecco infatti una mostra organizzata in collaborazione con Astorina\, storica casa editrice del celebre Diabolik. L’allestimento accompagna i visitatori alla scoperta di uno dei personaggi più iconici del fumetto italiano. Al centro del percorso espositivo ci sono Diabolik ed Eva Kant\, lui geniale e inafferrabile criminale\, lei compagna intelligente e determinata. Insieme formano da 60 anni una delle coppie più celebri della narrativa italiana. Uno spazio speciale è dedicato ad Angela e Luciana Giussani\, le due sorelle che nel 1962 diedero vita a Diabolik\, rivoluzionando il fumetto italiano con un formato innovativo pensato per i pendolari. La mostra è arricchita dalle tavole originali del disegnatore Riccardo Nunziati\, tra i più apprezzati autori contemporanei legati all’universo di Diabolik. Il programma prosegue dal 5 al 20 settembre con una seconda esposizione presso la Fonderia 1\, dedicata a ‘I trucchi di Diabolik’\, che permetterà al pubblico di approfondire gli ingegnosi espedienti e le invenzioni che hanno reso celebre il Re del Terrore. Nello stesso spazio è inoltre allestita una mostra dedicata alle opere di Riccardo Nunziati. \nIngresso gratuito. Orario: tutti i giorni 21-00\, chiuso lunedì. \nPinacoteca Civica – Piazza del Popolo\, 1/2 – Follonica \nInfo: 0566.59251 – www.museidimaremma.it \n\nFino al 27 settembre\nMauro Staccioli. La scultura\n‘Segnare\, interrogare\, attraversare (1971-2016)’ è il sottotitolo di questa mostra dedicata a Mauro Staccioli e ospitata per tutta l’estate all’interno del Forte Stella di Porto Ercole. Siamo di fronte a una sintetica retrospettiva in cui vengono presentate ventidue opere fra sculture e disegni. Fra queste quattro esemplari\, tutti monumentali\, sono posizionati nei quattro angoli dei bastioni a forma di stella\, su cui poggia la possente struttura esagonale del fortilizio. All’interno delle sei sale triangolari sono installate\, in una disposizione cronologica\, le altre quattordici sculture e quattro disegni\, abbracciando sostanzialmente tutto il percorso del lavoro di Staccioli dal 1971 al 2016. A cura di Francesca Rosi e Caterina Martinelli\, l’esposizione è sostenuta dal Comune di Monte Argentario e dall’Azienda Speciale Argentario Mobilità & Ambiente\, ed è realizzata con il contributo scientifico dell’Archivio Mauro Staccioli. Le sculture di Mauro Staccioli nascono da un dialogo profondo con lo spazio per cui sono realizzate: non lo occupano soltanto\, ma lo interrogano\, lo trasformano\, invitano ad attraversarlo. Le sculture esposte a Forte Stella\, in ferro\, cemento e acciaio corten\, evidenziano tale percorso\, mentre i disegni su carta mostrano la continuità tra la dimensione monumentale e quella più intima della ricerca dell’artista. Forme geometriche ed essenziali\, nel loro costante senso di equilibrio precario\, esortano l’osservatore a vivere lo spazio in modo consapevole e personale. \nOrario: tutti i giorni 10.30-12.30 e 16-18\, fino al 31 agosto tutti i giorni 17-21. \nForte Stella – Loc. Porto Ercole – Monte Argentario \nInfo: 0564.332075 – 055.240617 – www.maurostaccioli.org \n\nFino all’11 ottobre\nIl Piombo di Magliano. Nel labirinto della lingua etrusca\nDopo oltre 140 anni\, il Piombo di Magliano\, una delle più importanti e complesse iscrizioni della civiltà etrusca\, torna nel luogo del suo ritrovamento. Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze ha infatti prestato il prezioso reperto (e lo espone per cura di Daniele F.Maras) al Museo Archeologico di Magliano in Toscana riportandolo temporaneamente nella sua comunità di origine. Il Piombo fu scoperto casualmente nel 1882 durante lavori agricoli. I fratelli Busatti\, proprietari del terreno e consapevoli dell’eccezionale valore del reperto\, decisero di venderlo al Regio Museo Archeologico di Firenze per la somma di 1.000 lire\, affinché fosse custodito in una grande istituzione museale a vantaggio della ricerca scientifica. Da allora il reperto è sempre rimasto a Firenze. Il Piombo di Magliano è un disco di metallo inciso su entrambe le facce con due lunghe iscrizioni etrusche disposte a spirale\, che registrano una serie di riti dedicati alle divinità etrusche dell’Aldilà. Databile alla metà del V secolo a.C.\, è la quinta iscrizione etrusca per lunghezza finora conosciuta e rappresenta una testimonianza eccezionale della cultura e della religione etrusca. Il Piombo continuerà a essere presente nel museo anche dopo il rientro a Firenze grazie a una stampa 3D e a un elaborato video realizzati dal CNR. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 9.30-12.30 e 16-19\, dal 18 al 30 settembre venerdì sabato e domenica 9.30-12.30 e 15.30-18.30\, dal 1 ottobre sabato e domenica 9.30-12.30 e 15-18. \nMuseo Archeologico – Via Giuseppe Garibaldi\, 12 – Magliano in Toscana \nInfo: 0564.593431 – www.comune.magliano-in-toscana.gr.it \n\nFino al 17 gennaio 2027\nUna storia alle soglie dell’Anno Mille. Il gioiello e la sepoltura di Montieri\nUna narrazione intrigante sta alla base di questa mostra che Massa Marittima ci presenta nel Museo di San Pietro all’Orto. Protagonista è un prezioso gioiello dell’Alto Medioevo\, una spilla di grandi dimensioni che le persone altolocate usavano per chiudere mantelli o vesti: la forma è a disco in oro\, decorata con granato\, smalto\, filigrana\, ametiste e perle di vetro opaco. Un oggetto di altissimo lusso\, raro nel panorama europeo e ancora più prezioso perché rinvenuto in un contesto archeologico ben documentato: gli scavi diretti da Giovanna Bianchi (UniSiena\, coordinatrice scientifica anche della mostra) in località Canonica\, a pochi chilometri da Montieri. Qui sono stati portati alla luce sia i ruderi di un complesso religioso con al centro una chiesetta costruita tra la fine del X e i primi decenni dell’XI secolo\, sia la sepoltura di un individuo i cui resti\, dopo approfonditi studi antropologici\, sono stati identificati come quelli di un eremita\, probabilmente molto venerato e sulla cui tomba fu eretta la chiesa. La spilla sarebbe proprio il dono augurale sepolto durante il rito di fondazione del luogo di culto\, un edificio altrimenti scomparso dai documenti storici e costruito con una particolare tipologia architettonica a pianta centrale con sei absidi\, frequente in Croazia ma unica in Italia. La mostra ci racconta con resti\, oggetti\, documenti\, video e ricostruzioni 3D questa scoperta sorprendente e ci permette anche di approfondire le vicende e i legami del territorio delle Colline Metallifere nel suo momento di massimo fulgore. \nOrario: tutti i giorni 9.30-13 e 14.30-18. \nMuseo di San Pietro all’Orto – Corso Diaz\, 36 – Massa Marittima \nInfo: 0566.906525 – www.museidimaremma.it
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DESCRIPTION:Fino al 15 settembre\nMy favourite things\nIl Palazzo Pretorio di Campiglia Marittima ospita una mostra omaggio a Riccardo Pocci\, pittore e incisore\, nell’ambito del progetto ‘Artinsieme’. Esposta una galleria di opere pittoriche e xilografiche prodotte da Pocci nell’arco di venti anni di ricerca espressiva\, fino alla sua ultima inedita produzione. A curare la mostra Andrea Ponsini\, direttore del Salon de Montrouge (Parigi)\, e la critica Lise Carta. Nato a Piombino il 26 aprile 1972\, Riccardo Pocci ha vissuto gli anni dell’infanzia e della giovinezza a Campiglia Marittima\, luogo di nascita e residenza anche di Carlo Guarnieri\, pittore e xilografo (1892-1988) al quale è dedicata la Mostra Museo permanente ‘Guarnieri’ nello stesso Palazzo Pretorio. Qui\, mentre le opere pittoriche di Pocci trovano una loro naturale cornice nella sala espositiva al piano terra del Palazzo\, una serie di xilografie viene messa in mostra nelle sale del Museo Guarnieri\, creando un dialogo ravvicinato e a distanza tra due epoche e artisti diversi\, accomunati dalle arti visive della pittura e dell’incisione\, dal talento e da una produzione che li ha accompagnati durante tutta la vita\, lunghissima per Guarnieri ma troppo breve per Pocci\, che si è spento dopo una breve malattia a soli 52 anni. \nOrario: mercoledì 9.30-13.30\, venerdì 16.30-20.30\, sabato e domenica 9.30-13.30 e 16.30-20.30. \nPalazzo Pretorio – Via Cavour – Campiglia Marittima \nInfo: 0565.838470 – www.comune.campigliamarittima.li.it \n\nFino al 20 settembre\nFuksas Paladino – Architetti illuminati e artista\nNelle sale del Castello Pasquini di Castiglioncello un percorso espositivo che celebra l’incontro creativo tra l’architettura internazionale e l’arte contemporanea. La mostra\, curata da Stefania Campatelli e Flavio Pannocchia\, propone un dialogo inedito tra architettura e arte visiva\, esplorando l’incontro artistico tra alcune figure di spicco della cultura contemporanea: gli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas e l’artista Mimmo Paladino. Sono presenti schizzi\, modelli architettonici\, sculture e dipinti che ripercorrono le carriere di rilievo internazionale dei protagonisti e la loro visione del contemporaneo. L’esposizione celebra una collaborazione ventennale nata nel campo del design e dell’alto artigianato\, mettendo in luce le risonanze tra architettura e arte\, spaziando da sculture monumentali a modelli architettonici iconici\, come quello della ‘Nuvola’ di Roma o della Torre della Regione Piemonte. Tra i contenuti di maggiore prestigio\, la mostra presenta in anteprima assoluta un nuovo progetto: una scacchiera in argento in cui le figure disegnate dai Fuksas fronteggiano quelle modellate da Paladino\, inserendosi nella nobile tradizione degli scacchi d’artista che ha visto protagonisti nomi del calibro di Duchamp e Man Ray. L’esposizione vuole essere un’esperienza profondamente immersiva\, concepita per stimolare una riflessione sulle sfide dell’abitare e sull’estetica del futuro. \nOrario: tutti i giorni 18.30-23. \nCastello Pasquini – Piazza della Vittoria\, 1 – Castiglioncello \nInfo: 0586.754202 – www.armunia.eu \n\nFino al 21 settembre\nCoordinate 6. All the world is breathing through me\nAi Magazzini Generali\, nell’area portuale di Livorno\, la sesta tappa di ‘Coordinate’\, un nuovo progetto espositivo che si inserisce nel programma biennale ‘A tutti e agli altri\, benvenuti’\, promosso da Carico Massimo e Fondazione Magazzini Generali. L’allestimento riunisce i progetti di 6 artisti che utilizzano linguaggi e media differenti – dal suono alle onde radio\, dai materiali industriali ai fenomeni atmosferici e marini – per esplorare le forme di relazione tra corpo\, spazio e paesaggio. Una riflessione sul corpo come soglia e sistema di trasmissione: un organismo in relazione continua con ambienti\, territori e flussi materiali e immateriali. Il corpo è qui inteso come dispositivo di ricezione e trasformazione di intensità che attraversa spazi geografici\, atmosferici e marini. Da un porto all’altro\, da una riva all’altra\, si approda alle pratiche sonore e performative di Loup Uberto e Soledad Zarka\, si attraversano i territori con i dispositivi di ascolto sull’amaca di Fabrizio Basso; si incontrano le ricerche di Radio Solaire Metropolitane sulle trasmissioni radiofoniche e le indagini di Giacomo Donati sui sistemi sensoriali e percettivi legati al territorio. Un percorso in cui il “corpo è ri-accordato” dai bagni di suono degli oggetti prodotti dalla materia forgiata da Steve Hubback. Il tema del “respiro” diventa metafora di una comunicazione continua tra individuo e ambiente\, tra scala locale e globale\, tra mare e terra\, tra esterno e interno. \nIngresso libero. Orario: sabato 18-23 e su appuntamento. \nMagazzini Generali – Via della Cinta Esterna 48/50 – Livorno \nInfo: 349.8051697 – www.caricomassimo.org \n\nFino al 25 ottobre\nMemo Vagaggini: la pittura tra realtà e sogno\nIl Palazzo del Vecchio Municipio di Bibbona ospita una mostra dedicata a Memo Vagaggini\, un’occasione speciale per riscoprire uno dei protagonisti del Realismo Magico\, il movimento che ha caratterizzato la pittura italiana tra gli anni Venti e Trenta del Novecento. Il percorso espositivo presenta circa 30 opere\, alcune esposte al pubblico per la prima volta\, insieme a fotografie\, pubblicazioni e oggetti che raccontano il percorso artistico e umano di Nicodemo Vagaggini\, detto Memo\, nato a Santa Fiora nel 1892 e morto a Firenze nel 1955. Pittore e fotografo\, Vagaggini visse e lavorò a lungo a Firenze\, dove si trasferì nel 1924\, mantenendo però un forte legame con Santa Fiora\, il Monte Amiata e la Maremma\, territori spesso protagonisti dei suoi paesaggi. La mostra è organizzata dall’Associazione Culturale Bibbona LAB ed è a cura di Ambra Margheri e Marco Vendali\, con la collaborazione di Alfio Bigiotti e Serena Galigani. \nOrario: venerdì\, sabato e domenica 18-23\, dal 19 settembre al 25 ottobre sabato e domenica 15-19.30. \nPalazzo del Vecchio Municipio – Corso Giacomo Matteotti\, 1 – Bibbona \nInfo: 0586.677581 – 376.0293796 – www.bibbonalab.it \n\nFino all’1 novembre\n50 Years of Creations\nAll’Isola d’Elba un progetto espositivo di Andrea Roggi festeggia i cinquant’anni di attività artistica dello scultore e la fine dei lavori di restauro dei giardini delle Residenze Napoleoniche: un percorso che si snoda tra la Palazzina dei Mulini. Villa San Martino e il Molo Elba di Portoferraio\, proponendo un dialogo originale tra arte contemporanea\, storia e paesaggio. L’antologica offre l’occasione per rileggere l’evoluzione della ricerca di Roggi\, dagli esordi degli anni Ottanta fino alle opere più recenti. Al centro della sua poetica si ritrovano temi che attraversano l’intero percorso dell’artista: il rapporto tra uomo e natura\, il simbolo dell’Albero della Vita\, l’idea di crescita\, rinascita e connessione tra le generazioni. Nel corso dei decenni Roggi ha sviluppato un linguaggio immediatamente riconoscibile\, caratterizzato da figure umane che si fondono con elementi vegetali\, arrivando a elaborare la fusione dinamica\, procedimento che consente alle sue sculture monumentali di svilupparsi nello spazio attraverso equilibri complessi e forme sospese. La mostra all’Isola d’Elba non si presenta come una semplice antologica\, ma come un racconto che mette in relazione opere\, luoghi e memoria. Le sculture dialogano infatti con gli spazi legati alla presenza napoleonica sull’isola\, costruendo un percorso che attraversa architetture storiche\, scorci affacciati sul mare e luoghi simbolici della città di Portoferraio. \nOrario: tutti i giorni 9-13\, lunedì e giovedì 14-18.30\, chiuso martedì. \nPalazzina dei Mulini – Salita Napoleone – Portoferraio \nOrario: tutti i giorni 9-13.30 e 14-18.30\, chiuso lunedì. \nVilla di San Martino – Via di San Martino – Portoferraio \nInfo: 0565.915846 – 0565.914688 – www.museiarcipelago.it
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Lucca e provincia
DESCRIPTION:Fino al 20 settembre\nARTinCLUB 14\nUna piacevole consuetudine a Lido di Camaiore. Presso la Residenza d’Epoca Hotel Club I Pini è aperta la rassegna di pittura organizzata in collaborazione con la galleria Mercurio Arte Contemporanea di Viareggio. L’iniziativa ‘ARTinCLUB’\, giunta quest’anno alla quattordicesima edizione\, offre al pubblico una stimolante proposta culturale che coniuga l’arte contemporanea con la raffinata atmosfera della villa fatta costruire dal pittore e ceramista Galileo Chini agli inizi del ‘900 per crearvi la propria dimora nei periodi di vacanza\, proprio accanto alla residenza dell’amico Plinio Novellini. Completamente ristrutturata lasciando inalterato il fascino originario\, la Residenza d’Epoca\, gestita dai fratelli Cesare e Nicola Salvini\, accoglie ancora oggi numerose opere di Chini – dipinti\, affreschi e oggetti d’arredamento – perfettamente conservate\, rendendo la visita piena di suggestioni. Nella mostra sono presentati recenti dipinti di Simone Bortolotti (Firenze\, 1963)\, Riccardo Corti (Firenze\, 1952)\, Guido Morelli (La Spezia\, 1967)\, Gianluca Motto (La Spezia\, 1965)\, Lisandro Rota (Lucca\, 1946) e Valente Taddei (Viareggio\, 1964): i sei artisti sono accomunati da un profondo spirito di ricerca nell’ambito della figurazione contemporanea\, oltre che da un rigore compositivo che rende armonioso l’accostamento dei rispettivi lavori in un progetto espositivo comune. La rassegna\, curata da Gianni Costa\, è patrocinata dal Comune di Camaiore. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 18.30-23.30. \nResidenza d’Epoca Hotel Club I Pini – Via Roma Capitale\, 265 – Lido di Camaiore \nInfo: 0584.66103 – 333.2318925 – www.clubipini.com/artinclub14 \n\nFino al 20 settembre\nMichelangelo experience – Alle origini del marmo\nUn nuovo viaggio nell’arte e nella storia attende il pubblico nella stagione estiva del MuSA di Pietrasanta grazie ad una mostra\, realizzata in collaborazione con WAY Experience\, che si configura come un’esperienza immersiva capace di fondere narrazione\, arte e tecnologia\, offrendo un racconto inedito della storia millenaria del marmo e del suo più grande interprete: Michelangelo Buonarroti. I partecipanti si trovano protagonisti della storia del marmo fin dalle sue origini più remote. Ad arricchire il viaggio è il percorso narrativo curato dal regista e drammaturgo Libero Stelluti. Attraverso la voce di un narratore\, l’esperienza svela il lato più umano e intimo del Maestro\, esplorando il suo viscerale rapporto con la scultura. Questa profonda connessione emotiva trova il suo compimento finale nel contenuto in Realtà Virtuale\, co-prodotto da WAY Experience e Slow Tour Tuscany. Indossando il visore\, i partecipanti possono entrare fisicamente nel cantiere del Maestro e affiancarlo mentre lavora alla sua opera più celebre\, scrutare ogni singolo particolare della scultura sperimentando\, con il Maestro\, la fatica del lavoro artigianale\, la tensione della sfida artistica e la perfezione del capolavoro. L’esperienza ha una durata di un’ora e 10 minuti. \nOrario: venerdì e sabato ore 21.30\, domenica ore 21. \nMuSA – Via Sant’Agostino\, 61 – Pietrasanta \nInfo: 0583.56631 – www.musapietrasanta.it \n\nFino al 20 settembre\nGustavo Vélez. Le dimensioni dell’equilibrio\nTra le voci più riconoscibili della ricerca plastica contemporanea\, l’artista colombiano Gustavo Vélez (Medellín\, 1975) porta a Pietrasanta una grande mostra diffusa che celebra i suoi trent’anni di carriera e coinvolge alcuni degli spazi più emblematici della città\, luogo che ha scelto nel 1996 come sede privilegiata di lavoro\, instaurando un rapporto profondo con questa terra e con le sue maestranze artigiane\, fondamentali nella lavorazione del marmo e del bronzo. Cuore dell’esposizione è Piazza Duomo\, dove le sculture\, realizzate in scala monumentale\, sembrano fluttuare nello spazio\, apparentemente prive di peso\, giocando con la luce e la prospettiva. Sculture dalle linee essenziali capaci di restituire il dinamismo e l’armonia della forma\, in un’estrema sintesi tra equilibrio\, movimento e astrazione. Il percorso continua nel Complesso di Sant’Agostino\, dove le opere dialogano invece con il silenzio e la memoria del luogo in una dimensione più raccolta e contemplativa. Si prosegue in Piazza Carducci e Piazza Statuto. A Marina di Pietrasanta\, infine\, da Piazza XXIV Maggio al Pontile\, le sculture si aprono al paesaggio\, instaurando un rapporto diretto con la luce e l’orizzonte marino. \nOrario: martedì-venerdì 18-23\, sabato e domenica 10-13 e 18.23. All’aperto sempre visibili. \nComplesso di Sant’Agostino – Via Sant’Agostino\, 1 – Pietrasanta \nInfo: 0584.795500 – www.museodeibozzetti.it \n\nFino al 20 settembre\nGiuseppe Viner (1875-1925). L’eredità di due secoli\nNell’estate del Palazzo Mediceo\, sito del patrimonio UNESCO\, un progetto espositivo e scientifico curato da Francesco Bosetti che punta a restituire nuova centralità a una delle figure più interessanti e ancora parzialmente da riscoprire della cultura figurativa toscana tra Otto e Novecento\, Giuseppe Viner\, in occasione dei 150 anni dalla nascita e dei 100 dalla morte. Il titolo richiama la posizione dell’artista nel passaggio tra XIX e XX secolo\, una fase storica segnata da profonde trasformazioni sociali\, culturali ed estetiche. Il percorso espositivo si sviluppa intrecciando biografia\, contesto storico e produzione artistica. Particolare rilievo è dato alla Versilia\, territorio che nella stessa epoca si afferma come crocevia di esperienze artistiche di respiro nazionale ed europeo. Dipinti\, disegni\, incisioni e materiali preparatori accompagnano il visitatore lungo l’evoluzione del linguaggio di Viner\, mettendo in evidenza i suoi principali nuclei tematici: il paesaggio\, la natura morta e la ricerca grafica\, insieme alla sua costante attenzione ai problemi della forma e della rappresentazione. Non mancano documenti e testimonianze utili a ricostruire l’ambiente umano e sociale in cui l’artista si formò e operò\, in sintonia con gli obiettivi di valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze che si propone la Fondazione Terre Medicee. \nOrario: tutti i giorni 16-20\, sabato e domenica 10.30-13 e 16-20. \nPalazzo Mediceo – Viale Leonetto Amadei\, 230 – Seravezza \nInfo: 0584.756046 – www.palazzomediceo.it – www.terremedicee.it \n\nFino al 26 settembre\nClaudio Barontini. Uno sguardo\nUna mostra fotografica di ritratti iconici dal mondo e scatti dal territorio lucchese ci attende a Lucca nella sede del Palazzo delle Esposizioni. Realizzata dalla Fondazione Banca del Monte Lucca e dalla Fondazione Lucca Sviluppo per cura di Alice Barontini\, l’esposizione presenta una selezione di fotografie in bianco e nero di Claudio Barontini (Livorno\, 1954). In mostra una selezione di ritratti storici che hanno contribuito a definire l’identità autoriale del fotografo: immagini caratterizzate da intensità\, costruzione formale e capacità di restituire la personalità del soggetto. Tra i ritratti Patti Smith\, Vivien Westwood\, Franco Zeffirelli\, Re Carlo III\, Susan Sarandon\, Vittorio Gassman\, Sylvester Stallone\, Lina Wertmuller\, Lindsay Kemp… E poi opere dedicate al tema del viaggio: una serie di ‘impressioni’ che l’autore ha scattato con uno spirito da ‘flâneur’ viaggiando tra Liverpool e New York\, la Costa Azzurra e le bellezze della penisola italiana. Non manca un omaggio al territorio lucchese\, con personaggi come Mario Monicelli\, Nicole Kidman\, Fernando Botero e Pietro Cascella ripresi nella provincia e alcune foto scattate tra Viareggio\, Pietrasanta\, Torre del Lago\, il centro storico di Lucca…: un territorio entro il quale il fotografo si muove come osservatore attento\, registrando frammenti di realtà con il suo sguardo inconfondibile. Inaugurazione sabato 29 agosto ore 18.30. \nIngresso libero. Orario: dal martedì alla domenica 15-19\, chiuso lunedì. \nPalazzo delle Esposizioni – Piazza San Martino\, 7 – Lucca \nInfo: 0583.464062 – www.fondazionebmluccaeventi.it \n\nFino al 27 settembre\nGiovanni Giorgi (1859-1932). Visione e memoria\nLa Rocca Ariostesca di Castelnuovo Garfagnana presenta la prima esposizione monografica dedicata a Giovanni Giorgi\, pittore e fotografo garfagnino\, figura ancora poco conosciuta ma significativa nel panorama artistico toscano tra Otto e Novecento. Attraverso 25 opere pittoriche e una selezione di fotografie storiche\, la mostra svela il suo percorso artistico\, caratterizzato da una raffinata attenzione al dettaglio e da una profonda capacità di raccontare il territorio e la memoria della comunità. Il percorso espositivo segue l’evoluzione di Giorgi dagli anni della formazione all’Accademia di Belle Arti di Firenze fino alla piena maturità. Tra le opere più significative figura ‘Castelnuovo in festa’\, veduta di piazza Umberto I realizzata probabilmente nel 1881\, quando l’artista aveva appena ventidue anni\, e poi ‘Dolori senza conforto’\, presentato all’Esposizione Nazionale di Torino del 1898\, e opere degli anni Venti e Trenta\, caratterizzate da nature morte e composizioni floreali che richiamano l’arte olandese del Seicento. La sua pittura si distinse per una straordinaria precisione tecnica\, tanto da essere definita dai contemporanei come ‘arte minuta’. Tra i pionieri della fotografia nella Valle del Serchio\, Giorgi applicò alla fotografia lo stesso rigore compositivo e la stessa attenzione al dettaglio che caratterizzano i suoi dipinti. \nOrario: da giovedì a domenica 10.30-12.30 e 16.30-19.30. \nRocca Ariostesca – Via Vittorio Emanuele\, 8-10 – Castelnuovo Garfagnana \nInfo: 0583.641007 – www.castelnuovogarfagnana.org \n\nFino al 27 settembre\nPittura a Napoli dopo Caravaggio\n‘Il Seicento nella collezione della Fondazione De Vito’ è il sottotitolo di questa mostra dedicata al Seicento napoletano e ospitata al Fortino di Leopoldo per cura di Nadia Bastogi\, direttrice scientifica della Fondazione De Vito. L’esposizione è promossa dal Comune di Forte dei Marmi e dalla Fondazione Villa Bertelli in collaborazione con la Fondazione De Vito\, nata nel 2011 per volontà dell’ingegnere Giuseppe De Vito (Portici 1924 – Firenze 2015)\, collezionista e studioso di Seicento napoletano e di natura morta. La mostra è un focus cronologico sullo sviluppo della pittura napoletana dopo i ripetuti soggiorni in città di Caravaggio tra il 1606 e il 1610\, a partire da Battistello Caracciolo\, che ne riprese l’uso delle tonalità della luce e dell’ombra\, e Jusepe de Ribera\, spagnolo di nascita ma italiano di cultura e formazione\, che ne reinterpretò lo stile in maniera personale. Accanto a loro ecco Massimo Stanzione\, il ‘Maestro degli annunci ai pastori’ (con il capolavoro ‘Giovane che odora una rosa’)\, Francesco Fracanzano\, Paolo Finoglio\, Giovanni Battista Ricca\, Bernardo Cavallino\, maestro di grazia ed eleganza\, Andrea Vaccaro\, Antonio De Bellis\, Francesco De Rosa detto Pacecco\, Giovanni Battista Spinelli. E ancora Micco Spadaro e Carlo Coppola\, i maestri delle ‘figure in piccolo’ amate dai collezionisti\, e Aniello Falcone con la sua ‘Battaglia’. Fino all’arrivo in città di Mattia Preti nel 1653 e all’affermazione di Luca Giordano nella seconda metà del secolo. Una sezione specifica è dedicata al genere della natura morta\, molto amato dai napoletani\, con Luca Forte\, Paolo Porpora e l’importante Giuseppe Recco. \nOrario: martedì\, giovedì e venerdì 15.30-19\, mercoledì 11-19\, sabato e domenica 10-13 e 16.30-19\, chiuso lunedì. \nFortino di Leopoldo – Piazza G.Garibaldi\, 9A – Forte dei Marmi \nInfo: 0584.280292 – 0584.787251 – www.villabertelli.it \n\nFino al 27 settembre\nMigneco. Realtà e visione\nNasce dal Museo d’arte moderna Quarto Platano\, vanto della Villa Bertelli di Forte dei Marmi\, questa mostra-dossier che approfondisce l’arte di uno dei pittori presenti nel museo: il siciliano Giuseppe Migneco (Messina\, 1903 – Milano\, 1997). L’allestimento\, nella Sala Ferrario del primo piano\, presenta alcune opere emblematiche e vuole introdurre il visitatore al particolare espressionismo dell’artista\, venato di riflessioni esistenziali. Il titolo ‘Realtà e visione’ richiama proprio il doppio registro della pittura di Migneco: da una parte l’attenzione fattiva verso il mondo reale\, verso la fatica\, il lavoro e la dignità delle persone comuni; dall’altra la capacità di trasfigurare la realtà attraverso il colore\, il segno e la forza espressiva della composizione. La sua pittura non si limita a rappresentare il visibile\, ma ne esalta l’anima più profonda. Il percorso espositivo\, che comprende 22 dipinti realizzati dal 1939 al 1988\, muove dal periodo di ‘Corrente’\, il movimento milanese di cui Migneco è stato un protagonista\, e giunge ai suoi ultimi lavori\, ricordando anche la lunga frequentazione di Forte dei Marmi dell’artista\, a partire dal 1957\, e la sua casa-studio di Vittoria Apuana\, in dialogo con gli amici Raffaele De Grada\, Ernesto Treccani e Bruno Cassinari. Curata da Elena Pontiggia\, l’esposizione è promossa dal Comune di Forte dei Marmi e dalla Fondazione Villa Bertelli con il contributo della Fondazione Banca del Monte di Lucca. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 16-19\, nei giorni dei concerti la mattina 10-13. \nVilla Bertelli – Via Mazzini 200 – Forte dei Marmi \nInfo: 0584.787251 – www.villabertelli.it \n\nFino al 27 settembre\nCerco un po’ d’Africa in giardino\nBelli Art House presenta una mostra personale di Cegobi (Matteo Bicego)\, pittore\, scrittore e ricercatore\, frutto del periodo di residenza che l’artista ha svolto a giugno presso la casa-museo di Querceta nell’ambito di ‘Habitat’\, il programma di residenze artistiche promosso da BAH. Il titolo della mostra riprende un celebre verso di ‘Azzurro’ di Adriano Celentano\, canzone simbolo dell’Italia del boom economico ed è proprio a quell’universo culturale che il progetto guarda\, intrecciando la storia della casa\, oggi sede di una collezione d’arte e di un centro dedicato alla ricerca contemporanea\, con la memoria della Versilia. Muovendosi tra il giardino storico della villa\, la Collezione Belli che vi è ospitata e il paesaggio versiliese\, Cegobi sviluppa una serie di opere inedite in cui animali\, piante e figure simboliche costruiscono una geografia poetica sospesa tra realtà\, immaginazione e ricerca di esotismo. Tartarughe\, oleandri\, baobab e creature ibride diventano i protagonisti di una narrazione che trasforma il giardino in uno spazio mentale\, un luogo in cui il desiderio di altrove prende forma attraverso immagini\, simboli e memorie. Al centro della mostra si colloca inoltre il dialogo con Wifredo Lam\, le cui opere (maschere\, presenze zoomorfe e figure ibride della collezione Belli) sono presentate accanto ai lavori realizzati da Cegobi durante la residenza. \nIngresso libero. Orario: su appuntamento. \nBAH – Belli Art House – Via Fratelli Rosselli\, 96 – Loc. Querceta – Seravezza \nInfo: 0584.757325 – www.belliarthouse.com \n\nFino al 30 settembre\nI visionari\nBarga si trasforma in uno scenario d’eccezione per la mostra personale dello scultore Emanuele Giannelli (classe 1962)\, nato a Roma ma di casa a Pietrasanta\, scultore di respiro internazionale\, visionario e sapientemente provocatore con le sue figure in bronzo\, resina\, marmo o ceramica che in molti casi indossano occhialini da saldatore. Si tratta di un percorso espositivo monumentale esterno visibile h24 che vede come protagonisti i celebri ‘giganti’ dell’artista\, curiosi indagatori del progresso\, che compaiono in vari spazi del centro storico\, oltre a un percorso espositivo interno che ha il suo cuore nella Galleria Oxo\, dove è allestita la personale di Giannelli\, e coinvolge anche i locali di tre ristoranti del centro: Alfonso\, Scacciaguai e Wine Not?\, oltre alle sedi dell’agenzia Unipol di Castelnuovo di Garfagnana e Fornaci di Barga. In posizione centralissima nel borgo\, a Porta Reale\, si trova ‘Mr Arbitrium Mirrored’\, visibile anche da distanza. Ma l’opera più alta è ‘Korf’\, posizionata nella piazzetta ottagonale in viale Marconi\, all’esterno delle mura\, per guardare la valle. Nell’atrio di Palazzo Balduini\, in via di Mezzo\, c’è ‘Gravity’\, e sotto la volta del Menchi troviamo ‘Sospeso’ e ‘Mr. Kiribati’. Il nucleo della personale è poi alla Oxo Gallery\, con una proposta di opere dell’artista che possono trovare spazio in esterni e interni: opere in perfetto equilibrio tra arte figurativa e concettuale. \nOrario: dal venerdì alla domenica 17-20\, o su appuntamento. \nOxo Gallery – Piazza del Comune\, 5 – Barga \nInfo: 0583.710010 – www.oxocollection.it \n\nFino al 30 settembre\nArte in vacanza\nIn occasione del suo trentesimo anniversario\, l’Albergo Pietrasanta presenta\, in collaborazione con la galleria Viasaterna\, un progetto espositivo che negli spazi settecenteschi dell’albergo presenta circa 20 opere fotografiche di otto autori in dialogo con la collezione permanente dell’albergo. La mostra nasce dalla volontà di indagare la natura non come soggetto statico di rappresentazione ma come campo dinamico di esplorazione e trasformazione. La selezione riunisce artisti che\, attraverso linguaggi e pratiche differenti\, condividono l’uso della fotografia come strumento di ricerca capace non solo di registrare il reale\, ma anche di reinterpretarlo\, scomporlo e ricostruirlo. In questo percorso\, la natura emerge come esperienza mutevole e complessa: nelle opere di Takashi Homma e Carolina Sandretto la natura rivela il proprio mutare nel tempo; nei lavori di Stefano Caimi\, Alessandro Calabrese\, Teresa Giannico e Leonardo Magrelli l’immagine naturale viene decostruita e reinventata; mentre le fotografie Guido Guidi e Giovanni Chiaramonte esplorano una dimensione più astratta e contemplativa\, affidata alla luce\, all’ombra e alla profondità dello sguardo. Con ‘Arte in vacanza’\, l’albergo si trasforma in uno spazio di stratificazioni e attraversamenti: camere\, corridoi e aree comuni accolgono le opere come presenze capaci di modificare la percezione degli ambienti e il rapporto con essi. \nIngresso libero. Orario: nell’orario dell’esercizio \nAlbergo Pietrasanta – Via G.Garibaldi\, 35 – Pietrasanta \nInfo: 0584.793726 – 346.4753775 – www.albergopietrasanta.com \n\nFino al 25 ottobre\nDanse Macabre\nLa Tenuta Dello Scompiglio di Vorno ospita una mostra personale di Hans Op de Beeck a cura di Angel Moya Garcia. L’artista belga\, noto per le sue installazioni monumentali\, immersive e sensoriali\, presenta una mostra strutturata attraverso un’installazione site-specific e un film d’animazione. La prima\, dal titolo ‘Danse Macabre’\, emerge come l’immagine in bianco e nero di un parco notturno\, fatto di alberi spogli e specchi d’acqua\, attraversato da un percorso che conduce verso una giostra grigia monocroma a grandezza naturale. Questa evocazione di un paesaggio fittizio e privo di colore agisce da ‘inquadratura di apertura’ cinematografica e atmosferica\, accessibile a potenziali narrazioni\, in cui barili di petrolio diventano focolari\, le chiome degli alberi sono spoglie e un sentiero sinuoso porta verso l’attrazione abbandonata\, immersa in una notte nera. Un paesaggio sonoro\, composto da Sam Vloemans ed eseguito dall’Hermes Ensemble (B)\, risuona lontano in tutto l’ambiente e richiama verso la seconda parte in cui viene proiettato il film d’animazione ‘Vanishing Point’\, che completa la mostra. Il titolo si riferisce al punto del piano pittorico di una vista prospettica in cui coppie di linee parallele sembrano convergere. Alla distanza del punto di fuga\, non siamo più in grado di percepire la profondità tridimensionale. \nIngresso libero. Orario: giovedì e venerdì 14-18\, sabato e domenica 15-19 o su appuntamento. \nTenuta dello Scompiglio – Via di Vorno\, 67 – Loc. Vorno – Capannori  \nInfo: 0583.971475 – 0583.971125 – www.delloscompiglio.org \n\nFino all’1 novembre\nTurandot. O divina bellezza! O sogno! O meraviglia!\nA cento anni dalla prima rappresentazione\, il Puccini Museum – Casa Natale dedica una mostra alla ‘Turandot’ di Giacomo Puccini. L’opera\, tra le più celebri del compositore\, restò senza finale alla morte del grande compositore lucchese (29 novembre 1924) e l’editore Ricordi ne affidò il completamento a Franco Alfano. Il debutto\, già programmato per l’aprile 1925\, fu rimandato al 25 aprile del 1926 con la direzione di Arturo Toscanini. L’allestimento racconta la complessa realizzazione del grandioso progetto lirico pucciniano con immagini d’epoca\, fotografie di scena\, cronache e rari documenti originali. Al centro dell’esposizione sono presentati i due straordinari costumi di Turandot per il primo e il secondo atto\, accompagnati dai gioielli di scena\, di proprietà del Museo del Tessuto\, rinvenuti pochi anni fa dopo decenni di oblio ed esposti finora solo a Prato. Questi straordinari costumi furono disegnati e realizzati dal costumista del Teatro alla Scala Luigi Sapelli (in arte Caramba)\, per la prima assoluta dell’opera e indossati da Rosa Raisa\, il primo soprano a interpretare il ruolo della ‘Principessa di gelo’. La mostra è a cura di Simonetta Bigongiari\, direttrice del Puccini Museum\, e di Daniela Degl’Innocenti\, conservatrice del Museo del Tessuto di Prato. \nOrario: tutti i giorni 9.30-19. \nPuccini Museum – Casa Natale – Corte di San Lorenzo\, 9 – Lucca \nInfo: 0583.584028 – www.puccinimuseum.org
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Pisa e provincia
DESCRIPTION:Fino al 25 ottobre\nProduzione propria. L’illustrazione diventa altro\nAlessandro Baronciani\, talento creativo\, illustratore e fumettista nonchè artista eclettico e musicista\, autore dei manifesti delle edizioni di ‘Le Canzoni’\, mette in mostra a Peccioli per la prima volta numerose tavole originali\, serigrafie\, manifesti e tante altre immagini da lui create. Un percorso interamente frutto della sua creatività\, spesso realizzate in pieno spirito ‘do it yourself’\, fatte da sé\, prodotte in proprio come dice il titolo della mostra. Con Baronciani l’illustrazione diventa altro. Perché un disegno non è solo un disegno\, può diventare un post condiviso sui social\, una copertina di un libro\, un manifesto\, la cover di un disco\, tanti disegni insieme possono diventare un racconto e quindi\, anche una storia a fumetti. La mostra al Palazzo Senza Tempo raccoglierà la produzione passata e recente dell’autore in un percorso che intreccia invenzioni su carta e visive\, installazioni e una ‘cameretta’ speciale dove sedersi e guardare il mare e i manifesti dei concerti. Lo spazio ideale in cui scattare una foto ricordo. La mostra è organizzata da Fondazione Peccioliper. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 9-20. \nPalazzo Senza Tempo – Via G.Borgherucci\, 49 – Peccioli \nInfo: 0587.672158 – www.fondarte.peccioli.net \n\nFino al 7 novembre\n80 Years of an Icon – The Exhibition\nDopo la tappa al Vespa Village del Foro Italico di Roma\, approda al Museo Piaggio di Pontedera questa mostra curata da Giacomo Bretzel che celebra gli 80 anni della Vespa. Il percorso espositivo rilegge otto decenni di storia\, di evoluzioni del costume e della società. Un percorso segnato da immagini che raccontano non soltanto l’evoluzione di un veicolo divenuto icona globale dell’eleganza e della tecnologia italiane: mezzo di trasporto e strumento di libertà\, compagna di viaggio e icona di stile\, protagonista di avventure straordinarie e simbolo di un modo di vivere che continua a parlare a persone di età e culture diverse. Dalle strade delle città europee ai grandi raid intercontinentali\, dai set cinematografici alle copertine delle riviste\, Vespa emerge come uno degli oggetti più riconoscibili e influenti della cultura visiva contemporanea. Il percorso espositivo riunisce immagini provenienti da alcuni dei più importanti archivi italiani e internazionali\, a partire dall’Archivio Storico Piaggio di Pontedera. Le immagini di grandi fotografi dialogano con gli scatti realizzati da Bretzel\, dando vita a un racconto corale che attraversa continenti\, linguaggi visivi e generazioni. Trentotto gli autori degli scatti\, fra cui Fosco Maraini. \nOrario: tutti i giorni 9.30-13 e 14-17.30\, chiuso domenica e lunedì. \nMuseo Piaggio – Viale Rinaldo Piaggio\, 7 – Pontedera \nInfo: 0587 27171 – www.museopiaggio.it \n\nFino all’8 novembre\nPiero Macola. Paesaggi di vita\nLa mostra grafica della primavera di Palazzo Blu\, curata da Giorgio Bacci\, è dedicata a uno dei protagonisti più rilevanti del fumetto d’autore contemporaneo: Piero Macola\, artista che utilizza il fumetto come dispositivo critico per leggere le fratture della contemporaneità\, dalle memorie postcoloniali alla marginalità sociale\, fino alle derive distopiche. L’allestimento offre al pubblico un’immersione nel lavoro dell’artista attraverso una selezione di tavole originali\, bozzetti e materiali preparatori che raccontano oltre vent’anni di ricerca visiva e narrativa. Macola\, formatosi a Bruxelles\, all’Istituto Saint-Luc\, e affermatosi a livello internazionale\, ha costruito un linguaggio distintivo che intreccia documentazione\, esperienza diretta e immaginazione. Il percorso espositivo attraversa alcune delle opere più significative dell’autore. ‘Le Tirailleur’ (2014)\, dedicato alla memoria postcoloniale; ‘Gli indesiderati’ (2019)\, ambientato lungo il Po e dedicato al tema del caporalato che colpisce i lavoratori stranieri; ‘Lagune’ (2023)\, distopia veneziana in cui la città si trasforma in uno scenario inquietante\, specchio delle tensioni contemporanee legate alle migrazioni e ai confini; fino a ‘La Vallée heureuse’ (2026)\, che viene presentato a Pisa in anteprima assoluta: un’opera a cui Macola sta ancora lavorando di cui vengono presentate alcune tavole in anteprima assoluta. \nOrario: dal martedì al venerdì 10-19\, sabato\, domenica e festivi 10-20. \nPalazzo Blu – Lungarno Gambacorti – Pisa \nInfo: 050.2204611 – www.palazzoblu.it
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SUMMARY:Le Mostre a Pistoia e provincia
DESCRIPTION:Fino al 26 settembre\nIstruttiva\, amena\, economica\nLe teche del primo piano della Biblioteca San Giorgio di Pistoia tornano a ospitare le mostre bibliografiche curate da Ilaria Rabatti. Il nuovo appuntamento esplora gli aspetti e i temi dell’editoria popolare a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento quando la stampa\, grazie alle innovazioni tecniche e alla crescente alfabetizzazione\, diventa un vero e proprio mezzo di comunicazione di massa\, favorendo una progressiva democratizzazione della lettura. Nasce così un’editoria rivolta a un pubblico sempre più ampio\, con collane economiche che si diffondono in tutta Europa\, come la Universal Bibliothek dell’editore Philipp Reclam in Germania e la Nouvelle Collection Illustrée di Albert Méricant in Francia\, ben rappresentata nelle collezioni della Biblioteca San Giorgio. Si afferma in particolare il romanzo d’appendice\, destinato a conquistare un vasto pubblico di lettori. Partendo dal feuilleton – nato in Francia a metà Ottocento e divenuto anche in Italia il genere letterario più in voga con le pubblicazioni di Salani\, Sonzogno\, Treves e Nerbini – la mostra si concentrerà sulle metamorfosi del romanzo popolare declinato in tutte le sue sfumature\, per dedicare poi un piccolo spazio anche a tutta quell’editoria minore e minima (opuscoli d’istruzione pratica o religiosa\, almanacchi\, oroscopi\, biografie di personalità viventi) di difficile reperimento nelle biblioteche. \nIngresso libero. Orario: lunedì 14-19\, dal martedì al sabato 9-19\, chiuso domenica. \nBiblioteca San Giorgio – Via Sandro Pertini\, 340 – Pistoia \nInfo: 0573.371600 – www.sangiorgio.comune.pistoia.it \n\nFino al 27 settembre\nMarino Marini: la pittura\nGli spazi del Museo del Novecento e del Contemporaneo accolgono un prezioso nucleo di dipinti di Marino Marini\, un percorso che ripropone una parte del patrimonio artistico che appartiene alla città e che da tempo non era più visibile. Il progetto è frutto della collaborazione tra la Fondazione Marino Marini\, il Comune di Pistoia e la Fondazione Caript. L’allestimento riconsegna ai visitatori una selezione immersiva e fortemente cromatica di opere di uno dei maggiori artisti del Novecento\, offrendo uno sguardo approfondito su uno dei capitoli più ricchi e meno esplorati della produzione di Marino Marini (1901-1980): quello della pittura\, sviluppata in percorsi percorsi pressoché paralleli alla scultura\, sia nei iconografici che nelle scelte di linguaggio e soluzioni compositive. Attraverso un significativo numero di dipinti\, dalla metà degli anni Venti alla metà degli anni Settanta\, le opere esposte pongono in piena luce la forza espressiva del colore di Marino\, la versatilità di un segno che ora delinea finemente le curve sottili di pomone\, giocolieri o di aggraziate ballerine\, ora invece ritma con forza gli scatti energici di cavalli e cavalieri\, fino a esplodere nella radicale dimensione del ciclo iconografico del ‘grido’. Il percorso è arricchito da scorci e prospettive inedite sulla pittura di Marino\, così da sottolineare il ruolo centrale che in lui sempre ha giocato il colore. \nOrario: dal martedì al venerdì 15-19\, sabato\, domenica e festivi 11-19\, chiuso lunedì. \nMuseo del Novecento e del Contemporaneo – Palazzo Fabroni – Via Sant’Andrea\, 18 – Pistoia \nInfo: 0573.371817 – www.musei.comune.pistoia.it \n\nFino al 27 settembre\nDue ritratti pistoiesi di Giovanni da San Giovanni\nNel mezzanino del Museo Civico d’arte antica di Pistoia\, una mostra curata da Sandro Bellesi e Elena Testaferrata presenta per la prima volta al pubblico due tondi ad affresco su tegola di Giovanni da San Giovanni (San Giovanni Valdarno\, 1592 – Firenze\, 1636)\, di collezione privata\, finora inediti e sconosciuti alla critica d’arte. Le due opere\, di forma circolare\, raffigurano\, come riportato nelle iscrizioni presenti lungo i bordi\, lo Scalabrino e Bernardino da Pistoia\, ovvero Giovan Battista Volponi e quasi sicuramente Bernardino Detti\, pittori pistoiesi attivi nella prima metà del Cinquecento e poco oltre\, dei quali il Museo espone due tavole emblematiche del loro percorso artistico\, temporaneamente collocate nel mezzanino a fianco dei due ritratti. I due tondi inediti risalgono agli anni compresi fra il 1630 e il 1633 quando Giovanni da San Giovanni\, attivo come frescante in vari centri della Toscana\, fu presente nel territorio pistoiese per fuggire la peste\, qui meno feroce che altrove\, e realizzò alcune delle sue opere più felici. Fra queste la decorazione della Cappella di Palazzo Rospigliosi\, gli affreschi del loggiato della chiesa di Santa Maria della Fontenuova a Monsummano o la decorazione dell’altar maggiore della chiesa di San Rocco nel territorio di Candeglia\, di cui tre frammenti con Angeli in gloria sopra la città di Pistoia sono esposti anch’essi nel mezzanino. \nOrario: dal martedì al venerdì 15-19\, sabato\, domenica e festivi 11-19; lunedì sempre chiuso. \nMuseo Civico d’arte antica – Palazzo Comunale – Piazza del Duomo\, 1 – Pistoia \nInfo: 0573.371296 – musei@comune.pistoia.it \n\nFino al 30 settembre\nC’è moda e moda\nUna mostra documentaria nella Sala Gatteschi della Biblioteca Forteguerriana. Si tratta di un’esposizione di stampe e documenti dal Settecento al Novecento e di interessanti riviste tra Ottocento e Novecento\, legati al tema della moda\, arricchita dalla scenografica presenza di ‘dipinti ad ago’\, ossia materiali tessili ricamati provenienti dal Museo del Ricamo di Pistoia\, e di costumi realizzati per le sfilate storiche della Giostra dell’Orso. La mostra accoglie idealmente 12 sezioni che vogliono rappresentare altrettante possibili declinazioni della moda. Ci sono fili visibili che diventano stoffe\, vestiti\, scialli\, borse\, opere d’arte che decorano e accompagnano chi le indossa. Disegnati\, lavorati da mani pazienti ed esperte o da macchine\, cuciti\, ricamati con accuratezza\, lavati e ripiegati dentro armadi e cassetti\, e che possono trasformarsi in preziose narrazioni\, attraverso la memoria e la cura di chi li ha salvati dalla loro apparente natura effimera per custodirli e consentirgli di attraversare il tempo. Questa mostra vuole esprimere soprattutto questo: cucire\, tessere\, ricamare\, rammendare\, lavorare a maglia sono anche modi per narrare e tramandare. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 9-13.30\, martedì e giovedì anche 15-17.30. \nBiblioteca Forteguerriana – Piazza della Sapienza – Pistoia \nInfo: 0573.371452 – www.forteguerriana.comune.pistoia.it \n\nFino al 7 maggio 2027\nGiotto era il nonno di Banksy. Siamo al mondo per lasciare un segno\nUna grande mostra di street art a cura di Bruno Ialuna è ospitata al Mo.C.A.\, lo spazio dedicato all’arte contemporanea del Comune di Montecatini Terme: un viaggio immersivo che attraversa oltre 60.000 anni di storia\, mettendo in relazione le prime forme di espressione umana con i linguaggi visivi che oggi abitano le città di tutto il mondo. L’esposizione si sviluppa in più sezioni\, costruite come ambienti narrativi. Il cuore del percorso è dedicato alla nascita del writing nella New York degli anni ’60\, ’70 e ’80\, dai pionieri TAKI 183\, Jec*\, Riff170\, Snake1 fino a protagonisti fondamentali come Quik\, Iz The Wiz\, Lady Pink\, Toxic\, Delta2\, Sar e Zephyr\, in una scenografia immersiva\, firmata dal Maestro della cartapesta Jacopo Allegrucci\, che ricostruisce l’impatto visivo della metropolitana newyorkese. Il percorso si amplia poi alla dimensione internazionale del fenomeno\, tra Parigi\, Zurigo\, Santiago del Cile e Amsterdam. Un focus specifico è dedicato alla scena di Bristol\, con figure come Robert Del Naja e Nick Walker\, fino all’affermazione di Banksy\, che ha contribuito a ridefinire il ruolo e la percezione pubblica della street art in Europa. Una sezione centrale racconta il passaggio decisivo degli anni Ottanta\, quando l’arte urbana entra nei circuiti istituzionali\, conquistando gallerie e musei. Spazio anche alle connessioni tra arte urbana\, musica e cinema\, e a materiali legati alla cultura hip hop\, tra vinili\, fotografie e testimonianze d’epoca. \nIngresso libero. Orario: da martedì a venerdì 10-12\, sabato\, domenica e festivi 10.30-12.30 e 16-19\, chiuso lunedì. \nMo.C.A. (Montecatini Terme Contemporary Art) – Viale Giuseppe Verdi 46 – Montecatini Terme \nInfo: 366.7529702 – www.mocamontecatini.it
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DESCRIPTION:Fino all’11 settembre\nTracce di quanto nasconde\nLa nuova mostra da LATO\, spazio espositivo e di progettazione nel centro di Prato\, presenta il lavoro dell’artista iraniana (ma residente a Firenze) Roya Amini\, una ricerca che attraversa i confini della fotografia\, aprendo a una riflessione più ampia sul rapporto tra immagine\, percezione e costruzione del visibile. Amini incentra la propria ricerca sulla questione dell’identità\, considerandone la complessità inesauribile\, mai del tutto descritta dalle definizioni che ne diamo. L’artista ricorre alla fotografia\, e nella fase più recente anche al video\, mettendo in atto una sorta di variazione sul tema\, attraverso una combinazione di contesti\, situazioni e tecniche. Alle sperimentazioni\, nel tempo\, sono conseguite differenti serie di immagini. Quelle in mostra costituiscono solo una parte\, ma indicativa del percorso svolto durante gli anni. Troviamo le foto che fingono scene di vita quotidiana tramite l’uso degli arredi esibiti; le figure di apparenza pittorica che affiorano dalle pellicole trasparenti\, così incerte da mutare in successioni di forme astratte\, o da diventare dei fantasmi; le polaroid più volte esposte e riportate su altri supporti\, che dunque vanno oltre il carattere di immediatezza tipico; le raccolte da sfogliare di immagini solo parzialmente visibili\, simili a ricordi evocati ma indefiniti; gli scatti coperti e rivelabili sotto uno strato di vernice termosensibile. L’estrema diversificazione trova un principio di stabilità nella presenza fisica\, infatti Roya è sempre il soggetto\, sebbene ogni volta muti di aspetto. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì al sabato 10-18\, chiuso domenica. \nLATO – Piazza San Marco\, 13 – Prato \nInfo: 0574.071696 – www.lato.co.it \n\nFino al 30 settembre\nPromemoria personale (ad uso pubblico)\nNegli spazi della settecentesca Villa Rospigliosi di Prato\, ChorAsis presenta una articolata mostra collettiva a cura di Saretto Cincinelli costruita su 4 appuntamenti. L’allestimento si configura come la messa a fuoco di uno sguardo che vuole riunire\, in un’unica esposizione plurale\, articolata e volutamente non esaustiva\, un amplio numero di artisti che a partire dal 1990\, si sono ritrovati ad esporre in Toscana e altrove in mostre e rassegne tematiche. L’intento\, è bene precisarlo\, non è dunque quello di tracciare una panoramica delle emergenze artistiche ma di dar vita a una mostra mutante che si modifica e riplasma in ogni appuntamento. Una mostra che\, invece di adottare un ordinamento basato su un modello interpretativo esterno e preesistente\, sembra volerlo costruire al proprio interno\, secondo un movimento ‘in progress’\, capace di ipotizzare\, di volta in volta\, rapporti inediti tra opere\, in alcuni casi distanti come punti cardinali. Nei quattro allestimenti (inaugurati il 10 maggio\, 7 giugno\, 5 luglio e 6 settembre) si alternano gli artisti: Isabel Banal\, Lorenzo Banci\, Massimo Barzagli\, Emanuele Becheri\, Chiara Bettazzi\, Francesco Carone\, Antonio Catelani\, Michelangelo Consani\, Luisa Cortesi\, Connie Dekker\, Daniela De Lorenzo\, Rolando Deval\, Paolo Fabiani\, Cristina Gozzini\, Carlo Guaita\, Margot Q.Knight\, Cristiane Löhr\, Luca Lupi\, Leonardo Meoni\, Paolo Meoni\, Fabrizio Prevedello\, Davide Rivalta\, Marco Rossetti\, Andrea Santarlasci\, Sandra Tomboloni\, Massimiliano Turco\, Eugenia Vanni. \nIngresso gratuito. Orario: solo su appuntamento. \nVilla Rospigliosi – Via Firenze\, 83 – Prato \nInfo e pren.: 348.7814430 – chorasis.spaziovisione@gmail.com  \n\nFino all’1 novembre\nROTTE\n‘Arte di rottura dalla donazione Carlo Palli’ è il sottotitolo di questa esposizione curata da Stefano Pezzato per il Centro Pecci. La mostra presenta un percorso selezionato fra le centinaia di opere donate nel 2025 al Centro Pecci da Carlo Palli. La donazione\, che segue quella del 2006 ed è una delle maggiori effettuate da un soggetto privato a un’istituzione italiana d’arte contemporanea\, costituisce un importante arricchimento culturale e materiale per il Centro Pecci e per l’intera città di Prato. Il progetto intende testimoniare la passione di Carlo Palli per l’arte contemporanea tracciando le ‘rotte’ predilette dal collezionista pratese\, dedicate soprattutto a pratiche di rottura\, controcorrente e fuori dalle regole. Il percorso attraversa la rivoluzione poetica del Gruppo 70\, la vivacità del movimento Fluxus\, le appropriazioni e rielaborazioni del Nouveau Réalisme\, la fascinazione degli artisti per gli oggetti\, gli sviluppi di pratiche come scrittura e pittura\, l’innovazione di forme processuali e concettuali\, fino all’affermazione dell’immaginario femminile nelle neoavanguardie. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nCentro per l’Arte Contemporanea ‘Luigi Pecci’ – Viale della Repubblica\, 277 – Prato \nInfo: 0574.5317 – www.centropecci.it \n\n26 settembre – 7 gennaio 2027\nMateria “lucida e ordinata”: Francesco Somaini nel centenario\nIn occasione del centenario della nascita di Francesco Somaini\, la Galleria Open Art di Prato presenta una mostra antologica inserita nel calendario delle iniziative dedicate\, nel corso dell’anno\, alla celebrazione della figura e del ruolo centrale dell’artista nell’arte italiana del Novecento. Attraverso oltre venti sculture selezionate\, alcune delle quali di grande formato\, affiancate da un nucleo di disegni\, il percorso espositivo ripercorre l’intera vicenda creativa di uno dei principali scultori italiani del XX secolo\, dai primi anni Cinquanta fino alle ultimissime realizzazioni agli albori del nuovo millennio. Nato a Lomazzo (CO) nel 1926 e scomparso a Como nel 2005\, Somaini si distingue fin dalla giovinezza per l’alto profilo della sua formazione. Agli anni di apprendistato accanto a Pietro Clerici e al filosofo Franco Ciliberti seguono il determinante incontro con Meret Oppenheim e gli studi all’Accademia di Brera\, sotto la guida di Giacomo Manzù. La mostra di Prato vede la presenza di alcuni capolavori assoluti dell’artista\, tra i quali la monumentale ‘Grande Ordalìa’ del 1963\, opera fondamentale nel suo percorso\, capace di riassumere e restituire la complessità della sua intera carriera\, ma anche il ‘Grande Martirio Piagato (II versione)’\, opera sorella di quella presente al MoMA di New York. \nIngresso libero. Orario: da lunedì a venerdì 14-19.30\, sabato 10.30-12.30 e 15-19.30\, chiuso domenica e festivi. \nGalleria Open Art – Viale della Repubblica\, 24 – Prato \nInfo: 0574.538003 – www.openart.it
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Siena e provincia
DESCRIPTION:Fino al 20 settembre\nRadda Arte 2026: Sergio Fiorentino\nNel cuore del Chianti\, il borgo medievale di Radda accoglie il lavoro del pittore e scultore Sergio Fiorentino (Catania\, 1973). Con ‘Radda Arte 2026’ le sue opere – segnate dall’inconfondibile blu ultramarino che contraddistingue la sua ricerca – si inseriscono tra vicoli\, piazze e spazi del paese\, costruendo un itinerario espositivo diffuso che mette in dialogo mito mediterraneo\, tradizione figurativa e paesaggio toscano. Il progetto\, curato da Mila Sturm\, rinnova nel territorio del Chianti l’incontro tra arte contemporanea e paesaggio e si distingue anche per la collaborazione con il Liceo Artistico ‘Duccio di Buoninsegna’ di Siena e 22 studenti dei suoi corsi di pittura e scultura\, che hanno partecipato alla realizzazione dell’esposizione. L’itinerario si sviluppa sia nel borgo di Radda che nella bellissima Chiesa di Santa Maria Novella\, distante pochi chilometri verso Volpaia\, dove due grandi dipinti di Santi dialogano con l’architettura della pieve romanica. A Radda\, invece\, l’esposizione si snoda in tutto il centro storico. Lungo la strada principale si susseguono gigantografie\, pitture monumentali\, sculture e installazioni\, mentre davanti al sagrato della Chiesa di San Niccolò\, si trova un’installazione composta da dieci sculture della serie ‘Segreti’\, teste che si aprono rivelando una dimensione interiore e misteriosa. \nOrario: sempre visibili. \nCentro storico – Radda \nInfo: 0577.738494 – info@raddaarte.com \n\nFino al 27 settembre\nAllegoria – Dedica ad Ambrogio Lorenzetti\nUn nuovo progetto site-specific dell’artista rumena Teodora Axente\, a cura di Riccardo Freddo e Michelina Eremita\, è in mostra nella Sala del Concistorio del Museo Civico di Palazzo Pubblico. Un’esposizione concepita per dialogare con uno dei massimi capolavori della pittura medievale europea\, il ciclo della ’Allegoria ed Effetti del Buono e del Cattivo Governo’ (1338-1339) di Ambrogio Lorenzetti\, e che rinnova il legame tra la Axente (Sibiu\, 1984) e la città di Siena. Il percorso espositivo si sviluppa intorno a due monumentali polittici\, composti da ventidue dipinti inediti\, collocati in diretto confronto spaziale e concettuale con gli affreschi di Lorenzetti. L’installazione invita il pubblico a riflettere sui temi della moralità\, della responsabilità civica e dell’esercizio del potere\, rileggendo in chiave contemporanea il messaggio universale del Buon Governo. Le figure simboliche che popolano gli affreschi trecenteschi – Giustizia\, Pace\, Prudenza e Temperanza da un lato\, Tirannide\, Crudeltà e Frode dall’altro – trovano nella pittura di Axente un’inedita interpretazione contemporanea. L’artista è stata scelta per realizzare il Drappellone del 16 agosto\, che quest’anno ricorda anche il cinquecentenario della storica Battaglia di Camollia. \nOrario: tutti i giorni 10-18. \nMuseo Civico – Sala dei Pilastri di Palazzo Publico – Il Campo – Siena \nInfo: 0577.286300 – www.museocivico.comune.siena.it \n\nFino al 27 settembre\nSanta Maria della Scala. Architetture\, progetti e visioni\nLa Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala presenta un progetto espositivo a cura di Luca Molinari Studio\, un’occasione per presentare il nuovo Masterplan strategico del Santa Maria della Scala e le proposte progettuali elaborate da tre studi di architettura di rilevanza internazionale: LAN Architecture (Benoit Jallon e Umberto Napolitano)\, Studio Odile Decq e Hannes Peer Architecture\, chiamati a confrontarsi con la rigenerazione di alcune parti del complesso oggi non pienamente accessibili. L’esposizione segna un passaggio importante nel percorso di valorizzazione di un luogo che\, per storia\, ampiezza e stratificazione\, rappresenta una delle realtà culturali più significative del nostro Paese. Modelli\, disegni e materiali di progetto accompagnano il racconto di una visione che guarda al futuro del museo nel dialogo tra patrimonio\, città e comunità\, nel segno di una continuità profonda con la storia del Santa Maria della Scala come luogo di cura e accoglienza. L’idea è quella di costruire una piattaforma aperta\, un “esoscheletro concettuale e infrastrutturale”\, come lo ha definito Luca Molinari\, abbastanza solido da tenere insieme linguaggi differenti e abbastanza flessibile da accogliere ulteriori sviluppi nel tempo. \nOrario: tutti i giorni 10-19. \nComplesso Museale di Santa Maria della Scala – Piazza del Duomo\, 1 – Siena \nInfo: 0577.292614/5 – www.santamariadellascala.com \n\nFino al 30 settembre\nSilenzio nei Segni della Luce\nIl Museo Diocesano e la Cattedrale di San Secondiano a Chiusi ospitano una mostra del maestro Paolo Gubinelli (Matelica\, 1945) curata da Sabrina Papini. Le nuove opere\, realizzate per questo spazio\, sono inserite nel percorso museale e all’interno della maestosa Cattedrale per creare un ‘continuum’ narrativo che attualizza ed esalta il significato della collezione permanente mettendola in dialogo con l’arte contemporanea fatta di luci e di colori che parlano con le nostre sensazioni interiori. Luci che filtrano e si proiettano negli antichi spazi architettonici e fanno riemergere dal silenzio sopite sensazioni. Artista di profonda moralità e di intenso impegno\, Gubinelli\, pur non essendone originario\, è immerso fin da giovanissimo nell’ambiente intellettuale toscano e fiorentino e da quello trae spunti determinanti. L’artista è un vero e proprio ‘poeta’ della pittura ma il suo lirismo è profondamente venato di ‘concettualismo’ e di una ricerca di forza comunicativa. L’opera di Gubinelli\, globalmente intesa\, è sempre ancorata a una volontà di significato che rende questi lavori singolarmente affascinanti nel panorama artistico contemporaneo\, sia rispetto alle opere su carta sia rispetto a quelle in ceramica dove l’estro e la finezza creativa del maestro trovano un campo di espansione ancora più fruttuoso. \nOrario: dal martedì alla domenica e nei festivi 10.15-12.45 e 14.30-17 \nMuseo della Cattedrale – Piazza Carlo Baldini\, 7 – Chiusi \nInfo: 0578.226975 – 338.6827859 – www.museodellacattedrale.it \n\nFino all’11 ottobre\nSotto gli Archi del Tempo\nColle di Val d’Elsa prosegue il suo programma di valorizzazione culturale del territorio e rafforza il suo ruolo di centro di produzione artistica contemporanea. Protagonista è Leandro Erlich\, tra i più noti esponenti della scena artistica internazionale. Erlich realizza qui tre installazioni site-specific in sabbia che dialogano con l’architettura medievale del ponte e con il contesto urbano. Le opere riflettono sul tema del tempo\, della memoria e della fragilità del patrimonio\, trasformando lo spazio in un paesaggio simbolico e immersivo. Il progetto si articola in tre installazioni: una clessidra monumentale che evoca l’incommensurabilità del tempo; una rappresentazione in scala del borgo di Colle di Val d’Elsa\, modellata come una cartografia effimera; un insieme di architetture iconiche provenienti da diverse civiltà\, riunite in un unico scenario fragile e universale. L’iniziativa è stata ideata e organizzata da Associazione Arte Continua nell’ambito di ‘Colle 2028’. Fulcro dell’intervento è UMoCA – Under Museum of Contemporary Art\, spazio museale permanente situato sotto gli archi del ponte di San Francesco a Colle\, un innovativo luogo dedicato all’arte contemporanea nello spazio pubblico. Il progetto museale include anche un’opera permanente dell’artista Cai Guo-Qiang\, realizzata con l’assistenza di Arte Continua. \nOrario: sempre visibili. \nUMoCA – Under Museum of Contemporary Art – Archi del ponte di San Francesco – Colle Val d’Elsa \nInfo: 0577.530164 – 349.3364855 – www.museisenesi.org – www.artecontinua.org \n\nFino all’1 novembre\nForme nel verde\nA San Quirico d’Orcia ecco la 55ª edizione di Forme nel Verde\, la prima e più antica rassegna di arte ambientale d’Italia. L’attuale edizione\, promossa e organizzata dal Comune con la direzione artistica di Carlo Pizzichini\, è rivolta alla visione dell’artista Gianfranco Meggiato\, alla sua capacità di inserire l’uomo al centro\, di comprenderne la complessità del pensiero e la forza nel tracciare il futuro. Un omaggio anche ai 90 anni di Emilio Giannelli\, storica firma del Corriere della Sera\, alle sue inedite ‘belle statuine’ esposte a Palazzo Chigi Zondadari. Infine torna (sempre a Palazzo Chigi) il potere creativo dei giovani allievi delle Accademie di Belle Arti d’Italia\, che a tutti gli effetti rappresentano il futuro dell’arte. Guidano questa edizione le sculture monumentali di Gianfranco Meggiato con ‘In itinere. L’Uomo Quantico in cammino. Un viaggio interiore lungo la via Francigena’\, in collaborazione con Oblong Contemporary Art Gallery. La rassegna si apre nei magnifici e cinquecenteschi Horti Leonini\, dove sono esposte 18 sculture\, per proseguire nel centro storico (‘Attimo Fuggente’ in piazza Libertà\, ‘Doppio Totem’ in via Dante e ‘Uomo Quantico’ davanti all’antica Collegiata)\, nel Palazzo Chigi Zondadari\, dove è esposto in anteprima internazionale un corpus di trenta disegni inediti\, e prosegue in uno dei luoghi più belli di tutta la Val d’Orcia: i famosi “cipressini” in cerchio immersi nel paesaggio che è Patrimonio Unesco: qui è installata l’opera ‘Germinazione’\, una scultura monumentale di sei metri d’altezza. \nOrario: tutti i giorni 8-20. \nHorti Leonini – Piazza della Libertà – San Quirico d’Orcia \nOrario: tutti i giorni 10.30-18. \nPalazzo Chigi Zondadari – Piazza Chigi\, 4A \nInfo: 0577.899711 – 0577.899724 – www.formenelverde.com \n\nFino al 15 novembre\nSYBILS\nLa Cripta del Duomo di Siena ospita gli scatti di Bill Armstrong\, fotografo d’arte di fama internazionale con sede a New York. Promossa dall’Opera della Metropolitana di Siena e organizzata da Opera Laboratori\, l’esposizione dell’artista americano reinterpreta uno dei capolavori assoluti del patrimonio artistico italiano – il Pavimento del Duomo di Siena – per trasformarlo in un’esperienza visiva radicalmente nuova. Il progetto\, che mette in dialogo uno dei più celebri cicli decorativi del Rinascimento italiano con la ricerca fotografica contemporanea\, si inserisce nel solco del lavoro dell’artista: le Sibille si presentano come immagini in transito\, attraversate da una tensione tra rivelazione e perdita. Le figure profetiche che abitano il marmo rinascimentale perdono qui ogni stabilità: si dissolvono\, si sdoppiano\, vibrano. La loro immagine\, sottratta alla nitidezza\, diventa visione. La sfocatura diventa così un dispositivo conoscitivo\, capace di restituire visivamente l’indeterminatezza del sapere oracolare. Armstrong non fotografa il passato: lo destabilizza. Il risultato è un cortocircuito potente: la solidità della pietra dialoga con la fragilità dell’immagine fotografica\, la permanenza con l’instabilità. \nOrario: tutti i giorni 10-19. \nCripta del Duomo – Piazza del Duomo – Siena \nInfo: 0577.286300 – booking@operalaboratori.com – www.operaduomo.siena.it \n\nFino al 10 gennaio 2027\nRitorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo\nL’arte del ‘300 e del ‘400 chiantigiano torna a splendere dopo 25 anni. Il Museo Archeologico del Chianti di Castellina mette in mostra\, dopo il restauro\, opere di origine fiorentina e chiantigiana per anni rimaste nei depositi.  Un percorso che porta alla luce opere che storicamente erano protagoniste delle chiese e nelle piazze di Castellina\, per poi trovare collocazione nei depositi della Pinacoteca di Siena\, dove sono rimaste per 25 anni. Stelle della mostra sono le tavole quattrocentesche di Bicci di Lorenzo (‘La Madonna col Bambino e i santi Biagio\, Caterina d’Alessandria\, Agnese e Agostino’ del XV secolo dalla Pieve di Sant’Agnese a Castellina)\, Cosimo Rosselli (‘La Madonna col Bambino e i Santi Giorgio e Francesco’ del 1495-1500\, dalla Chiesa di San Giorgio in Piazza a Castellina) e quella trecentesca di Niccolò di Pietro Gerini (‘La Crocifissione coi Dolenti e San Francesco’\, del 1390-1395\, già nella pieve di San Sigismondo a Gaiole in Chianti). La mostra\, al piano terreno della Rocca quattrocentesca\, è curata da Nicoletta Matteuzzi\, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza di Siena\, e Marco Firmati\, direttore del Museo Archeologico del Chianti di Castellina. \nOrario: tutti i giorni 10-18. \nMuseo Archeologico – Piazza del Comue\, 17 – Castellina in Chianti \nInfo: 0577.742090 – www.museoarcheologicochianti.it \n\nFino al 28 febbraio 2027\nL’altra galleria\nSono ’Acquisizioni e opere svelate dei Musei Civici di San Gimignano’ quelle messe in mostra a San Gimignano nel Complesso museale di Santa Chiara\, che raccoglie opere custodite nei depositi dei Musei Civici\, acquisizioni recenti\, donazioni\, opere restaurate\, documenti d’archivio e testimonianze artistiche pronte a raccontare un’identità culturale ampia e variegata della città delle torri. L’esposizione\, curata da Valerio Bartoloni\, è promossa dai Musei Civici di San Gimignano e da Opera Laboratori. L’allestimento riunisce quasi 90 esemplari tra bronzi\, maioliche\, dipinti\, disegni e grafiche\, databili tra la seconda metà del Quattrocento e la fine del Novecento. La maggior parte delle opere sono inedite e mai esposte al pubblico. Il percorso si articola in cinque sezioni ordinate secondo un criterio tematico e cronologico. La prima è dedicata ai bronzi e alle maioliche della Donazione Pacchiani (XV-XVII sec.)\, la seconda raccoglie opere del XVI-XVIII secolo frutto di religiosità e devozione popolare\, nella terza sono raccolti dipinti e disegni legati alla città e alla sua storia artistica\, con protagonisti come Niccolò Cannicci\, Raffaele De Grada\, Pietro Annigoni e Mino Maccari. La quarta sezione\, ‘Genius Loci’\, è dedicata agli artisti di San Gimignano dell’Ottocento e Novecento\, ancora da approfondire. Infine la sezione ‘Revival Contemporaneo’\, con opere donate dagli autori (fra cui Treccani) in occasione delle mostre temporanee del Comune. \nOrario: tutti i giorni 10-19.30\, dal 1° novembre tutti i giorni 11-17.30 \nComplesso museale di Santa Chiara – Via Folgore\, 11 – San Gimignano \nInfo: 0577.286300 – booking@operalaboratori.com
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