BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Eventi in Toscana By Toscana Tascabile - ECPv6.15.12.2//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-ORIGINAL-URL:https://www.eventiintoscana.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Eventi in Toscana By Toscana Tascabile
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20240331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20241027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20270328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20271031T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20280326T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20281029T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250101T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261231T235900
DTSTAMP:20260511T073612
CREATED:20230502T101749Z
LAST-MODIFIED:20260506T153426Z
UID:303603-1735689600-1798761540@www.eventiintoscana.it
SUMMARY:Le mostre d'arte ad Arezzo e provincia
DESCRIPTION:Fino al 24 maggio\nLa cartamoneta in Italia\n‘Dalle origini all’euro attraverso le banconote della collezione Intesa Sanpaolo’ è il sottotitolo di questa mostra ospitata nella Casa Museo dell’Antiquariato ‘Ivan Bruschi’ ad Arezzo. L’esposizione a cura di Franca Maria Vanni\, consulente della Sezione Numismatica della Fondazione Bruschi\, offre l’opportunità di scoprire come è nata e si è sviluppata la cartamoneta in Italia\, grazie a circa 370 esemplari della collezione Intesa Sanpaolo in comodato alla Fondazione Bruschi. Nella sala iniziale i biglietti delle Regie Finanze di Torino\, prima cartamoneta in circolazione nella penisola italiana\, con a seguire i biglietti delle banche in attività prima dell’Unità. Dalle banconote della Banca Nazionale nel Regno d’Italia\, che testimoniano la nascita dello Stato Italiano\, alla circolazione cartacea nel Meridione. Una sala è dedicata alla Banca d’Italia a partire dal 1896\, quando entrarono in circolazione le prime banconote con tale intestazione\, fino all’avvento dell’euro. Vengono illustrati nel percorso i metodi per la fabbricazione della filigrana\, che nel passato era l’unico accorgimento per contrastare le falsificazioni\, e si approfondiscono le ditte specializzate che stamparono le emissioni per le banche della penisola prima del 1876 quando la Banca Nazionale nel Regno d’Italia istituì un apposito ufficio. Disponibili percorsi didattici gratuiti dedicati alle scuole e alle famiglie e visite guidate. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-13 e 14-18. \nCasa Museo dell’Antiquariato ‘Ivan Bruschi’ – Corso Italia\, 14- Arezzo \nInfo: 0575.354126 – www.fondazioneivanbruschi.it \n\nFino al 2 giugno\nGian Paolo Barbieri. Un viaggio nello sguardo\nIl CIFA – Centro Italiano della Fotografia d’Autore presenta una grande mostra dedicata a un autore centrale nella storia della fotografia contemporanea realizzata in collaborazione con la Fondazione Gian Paolo Barbieri ETS. L’esposizione attraversa oltre cinquant’anni di carriera dell’autore e fa emergere la ricchezza di uno sguardo che ha saputo unire estetica\, cultura visiva e costruzione narrativa dell’immagine. Gian Paolo Barbieri (Milano\, 1935-2024) è stato tra i fotografi che più hanno definito il linguaggio visivo della moda italiana a partire dagli anni Sessanta. Cresciuto fra Milano\, Roma e Parigi\, le sue immagini realizzate per stilisti come Valentino\, Armani\, Versace\, Ferré e Albini\, hanno costruito un’estetica immediatamente riconoscibile\, fatta di rigore formale\, costruzione scenica e attenzione assoluta al dettaglio. La mostra è curata da Giovanna Calvenzi e Claudio Pastrone e propone un percorso che mette in evidenza l’ampiezza e la solidità della visione di Barbieri. L’itinerario espositivo segue i quattro grandi ambiti del suo lavoro – moda\, etnico\, erotico e still life – offrendo uno sguardo complessivo sulla ricchezza della sua produzione. Ne emerge una pratica capace di attraversare generi diversi mantenendo una forte identità espressiva. \nOrario: tutti i giorni 9.30-12.30 e 15.30-18.30\, domenica 10-13\, chiuso lunedì. \nCIFA – Centro Italiano della Fotografia d’Autore – Via delle Monache\, 2 – Bibbiena \nInfo: 0575.1653924 – segreteria@centrofotografia.org – www.fiaf.net \n\nFino al 7 giugno\nFrancisci Redi patricii arretini: la (ri)scoperta del genio\nArezzo celebra nella sua città di origine Francesco Redi\, il primo medico dei granduchi Medici\, nel quadricentenario dalla nascita\, con una mostra bibliografica di 70 opere a cura di Elisa Boffa\, organizzata dalla Fondazione Guido d’Arezzo. Nel panorama scientifico italiano ed europeo del Seicento\, l’aretino Francesco Redi (1626-1697) fu un protagonista di primo piano. Attraverso documenti\, manoscritti e volumi a stampa che raccontano non solo la sua produzione scientifica e letteraria\, ma anche le relazioni culturali e personali che egli intrattenne con l’élite intellettuale del suo tempo\, si mette in risalto la sua capacità di lasciare un segno duraturo nella storia della scienza\, della letteratura e della cultura europea: una figura centrale nella nascita della modernità scientifica. L’esposizione è articolata in nove sezioni tematiche: Francesco\, le ricordanze e la genealogia; La Libreria rediana; Il legame indissolubile con Arezzo; Dalle vipere in poi: le opere scientifiche; Sull’uso della parola: i vocabolari e gli accademici; Bacco e gli altri scritti letterari; Eruditi\, colleghi e allievi; La discendenza Redi; Dopo di lui: opere postume. Tra le sue scoperte scientifiche – nel solco della grande tradizione galileiana e dell’Accademia del Cimento – la scoperta che dalle carni non nasceva nessuna larva se un insetto non vi deponeva le sue uova. Tra le sue opere letterarie più celebri “Bacco in Toscana” (1685)\, in cui elogiava il vino della regione. \nOrario: tutti i giorni 10-18\, sabato e domenica 10-19\, chiuso martedì. \nGalleria Comunale d’Arte Contemporanea – Piazza S.Francesco\, 4 – Arezzo \nInfo: 0575.299255 – www.fondazioneguidodarezzo.com \n\nFino al 6 settembre\nLa Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata\nTorna nella sua città di provenienza la celebre statua bronzea della Minerva\, simbolo identitario di Arezzo\, giunta in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze. La mostra si inserisce nel programma nazionale ‘Semi di comunità – Piano Olivetti per la cultura’\, dedicato al coinvolgimento attivo delle comunità nei processi di valorizzazione del patrimonio culturale. La statua\, uno dei grandi bronzi dell’antichità\, fu ritrovata nel sottosuolo di Arezzo nel 1541\, durante lo scavo di un pozzo presso San Lorenzo\, e fu donata al duca Cosimo I de’ Medici\, che la tenne nel suo studio privato a Firenze\, città da cui non si è più mossa. La scultura è alta un metro e mezzo e raffigura la dea Atena/Minerva con chitone\, himation\, egida con testa di Medusa ed elmo corinzio. Gli studi più recenti la riconducono a un originale ellenistico\, databile ai primi decenni del III secolo a.C. (300–270 a.C. circa)\, forse prodotto in ambito italico o magnogreco. Nell’allestimento la Minerva è collocata nella sezione romana del Museo e ne viene raccontata la scoperta\, la fortuna collezionistica e la complessa storia conservativa. Si approfondiscono anche gli studi sulla Arezzo romana (Arretium) e si mostrano e resti della ‘domus’ aristocratica presso cui fu trovata: mosaici\, pavimenti in opus sectile\, decorazioni parietali\, bronzetti\, arredi e rilievi. \nOrario: lunedì\, martedì e mercoledì 9-14\, giovedì\, venerdì e sabato 9-19.30\, domenica 9-14\, fino a maggio la prima domenica del mese 9-19.30 a ingresso gratuito. \nMuseo Archeologico Nazionale ‘Gaio Cilnio Mecenate’ – Via Margaritone\, 10 – Arezzo \nInfo: 0575.20882 – drm-tos.archeoar@cultura.gov \n\nFino al 1 novembre\nAlberto Zorzi straordinario scultore orafo e il gioiello d’artista\nI gioielli d’artista di Alberto Zorzi (Padova\, 1958)\, maestro orafo di rilievo internazionale\, sono protagonisti di una mostra personale presso il Museo Orodautore di Arezzo\, un unicum dedicato al gioiello contemporaneo con 350 opere fra gioielli\, ornamenti e microsculture\, che\, dal 1970 è allestito nel Palazzo della Fraternità. L’allestimento è ospitato nei nuovi spazi espositivi del Salone del Torri e presenta un’antologica delle creazioni dell’artista veneto\, rinomato scultore dell’ornamento e del manufatto\, tra i più significativi dell’oreficeria italiana contemporanea. A cura di Giuliano Centrodi\, curatore scientifico del Museo Orodautore\, l’esposizione ci permette di ammirare le opere più recenti dell’artista\, con alcuni capolavori senza tempo della sua produzione. Tra questi\, la spilla in oro ‘La Città-Arezzo’ che fa parte del suo vasto repertorio di visioni di profili aerei della sky-line urbana\, ispirati al Trecento. L’opera è realizzata da elementi lamellari e tubolari con parti satinate\, smerigliate e lucidate. In mostra anche il collier presentato nel 2025 nella rassegna dedicata a Giorgio Vasari. Si ricordano poi le spille ‘Structura’\, in oro e tormaline\, e i gioielli ‘Scrittura’\, con superfici dalle lamine a basso rilievo che rimandano allo ‘stiacciato’ donatelliano. I recenti progetti ‘Pitagora’ e ‘Fellini’ offrono invece preziose sculture per la tavola e per l’uso quotidiano. \nOrario: venerdì\, sabato e domenica 11-19. \nMuseo Orodautore – Palazzo della Fraternita dei Laici – Via Vasari\, 3 – Arezzo \nInfo: 0575.377437 – www.fondazioneguidodarezzo.com \n\n9 maggio – 8 giugno\nPolvere di stelle\nIn occasione del centenario\, la UNOAERRE Industries SpA presenta una installazione immersiva realizzata dall’artista multidisciplinare Felice Limosani e ospitata negli spazi museali del Palazzo della Fraternita dei Laici di Arezzo. L’opera celebra i 100 anni dell’azienda unendo arte\, scienza e immaginazione\, una creazione ideale per raccontare l’oro non solo come materia preziosa o tradizione produttiva ma come elemento che ci collega alla storia dell’universo. L’evento immersivo prende avvio da una riflessione sull’origine cosmica dell’oro: la sua formazione è legata alla fusione di due stelle di neutroni\, un evento astrofisico di straordinaria energia osservato per la prima volta il 17 agosto 2017 grazie ai rivelatori LIGO e Virgo e a una rete internazionale di osservatori. In quel fenomeno – la cosiddetta kilonova – si generano elementi pesanti come l’oro\, aprendo una nuova comprensione dell’origine della materia. L’opera di Limosani si muove tra scienza\, astrazione e contemplazione. Dentro la sala le pareti di luce creano un ambiente immersivo. Scorrono immagini tra pittorico e astratto\, che avvolgono le superfici come un affresco contemporaneo. La colonna sonora dilata il tempo e apre l’ascolto. La voce narrante entra e scompare con il passo del sogno. Presentata anche una versione innovativa dell’opera in realtà virtuale\, sviluppata dall’artista come strumento di didattica esperienziale per le scuole e come supporto di terapia non farmacologica negli ospedali. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 10.30-18. \nPalazzo della Fraternita dei Laici – Piazza Grande – Arezzo \nInfo: 0575.24694 – 0575.26849 – www.fraternitadeilaici.it
URL:https://www.eventiintoscana.it/evento/mostre-ad-arezzo
CATEGORIES:arezzo,Mostra d'Arte,Mostre,Mostre d'Arte
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.eventiintoscana.it/wp-content/uploads/2022/11/AREZZO.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250102T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261231T235900
DTSTAMP:20260511T073612
CREATED:20241025T132350Z
LAST-MODIFIED:20260508T093233Z
UID:302804-1735776000-1798761540@www.eventiintoscana.it
SUMMARY:Le Mostre d'arte a Firenze e provincia
DESCRIPTION:Fino al 10 maggio\nBelle Époque. Tra eleganza e rivoluzione femminile\nLa Sala Oro del Teatro della Pergola accoglie 12 abiti\, unici e preziosi\, interamente realizzati a mano\, frutto di un intenso lavoro di ricerca storica e artigianale. Condotta a partire dal 2025 presso i laboratori sartoriali di Manifatture Digitali Cinema Prato con la collaborazione della Fondazione Teatro della Toscana e il suo Laboratorio d’Arte\, l’impresa ha coinvolto 150 partecipanti per 360 ore di lavoro. Il progetto curato da Elena Bianchini e Luigi Formicola mette in mostra quella trasformazione radicale che attraversò la moda all’inizio del Novecento. La rivoluzione coinvolse 3 aspetti: la struttura\, che dalla rigidità dei corsetti passò a un forma libera che seguiva il corpo anziché costringerlo; il gusto\, segnato dall’orientalismo\, dall’eco dei Ballets Russes e dall’amore per il gesto teatrale; infine le stoffe\, con le trasparenze dello chiffon\, le tensioni del taffetà e la densità del velluto. Alla base c’è la seta\, di cui è composto ognuno di questi tessuti\, fibra capace di dialogare con la luce. Ed ecco drappeggi fluidi\, linee verticali\, volumi morbidi e mobili che accompagnano il passo\, tessuti che scivolano\, avvolgono\, rivelano. Nel riflesso dorato di una stampa\, nella trasparenza di uno chiffon\, nel peso calibrato di una perla di vetro\, riaffiora l’idea di una donna finalmente libera di abitare il proprio corpo – e di esibirlo – con consapevolezza scenica\, nella grande rappresentazione della modernità. \nOrario: visibile in occasione di spettacoli\, concerti e visite guidate per i possessori del biglietto. \nTeatro della Pergola – Via della Pergola\, 12 – Firenze \nInfo: 055.0763333 – www.teatrodellatoscana.it \n\nFino all’11 maggio\nSpinello Aretino: il Trittico restaurato\nIl trittico di Spinello Aretino raffigurante la ‘Madonna col Bambino in trono e quattro angeli fra i santi Paolino vescovo\, Giovanni Battista\, Andrea\, Matteo’\, con i Profeti Geremia e Mosè nei tondi superiori\, è tornato a splendere nella Galleria dell’Accademia di Firenze dopo un importante intervento di restauro avviato nel novembre 2024 e appena concluso\, accompagnato da una completa campagna di indagini diagnostiche. All’interno dell’esposizione\, a cura di Elvira Altiero ed Eleonora Pucci\, un video racconta la storia conservativa del dipinto e le diverse fasi dell’intervento\, svolto sotto la direzione di Elvira Altiero ed Eleonora Pucci. Spinello di Luca\, noto come Spinello Aretino (1350-1410)\, fu tra i protagonisti della pittura toscana tardo medievale\, contribuendo al rinnovamento del linguaggio figurativo del suo tempo. Il trittico\, un dipinto su tavola a fondo oro\, firmato e datato 1391\, fu commissionato dal mercante lucchese Paolino di Simonino di Bonagiunta per l’oratorio di Sant’Andrea a Lucca: i santi raffigurati nei pannelli laterali rendono omaggio a Sant’Andrea\, titolare della chiesa\, e ai nomi del donatore e dei suoi fratelli. Fu realizzato da Spinello in un periodo di frequenti spostamenti dell’artista tra le città di Lucca\, Pisa e Firenze e costituisce un punto fermo per la ricostruzione della carriera del pittore. \nOrario: tutti i giorni 8.15-18.50\, chiuso lunedì. \nGalleria dell’Accademia – Via Ricasoli\, 58/60 – Firenze \nInfo: 055.0987100 – www.galleriaaccademiafirenze.it \n\nFino al 15 maggio\nLuci d’alta quota. Lettera di un amore di quarant’anni su pellicola\nUna personale dedicata al fotografo Zhang Chaoyin\, figura di riferimento della fotografia paesaggistica e documentaria contemporanea in Asia\, è ospite dell’Edificio B12 di Manifattura Tabacchi\, progetto di rigenerazione urbana dove architettura\, innovazione e cultura si incontrano. La mostra riunisce circa 60 opere realizzate da Chaoyin nel corso di quattro decenni di esplorazioni tra altopiani\, ghiacciai\, formazioni geologiche e comunità umane. Il percorso espositivo si sviluppa come un dialogo tra uomo e paesaggio\, tempo e memoria\, luce e materia\, offrendo al pubblico una riflessione sul tempo profondo e sulla fragilità degli ecosistemi d’alta quota. All’interno dell’esposizione sono presenti anche alcune opere di Zhang Yuxiao\, che introducono uno sguardo generazionale complementare\, ampliando la riflessione tra esperienza e contemporaneità. Padre e figlio\, il confronto tra le due pratiche restituisce la complessità del paesaggio himalayano come spazio fisico e simbolico. La mostra stabilisce così un ideale asse culturale tra le Alpi e l’Himalaya\, tra Europa e Asia. Realizzata in collaborazione con Aria Art Gallery e con il supporto di Manifattura Tabacchi\, l’esposizione è a cura di Guoyin Jiang e coordinata da Massimo Listri. \nIngresso libero. Orario: da martedì a venerdì 15-19.30\, sabato 12.30-19.30\, domenica e lunedì chiuso. \nManifattura Tabacchi – Spazio B12 – Via delle Cascine\, 35 – Firenze \nInfo: 055.0620103 – www.manifatturatabacchi.com \n\nFino al 15 maggio\nL’ultima Cena. Da Leonardo a Ghirlandaio a Cavallini\nNel cuore della città\, il Museo de’ Medici diretto da Samuele Lastrucci accoglie un nuovo e significativo capitolo nel dialogo tra arte e spiritualità\, ospitando nel refettorio dell’ex monastero di Santa Maria degli Angeli – che conserva l’Ultima Cena di Ridolfo Ghirlandaio – l’Ultima Cena in bronzo di Sauro Cavallini\, affiancata dal disegno preparatorio del 1979\, da materiali d’archivio e dal dipinto ‘Ecce Homo’. L’opera esposta è il più grande dei tre bozzetti conservati presso il Centro Studi Cavallini e rappresenta una tappa fondamentale di un progetto monumentale del maestro: una scultura di dimensioni imponenti\, attualmente in gesso e acciaio a grandezza naturale (14 x 6\,5 metri)\, realizzato tra il 1988 e il 1992\, e ancora oggi in attesa di finanziamento per la fusione in bronzo e la sua definitiva collocazione. L’esposizione rinnova il confronto tra epoche e linguaggi mettendo in relazione la misura rinascimentale di Ridolfo del Ghirlandaio e Leonardo da Vinci con la visione universale e profondamente contemporanea di Sauro Cavallini (La Spezia 1927 – Fiesole 2016). Per sottolineare tali relazioni sarà esposta una selezione di calcoragrafie cinquecentesche raffiguranti il cenacolo vinciano presenti in volumi della biblioteca del Museo de’ Medici. La mostra è a cura di Maria Anna Di Pede\, direttore del Centro Studi Sauro Cavallini. \nOrario: tutti i giorni 10-18. \nMuseo de’ Medici – Ex Monastero degli Angeli – Via degli Alfani\, 39 – Firenze \nInfo: 055.7098284 – museodemedici@gmail.com \n\nFino al 17 maggio\nBau Bau Baby\nNel vivo del quartiere di Sant’Ambrogio a Firenze è aperto da marzo il locale Bagasseria\, nuovo studio d’arte e spazio espositivo del pittore fiorentino Samuele Alfani (classe 1985)\, un ‘atelier d’arte’ interattivo e accessibile a tutti. Già dal nome\, che in catalano significa ‘casa di prostituzione’\, il luogo si manifesta come una sfida e intende recuperare un approccio del fare e del fruire dell’arte che non sia filtrato o asincrono\, bensì diretto e contemporaneo. Per inaugurare lo spazio è stata scelta la mostra ‘Bau Bau Baby’\, dedicata al cane Aurora conosciuta da tutti come Pippi\, che gli amici artisti intendono ricordare con un saluto a quattro mesi esatti dalla scomparsa. L’esposizione è a cura di Luigi Presicce e Anna Capolupo\, con testi di Francesco Lauretta e Anna Capolupo. L’allestimento\, che elenca bel 33 artisti\, non vuole essere semplicemente una mostra\, ma un primo esempio della convivenza tra pratica individuale e apertura collettiva\, capace di connettere artisti e pubblico \nIngresso libero. Orario: solo su appuntamento. \nBagasseria – Via dell’Agnolo\, 25/r – Firenze \nInfo: bagasseria@gmail.com \n\nFino al 17 maggio\nIn Verso. Frammenti narrativi\nIl tempo\, il sacro e l’identità sono le tre direttrici lungo cui si sviluppa la nuova mostra di Oliviero Rainaldi\, organizzata da Exponent nelle sale storiche del Palazzo Pretorio di Certaldo per cura di Beatrice Audrito e Davide Sarchioni. Il progetto riunisce oltre trenta opere tra lavori storici e recenti – alcuni inediti – offrendo uno spaccato significativo di una ricerca capace di far convivere classicismo e modernità in un linguaggio essenziale e riconoscibile. Tra gli artisti della sua generazione che più hanno indagato il tema del sacro\, il pescarese Rainaldi (classe 1956) rielabora i repertori iconografici della tradizione in una visione contemporanea: le immagini vengono sottratte alla narrazione per tornare a una dimensione primaria\, quasi originaria. Nel continuo passaggio tra pittura e scultura\, pieno e vuoto\, corpo e ombra\, il sacro non è mai didascalico ma profondamente umano\, attraversato da fragilità e attesa. Le iconografie cristiane\, private della loro funzione narrativa\, diventano presenze simboliche essenziali. In questo contesto si innesta anche il tema dell’identità\, intesa come processo. Le figure di Rainaldi non affermano ma interrogano\, come nei lavori più recenti dove la forma si frammenta e si apre\, mettendo in discussione l’idea di compiutezza. L’opera diventa così traccia\, passaggio e luogo di trasformazione. \nOrario: dal lunedì al venerdì 10-13 e 14.30-16.30\, sabato e domenica (10-13 e 14.30-17.30); dall’1 aprile tutti i giorni 10-13 e 14.30-19\, chiuso il martedì. \nPalazzo Pretorio – Piazzetta del Vicariato\, 4 – Certaldo \nInfo: 0571.661219 – www.comune.certaldo.fi.it – www.visitcertaldo.com \n\nFino al 24 maggio\nAltissimu\, onnipotente\, bon Signore\n‘Il Cantico delle Creature e il fiore della mistica francescana. Omaggio a San Francesco d’Assisi | 1226 – 2026’ è il titolo completo della mostra che vede raccolte nella suggestiva sala della Pinacoteca di Pontormo della Certosa di Firenze le opere di Serena Nono e Nicola Golea ispirate alla composizione poetica del Poverello di Assisi. A 800 anni di distanza\, “Il cantico delle creature” di Francesco d’Assisi è ancora fonte di ispirazione ma l’esposizione vuole essere anche un omaggio alla presenza di San Francesco a Firenze\, documentata almeno quattro volte fra il 1211 e il 1221. Di fatto\, l’originalità di questa mostra è nel comprendere quelle grandi mistiche\, Caterina da Siena\, Brigida di Svezia\, Margherita da Cortona\, Angela da Foligno\, Chiara d’Assisi e la vibrante voce di Simone Weil\, che sulla scia di Francesco sembrano aprire quella sapienza\, tesa verso Dio\, che manca al nostro tempo. Serena Nono e Nicola Golea dipingono ritratti\, figure\, paesaggi. Serena dipinge soprattutto figure e ritratti\, talvolta con un senso mistico\, e si è occupata molto di arte sacra. Ha dipinto paesaggi soprattutto lagunari\, veneziani. Nicola nei suoi paesaggi esprime la meraviglia per la grandiosità della natura\, nei suoi ritratti invece riesce ad esprimere l’interiorità delle persone ritratte e i segni che la vita imprime sui volti. \nIngresso gratuito. Orario: dal martedì al sabato 10-12 e 15-18\, domenica 15-18. \nCertosa di Firenze – Via della Certosa\, 1 – loc. Galluzzo – Firenze \nInfo: 055 2047729 – www.certosadifirenze.it \n\nFino al 29 maggio\nMARIO CEROLI. Mito e materia\nNella sede fiorentina del Lungarno\, Tornabuoni Arte presenta la prima antologica dedicata al maestro Mario Ceroli (Castel Frentano – Chieti\, 1979) allestita in Italia dalla galleria. L’esposizione ripercorre le tappe principali della carriera di Ceroli\, protagonista della scena artistica romana\, dagli anni Sessanta al 2000\, artista poliedrico che ha superato i confini tradizionali dell’opera d’arte\, esplorando l’interazione tra scultura\, pittura\, architettura e teatro. La mostra riunisce quaranta opere – tra sculture e installazioni\, insieme alle classiche ‘silhouettes’ in legno\, materiale prediletto dall’artista – significative del suo percorso\, caratterizzato da una grande libertà immaginativa e dalla sua ricerca creativa. Realizzate tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta\, si trovano qui una serie di opere in tavolato ligneo (pino di Russia)\, con protagonisti gli eroi del mito greco e i guerrieri\, in particolare i cicli ispirati ai celebri Bronzi di Riace. Nel percorso espositivo figura anche ‘Eleusi’ (1979)\, immagine di forte suggestione che evoca i Grandi Misteri Eleusini\, e ‘Gloria eterna ai caduti per la pittura’ (1972)\, che elenca ironicamente i nomi di critici d’arte\, collezionisti e mercanti. Più recenti ‘Le talebane’ (2022)\, due sculture in legno di grande forza evocativa originate da suggestioni di cronaca politica. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 9-13 e 15-19\, chiuso sabato e domenica. \nTornabuoni Arte – Lungarno Benvenuto Cellini\, 3 – Firenze \nInfo: 055.6812697 – www.tornabuoniarte.com \n\nFino al 30 maggio\nFarsi forma. Il restauro di cinque vasi etruschi del Museo Guarnacci di Volterra\nPer la rassegna ‘Caring for Art. Restauri in mostra’\, promossa dall’Opificio delle Pietre Dure per far conoscere il lavoro degli 11 settori di restauro dell’Istituto fiorentino\, ecco la presentazione del restauro – appena concluso – di cinque vasi etruschi del Museo archeologico ‘Mario Guarnacci’ di Volterra. Tutti gli oggetti esposti provengono dalle necropoli ellenistiche di Volterra e sono ascrivibili a due diverse produzioni etrusche del IV-III sec. a.C.: la ceramica a vernice nera appartenente al ‘Gruppo di Malacena’ e la ceramica etrusca a figure rosse. La prima classe è rappresentata da due magnifici crateri a calice di particolare pregio per la vernice nero-bluastra lucente e per le raffinate decorazioni plastiche. Tra i vasi a figure rosse sono stati selezionati una interessante ‘kylix’ attribuita al ‘Maestro dei Tondi’\, la cui produzione – inizialmente ritenuta chiusina – è oggi dagli studiosi più convintamente assegnata ad ambito volterrano\, una ’kelebeì (tipica forma etrusca) del ‘Gruppo Volaterrae’ ed una ‘oinochoe’ la cui decorazione figurata mostra chiaramente influssi dalle coeve produzioni campane. Il restauro è stato iniziato dalle studentesse della Scuola di Alta Formazione dell’OPD e l’intervento è stato ultimato dalle restauratrici del Settore materiali ceramici\, plastici e vitrei con il restauro completo dei vasi\, le integrazioni plastiche e il ritocco pittorico. \nOrario: dal lunedì al sabato 8.15-14\, chiuso domenica. \nMuseo dell’Opificio delle Pietre Dure – Via degli Alfani\, 78 – Firenze \nInfo: 055.2651323 – www.opificiodellepietredure.cultura.gov.it \n\nFino al 30 maggio\nABISSI\nCrumb Gallery presenta una personale di Arianna Fioratti Loreto\, nata a New York e  laureata ad Harvard\, artista che dopo aver iniziato a disegnare tessuti per importanti aziende di New York e aver avviato un’attività di designer di mobili per l’infanzia\, ha affinato l’antica tecnica del disegno a inchiostro su carta a tema zoologico esponendo a New York\, Berlino\, Londra e alla Specola di Firenze. In mostra una serie di opere a china su carta che danno vita a un universo animale trasformato in visione. Al centro di questo progetto\, troviamo pesci e creature marine sottoposte a un processo di metamorfosi. Il metodo minuzioso su superfici\, texture e dettagli porta le forme a perdere la loro immediatezza naturalistica\, aprendo a una dimensione ambigua\, sospesa\, fino ad assumere una qualità fantastica. In questo contesto\, l’interesse per il mondo animale si intreccia con suggestioni provenienti dai bestiari medievali e da un immaginario scientifico rielaborato. Le opere nascono da una pratica lenta e rigorosa: i grandi campi neri\, ad esempio\, sono costruiti interamente a mano\, attraverso una fitta stratificazione di segni da cui emergono le figure in bianco. Il tratto si configura così come un processo di accumulo e immersione\, in cui il tempo – a volte anche 11 mesi per la realizzazione di un grande disegno – è elemento costitutivo dell’immagine. \nIngresso libero. Orario: giovedì\, venerdì e sabato 16-19 o su appuntamento. \nCrumb Gallery – Via San Gallo\, 191/r – Firenze \nInfo: 347.3681894 – www.crumbgallery.com \n\nFino al 31 maggio\nNelle foreste di Borneo. Viaggio di Odoardo Beccari nelle terre del Ragià Bianco\nAl Museo La Specola (Aula Multifunzionale\, piano terra) una esposizione curata da Lorenzo Cecchi\, Anna Donatelli\, Stefano Di Natale e Chiara Nepi\, celebra la figura di Odoardo Beccari (1843-1920)\, naturalista fiorentino e figura di spicco della cultura scientifica italiana. Nel 160° anniversario del suo primo viaggio in Borneo\, il Museo di Storia Naturale di Firenze\, che custodisce i lasciti più preziosi del suo lavoro\, rende omaggio a Beccari con una mostra dedicata alla sua impresa\, iniziata quando aveva solo 22 anni. In tre anni il ricercatore percorse in lungo e in largo la giungla del Sarawak registrando dati\, raccogliendo migliaia di reperti scientifici ed entrando in profondo contatto con la natura e con le comunità indigene di questi luoghi inesplorati. Reperti originali\, fotografie inedite e immagini spettacolari del Borneo contemporaneo guidano il visitatore in un viaggio tra scienza\, avventura e memoria\, sulle tracce di un giovane esploratore che seppe trasformare la curiosità in conoscenza e che oggi ci ricorda la straordinaria ricchezza di quelle foreste ma anche la loro estrema fragilità. La mostra rientra nel calendario di eventi per i 250 anni del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze. \nOrario: tutti i giorni 9-17\, chiuso lunedì. \nMuseo di Storia Naturale – La Specola – Via Romana\, 17 – Firenze \nInfo: 055.2756444 – www.sma.unifi.it \n\nFino al 7 giugno \nToulouse-Lautrec. Un viaggio nella Parigi della Belle Époque\nUn viaggio nel cuore del Museo degli Innocenti\, per immergersi nella Parigi di fine ‘800 con il genio di Toulouse-Lautrec (1864-1901)\, tra le figure più significative dell’arte del tardo Ottocento: uno dei maggiori post-impressionisti e il primo artista pubblicitario. Oltre 170 opere dell’artista francese\, provenienti da Amburgo e da Alby\, saranno affiancate da arredi\, manufatti e materiali d’epoca\, opere di altri grandi artisti coevi e molto altro\, per un vero e proprio viaggio nel tempo\, nel cuore di Montmartre fin de siècle\, tra i colori accesi dei manifesti e l’atmosfera frenetica dei caffè-concerto. Un invito a perdersi nella magia notturna di Parigi\, tra ballerine\, poeti e sognatori. Con il patrocinio del Comune di Firenze\, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia ancora una volta al fianco del Museo degli Innocenti\, in collaborazione con Cristoforo\, l’Ernst Barlach Museumsgesellschaft Hamburg e BridgeconsultingPro\, è curata dal Dr. Jürgen Doppelstein e vede Gabriele Accornero come project manager della Collezione. \nOrario: tutti i giorni 9.30-19. \nIstituto degli Innocenti – Piazza della SS.Annunziata\, 12 – Firenze \nInfo: 055.20371 – www.museodeglinnocenti.it \n\nFino al 14 giugno\nIcone di potere e bellezza\nIl Museo Archeologico di Firenze ospita una mostra che analizza lo sviluppo storico dell’uso delle immagini per la celebrazione\, la conservazione e la trasmissione del potere imperiale. L’esposizione\, curata da Daniele Federico Maras e Barbara Arbeid\, rispettivamente direttore e curatrice del Museo fiorentino\, presenta 20 oggetti antichi di forte valore simbolico provenienti dalle raccolte medicee\, riuniti attorno a quattro teste di bronzo dorato a grandezza naturale: tre ritratti imperiali provenienti dal Museo di Santa Giulia a Brescia\, gestito dalla Fondazione Brescia Musei\, e una testa di Venere dalle antiche collezioni granducali. In particolare\, si potranno ammirare medaglioni e monete (aurei\, sesterzi\, denari\, assi) che veicolavano il ritratto imperiale come simbolo e garanzia della continuità del potere\, ma anche gemme\, anelli e collane d’oro\, destinati a un uso ‘privato’\, ma non meno ricco di significato simbolico\, e una splendida testa d’aquila a grandezza naturale\, simbolo della maestà di Giove. Il percorso espositivo prende in esame il periodo tra la fine del II secolo d.C. e il III secolo d.C. quando la crisi delle successioni e della gestione stessa dell’Impero rese evidente la necessità di un ripensamento della comunicazione. La rassegna s’inserisce nel quadro di una collaborazione con la Fondazione Brescia Musei. \nOrario: lunedì\, martedì\, mercoledì\, venerdì\, sabato\, prima domenica del mese e festivi: 8.30-14\, giovedì 13.30-19. \nMuseo Archeologico Nazionale – Via della Colonna\, 38 – Firenze  \nInfo: 055.23575 – 055.294883 – museitoscana.cultura.gov.it \n\nFino al 14 giugno\nAstra Codex\nL’Istituto de’ Bardi di Firenze prosegue il proprio percorso dedicato alle eccellenze del ‘saper fare’ ospitando una mostra dell’artista tessile Daniele Davitti (Firenze\, 1986)\, diplomato al Polimoda: un allestimento che unisce naturalmente maestria tecnica\, immaginazione e memoria storica. L’esposizione\, a cura di Lavinia Pini\, si presenta come un affascinante compendio astrologico: dodici pannelli dedicati ai segni zodiacali\, che non vengono rappresentati attraverso i loro simboli tradizionali\, ma reinterpretati a partire da opere d’arte e dettagli architettonici presenti a Firenze\, trasformati in figure antropomorfe di straordinaria forza visiva. Ciascun pannello è interamente ricamato a mano con fili bianchi e dorati su tessuti d’epoca tinti in rosa antico dalle artigiane Valentina e Laura Fiorini del laboratorio Ratafià. Perle di fiume\, micro perle di vetro e cristalli esaltano la ricchezza dei dettagli. Davitti combina i punti caratteristici del suo stile – punto pieno\, raso\, cordoncino\, nodi francesi – in composizioni minuziose che trasformano il tessuto in un vero medium narrativo e sensoriale. Oltre ai dodici pannelli\, il percorso espositivo dedica una sala al processo creativo: una selezione di disegni preparatori di Davitti permette di seguire l’evoluzione delle figure dall’idea al ricamo\, mentre un video del making-of diretto da Lapo Quagli documenta il lavoro dell’artista e le tecniche impiegate nella realizzazione delle opere. \nOrario: su appuntamento. \nIstituto de’ Bardi – Palazzo Capponi – Via de’ Michelozzi\, 2 – Firenze \nInfo: 055.0736028 – www.istitutodebardi.org \n\nFino al 20 giugno\nGrappoli di EnoArte®\nIl Museo ‘Giuliano Ghelli’ di San Casciano V.P.\, allestito dal 1989 all’interno della chiesa di Santa Maria del Gesù\, ospita la mostra della pittrice Elisabetta Rogai\, un allestimento che segna la prima personale dell’artista nel museo sancascianese e presenta circa 40 opere\, molte delle quali inedite\, allestite nella sezione di arte contemporanea dedicata a Giuliano Ghelli. Elemento distintivo del lavoro della fiorentina Rogai è l’utilizzo del vino come materia pittorica\, una tecnica originale che l’ha resa famosa in tutto in mondo e che unisce arte e territorio\, valorizzando uno dei simboli più rappresentativi del Chianti. Le opere raccontano un percorso artistico e personale in cui la tradizione vitivinicola si intreccia con la ricerca espressiva contemporanea. La formula segreta e innovativa con cui Rogai tratta il vino (registrata ufficialmente nel 2011) lo rende in grado di aderire ai supporti più vari: dalle normali tele al tessuto denim e alle lastre di marmo\, suo ultimo e innovativo esperimento – presente anche in questa mostra – che tanto successo ha avuto la scorsa estate nella mostra a Forte dei Marmi. Il vino assume colori con tonalità diverse a seconda delle caratteristiche dei vini e dei tipi di vitigni utilizzati e nelle opere viene anche mescolato a colori a olio. Celebre per le performances in cui dipinge dal vivo\, l’artista è stata anche ospite al recente Vinitaly di Verona. \nOrario: lunedì 9-13\, martedì\, giovedì e venerdì 15-19\, sabato e domenica 10-13 e 16-19\, chiuso mercoledì. \nMuseo ‘Giuliano Ghelli’ – Via Roma\, 37 – San Casciano Val di Pesa \nInfo: 055.8256385 – www.chiantivaldarno.it/museo-ghelli-san-casciano \n\nFino al 21 giugno\nALFREDO PIRRI | Quello che avanza\nSi inaugura con la performance site – specific di Alfredo Pirri il nuovo spazio Polytropon Arts Centre a San Francisco di Pelago (Pontassieve)\, situato in un ex complesso industriale lungo il fiume Sieve. L’opera dell’artista cosentino (classe 1957) abita gli spazi del centro con un intervento architettonico e poetico creato per questa occasione e prende forma come ‘residuo attivo’\, ovvero ciò che rimane dopo un processo ma che\, proprio per questo\, continua a generare senso. L’installazione si compone di una serie di cianotipie\, tecnica storicamente legata alla registrazione della luce che Pirri utilizza come strumento di riflessione sulla conservazione e l’alterazione dell’immagine. Il suo blu intenso trattiene lo sguardo e lo cattura. È il colore di una memoria che ha rinunciato alla forma compiuta per farsi traccia e impronta. Dei 144 fogli realizzati da Pirri\, 130 documentano fasi di lavorazione e materiali residui\, mentre 14 sono ottenuti tramite l’impressione diretta di piume esposte ai raggi UV. Le immagini oscillano tra riconoscibilità e asrazione\, evocando forme vegetali. In dialogo ideale con le cianotipie sono le opere della serie ‘ARIE’ realizzate con piume\, pigmenti\, plexiglas e cristallo: fotogrammi immobili di un movimento invisibile \nIngresso gratuito. Orario: da giovedì a domenica 12-20\, altri giorni su appuntamento. \nPolytropon Arts Centre – Via del Molino\, 21 – loc. San Francesco – Pelago \nInfo: valeria@polytropon-arts.org – www.polytropon-arts.org \n\nFino al 21 giugno\nPost Fata Resurgam\n‘I restauri dell’Archivio storico di Scarperia’ – come dice il sottotitolo –  sono al centro di questa mostra curata dalla Biblioteca Comunale e della Pro Loco di Scarperia nelle sale del Palazzo dei Vicari. Da oltre 500 anni a Scarperia è sempre stato presente un rappresentante dello Stato che tra i suoi compiti aveva quello di ordinare e conservare le scritture pubbliche: grazie all’infinita catena di notai\, cancelliere e funzionari l’Archivio del Vicariato del Mugello è giunto fino ai giorni nostri. Ma anche se nel suo complesso l’Archivio gode di buona salute\, in tutti questi secoli ci sono stati documenti\, singoli pezzi\, che non hanno superato la prova del tempo\, rimanendo danneggiati\, a volte al punto tale da non poter più essere consultati per evitare ulteriori danni. Da molti anni però\, e con impegno costante\, è stato portato avanti un importante lavoro di recupero attraverso il restauro dei documenti malmessi\, restituendo alla popolazione il proprio patrimonio culturale. Un’operazione complessa\, frutto degli approfonditi studi sviluppati dopo l’Alluvione del 1966 e ancora in evoluzione\, che uniscono il mondo umanistico a quello scientifico. La mostra è un percorso nel dietro le quinte del lavoro archivistico per guardare alle carte con un occhio diverso\, quello che si occupa di tutela\, conservazione e tradizione nel futuro. \nIngresso libero. Orario: lunedì\, giovedì\, venerdì\, sabato\, domenica e festivi 10-13 e 14.30-18.30\, chiuso martedì e mercoledì. \nPalazzo dei Vicari – Piazza dei Vicari – Scarperia \nInfo: 055.8468165 – 353.4364738 – www.prolocoscarperia.it \n\nFino al 24 luglio\nRaccontare il mondo. Donne\, letteratura e infanzia al Vieusseux\nPer celebrare i centocinquanta anni dalla nascita di Laura Orvieto (Milano\, 7 marzo 1876 – Firenze\, 9 maggio 1953) scrittrice di alcuni testi cardine della letteratura per ragazzi\, e per sottolineare la centralità di una produzione letteraria troppo spesso relegata a ‘sottocategoria’\, il Gabinetto Vieusseux presenta\, presso l’Archivio Contemporaneo ‘Alessandro Bonsanti’\, una mostra a cura di Elisa Martini e Benedetta Gallerini. Al centro la figura di Laura Orvieto\, autrice di libri celeberrimi come “Storie della storia del mondo” e “Leo e Lia”\, ma accanto a lei riemergono nomi di scrittrici che\, con le loro storie e racconti\, hanno ‘fatto gli italiani’. Laura Orvieto\, le donne e la letteratura per l’infanzia: autrici complesse che segnano un’epoca con le loro opere ricche di magia\, illustrazioni e colori\, ma non per questo sorelle minori di quelle destinate agli adulti. Non è un caso che questi testi siano costellati da bellissime illustrazioni\, come ad esempio quelle di Ezio Anichini che ha illustrato quasi la totalità dei libri di Laura Orvieto o quelle di Duilio Cambellotti o Aleardo Terzi per i libri di Térésah. Questa mostra è un’occasione unica per scoprire e ri-scoprire il fantastico e il meraviglioso di questa letteratura dimenticata. L’Archivio contemporaneo del Vieusseux in Palazzo Corsini Suarez\, possiede un vasto Fondo della famiglia Orvieto\, che include la ricostruzione di tre stanze dell’appartamento in cui era custodita la biblioteca di Adolfo Orvieto. \nOrario: lunedì\, martedì e venerdì 9-13\, mercoledì e giovedì 9-17.30\, chiuso sabato e domenica. \nArchivio contemporaneo ‘Alessandro Bonsanti’ – Via Maggio\, 42 – Firenze \nInfo: 055.290131 – www.vieusseux.it \n\nFino al 2 agosto\nThere Are Other Fish In The Sea\nLa Fondazione Palazzo Strozzi e la Fondazione Hillary Merkus Recordati presentano una nuova installazione site-specific per il Cortile di Palazzo Strozzi realizzata da SUPERFLEX\, collettivo danese riconosciuto a livello internazionale per opere e progetti che ripensano il ruolo dell’arte in relazione a dinamiche sociali\, economiche e ambientali del nostro tempo. L’installazione è prodotta in collaborazione con Kunsthal Spritten (Aalborg\, Danimarca)\, che ospiterà l’opera in una versione rinnovata in occasione della sua inaugurazione nel 2027. A cura di Arturo Galansino\, direttore della Fondazione Strozzi\, l’installazione instaura un dialogo suggestivo e inatteso con l’architettura rinascimentale del Cortile. Prefigurando un futuro in cui l’innalzamento del livello dei mari altererà irreversibilmente la vita dell’uomo\, ‘There Are Other Fish In The Sea’ (‘Ci sono altri pesci nel mare’) propone un progetto di ”architettura interspecie” che invita i visitatori a immaginare nuove modalità di coesistenza tra esseri umani e non umani. Nel sessantesimo anniversario della devastante alluvione del 1966 a Firenze\, il Cortile diventa il punto di partenza per promuovere un cambiamento di prospettiva nel nostro rapporto con l’ambiente\, mettendo in discussione la tradizionale centralità attribuita all’essere umano. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 10-20\, giovedì fino alle 23. \nPalazzo Strozzi – Piazza Strozzi- Firenze \nInfo: 055.2645155 – www.palazzostrozzi.org \n\nFino al 23 agosto\nRothko a Firenze\nLa Fondazione Palazzo Strozzi presenta una delle più grandi mostre mai dedicate in Italia a Mark Rothko (Lettonia 1903 – New York\, 1970)\, indiscusso maestro dell’arte moderna americana. A cura di Christopher Rothko ed Elena Geuna\, l’evento è un progetto concepito appositamente per Palazzo Strozzi ed esplora come Rothko traduca in pittura la tensione tra misura classica e libertà espressiva\, dando vita attraverso il colore a una nuova percezione dello spazio che oltrepassa la bidimensionalità della tela. In mostra oltre 70 opere provenienti da prestigiose collezioni private e da musei come il MoMA e il Metropolitan di New York\, la Tate di Londra\, il Centre Pompidou di Parigi e la National Gallery di Washington. Il percorso espositivo è cronologico e ripercorre l’intera carriera di Rothko: dagli anni ’30 e ’40\, caratterizzati da opere figurative e in dialogo con i linguaggi dell’Espressionismo e del Surrealismo\, fino agli anni ’50 e ’60\, che si distinguono per le celebri tele astratte create attraverso ampie campiture cromatiche capaci di coinvolgere lo spettatore attraverso un vocabolario intriso di spiritualità e poesia. Da Palazzo Strozzi il progetto si estende coinvolgendo due luoghi particolarmente cari all’artista: il Museo di San Marco\, con opere in dialogo con gli affreschi di Beato Angelico\, e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana progettato da Michelangelo. \nOrario: tutti i giorni 10-20\, giovedì 10-23. \nPalazzo Strozzi – Piazza Strozzi – Firenze \nInfo: 055.2645155 – www.palazzostrozzi.org\n \n\nFino al 25 agosto\nFirenze Déco. Atmosfere degli anni Venti\nPalazzo Medici Riccardi ospita una mostra che restituisce al grande pubblico il ruolo centrale della città nella diffusione dell’Art Déco in Italia ed Europa. Promossa da Città Metropolitana di Firenze e organizzata da Fondazione MUS.E\, l’esposizione – a cura di Lucia Mannini – racconta un decennio di straordinario fermento creativo\, in cui Firenze si afferma come laboratorio raffinato di arti applicate\, moda\, design\, teatro e arti decorative. Ceramiche\, vetri\, arredi\, gioielli\, tessuti\, abiti\, manifesti e costumi di scena ricostruiscono il clima culturale degli anni Venti\, mettendo in dialogo artisti e manifatture che seppero rinnovare la tradizione con uno sguardo aperto alle avanguardie e al gusto internazionale.\nDal contributo di Gio Ponti per Richard-Ginori alle opere di Galileo Chini\, da Thayaht ai gioielli ricercati dall’alta società internazionale fino alle magnifiche sete apprezzate da D’Annunzio e agli accattivanti manifesti pubblicitari: il percorso espositivo propone una lettura ampia e non localistica del Déco fiorentino\, evidenziandone la rilevanza nazionale e internazionale. Un viaggio immersivo nelle atmosfere di un’epoca che ha segnato in modo duraturo l’identità moderna della città. \nOrario: tutti i giorni 9-19\, chiuso mercoledì. \nPalazzo Medici Riccardi – Via Cavour\, 3 – Firenze \nInfo: 055.2760552 – www.palazzomediciriccardi.it \n\nFino al 13 settembre\nBaselitz. AVANTI!\nIl Museo Novecento di Firenze presenta una grande mostra dedicata a uno dei protagonisti dell’arte contemporanea\, curata da Sergio Risaliti e realizzata in collaborazione con lo studio dell’artista\, un progetto espositivo di ampio respiro che mette al centro una dimensione fondamentale e spesso meno esplorata della pratica di Georg Baselitz: l’incisione. Distribuita sui tre piani del museo\, la mostra riunisce circa 170 opere\, tra stampe\, dipinti e sculture\, restituendo la complessità e la radicalità di una ricerca che attraversa oltre sessant’anni di lavoro\, la varietà dei temi affrontati e la sua idea di arte come rasformazione e gesto sovversivo\, lontano da ogni forma di armonia rassicurante. Nato nel 1938 in Germania come Hans-Georg Kern e cresciuto tra le rovine della Seconda guerra mondiale\, Baselitz fa della distruzione una matrice fondante della propria opera. Celebre il suo rovesciamento delle immagini\, atto simbolico e concettuale che destabilizza la visione. La mostra mette inoltre in luce il legame profondo tra l’artista e Firenze: borsista di Villa Romana nel 1965\, Baselitz entra in contatto con l’arte anticlassica ed espressionista del Cinquecento italiano\, in particolare con Rosso Fiorentino\, Domenico Beccafumi e Jacopo da Pontormo\, riuscendo così a demolire la tradizione figurativa per rigenerarla dalle sue stesse ceneri. \nOrario: tutti i giorni 11-20\, chiuso giovedì. \nMuseo Novecento – Piazza Santa Maria Novella\, 10 – Firenze \nInfo: 055.286132 – www.museonovecento.it \n\nFino al 20 settembre\nCento opere dalla Raccolta Alberto Della Ragione. Da Morandi a Vedova\nUna mostra realizzata dal Museo Novecento di Firenze in collaborazione con CAMBIO Centro Culturale di Castelfiorentino e dedicata alla collezione dei musei civici fiorentini. Cento opere per attraversare uno dei momenti più complessi e fertili dell’arte italiana del Novecento\, seguendo lo sguardo appassionato e indipendente di Alberto Della Ragione\, che questa collezione mise insieme a partire dal 1931 dopo una visita alla Quadriennale di Roma\, orientando le sue scelte prima verso gli artisti più riconosciuti e poi\, con sempre maggiore decisione\, verso figure meno allineate\, spesso trascurate dal sistema ufficiale del Regime. Nasce così una raccolta coerente e insieme sorprendente\, premiata già nel 1941 e capace ancora oggi di restituire la complessità di una stagione attraversata da tensioni\, ritorni alla tradizione e spinte sperimentali: una collezione che Della Ragione donò nel 1970 al Comune di Firenze e che poi ha trovato casa al Museo Novecento. Il progetto espositivo\, curato da Sergio Risaliti e Eva Francioli\, seleziona temi e immagini e ricostruisce\, attraverso 100 opere\, molte delle quali non visibili da tempo\, un paesaggio culturale stratificato\, dominato da una prevalenza del linguaggio figurativo ma aperto a incursioni sperimentali dove brillano i nomi di Morandi\, Marino Marini\, Mario Sironi\, Guttuso… fino a Emilio Vedova e Giorgio de Chirico. \nOrario: tutti i giorni 10-13 e 16-19\, chiuso lunedì. \nCAMBIO Centro Culturale – Via Giacomo Matteotti – Castelfiorentino basso \nInfo: 0571.1657080 – www.cambiocentroculturale.it \n\nFino al 30 settembre\nMichelangelo verso il mito. Dal restauro nuova luce su Tiberio Titi\nLa Fondazione Casa Buonarroti presenta un’esposizione curata da Cristina Acidini (presidente della Fondazione) e Alessandro Cecchi (direttore) che riporta al centro dell’attenzione uno dei dipinti più significativi della Galleria buonarrotiana\, al primo piano del palazzo\, dopo un importante restauro. Si tratta della ‘Collocazione del busto di Michelangelo sulla tomba di Santa Croce’ (1618-1620) del pittore fiorentino Tiberio Titi (1573-1627)\, che fa parte della decorazione del soffitto della Galleria e del programma celebrativo ideato da Michelangelo Buonarroti il Giovane per onorare il grande antenato. Il dipinto raffigura la collocazione del busto marmoreo di Michelangelo sulla sua sepoltura nella Basilica di Santa Croce\, avvenuta nel 1574. Il restauro – sostenuto dai Friends of Florence\, attraverso il dono di Donna Malin e realizzato dai restauratori Elizabeth Wicks e Lorenzo Conti – ha restituito al dipinto la sua brillantezza cromatica e ha permesso di approfondire la tecnica pittorica di Titi attraverso indagini diagnostiche e analisi scientifiche dei pigmenti. La rimozione delle vernici ingiallite e degli strati di sporco ha riportato alla luce dettagli finora nascosti\, tra cui la firma dell’artista. Attraverso dipinti\, documenti d’archivio e materiali preparatori – tra cui il bozzetto di Titi\, acquistato dalla Fondazione a fine Novecento\, e i fogli autografi con l’invenzione del soggetto e i pagamenti per l’opera – il pubblico può seguire la nascita del progetto artistico. \nOrario: tutti i giorni 10-16.30\, chiuso martedì. \nCasa Buonarroti – Via Ghibellina\, 70 – Firenze \nInfo: 055.241752 – www.casabuonarroti.it \n\nFino al 4 ottobre\nOttone Rosai. Poeta innanzitutto\nCirca 70 opere del maestro Ottone Rosai\, tanto amato a Firenze quanto poco noto al di fuori\, prendono posto su due piani del Museo Novecento in una mostra dal taglio particolare curata da Sergio Risaliti. La mostra prende avvio dal confronto tra i dipinti del Lascito Rosai al Comune di Firenze e le opere dell’artista provenienti dalla Collezione Alberto Della Ragione (base su cui è nato il Museo Novecento)\, riunite per la prima volta in un percorso unitario. Articolata in due ambienti distinti\, l’esposizione consente di indagare le figure e i luoghi cari a Ottone Rosai (Firenze\, 1895 – Ivrea\, 1957)\, restituendo un’immagine complessa del pittore e del suo rapporto con la propria città e gli intellettuali del suo tempo. Fra i dipinti del Lascito\, provenienti dallo studio del Maestro\, spicca una lunga serie di ritratti di letterati e artisti suoi contemporanei e amici\, mentre dalla Raccolta Della Ragione emergono i ‘ritratti’ del paesaggio fiorentino\, le stradine\, le colline\, i monumenti\, la celeberrima via di San Leonardo\, dove Rosai aveva il suo studio. Completa l’esposizione una selezione di documenti provenienti dal Gabinetto Vieusseux\, Archivio Contemporaneo A.Bonsanti. La mostra è un tassello di raccordo tra le collezioni civiche fiorentine e la figura di Georg Baselitz\, grande estimatore di Rosai e protagonista di un’altra mostra al Museo Novecento. \nOrario: tutti i giorni 11-20\, chiuso giovedì. \nMuseo Novecento – Piazza Santa Maria Novella\, 10 – Firenze \nInfo: 055.286132 – www.museonovecento.it \n\n7 maggio – 12 ottobre\nOPEN \n‘L’Istituto Universitario Europeo apre alla città un nuovo spazio espositivo dove arte e ricerca dialogano’: è questo il sottotitolo della mostra collettiva allestita a Palazzo Buontalenti per cura di Sergio Risaliti e Stefania Rispoli\, un evento che celebra i 50 anni dell’istituzione europea di Fiesole. La mostra stabilisce un paradigma di impegno civico e restituisce alla città un nuovo spazio espositivo all’interno di Palazzo Buontalenti – già sede della Fonderia medicea e poi Corte d’Appello – ospitando una mostra inusuale in cui scienza e immaginazione si uniscono. Ponendo le opere di diversi artisti contemporanei in dialogo con la ricerca dell’alunna EUI Johanna Gautier-Morin dal titolo “Measuring the Invisible Economy”\, l’esposizione esplora la vita economica nelle sue forme produttive\, riproduttive e distruttive. Il percorso abita l’intero complesso: dal giardino\, che accoglie l’insegna luminosa di Riccardo Previdi\, le pratiche botaniche di Leone Contini e l’opera sonora di Gautier-Morin e Pierre Chastel\, alle sale interne\, dove dialogano la fragilità dei corpi di Berlinde De Bruyckere\, le narrazioni speculative di Agnieszka  Polska e Eglė Budvytytė e la piazza di co-creazione allestita da Elena Mazzi. L’esperienza si arricchisce ulteriormente nel cortile centrale grazie a ‘Giardini Sonori’ con le musiche di Andrea Portera e a un monumentale ‘visual mapping’ sulle facciate del Buontalenti a cura di Vincenzo Capalbo. \nOrario: lunedì e sabato pomeriggio. \nPalazzo Buontalenti – Via Cavour\, 53/57 – Firenze \nInfo: 055.46851 – 055.4686319 – www.eui.eu \n\n7 maggio – 18 ottobre\nFirenze ‘50 ’60 ’70. Immagini dall’Archivio Foto Locchi\nVilla Bardini ospita un viaggio fotografico che attraverso le immagini dell’Archivio Foto Locchi – patrimonio iconografico tutelato dal Ministero della Cultura – ripercorre tre decenni di storia fiorentina. L’esposizione\, promossa da Fondazione CR Firenze e Archivio Foto Locchi\, a cura di Giovanna Uzzani\, intende restituire non solo immagini ma anche un ritratto dell’identità fiorentina. Gli anni Cinquanta emergono come periodo mondano e ottimista\, quando Firenze diventa passerella internazionale. Gli anni Sessanta appaiono più intensi e drammatici\, segnati dall’alluvione del ’66 e dalle prime contestazioni giovanili. Infine\, gli anni Settanta che narrano una città dove la fiaba fiorentina sfuma in una nuova complessità urbana e culturale. Parallelamente\, la mostra mette in luce l’importanza di questa agenzia fotografica\, nata nel 1924 come ‘Foto Locchi – Studio d’arte e tecnica fotografica’ grazie a Tullio Locchi\, già apprezzato fotoreporter di guerra e ritrattista della famiglia reale. A causa dell’improvvisa morte di Tullio\, Foto Locchi dal 1926 è rilevata dai suoi più stretti collaboratori e sotto la direzione di Silvano Corcos diviene l’agenzia fotografica ufficiale della città. La mostra\, articolata in dieci sezioni tematiche\, raccoglie una selezione di 150 opere fotografiche tra le 300 mila digitalizzate di un archivio che a seguito delle recenti acquisizioni (Archivio Foto Levi\, Archivio Italfotogieffe\, Archivio Foto Bazzechi) conserva oltre 5 milioni di scatti. \nOrario: tutti i giorni 10-19.30\, giovedì 10-21.30\, chiuso lunedì. \nVilla Bardini – Costa San Giorgio\, 2 – Firenze \nInfo: 334.6824744 – www.villabardini.it \n\n8 maggio – 30 luglio\nUlrich Egger. La solitudine dell’architettura\nLa galleria Il Ponte prosegue la stagione espositiva con una monografica dedicata a Ulrich Egger (Bolzano\, 1959)\, artista del quale vengono presentate fotosculture dai primi anni Duemila ad oggi. La mostra\, a cura di  Pietro Gaglianò\, si dipana nei due piani dello spazio attraverso una selezione di lavori di medie – grandi dimensioni in cui paesaggi industriali e urbani\, costruzioni\, interni e facciate in stato di abbandono sono i protagonisti soggetto del leitmotiv dell’interpretazione e della rappresentazione della caducità del mondo urbano. I suoi lavori sono un ‘mash up’ di immagini e materiali industriali\, avvalendosi tecnicamente dell’acciaio\, del ferro\, del legno\, del vetro unitamente alla fotografia. La serie ‘Impatto urbano’ (stampa fotografica su Dibond con cornice in alluminio\, o ferro e legno)\, ‘Belvedere’ (stampa fotografica su tela\, nylon e ferro)\, ‘Convivenza’ (su Dibond\, carta da parati\, neon e ferro)\, ‘Die dritte Haut’ (su PVC\, ferro e vernice a olio)\, ‘Hotel Principe’ (su forex\, intonaco e ferro)\, ‘Sotterraneo’ (su MDF\, grafite e ferro)\, sono scenari – per citarne alcuni – dei lavori presentati in mostra che coinvolgono lo spettatore alla presenza di queste tracce evidenti di edifici\, di case piene di ricordi in essi rappresentati\, a ‘rivivere’ storie che nonostante tutto continuano a sopravvivere. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 10-13 e 15-19\, sabato su appuntamento. \nGalleria Il Ponte – Via di Mezzo\, 42/b – Firenze \nInfo: 055.240617 – www.galleriailponte.com \n\n28 maggio – 30 giugno\nEssere Cappiello\nL’Accademia Cappiello di Firenze celebra i 70 anni di attività\, raccontando il proprio ruolo nella formazione. Fondata nel 1956 da Gastone Canessa\, pittore e pubblicista\, l’Accademia nasce nel segno della grafica\, della comunicazione e del dialogo tra cultura visiva e professione. Oggi parte di Hdemy Group\, polo formativo attivo nei settori del design e delle industrie creative\, continua a custodire una propria identità precisa\, profondamente legata a Firenze e alla sua tradizione culturale. Al centro una selezione di oltre sessanta lavori dell’Accademia – tra progetti innovativi\, documenti d’Archivio e video – dialogano con alcune opere e manifesti d’epoca di Leonetto Cappiello (1875 – 1942)\, da cui l’istituzione fiorentina prende il nome. Un artista che ha saputo anticipare molti dei temi ancora centrali nella comunicazione visiva contemporanea: l’immediatezza del segno\, la riconoscibilità dell’immagine\, il rapporto tra arte\, pubblicità e costruzione simbolica del brand. Curata da Eleonora Sassoli e Simone Nannipieri\, in collaborazione con Associazione Leonetto Cappiello e Galleria d’Arte Athena di Livorno\, la mostra supera una dimensione puramente celebrativa per configurarsi come percorso culturale e occasione di confronto. La dimensione didattica non è separata dall’impianto espositivo\, ma ne diventa parte integrante\, suggerendo che il sapere visivo si costruisce attraverso pratiche di riattivazione più che di conservazione. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 14-18\, chiuso sabato e domenica. \nAccademia Cappiello – Viale Michelangelo\, 19 – Firenze \nInfo: 055.6813211 – www.accademia-cappiello.it
URL:https://www.eventiintoscana.it/evento/mostre-a-firenze
CATEGORIES:Firenze,Mostra d'Arte,Mostre,Mostre d'Arte
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.eventiintoscana.it/wp-content/uploads/2022/10/FIRENZE.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250103T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261231T235900
DTSTAMP:20260511T073612
CREATED:20230423T140246Z
LAST-MODIFIED:20260407T091907Z
UID:302927-1735862400-1798761540@www.eventiintoscana.it
SUMMARY:Le Mostre d'arte a Grosseto e provincia
DESCRIPTION:Fino al 15 giugno \nTesori ritrovati\, memorie custodite. Mancianesi da 500.000 anni\nPer celebrare i 40 anni dall’inaugurazione del Museo di Preistoria e Protostoria della Valle del Fiume Fiora (1985-2025) è stata pensata una mostra per ‘riportare a casa’ una serie di reperti archeologici di epoca pre e protostorica rinvenuti nel territorio del Comune di Manciano fin dalla seconda metà dell’800\, dal Paleolitico all’Età del Bronzo finale. Questi reperti saranno messi in relazione con quelli già esposti al Museo\, legandoli alle figure degli ispettori onorari dell’epoca\, che già all’indomani dell’Unità d’Italia\, fecero in modo che i reperti del territorio mancianese fossero assicurati alle collezioni pubbliche\, impegnandosi a fondo perché rimanessero nei luoghi dove erano stati rinvenuti. Di questi studiosi\, per l’occasione\, l’artista Paolo Maccari ha realizzato 5 ritratti originali\, sulla base del materiale fotografico disponibile. Ai materiali già presenti nel Museo sono stati aggiunti oltre 100 reperti\, prestati dal Museo delle Civiltà di Roma\, dal MAAM di Grosseto\, dal Museo Archeologico di Firenze e dal Museo Archeologico Nazionale di Siena. L’allestimento è in ricordo di Nuccia Negroni Catacchio & Raffaella Poggiani Keller. \nOrario: dal martedì alla domenica 10-13 e 16-19\, chiuso lunedì. \nMuseo di Preistoria e Protostoria della Valle del Fiume Fiora – Via Corsini\, 5 – Manciano \nInfo: 0564.620532 – www.museimanciano.org – museodiffuso@comune.manciano.gr.it
URL:https://www.eventiintoscana.it/evento/mostre-a-grosseto-e-provincia
CATEGORIES:Grosseto,Mostra d'Arte,Mostre,Mostre d'Arte
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.eventiintoscana.it/wp-content/uploads/2022/10/GROSSETO.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250104T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261231T235900
DTSTAMP:20260511T073612
CREATED:20230425T132735Z
LAST-MODIFIED:20260506T165442Z
UID:302809-1735948800-1798761540@www.eventiintoscana.it
SUMMARY:Le Mostre d'arte a Livorno e provincia
DESCRIPTION:Fino al 4 settembre\nHeART of Gaza\nLivorno accoglie nuovamente – ospitato presso l’Emeroteca Comunale – questo progetto di straordinario valore umano e culturale che raccoglie le opere realizzate da bambini e ragazzi della Striscia di Gaza\, giovanissimi dai 3 ai 17 anni. Attraverso i loro disegni\, i giovani artisti raccontano paure\, sogni\, speranze e desideri\, offrendo una testimonianza diretta e toccante della loro quotidianità. Fondata nel giugno 2024 da Mohammed Timraz (Deir al Balah\, Gaza) e Feile Butler (Sligo\, Irlanda)\, la mostra ha debuttato a Sligo nel luglio 2024 ed è oggi in tournée internazionale\, avendo già raggiunto oltre 90 città in due continenti. Per tutta la durata dell’esposizione\, accanto alle opere saranno disponibili QR code che permetteranno ai visitatori di effettuare donazioni online\, sicure e tracciabili\, a sostegno del progetto ‘HeART of Gaza’. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 8.30-13.30 e 14.30-19.30\, sabato 8.30–13.30. \nEmeroteca Comunale – Via del Toro\, 8 – Livorno \nInfo: 0586.824651 – 0586.890615 – emeroteca@comune.livorno.it \n\nFino al 20 settembre\nFuksas Paladino – Architetti illuminati e artista\nNelle sale del Castello Pasquini di Castiglioncello un percorso espositivo che celebra l’incontro creativo tra l’architettura internazionale e l’arte contemporanea. La mostra\, curata da Stefania Campatelli e Flavio Pannocchia\, propone un dialogo inedito tra architettura e arte visiva\, esplorando l’incontro artistico tra alcune figure di spicco della cultura contemporanea: gli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas e l’artista Mimmo Paladino. Sono presenti schizzi\, modelli architettonici\, sculture e dipinti che ripercorrono le carriere di rilievo internazionale dei protagonisti e la loro visione del contemporaneo. L’esposizione celebra una collaborazione ventennale nata nel campo del design e dell’alto artigianato\, mettendo in luce le risonanze tra architettura e arte\, spaziando da sculture monumentali a modelli architettonici iconici\, come quello della ‘Nuvola’ di Roma o della Torre della Regione Piemonte. Tra i contenuti di maggiore prestigio\, la mostra presenta in anteprima assoluta un nuovo progetto: una scacchiera in argento in cui le figure disegnate dai Fuksas fronteggiano quelle modellate da Paladino\, inserendosi nella nobile tradizione degli scacchi d’artista che ha visto protagonisti nomi del calibro di Duchamp e Man Ray. L’esposizione vuole essere un’esperienza profondamente immersiva\, concepita per stimolare una riflessione sulle sfide dell’abitare e sull’estetica del futuro. \nOrario: venerdì\, sabato\, domenica\, prefestivi e festivi 16-20\, dall’1 giugno 18.30-23\, dall’1 luglio tutti i giorni 18.30-23. \nCastello Pasquini – Piazza della Vittoria\, 1 – Castiglioncello \nInfo: 0586.754202 – www.armunia.eu \n\n9 maggio – 23 maggio\nECHI E ORIGINE\nUna mostra di pittura di Larry Nederlof ci attende nella sede dell’Associazione culturale Extra Factory Arts & Culture a Livorno. EXTRA\, acronimo di EX Tipografia RAzzauti\, racconta la storia di una riconversione industriale che ha trasformato gli spazi storici nel cuore di Livorno in un centro pulsante di arte e fotografia. Dopo aver dismesso i macchinari della vecchia tipografia\, questi locali sono stati completamente ristrutturati e reinventati come luogo di incontro\, socializzazione e creatività\, dove fotografia e arti visive trovano la loro casa. EXTRA è molto più di una semplice galleria espositiva: è un salotto di conversazione\, un laboratorio di idee\, uno spazio didattico per corsi e workshop\, e persino una sala posa. La mostra di maggio ci presenta i lavori di Larry Nederlof. Nato a Breda nei Paesi Bassi\, Nederlof ha sempre coltivato la passione per il disegno e la pittura. Dopo una carriera di successo come uomo di affari in giro per il mondo\, nel 2019 ha deciso di trasferirsi in Toscana a Firenze per dedicarsi interamente agli studi artistici. Vive e lavora a Calambrone\, a due passi dal mare\, dove prosegue il suo percorso creativo reinterpretando\, con una cifra personalissima e con una tavolozza accesa e vibrante\, i grandi capolavori del passato\, strumenti vivi e pulsanti per catturare lo spirito del nostro tempo. \nIngresso libero. Orario: 10-12 e 18-20\, chiuso il martedì e la domenica mattina. \nExtra Factory Arts & Culture – Piazza della Repubblica – Livorno \nInfo: 338 3678564 – www.extrafactory.it
URL:https://www.eventiintoscana.it/evento/le-mostre-a-livorno
CATEGORIES:Livorno,Mostra d'Arte,Mostre,Mostre d'Arte
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.eventiintoscana.it/wp-content/uploads/2022/10/LIVORNO.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250105T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261231T235900
DTSTAMP:20260511T073612
CREATED:20230425T133050Z
LAST-MODIFIED:20260510T095224Z
UID:302812-1736035200-1798761540@www.eventiintoscana.it
SUMMARY:Le Mostre d'arte a Lucca e provincia
DESCRIPTION:Fino al 31 maggio\nIo sono Gri. Due vite nell’arte Andreina Vannoni e Arturo Dazzi\nVilla Bertelli rende omaggio ad Arturo Dazzi e alla moglie Andreina Vannoni con una mostra nella Sala Ferrario nel sessantesimo anniversario della scomparsa dell’artista. Tredici quadri in tutto\, nei quali la pittura di Dazzi trova una dimensione intima anche nella scelta dei soggetti raffigurati\, che in questo percorso vengono messi accanto a quelli della moglie\, artista autonoma\, che fu per molti anni modella del maestro carrarese. Si tratta di opere che fanno parte della collezione Dazzi\, donata dalla vedova nel 1987 al Comune di Forte dei Marmi\, fra le quali ci sono anche quadri da lei stessa realizzati. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni dalle ore 16 alle 19. \nVilla Bertelli – Via G.Mazzini – Forte dei Marmi \nInfo: 0584. 787251 – www.villabertelli.it \n\nFino al 2 giugno\nGiovanni Boldini. La seduzione della pittura\nUna mostra di grande richiamo negli spazi della Cavallerizza di Lucca\, prodotta da Contemplazioni. Un percorso di oltre 100 opere che racconta\, per cura di Tiziano Panconi\, l’evolversi della pittura di Giovanni Boldini attraverso la bellezza\, soprattutto quella femminile\, oggetto di una continua ricerca estetica e di una profonda indagine psicologica\, sulle quali il maestro coniò un modello di grazia idealizzato. Le opere provengono da collezioni pubbliche e private\, tra cui le Gallerie degli Uffizi e il Museo Giovanni Boldini di Ferrara\, con l’intento di celebrare il ‘maestro del ritratto della Belle Époque’. L’allestimento\, articolato in sei sezioni\, si sviluppa in una sequenza di capolavori che attraversano l’intera carriera dell’artista: dalle ‘tavolette’ d’interno del periodo fiorentino\, a contatto con i Macchiaioli (1864-1870) alle raffinate e luminose scenette dei primi anni parigini nel periodo Goupil (1871-1878)\, fino alle ‘femmes fatales’ (1879-1891) da lui definite ‘divine’. Il percorso si conclude con le atmosfere rarefatte e sofisticate del gusto ‘fin de siècle’ (1892-1924)\, in cui Boldini si emancipa definitivamente dalla ritrattistica ufficiale\, inventando nuove silhouette e pose serpentine. Nel percorso anche opere di contemporanei come Odoardo Borrani\, Vittorio M.Corcos\, De Nittis\, Vincenzo Gemito\, Paul César Helleu\, Antonio Mancini\, Telemaco Signorini e Zandomeneghi. Il percorso si completa con una raffinata sezione di opere su carta. \nOrario: tutti i giorni 10-20\, ultimo ingresso ore 18.45. \nEx Cavallerizza – Piazzale Giuseppe Verdi – Lucca \nInfo: 389.2346010 – lucca@contemplazioni.it \n\nFino al 7 giugno\nEmilio Malerba (1878-1926). Dagli esordi al Novecento Italiano\nNelle sale espositive della Fondazione Ragghianti la prima grande mostra monografica dedicata\, dal 1931\, a Emilio Malerba (Milano\, 1878-1926)\, figura decisiva ma ancora non abbastanza conosciuta del panorama artistico italiano della prima metà del XX secolo. Curata da Paolo Bolpagni ed Elena Pontiggia e realizzata in collaborazione con l’Archivio Malerba di Monza\, l’esposizione propone\, attraverso un ampio ‘corpus’ di opere\, manifesti originali e documenti\, una riflessione organica sulla vicenda dell’artista nel centenario della morte. L’allestimento segue il percorso artistico di Malerba dagli anni giovanili legati alla tarda Scapigliatura e dai suggestivi manifesti belle époque fino alla produzione post-scapigliata\, novecentista e purista\, presentando un ampio numero di inediti\, emersi grazie a recenti ricerche. A completare il percorso\, le opere realizzate dagli altri artisti del nucleo iniziale del gruppo ‘Novecento’\, ossia Anselmo Bucci\, Leonardo Dudreville\, Achille Funi\, Piero Marussig\, Ubaldo Oppi e Mario Sironi\, oltre a un ritratto di Malerba eseguito da Primo Sinopico nel 1917\, così da approfondire sfumature e visioni di un gruppo che non si omologò mai totalmente dal punto di vista stilistico. Nonostante la brevità della carriera\, Malerba riuscì a delineare una poetica di grande raffinatezza\, incentrata sull’indagine del ‘vero’\, inteso come rivelazione della dimensione interiore di figure e oggetti. \nOrario: dal martedì alla domenica 10-20\, chiuso lunedì. \nFondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti – Complesso monumentale di San Micheletto – Via San Micheletto\, 3 – Lucca \nInfo: 0583.467205 – www.fondazioneragghianti.it \n\nFino al 7 giugno\nYes We Fluxus! Party Chiari & Amicizie Fluxus\nUna personale di Giuseppe Chiari con incursioni di artisti del movimenti Fluxux per un evento a cura di Paolo Emilio Antognoli che vuole essere anche una festa per celebrare i 50 anni della Galleria Susanna Orlando a Pietrasanta. La mostra rende omaggio a Giuseppe Chiari (Firenze\, 26 settembre 1926 – Firenze\, 9 maggio 2007)\, artista visivo\, musicista\, pianista e compositore fiorentino\, una figura chiave in Italia del movimento Fluxus che ha profondamente ridefinito il rapporto tra musica\, gesto e arti visive. Musicista di formazione\, Chiari ha trasformato la musica in azione\, comportamento\, esperienza. Quando nel 1962 entra in contatto con il gruppo Fluxus\, inizia a prendere parte a numerosi festival internazionali\, sviluppando le sue ‘azioni musicali’\, performance in cui il pianoforte viene suonato\, chiuso\, spostato\, talvolta semplicemente evocato. Uno dei suoi contributi più riconoscibili è la ‘musica visiva’: grandi fogli di carta su cui interviene con scritte\, segni\, pentagrammi alterati. Il progetto espositivo prende avvio da un nucleo centrale di 16 opere inedite e di grande pregio di Giuseppe Chiari\, provenienti da un atelier fiorentino dove l’artista amava trascorrere il suo tempo. Attorno a questo corpus si costruisce un dialogo vivo con lavori di artisti internazionali e performer\, legati all’area Fluxus e non solo\, in relazione diretta o ideale con la figura di Chiari. Fra questi John Cage\, Yoko Ono\, Nam June Paik e Ben Vautier. L’accostamento tra opere diverse si configura come un contrappunto visivo\, capace di generare un ideale concerto espositivo. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 10.30-13.30 e 16-21. \nGalleria Susanna Orlando – Via Stagi\, 12 e Via Garibaldi\, 30 – Pietrasanta \nInfo: 0584.70214 – www.galleriasusannaorlando.it \n\nFino al 31 agosto\nRoberto Fontirossi – Nel silenzio: il colore va in scena\nLe sale della Galleria di Arte Moderna e Contemporanea ‘Lorenzo Viani’ di Viareggio hanno aperto le porte al maestro lucchese Roberto Fontirossi\, scomparso nell’agosto 2024\, per ricordarne l’intera parabola creativa. Un percorso espositivo denso\, curato dal critico Massimo Bertozzi e da Luca Fontirossi\, figlio dell’artista\, che ripercorre la sua arte attraverso circa settanta opere\, tra cui diversi inediti che appaiono qui per la prima volta. Un omaggio per un artista che ha saputo trasformare la realtà quotidiana in una pantomima surreale e poetica fatta di colori. L’allestimento non è solo una cronaca per immagini ma una vera messa in scena teatrale per tuffarsi nel piccolo mondo di Fontirossi: un universo popolato da suonatori stralunati\, venditori ambulanti\, condomini affollati e quel mare sognato ma mai navigato\, che per il pittore rimaneva sempre uno sfondo metafisico\, un orizzonte riservato ai desideri dell’infanzia. Nato a Lucca nel 1940 e formatosi all’istituto d’arte Passaglia\, Fontirossi aveva trovato a Roma la sua consacrazione\, arrivando fino alla IX Quadriennale del 1964. Eppure\, proprio quando il successo internazionale sembrava a portata di mano\, scelse di tornare a Lucca per distillare una pittura verace\, capace di rinnovare la tradizione figurativa locale con una verve ironica e satirica. \nOrario: da mercoledì a sabato 15.30-19.30\, domenica anche 9.30-13.30\, chiuso lunedì e martedì e 1° maggio; dal 15 giugno da martedì a domenica 18-23\, chiuso lunedì. \nGalleria di Arte Moderna e Contemporanea ‘Lorenzo Viani’  – Palazzo delle Muse – Piazza Mazzini – Viareggio \nInfo: 0584.581118 – 0584.944580 – 348.1929720 – gamc@comun.viareggio.lu.it \n\nFino al 27 settembre\nPittura a Napoli dopo Caravaggio\n‘Il Seicento nella collezione della Fondazione De Vito’ è il sottotitolo di questa mostra dedicata al Seicento napoletano e ospitata al Fortino di Leopoldo per cura di Nadia Bastogi\, direttrice scientifica della Fondazione De Vito. L’esposizione è promossa dal Comune di Forte dei Marmi e dalla Fondazione Villa Bertelli in collaborazione con la Fondazione De Vito\, nata nel 2011 per volontà dell’ingegnere Giuseppe De Vito (Portici 1924 – Firenze 2015)\, collezionista e studioso di Seicento napoletano e di natura morta. La mostra è un focus cronologico sullo sviluppo della pittura napoletana dopo i ripetuti soggiorni in città di Caravaggio tra il 1606 e il 1610\, a partire da Battistello Caracciolo\, che ne riprese l’uso delle tonalità della luce e dell’ombra\, e Jusepe de Ribera\, spagnolo di nascita ma italiano di cultura e formazione\, che ne reinterpretò lo stile in maniera personale. Accanto a loro ecco Massimo Stanzione\, il ‘Maestro degli annunci ai pastori’ (con il capolavoro ‘Giovane che odora una rosa’)\, Francesco Fracanzano\, Paolo Finoglio\, Giovanni Battista Ricca\, Bernardo Cavallino\, maestro di grazia ed eleganza\, Andrea Vaccaro\, Antonio De Bellis\, Francesco De Rosa detto Pacecco\, Giovanni Battista Spinelli. E ancora Micco Spadaro e Carlo Coppola\, i maestri delle ‘figure in piccolo’ amate dai collezionisti\, e Aniello Falcone con la sua ‘Battaglia’. Fino all’arrivo in città di Mattia Preti nel 1653 e all’affermazione di Luca Giordano nella seconda metà del secolo. Una sezione specifica è dedicata al genere della natura morta\, molto amato dai napoletani\, con Luca Forte\, Paolo Porpora e l’importante Giuseppe Recco. \nOrario: martedì\, giovedì e venerdì 15.30-19\, mercoledì 11-19\, sabato e domenica 10-13 e 15.30-19 (dal 6 aprile 16.30-19)\, chiuso lunedì. Dal 1 giugno: dal martedì al venerdì 10-13 e 15.30-19.30\, sabato e domenica 10-13 e 16.30-19.30\, chiuso lunedì. Dal 1 luglio: tutti i giorni 10-13 e 17-23\, sabato e domenica 10-13\, 17-19 e 20-23\, chiuso 27 e 28 agosto per Sant’Ermete. Dall’1 settembre: martedì\, giovedì e venerdì 15.30-19\, mercoledì 11-19\, sabato e domenica 10-13 e 16.30-19\, chiuso lunedì. \nFortino di Leopoldo – Piazza G.Garibaldi\, 9A – Forte dei Marmi \nInfo: 0584.280292 – 0584.787251 – www.villabertelli.it \n\nFino al 25 ottobre\nDanse Macabre\nLa Tenuta Dello Scompiglio di Vorno ospita una mostra personale di Hans Op de Beeck a cura di Angel Moya Garcia. L’artista belga\, noto per le sue installazioni monumentali\, immersive e sensoriali\, presenta una mostra strutturata attraverso un’installazione site-specific e un film d’animazione. La prima\, dal titolo ‘Danse Macabre’\, emerge come l’immagine in bianco e nero di un parco notturno\, fatto di alberi spogli e specchi d’acqua\, attraversato da un percorso che conduce verso una giostra grigia monocroma a grandezza naturale. Questa evocazione di un paesaggio fittizio e privo di colore agisce da ‘inquadratura di apertura’ cinematografica e atmosferica\, accessibile a potenziali narrazioni\, in cui barili di petrolio diventano focolari\, le chiome degli alberi sono spoglie e un sentiero sinuoso porta verso l’attrazione abbandonata\, immersa in una notte nera. Un paesaggio sonoro\, composto da Sam Vloemans ed eseguito dall’Hermes Ensemble (B)\, risuona lontano in tutto l’ambiente e richiama verso la seconda parte in cui viene proiettato il film d’animazione ‘Vanishing Point’\, che completa la mostra. Il titolo si riferisce al punto del piano pittorico di una vista prospettica in cui coppie di linee parallele sembrano convergere. Alla distanza del punto di fuga\, non siamo più in grado di percepire la profondità tridimensionale. \nIngresso libero. Orario: giovedì e venerdì 14-18\, sabato e domenica 15-19 o su appuntamento. \nTenuta dello Scompiglio – Via di Vorno\, 67 – Loc. Vorno – Capannori  \nInfo: 0583.971475 – 0583.971125 – www.delloscompiglio.org \n\nFino al 1 novembre\nTurandot. O divina bellezza! O sogno! O meraviglia!\nA cento anni dalla prima rappresentazione\, il Puccini Museum – Casa Natale dedica una mostra alla ‘Turandot’ di Giacomo Puccini. L’opera\, tra le più celebri del compositore\, restò senza finale alla morte del grande compositore lucchese (29 novembre 1924) e l’editore Ricordi ne affidò il completamento a Franco Alfano. Il debutto\, già programmato per l’aprile 1925\, fu rimandato al 25 aprile del 1926 con la direzione di Arturo Toscanini. L’allestimento racconta la complessa realizzazione del grandioso progetto lirico pucciniano con immagini d’epoca\, fotografie di scena\, cronache e rari documenti originali. Al centro dell’esposizione sono presentati i due straordinari costumi di Turandot per il primo e il secondo atto\, accompagnati dai gioielli di scena\, di proprietà del Museo del Tessuto\, rinvenuti pochi anni fa dopo decenni di oblio ed esposti finora solo a Prato. Questi straordinari costumi furono disegnati e realizzati dal costumista del Teatro alla Scala Luigi Sapelli (in arte Caramba)\, per la prima assoluta dell’opera e indossati da Rosa Raisa\, il primo soprano a interpretare il ruolo della ‘Principessa di gelo’. La mostra è a cura di Simonetta Bigongiari\, direttrice del Puccini Museum\, e di Daniela Degl’Innocenti\, conservatrice del Museo del Tessuto di Prato. \nOrario: tutti i giorni 9.30-19. \nPuccini Museum – Casa Natale – Corte di San Lorenzo\, 9 – Lucca \nInfo: 0583.584028 – www.puccinimuseum.org \n\n1 maggio – 30 settembre\nI visionari\nBarga si trasforma in uno scenario d’eccezione per la mostra personale dello scultore Emanuele Giannelli (classe 1962)\, nato a Roma ma di casa a Pietrasanta\, scultore di respiro internazionale\, visionario e sapientemente provocatore con le sue figure in bronzo\, resina\, marmo o ceramica che in molti casi indossano occhialini da saldatore. Si tratta di un percorso espositivo monumentale esterno visibile h24 che vede come protagonisti i celebri ‘giganti’ dell’artista\, curiosi indagatori del progresso\, che compaiono in vari spazi del centro storico\, oltre a un percorso espositivo interno che ha il suo cuore nella Galleria Oxo\, dove è allestita la personale di Giannelli\, e coinvolge anche i locali di tre ristoranti del centro: Alfonso\, Scacciaguai e Wine Not?\, oltre alle sedi dell’agenzia Unipol di Castelnuovo di Garfagnana e Fornaci di Barga. In posizione centralissima nel borgo\, a Porta Reale\, si trova ‘Mr Arbitrium Mirrored’\, visibile anche da distanza. Ma l’opera più alta è ‘Korf’\, posizionata nella piazzetta ottagonale in viale Marconi\, all’esterno delle mura\, per guardare la valle. Nell’atrio di Palazzo Balduini\, in via di Mezzo\, c’è ‘Gravity’\, e sotto la volta del Menchi troviamo ‘Sospeso’ e ‘Mr. Kiribati’. Il nucleo della personale è poi alla Oxo Gallery\, con una proposta di opere dell’artista che possono trovare spazio in esterni e interni: opere in perfetto equilibrio tra arte figurativa e concettuale. \nOrario: dal venerdì alla domenica 17-20\, o su appuntamento. \nOxo Gallery – Piazza del Comune\, 5 – Barga \nInfo: 0583.710010 – www.oxocollection.it \n\n2 maggio – 21 giugno\nUomo / Natura\nIl Palazzo Carli a Sillico di Pieve Fosciana ospita una rassegna di pittura organizzata dall’Associazione Polis Sillico in sinergia con la galleria Mercurio Arte Contemporanea di Viareggio. Al centro è il confronto tra Uomo e Natura\, che riveste da sempre un ruolo di assoluto rilievo nei dibattiti estetico-artistici: un binomio imprescindibile che talora si trasforma anche in conflitto. Questa rassegna è dedicata a quattro pittori figurativi che offrono\, ciascuno\, una personale interpretazione del tema: i primi due esaltano le suggestioni della Natura\, gli altri due pongono l’Uomo al centro dei loro universi fantastici. Annamaria Buonamici (Lucca\, 1954) dipinge lastre trasparenti di vetroresina con colori ad olio: rappresenta la natura con evocative combinazioni cromatiche\, nel tentativo di coglierne l’essenza più inafferrabile. Guido Morelli (La Spezia\, 1967) accentua la dimensione del ricordo nei rarefatti paesaggi naturali dei suoi oli. Nelle tele a olio e acrilico di Armando Orfeo (Marina di Grosseto\, 1964)\, il ‘Signor Cozza’\, stereotipo del borghese medio\, attraversa singolari ambientazioni urbane e marine\, perennemente esitante tra la routine e l’abbandono onirico. Valente Taddei (Viareggio\, 1964) realizza dipinti a olio e china su carta permeati di un’ironia leggera e nostalgica: un minuscolo individuo vive surreali esperienze sullo sfondo di scenari monocromi\, nei quali i limiti dello spazio e del tempo si dissolvono. \nIngresso libero. Orario: sabato 16-19\, domenica 10-12 e 1619\, altri giorni su appuntamento. \nPalazzo Carli – Via San Lorenzo\, 11 – loc. Sillico – Pieve Fosciana \nInfo: 328.6232904 – www.mercurioviareggio.com \n\n7 maggio – 14 giugno\nBread\, Roses and Colors / Il Pane\, le Rose e i Colori\nIl Palazzo delle Esposizioni di Lucca ospita una mostra curata da Alessandro Romanini e promossa da Fondazione Banca del Monte di Lucca e Fondazione Lucca Sviluppo. Il progetto riunisce quattro artiste africane di diverse generazioni abbinando alla mostra anche una tavola rotonda per indagare il ruolo dell’arte contemporanea nelle dinamiche sociali e culturali globali. Protagoniste dell’esposizione sono quattro artiste africane di rilievo internazionale: la scultrice senegalese Awa Seni Camara (1945) a cui la Biennale di Venezia dedica quest’anno un’importante tributo\, la sudafricana Esther Mahlangu (1936) della quale si celebrano i 90 anni in varie mostre internazionali\, la nigeriana Michelle Okpare (1996) e l’ivoriana Laetitia Ky (1996). Appartenenti a generazioni e contesti differenti\, le artiste condividono un forte impegno sui temi dell’identità femminile\, delle disuguaglianze\, della valorizzazione delle radici culturali e dell’impegno civile. Il percorso espositivo\, interdisciplinare\, mette in dialogo pittura\, scultura e fotografia. Accanto a figure storiche dell’arte africana contemporanea come Camara e Mahlangu si affermano le ricerche delle più giovani Okpare e Ky\, che uniscono sperimentazione visiva e attivismo\, affrontando temi come identità\, rappresentazione del corpo e standard sociali. \nOrario: dal martedì alla domenica 15-19\, chiuso lunedì. \nPalazzo delle Esposizioni – Piazza San Martino\, 7 – Lucca \nInfo: 0583.464062 – 344.0364202 – www.fondazionebmluccaeventi.it
URL:https://www.eventiintoscana.it/evento/le-mostre-a-lucca
CATEGORIES:Lucca,Mostra d'Arte,Mostre,Mostre d'Arte
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.eventiintoscana.it/wp-content/uploads/2022/10/LUCCA.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250107T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261231T235900
DTSTAMP:20260511T073612
CREATED:20220425T133821Z
LAST-MODIFIED:20260506T171343Z
UID:302815-1736208000-1798761540@www.eventiintoscana.it
SUMMARY:Le Mostre d'arte a Pisa e provincia
DESCRIPTION:Fino al 10 maggio\nLigabue. Il ruggito dell’anima\nGli Arsenali Repubblicani di Pisa ospitano una mostra dedicata al pittore Antonio Ligabue (1899-1965)\, un’occasione per riscoprire la potenza espressiva e il mondo interiore di un artista che ha saputo parlare con voce unica e universale. Il percorso espositivo racconta con oltre 80 opere la vita\, la psiche e la storia tormentata di questo affascinante artista\, mettendone in luce la vicinanza ai grandi protagonisti dell’Espressionismo europeo. L’allestimento conduce il visitatore attraverso le tappe fondamentali della vita e dell’attività artistica di Ligabue\, svelando alcune delle sue opere più emblematiche. Tra queste spiccano i celebri autoritratti e le sue iconiche raffigurazioni di animali feroci: tigri maestose\, leopardi\, rapaci in azione o impegnati in lotte per la sopravvivenza\, e leoni imponenti. Un viaggio immersivo in una giungla aspra e magnetica\, che esprime con forza l’intensità visiva e simbolica del mondo interiore dell’artista. \nOrario: mercoledì\, giovedì e venerdì 10-13 e 14-19\, sabato\, domenica e festivi 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nArsenali Repubblicani – Via Bonanno – Pisa \nInfo: 351.8099706 – www.artikaeventi.com – mostre@artika.it \n\nFino al 14 giugno\nChi Vespa… Ottanta artisti contemporanei per gli ottant’anni della Vespa\nAl Palp – Palazzo Pretorio di Pontedera la mostra che dà il via alle iniziative per il compleanno degli 80 anni della Vespa\, uno dei simboli più iconici del design e della cultura italiana. L’esposizione rende omaggio al celebre scooter attraverso lo sguardo di oltre ottanta artisti contemporanei\, italiani e internazionali\, chiamati a interpretarne il mito\, la storia e l’impatto sociale. Un percorso espositivo che intreccia arte\, design e memoria collettiva\, restituendo la Vespa come oggetto culturale. Dalla sua apparizione nel secondo dopoguerra a oggi\, la Vespa è diventata molto più di un mezzo di trasporto: è un’icona di libertà\, innovazione e stile italiano. La mostra esplora queste dimensioni attraverso linguaggi artistici differenti – pittura\, scultura\, fotografia\, installazione – offrendo una narrazione plurale e contemporanea. Il progetto espositivo si sviluppa negli spazi del PALP con un allestimento che dialoga con l’architettura storica del palazzo. Le opere in mostra restituiscono visioni ironiche\, poetiche e critiche\, mettendo in luce il ruolo della Vespa come simbolo universale e senza tempo. Fra gli artisti troviamo Skim (Francesco Forconi)\, Daniela Caciagli\, Giuseppe Linardi\, Freddy Pills\, Danilo Fusi\, Mario Madiai\, Armando Orfeo\, Satoshi Dobara\, Xixi Wang\, Alejandro Puente… \nOrario: tutti i giorni 10-19\, domenica 15-19\, chiuso lunedì. \nPalp – Palazzo Pretorio – Piazza Curtatone e Montanara\, 1 – Pontedera \nInfo: 0587.981870 – 331.1542017 – www.palp-pontedera.it \n\nFino al 31 agosto \nDinosauri\nI più grandi rettili mai vissuti tornano in vita dalle profondità del Mesozoico in una spettacolare mostra ospitata nei locali della Certosa di Pisa\, a Calci. Il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa ospita infatti un allestimento di grande apprezzamento\, a cura di Naturaliter\, che propone oltre venti modelli\, statici e dinamici\, a grandezza naturale\, che si muovono ed emettono suoni: dettagliate ricostruzioni di dinosauri rappresentati in momenti chiave della loro vita. Ammirare lo Spinosauro che nuota inseguendo un celacanto\, l’Oviraptor che ha appena deposto le uova e ancora il gigantesco Terizinosauro coperto di morbide piume ma armato di artigli lunghissimi ci trasporta nel favoloso mondo del lontano passato\, illusione perfezionata dai modelli animati\, fra cui quello del Tyrannosaurus rex che ci fa provare il brivido di trovarci di fronte ad uno dei maggiori predatori che mai abbiano camminato sulla Terra. \nOrario: tutti i giorni 9-19. \nMuseo di Storia Naturale – Certosa di Pisa – Via Roma\, 79 – Calci \nInfo: 050.2212970 – www.msn.unipi.it
URL:https://www.eventiintoscana.it/evento/le-mostre-a-pisa
CATEGORIES:Mostra d'Arte,Mostre,Mostre d'Arte,Pisa
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.eventiintoscana.it/wp-content/uploads/2022/10/PISA.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250108T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270107T235900
DTSTAMP:20260511T073612
CREATED:20230425T143016Z
LAST-MODIFIED:20260506T171703Z
UID:302818-1736294400-1799366340@www.eventiintoscana.it
SUMMARY:Le Mostre a Pistoia e provincia
DESCRIPTION:Fino al 24 maggio\nVisceralità primitiva\nLa Fondazione POMA Liberatutti di Pescia dedica una mostra a Paolo Tesi (Pistoia\, 1945)\, artista la cui ricerca si è costruita nel tempo come un percorso autonomo e riconoscibile\, lontano da scuole e appartenenze. Pittore\, incisore\, illustratore\, Tesi ha sempre attraversato i linguaggi con una naturalezza che rifugge le categorie rigide\, definendosi “pittore con la tentazione di scrivere”\, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze e poi fondatore della rivista di arte e letteratura ‘Ombrone’. L’esposizione introduce il visitatore all’universo visivo dell’artista\, fondato su una pratica del segno intensa e continua\, in cui pittura e grafia diventano strumenti di esplorazione interiore. Ventisette i lavori esposti\, tutti realizzate nel corso del 2025 appositamente per la mostra: una serie a colori di 10 lavori di inchiostro su carta e una serie monocromi di 17 lavori di pastello a cera su carta. Si tratta di esemplari di grandi dimensioni\, ampi spazi di cui l’artista ha bisogno per racchiudere e unire le opere attraverso un temi che si richiamano tra loro. Al centro del progetto sta l’idea di una ‘visceralità primitiva’\, che dà titolo alla mostra\, i contenuti riguardano sogni\, stati d’animo\, visioni e allucinazioni. I soggetti\, che nascono dal subconscio\, sono tenuti insieme da lettere che\, oltre a simboleggiare il desiderio di narrare\, sollecitano l’artista a esprimersi attraverso segni e colori. \nIngresso libero. Orario: dal mercoledì al sabato 10-12.30 e 17.30-22\, domenica 10-12 e 17.30 alle 22\, chiuso lunedì e martedì. \nFondazione POMA Liberatutti – Piazza San Francesco 12 – Pescia \nInfo: 0572.1770011 – www.pomaliberatutti.it \n\nFino al 30 maggio\nWedge\nSpazioA di Pistoia accoglie nelle sue sale una mostra personale di Finn Theuws\, giovane artista olandese che ha debuttato nel 2023 nella project space e che torna ora con una personale nello spazio principale della galleria. ‘Wedge’ presenta nuovi lavori di Theuws: espandendo la sua pratica attuale di scultura e installazione\, la mostra ruota attorno ai temi dell’intimità domestica\, The Weird (oggetto inusuale) e della fenomenologia (queer). I lavori presentati non vanno interpretati come pure metafore\, non servono a illustrare concetti ma agiscono a livello dell’immagine stessa. Per quanto referenziale\, il lavoro di Theuws intende produrre immagini di immediata risonanza fenomenologica; immagini che emergono alla coscienza dell’individuo ma non vi hanno ancora affondato le radici. Si possono affrontare questi lavori da una prospettiva di Fenomenologia Queer\, una fenomenologia improntata al disorientamento\, nel senso che i lavori si sforzano di produrre immagini che precedono l’orientamento. ‘Wedge’ sollecita forme di disorientamento e mira a decentrare lo spettatore\, indirizzandolo verso l’effetto trascendentale del primo incontro. Per questa mostra Theuws ha raccolto oggetti domestici (tavoli\, mobiletti\, scrivanie\, cassetti) e ha levigato i segni dell’usura\, conferendo alle sue sculture una qualità sospesa. \nIngresso libero. Orario: dal martedì al sabato 11-14 e 15-19 o su appuntamento. \nSpazioA – Via Amati\, 13 – Pistoia \nInfo: 0573.977354 – www.spazioa.it \n\nFino al 7 giugno\nGaleazzo Nardini. Arte Sciopero\nLa Galleria civica MO.C.A. di Montecatini Terme rende omaggio a Galeazzo Nardini (1938 – 2016)\, figura eclettica e radicale del panorama artistico internazionale\, con una mostra dedicata al suo progetto più audace e identitario: ‘Arte Sciopero’. Era il 1976 quando Galeazzo\, già noto per le sue collaborazioni con artisti come Ben Vautier e Giuseppe Chiari\, concepì l’idea di uno sciopero artistico ininterrotto. Una protesta solitaria contro lo sfruttamento degli artisti e la censura\, che lo portò a rinunciare alla vendita delle proprie opere. La mostra\, prodotta da Contemplazioni\, ripercorre i quarant’anni (1976 – 2016) durante i quali Galeazzo ha trasformato la parola ‘Sciopero’ in una performance artistica totale. Sebbene avesse smesso di vendere\, l’artista non smise mai di produrre: espositi oltre cento lavori tra tele\, cartoni\, quaderni e materiali d’archivio\, dove la parola ‘Sciopero’ è declinata in ogni forma e stile possibile\, occupando ogni superficie. Nell’allestimento anche il film-documentario ‘Arte Sciopero’\, diretto da Luca Immesi\, scritto con la figlia dell’artista Hélène Nardini\, che esplora la vita di Galeazzo evidenziando come l’Arte Sciopero abbia pervaso ogni aspetto della sua esistenza\, riuscendo a collegare la Toscana alle grandi capitali internazionali del contemporaneo. \nOrario: da martedì a venerdì 10-12\, sabato e domenica 10.30-12.30 e 16-19\, chiuso lunedì. \nMO.C.A. – Montecatini Contemporary Art – Palazzo Comunale  – Viale Giuseppe Verdi\, 46 – Montecatini Terme  \nInfo: 366.7529702 – 0572.918299 – cultura@mct.it – mocamct@gmail.com \n\nFino al 26 luglio\nIo sono un architetto. Ettore Sottsass\nIl Palazzo Buontalenti di Pistoia celebra Ettore Sottsass (1917-2007)\, pittore\, grafico\, fotografo\, figura cardine del design e dell’architettura italiana del Novecento\, un artista che ha attraversato l’intero secolo con uno sguardo sempre critico\, apparentemente disincantato\, ma partecipe e sensibile ai cambiamenti in atto nella società. L’esposizione\, curata da Enrico Morteo e organizzata da Fondazione Pistoia Musei ed Electa\, si costruisce attorno al ricco fondo che l’architetto affidò al CSAC di Parma\, per rileggere criticamente un trentennio di attività\, dall’immediato dopoguerra ai primi anni Settanta. Particolare attenzione viene data al legame con la Toscana e con le realtà artigianali e industriali che vi si sono sviluppate e affermate: dalle ceramiche realizzate con Aldo Londi a Montelupo Fiorentino alle esperienze con Sergio Cammilli e Poltronova ad Agliana. Attraverso disegni\, fotografie\, ceramiche\, oggetti e documenti d’archivio – molti dei quali esposti per la prima volta – l’allestimento restituisce l’evoluzione di un pensiero che\, segnato dalla disillusione nei confronti della società del progresso\, cerca nella forma\, nel colore e nella luce la possibilità di un nuovo umanesimo del progetto. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nPalazzo Buontalenti – Via de’ Rossi\, 7 – Pistoia \nInfo: 0573.974267 – www.pistoiamusei.it \n\nFino al 27 settembre\nMarino Marini: la pittura\nGli spazi del Museo del Novecento e del Contemporaneo accolgono un prezioso nucleo di dipinti di Marino Marini\, un percorso che ripropone una parte del patrimonio artistico che appartiene alla città e che da tempo non era più visibile. Il progetto è frutto della collaborazione tra la Fondazione Marino Marini\, il Comune di Pistoia e la Fondazione Caript. L’allestimento riconsegna ai visitatori una selezione immersiva e fortemente cromatica di opere di uno dei maggiori artisti del Novecento\, offrendo uno sguardo approfondito su uno dei capitoli più ricchi e meno esplorati della produzione di Marino Marini (1901-1980): quello della pittura\, sviluppata in percorsi percorsi pressoché paralleli alla scultura\, sia nei iconografici che nelle scelte di linguaggio e soluzioni compositive. Attraverso un significativo numero di dipinti\, dalla metà degli anni Venti alla metà degli anni Settanta\, le opere esposte pongono in piena luce la forza espressiva del colore di Marino\, la versatilità di un segno che ora delinea finemente le curve sottili di pomone\, giocolieri o di aggraziate ballerine\, ora invece ritma con forza gli scatti energici di cavalli e cavalieri\, fino a esplodere nella radicale dimensione del ciclo iconografico del ‘grido’. Il percorso è arricchito da scorci e prospettive inedite sulla pittura di Marino\, così da sottolineare il ruolo centrale che in lui sempre ha giocato il colore. \nOrario: dal martedì al venerdì 10-14\, sabato\, domenica e festivi 10-18\, chiuso lunedì; dal 3 giugno dal martedì al venerdì 15-19\, sabato\, domenica e festivi 11-19\, chiuso lunedì. \nMuseo del Novecento e del Contemporaneo – Palazzo Fabroni – Via Sant’Andrea\, 18 – Pistoia \nInfo: 0573.371817 – www.musei.comune.pistoia.it \n\nFino al 27 settembre\nDue ritratti pistoiesi di Giovanni da San Giovanni\nNel mezzanino del Museo Civico d’arte antica di Pistoia\, una mostra curata da Sandro Bellesi e Elena Testaferrata presenta per la prima volta al pubblico due tondi ad affresco su tegola di Giovanni da San Giovanni (San Giovanni Valdarno\, 1592 – Firenze\, 1636)\, di collezione privata\, finora inediti e sconosciuti alla critica d’arte. Le due opere\, di forma circolare\, raffigurano\, come riportato nelle iscrizioni presenti lungo i bordi\, lo Scalabrino e Bernardino da Pistoia\, ovvero Giovan Battista Volponi e quasi sicuramente Bernardino Detti\, pittori pistoiesi attivi nella prima metà del Cinquecento e poco oltre\, dei quali il Museo espone due tavole emblematiche del loro percorso artistico\, temporaneamente collocate nel mezzanino a fianco dei due ritratti. I due tondi inediti risalgono agli anni compresi fra il 1630 e il 1633 quando Giovanni da San Giovanni\, attivo come frescante in vari centri della Toscana\, fu presente nel territorio pistoiese per fuggire la peste\, qui meno feroce che altrove\, e realizzò alcune delle sue opere più felici. Fra queste la decorazione della Cappella di Palazzo Rospigliosi\, gli affreschi del loggiato della chiesa di Santa Maria della Fontenuova a Monsummano o la decorazione dell’altar maggiore della chiesa di San Rocco nel territorio di Candeglia\, di cui tre frammenti con Angeli in gloria sopra la città di Pistoia sono esposti anch’essi nel mezzanino. \nOrario: dal martedì al venerdì 10-14\, sabato\, domenica\, festivi e lunedì 1° giugno 10-18; dal 3 giugno dal martedì al venerdì 15-19\, sabato\, domenica e festivi 11-19; lunedì sempre chiuso. \nMuseo Civico d’arte antica – Palazzo Comunale – Piazza del Duomo\, 1 – Pistoia \nInfo: 0573.371296 – musei@comune.pistoia.it
URL:https://www.eventiintoscana.it/evento/le-mostre-in-corso-a-pistoia
CATEGORIES:Mostra d'Arte,Mostre,Mostre d'Arte,Pistoia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.eventiintoscana.it/wp-content/uploads/2022/10/PISTOIA.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250109T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261231T235900
DTSTAMP:20260511T073612
CREATED:20240426T191548Z
LAST-MODIFIED:20260506T172241Z
UID:302821-1736380800-1798761540@www.eventiintoscana.it
SUMMARY:Le Mostre d'arte a Prato e provincia
DESCRIPTION:Fino al 10 maggio \nVIVONO. Arte e affetti\, HIV-AIDS in Italia. 1982-1996\nIl Centro per l’arte contemporanea ‘Luigi Pecci’ presenta\, per cura di Michele Bertolino\, la prima mostra istituzionale che ricompone la storia dimenticata delle artiste e degli artisti italiani colpiti dalla crisi dell’HIV-AIDS. Opere d’arte\, poesie\, paesaggi sonori e video si combinano a materiali d’archivio e memorie personali per delineare un possibile percorso che attraversa gli anni dal 1982 al 1996 – dalla prima segnalazione di AIDS conclamato in Italia all’arrivo delle terapie antiretrovirali – restituendo l’urgenza e l’unicità di quel tempo. Il percorso espositivo si apre con una produzione filmica realizzata per l’occasione: le poesie di Dario Bellezza\, Massimiliano Chiamenti\, Nino Gennaro\, Ottavio Mai\, La Nina\, Marco Sanna e Pier Vittorio Tondelli\, poeti che hanno vissuto con HIV e lo hanno raccontato nei loro testi\, sono lette da attrici\, attivisti e artiste. L’archivio è la spina dorsale della mostra. Costruito a più voci con Valeria Calvino\, Daniele Calzavara e i Conigli Bianchi\, raccoglie documenti\, manifesti\, articoli di giornale\, video e tracce sonore che\, come appunti\, tratteggiano la dimensione storica\, politica\, sociale e culturale italiana tra il 1982-1996. Tre sale monografiche sono dedicate al lavoro di Nino Gennaro\, Francesco Torrini e Patrizia Vicinelli\, nelle cui opere\, poesia\, immagine e corpo si integrano. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nCentro per l’arte contemporanea Luigi Pecci – Viale della Repubblica\, 277 – Prato \nInfo: 0574.5317 – www.centropecci.it \n\nFino al 10 maggio \nLuigi Ghirri. Polaroid ‘79-‘83\nCurata da Chiara Agradi e Stefano Collicelli Cago\, la mostra del Centro Pecci\, organizzata con la collaborazione della Fondazione Luigi Ghirri\, presenta un’ampia selezione di polaroid di diverso formato scattate da Ghirri tra il 1979 e il 1983. Luigi Ghirri (Reggio Emilia\, 1943-1992) è il fotografo italiano del secondo dopoguerra più conosciuto al mondo\, il suo progetto ‘Viaggio in Italia’ è una pietra miliare per la fotografia italiana\, costituendo un manifesto non ufficiale della scuola di paesaggio italiana nata in quegli anni. I suoi paesaggi sono sospesi\, non realistici\, per certi versi metafisici\, spesso privi di figure umane ma mai privi dell’intervento dell’uomo. L’uso di colori delicati e non saturi è fondamentale nella sua poetica e nasce dalla stretta collaborazione con il suo stampatore Arrigo Ghi. La mostra del Centro Pecci costituisce un’occasione unica per approfondire un aspetto della sua produzione raramente esposto. All’epoca\, l’azienda Polaroid aveva garantito al fotografo un’ampia fornitura di pellicole e macchine e lo aveva invitato ad Amsterdam per provare il modello gigantesco approntato nell’allora sede europea dell’azienda per creare polaroid extra large. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nCentro per l’arte contemporanea ‘Luigi Pecci’ – Viale della Repubblica\, 277 – Prato \nInfo: 0574.5317 – www.centropecci.it \n\nFino all’11 maggio\nC’era una volta Piero De Bernardi\nA cento anni dalla nascita\, Prato ricorda il grande sceneggiatore Piero De Bernardi – nato nel cuore della città\, in palazzo Banci Buonamici\, il 12 aprile del 1926 e scomparso a Milano nel 2010 – con un progetto ideato e curato da Federico Berti e organizzato dalla biblioteca comunale Lazzerini\, che allo sceneggiatore ha dedicato la sua Sala creatività. Un riconoscimento alla brillante carriera dello sceneggiatore durata più di mezzo secolo\, dal debutto nel cinema nel 1953 con ‘Il tesoro del Bengala’ all’incontro con il fiorentino Leo Benvenuti. Insieme\, i due sceneggiatori hanno scritto alcune della pagine più belle del cinema italiano lavorando con tutti i più grandi registi\, da De Sica a Lattuada\, da Risi a Monicelli e Sergio Leone. Nella Galleria espositiva della biblioteca sono esposti foto\, poster e documenti sulla lunga carriera di De Bernardi\, in un allestimento curato da Giulia Biagioli con il supporto della Mediateca Toscana. L’omaggio è accompagnato dalla presentazione di libri e proiezioni cinematografiche. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 9-19\, giovedì 9-23\, domenica 10-19. \nBiblioteca comunale Lazzerini – Via Puccetti\, 3 – Prato \nInfo: 0574.1837800 – www.bibliotecalazzerini.prato.it \n\n16 maggio – 16 giugno\nDedicato\nNella Galleria espositiva della Biblioteca Lazzerini di Prato è allestita una mostra che raccoglie una selezione di circa sessanta libri contenenti le dediche o le firme di  autori italiani del secolo scorso e dei primi anni Duemila\, provenienti dalle collezioni della biblioteca Lazzerini e dalla collezione privata di Mauro Parrini. Opere di autori in qualche caso divenuti nel frattempo dei classici\, in altri casi comunque largamente noti e ricordati\, in altri ancora meno conosciuti e magari meritevoli di essere riscoperti. Tutti riportano o solo la firma o anche una dedica dell’autore\, a destinatari per lo più privi di notorietà\, quindi riconducibili alla cerchia dei semplici amici o a quella più vasta dei lettori comuni (con l’importante eccezione di quelli dedicati allo scrittore pratese Armando Meoni\, provenienti dal Fondo librario a suo nome custodito dalla Biblioteca Lazzerini). Possiamo trovare\, per citare gli autori  più noti\, le dediche di Eugenio Montale\, Mario Soldati\, Primo Levi\,  Attilio Bertolucci\, Alba De Cespedes\, Curzio Malaparte\, Carlo Cassola\, Romano Bilenchi\, Aldo Palazzeschi\, Giorgio De Chirico\, ma anche tanti altri. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 9-19\, giovedì 9-23\, domenica 10-19. \nBiblioteca comunale Lazzerini – Via Puccetti\, 3 – Prato \nInfo: 0574.1837800 – www.bibliotecalazzerini.prato.it \n\n31 maggio – 30 agosto\nCARNALE\nIl Centro Pecci presenta la prima mostra in un centro d’arte contemporanea italiano dedicata a Verita Monselles (Buenos Aires 1929 – Firenze 2004)\, artista e fotografa che ha usato la fotografia come strumento di riappropriazione di sé e della soggettività femminile\, un vero e proprio meccanismo con cui disfarsi delle immagini stereotipate della donna-oggetto prodotte dalla cultura dominante nei media e nella pubblicità. Spesso sottilmente ironica e metaforica\, Monselles interviene sui simboli della tradizione patriarcale e religiosa\, smontandoli. Monselles ritrae un corpo femminile che\, oltre a essere politico e manifesto\, desidera: un corpo sensuale e sessuato\, non timido\, ma autore del proprio desiderio. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nCentro per l’Arte Contemporanea ‘Luigi Pecci’ – Viale della Repubblica\, 277 – Prato \nInfo: 0574.5317 – www.centropecci.it \n\n31 maggio – 1 novembre\nROTTE\n‘Arte di rottura dalla donazione Carlo Palli’ è il sottotitolo di questa esposizione curata da Stefano Pezzato per il Centro Pecci. La mostra presenta un percorso selezionato fra le centinaia di opere donate nel 2025 al Centro Pecci da Carlo Palli. La donazione\, che segue quella del 2006 ed è una delle maggiori effettuate da un soggetto privato a un’istituzione italiana d’arte contemporanea\, costituisce un importante arricchimento culturale e materiale per il Centro Pecci e per l’intera città di Prato. Il progetto intende testimoniare la passione di Carlo Palli per l’arte contemporanea tracciando le ‘rotte’ predilette dal collezionista pratese\, dedicate soprattutto a pratiche di rottura\, controcorrente e fuori dalle regole. Il percorso attraversa la rivoluzione poetica del Gruppo 70\, la vivacità del movimento Fluxus\, le appropriazioni e rielaborazioni del Nouveau Réalisme\, la fascinazione degli artisti per gli oggetti\, gli sviluppi di pratiche come scrittura e pittura\, l’innovazione di forme processuali e concettuali\, fino all’affermazione dell’immaginario femminile nelle neoavanguardie. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nCentro per l’Arte Contemporanea ‘Luigi Pecci’ – Viale della Repubblica\, 277 – Prato \nInfo: 0574.5317 – www.centropecci.it
URL:https://www.eventiintoscana.it/evento/le-mostre-a-prato
CATEGORIES:Mostra d'Arte,Mostre,Mostre d'Arte,Prato
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.eventiintoscana.it/wp-content/uploads/2022/10/PRATO.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250110T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261231T235900
DTSTAMP:20260511T073612
CREATED:20230425T190155Z
LAST-MODIFIED:20260506T173005Z
UID:302824-1736467200-1798761540@www.eventiintoscana.it
SUMMARY:Le Mostre d'arte a Siena e provincia
DESCRIPTION:Fino al 17 maggio\nPubblica\nGli spazi rinnovati della galleria Cesare Olmastroni di Siena cambiano nome e diventano ‘Galleria G.O.’. Il nuovo corso\, ideato nell’ottica di una maggiore libertà creativa e dedicato ai giovani artisti under 35\, è inaugurato da un progetto espositivo a cura di Toast Project che riunisce i lavori di Jona B.Gandolfo\, Gaia Lupo\, Francesco Maggiora e Francesco Toninelli\, selezionati attraverso un bando internazionale del Comune di Siena. ‘Pubblica’ è la prima di tre mostre dedicate al tema dell’acqua e l’arte contemporanea previste nel calendario 2026 e vede protagonisti quattro artisti della stessa generazione che oggi lavorano in Toscana. Le loro pratiche affrontano nuove sensibilità che riguardano il corpo e l’ambiente spaziando dalla pittura al suono. Jona B.Gandolfo (Bagno a Ripoli\, 2000) lavora tra pittura e immagine digitale usando archivi personali e intelligenza artificiale per interrogare corpi e sguardi. Gaia Lupo (Verona\, 2002) concentra la ricerca sulla pittura come campo di relazione\, dove campiture cromatiche misurano distanza e prossimità senza ricorrere alla narrazione. Francesco Maggiora (Roma\, 2002) attraversa scultura\, fotografia e azione; offre il corpo come mezzo di esposizione\, ironia e vulnerabilità. Francesco Toninelli (Firenze\, 1999) opera tra suono\, installazione e gesto performativo costruendo composizioni acustiche e visive. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì al giovedì 10.30-18.30\, dal venerdì alla domenica 10-18. \nPalazzo Patrizi – Galleria G.O.- Via di Città\, 75 – Siena \nInfo: 0577.292148 – www.comune.siena.it \n\nFino al 24 maggio\nAlberto Sani. Quando la scultura diventa poesia\nAi Magazzini del Sale di Siena una mostra dedicata alla produzione artistica di Alberto Sani (Sovicille 1897 – Siena 1964). L’esposizione\, diretta da Michela Simona Eremita con la curatela di Margherita Anselmi Zondadari\, celebra uno scultore senese autodidatta rimasto per troppo tempo nell’ombra. Il suo indiscutibile valore artistico\, scoperto da Dario Neri e riconosciuto da Bernard Berenson\, che gli dedicò una biografia\, è testimoniato dai numerosi premi ottenuti\, come quelli alla VI e VII Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma\, dalle esposizioni in importanti gallerie italiane e straniere e dalla presenza di sue opere in collezioni come il Metropolitan Museum di New York\, il Museo di Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze e la Galleria d’Arte Moderna di Bologna. La mostra si propone un duplice obiettivo: restituire alla memoria collettiva la figura di Alberto Sani e offrire una ricognizione quanto più possibile completa del suo percorso artistico\, utile alla documentazione storica di un personaggio schivo e lontano dai riflettori dell’arte. Esposte 48 opere\, di cui 12 provenienti dalle Gallerie degli Uffizi e le rimanenti da collezioni private\, per la maggioranza bassorilievi dagli echi antichi che testimoniano la sua evoluzione: dalle prime realizzazioni in legno alle successive in pietra arenaria\, fino alle rare sculture in marmo e ai lavori eseguiti con la sola sensibilità tattile nel periodo della cecità. \nOrario: tutti i giorni 10-19. \nMagazzini del Sale – Palazzo Pubblico – Piazza del Campo\, 1 – Siena  \nInfo: 0577.292232 – www.museocivico.comune.siena.it \n\nFino al 12 giugno\nDoppio senso 4 – L’inchiostro e il colore. Biennale di libri d’artista\nLa Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala ospita la quarta edizione della biennale dedicata al libro d’artista\, allestita nelle sale della Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti e realizzata in collaborazione con Libri Liberi – Associazione Culturale di Firenze che ha ospitato l’allestimento a novembre. Curatrice della mostra è l’artista Antonella Pieraccini. Si tratta di un progetto di confronto e di studio che mette al centro il ‘libro oggetto d’arte’\, definito anche ‘oggetto ribelle’ dallo studioso Germano Celant: un libro inteso come spazio di progettazione e creatività\, capace di integrare potenzialità espressive diverse – colori\, segni\, materiali e forme – in una narrazione che si costruisce nel tempo della visione e della lettura. I 37 artisti partecipanti – professionisti attivi in Italia e all’estero\, esperti sul tema del libro oggetto d’arte – sono stati invitati a mettersi sulle tracce di un testo di grandi scrittori come la poetessa polacca Wislawa Szymborska\, o anche solo di una frase\, per tradurre immagini ed emozioni in segno e colore nelle pagine del proprio libro d’artista. Le opere presentano forme differenti: alcuni lavori sono in formato sfogliabile o leporello\, altri in forma di singolari libri- scatola o libri-teatrino\, con l’utilizzo di materiali e tecniche espressive diverse. \nIngresso libero. Orario: lunedì\, mercoledì e venerdì 10-14\, martedì e giovedì 10-17\, chiuso sabato\, domenica e festivi. \nSanta Maria della Scala – Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti  – Piazza Duomo\, 1 – Siena \nInfo: 0577.534562/3 – www.santamariadellascala.com \n\nFino al 13 giugno\nLA LIBERTÀ DI SCEGLIERE. 80 anni dal primo voto alle donne\nIl 24 marzo 1946\, a Siena e in altri comuni\, si tennero le prime elezioni amministrative dopo la caduta del Fascismo. Ma soprattutto furono le prime consultazioni nelle quali le donne poterono esercitare il diritto al voto ed ebbero la possibilità di essere elette ed entrare nelle giunte comunali. Per celebrare\, a ottant’anni di distanza\, questo momento decisivo il Comune di Siena organizza\, in collaborazione con Violetti Arte Contemporanea\, un progetto espositivo nelle sale di Palazzo Sansedoni a Siena\, sede della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. La rassegna\, curata da Laura Bonelli\, Francesco Savini ed Elena Violetti\, ricorda le figure di quelle donne che agirono come attrici principali di questo cambiamento epocale della vita sociale e politica italiana e che contribuirono\, in particolare\, alla ricostruzione del tessuto civile e culturale del dopoguerra. La mostra ruota attorno a otto opere di Antonella Cinelli (Teramo\, 1973)\, esponente della Nuova figurazione italiana\, ispirate a fotografie d’archivio provenienti da fondi pubblici e privati del territorio. I soggetti sono proprio alcune di quelle donne\, siano esse insegnanti\, casalinghe\, commercianti\, protagoniste di questo periodo storico\, quali Ilia Bocci\, Giorgina Scalacci\, Ilia Coppi\, Norma Soldi\, Mara Meoni\, Angelina Ciambellotti\, Delia Meiattini\, Bruna Talluri. Le tele saranno accompagnate da foto e documenti originali\, provenienti da archivi locali. \nIngresso gratuito. Orario: dal martedì al sabato 10-13 e 16-19. \nPalazzo Sansedoni – Fondazione Monte dei Paschi di Siena – Banchi di Sotto\, 34 – Siena \nInfo: 0577.246211 – www.violettiartecontemporanea.it \n\nFino 14 giugno\nFRAME\nIl Comune di Sarteano\, in collaborazione con la Nuova Accademia degli Arrischianti e la Compagnia Teatropersona\, presenta un progetto artistico che esplora la poetica di Alessandro Serra\, regista e autore teatrale di fama internazionale che porta nel comune sia la sua visione fotografica che la sua pratica di scrittura scenica. Le suggestive sale del Castello di Sarteano ospitano una mostra fotografica che raccoglie una selezione di scatti che prendono spunto dall’osservazione della realtà per farsi visione interiore. Alessandro Serra\, che si dichiara fotografo amatoriale\, sottolinea che molti sono gli aspetti che legano questo modo di osservare e percepire il mondo\, al teatro: la composizione dello spazio\, la gestione della luce e del tempo\, l’inquadratura. Tuttavia\, prosegue l’artista “C’è una gioia che non so spiegare nell’atto del fotografare\, cogliere dalla realtà ciò che solo io posso vedere. E poi condividere con altri questa visione. In teatro quella gioia è preclusa: per arrivare a donare quella stessa visione al pubblico occorre oltrepassare una soglia che per me è sempre faticosa e a tratti dolorosa.” \nOrario: dal venerdì alla domenica 10.30-13 e 15-18\, chiuso dal lunedì al giovedì. \nCastello – Via dei Lecci – Sarteano \nInfo: 353.4048685 – www.comune.sarteano.si.it \n\nFino al 15 giugno\nOsservatorio: Mormorii\nLa Rocca Aldobrandesca ospita il progetto vincitore della prima edizione del bando del Comune di Piancastagnaio dedicato alla realizzazione di mostre di arte contemporanea negli spazi della fortezza. Con opere di Francesca Banchelli\, Francesco Carone\, Rä di Martino e Namsal Siedlecki\, il progetto espositivo è quello curato da Mirco Marino in collaborazione con Antonella Nicola. Le opere dei quattro artisti invitati si inseriscono nei diversi piani della torre come presenze che accompagnano il visitatore in un’esperienza che coinvolge corpo e sguardo. Le figure di Francesca Banchelli attraversano la torre come inquilini perenni\, come ‘Angels don’t sleep’ e ‘White Shadows in the South Seas’\, abitato da quattro figure senza testa. Le sculture di Francesco Carone si collocano sulla soglia tra materiale e forma: nella Torre ecco ‘La salamandra’\, una testa in ceramica refrattario che compare tra le fiamme. La materia di Namsal Siedlecki emerge come un singhiozzo del paesaggio naturale e culturale\, in particolare con ‘Mvah Cha’ una scultura in bronzo la cui forma originale si perde nel calco stesso della scultura. I video di Rä di Martino invertono narrazione e figurazione\, restituendo un’esperienza perturbante del reale: in ‘L’Eccezione’ vediamo una statua-cyborg senza arti abbandonata nel bosco che tenta di seguire il ritmo di una musica che emerge dal suo passato. \nOrario: venerdì 16-19\, sabato e domenica 10-13 e 16-19. \nRocca Aldobrandesca – Piazza Castello – Piancastagnaio \nInfo: 0577.786024 – 0577.784134 \n\nFino al 30 giugno\nL’amore non viene mai meno\nL’artista di origini cinesi Li Yungfeng (Esther Li)\, che vive e lavora tra l’Italia e i Paesi Bassi\, riapre la stagione espositiva al Parco Sculture del Chianti. Il progetto mette in scena una riflessione contemporanea sulla figura femminile e la memoria tra le generazioni\, in un ponte ideale che unisce un’antica forma di scrittura dalla tradizione millenaria e l’immaginario della ‘Turandot’\, nel centenario della sua creazione. Al centro della ricerca dell’artista si trova la scrittura Dongba\, l’antico sistema pittografico del popolo Naxi della provincia dello Yunnan\, in Cina. Ancora oggi utilizzata e riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità\, la scrittura Dongba conserva nella sua origine il significato di traccia: segni lasciati da legno e pietra\, impronte che evocano un rapporto diretto tra cultura\, paesaggio e natura. Nella tradizione Naxi\, inoltre\, la struttura sociale matriarcale e matrilineare assegna alle donne un ruolo centrale nella trasmissione della memoria\, della conoscenza e del legame con la terra. A partire da questa eredità culturale\, Li Yungfeng costruisce un linguaggio visivo contemporaneo fatto di simboli\, segni e narrazioni che intrecciano patrimonio culturale\, natura e femminilità. Le sue opere-racconto si integrano perfettamente con il paesaggio culturale e antropologico del Chianti. \nOrario: tutti i giorni 10-18\, compreso festivi. \nParco Sculture del Chianti – Strada Provinciale 9 di Pievasciata\, 48 – loc. Pievasciata – Castelnuovo Berardenga \nInfo: 0577.357151 – www.parcosculturechianti.it \n\nFino al 26 luglio\nAgaletora\nIl Museo Archeologico del Chianti festeggia la sua riapertura ospitando un progetto espositivo di Michelangelo Consani (Livorno\, 1971) realizzato nell’ambito di ‘VIS-À-VIS arti visive’\, il percorso di Fondazione Musei Senesi che mette in dialogo la ricerca contemporanea con le collezioni storiche dei musei della rete. Attraverso sculture e disegni\, l’artista costruisce un autoritratto simbolico fatto di trasformazioni\, riferimenti al mondo animale e suggestioni archeologiche. Il titolo della mostra deriva dalla lingua etrusca e significa “fanciullo”\, richiamando il momento di formazione dell’identità. Il progetto riunisce una serie di lavori che ruotano attorno all’idea di ritrovamento\, tra stratificazioni\, metamorfosi e trasformazioni simboliche\, evocando processi che appartengono sia alla ricerca artistica che all’indagine archeologica. Tra le opere esposte figura ‘Autoritratto con alligatore’\, una scultura che introduce la dimensione della fanciullezza evocata dal titolo e diventa simbolo di resistenza e trasformazione: sul capo della figura compare una patata germogliata fusa in bronzo\, elemento che richiama il reperto archeologico e lo scavo. A questo nucleo si affianca ‘Anello con serpente’\, una piccola scultura modellata in cera. Completa il percorso una serie di tre disegni intitolata ‘L’Arca’\, studi preparatori per un lavoro ancora in corso: i fogli evocano il mito dell’Arca di Noè e il tema della salvezza delle specie animali. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 10-18. \nMuseo Archeologico del Chianti – Piazza del Comune\, 17/18 – Castellina in Chianti \nInfo: 0577.742090 – www.museoarcheologicochianti.it \n\nFino all’11 ottobre\nSotto gli Archi del Tempo\nColle di Val d’Elsa prosegue il suo programma di valorizzazione culturale del territorio e rafforza il suo ruolo di centro di produzione artistica contemporanea. Protagonista è Leandro Erlich\, tra i più noti esponenti della scena artistica internazionale. Erlich realizza qui tre installazioni site-specific in sabbia che dialogano con l’architettura medievale del ponte e con il contesto urbano. Le opere riflettono sul tema del tempo\, della memoria e della fragilità del patrimonio\, trasformando lo spazio in un paesaggio simbolico e immersivo. Il progetto si articola in tre installazioni: una clessidra monumentale che evoca l’incommensurabilità del tempo; una rappresentazione in scala del borgo di Colle di Val d’Elsa\, modellata come una cartografia effimera; un insieme di architetture iconiche provenienti da diverse civiltà\, riunite in un unico scenario fragile e universale. L’iniziativa è stata ideata e organizzata da Associazione Arte Continua nell’ambito di ‘Colle 2028’. Fulcro dell’intervento è UMoCA – Under Museum of Contemporary Art\, spazio museale permanente situato sotto gli archi del ponte di San Francesco a Colle\, un innovativo luogo dedicato all’arte contemporanea nello spazio pubblico. Il progetto museale include anche un’opera permanente dell’artista Cai Guo-Qiang\, realizzata con l’assistenza di Arte Continua. \nOrario: sempre visibili \nUMoCA – Under Museum of Contemporary Art – Archi del ponte di San Francesco – Colle Val d’Elsa \nInfo: 0577.530164 – 349.3364855 – www.museisenesi.org – www.artecontinua.org
URL:https://www.eventiintoscana.it/evento/le-mostre-a-siena
CATEGORIES:Mostra d'Arte,Mostre,Mostre d'Arte,Siena
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.eventiintoscana.it/wp-content/uploads/2022/10/SIENA.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260213T093000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260830T220000
DTSTAMP:20260511T073612
CREATED:20260211T113633Z
LAST-MODIFIED:20260225T132715Z
UID:323108-1770975000-1788127200@www.eventiintoscana.it
SUMMARY:Mikayel Ohanjanyan. Legami: Ties that Bind\, Carrara
DESCRIPTION:Il mudaC | museo delle arti di Carrara accoglie l’arte di Mikayel Ohanjanyan (1976\, Yerevan\, Armenia) ospitando una personale a cura di Christopher Atamian e Tamar Hovsepian di Atamian Hovsepian Curatorial Practice\, piattaforma curatoriale con base a New York. Attraverso cinque sculture in marmo concepite come un’unica monumentale installazione\, la mostra si concentra sugli elementi chiave della ricerca più recente dell’artista: i legami intesi come connessione\, memoria storica e resilienza\, rappresentati da lavori che parlano di identità\, tempo e relazioni umane. Il corpus di opere esposto è stato pensato e realizzato appositamente per Carrara\, città che ospita il nuovo studio dell’artista ed è gemellata con Yerevan. Un’unica installazione dal forte impatto spaziale (‘Legami: Ties that Bind’) è composta da cinque sculture in marmo statuario bianco di diverse dimensioni\, con elementi più monumentali (fino a 121×210×90 cm) e altri più raccolti (53×68×40 cm). È costituita da due blocchi informi\, tenuti insieme da cavi in acciaio inox che incidono la pietra e che generano una evidente tensione fisica e\, al tempo stesso\, alludono a un’idea di unità e interdipendenza: l’atto del legarle insieme suggerisce un tentativo di recuperare una memoria collettiva perduta e di riflettere sulle strutture invisibili che tengono insieme ogni cosa. \nOrario: dal martedì alla domenica 9.30-12.30 e 15-18\, chiuso lunedì. Dal 1° giugno martedì\, sabato\, domenica 17-20\, mercoledì e giovedì 9.30-12\, venerdì 18-22. \nmudaC ǀ museo delle arti Carrara – Via Canal del Rio\, 1 – Carrara \nInfo: 0585.779681 – www.mudac.museodellearticarrara.it
URL:https://www.eventiintoscana.it/evento/mikayel-ohanjanyan-legami-ties-that-bind-carrara
CATEGORIES:Massa e Carrara,Mostre,Mostre d'Arte
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.eventiintoscana.it/wp-content/uploads/2026/02/output_media.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260228T100000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260607T200000
DTSTAMP:20260511T073612
CREATED:20260225T131617Z
LAST-MODIFIED:20260401T112105Z
UID:323574-1772272800-1780862400@www.eventiintoscana.it
SUMMARY:Emilio Malerba (1878-1926). Dagli esordi al Novecento Italiano\, Lucca
DESCRIPTION:Nelle sale espositive della Fondazione Ragghianti la prima grande mostra monografica dedicata\, dal 1931\, a Emilio Malerba (Milano\, 1878-1926)\, figura decisiva ma ancora non abbastanza conosciuta del panorama artistico italiano della prima metà del XX secolo. Curata da Paolo Bolpagni ed Elena Pontiggia e realizzata in collaborazione con l’Archivio Malerba di Monza\, l’esposizione propone\, attraverso un ampio ‘corpus’ di opere\, manifesti originali e documenti\, una riflessione organica sulla vicenda dell’artista nel centenario della morte. L’allestimento segue il percorso artistico di Malerba dagli anni giovanili legati alla tarda Scapigliatura e dai suggestivi manifesti belle époque fino alla produzione post-scapigliata\, novecentista e purista\, presentando un ampio numero di inediti\, emersi grazie a recenti ricerche. A completare il percorso\, le opere realizzate dagli altri artisti del nucleo iniziale del gruppo ‘Novecento’\, ossia Anselmo Bucci\, Leonardo Dudreville\, Achille Funi\, Piero Marussig\, Ubaldo Oppi e Mario Sironi\, oltre a un ritratto di Malerba eseguito da Primo Sinopico nel 1917\, così da approfondire sfumature e visioni di un gruppo che non si omologò mai totalmente dal punto di vista stilistico. Nonostante la brevità della carriera\, Malerba riuscì a delineare una poetica di grande raffinatezza\, incentrata sull’indagine del ‘vero’\, inteso come rivelazione della dimensione interiore di figure e oggetti. \nOrario: dal martedì alla domenica 10-20\, chiuso lunedì. \nFondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti – Complesso monumentale di San Micheletto – Via San Micheletto\, 3 – Lucca \nInfo: 0583.467205 – www.fondazioneragghianti.it
URL:https://www.eventiintoscana.it/evento/emilio-malerba-1878-1926-dagli-esordi-al-novecento-italiano-lucca
CATEGORIES:Lucca,Mostre d'Arte
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://www.eventiintoscana.it/wp-content/uploads/2026/02/per-aici-14.png
END:VEVENT
END:VCALENDAR