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SUMMARY:Le mostre d'arte ad Arezzo e provincia
DESCRIPTION:Fino al 30 agosto\nZoomorphica\nIl Museo Civico di Sansepolcro ospita una mostra personale dell’artista americana Arianna Fioratti Loreto dedicata ad un ciclo di disegni a china in cui il mondo animale diventa linguaggio simbolico: schizzi sviluppati come riflessione sul rapporto tra natura\, simbolo e immaginario. Il progetto si sviluppa in dialogo con il patrimonio rinascimentale conservato nelle sale del museo e\, in particolare\, con l’opera di Piero della Francesca e con la sua capacità di rendere visibile\, attraverso l’immagine\, il passaggio tra dimensione terrena e ultraterrena. Attraverso il disegno a china\, Fioratti Loreto costruisce un bestiario contemporaneo in cui osservazione naturalistica e invenzione simbolica convivono senza soluzione di continuità. Le 75 opere in mostra articolano un atlante visivo in cui animali reali e creature ibride o mitiche si intrecciano\, trasformando la rappresentazione del mondo animale in un sistema di rimandi allegorici. Uccelli\, insetti\, rettili e anfibi convivono con figure emblematiche come la fenice\, i serpenti e le farfalle\, tutte legate ai temi della trasformazione e della rinascita. \nOrario: tutti i giorni 9.30-13 e 14.30-18. \nMuseo Civico – Via Niccolò Aggiunti\, 65 – Sansepolcro \nInfo: 0575.732218 – museocivico@comune.sansepolcro.ar.it \n\nFino al 6 settembre\nDa Michelangelo a Rodin nell’obiettivo degli Alinari \nLa Casa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi di Arezzo presenta una mostra fotografica curata da Rita Scartoni. L’allestimento ripercorre attraverso un’accurata selezione di oltre sessanta opere fotografiche l’impegno dei tre principali atelier italiani – Alinari\, Brogi e Anderson – nella riproduzione dell’opera di Michelangelo. Dal David alla volta della Cappella Sistina\, fino alle sculture monumentali delle Cappelle Medicee\, i capolavori vengono presentati in uno straordinario servizio in epoca bellica. In un periodo in cui la fotografia conservava ancora una forte componente sperimentale e artigianale\, realizzare un ideale catalogo delle opere del Maestro significò\, per i fotografi dell’Ottocento\, confrontarsi con le sfide poste dal rapporto tra il mezzo fotografico e la straordinaria complessità dei manufatti michelangioleschi. La diffusione internazionale di queste immagini contribuì ad alimentare il mito moderno di Michelangelo\, influenzando la ricerca di artisti come Rodin\, Bourdelle\, Trentacoste e Andreotti\, che da lui ripartono per innovare profondamente la scultura. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-13 e 14-18. \nCasa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi – Corso Italia\, 14 – Arezzo \nInfo: 0575.354126 – www.fondazioneivanbruschi.it \n\nFino al 6 settembre\nCorpo a Corpo. Visioni a confronto sul sacro\nTorna in Casentino il Festival della Fotografia Italiana\, uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati alla fotografia d’autore italiana. In occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi\, il festival sceglie di lavorare sul ritorno del sacro\, della spiritualità e della superstizione nell’Italia contemporanea. Non in chiave religiosa tradizionale ma come bisogno collettivo di senso\, ritualità e memoria in una società sempre più immersa nell’iperconnessione. L’intera edizione 2026 ruota attorno al tema ‘Riti e Visioni. Tra spirituale e materiale’\, provando a interrogare il modo in cui il sacro continui ad attraversare il presente. Il cuore del festival è la grande mostra centrale ‘Corpo a Corpo. Visioni a confronto sul sacro’\, curata da Denis Curti al CIFA di Bibbiena. Il progetto è costruito come una serie di confronti tra autori\, linguaggi e generazioni diverse attorno a una domanda molto contemporanea: come rappresentare ciò che\, per sua natura\, sfugge allo sguardo? Il percorso mette insieme 21 autori italiani tra grandi nomi e nuove generazioni – tra cui Ferdinando Scianna\, Massimo Sestini\, Antonio Biasiucci\, Giovanni Chiaramonte\, Pepi Merisio\, Silvia Camporesi e Tiziano Terzani – con dialoghi che attraversano ritualità popolari\, magia\, confessionali\, pellegrinaggi\, espiazione\, corpo\, paesaggi meditativi e riemersione del mito. \nIngresso libero. Orario: da giovedì a domenica 10-13 e 16-19\, dall’1 al 31 agosto da mercoledì a domenica 10-13 e 16-19. \nCIFA – Centro Italiano della Fotografia d’Autore – Via delle Monache\, 2 – Bibbiena \nInfo: 0575.1653924 – www.centrofotografia.org \n\nFino al 6 settembre\nL’abito fa il monaco\n‘Porporati e preti\, suore e frati nel cinema e nella fiction italiani degli ultimi decenni’ è il sottotitolo di questa seconda mostra inclusa nel Festival della Fotografia Italiana e ospitata dal Castello dei Conti Guidi di Poppi. Curata da Antonio Maraldi\, l’esposizione integra il tema ‘Riti e Visioni. Tra spirituale e materiale’ che caratterizza l’edizione 2026\, dedicata agli 800 anni dalla morte di San Francesco ed è dedicata alla rappresentazione di figure religiose nel cinema e nella serialità televisiva italiana. Un percorso che attraversa immagini di scena\, ritratti e set\, restituendo la forza visiva di un immaginario che ha accompagnato generazioni di spettatori e che continua a interrogare il rapporto tra abito\, ruolo\, fede\, potere\, ironia e costruzione narrativa. In coerenza con il tema dell’edizione\, la mostra guarda alla figura del religioso come presenza culturale oltre che spirituale: un corpo vestito di segni\, un personaggio reale o immaginato\, un archetipo capace di muoversi tra dramma e commedia\, solennità e paradosso\, devozione e rappresentazione popolare. Una galleria che mostra come il cinema e la fiction abbiano saputo trasformare l’immaginario religioso in materia narrativa\, visiva e profondamente italiana. \nOrario: da giovedì a domenica 10-13 e 16-19\, dall’1 al 31 agosto da mercoledì a domenica 10-13 e 16-19. \nCastello dei Conti Guidi – Piazza della Repubblica\, 1 – Poppi \nInfo: 0575.520516 – 350.1974405 – www.castellodipoppi.it \n\nFino al 6 settembre\nLa Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata\nTorna nella sua città di provenienza la celebre statua bronzea della Minerva\, simbolo identitario di Arezzo\, giunta in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze. La mostra si inserisce nel programma nazionale ‘Semi di comunità – Piano Olivetti per la cultura’\, dedicato al coinvolgimento attivo delle comunità nei processi di valorizzazione del patrimonio culturale. La statua\, uno dei grandi bronzi dell’antichità\, fu ritrovata nel sottosuolo di Arezzo nel 1541\, durante lo scavo di un pozzo presso San Lorenzo\, e fu donata al duca Cosimo I de’ Medici\, che la tenne nel suo studio privato a Firenze\, città da cui non si è più mossa. La scultura è alta un metro e mezzo e raffigura la dea Atena/Minerva con chitone\, himation\, egida con testa di Medusa ed elmo corinzio. Gli studi più recenti la riconducono a un originale ellenistico\, databile ai primi decenni del III secolo a.C. (300–270 a.C. circa)\, forse prodotto in ambito italico o magnogreco. Nell’allestimento la Minerva è collocata nella sezione romana del Museo e ne viene raccontata la scoperta\, la fortuna collezionistica e la complessa storia conservativa. Si approfondiscono anche gli studi sulla Arezzo romana (Arretium) e si mostrano e resti della ‘domus’ aristocratica presso cui fu trovata: mosaici\, pavimenti in opus sectile\, decorazioni parietali\, bronzetti\, arredi e rilievi. \nOrario: lunedì\, martedì e mercoledì 9-14\, giovedì\, venerdì e sabato 9-19.30\, domenica 9-14. \nMuseo Archeologico Nazionale ‘Gaio Cilnio Mecenate’ – Via Margaritone\, 10 – Arezzo \nInfo: 0575.20882 – drm-tos.archeoar@cultura.gov \n\nFino al 20 settembre\nImitation of Life (imitare la vita)\nCasa Masaccio accoglie la prima personale in un’istituzione pubblica italiana dell’artista taiwanese Skyler Chen (classe 1982). A cura di Marta Papini e in collaborazione con la galleria MASSIMODECARLO\, la mostra interroga la tradizione della pittura occidentale attraverso forme dissonanti e frammenti narrativi. Chen si confronta con i canoni della pittura rinascimentale italiana proprio nel luogo in cui questi hanno preso forma: la prospettiva lineare\, il realismo delle proporzioni\, l’idea di uno spazio ordinato e misurabile costruito per un unico punto di vista. Appropriandosi di questa stessa gabbia prospettica\, l’artista inserisce alcuni elementi di disturbo – scritte\, dettagli incongrui\, ingrandimenti – che incrinano l’armonia delle scene. Le immagini\, a un primo sguardo classiche e dense di riferimenti alla storia dell’arte quattrocentesca\, diventano minacciose e elettriche\, come un cielo plumbeo che comprime l’aria prima di una tempesta. Questa tensione nasce da una domanda: cosa accade quando il punto di vista unico su cui si fonda la prospettiva lineare viene attraversato da una pluralità di soggetti e di storie? Quando al soggetto universale della modernità si sostituiscono identità molteplici\, queer e diasporiche\, segnate dalla storia che quella stessa prospettiva ha contribuito a raccontare? Le opere frutto di questi interrogativi non offrono risposte\, anzi: appaiono come un rebus di cui si fatica a trovare una soluzione. \nIngresso libero. Orario: da martedì al venerdì 15-19\, sabato\, domenica e festivi 10-13 e 15-19. \nCasa Masaccio – Corso Italia\, 83 – San Giovanni Valdarno \nInfo: 055.9126283 – casamasaccio@comunesgv.it \n\nFino al 1 novembre\nAlberto Zorzi straordinario scultore orafo e il gioiello d’artista\nI gioielli d’artista di Alberto Zorzi (Padova\, 1958)\, maestro orafo di rilievo internazionale\, sono protagonisti di una mostra personale presso il Museo Orodautore di Arezzo\, un unicum dedicato al gioiello contemporaneo con 350 opere fra gioielli\, ornamenti e microsculture\, che\, dal 1970 è allestito nel Palazzo della Fraternità. L’allestimento è ospitato nei nuovi spazi espositivi del Salone del Torri e presenta un’antologica delle creazioni dell’artista veneto\, rinomato scultore dell’ornamento e del manufatto\, tra i più significativi dell’oreficeria italiana contemporanea. A cura di Giuliano Centrodi\, curatore scientifico del Museo Orodautore\, l’esposizione ci permette di ammirare le opere più recenti dell’artista\, con alcuni capolavori senza tempo della sua produzione. Tra questi\, la spilla in oro ‘La Città-Arezzo’ che fa parte del suo vasto repertorio di visioni di profili aerei della sky-line urbana\, ispirati al Trecento. L’opera è realizzata da elementi lamellari e tubolari con parti satinate\, smerigliate e lucidate. In mostra anche il collier presentato nel 2025 nella rassegna dedicata a Giorgio Vasari. Si ricordano poi le spille ‘Structura’\, in oro e tormaline\, e i gioielli ‘Scrittura’\, con superfici dalle lamine a basso rilievo che rimandano allo ‘stiacciato’ donatelliano. I recenti progetti ‘Pitagora’ e ‘Fellini’ offrono invece preziose sculture per la tavola e per l’uso quotidiano. \nOrario: venerdì\, sabato e domenica 11-19. \nMuseo Orodautore – Palazzo della Fraternita dei Laici – Via Vasari\, 3 – Arezzo \nInfo: 0575.377437 – www.fondazioneguidodarezzo.com
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DESCRIPTION:Fino al 30 giugno\nEssere Cappiello\nL’Accademia Cappiello di Firenze celebra i 70 anni di attività\, raccontando il proprio ruolo nella formazione. Fondata nel 1956 da Gastone Canessa\, pittore e pubblicista\, l’Accademia nasce nel segno della grafica\, della comunicazione e del dialogo tra cultura visiva e professione. Oggi parte di Hdemy Group\, polo formativo attivo nei settori del design e delle industrie creative\, continua a custodire una propria identità precisa\, profondamente legata a Firenze e alla sua tradizione culturale. Al centro una selezione di oltre sessanta lavori dell’Accademia – tra progetti innovativi\, documenti d’Archivio e video – dialogano con alcune opere e manifesti d’epoca di Leonetto Cappiello (1875 – 1942)\, da cui l’istituzione fiorentina prende il nome. Un artista che ha saputo anticipare molti dei temi ancora centrali nella comunicazione visiva contemporanea: l’immediatezza del segno\, la riconoscibilità dell’immagine\, il rapporto tra arte\, pubblicità e costruzione simbolica del brand. Curata da Eleonora Sassoli e Simone Nannipieri\, in collaborazione con Associazione Leonetto Cappiello e Galleria d’Arte Athena di Livorno\, la mostra supera una dimensione puramente celebrativa per configurarsi come percorso culturale e occasione di confronto. La dimensione didattica non è separata dall’impianto espositivo\, ma ne diventa parte integrante\, suggerendo che il sapere visivo si costruisce attraverso pratiche di riattivazione più che di conservazione. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 14-18\, chiuso sabato e domenica. \nAccademia Cappiello – Viale Michelangelo\, 19 – Firenze \nInfo: 055.6813211 – www.accademia-cappiello.it \n\nFino al 5 luglio\ndella provincia\nLa B.east Gallery presenta una mostra personale del pittore fiorentino Elia Mauceri. Questa nuova serie di dipinti nasce da una frattura biografica precisa: l’artista è costretto a lasciare Firenze insieme alla compagna e alla figlia per trasferirsi in ‘provincia’\, a Dicomano. Tuttavia\, questo passaggio non viene mai affrontato in chiave narrativa o sociale. Nei lavori di Mauceri il trasferimento si trasforma piuttosto in una condizione interiore che attraversa interni domestici\, paesaggi quotidiani e relazioni familiari. Le figure sembrano sospese in una temporalità immobile\, immerse in atmosfere silenziose dove ogni gesto appare rallentato\, come trattenuto. Attraverso una palette dominata da verdi febbrili e luminosità attenuate\, Mauceri costruisce immagini in cui il quotidiano perde progressivamente la propria evidenza realistica per entrare in una dimensione più ambigua e percettiva. È qui che emerge una forma di ‘realismo magico’ contemporaneo: non come elemento fantastico o narrativo\, ma come lieve alterazione dello sguardo. \nIngresso libero: Orario: dal giovedì alla domenica 15-19. \nB.east Gallery – Via di Mezzo\, 40a – Firenze \nInfo: 329.8756349 – www.beastgallery.com \n\nFino al 6 luglio\nRoberto Corazzi. L’Architettura come Ricerca e Passione\nOrganizzata in due sedi espositive\, la mostra curata da Vincenzo Vaccaro ricostruisce la figura di Roberto Corazzi (1940 – 2024)\, studioso che ha dedicato la vita alla comprensione dell’architettura come forma di sapere e di umanità. Corazzi è stato uno dei massimi studiosi dell’architettura di Filippo Brunelleschi e in particolare della Cupola del Duomo di Firenze di cui ha indagato i sistemi costruttivi contribuendo a fornire una enorme quantità di informazioni. Alla Libreria Brunelleschi dell’Opera di Santa Maria del Fiore sono esposti una selezione di schizzi e disegni originali che testimoniano oltre mezzo secolo di studi e rilievi a mano libera dell’architetto e il suo rapporto con la Cupola. Alla Fondazione Romualdo Del Bianco la mostra è dedicata alla straordinaria capacità di Corazzi di tradurre la complessità architettonica in modelli e maquette di altissimo valore tecnico e artistico. Da ricordare anche il modello in legno della Cattedrale di Firenze (cm 120 x 150)\, realizzato da un gruppo di detenuti della Casa Circondariale ‘La Dogaia’ di Prato sotto la direzione di Corazzi e donato all’Opera\, che ora lo espone nell’Aula didattica del Museo dell’Opera del Duomo (su prenotazione). \nOrario: dal lunedì al sabato 8.30-18.30\, domenica e festivi 10.30-17.30 \nLibreria Brunelleschi – Antica Canonica di San Giovanni – Piazza San Giovanni\, 7 – Firenze \nInfo: 055.2302885 – www.duomo.firenze.it \nOrario: dal lunedì al venerdì 14.30-17.30. \nFondazione Romualdo Del Bianco-Life Beyond Tourism – Palazzo Coppini – Via del Giglio\, 10 – Firenze \nInfo: 055.216066 – www.fondazine-delbianco.org \n\nFino al 10 luglio\nUn anno al Bisonte\nLa Fondazione Il Bisonte presenta la collettiva delle studentesse e degli studenti del corso annuale di Incisione e Stampa d’Arte. La celebre istituzione fiorentina\, nata nel 1959 come stamperia d’arte fondata da Maria Luigia Guaita\, è famosa nel mondo anche per le sue collaborazioni con Pablo Picasso\, Henry Moore\, Graham Sutherland\, Alexander Calder e altri maestri e personalità dell’arte. L’esposizione\, a cura di Rodolfo Ceccotti\, raccoglie quest’anno i lavori di Umberto Agostino\, Anna Arimondi\, Letizia Carelli\, Michele Celeste\, Laura Cescon\, Viviana Cuevas\, Andrés De Santiago Aréizaga\, Rafael De Toledo Pinto\, Daniela Del Rio Peters\, Richard Domenico Ehlert\, Ana Herreros Martinez\, Zhiyu Liu\, Lisa Medaglia\, Sofia Micheli\, Lydia Reig Gonzalez\, Antonia Taralli e rappresenta l’epilogo di un percorso contraddistinto dall’incontro transculturale di mani\, menti e modalità creative accomunate dalla passione e dalla voglia di fare incisione. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 9-13 e 14.30-18.30. \nFondazione Il Bisonte – Via S.Niccolò\, 24r – Firenze \nInfo: 055.2346768 – www.ilbisonte.it \n\nFino al 12 luglio\nDis/Enchanted Interiors\nIl MAD – Murate Art District\, il centro di produzione di arte contemporanea del Comune di Firenze gestito da Fondazione MUS.E e diretto da Valentina Gensini\, ospita negli spazi della Sala ‘Ketty La Rocca’\, una mostra di Anna Perach\, a cura di Veronica Caciolli e Valentina Gensini. L’allestimento si propone come una retrospettiva sull’opera dell’artista russa (Zaporizhzhia\, 1985)\, che vive e lavora a Londra\, nell’ultimo decennio\, ma anche come esposizione site-specific che indaga i temi del colonialismo\, dell’esotismo\, delle tradizioni popolari\, dell’identità e del femminile. Il lavoro dell’artista affronta il rapporto tra miti personali e immaginari culturali\, attraverso sculture indossabili e performance che intrecciano artigianato\, folklore e riflessioni sul genere e sull’identità. Perach crea ambienti abitati da sculture utilizzando la tecnica di tessitura nota come tufting\, spesso impiegata per la realizzazione di tappeti. Le sue sculture risiedono nello spazio liminale tra oggetto e ‘pelle’\, e vengono attivate in performance coreografate ed eseguite con sound. Il tappeto\, simbolo domestico che accompagna i viaggi dell’artista sin dagli inizi della sua carriera\, accoglie e innesca una serie di riflessioni sulla migrazione culturale. Una parte della mostra (che fa parte del programma PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027\, promosso dall’Unione Europea) è allestita presso il Museo di Antropologia e Etnologia dell’Università (via del Proconsolo 12). \nOrario: dal martedì al sabato 14.30-19.30; al Museo di Antropologia dal martedì alla domenica 9-17. \nMAD – Murate Art District – Piazza delle Murate – Firenze \nInfo: 055.2476873 – www.murateartdistrict.it – www.sma.unifi.it \n\nFino al 17 luglio\nINSPIRER / RESPIRER\n‘Artisti francesi in Toscana’ è il sottotitolo di questa mostra collettiva aperta dall’Institut français Firenze (IFF) negli storici spazi di Palazzo Lenzi. Cinque artisti\, cinque visioni\, un unico legame: la Toscana. La mostra nasce da una visione strategica di Guillaume Rousson\, direttore dell’istituto francese e Console Generale di Francia. L’obiettivo è duplice: celebrare l’eccellenza degli artisti francesi che hanno scelto la Toscana come sede della propria attività creativa e\, al contempo\, istituzionalizzare un appuntamento annuale che diventi un punto di riferimento per il dialogo culturale tra Francia e Italia. Il coordinamento critico ed espositivo è affidato ad Adélie Desnot\, curatrice formata presso l’École du Louvre di Parigi. Il percorso espositivo propone un viaggio attraverso la materia e il pensiero di cinque protagonisti: Clet Abraham\, celebre per i suoi interventi urbani che trasformano i segnali stradali in opere d’arte; Pierre Auzias\, che utilizza materiali organici che raccontano la fragilità e la forza del corpo in divenire; Jeanne-Isabelle Corniére\, le cui opere in resina e vetro evocano un’infanzia sospesa; Pierre-Alix Nicolet\, che cerca di rendere visibile l’invisibile attraverso processi di decomposizione e nuova forma. Infine Victor Veber\, giovane scultore figurativo che mette il corpo al centro di una lotta tra resistenza e vulnerabilità. \nOrario: dal lunedì al sabato 8-14. Aperture straordinarie nei giorni 8\, 14 e 17 luglio alle ore 18.30. \nInstitut français Firenze – Palazzo Lenzi – Piazza d’Ognissanti\, 2 – Firenze \nInfo: 055.2718801 – www.institutfrancais.it \n\nFino al 17 luglio\nStaying with the Trouble\nBagasseria\, lo studio d’arte del pittore fiorentino Samuele Alfani\, ospita una mostra degli artisti Luca Granato (Cosenza\, 1999) e Jonathan Soliman Awadalla (Fiesole\, 1995) curata da Lucrezia Caliani. Attraverso videoinstallazioni\, immagini e fotografie\, il progetto espositivo propone un approccio multidisciplinare che indaga la geografia di luoghi apparentemente marginali e dimenticati\, sospesi tra abbandono e trasformazione. Partendo dalla definizione del biologo Gilles Clément\, che chiamava questi spazi ‘Terzo Paesaggio’\, territori in cui ciò che viene escluso o scartato conserva ancora la possibilità di generare nuove forme di vita\, il dialogo tra Luca Granato e Jonathan Soliman Awadalla si immerge nella complessità di ecosistemi instabili attraversati da tensioni ecologiche\, politiche e sociali\, capaci di custodire forme invisibili di resistenza e possibilità di rigenerazione. Le opere dei due artisti riflettono quindi sulle forme contemporanee della sopravvivenza e sulle inquietudini che attraversano il nostro tempo\, delineando un paesaggio instabile in cui ciò che appare fragile continua a resistere\, mutare e produrre nuove possibilità di immaginazione e relazione. \nIngresso libero. Orario: su appuntamento \nBagasseria – Via dell’Agnolo\, 25/R – Firenze \nInfo: 349.6574162 – www.instagram.com/bagasseria/ \n\nFino al 24 luglio\nRaccontare il mondo. Donne\, letteratura e infanzia al Vieusseux\nPer celebrare i centocinquanta anni dalla nascita di Laura Orvieto (Milano\, 7 marzo 1876 – Firenze\, 9 maggio 1953) scrittrice di alcuni testi cardine della letteratura per ragazzi\, e per sottolineare la centralità di una produzione letteraria troppo spesso relegata a ‘sottocategoria’\, il Gabinetto Vieusseux presenta\, presso l’Archivio Contemporaneo ‘Alessandro Bonsanti’\, una mostra a cura di Elisa Martini e Benedetta Gallerini. Al centro la figura di Laura Orvieto\, autrice di libri celeberrimi come “Storie della storia del mondo” e “Leo e Lia”\, ma accanto a lei riemergono nomi di scrittrici che\, con le loro storie e racconti\, hanno ‘fatto gli italiani’. Laura Orvieto\, le donne e la letteratura per l’infanzia: autrici complesse che segnano un’epoca con le loro opere ricche di magia\, illustrazioni e colori\, ma non per questo sorelle minori di quelle destinate agli adulti. Non è un caso che questi testi siano costellati da bellissime illustrazioni\, come ad esempio quelle di Ezio Anichini che ha illustrato quasi la totalità dei libri di Laura Orvieto o quelle di Duilio Cambellotti o Aleardo Terzi per i libri di Térésah. Questa mostra è un’occasione unica per scoprire e ri-scoprire il fantastico e il meraviglioso di questa letteratura dimenticata. L’Archivio contemporaneo del Vieusseux in Palazzo Corsini Suarez\, possiede un vasto Fondo della famiglia Orvieto\, che include la ricostruzione di tre stanze dell’appartamento in cui era custodita la biblioteca di Adolfo Orvieto. \nOrario: lunedì\, martedì e venerdì 9-13\, mercoledì e giovedì 9-17.30\, chiuso sabato e domenica. \nArchivio contemporaneo ‘Alessandro Bonsanti’ – Via Maggio\, 42 – Firenze \nInfo: 055.290131 – www.vieusseux.it \n\nFino al 30 luglio\nUlrich Egger. La solitudine dell’architettura\nLa galleria Il Ponte prosegue la stagione espositiva con una monografica dedicata a Ulrich Egger (Bolzano\, 1959)\, artista del quale vengono presentate fotosculture dai primi anni Duemila ad oggi. La mostra\, a cura di  Pietro Gaglianò\, si dipana nei due piani dello spazio attraverso una selezione di lavori di medie – grandi dimensioni in cui paesaggi industriali e urbani\, costruzioni\, interni e facciate in stato di abbandono sono i protagonisti soggetto del leitmotiv dell’interpretazione e della rappresentazione della caducità del mondo urbano. I suoi lavori sono un ‘mash up’ di immagini e materiali industriali\, avvalendosi tecnicamente dell’acciaio\, del ferro\, del legno\, del vetro unitamente alla fotografia. La serie ‘Impatto urbano’ (stampa fotografica su Dibond con cornice in alluminio\, o ferro e legno)\, ‘Belvedere’ (stampa fotografica su tela\, nylon e ferro)\, ‘Convivenza’ (su Dibond\, carta da parati\, neon e ferro)\, ‘Die dritte Haut’ (su PVC\, ferro e vernice a olio)\, ‘Hotel Principe’ (su forex\, intonaco e ferro)\, ‘Sotterraneo’ (su MDF\, grafite e ferro)\, sono scenari – per citarne alcuni – dei lavori presentati in mostra che coinvolgono lo spettatore alla presenza di queste tracce evidenti di edifici\, di case piene di ricordi in essi rappresentati\, a ‘rivivere’ storie che nonostante tutto continuano a sopravvivere. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 10-13 e 15-19\, sabato su appuntamento. \nGalleria Il Ponte – Via di Mezzo\, 42/b – Firenze \nInfo: 055.240617 – www.galleriailponte.com \n\nFino al 31 luglio\nFuori Casa\nGalleria d’arte La Fonderia ospita una mostra personale di Marco Ferri (classe 1968) a cura di Davide Sarchioni. Il progetto espositivo\, concepito appositamente per questi spazi\, si sviluppa a partire dalla relazione tra la casa-studio di Ferri a Tarquinia e l’ambiente espositivo\, con una serie di riflessioni e connessioni sugli sviluppi più recenti della ricerca pittorica dell’artista. L’allestimento si articola nei due ambienti della galleria che descrivono momenti distinti ma complementari\, come il recto e il verso della stessa medaglia. Nella prima sala è esposto un nucleo di dipinti inediti in dialogo con una gigantografia dello studio\, mentre nella seconda sala trovano collocazione una serie di scatti\, realizzati da Marta Guidi\, che ritraggono gli interni della sua casa-studio. Arte e vita si intrecciano in modo inscindibile: oggetti\, superfici e materiali consunti e logorati dal tempo convivono secondo una logica stratificata\, fatta di accumuli\, tracce e trasformazioni che si riflettono direttamente nel linguaggio pittorico. In tale contesto si inserisce una novità significativa: Ferri si confronta apertamente con il tema del paesaggio\, attraverso dipinti-oggetto dalle forme tridimensionali e poliedriche sulle cui superfici si dispiega una pittura inedita e sorprendente ispirata ai dipinti di Corot\, Constable o Lapìn\, figure emblematiche di un immaginario legato al viaggio e al Grand Tour in Italia. \nIngresso libero. Orario: dal martedì al venerdì 10-13 e 15.30-19.30\, sabato 10-13. \nGalleria d’arte La Fonderia – Via della Fonderia\, 42R – Firenze \nInfo: 055.221758 – www.galleriafonderia.com \n\nFino al 2 agosto\nThere Are Other Fish In The Sea\nLa Fondazione Palazzo Strozzi e la Fondazione Hillary Merkus Recordati presentano una nuova installazione site-specific per il Cortile di Palazzo Strozzi realizzata da SUPERFLEX\, collettivo danese riconosciuto a livello internazionale per opere e progetti che ripensano il ruolo dell’arte in relazione a dinamiche sociali\, economiche e ambientali del nostro tempo. L’installazione è prodotta in collaborazione con Kunsthal Spritten (Aalborg\, Danimarca)\, che ospiterà l’opera in una versione rinnovata in occasione della sua inaugurazione nel 2027. A cura di Arturo Galansino\, direttore della Fondazione Strozzi\, l’installazione instaura un dialogo suggestivo e inatteso con l’architettura rinascimentale del Cortile. Prefigurando un futuro in cui l’innalzamento del livello dei mari altererà irreversibilmente la vita dell’uomo\, ‘There Are Other Fish In The Sea’ (‘Ci sono altri pesci nel mare’) propone un progetto di ”architettura interspecie” che invita i visitatori a immaginare nuove modalità di coesistenza tra esseri umani e non umani. Nel sessantesimo anniversario della devastante alluvione del 1966 a Firenze\, il Cortile diventa il punto di partenza per promuovere un cambiamento di prospettiva nel nostro rapporto con l’ambiente\, mettendo in discussione la tradizionale centralità attribuita all’essere umano. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 10-20\, giovedì fino alle 23. \nPalazzo Strozzi – Piazza Strozzi- Firenze \nInfo: 055.2645155 – www.palazzostrozzi.org \n\nFino al 23 agosto\nRothko a Firenze\nLa Fondazione Palazzo Strozzi presenta una delle più grandi mostre mai dedicate in Italia a Mark Rothko (Lettonia 1903 – New York\, 1970)\, indiscusso maestro dell’arte moderna americana. A cura di Christopher Rothko ed Elena Geuna\, l’evento è un progetto concepito appositamente per Palazzo Strozzi ed esplora come Rothko traduca in pittura la tensione tra misura classica e libertà espressiva\, dando vita attraverso il colore a una nuova percezione dello spazio che oltrepassa la bidimensionalità della tela. In mostra oltre 70 opere provenienti da prestigiose collezioni private e da musei come il MoMA e il Metropolitan di New York\, la Tate di Londra\, il Centre Pompidou di Parigi e la National Gallery di Washington. Il percorso espositivo è cronologico e ripercorre l’intera carriera di Rothko: dagli anni ’30 e ’40\, caratterizzati da opere figurative e in dialogo con i linguaggi dell’Espressionismo e del Surrealismo\, fino agli anni ’50 e ’60\, che si distinguono per le celebri tele astratte create attraverso ampie campiture cromatiche capaci di coinvolgere lo spettatore attraverso un vocabolario intriso di spiritualità e poesia. Da Palazzo Strozzi il progetto si estende coinvolgendo due luoghi particolarmente cari all’artista: il Museo di San Marco\, con opere in dialogo con gli affreschi di Beato Angelico\, e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana progettato da Michelangelo. \nOrario: tutti i giorni 10-20\, giovedì 10-23. \nPalazzo Strozzi – Piazza Strozzi – Firenze \nInfo: 055.2645155 – www.palazzostrozzi.org\n \n\nFino al 23 agosto\nCanto infinito\nUna mostra personale di Jean-Marie Appriou per il Project Space di Palazzo Strozzi\, lo spazio dedicato all’arte emergente. A cura di Arturo Galansino\, il progetto espositivo riunisce un gruppo di nuove opere dell’artista francese\, proponendo un ampio sguardo sul suo lavoro\, che oggi si pone come una delle voci più originali nella ridefinizione dell’idea di scultura nell’arte contemporanea. Il lavoro di Jean-Marie Appriou (classe 1986) è caratterizzato da un approccio sperimentale nell’utilizzo di materiali\, come alluminio\, bronzo\, vetro\, argilla e cera. Attraverso una pratica fortemente tattile\, l’artista modella figure che si inseriscono in un territorio ambiguo tra l’umano\, l’animale e il vegetale. I riferimenti iconografici attingono alle mitologie arcaiche\, alla fantascienza e alla cultura contemporanea: cavalli\, serpenti\, creature marine ed esseri ibridi popolano un universo simbolico\, in cui le forme sembrano sospese tra terra e acqua\, oscurità e luce\, permanenza e mutamento. Il titolo della mostra\, ‘Canto infinito’\, evoca l’idea di un flusso continuo senza inizio né fine\, suggerendo una dimensione in cui tempo\, materia e immaginazione sono in costante trasformazione. Concepite come tappe di un percorso\, le opere in mostra richiamano l’eredità della Divina Commedia come orizzonte culturale e simbolico. \nIngresso gratuito. Orario: tutti i giorni 10-20\, giovedì 10-23. \nProject Space di Palazzo Strozzi – Piazza Strozzi – Firenze \nInfo: 055.2645155 – www.palazzostrozzi.org \n\nFino al 25 agosto\nFirenze Déco. Atmosfere degli anni Venti\nPalazzo Medici Riccardi ospita una mostra che restituisce al grande pubblico il ruolo centrale della città nella diffusione dell’Art Déco in Italia ed Europa. Promossa da Città Metropolitana di Firenze e organizzata da Fondazione MUS.E\, l’esposizione – a cura di Lucia Mannini – racconta un decennio di straordinario fermento creativo\, in cui Firenze si afferma come laboratorio raffinato di arti applicate\, moda\, design\, teatro e arti decorative. Ceramiche\, vetri\, arredi\, gioielli\, tessuti\, abiti\, manifesti e costumi di scena ricostruiscono il clima culturale degli anni Venti\, mettendo in dialogo artisti e manifatture che seppero rinnovare la tradizione con uno sguardo aperto alle avanguardie e al gusto internazionale.\nDal contributo di Gio Ponti per Richard-Ginori alle opere di Galileo Chini\, da Thayaht ai gioielli ricercati dall’alta società internazionale fino alle magnifiche sete apprezzate da D’Annunzio e agli accattivanti manifesti pubblicitari: il percorso espositivo propone una lettura ampia e non localistica del Déco fiorentino\, evidenziandone la rilevanza nazionale e internazionale. Un viaggio immersivo nelle atmosfere di un’epoca che ha segnato in modo duraturo l’identità moderna della città. \nOrario: tutti i giorni 9-19\, chiuso mercoledì. \nPalazzo Medici Riccardi – Via Cavour\, 3 – Firenze \nInfo: 055.2760552 – www.palazzomediciriccardi.it \n\nFino al 31 agosto\n230\nInaugurata in occasione della festa del Patrono\, questa mostra celebra i 230 anni della Società di San Giovanni Battista\, nata nel 1796 nel nome del santo protettore di Firenze. Una mostra storica che ripercorre le vicende della Società di San Giovanni Battista\, dal 1796 ad oggi\, attraverso opere d’arte\, cimeli e documenti inediti relativi allo status societario\, le onorificenze e le funzioni istituzionali. 230 anni durante i quali la Società è rimasta attiva ininterrottamente in ogni periodo\, dal Granducato lorenese al periodo napoleonico\, dal Regno dei Savoia alla Repubblica\, concentrandosi sull’organizzazione dei festeggiamenti del patrono di Firenze\, sulle opere di carità e sull’accrescimento culturale della città. Nello stesso contesto di recupero della memoria cittadina\, la Società di San Giovanni Battista presenta il completamento dell’importante intervento di restauro conservativo della storica statua in terracotta del Santo Patrono\, realizzato nel 1928 dalla celebre Manifattura di Signa e donata dal socio Augusto Cui. \nIngresso libero per i residenti nel Comune di Firenze. Orario: tutti i giorni 10-18. \nMuseo de’ Medici – Rotonda del Brunelleschi – Via degli Alfani\, 39 – Firenze \nInfo: 055.7098284 – www.museodemedici.org – www.sangiovannifirenze.it \n\nFino al 13 settembre\nBaselitz. AVANTI!\nIl Museo Novecento di Firenze presenta una grande mostra dedicata a uno dei protagonisti dell’arte contemporanea\, curata da Sergio Risaliti e realizzata in collaborazione con lo studio dell’artista\, un progetto espositivo di ampio respiro che mette al centro una dimensione fondamentale e spesso meno esplorata della pratica di Georg Baselitz: l’incisione. Distribuita sui tre piani del museo\, la mostra riunisce circa 170 opere\, tra stampe\, dipinti e sculture\, restituendo la complessità e la radicalità di una ricerca che attraversa oltre sessant’anni di lavoro\, la varietà dei temi affrontati e la sua idea di arte come rasformazione e gesto sovversivo\, lontano da ogni forma di armonia rassicurante. Nato nel 1938 in Germania come Hans-Georg Kern e cresciuto tra le rovine della Seconda guerra mondiale\, Baselitz fa della distruzione una matrice fondante della propria opera. Celebre il suo rovesciamento delle immagini\, atto simbolico e concettuale che destabilizza la visione. La mostra mette inoltre in luce il legame profondo tra l’artista e Firenze: borsista di Villa Romana nel 1965\, Baselitz entra in contatto con l’arte anticlassica ed espressionista del Cinquecento italiano\, in particolare con Rosso Fiorentino\, Domenico Beccafumi e Jacopo da Pontormo\, riuscendo così a demolire la tradizione figurativa per rigenerarla dalle sue stesse ceneri. \nOrario: tutti i giorni 11-20\, chiuso giovedì. \nMuseo Novecento – Piazza Santa Maria Novella\, 10 – Firenze \nInfo: 055.286132 – www.museonovecento.it \n\nFino al 13 settembre\nPaolo Antonio Martini. Disegno e dunque sogno\nA quattro anni dalla scomparsa\, Palazzo Medici Riccardi ospita nelle Sale Fabiani un omaggio a una delle figure più originali e poliedriche del panorama architettonico e culturale fiorentino degli ultimi decenni: Paolo Antonio Martini (Massa\, 1943 – Firenze\, 2022)\, architetto\, illustratore e instancabile disegnatore\, capace di coniugare rigore progettuale e libertà espressiva\, tecnica e immaginazione: un “archi-sta”\, come lui stesso si definiva. Organizzata da Fondazione MUS.E e curata da Francesco Gurrieri e Samuele Caciagli\, l’esposizione nasce in collaborazione con la famiglia e prende le mosse da una frase che PAM (acronimo di Paolo Antonio Martini) amava ripetere e che ne sintetizza l’approccio al progetto e alla vita: “Disegno e dunque sogno”. Il percorso propone un itinerario scelto all’interno della vastissima collezione di disegni raccolti in oltre cento quaderni realizzati tra il 1972 e il 2022\, vero punto di origine di ogni suo lavoro. Attraverso schizzi\, appunti\, studi\, acquerelli e illustrazioni\, il pubblico è accompagnato nel processo creativo di PAM\, dove il disegno non è mai semplice strumento preparatorio\, ma mezzo di conoscenza\, riflessione e invenzione. Una selezione ricca e inedita dove trovano spazio progetti ma anche figure\, personaggi reali e immaginari\, riflessioni teoriche\, appunti per relazioni e convegni\, fino alle incursioni nel mondo dell’illustrazione e del fumetto. \nOrario: tutti i giorni 9-19\, mercoledì chiuso. \nPalazzo Medici Riccardi – Via Cavour\, 3 – Firenze \nInfo: 055.276 0552 – www.palazzomediciriccardi.it \n\nFino al 16 settembre\nPaper/Cosmic Breeze\nFirenze ospita l’installazione dell’architetto e artista Gianni Pettena (Bolzano\, 1940)\, tra i protagonisti dell’architettura radicale italiana negli anni Sessanta e Settanta\, la cui ricerca si colloca al confine tra arte\, architettura e performance. La mostra\, a cura di Davide Giannella e con l’intervento luminoso del collettivo Specific\, è visitabile gratuitamente negli spazi di MOTEL\, il nuovo spazio eventi di Manifattura Tabacchi. Realizzata originariamente nel 1971 al Minneapolis College of Art and Design con il titolo ‘Paper/Midwestern Ocean’ e presentata per la prima volta in Italia durante la Milano Art Week e la Milano Design Week 2026\, questa installazione trasforma l’ambiente in un’architettura effimera composta da lunghe strisce di carta che il pubblico è invitato a modificare\, diventando parte attiva del processo creativo e della sua continua trasformazione. Ad amplificare la dimensione immersiva dell’opera è l’intervento luminoso del collettivo Specific\, che introduce una presenza dinamica capace di accompagnare e valorizzare le trasformazioni generate dall’interazione del pubblico. Orario: luglio su appuntamento\, agosto chiuso\, dal 3 settembre mercoledì-venerdì 17-21\, sabato 10-12\, chiuso lunedì\, martedì e domenica. \nManifattura Tabacchi – MOTEL (edificio B3) – Via Elsa Morante – Firenze \nInfo: 055.0620103 – www.manifatturatabacchi.com \n\nFino al 20 settembre\nCento opere dalla Raccolta Alberto Della Ragione. Da Morandi a Vedova\nUna mostra realizzata dal Museo Novecento di Firenze in collaborazione con CAMBIO Centro Culturale di Castelfiorentino e dedicata alla collezione dei musei civici fiorentini. Cento opere per attraversare uno dei momenti più complessi e fertili dell’arte italiana del Novecento\, seguendo lo sguardo appassionato e indipendente di Alberto Della Ragione\, che questa collezione mise insieme a partire dal 1931 dopo una visita alla Quadriennale di Roma\, orientando le sue scelte prima verso gli artisti più riconosciuti e poi\, con sempre maggiore decisione\, verso figure meno allineate\, spesso trascurate dal sistema ufficiale del Regime. Nasce così una raccolta coerente e insieme sorprendente\, premiata già nel 1941 e capace ancora oggi di restituire la complessità di una stagione attraversata da tensioni\, ritorni alla tradizione e spinte sperimentali: una collezione che Della Ragione donò nel 1970 al Comune di Firenze e che poi ha trovato casa al Museo Novecento. Il progetto espositivo\, curato da Sergio Risaliti e Eva Francioli\, seleziona temi e immagini e ricostruisce\, attraverso 100 opere\, molte delle quali non visibili da tempo\, un paesaggio culturale stratificato\, dominato da una prevalenza del linguaggio figurativo ma aperto a incursioni sperimentali dove brillano i nomi di Morandi\, Marino Marini\, Mario Sironi\, Guttuso… fino a Emilio Vedova e Giorgio de Chirico. \nOrario: tutti i giorni 10-13 e 16-19\, chiuso lunedì. \nCAMBIO Centro Culturale – Via Giacomo Matteotti – Castelfiorentino basso \nInfo: 0571.1657080 – www.cambiocentroculturale.it \n\nFino al 30 settembre\nMichelangelo verso il mito. Dal restauro nuova luce su Tiberio Titi\nLa Fondazione Casa Buonarroti presenta un’esposizione curata da Cristina Acidini (presidente della Fondazione) e Alessandro Cecchi (direttore) che riporta al centro dell’attenzione uno dei dipinti più significativi della Galleria buonarrotiana\, al primo piano del palazzo\, dopo un importante restauro. Si tratta della ‘Collocazione del busto di Michelangelo sulla tomba di Santa Croce’ (1618-1620) del pittore fiorentino Tiberio Titi (1573-1627)\, che fa parte della decorazione del soffitto della Galleria e del programma celebrativo ideato da Michelangelo Buonarroti il Giovane per onorare il grande antenato. Il dipinto raffigura la collocazione del busto marmoreo di Michelangelo sulla sua sepoltura nella Basilica di Santa Croce\, avvenuta nel 1574. Il restauro – sostenuto dai Friends of Florence\, attraverso il dono di Donna Malin e realizzato dai restauratori Elizabeth Wicks e Lorenzo Conti – ha restituito al dipinto la sua brillantezza cromatica e ha permesso di approfondire la tecnica pittorica di Titi attraverso indagini diagnostiche e analisi scientifiche dei pigmenti. La rimozione delle vernici ingiallite e degli strati di sporco ha riportato alla luce dettagli finora nascosti\, tra cui la firma dell’artista. Attraverso dipinti\, documenti d’archivio e materiali preparatori – tra cui il bozzetto di Titi\, acquistato dalla Fondazione a fine Novecento\, e i fogli autografi con l’invenzione del soggetto e i pagamenti per l’opera – il pubblico può seguire la nascita del progetto artistico. \nOrario: tutti i giorni 10-16.30\, chiuso martedì. \nCasa Buonarroti – Via Ghibellina\, 70 – Firenze \nInfo: 055.241752 – www.casabuonarroti.it \n\nFino al 3 ottobre\nFino a qui \nL’artista Maura Banfo (Torino 1969) presenta alla Crumb Gallery un progetto\, pensato per quest’occasione\, che sviluppa una ricerca intima legata al tempo\, alla memoria e alla trasformazione. Il titolo\, ‘Fino a qui’\, non indica una conclusione\, ma una soglia temporanea\, un punto di passaggio all’interno di un percorso che continua a ridefinirsi. Maura Banfo raccoglie frammenti\, piume\, conchiglie\, fiori\, nidi e vecchie fotografie\, elementi che vengono accolti e restituiti a una nuova possibilità di esistenza\, all’interno di un processo continuo di rigenerazione che segue il ritmo naturale delle cose. L’allestimento presenta lavori differenti – polaroid\, fotografie\, chine e una ceramica smaltata – che si dispongono nello spazio come racconti brevi\, nuclei visivi autonomi capaci di evocare una presenza\, un tempo\, una traccia. Molte delle polaroid sono state realizzate durante il periodo del Covid: immagini intime\, sospese\, in cui l’essenza dell’artista emerge in modo sottile ma costante. Le chine introducono invece una dimensione più essenziale e meditativa: segni\, vuoti e stratificazioni che sembrano custodire qualcosa di fragile e incompiuto. \nIngresso libero. Orario: giovedì\, venerdì e sabato 16-19 o su appuntamento. \nCrumb Gallery – Via San Gallo\, 191 rosso – Firenze \nInfo: 347.3681894 – www.crumbgallery.com \n\nFino al 4 ottobre\nO fluxo che unisce não se attraversa\nIn occasione della settima edizione di ‘Una Boccata d’Arte’\, progetto d’arte contemporanea ideato da Fondazione Elpis e diffuso lungo tutta la Penisola\, è il borgo di Palazzuolo sul Senio\, nell’Alto Mugello\, ad accogliere un intervento inedito per la Toscana. Firmato dall’artista svizzera Lara Dâmaso (classe 1996) e curato da Gabriele Tosi e Threes Productions il progetto prende spunto da un evento del 2 novembre 2023\, quando una piena del Senio distrusse uno dei ponti di Palazzuolo: l’idea è quella di sottolineare la volontà di legarsi\, la capacitò del territorio di farsi attraversare da culture differenti e accogliere pluralità. Due sculture di ceramica realizzate in Portogallo trovano posto sulle rive opposte del fiume\, in punti riparati che suggeriscono la prossimità di un corpo. Le forme riprendono l’andamento delle strade del paese\, trasformando i passaggi in canali sonori. Le sculture funzionano come due parti di un’unica composizione\, divise dal fiume che scorre tra loro. La composizione intreccia la voce dell’artista e suoni del territorio. Presso il ponte crollato\, un cartello custodisce il nucleo poetico del progetto\, sospeso tra la piena e la notizia della sua ricostruzione. \nOrario: sempre visibili \nRovine del Ponticino – Viale degli Ubaldini\, 17 – Palazzuolo sul Senio \nInfo: 055.8046125 – www.unaboccatadarte.it \n\nFino al 4 ottobre\nOttone Rosai. Poeta innanzitutto\nCirca 70 opere del maestro Ottone Rosai\, tanto amato a Firenze quanto poco noto al di fuori\, prendono posto su due piani del Museo Novecento in una mostra dal taglio particolare curata da Sergio Risaliti. La mostra prende avvio dal confronto tra i dipinti del Lascito Rosai al Comune di Firenze e le opere dell’artista provenienti dalla Collezione Alberto Della Ragione (base su cui è nato il Museo Novecento)\, riunite per la prima volta in un percorso unitario. Articolata in due ambienti distinti\, l’esposizione consente di indagare le figure e i luoghi cari a Ottone Rosai (Firenze\, 1895 – Ivrea\, 1957)\, restituendo un’immagine complessa del pittore e del suo rapporto con la propria città e gli intellettuali del suo tempo. Fra i dipinti del Lascito\, provenienti dallo studio del Maestro\, spicca una lunga serie di ritratti di letterati e artisti suoi contemporanei e amici\, mentre dalla Raccolta Della Ragione emergono i ‘ritratti’ del paesaggio fiorentino\, le stradine\, le colline\, i monumenti\, la celeberrima via di San Leonardo\, dove Rosai aveva il suo studio. Completa l’esposizione una selezione di documenti provenienti dal Gabinetto Vieusseux\, Archivio Contemporaneo A.Bonsanti. La mostra è un tassello di raccordo tra le collezioni civiche fiorentine e la figura di Georg Baselitz\, grande estimatore di Rosai e protagonista di un’altra mostra al Museo Novecento. \nOrario: tutti i giorni 11-20\, chiuso giovedì. \nMuseo Novecento – Piazza Santa Maria Novella\, 10 – Firenze \nInfo: 055.286132 – www.museonovecento.it \n\nFino al 12 ottobre\nOPEN \n‘L’Istituto Universitario Europeo apre alla città un nuovo spazio espositivo dove arte e ricerca dialogano’: è questo il sottotitolo della mostra collettiva allestita a Palazzo Buontalenti per cura di Sergio Risaliti e Stefania Rispoli\, un evento che celebra i 50 anni dell’istituzione europea di Fiesole. La mostra stabilisce un paradigma di impegno civico e restituisce alla città un nuovo spazio espositivo all’interno di Palazzo Buontalenti – già sede della Fonderia medicea e poi Corte d’Appello – ospitando una mostra inusuale in cui scienza e immaginazione si uniscono. Ponendo le opere di diversi artisti contemporanei in dialogo con la ricerca dell’alunna EUI Johanna Gautier-Morin dal titolo “Measuring the Invisible Economy”\, l’esposizione esplora la vita economica nelle sue forme produttive\, riproduttive e distruttive. Il percorso abita l’intero complesso: dal giardino\, che accoglie l’insegna luminosa di Riccardo Previdi\, le pratiche botaniche di Leone Contini e l’opera sonora di Gautier-Morin e Pierre Chastel\, alle sale interne\, dove dialogano la fragilità dei corpi di Berlinde De Bruyckere\, le narrazioni speculative di Agnieszka  Polska e Eglė Budvytytė e la piazza di co-creazione allestita da Elena Mazzi. L’esperienza si arricchisce ulteriormente nel cortile centrale grazie a ‘Giardini Sonori’ con le musiche di Andrea Portera e a un monumentale ‘visual mapping’ sulle facciate del Buontalenti a cura di Vincenzo Capalbo. \nOrario: lunedì e sabato pomeriggio. \nPalazzo Buontalenti – Via Cavour\, 53/57 – Firenze \nInfo: 055.46851 – 055.4686319 – www.eui.eu \n\nFino al 16 ottobre\nDrama: Four Acts\nLa stagione artistica del Forte Belvedere di Firenze\, terrazza panoramica sulla città\, presenta un progetto espositivo ideato e curato da Sergio Risaliti. La mostra si sviluppa come un racconto in quattro atti\, aperto il 24 giugno con ‘God Year’\, la mostra personale di Paolo Canevari\, noto per l’utilizzo di differenti materiali e media come l’animazione\, allestita al primo piano della Palazzina. Dal 16 luglio gli si affianca come protagonista il maestro Marino Marini\, uno dei grandi artisti del Novecento\, di cui vengono esposte una serie di sculture in bronzo raccolte con il titolo ‘No Heroes’. A partire da quel giorno le opere di Marino dialogano con quelle di Canevari\, in un allestimento di forte connotazione drammatica. A settembre prende vita il terzo atto. Si tratta di un intervento site specific dell’artista norvegese Per Barclay\, storico dell’arte e scultore che lavora con pietra\, acciaio\, alluminio o vetro componendo installazioni con fluidi diversi\, come acqua\, vino o olio\, invitando l’osservatore alla riflessione. L’opera si intitola ‘Oscuro Abbagliante’ e anche in questo caso le opere di Marino vengono relazionate a quelle di Barclay. A completare il percorso è un’installazione sonora dell’artista italiano\, con base a Berlino\, Friedrich Andreoni (classe 1995)\, collocata sul bastione affacciato su Firenze\, un’opera pensata per accompagnare il visitatore lungo il percorso espositivo. \nOrario: dal martedì alla domenica 10-20\, chiuso il lunedì. \nForte del Belvedere – Via San Leonardo\, 1 – Firenze \nInfo: 055.0541450 – info@musefirenze.it \n\nFino al 18 ottobre\nFirenze ‘50 ’60 ’70. Immagini dall’Archivio Foto Locchi\nVilla Bardini ospita un viaggio fotografico che attraverso le immagini dell’Archivio Foto Locchi – patrimonio iconografico tutelato dal Ministero della Cultura – ripercorre tre decenni di storia fiorentina. L’esposizione\, promossa da Fondazione CR Firenze e Archivio Foto Locchi\, a cura di Giovanna Uzzani\, intende restituire non solo immagini ma anche un ritratto dell’identità fiorentina. Gli anni Cinquanta emergono come periodo mondano e ottimista\, quando Firenze diventa passerella internazionale. Gli anni Sessanta appaiono più intensi e drammatici\, segnati dall’alluvione del ’66 e dalle prime contestazioni giovanili. Infine\, gli anni Settanta che narrano una città dove la fiaba fiorentina sfuma in una nuova complessità urbana e culturale. Parallelamente\, la mostra mette in luce l’importanza di questa agenzia fotografica\, nata nel 1924 come ‘Foto Locchi – Studio d’arte e tecnica fotografica’ grazie a Tullio Locchi\, già apprezzato fotoreporter di guerra e ritrattista della famiglia reale. A causa dell’improvvisa morte di Tullio\, Foto Locchi dal 1926 è rilevata dai suoi più stretti collaboratori e sotto la direzione di Silvano Corcos diviene l’agenzia fotografica ufficiale della città. La mostra\, articolata in dieci sezioni tematiche\, raccoglie una selezione di 150 opere fotografiche tra le 300 mila digitalizzate di un archivio che a seguito delle recenti acquisizioni (Archivio Foto Levi\, Archivio Italfotogieffe\, Archivio Foto Bazzechi) conserva oltre 5 milioni di scatti. \nOrario: tutti i giorni 10-19.30\, giovedì 10-21.30\, chiuso lunedì. \nVilla Bardini – Costa San Giorgio\, 2 – Firenze \nInfo: 334.6824744 – www.villabardini.it \n\nFino all’8 novembre\nINFERNO – Esperienza Immersiva nella Divina Commedia di Dante\nLa Cattedrale dell’Immagine di Firenze\, nella ex chiesa di Santo Stefano al Ponte\, ospita la nuova mostra immersiva dedicata alla prima cantica della Divina Commedia di Dante Alighieri. Con ‘INFERNO’ i visitatori si troveranno catapultati nell’universo creato dal poeta fiorentino\, tra bolge infernali\, anime perdute e creature mitologiche. Si muoveranno tra mondo fisico e multimediale\, in una Cattedrale dell’Immagine rivoluzionata negli spazi per l’occasione. Un’esperienza immersiva frutto di anni di sviluppo creativo e produttivo\, che hanno permesso di trasformare la visione di Dante in un ambiente esperienziale contemporaneo. I visitatori accedono alla mostra tramite la Selva Oscura\, per poi proseguire nella Mirror Room e nell’imponente Sala Immersiva. A chiudere l’esperienza ci sono la Cripta e gli spazi del Coro\, una novità assoluta di questa mostra\, che ospitano l’esperienza VR compresa in esclusiva nel biglietto VIP. All’interno della Sala Immersiva\, le pareti della chiesa sconsacrata saranno inondate da proiezioni di grande impatto visivo ed emotivo\, con ambientazioni spettacolari che seguiranno Dante e Virgilio attraverso i cerchi dell’Inferno in un viaggio multisensoriale. \nOrario: dal lunedì al venerdì 10-19\, sabato e domenica 10-19.30. \nCattedrale dell’Immagine – Piazza Santo Stefano\, 5 – Firenze \nInfo: 055.217418 – www.cattedraledellimmagine.it \n\nFino al 31 dicembre\nFerdinando Sarmi New York \nÈ ‘Un viaggio nella moda da Firenze alla Fifth Avenue’ – come recita il sottotitolo – questa mostra che il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti dedica allo stilista Ferdinando Sarmi\, couturier capace di portare nello stile dell’alta società americana un tocco di italianità. Audrey Hepburn\, Marilyn Monroe\, Marlene Dietrich\, Barbra Streisand\, la duchessa di Windsor… negli anni d’oro della Fifth Avenue le donne più celebri del Novecento affidavano il loro look alle mani di Sarmi\, portato a New York da Elizabeth Arden nel 1951 per dirigere la linea moda del suo marchio dopo averlo notato nella celebre sfilata organizzata da Giovanni Battista Giorgini che lanciò a Firenze il Made in Italy. L’esposizione\, prima nel suo genere\, propone una selezione di abiti iconici del couturier\, messi in relazione con i materiali del Fondo Sarmi conservato nel Museo della Moda e del Costume e con accessori d’epoca che restituiscono il clima culturale e mondano della New York degli anni Cinquanta e Sessanta. Con il brand ‘Sarmi New York’\, fondato nel 1958\, lo stilista fiorentino diventò rapidamente uno dei nomi più celebri dell’alta moda americana e con la sua eleganza sofisticata conquistò anche la stampa internazionale. \nPalazzo Pitti – Galleria della Moda e del Costume – Piazza Pitti – Firenze \nInfo: 055.23885 – www.uffizi.it \n\n2 luglio – 20 settembre\nFlorence Calling\nMAD Murate Art District presenta una grande mostra che ripercorre la straordinaria stagione culturale della Firenze degli anni Ottanta\, quando la città divenne uno dei laboratori creativi più vivaci d’Europa\, capace di influenzare musica\, teatro\, moda\, design\, arti visive e costume. Il progetto\, promosso nell’ambito Estate Fiorentina e curato da Bruno Casini\, protagonista di quegli anni\, e da Valentina Gensini\, direttrice del MAD\, trasforma il centro culturale del Comune di Firenze nel fulcro di un racconto immersivo dedicato a quella stagione irripetibile che molti hanno definito ‘Rinascimento Rock’. L’allestimento nasce dalla partecipazione diretta di artisti\, musicisti\, operatori culturali e protagonisti della scena fiorentina degli anni Ottanta. Attraverso materiali d’archivio\, documenti originali\, immagini\, linguaggi sonori\, moda\, design e ambienti installativi\, l’esposizione restituisce al pubblico l’energia creativa di un decennio che ha contribuito a ridefinire l’identità culturale della città\, mettendo in dialogo memoria e contemporaneità. Il progetto ha una dimensione diffusa in luoghi simbolici del territorio con un programma che include incontri\, talk\, presentazione di libri\, proiezioni e non solo. \nOrario: tutti i giorni 14.30-19.30\, chiuso domenica e lunedì. \nMAD Murate Art District – Piazza delle Murate – Firenze \nInfo: 055.2476873 – www.murateartdistrict.it \n\n4 – 25 luglio\nIO NATURA – La meccanica divina\nLa Sala d’Arme di Palazzo Vecchio si trasforma per un mese in un giardino di cromie con la mostra personale dell’artista Davide Puma (Sanremo\, 1971)\, considerato tra le voci più poetiche dell’arte contemporanea italiana. Un percorso\, a cura di Sara Taglialagamba\, che si sviluppa tra dipinti di formato medio e grande\, in cui paesaggi luminosi ed evanescenti\, nature rigogliose come nella pittura barocca\, figure metaforiche\, animali custodi\, regine di elementi e archetipi mitologici si rivelano per indagare il rapporto tra uomo\, natura e universo\, attraverso un percorso pittorico dedicato ai temi della trasformazione\, della presenza e della connessione tra visibile e invisibile. La ricerca artistica di Davide Puma – un linguaggio che unisce segno pittorico\, simbolo e riflessione poetica – entra naturalmente in dialogo con la tradizione culturale fiorentina e con il pensiero neoplatonico rinascimentale\, dove la bellezza è una dimensione etica e spirituale. L’allestimento\, affidato al paesaggista Chen Zhijiang\, è arredato con piante e sedute da cui contemplare i dipinti\, amplificando la connessione tra uomo e natura. ll progetto si ispira al concetto di shanshui (letteralmente “montagna e acqua”)\, uno dei principi fondanti della tradizione estetica e filosofica del paesaggio cinese\, che non mira a una riproduzione mimetica della natura\, bensì alla sua evocazione poetica e spirituale. \nIngresso gratuito. Orario: tutti i giorni 10-18.30. \nSala d’Arme di Palazzo Vecchio – Piazza della Signoria – Firenze \nInfo: 055.2768325 – www.comune.firenze.it \n\n4 luglio – 18 ottobre\nMostra dei Ferri Taglienti\nSi intitola ‘Gioielli d’Acciaio. Aspetti decorativi nelle spade europee dell’Armeria Reale di Torino’\, la nuova edizione della ‘Mostra dei Ferri Taglienti’ che si tiene a Scarperia da più di 50 anni\, con l’obiettivo di esporre splendide lame nel Palazzo dei Vicari per evidenziarne il confronto con la storia e la tradizione artigianale scarperiese. Ogni edizione varia dalla precedente e cerca di portare a Scarperia lame sempre diverse e originali. In questa occasione torna la collaborazione con i Musei Reali di Torino e si indagano le tecniche decorative applicate all’acciaio nelle spade europee conservate presso il museo torinese. Il percorso espositivo riunisce nove esemplari scelti per rappresentare la varietà delle soluzioni ornamentali che potevano arricchire una lama o i suoi elementi di montatura. Si mettono così in luce le competenze degli armaioli e degli orafi che\, grazie a una profonda conoscenza dei materiali e dei processi di lavorazione del metallo\, furono in grado di ottenere effetti decorativi di grande raffinatezza. Vengono illustrate non solo le tecniche in sé\, ma anche il contesto culturale e simbolico che conferiva significato alle scelte ornamentali: dalla funzione sociale dell’arma come parte del corredo maschile all’esibizione di status\, gusto e identità. \nOrario: tutti i giorni 10-13 e 14.30-18.30\, chiuso martedì e mercoledì\, aperto tutti i festivi. \nPalazzo dei Vicari – Piazza dei Vicari – Scarperia \nInfo: 055.8468165  – www.museoferritaglientiscarperia.it
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Grosseto e provincia
DESCRIPTION:Fino al 31 agosto \nUn mecenate e i suoi tesori\nProrogata per tutta l’estate 2026 questa mostra aperta un anno fa per celebrare i 25 anni del MuVet\, il Museo ‘Isidori Falchi’ di Vetulonia: un percorso di studio e ricerca coordinato da Simona Rafanelli\, direttrice scientifica del museo\, e da Vincent Jolivet del Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi. L’allestimento è dedicato alla collezione archeologica del marchese Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona e riunisce pezzi antichi\, bronzi\, terrecotte e ceramiche di produzione etrusca e greca\, epoche così lontane tra loro riunite in un interessante dialogo con alcuni capolavori scultorei bronzei del Futurismo provenienti dalla sezione di Arte contemporanea della stessa collezione privata del marchese Ruggi d’Aragona. Fra questi ‘Sviluppo di una bottiglia nello spazio’ di Umberto Boccioni\, ‘Gli Archeologi. Oreste e Pilade’ di Giorgio de Chirico e il ‘Giano Bifronte’ di Gino Severini\, presentato vicino alla statuetta del dio etrusco Culsans\, capolavoro ellenistico in bronzo concesso in prestito dal MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona. A queste opere si è aggiunta nel maggio scorso ‘Forme uniche della continuità nello spazio’ capolavoro concepito da Boccioni nel 1913\, che rappresenta la sintesi più alta della sua ricerca sul movimento e sulla dinamica del corpo umano. \nOrario: dal martedì alla domenica 10-14 e 15-19\, lunedì festivi aperto. \nMuseo Archeologico ‘Isidoro Falchi’ – Piazza Vetluna – Loc. Vetulonia – Castiglione della Pescaia \nInfo: 0564.948058 – www.museoisidorofalchi.it \n\nFino al 6 settembre\nIl tempo del realismo. Guttuso\, Levi\, Treccani e gli artisti maremmani\nAl Polo Culturale delle Clarisse di Grosseto una esposizione che ricostruisce il clima culturale del dopoguerra nella Maremma grossetana\, mettendo a confronto i grandi protagonisti del realismo italiano – da Renato Guttuso a Carlo Levi\, da Ernesto Treccani a Giuseppe Zigaina – con gli artisti locali che in quegli anni iniziarono a misurarsi con un linguaggio capace di raccontare il lavoro\, le condizioni sociali e le trasformazioni del territorio. Sullo sfondo\, la tragedia mineraria di Ribolla del 1954\, che portò la Maremma al centro del dibattito culturale e civile nazionale. Il percorso si articola in tre sezioni e si estende a fotografia e cinema\, restituendo attraverso immagini e documenti il contesto storico e umano dell’epoca. Non si tratta soltanto di una mostra di pittura\, scultura e fotografia. Il progetto\, curato da Luca Quattrocchi e Livia Spano dell’Università di Siena\, intende infatti ripercorrere il clima intellettuale e civile che si sviluppò in Maremma a partire dagli anni successivi alla tragedia di Ribolla\, testimoniato dai testi letterari di Luciano Bianciardi e Carlo Cassola e dalla storica mostra grossetana del 1956\, restituendo al visitatore il senso di un’epoca in cui arte\, politica e società finirono per intrecciarsi in modo profondo. \nOrario: giovedì e venerdì 10-13 e 17-20\, sabato e domenica 10-13 e 16-19\, chiuso lunedì\, martedì e mercoledì. \nPolo culturale Le Clarisse – Via Vinzaglio\, 27 – Grosseto \nInfo: 0564.488067 – www.clarissegrosseto.it \n\nFino al 27 settembre\nMauro Staccioli. La scultura\n‘Segnare\, interrogare\, attraversare (1971-2016)’ è il sottotitolo di questa mostra dedicata a Mauro Staccioli e ospitata per tutta l’estate all’interno del Forte Stella di Porto Ercole. Siamo di fronte a una sintetica retrospettiva in cui vengono presentate ventidue opere fra sculture e disegni. Fra queste quattro esemplari\, tutti monumentali\, sono posizionati nei quattro angoli dei bastioni a forma di stella\, su cui poggia la possente struttura esagonale del fortilizio. All’interno delle sei sale triangolari sono installate\, in una disposizione cronologica\, le altre quattordici sculture e quattro disegni\, abbracciando sostanzialmente tutto il percorso del lavoro di Staccioli dal 1971 al 2016. A cura di Francesca Rosi e Caterina Martinelli\, l’esposizione è sostenuta dal Comune di Monte Argentario e dall’Azienda Speciale Argentario Mobilità & Ambiente\, ed è realizzata con il contributo scientifico dell’Archivio Mauro Staccioli. Le sculture di Mauro Staccioli nascono da un dialogo profondo con lo spazio per cui sono realizzate: non lo occupano soltanto\, ma lo interrogano\, lo trasformano\, invitano ad attraversarlo. Le sculture esposte a Forte Stella\, in ferro\, cemento e acciaio corten\, evidenziano tale percorso\, mentre i disegni su carta mostrano la continuità tra la dimensione monumentale e quella più intima della ricerca dell’artista. Forme geometriche ed essenziali\, nel loro costante senso di equilibrio precario\, esortano l’osservatore a vivere lo spazio in modo consapevole e personale. \nOrario: tutti i giorni 10.30-12.30 e 16-18\, dal 1 luglio al 31 agosto tutti i giorni 17-21. \nForte Stella – Loc. Porto Ercole – Monte Argentario \nInfo: 0564.332075 – 055.240617 – www.maurostaccioli.org
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Livorno e provincia
DESCRIPTION:Fino al 30 agosto\nAtto Melani (1626–1714). La voce segreta del potere\nVilla Fabbricotti\, sede della Biblioteca Labronica di Livorno\, ospita una preziosa e curiosa mostra di manoscritti (lettere e volumi) che riscopre la straordinaria figura di Atto Melani\, pistoiese di nascita: una sorta di ‘007’ alla corte del Re Sole\, così come figura di spicco all’interno di tre Conclavi\, oltre che un cantante castrato tra i più longevi e famosi del Seicento nelle corti di Toscana\, Venezia\, Roma e Francia\, in grado di trasformare il successo teatrale in una straordinaria carriera diplomatica. L’ideazione\, la ricerca storica e cura scientifica sono di Rita Monaldi\, Francesco Sorti eTheodora Maria Sorti\, studiosi e autori di un ciclo di romanzi che vedono Melani come protagonista. In esposizione oltre 3.303 lettere più diversi volumi: carteggi con papi\, cardinali\, ministri\, ambasciatori e protagonisti della politica europea del Seicento. Un corpus vastissimo di documenti che sono stati recentemente scoperti all’interno dell’autografoteca Bastogi della Biblioteca Labronica. Tra le ‘chicche’ in mostra\, le lettere cifrate fra Melani e i cardinali in occasione del conclave del 1676 fra le quali è stata scoperta anche anche la ‘cifra’\, ovvero la chiave del codice segreto usata dai corrispondenti per cifrare i messaggi\, e che permette oggi a noi di decodificarli. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 8.30-19.30\, sabato 8.30-13.30\, chiuso domenica. \nBiblioteca Labronica ‘F.D.Guerrazzi – Villa Fabbricotti – Viale della Libertà\, 30 – Livorno \nInfo: 0586.824511 – labronica@comune.livorno.it \n\nFino al 4 settembre\nHeART of Gaza\nLivorno accoglie nuovamente – ospitato presso l’Emeroteca Comunale – questo progetto di straordinario valore umano e culturale che raccoglie le opere realizzate da bambini e ragazzi della Striscia di Gaza\, giovanissimi dai 3 ai 17 anni. Attraverso i loro disegni\, i giovani artisti raccontano paure\, sogni\, speranze e desideri\, offrendo una testimonianza diretta e toccante della loro quotidianità. Fondata nel giugno 2024 da Mohammed Timraz (Deir al Balah\, Gaza) e Feile Butler (Sligo\, Irlanda)\, la mostra ha debuttato a Sligo nel luglio 2024 ed è oggi in tournée internazionale\, avendo già raggiunto oltre 90 città in due continenti. Per tutta la durata dell’esposizione\, accanto alle opere saranno disponibili QR code che permetteranno ai visitatori di effettuare donazioni online\, sicure e tracciabili\, a sostegno del progetto ‘HeART of Gaza’. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 8.30-13.30 e 14.30-19.30\, sabato 8.30–13.30. \nEmeroteca Comunale – Via del Toro\, 8 – Livorno \nInfo: 0586.824651 – 0586.890615 – emeroteca@comune.livorno.it \n\nFino al 20 settembre\nFuksas Paladino – Architetti illuminati e artista\nNelle sale del Castello Pasquini di Castiglioncello un percorso espositivo che celebra l’incontro creativo tra l’architettura internazionale e l’arte contemporanea. La mostra\, curata da Stefania Campatelli e Flavio Pannocchia\, propone un dialogo inedito tra architettura e arte visiva\, esplorando l’incontro artistico tra alcune figure di spicco della cultura contemporanea: gli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas e l’artista Mimmo Paladino. Sono presenti schizzi\, modelli architettonici\, sculture e dipinti che ripercorrono le carriere di rilievo internazionale dei protagonisti e la loro visione del contemporaneo. L’esposizione celebra una collaborazione ventennale nata nel campo del design e dell’alto artigianato\, mettendo in luce le risonanze tra architettura e arte\, spaziando da sculture monumentali a modelli architettonici iconici\, come quello della ‘Nuvola’ di Roma o della Torre della Regione Piemonte. Tra i contenuti di maggiore prestigio\, la mostra presenta in anteprima assoluta un nuovo progetto: una scacchiera in argento in cui le figure disegnate dai Fuksas fronteggiano quelle modellate da Paladino\, inserendosi nella nobile tradizione degli scacchi d’artista che ha visto protagonisti nomi del calibro di Duchamp e Man Ray. L’esposizione vuole essere un’esperienza profondamente immersiva\, concepita per stimolare una riflessione sulle sfide dell’abitare e sull’estetica del futuro. \nOrario: venerdì\, sabato\, domenica\, prefestivi e festivi 16-20\, dall’1 giugno 18.30-23\, dall’1 luglio tutti i giorni 18.30-23. \nCastello Pasquini – Piazza della Vittoria\, 1 – Castiglioncello \nInfo: 0586.754202 – www.armunia.eu \n\nFino al 21 settembre\nCoordinate 6. All the world is breathing through me\nAi Magazzini Generali\, nell’area portuale di Livorno\, la sesta tappa di ‘Coordinate’\, un nuovo progetto espositivo che si inserisce nel programma biennale ‘A tutti e agli altri\, benvenuti’\, promosso da Carico Massimo e Fondazione Magazzini Generali. L’allestimento riunisce i progetti di 6 artisti che utilizzano linguaggi e media differenti – dal suono alle onde radio\, dai materiali industriali ai fenomeni atmosferici e marini – per esplorare le forme di relazione tra corpo\, spazio e paesaggio. Una riflessione sul corpo come soglia e sistema di trasmissione: un organismo in relazione continua con ambienti\, territori e flussi materiali e immateriali. Il corpo è qui inteso come dispositivo di ricezione e trasformazione di intensità che attraversa spazi geografici\, atmosferici e marini. Da un porto all’altro\, da una riva all’altra\, si approda alle pratiche sonore e performative di Loup Uberto e Soledad Zarka\, si attraversano i territori con i dispositivi di ascolto sull’amaca di Fabrizio Basso; si incontrano le ricerche di Radio Solaire Metropolitane sulle trasmissioni radiofoniche e le indagini di Giacomo Donati sui sistemi sensoriali e percettivi legati al territorio. Un percorso in cui il “corpo è ri-accordato” dai bagni di suono degli oggetti prodotti dalla materia forgiata da Steve Hubback. Il tema del “respiro” diventa metafora di una comunicazione continua tra individuo e ambiente\, tra scala locale e globale\, tra mare e terra\, tra esterno e interno. \nIngresso libero. Orario: sabato 18-23 e su appuntamento. \nMagazzini Generali – Via della Cinta Esterna 48/50 – Livorno \nInfo: 349.8051697 – www.caricomassimo.org \n\nFino all’1 novembre\n50 Years of Creations\nAll’Isola d’Elba un progetto espositivo di Andrea Roggi festeggia i cinquant’anni di attività artistica dello scultore e la fine dei lavori di restauro dei giardini delle Residenze Napoleoniche: un percorso che si snoda tra la Palazzina dei Mulini. Villa San Martino e il Molo Elba di Portoferraio\, proponendo un dialogo originale tra arte contemporanea\, storia e paesaggio. L’antologica offre l’occasione per rileggere l’evoluzione della ricerca di Roggi\, dagli esordi degli anni Ottanta fino alle opere più recenti. Al centro della sua poetica si ritrovano temi che attraversano l’intero percorso dell’artista: il rapporto tra uomo e natura\, il simbolo dell’Albero della Vita\, l’idea di crescita\, rinascita e connessione tra le generazioni. Nel corso dei decenni Roggi ha sviluppato un linguaggio immediatamente riconoscibile\, caratterizzato da figure umane che si fondono con elementi vegetali\, arrivando a elaborare la fusione dinamica\, procedimento che consente alle sue sculture monumentali di svilupparsi nello spazio attraverso equilibri complessi e forme sospese. La mostra all’Isola d’Elba non si presenta come una semplice antologica\, ma come un racconto che mette in relazione opere\, luoghi e memoria. Le sculture dialogano infatti con gli spazi legati alla presenza napoleonica sull’isola\, costruendo un percorso che attraversa architetture storiche\, scorci affacciati sul mare e luoghi simbolici della città di Portoferraio. \nOrario: tutti i giorni 9-13\, lunedì e giovedì 14-18.30\, chiuso martedì. \nPalazzina dei Mulini – Salita Napoleone – Portoferraio \nOrario: tutti i giorni 9-13.30 e 14-18.30\, chiuso lunedì. \nVilla di San Martino – Via di San Martino – Portoferraio \nInfo: 0565.915846 – 0565.914688 – www.museiarcipelago.it \n\n20 luglio – 15 settembre\nMy favourite things\nIl Palazzo Pretorio di Campiglia Marittima ospita una mostra omaggio a Riccardo Pocci\, pittore e incisore\, nell’ambito del progetto ‘Artinsieme’. Esposta una galleria di opere pittoriche e xilografiche prodotte da Pocci nell’arco di venti anni di ricerca espressiva\, fino alla sua ultima inedita produzione. A curare la mostra Andrea Ponsini\, direttore del Salon de Montrouge (Parigi)\, e la critica Lise Carta. Nato a Piombino il 26 aprile 1972\, Riccardo Pocci ha vissuto gli anni dell’infanzia e della giovinezza a Campiglia Marittima\, luogo di nascita e residenza anche di Carlo Guarnieri\, pittore e xilografo (1892-1988) al quale è dedicata la Mostra Museo permanente ‘Guarnieri’ nello stesso Palazzo Pretorio. Qui\, mentre le opere pittoriche di Pocci trovano una loro naturale cornice nella sala espositiva al piano terra del Palazzo\, una serie di xilografie viene messa in mostra nelle sale del Museo Guarnieri\, creando un dialogo ravvicinato e a distanza tra due epoche e artisti diversi\, accomunati dalle arti visive della pittura e dell’incisione\, dal talento e da una produzione che li ha accompagnati durante tutta la vita\, lunghissima per Guarnieri ma troppo breve per Pocci\, che si è spento dopo una breve malattia a soli 52 anni. \nOrario: lunedì e mercoledì 9.30-13.30\, giovedì e venerdì 18-22\, sabato e domenica 9.30-13.30 e 18-22; dal 1 settembre mercoledì 9.30-13.30\, venerdì 16.30-20.30\, sabato e domenica 9.30-13.30 e 16.30-20.30. \nPalazzo Pretorio – Via Cavour – Campiglia Marittima \nInfo: 0565.838470 – www.comune.campigliamarittima.li.it
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DESCRIPTION:Fino al 15 luglio\nAzimut\nNuova rassegna alla Galleria Europa\, sul lungomare di Lido di Camaiore\, curata da Gianni Costa\, direttore della Mercurio Arte Contemporanea di Viareggio\, che proprio nel 2026 raggiunge i 30 anni di ‘navigazione’ sulla rotta del suo progetto artistico e culturale. In esposizione recenti dipinti di alcuni tra i più significativi autori che negli anni hanno partecipato alle mostre promosse dalla galleria di corso Garibaldi. Ed ecco le architetture silenti di Simone Bortolotti\, la vegetazione trasparente di Annamaria Buonamici\, le figure misteriose di Daniela Caciagli\, il simbolismo lirico di Riccardo Corti\, gli scenari assolati di Giorgio Distefano\, l’universo onirico di Beppe Francesconi\, i paesaggi rarefatti di Guido Morelli\, le esplosioni policrome di Gianluca Motto\, la ambientazioni surreali di Armando Orfeo\, l’ironia pungente di Lisandro Rota\, gli orizzonti visionari di Riccardo Ruberti\, la narrazione minimalista di Valente Taddei: dodici artisti\, toscani e liguri\, di nascita o di adozione\, dai diversi percorsi creativi\, in un caleidoscopico insieme che apre una finestra sulla pittura figurativa attuale. Una collettiva tutta da gustare\, organizzata in collaborazione con il Comune di Camaiore. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 21-23.30. \nGalleria Europa – Lungomare Europa\, 41 – Lido di Camaiore \nInfo: 333.2318925 – www.mercurioviareggio.com \n\nFino al 22 luglio\nCaturegli e Formica\, Aldo Cibic\, Marco Palmieri e Fausto Rossi\nIl nuovo spazio espositivo Jannone a Pietrasanta\, che sarà aperto stabilmente tutto l’anno con un programma espositivo dedicato al dialogo tra architettura\, design e arti visive\, si inaugura con una mostra collettiva. Caturegli e Formica espongono una selezione di ricami provenienti dai cicli ‘About Now’ (realizzati da un gruppo di donne di etnia Hmong su disegni di Caturegli) e ‘Senselessness’ (ricami geometrici sviluppati da disegni elaborati al computer). Aldo Cibic presenta ceramiche e disegni della serie ‘Small Ritual Landscapes’: piccoli paesaggi composti da frammenti di architetture\, realizzati con la tecnica osservata a Jingdezhen\, in Cina. Marco Palmieri mostra opere della serie ‘Come un paesaggio’\, realizzate con pastelli secchi su carta dando vita a luoghi immaginari nei quali pittura e fotografia sembrano incontrarsi. Fausto Rossi ci offre una selezione di acquerelli della serie ‘Battaglie’\, dedicata a conflitti immaginari: soldatini stilizzati all’essenziale si ripetono ossessivamente fino a occupare l’intera superficie del foglio. \nOrario: dal lunedì al venerdì 15.30-19.30\, la mattina e il sabato su appuntamento. \nAntonia Jannone Disegni di Architettura – Via del Marzocco\, 12 – Pietrasanta \nInfo: 329.8496801 – www.antoniajannone.it \n\nFino al 30 luglio\nIl dubbio di Sisifo – Forme fluide della ceramica\nLa fondazione ARKAD presenta a Palazzo Mediceo una mostra dedicata allo scultore taiwanese Hsu Yunghsu\, considerato tra i protagonisti della ceramica contemporanea. È l’unica esposizione italiana dell’artista\, nato a Kaohsiung nel 1955 e arrivato all’arte dopo esperienze come insegnante e musicista. Le sue opere\, realizzate in porcellana e gres\, sono caratterizzate da grandi dimensioni e da una lavorazione completamente manuale: Hsu utilizza gesti semplici e ripetuti\, come impastare\, comprimere e assemblare la materia\, lasciando sulle superfici impronte e tensioni che raccontano il processo creativo. Le installazioni dialogano con luce e spazio\, creando esperienze immersive che modificano la percezione degli ambienti espositivi. Il titolo richiama il mito di Sisifo e rappresenta la condizione dell’artista\, impegnato in uno sforzo continuo e fisico alla ricerca di significato. La mostra crea inoltre un legame con la tradizione scultorea della Versilia\, soprattutto attraverso la tecnica del ‘colombino’\, che ricorda il funzionamento della stampa 3D per accumulo di materia. \nOrario: tutti i giorni 10-13 e 17-20. \nPalazzo Mediceo – Via Leonetto Amadei\, 230 – Seravezza \nInfo: 0584.757443 – 0584.756046 – www.terremedicee.it \n\nFino al 2 agosto\nLa felice magia. Scene e costumi di Gillian Armitage dal Teatro inglese a Opera Barga\nLa Fondazione Ricci di Barga dedica una mostra a una delle protagoniste della vita culturale cittadina\, Gillian Armitage (1928-1995)\, che insieme al marito Peter Hunt ha saputo creare un festival di respiro internazionale. La mostra documentaria\, con la cura scientifica di Anna Maria Zampolini e la direzione organizzativa di Cristiana Ricci\, è realizzata dalla Fondazione in collaborazione con la famiglia Hunt\, nel 35° anno dell’istituzione barghigiana. Attraverso testimonianze\, fonti scritte\, filmati\, fotografie\, disegni e altri manufatti artistici e artigianali\, la mostra ripercorre la vita di Gillian dalla nascita in una agiata famiglia inglese alla sfida che coglie per formarsi in ambito artistico e costruire un proprio percorso artistico-teatrale\, fino all’arrivo con il marito a Barga\, negli anni Sessanta\, e a tutto quello che la sua presenza ha portato. Incantata del Teatro dei Differenti\, la coppia si rese conto che quel piccolo gioiello avrebbe potuto essere valorizzato come sede di un festival di musica barocca. Così nel luglio 1967 nacque il Festival Opera Barga\, che proseguirà\, attraverso varie vicende\, fino al 2022. Esposte anche una serie di foto di scena e alcune rare foto di modellini delle scenografie oggi purtroppo perdute. \nIngresso libero. Orario: martedì 10-13\, sabato e domenica 11-13 e 17-19. \nFondazione Ricci – Via Roma\, 20 – Barga \nInfo: 0583.724357 – 335.6699292 – www.fondazionericci.info \n\nFino al 9 agosto\nVertical World di Sally Gall\nAccesso Galleria a Pietrasanta ospita la nuova serie fotografica dell’artista americana Sally Gall (Washington\, 1956)\, esposta per la prima volta in una mostra personale in Italia. L’allestimento propone dieci fotografie di medie e grandi dimensioni (66×102 cm e 84×127 cm)\, realizzate con stampa a pigmenti d’archivio dedicate ad alcune delle più monumentali pareti rocciose degli Stati Uniti occidentali\, restituite attraverso una ricerca che indaga il confine tra documentazione fotografica e astrazione. Gli scatti di Gall\, caratterizzati da una forte intensità cromatica\, richiamano suggestioni pittoriche riconducibili a Still e Frankenthaler. Ritraggono diversi canyon dell’ovest americano – come l’altopiano del Colorado\, i canyon di roccia rossa dell’Utah\, le straordinarie vedute tipiche dell’Arizona\, Colorado\, Nevada e New Messico – e vogliono raccontare il paesaggio roccioso non come superficie statica o inerte ma come organismo vivo e in trasformazione. Pur mantenendo un approccio documentaristico\, il lavoro di Sally Gall tende all’astrazione. L’eliminazione di riferimenti spaziali – come la linea dell’orizzonte – e la riduzione degli elementi compositivi\, con la minimizzazione di ombre e punti luce\, conducono l’immagine a una condizione di sospensione\, in cui il paesaggio si trasforma in superficie pittorica. \nIngresso libero. Orario: da lunedì a giovedì 18-23\, venerdì e sabato 10.30-12 e 18-24\, domenica 10.30-12 e 18-23. \nAccesso Galleria – Via del Marzocco\, 68-70 – Pietrasanta \nInfo: 340.4104004 – www.accessogalleria.com \n\nFino al 30 agosto\nStefania 80\nPer celebrare gli ottant’anni di Stefania Sandrelli\, una delle attrici più amate e rappresentative del cinema italiano e internazionale\, l’Amministrazione comunale di Viareggio\, sua città natale\, promuove questa mostra omaggio organizzata dall’Associazione Teatro di Verzura. La mostra propone un ampio percorso dedicato alla lunghissima filmografia di Stefania Sandrelli\, scoperta da Pietro Germi nei primi anni Sessanta e consacrata definitivamente dal celebre film ‘Divorzio all’italiana’. In esposizione locandine originali\, fotobuste\, manifesti cinematografici\, colonne sonore\, riviste\, libri e bozzetti provenienti dalla ricca collezione (oltre 20.000 pezzi) di Alessandro Orsucci\, collezionista e studioso di cinema italiano e curatore della rassegna insieme al giornalista Umberto Guidi. Ciò che rende unica la Sandrelli è la straordinaria continuità artistica di una carriera iniziata giovanissima e mai interrotta. In oltre sessantacinque anni di attività ha interpretato circa 120 film per il grande schermo e più di 30 produzioni televisive tra film e serie\, collaborando con alcuni dei più grandi registi italiani e internazionali. Da Germi a Scola\, da Bertolucci a Monicelli\, da Francesca Archibugi a Paolo Sorrentino\, fino ai grandi nomi del cinema europeo come Claude Chabrol\, Bertrand Tavernier e Margarethe von Trotta. \nOrario: tutti i giorni 18-23\, chiuso lunedì. \nMuseo Villa Paolina – Via Machiavelli\, 2 – Viareggio \nInfo: 0584.944580 – viareggiocultura@comune.viareggio.lu.it \n\nFino al 31 agosto\nRoberto Fontirossi – Nel silenzio: il colore va in scena\nLe sale della Galleria di Arte Moderna e Contemporanea ‘Lorenzo Viani’ di Viareggio hanno aperto le porte al maestro lucchese Roberto Fontirossi\, scomparso nell’agosto 2024\, per ricordarne l’intera parabola creativa. Un percorso espositivo denso\, curato dal critico Massimo Bertozzi e da Luca Fontirossi\, figlio dell’artista\, che ripercorre la sua arte attraverso circa settanta opere\, tra cui diversi inediti che appaiono qui per la prima volta. Un omaggio per un artista che ha saputo trasformare la realtà quotidiana in una pantomima surreale e poetica fatta di colori. L’allestimento non è solo una cronaca per immagini ma una vera messa in scena teatrale per tuffarsi nel piccolo mondo di Fontirossi: un universo popolato da suonatori stralunati\, venditori ambulanti\, condomini affollati e quel mare sognato ma mai navigato\, che per il pittore rimaneva sempre uno sfondo metafisico\, un orizzonte riservato ai desideri dell’infanzia. Nato a Lucca nel 1940 e formatosi all’istituto d’arte Passaglia\, Fontirossi aveva trovato a Roma la sua consacrazione\, arrivando fino alla IX Quadriennale del 1964. Eppure\, proprio quando il successo internazionale sembrava a portata di mano\, scelse di tornare a Lucca per distillare una pittura verace\, capace di rinnovare la tradizione figurativa locale con una verve ironica e satirica. \nOrario: da martedì a domenica 18-23\, chiuso lunedì. \nGalleria di Arte Moderna e Contemporanea ‘Lorenzo Viani’  – Palazzo delle Muse – Piazza Mazzini – Viareggio \nInfo: 0584.581118 – 0584.944580 – 348.1929720 – gamc@comun.viareggio.lu.it \n\nFino al 20 settembre\nARTinCLUB 14\nUna piacevole consuetudine a Lido di Camaiore. Presso la Residenza d’Epoca Hotel Club I Pini è aperta la rassegna di pittura organizzata in collaborazione con la galleria Mercurio Arte Contemporanea di Viareggio. L’iniziativa ‘ARTinCLUB’\, giunta quest’anno alla quattordicesima edizione\, offre al pubblico una stimolante proposta culturale che coniuga l’arte contemporanea con la raffinata atmosfera della villa fatta costruire dal pittore e ceramista Galileo Chini agli inizi del ‘900 per crearvi la propria dimora nei periodi di vacanza\, proprio accanto alla residenza dell’amico Plinio Novellini. Completamente ristrutturata lasciando inalterato il fascino originario\, la Residenza d’Epoca\, gestita dai fratelli Cesare e Nicola Salvini\, accoglie ancora oggi numerose opere di Chini – dipinti\, affreschi e oggetti d’arredamento – perfettamente conservate\, rendendo la visita piena di suggestioni. Nella mostra sono presentati recenti dipinti di Simone Bortolotti (Firenze\, 1963)\, Riccardo Corti (Firenze\, 1952)\, Guido Morelli (La Spezia\, 1967)\, Gianluca Motto (La Spezia\, 1965)\, Lisandro Rota (Lucca\, 1946) e Valente Taddei (Viareggio\, 1964): i sei artisti sono accomunati da un profondo spirito di ricerca nell’ambito della figurazione contemporanea\, oltre che da un rigore compositivo che rende armonioso l’accostamento dei rispettivi lavori in un progetto espositivo comune. La rassegna\, curata da Gianni Costa\, è patrocinata dal Comune di Camaiore. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 18.30-23.30. \nResidenza d’Epoca Hotel Club I Pini – Via Roma Capitale\, 265 – Lido di Camaiore \nInfo: 0584.66103 – 333.2318925 – www.clubipini.com/artinclub14 \n\nFino al 20 settembre\nMichelangelo experience – Alle origini del marmo\nUn nuovo viaggio nell’arte e nella storia attende il pubblico nella stagione estiva del MuSA di Pietrasanta grazie ad una mostra\, realizzata in collaborazione con WAY Experience\, che si configura come un’esperienza immersiva capace di fondere narrazione\, arte e tecnologia\, offrendo un racconto inedito della storia millenaria del marmo e del suo più grande interprete: Michelangelo Buonarroti. I partecipanti si trovano protagonisti della storia del marmo fin dalle sue origini più remote. Ad arricchire il viaggio è il percorso narrativo curato dal regista e drammaturgo Libero Stelluti. Attraverso la voce di un narratore\, l’esperienza svela il lato più umano e intimo del Maestro\, esplorando il suo viscerale rapporto con la scultura. Questa profonda connessione emotiva trova il suo compimento finale nel contenuto in Realtà Virtuale\, co-prodotto da WAY Experience e Slow Tour Tuscany. Indossando il visore\, i partecipanti possono entrare fisicamente nel cantiere del Maestro e affiancarlo mentre lavora alla sua opera più celebre\, scrutare ogni singolo particolare della scultura sperimentando\, con il Maestro\, la fatica del lavoro artigianale\, la tensione della sfida artistica e la perfezione del capolavoro. L’esperienza ha una durata di un’ora e 10 minuti. \nOrario: venerdì e sabato ore 21.30\, domenica ore 21. \nMuSA – Via Sant’Agostino\, 61 – Pietrasanta \nInfo: 0583.56631 – www.musapietrasanta.it \n\nFino al 20 settembre\nGustavo Vélez. Le dimensioni dell’equilibrio\nTra le voci più riconoscibili della ricerca plastica contemporanea\, l’artista colombiano Gustavo Vélez (Medellín\, 1975) porta a Pietrasanta una grande mostra diffusa che celebra i suoi trent’anni di carriera e coinvolge alcuni degli spazi più emblematici della città\, luogo che ha scelto nel 1996 come sede privilegiata di lavoro\, instaurando un rapporto profondo con questa terra e con le sue maestranze artigiane\, fondamentali nella lavorazione del marmo e del bronzo. Cuore dell’esposizione è Piazza Duomo\, dove le sculture\, realizzate in scala monumentale\, sembrano fluttuare nello spazio\, apparentemente prive di peso\, giocando con la luce e la prospettiva. Sculture dalle linee essenziali capaci di restituire il dinamismo e l’armonia della forma\, in un’estrema sintesi tra equilibrio\, movimento e astrazione. Il percorso continua nel Complesso di Sant’Agostino\, dove le opere dialogano invece con il silenzio e la memoria del luogo in una dimensione più raccolta e contemplativa. Si prosegue in Piazza Carducci e Piazza Statuto. A Marina di Pietrasanta\, infine\, da Piazza XXIV Maggio al Pontile\, le sculture si aprono al paesaggio\, instaurando un rapporto diretto con la luce e l’orizzonte marino. \nOrario: in Sant’Agostino tutti i giorni 19-24\, sabato\, domenica e festivi 10-13 e 19-24; dal 30 agosto martedì-venerdì 18-23\, sabato e domenica 10-13 e 18.23. All’aperto sempre visibili. \nComplesso di Sant’Agostino – Via Sant’Agostino\, 1 – Pietrasanta \nInfo: 0584.795500 – www.museodeibozzetti.it \n\nFino al 20 settembre\nGiuseppe Viner (1875-1925). L’eredità di due secoli\nNell’estate del Palazzo Mediceo\, sito del patrimonio UNESCO\, un progetto espositivo e scientifico curato da Francesco Bosetti che punta a restituire nuova centralità a una delle figure più interessanti e ancora parzialmente da riscoprire della cultura figurativa toscana tra Otto e Novecento\, Giuseppe Viner\, in occasione dei 150 anni dalla nascita e dei 100 dalla morte. Il titolo richiama la posizione dell’artista nel passaggio tra XIX e XX secolo\, una fase storica segnata da profonde trasformazioni sociali\, culturali ed estetiche. Il percorso espositivo si sviluppa intrecciando biografia\, contesto storico e produzione artistica. Particolare rilievo è dato alla Versilia\, territorio che nella stessa epoca si afferma come crocevia di esperienze artistiche di respiro nazionale ed europeo. Dipinti\, disegni\, incisioni e materiali preparatori accompagnano il visitatore lungo l’evoluzione del linguaggio di Viner\, mettendo in evidenza i suoi principali nuclei tematici: il paesaggio\, la natura morta e la ricerca grafica\, insieme alla sua costante attenzione ai problemi della forma e della rappresentazione. Non mancano documenti e testimonianze utili a ricostruire l’ambiente umano e sociale in cui l’artista si formò e operò\, in sintonia con gli obiettivi di valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze che si propone la Fondazione Terre Medicee. \nOrario: tutti i giorni 17-23\, sabato e domenica 10.30-13 e 17-23; dal 31 agosto tutti i giorni 16-20\, sabato e domenica 10.30-13 e 16-20. \nPalazzo Mediceo – Viale Leonetto Amadei\, 230 – Seravezza \nInfo: 0584.756046 – www.palazzomediceo.it – www.terremedicee.it \n\nFino al 27 settembre\nGiovanni Giorgi (1859-1932). Visione e memoria\nLa Rocca Ariostesca di Castelnuovo Garfagnana presenta la prima esposizione monografica dedicata a Giovanni Giorgi\, pittore e fotografo garfagnino\, figura ancora poco conosciuta ma significativa nel panorama artistico toscano tra Otto e Novecento. Attraverso 25 opere pittoriche e una selezione di fotografie storiche\, la mostra svela il suo percorso artistico\, caratterizzato da una raffinata attenzione al dettaglio e da una profonda capacità di raccontare il territorio e la memoria della comunità. Il percorso espositivo segue l’evoluzione di Giorgi dagli anni della formazione all’Accademia di Belle Arti di Firenze fino alla piena maturità. Tra le opere più significative figura ‘Castelnuovo in festa’\, veduta di piazza Umberto I realizzata probabilmente nel 1881\, quando l’artista aveva appena ventidue anni\, e poi ‘Dolori senza conforto’\, presentato all’Esposizione Nazionale di Torino del 1898\, e opere degli anni Venti e Trenta\, caratterizzate da nature morte e composizioni floreali che richiamano l’arte olandese del Seicento. La sua pittura si distinse per una straordinaria precisione tecnica\, tanto da essere definita dai contemporanei come ‘arte minuta’. Tra i pionieri della fotografia nella Valle del Serchio\, Giorgi applicò alla fotografia lo stesso rigore compositivo e la stessa attenzione al dettaglio che caratterizzano i suoi dipinti. \nOrario: da giovedì a domenica 10.30-12.30 e 16.30-19.30. \nRocca Ariostesca – Via Vittorio Emanuele\, 8-10 – Castelnuovo Garfagnana \nInfo: 0583.641007 – www.castelnuovogarfagnana.org \n\nFino al 27 settembre\nPittura a Napoli dopo Caravaggio\n‘Il Seicento nella collezione della Fondazione De Vito’ è il sottotitolo di questa mostra dedicata al Seicento napoletano e ospitata al Fortino di Leopoldo per cura di Nadia Bastogi\, direttrice scientifica della Fondazione De Vito. L’esposizione è promossa dal Comune di Forte dei Marmi e dalla Fondazione Villa Bertelli in collaborazione con la Fondazione De Vito\, nata nel 2011 per volontà dell’ingegnere Giuseppe De Vito (Portici 1924 – Firenze 2015)\, collezionista e studioso di Seicento napoletano e di natura morta. La mostra è un focus cronologico sullo sviluppo della pittura napoletana dopo i ripetuti soggiorni in città di Caravaggio tra il 1606 e il 1610\, a partire da Battistello Caracciolo\, che ne riprese l’uso delle tonalità della luce e dell’ombra\, e Jusepe de Ribera\, spagnolo di nascita ma italiano di cultura e formazione\, che ne reinterpretò lo stile in maniera personale. Accanto a loro ecco Massimo Stanzione\, il ‘Maestro degli annunci ai pastori’ (con il capolavoro ‘Giovane che odora una rosa’)\, Francesco Fracanzano\, Paolo Finoglio\, Giovanni Battista Ricca\, Bernardo Cavallino\, maestro di grazia ed eleganza\, Andrea Vaccaro\, Antonio De Bellis\, Francesco De Rosa detto Pacecco\, Giovanni Battista Spinelli. E ancora Micco Spadaro e Carlo Coppola\, i maestri delle ‘figure in piccolo’ amate dai collezionisti\, e Aniello Falcone con la sua ‘Battaglia’. Fino all’arrivo in città di Mattia Preti nel 1653 e all’affermazione di Luca Giordano nella seconda metà del secolo. Una sezione specifica è dedicata al genere della natura morta\, molto amato dai napoletani\, con Luca Forte\, Paolo Porpora e l’importante Giuseppe Recco. \nOrario: tutti i giorni 10-13 e 17-23\, sabato e domenica 10-13\, 17-19 e 20-23\, chiuso 27 e 28 agosto per Sant’Ermete. Dall’1 settembre: martedì\, giovedì e venerdì 15.30-19\, mercoledì 11-19\, sabato e domenica 10-13 e 16.30-19\, chiuso lunedì. \nFortino di Leopoldo – Piazza G.Garibaldi\, 9A – Forte dei Marmi \nInfo: 0584.280292 – 0584.787251 – www.villabertelli.it \n\nFino al 27 settembre\nMigneco. Realtà e visione\nNasce dal Museo d’arte moderna Quarto Platano\, vanto della Villa Bertelli di Forte dei Marmi\, questa mostra-dossier che approfondisce l’arte di uno dei pittori presenti nel museo: il siciliano Giuseppe Migneco (Messina\, 1903 – Milano\, 1997). L’allestimento\, nella Sala Ferrario del primo piano\, presenta alcune opere emblematiche e vuole introdurre il visitatore al particolare espressionismo dell’artista\, venato di riflessioni esistenziali. Il titolo ‘Realtà e visione’ richiama proprio il doppio registro della pittura di Migneco: da una parte l’attenzione fattiva verso il mondo reale\, verso la fatica\, il lavoro e la dignità delle persone comuni; dall’altra la capacità di trasfigurare la realtà attraverso il colore\, il segno e la forza espressiva della composizione. La sua pittura non si limita a rappresentare il visibile\, ma ne esalta l’anima più profonda. Il percorso espositivo\, che comprende 22 dipinti realizzati dal 1939 al 1988\, muove dal periodo di ‘Corrente’\, il movimento milanese di cui Migneco è stato un protagonista\, e giunge ai suoi ultimi lavori\, ricordando anche la lunga frequentazione di Forte dei Marmi dell’artista\, a partire dal 1957\, e la sua casa-studio di Vittoria Apuana\, in dialogo con gli amici Raffaele De Grada\, Ernesto Treccani e Bruno Cassinari. Curata da Elena Pontiggia\, l’esposizione è promossa dal Comune di Forte dei Marmi e dalla Fondazione Villa Bertelli con il contributo della Fondazione Banca del Monte di Lucca. \nIngresso libero. Orario: luglio e agosto tutti i giorni 17-22\, settembre tutti i giorni 16-19; nei giorni dei concerti la mattina 10-13. \nVilla Bertelli – Via Mazzini 200 – Forte dei Marmi \nInfo: 0584.787251 – www.villabertelli.it \n\nFino al 30 settembre\nI visionari\nBarga si trasforma in uno scenario d’eccezione per la mostra personale dello scultore Emanuele Giannelli (classe 1962)\, nato a Roma ma di casa a Pietrasanta\, scultore di respiro internazionale\, visionario e sapientemente provocatore con le sue figure in bronzo\, resina\, marmo o ceramica che in molti casi indossano occhialini da saldatore. Si tratta di un percorso espositivo monumentale esterno visibile h24 che vede come protagonisti i celebri ‘giganti’ dell’artista\, curiosi indagatori del progresso\, che compaiono in vari spazi del centro storico\, oltre a un percorso espositivo interno che ha il suo cuore nella Galleria Oxo\, dove è allestita la personale di Giannelli\, e coinvolge anche i locali di tre ristoranti del centro: Alfonso\, Scacciaguai e Wine Not?\, oltre alle sedi dell’agenzia Unipol di Castelnuovo di Garfagnana e Fornaci di Barga. In posizione centralissima nel borgo\, a Porta Reale\, si trova ‘Mr Arbitrium Mirrored’\, visibile anche da distanza. Ma l’opera più alta è ‘Korf’\, posizionata nella piazzetta ottagonale in viale Marconi\, all’esterno delle mura\, per guardare la valle. Nell’atrio di Palazzo Balduini\, in via di Mezzo\, c’è ‘Gravity’\, e sotto la volta del Menchi troviamo ‘Sospeso’ e ‘Mr. Kiribati’. Il nucleo della personale è poi alla Oxo Gallery\, con una proposta di opere dell’artista che possono trovare spazio in esterni e interni: opere in perfetto equilibrio tra arte figurativa e concettuale. \nOrario: dal venerdì alla domenica 17-20\, o su appuntamento. \nOxo Gallery – Piazza del Comune\, 5 – Barga \nInfo: 0583.710010 – www.oxocollection.it \n\nFino al 30 settembre\nArte in vacanza\nIn occasione del suo trentesimo anniversario\, l’Albergo Pietrasanta presenta\, in collaborazione con la galleria Viasaterna\, un progetto espositivo che negli spazi settecenteschi dell’albergo presenta circa 20 opere fotografiche di otto autori in dialogo con la collezione permanente dell’albergo. La mostra nasce dalla volontà di indagare la natura non come soggetto statico di rappresentazione ma come campo dinamico di esplorazione e trasformazione. La selezione riunisce artisti che\, attraverso linguaggi e pratiche differenti\, condividono l’uso della fotografia come strumento di ricerca capace non solo di registrare il reale\, ma anche di reinterpretarlo\, scomporlo e ricostruirlo. In questo percorso\, la natura emerge come esperienza mutevole e complessa: nelle opere di Takashi Homma e Carolina Sandretto la natura rivela il proprio mutare nel tempo; nei lavori di Stefano Caimi\, Alessandro Calabrese\, Teresa Giannico e Leonardo Magrelli l’immagine naturale viene decostruita e reinventata; mentre le fotografie Guido Guidi e Giovanni Chiaramonte esplorano una dimensione più astratta e contemplativa\, affidata alla luce\, all’ombra e alla profondità dello sguardo. Con ‘Arte in vacanza’\, l’albergo si trasforma in uno spazio di stratificazioni e attraversamenti: camere\, corridoi e aree comuni accolgono le opere come presenze capaci di modificare la percezione degli ambienti e il rapporto con essi. \nIngresso libero. Orario: nell’orario dell’esercizio \nAlbergo Pietrasanta – Via G.Garibaldi\, 35 – Pietrasanta \nInfo: 0584.793726 – 346.4753775 – www.albergopietrasanta.com \n\nFino al 25 ottobre\nDanse Macabre\nLa Tenuta Dello Scompiglio di Vorno ospita una mostra personale di Hans Op de Beeck a cura di Angel Moya Garcia. L’artista belga\, noto per le sue installazioni monumentali\, immersive e sensoriali\, presenta una mostra strutturata attraverso un’installazione site-specific e un film d’animazione. La prima\, dal titolo ‘Danse Macabre’\, emerge come l’immagine in bianco e nero di un parco notturno\, fatto di alberi spogli e specchi d’acqua\, attraversato da un percorso che conduce verso una giostra grigia monocroma a grandezza naturale. Questa evocazione di un paesaggio fittizio e privo di colore agisce da ‘inquadratura di apertura’ cinematografica e atmosferica\, accessibile a potenziali narrazioni\, in cui barili di petrolio diventano focolari\, le chiome degli alberi sono spoglie e un sentiero sinuoso porta verso l’attrazione abbandonata\, immersa in una notte nera. Un paesaggio sonoro\, composto da Sam Vloemans ed eseguito dall’Hermes Ensemble (B)\, risuona lontano in tutto l’ambiente e richiama verso la seconda parte in cui viene proiettato il film d’animazione ‘Vanishing Point’\, che completa la mostra. Il titolo si riferisce al punto del piano pittorico di una vista prospettica in cui coppie di linee parallele sembrano convergere. Alla distanza del punto di fuga\, non siamo più in grado di percepire la profondità tridimensionale. \nIngresso libero. Orario: giovedì e venerdì 14-18\, sabato e domenica 15-19 o su appuntamento. \nTenuta dello Scompiglio – Via di Vorno\, 67 – Loc. Vorno – Capannori  \nInfo: 0583.971475 – 0583.971125 – www.delloscompiglio.org \n\nFino al 1 novembre\nTurandot. O divina bellezza! O sogno! O meraviglia!\nA cento anni dalla prima rappresentazione\, il Puccini Museum – Casa Natale dedica una mostra alla ‘Turandot’ di Giacomo Puccini. L’opera\, tra le più celebri del compositore\, restò senza finale alla morte del grande compositore lucchese (29 novembre 1924) e l’editore Ricordi ne affidò il completamento a Franco Alfano. Il debutto\, già programmato per l’aprile 1925\, fu rimandato al 25 aprile del 1926 con la direzione di Arturo Toscanini. L’allestimento racconta la complessa realizzazione del grandioso progetto lirico pucciniano con immagini d’epoca\, fotografie di scena\, cronache e rari documenti originali. Al centro dell’esposizione sono presentati i due straordinari costumi di Turandot per il primo e il secondo atto\, accompagnati dai gioielli di scena\, di proprietà del Museo del Tessuto\, rinvenuti pochi anni fa dopo decenni di oblio ed esposti finora solo a Prato. Questi straordinari costumi furono disegnati e realizzati dal costumista del Teatro alla Scala Luigi Sapelli (in arte Caramba)\, per la prima assoluta dell’opera e indossati da Rosa Raisa\, il primo soprano a interpretare il ruolo della ‘Principessa di gelo’. La mostra è a cura di Simonetta Bigongiari\, direttrice del Puccini Museum\, e di Daniela Degl’Innocenti\, conservatrice del Museo del Tessuto di Prato. \nOrario: tutti i giorni 9.30-19. \nPuccini Museum – Casa Natale – Corte di San Lorenzo\, 9 – Lucca \nInfo: 0583.584028 – www.puccinimuseum.org \n\n2 luglio – 18 agosto\nESSERE MARE\, tra gli ossi di seppia\nIn occasione dei cinquant’anni di attività\, la Galleria Susanna Orlando di Pietrasanta presenta una mostra a cura di Beatrice Audrito che si configura come una riflessione sulle radici profonde di uno sguardo curatoriale formatosi in Versilia. Più che raccontare un territorio\, l’allestimento racconta come la luce del mare\, gli orizzonti aperti\, i colori\, i profumi e la dimensione contemplativa di questo paesaggio abbiano influenzato nel tempo le scelte artistiche di Susanna Orlando\, contribuendo a definire l’identità stessa della galleria. Il percorso espositivo riunisce opere di Alberto Savinio\, Carlo Carrà\, Ardengo Soffici\, Massimo Campigli\, Ottone Rosai\, Mino Maccari\, Arturo Dazzi\, Renato Guttuso e Lorenzo Viani\, poste in relazione con lavori di Ruggero Savinio\, Carlo Mattioli\, Aldo Mondino\, Piero Gilardi\, Giuseppe Biagi e Guido Borgianni. Attraverso dipinti\, sculture\, libri e tracce musicali\, la mostra ricostruisce una geografia culturale e sentimentale che attraversa il Novecento e giunge fino alla contemporaneità. La mostra rilegge proprio il rapporto profondo tra questo territorio e quella sensibilità artistica e poetica che\, nel corso del Novecento\, ha trovato qui un luogo privilegiato di ricerca interiore. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì alla domenica 10.30-13.30 e 18-23. \nGalleria Susanna Orlando – Via Stagio Stagi\, 12 – Pietrasanta \nInfo: 0584.70214 – www.galleriasusannaorlando.it
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DESCRIPTION:Fino al 30 agosto\nMikayel Ohanjanyan. Legami: Ties that Bind\nIl mudaC | museo delle arti di Carrara accoglie l’arte di Mikayel Ohanjanyan (1976\, Yerevan\, Armenia) ospitando una personale a cura di Christopher Atamian e Tamar Hovsepian di Atamian Hovsepian Curatorial Practice\, piattaforma curatoriale con base a New York. Attraverso cinque sculture in marmo concepite come un’unica monumentale installazione\, la mostra si concentra sugli elementi chiave della ricerca più recente dell’artista: i legami intesi come connessione\, memoria storica e resilienza\, rappresentati da lavori che parlano di identità\, tempo e relazioni umane. Il corpus di opere esposto è stato pensato e realizzato appositamente per Carrara\, città che ospita il nuovo studio dell’artista ed è gemellata con Yerevan. Un’unica installazione dal forte impatto spaziale (‘Legami: Ties that Bind’) è composta da cinque sculture in marmo statuario bianco di diverse dimensioni\, con elementi più monumentali (fino a 121×210×90 cm) e altri più raccolti (53×68×40 cm). È costituita da due blocchi informi\, tenuti insieme da cavi in acciaio inox che incidono la pietra e che generano una evidente tensione fisica e\, al tempo stesso\, alludono a un’idea di unità e interdipendenza: l’atto del legarle insieme suggerisce un tentativo di recuperare una memoria collettiva perduta e di riflettere sulle strutture invisibili che tengono insieme ogni cosa. \nOrario: martedì\, sabato\, domenica 17-20\, mercoledì e giovedì 9.30-12\, venerdì 18-22. \nmudaC ǀ museo delle arti Carrara – Via Canal del Rio\, 1 – Carrara \nInfo: 0585.779681 – www.mudac.museodellearticarrara.it
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DESCRIPTION:Fino al 31 agosto \nDinosauri\nI più grandi rettili mai vissuti tornano in vita dalle profondità del Mesozoico in una spettacolare mostra ospitata nei locali della Certosa di Pisa\, a Calci. Il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa ospita infatti un allestimento di grande apprezzamento\, a cura di Naturaliter\, che propone oltre venti modelli\, statici e dinamici\, a grandezza naturale\, che si muovono ed emettono suoni: dettagliate ricostruzioni di dinosauri rappresentati in momenti chiave della loro vita. Ammirare lo Spinosauro che nuota inseguendo un celacanto\, l’Oviraptor che ha appena deposto le uova e ancora il gigantesco Terizinosauro coperto di morbide piume ma armato di artigli lunghissimi ci trasporta nel favoloso mondo del lontano passato\, illusione perfezionata dai modelli animati\, fra cui quello del Tyrannosaurus rex che ci fa provare il brivido di trovarci di fronte ad uno dei maggiori predatori che mai abbiano camminato sulla Terra. \nOrario: tutti i giorni 9-19. \nMuseo di Storia Naturale – Certosa di Pisa – Via Roma\, 79 – Calci \nInfo: 050.2212970 – www.msn.unipi.it \n\nFino al 6 settembre\nI fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra ‘800 e ‘900\nPalazzo Blu presenta una importante mostra dedicata ai fratelli Francesco e Luigi Gioli\, figure centrali della pittura toscana tra Ottocento e Novecento\, e alla pittura a Pisa tra i due secoli. A cura di Stefano Renzoni\, con la selezione di disegni a cura di Bianca Cerrina Feroni\, l’esposizione presenta un’ampia scelta di 105 dipinti dei due pittori pisani e di molti altri artisti e una significativa raccolta di disegni dei Gioli\, fra cui un nucleo di fogli inediti provenienti dall’archivio di famiglia e da collezioni private. L’intento è quello di restituire ai due pittori il ruolo centrale che hanno rivestito nello sviluppo della cultura figurativa pisana e offrire una nuova chiave di lettura del percorso post macchiaiolo locale e della sua importanza. Il territorio pisano fu frequentato infatti da presenze artistiche di primo piano\, come quella dei fratelli Tommasi. L’esposizione riscopre figure come Amedeo Lori\, di cui sono presenti in mostra i dipinti del periodo divisionista\, avvia nuove riflessioni su esperienze artistiche come la ‘Scuola di Bocca d’Arno’\, che si sviluppò tra Marina di Pisa e il Gombo attorno a Nino Costa e che vide come protagonisti artisti come Plinio Nomellini\, di cui in mostra è presente un dipinto esposto alla Biennale di Venezia. Presenti anche opere di Spartaco Carlini e Giuseppe Viviani. \nOrario: dal martedì al venerdì 10-19\, sabato\, domenica e festivi 10-20. \nPalazzo Blu – Lungarno Gambacorti – Pisa \nInfo: 050.2204611 – www.palazzoblu.it \n\nFino all’8 novembre\nPiero Macola. Paesaggi di vita\nLa mostra grafica della primavera di Palazzo Blu\, curata da Giorgio Bacci\, è dedicata a uno dei protagonisti più rilevanti del fumetto d’autore contemporaneo: Piero Macola\, artista che utilizza il fumetto come dispositivo critico per leggere le fratture della contemporaneità\, dalle memorie postcoloniali alla marginalità sociale\, fino alle derive distopiche. L’allestimento offre al pubblico un’immersione nel lavoro dell’artista attraverso una selezione di tavole originali\, bozzetti e materiali preparatori che raccontano oltre vent’anni di ricerca visiva e narrativa. Macola\, formatosi a Bruxelles\, all’Istituto Saint-Luc\, e affermatosi a livello internazionale\, ha costruito un linguaggio distintivo che intreccia documentazione\, esperienza diretta e immaginazione. Il percorso espositivo attraversa alcune delle opere più significative dell’autore. ‘Le Tirailleur’ (2014)\, dedicato alla memoria postcoloniale; ‘Gli indesiderati’ (2019)\, ambientato lungo il Po e dedicato al tema del caporalato che colpisce i lavoratori stranieri; ‘Lagune’ (2023)\, distopia veneziana in cui la città si trasforma in uno scenario inquietante\, specchio delle tensioni contemporanee legate alle migrazioni e ai confini; fino a ‘La Vallée heureuse’ (2026)\, che viene presentato a Pisa in anteprima assoluta: un’opera a cui Macola sta ancora lavorando di cui vengono presentate alcune tavole in anteprima assoluta. \nOrario: dal martedì al venerdì 10-19\, sabato\, domenica e festivi 10-20. \nPalazzo Blu – Lungarno Gambacorti – Pisa \nInfo: 050.2204611 – www.palazzoblu.it
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DESCRIPTION:Fino al 26 luglio\nIo sono un architetto. Ettore Sottsass\nIl Palazzo Buontalenti di Pistoia celebra Ettore Sottsass (1917-2007)\, pittore\, grafico\, fotografo\, figura cardine del design e dell’architettura italiana del Novecento\, un artista che ha attraversato l’intero secolo con uno sguardo sempre critico\, apparentemente disincantato\, ma partecipe e sensibile ai cambiamenti in atto nella società. L’esposizione\, curata da Enrico Morteo e organizzata da Fondazione Pistoia Musei ed Electa\, si costruisce attorno al ricco fondo che l’architetto affidò al CSAC di Parma\, per rileggere criticamente un trentennio di attività\, dall’immediato dopoguerra ai primi anni Settanta. Particolare attenzione viene data al legame con la Toscana e con le realtà artigianali e industriali che vi si sono sviluppate e affermate: dalle ceramiche realizzate con Aldo Londi a Montelupo Fiorentino alle esperienze con Sergio Cammilli e Poltronova ad Agliana. Attraverso disegni\, fotografie\, ceramiche\, oggetti e documenti d’archivio – molti dei quali esposti per la prima volta – l’allestimento restituisce l’evoluzione di un pensiero che\, segnato dalla disillusione nei confronti della società del progresso\, cerca nella forma\, nel colore e nella luce la possibilità di un nuovo umanesimo del progetto. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nPalazzo Buontalenti – Via de’ Rossi\, 7 – Pistoia \nInfo: 0573.974267 – www.pistoiamusei.it \n\nFino al 27 settembre\nMarino Marini: la pittura\nGli spazi del Museo del Novecento e del Contemporaneo accolgono un prezioso nucleo di dipinti di Marino Marini\, un percorso che ripropone una parte del patrimonio artistico che appartiene alla città e che da tempo non era più visibile. Il progetto è frutto della collaborazione tra la Fondazione Marino Marini\, il Comune di Pistoia e la Fondazione Caript. L’allestimento riconsegna ai visitatori una selezione immersiva e fortemente cromatica di opere di uno dei maggiori artisti del Novecento\, offrendo uno sguardo approfondito su uno dei capitoli più ricchi e meno esplorati della produzione di Marino Marini (1901-1980): quello della pittura\, sviluppata in percorsi percorsi pressoché paralleli alla scultura\, sia nei iconografici che nelle scelte di linguaggio e soluzioni compositive. Attraverso un significativo numero di dipinti\, dalla metà degli anni Venti alla metà degli anni Settanta\, le opere esposte pongono in piena luce la forza espressiva del colore di Marino\, la versatilità di un segno che ora delinea finemente le curve sottili di pomone\, giocolieri o di aggraziate ballerine\, ora invece ritma con forza gli scatti energici di cavalli e cavalieri\, fino a esplodere nella radicale dimensione del ciclo iconografico del ‘grido’. Il percorso è arricchito da scorci e prospettive inedite sulla pittura di Marino\, così da sottolineare il ruolo centrale che in lui sempre ha giocato il colore. \nOrario: dal martedì al venerdì 15-19\, sabato\, domenica e festivi 11-19\, chiuso lunedì. \nMuseo del Novecento e del Contemporaneo – Palazzo Fabroni – Via Sant’Andrea\, 18 – Pistoia \nInfo: 0573.371817 – www.musei.comune.pistoia.it \n\nFino al 27 settembre\nDue ritratti pistoiesi di Giovanni da San Giovanni\nNel mezzanino del Museo Civico d’arte antica di Pistoia\, una mostra curata da Sandro Bellesi e Elena Testaferrata presenta per la prima volta al pubblico due tondi ad affresco su tegola di Giovanni da San Giovanni (San Giovanni Valdarno\, 1592 – Firenze\, 1636)\, di collezione privata\, finora inediti e sconosciuti alla critica d’arte. Le due opere\, di forma circolare\, raffigurano\, come riportato nelle iscrizioni presenti lungo i bordi\, lo Scalabrino e Bernardino da Pistoia\, ovvero Giovan Battista Volponi e quasi sicuramente Bernardino Detti\, pittori pistoiesi attivi nella prima metà del Cinquecento e poco oltre\, dei quali il Museo espone due tavole emblematiche del loro percorso artistico\, temporaneamente collocate nel mezzanino a fianco dei due ritratti. I due tondi inediti risalgono agli anni compresi fra il 1630 e il 1633 quando Giovanni da San Giovanni\, attivo come frescante in vari centri della Toscana\, fu presente nel territorio pistoiese per fuggire la peste\, qui meno feroce che altrove\, e realizzò alcune delle sue opere più felici. Fra queste la decorazione della Cappella di Palazzo Rospigliosi\, gli affreschi del loggiato della chiesa di Santa Maria della Fontenuova a Monsummano o la decorazione dell’altar maggiore della chiesa di San Rocco nel territorio di Candeglia\, di cui tre frammenti con Angeli in gloria sopra la città di Pistoia sono esposti anch’essi nel mezzanino. \nOrario: dal martedì al venerdì 15-19\, sabato\, domenica e festivi 11-19; lunedì sempre chiuso. \nMuseo Civico d’arte antica – Palazzo Comunale – Piazza del Duomo\, 1 – Pistoia \nInfo: 0573.371296 – musei@comune.pistoia.it \n\n4 giugno – 6 settembre\nL’ultimo fotografo – Giovanni Savino\nÈ dedicata alla fotografia l’estate della Fondazione POMA Liberatutti di Pescia. La nuova mostra\, a cura di Marta Convalle\, raccoglie infatti una selezione di scatti nati dall’incontro dell’artista fotografo Giovanni Savino\, pistoiese di nascita e newyorkese di fatto\, con persone e oggetti che si sono trovati dall’altra parte delle lenti delle sue innumerevoli macchine fotografiche. Partito dal lavoro per il cinema e la tv\, Savino ha documentato alcuni dei fatti più drammatici degli ultimi quarant’anni\, dal crollo delle Torri Gemelle al terremoto di Haiti. Da pochi anni è tornato in Italia\, a Pitigliano\, e ha rispolverato l’antico amore per la ritrattistica. ‘L’ultimo fotografo’ – come ama definirsi – lavora ancora alla vecchia maniera\, con strumenti antichi ma capaci di regalare pezzi unici\, come gli otturatori pneumatici\, la pellicola\, la vecchia carta\, la camera oscura. La mostra si apre con una miscellanea di trenta di fotografie di grande formato – 70×100 – in bianco e nero lungo la parete di ingresso della Fondazione. Seguono 13 fotografie 70×100 in bianco e nero sulle pareti del Refettorio\, dedicate al tema del cibo e della convivialità. Al primo piano\, particolare risalto è riservato ai suoi ritratti a occhi chiusi\, 17 scatti sempre in grande formato e in bianco e nero\, della serie ‘Eyes closed’: immagini in cui Savino ha catturato sogni\, pensieri e dettagli del viso che spesso non guardiamo\, rapiti dagli occhi e dalla loro profondità. \nIngresso libero. Orario: dal mercoledì al sabato 10-12.30 e 17.30-22\, domenica 10-12 e 17.30-22\, chiuso lunedì. \nPOMA liberatutti – Piazza San Francesco\, 12 – Pescia \nInfo: 0572 1770011 – www.pomaliberatutti.it \n\n29 giugno – 7 maggio 2027\nGiotto era il nonno di Banksy. Siamo al mondo per lasciare un segno\nUna grande mostra di street art a cura di Bruno Ialuna è ospitata al Mo.C.A.\, lo spazio dedicato all’arte contemporanea del Comune di Montecatini Terme: un viaggio immersivo che attraversa oltre 60.000 anni di storia\, mettendo in relazione le prime forme di espressione umana con i linguaggi visivi che oggi abitano le città di tutto il mondo. L’esposizione si sviluppa in più sezioni\, costruite come ambienti narrativi. Il cuore del percorso è dedicato alla nascita del writing nella New York degli anni ’60\, ’70 e ’80\, dai pionieri TAKI 183\, Jec*\, Riff170\, Snake1 fino a protagonisti fondamentali come Quik\, Iz The Wiz\, Lady Pink\, Toxic\, Delta2\, Sar e Zephyr\, in una scenografia immersiva\, firmata dal Maestro della cartapesta Jacopo Allegrucci\, che ricostruisce l’impatto visivo della metropolitana newyorkese. Il percorso si amplia poi alla dimensione internazionale del fenomeno\, tra Parigi\, Zurigo\, Santiago del Cile e Amsterdam. Un focus specifico è dedicato alla scena di Bristol\, con figure come Robert Del Naja e Nick Walker\, fino all’affermazione di Banksy\, che ha contribuito a ridefinire il ruolo e la percezione pubblica della street art in Europa. Una sezione centrale racconta il passaggio decisivo degli anni Ottanta\, quando l’arte urbana entra nei circuiti istituzionali\, conquistando gallerie e musei. Spazio anche alle connessioni tra arte urbana\, musica e cinema\, e a materiali legati alla cultura hip hop\, tra vinili\, fotografie e testimonianze d’epoca. \nIngresso libero. Orario: da martedì a venerdì 10-12\, sabato\, domenica e festivi 10.30-12.30 e 16-19\, chiuso lunedì. \nMo.C.A. (Montecatini Terme Contemporary Art) – Viale Giuseppe Verdi 46 – Montecatini Terme \nInfo: 366.7529702 – www.mocamontecatini.it
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DESCRIPTION:Fino al 30 agosto\nCARNALE\nIl Centro Pecci presenta la prima mostra in un centro d’arte contemporanea italiano dedicata a Verita Monselles (Buenos Aires 1929 – Firenze 2004)\, artista e fotografa che ha usato la fotografia come strumento di riappropriazione di sé e della soggettività femminile\, un vero e proprio meccanismo con cui disfarsi delle immagini stereotipate della donna-oggetto prodotte dalla cultura dominante nei media e nella pubblicità. Spesso sottilmente ironica e metaforica\, Monselles interviene sui simboli della tradizione patriarcale e religiosa\, smontandoli. Monselles ritrae un corpo femminile che\, oltre a essere politico e manifesto\, desidera: un corpo sensuale e sessuato\, non timido\, ma autore del proprio desiderio. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nCentro per l’Arte Contemporanea ‘Luigi Pecci’ – Viale della Repubblica\, 277 – Prato \nInfo: 0574.5317 – www.centropecci.it \n\nFino all’11 settembre\nTracce di quanto nasconde\nLa nuova mostra da LATO\, spazio espositivo e di progettazione nel centro di Prato\, presenta il lavoro dell’artista iraniana (ma residente a Firenze) Roya Amini\, una ricerca che attraversa i confini della fotografia\, aprendo a una riflessione più ampia sul rapporto tra immagine\, percezione e costruzione del visibile. Amini incentra la propria ricerca sulla questione dell’identità\, considerandone la complessità inesauribile\, mai del tutto descritta dalle definizioni che ne diamo. L’artista ricorre alla fotografia\, e nella fase più recente anche al video\, mettendo in atto una sorta di variazione sul tema\, attraverso una combinazione di contesti\, situazioni e tecniche. Alle sperimentazioni\, nel tempo\, sono conseguite differenti serie di immagini. Quelle in mostra costituiscono solo una parte\, ma indicativa del percorso svolto durante gli anni. Troviamo le foto che fingono scene di vita quotidiana tramite l’uso degli arredi esibiti; le figure di apparenza pittorica che affiorano dalle pellicole trasparenti\, così incerte da mutare in successioni di forme astratte\, o da diventare dei fantasmi; le polaroid più volte esposte e riportate su altri supporti\, che dunque vanno oltre il carattere di immediatezza tipico; le raccolte da sfogliare di immagini solo parzialmente visibili\, simili a ricordi evocati ma indefiniti; gli scatti coperti e rivelabili sotto uno strato di vernice termosensibile. L’estrema diversificazione trova un principio di stabilità nella presenza fisica\, infatti Roya è sempre il soggetto\, sebbene ogni volta muti di aspetto. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì al sabato 10-18\, chiuso domenica. \nLATO – Piazza San Marco\, 13 – Prato \nInfo: 0574.071696 – www.lato.co.it \n\nFino al 30 settembre\nPromemoria personale (ad uso pubblico)\nNegli spazi della settecentesca Villa Rospigliosi di Prato\, ChorAsis presenta una articolata mostra collettiva a cura di Saretto Cincinelli costruita su 4 appuntamenti. L’allestimento si configura come la messa a fuoco di uno sguardo che vuole riunire\, in un’unica esposizione plurale\, articolata e volutamente non esaustiva\, un amplio numero di artisti che a partire dal 1990\, si sono ritrovati ad esporre in Toscana e altrove in mostre e rassegne tematiche. L’intento\, è bene precisarlo\, non è dunque quello di tracciare una panoramica delle emergenze artistiche ma di dar vita a una mostra mutante che si modifica e riplasma in ogni appuntamento. Una mostra che\, invece di adottare un ordinamento basato su un modello interpretativo esterno e preesistente\, sembra volerlo costruire al proprio interno\, secondo un movimento ‘in progress’\, capace di ipotizzare\, di volta in volta\, rapporti inediti tra opere\, in alcuni casi distanti come punti cardinali. Nei quattro allestimenti (inaugurati il 10 maggio\, 7 giugno\, 5 luglio e 6 settembre) si alternano gli artisti: Isabel Banal\, Lorenzo Banci\, Massimo Barzagli\, Emanuele Becheri\, Chiara Bettazzi\, Francesco Carone\, Antonio Catelani\, Michelangelo Consani\, Luisa Cortesi\, Connie Dekker\, Daniela De Lorenzo\, Rolando Deval\, Paolo Fabiani\, Cristina Gozzini\, Carlo Guaita\, Margot Q.Knight\, Cristiane Löhr\, Luca Lupi\, Leonardo Meoni\, Paolo Meoni\, Fabrizio Prevedello\, Davide Rivalta\, Marco Rossetti\, Andrea Santarlasci\, Sandra Tomboloni\, Massimiliano Turco\, Eugenia Vanni. \nIngresso gratuito. Orario: solo su appuntamento. \nVilla Rospigliosi – Via Firenze\, 83 – Prato \nInfo e pren.: 348.7814430 – chorasis.spaziovisione@gmail.com  \n\nFino al 1 novembre\nROTTE\n‘Arte di rottura dalla donazione Carlo Palli’ è il sottotitolo di questa esposizione curata da Stefano Pezzato per il Centro Pecci. La mostra presenta un percorso selezionato fra le centinaia di opere donate nel 2025 al Centro Pecci da Carlo Palli. La donazione\, che segue quella del 2006 ed è una delle maggiori effettuate da un soggetto privato a un’istituzione italiana d’arte contemporanea\, costituisce un importante arricchimento culturale e materiale per il Centro Pecci e per l’intera città di Prato. Il progetto intende testimoniare la passione di Carlo Palli per l’arte contemporanea tracciando le ‘rotte’ predilette dal collezionista pratese\, dedicate soprattutto a pratiche di rottura\, controcorrente e fuori dalle regole. Il percorso attraversa la rivoluzione poetica del Gruppo 70\, la vivacità del movimento Fluxus\, le appropriazioni e rielaborazioni del Nouveau Réalisme\, la fascinazione degli artisti per gli oggetti\, gli sviluppi di pratiche come scrittura e pittura\, l’innovazione di forme processuali e concettuali\, fino all’affermazione dell’immaginario femminile nelle neoavanguardie. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nCentro per l’Arte Contemporanea ‘Luigi Pecci’ – Viale della Repubblica\, 277 – Prato \nInfo: 0574.5317 – www.centropecci.it
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DESCRIPTION:Fino al 30 giugno\nL’amore non viene mai meno\nL’artista di origini cinesi Li Yungfeng (Esther Li)\, che vive e lavora tra l’Italia e i Paesi Bassi\, riapre la stagione espositiva al Parco Sculture del Chianti. Il progetto mette in scena una riflessione contemporanea sulla figura femminile e la memoria tra le generazioni\, in un ponte ideale che unisce un’antica forma di scrittura dalla tradizione millenaria e l’immaginario della ‘Turandot’\, nel centenario della sua creazione. Al centro della ricerca dell’artista si trova la scrittura Dongba\, l’antico sistema pittografico del popolo Naxi della provincia dello Yunnan\, in Cina. Ancora oggi utilizzata e riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità\, la scrittura Dongba conserva nella sua origine il significato di traccia: segni lasciati da legno e pietra\, impronte che evocano un rapporto diretto tra cultura\, paesaggio e natura. Nella tradizione Naxi\, inoltre\, la struttura sociale matriarcale e matrilineare assegna alle donne un ruolo centrale nella trasmissione della memoria\, della conoscenza e del legame con la terra. A partire da questa eredità culturale\, Li Yungfeng costruisce un linguaggio visivo contemporaneo fatto di simboli\, segni e narrazioni che intrecciano patrimonio culturale\, natura e femminilità. Le sue opere-racconto si integrano perfettamente con il paesaggio culturale e antropologico del Chianti. \nOrario: tutti i giorni 10-18\, compreso festivi. \nParco Sculture del Chianti – Strada Provinciale 9 di Pievasciata\, 48 – loc. Pievasciata – Castelnuovo Berardenga \nInfo: 0577.357151 – www.parcosculturechianti.it \n\nFino al 26 luglio\nAgaletora\nIl Museo Archeologico del Chianti festeggia la sua riapertura ospitando un progetto espositivo di Michelangelo Consani (Livorno\, 1971) realizzato nell’ambito di ‘VIS-À-VIS arti visive’\, il percorso di Fondazione Musei Senesi che mette in dialogo la ricerca contemporanea con le collezioni storiche dei musei della rete. Attraverso sculture e disegni\, l’artista costruisce un autoritratto simbolico fatto di trasformazioni\, riferimenti al mondo animale e suggestioni archeologiche. Il titolo della mostra deriva dalla lingua etrusca e significa “fanciullo”\, richiamando il momento di formazione dell’identità. Il progetto riunisce una serie di lavori che ruotano attorno all’idea di ritrovamento\, tra stratificazioni\, metamorfosi e trasformazioni simboliche\, evocando processi che appartengono sia alla ricerca artistica che all’indagine archeologica. Tra le opere esposte figura ‘Autoritratto con alligatore’\, una scultura che introduce la dimensione della fanciullezza evocata dal titolo e diventa simbolo di resistenza e trasformazione: sul capo della figura compare una patata germogliata fusa in bronzo\, elemento che richiama il reperto archeologico e lo scavo. A questo nucleo si affianca ‘Anello con serpente’\, una piccola scultura modellata in cera. Completa il percorso una serie di tre disegni intitolata ‘L’Arca’\, studi preparatori per un lavoro ancora in corso: i fogli evocano il mito dell’Arca di Noè e il tema della salvezza delle specie animali. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 10-18. \nMuseo Archeologico del Chianti – Piazza del Comune\, 17/18 – Castellina in Chianti \nInfo: 0577.742090 – www.museoarcheologicochianti.it \n\nFino al 27 settembre\nSanta Maria della Scala. Architetture\, progetti e visioni\nLa Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala presenta un progetto espositivo a cura di Luca Molinari Studio\, un’occasione per presentare il nuovo Masterplan strategico del Santa Maria della Scala e le proposte progettuali elaborate da tre studi di architettura di rilevanza internazionale: LAN Architecture (Benoit Jallon e Umberto Napolitano)\, Studio Odile Decq e Hannes Peer Architecture\, chiamati a confrontarsi con la rigenerazione di alcune parti del complesso oggi non pienamente accessibili. L’esposizione segna un passaggio importante nel percorso di valorizzazione di un luogo che\, per storia\, ampiezza e stratificazione\, rappresenta una delle realtà culturali più significative del nostro Paese. Modelli\, disegni e materiali di progetto accompagnano il racconto di una visione che guarda al futuro del museo nel dialogo tra patrimonio\, città e comunità\, nel segno di una continuità profonda con la storia del Santa Maria della Scala come luogo di cura e accoglienza. L’idea è quella di costruire una piattaforma aperta\, un “esoscheletro concettuale e infrastrutturale”\, come lo ha definito Luca Molinari\, abbastanza solido da tenere insieme linguaggi differenti e abbastanza flessibile da accogliere ulteriori sviluppi nel tempo. \nOrario: tutti i giorni 10-19. \nComplesso Museale di Santa Maria della Scala – Piazza del Duomo\, 1 – Siena \nInfo: 0577.292614/5 – www.santamariadellascala.com \n\nFino all’11 ottobre\nSotto gli Archi del Tempo\nColle di Val d’Elsa prosegue il suo programma di valorizzazione culturale del territorio e rafforza il suo ruolo di centro di produzione artistica contemporanea. Protagonista è Leandro Erlich\, tra i più noti esponenti della scena artistica internazionale. Erlich realizza qui tre installazioni site-specific in sabbia che dialogano con l’architettura medievale del ponte e con il contesto urbano. Le opere riflettono sul tema del tempo\, della memoria e della fragilità del patrimonio\, trasformando lo spazio in un paesaggio simbolico e immersivo. Il progetto si articola in tre installazioni: una clessidra monumentale che evoca l’incommensurabilità del tempo; una rappresentazione in scala del borgo di Colle di Val d’Elsa\, modellata come una cartografia effimera; un insieme di architetture iconiche provenienti da diverse civiltà\, riunite in un unico scenario fragile e universale. L’iniziativa è stata ideata e organizzata da Associazione Arte Continua nell’ambito di ‘Colle 2028’. Fulcro dell’intervento è UMoCA – Under Museum of Contemporary Art\, spazio museale permanente situato sotto gli archi del ponte di San Francesco a Colle\, un innovativo luogo dedicato all’arte contemporanea nello spazio pubblico. Il progetto museale include anche un’opera permanente dell’artista Cai Guo-Qiang\, realizzata con l’assistenza di Arte Continua. \nOrario: sempre visibili \nUMoCA – Under Museum of Contemporary Art – Archi del ponte di San Francesco – Colle Val d’Elsa \nInfo: 0577.530164 – 349.3364855 – www.museisenesi.org – www.artecontinua.org \n\n6 giugno – 20 settembre\nRadda Arte 2026: Sergio Fiorentino\nNel cuore del Chianti\, il borgo medievale di Radda accoglie il lavoro del pittore e scultore Sergio Fiorentino (Catania\, 1973). Con ‘Radda Arte 2026’ le sue opere – segnate dall’inconfondibile blu ultramarino che contraddistingue la sua ricerca – si inseriscono tra vicoli\, piazze e spazi del paese\, costruendo un itinerario espositivo diffuso che mette in dialogo mito mediterraneo\, tradizione figurativa e paesaggio toscano. Il progetto\, curato da Mila Sturm\, rinnova nel territorio del Chianti l’incontro tra arte contemporanea e paesaggio e si distingue anche per la collaborazione con il Liceo Artistico ‘Duccio di Buoninsegna’ di Siena e 22 studenti dei suoi corsi di pittura e scultura\, che hanno partecipato alla realizzazione dell’esposizione. L’itinerario si sviluppa sia nel borgo di Radda che nella bellissima Chiesa di Santa Maria Novella\, distante pochi chilometri verso Volpaia\, dove due grandi dipinti di Santi dialogano con l’architettura della pieve romanica. A Radda\, invece\, l’esposizione si snoda in tutto il centro storico. Lungo la strada principale si susseguono gigantografie\, pitture monumentali\, sculture e installazioni\, mentre davanti al sagrato della Chiesa di San Niccolò\, si trova un’installazione composta da dieci sculture della serie ‘Segreti’\, teste che si aprono rivelando una dimensione interiore e misteriosa. \nOrario: sempre visibili \nCentro storico – Radda \nInfo: 0577.738494 – info@raddaarte.com
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SUMMARY:Mikayel Ohanjanyan. Legami: Ties that Bind\, Carrara
DESCRIPTION:Il mudaC | museo delle arti di Carrara accoglie l’arte di Mikayel Ohanjanyan (1976\, Yerevan\, Armenia) ospitando una personale a cura di Christopher Atamian e Tamar Hovsepian di Atamian Hovsepian Curatorial Practice\, piattaforma curatoriale con base a New York. Attraverso cinque sculture in marmo concepite come un’unica monumentale installazione\, la mostra si concentra sugli elementi chiave della ricerca più recente dell’artista: i legami intesi come connessione\, memoria storica e resilienza\, rappresentati da lavori che parlano di identità\, tempo e relazioni umane. Il corpus di opere esposto è stato pensato e realizzato appositamente per Carrara\, città che ospita il nuovo studio dell’artista ed è gemellata con Yerevan. Un’unica installazione dal forte impatto spaziale (‘Legami: Ties that Bind’) è composta da cinque sculture in marmo statuario bianco di diverse dimensioni\, con elementi più monumentali (fino a 121×210×90 cm) e altri più raccolti (53×68×40 cm). È costituita da due blocchi informi\, tenuti insieme da cavi in acciaio inox che incidono la pietra e che generano una evidente tensione fisica e\, al tempo stesso\, alludono a un’idea di unità e interdipendenza: l’atto del legarle insieme suggerisce un tentativo di recuperare una memoria collettiva perduta e di riflettere sulle strutture invisibili che tengono insieme ogni cosa. \nOrario: dal martedì alla domenica 9.30-12.30 e 15-18\, chiuso lunedì. Dal 1° giugno martedì\, sabato\, domenica 17-20\, mercoledì e giovedì 9.30-12\, venerdì 18-22. \nmudaC ǀ museo delle arti Carrara – Via Canal del Rio\, 1 – Carrara \nInfo: 0585.779681 – www.mudac.museodellearticarrara.it
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SUMMARY:Emilio Malerba (1878-1926). Dagli esordi al Novecento Italiano\, Lucca
DESCRIPTION:Nelle sale espositive della Fondazione Ragghianti la prima grande mostra monografica dedicata\, dal 1931\, a Emilio Malerba (Milano\, 1878-1926)\, figura decisiva ma ancora non abbastanza conosciuta del panorama artistico italiano della prima metà del XX secolo. Curata da Paolo Bolpagni ed Elena Pontiggia e realizzata in collaborazione con l’Archivio Malerba di Monza\, l’esposizione propone\, attraverso un ampio ‘corpus’ di opere\, manifesti originali e documenti\, una riflessione organica sulla vicenda dell’artista nel centenario della morte. L’allestimento segue il percorso artistico di Malerba dagli anni giovanili legati alla tarda Scapigliatura e dai suggestivi manifesti belle époque fino alla produzione post-scapigliata\, novecentista e purista\, presentando un ampio numero di inediti\, emersi grazie a recenti ricerche. A completare il percorso\, le opere realizzate dagli altri artisti del nucleo iniziale del gruppo ‘Novecento’\, ossia Anselmo Bucci\, Leonardo Dudreville\, Achille Funi\, Piero Marussig\, Ubaldo Oppi e Mario Sironi\, oltre a un ritratto di Malerba eseguito da Primo Sinopico nel 1917\, così da approfondire sfumature e visioni di un gruppo che non si omologò mai totalmente dal punto di vista stilistico. Nonostante la brevità della carriera\, Malerba riuscì a delineare una poetica di grande raffinatezza\, incentrata sull’indagine del ‘vero’\, inteso come rivelazione della dimensione interiore di figure e oggetti. \nOrario: dal martedì alla domenica 10-20\, chiuso lunedì. \nFondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti – Complesso monumentale di San Micheletto – Via San Micheletto\, 3 – Lucca \nInfo: 0583.467205 – www.fondazioneragghianti.it
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SUMMARY:Io sono un architetto. Ettore Sottsass\, Pistoia
DESCRIPTION:Il Palazzo Buontalenti di Pistoia celebra Ettore Sottsass (1917-2007)\, pittore\, grafico\, fotografo\, figura cardine del design e dell’architettura italiana del Novecento\, un artista che ha attraversato l’intero secolo con uno sguardo sempre critico\, apparentemente disincantato\, ma partecipe e sensibile ai cambiamenti in atto nella società. L’esposizione\, curata da Enrico Morteo e organizzata da Fondazione Pistoia Musei ed Electa\, si costruisce attorno al ricco fondo che l’architetto affidò al CSAC di Parma\, per rileggere criticamente un trentennio di attività\, dall’immediato dopoguerra ai primi anni Settanta. Particolare attenzione viene data al legame con la Toscana e con le realtà artigianali e industriali che vi si sono sviluppate e affermate: dalle ceramiche realizzate con Aldo Londi a Montelupo Fiorentino alle esperienze con Sergio Cammilli e Poltronova ad Agliana. Attraverso disegni\, fotografie\, ceramiche\, oggetti e documenti d’archivio – molti dei quali esposti per la prima volta – l’allestimento restituisce l’evoluzione di un pensiero che\, segnato dalla disillusione nei confronti della società del progresso\, cerca nella forma\, nel colore e nella luce la possibilità di un nuovo umanesimo del progetto. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nPalazzo Buontalenti – Via de’ Rossi\, 7 – Pistoia \nInfo: 0573.974267 – www.pistoiamusei.it
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SUMMARY:Rothko a Firenze\, Firenze
DESCRIPTION:La Fondazione Palazzo Strozzi presenta una delle più grandi mostre mai dedicate in Italia a Mark Rothko (Lettonia 1903 – New York\, 1970)\, indiscusso maestro dell’arte moderna americana. A cura di Christopher Rothko ed Elena Geuna\, l’evento è un progetto concepito appositamente per Palazzo Strozzi ed esplora come Rothko traduca in pittura la tensione tra misura classica e libertà espressiva\, dando vita attraverso il colore a una nuova percezione dello spazio che oltrepassa la bidimensionalità della tela. In mostra oltre 70 opere provenienti da prestigiose collezioni private e da musei come il MoMA e il Metropolitan di New York\, la Tate di Londra\, il Centre Pompidou di Parigi e la National Gallery di Washington. Il percorso espositivo è cronologico e ripercorre l’intera carriera di Rothko: dagli anni ’30 e ’40\, caratterizzati da opere figurative e in dialogo con i linguaggi dell’Espressionismo e del Surrealismo\, fino agli anni ’50 e ’60\, che si distinguono per le celebri tele astratte create attraverso ampie campiture cromatiche capaci di coinvolgere lo spettatore attraverso un vocabolario intriso di spiritualità e poesia. Da Palazzo Strozzi il progetto si estende coinvolgendo due luoghi particolarmente cari all’artista: il Museo di San Marco\, con opere in dialogo con gli affreschi di Beato Angelico\, e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana progettato da Michelangelo. \nOrario: tutti i giorni 10-20\, giovedì 10-23. \nPalazzo Strozzi – Piazza Strozzi – Firenze \nInfo: 055.2645155 – www.palazzostrozzi.org
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SUMMARY:Baselitz. AVANTI!\, Firenze
DESCRIPTION:Il Museo Novecento di Firenze presenta una grande mostra dedicata a uno dei protagonisti dell’arte contemporanea\, curata da Sergio Risaliti e realizzata in collaborazione con lo studio dell’artista\, un progetto espositivo di ampio respiro che mette al centro una dimensione fondamentale e spesso meno esplorata della pratica di Georg Baselitz: l’incisione. Distribuita sui tre piani del museo\, la mostra riunisce circa 170 opere\, tra stampe\, dipinti e sculture\, restituendo la complessità e la radicalità di una ricerca che attraversa oltre sessant’anni di lavoro\, la varietà dei temi affrontati e la sua idea di arte come rasformazione e gesto sovversivo\, lontano da ogni forma di armonia rassicurante. Nato nel 1938 in Germania come Hans-Georg Kern e cresciuto tra le rovine della Seconda guerra mondiale\, Baselitz fa della distruzione una matrice fondante della propria opera. Celebre il suo rovesciamento delle immagini\, atto simbolico e concettuale che destabilizza la visione. La mostra mette inoltre in luce il legame profondo tra l’artista e Firenze: borsista di Villa Romana nel 1965\, Baselitz entra in contatto con l’arte anticlassica ed espressionista del Cinquecento italiano\, in particolare con Rosso Fiorentino\, Domenico Beccafumi e Jacopo da Pontormo\, riuscendo così a demolire la tradizione figurativa per rigenerarla dalle sue stesse ceneri. \nOrario: tutti i giorni 11-20\, chiuso giovedì. \nMuseo Novecento – Piazza Santa Maria Novella\, 10 – Firenze \nInfo: 055.286132 – www.museonovecento.it
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SUMMARY:Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti\, Firenze
DESCRIPTION:Palazzo Medici Riccardi ospita una mostra che restituisce al grande pubblico il ruolo centrale della città nella diffusione dell’Art Déco in Italia ed Europa. Promossa da Città Metropolitana di Firenze e organizzata da Fondazione MUS.E\, l’esposizione – a cura di Lucia Mannini – racconta un decennio di straordinario fermento creativo\, in cui Firenze si afferma come laboratorio raffinato di arti applicate\, moda\, design\, teatro e arti decorative. Ceramiche\, vetri\, arredi\, gioielli\, tessuti\, abiti\, manifesti e costumi di scena ricostruiscono il clima culturale degli anni Venti\, mettendo in dialogo artisti e manifatture che seppero rinnovare la tradizione con uno sguardo aperto alle avanguardie e al gusto internazionale.\nDal contributo di Gio Ponti per Richard-Ginori alle opere di Galileo Chini\, da Thayaht ai gioielli ricercati dall’alta società internazionale fino alle magnifiche sete apprezzate da D’Annunzio e agli accattivanti manifesti pubblicitari: il percorso espositivo propone una lettura ampia e non localistica del Déco fiorentino\, evidenziandone la rilevanza nazionale e internazionale. Un viaggio immersivo nelle atmosfere di un’epoca che ha segnato in modo duraturo l’identità moderna della città. \nOrario: tutti i giorni 9-19\, chiuso mercoledì. \nPalazzo Medici Riccardi – Via Cavour\, 3 – Firenze \nInfo: 055.2760552 – www.palazzomediciriccardi.it
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SUMMARY:Il Museo Impossibile\, Firenze
DESCRIPTION:Il Museo Impossibile arriva a Firenze con apertura ufficiale fissata per sabato 4 aprile\, portando in città un format innovativo già sperimentato in altre realtà italiane. La sede fiorentina si trova in via G. Capponi 4\, in zona centrale nei pressi di piazza SS. Annunziata\, rendendolo facilmente accessibile sia ai residenti che ai turisti. Si tratta di una mostra immersiva e interattiva che supera il concetto tradizionale di museo: non più semplice esposizione di opere da osservare\, ma un’esperienza da vivere in prima persona. Il percorso è costruito attorno a illusioni ottiche\, installazioni 3D e ambientazioni surreali\, progettate per mettere in discussione la percezione della realtà e coinvolgere attivamente il visitatore. Il cuore del progetto è proprio l’interazione: il pubblico può entrare fisicamente nelle scenografie\, partecipare a giochi percettivi e scattare fotografie spettacolari in contesti ‘impossibili’. Questo approccio rende la visita dinamica e divertente\, trasformandola in un’esperienza ludica e condivisibile\, particolarmente adatta a famiglie\, giovani e gruppi di amici. \nDopo il successo a Padova\, Milano\, Genova e Torino anche Firenze potrà godere della incredibile proposta del Museo Impossibile che offre un’esperienza strabiliante sul mondo degli inganni ottici a 360°: \n– uno spazio dedicato ai grandi classici delle illusioni visive\, come la spettacolare Stanza di Ames\, il Paradosso di Archimede e le affascinanti illusioni prospettiche proposte in una chiave  originale e moderna; \n– le più innovative tecnologie che permettono di entrare davvero “dentro l’illusione “\, come il Green screen\, che rende il visitatore protagonista di celebri quadri d’arte e scenografie incredibili \n– la realtà virtuale\, attraverso cui vivere in prima persona esperienze adrenaliche; \n– l’arte grafica 3d\, che offre set spettacolari in grado di trasformare la realtà e scattare foto surreali; \n– la stanza dell’urlometro\, per approfondire le curiosità scientifiche del suono e al tempo stesso dare libero sfogo alla potenza del proprio urlo; \n– originali rompicapo e stimoli creativi\, per mettersi alla prova e interagire con gli inganni percettivi. \nParticolare attenzione è dedicata al mondo della scuola. Il museo infatti segue il metodo dell’edutainment\, un approccio ormai consolidato nel mondo delle esposizioni\, che unisce apprendimento ad intrattenimento e consente di imparare divertendosi. Le visite guidate dedicate agli studenti propongono di esplorare il rapporto tra scienza\, percezione e tecnologia\, per comprendere in modo coinvolgente come nascono gli inganni della mente e quali principi scientifici si nascondono dietro ogni esperienza. Il Museo Impossibile si inserisce nel panorama delle nuove forme di intrattenimento culturale\, dove arte\, tecnologia e socialità si fondono. L’obiettivo non è solo stupire\, ma anche stimolare curiosità e immaginazione\, offrendo un viaggio sensoriale che rompe le regole della logica e della prospettiva. In questo senso\, ogni installazione diventa un piccolo esperimento visivo capace di sorprendere e divertire. \nDal punto di vista organizzativo\, il museo sarà aperto tutti i giorni con orario indicativo 10-19 (ultimo ingresso intorno alle 18)\, permettendo una fruizione flessibile e accessibile. L’apertura del Museo Impossibile rappresenta una novità significativa per Firenze: un luogo dove arte e intrattenimento si incontrano\, dando vita a un’esperienza immersiva a 360 gradi. Più che un museo tradizionale\, è uno spazio di scoperta e meraviglia\, in cui il visitatore diventa protagonista e la realtà si trasforma in gioco. \n\nInfo: 327.0296759 – www.ilmuseoimpossibile.it \n  \n \n  \n \n  \n \n  \n \n  \n \n  \n \n  \n \n 
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SUMMARY:There Are Other Fish In The Sea\, Firenze
DESCRIPTION:La Fondazione Palazzo Strozzi e la Fondazione Hillary Merkus Recordati presentano una nuova installazione site-specific per il Cortile di Palazzo Strozzi realizzata da SUPERFLEX\, collettivo danese riconosciuto a livello internazionale per opere e progetti che ripensano il ruolo dell’arte in relazione a dinamiche sociali\, economiche e ambientali del nostro tempo. L’installazione è prodotta in collaborazione con Kunsthal Spritten (Aalborg\, Danimarca)\, che ospiterà l’opera in una versione rinnovata in occasione della sua inaugurazione nel 2027. A cura di Arturo Galansino\, direttore della Fondazione Strozzi\, l’installazione instaura un dialogo suggestivo e inatteso con l’architettura rinascimentale del Cortile. Prefigurando un futuro in cui l’innalzamento del livello dei mari altererà irreversibilmente la vita dell’uomo\, ‘There Are Other Fish In The Sea’ (‘Ci sono altri pesci nel mare’) propone un progetto di ”architettura interspecie” che invita i visitatori a immaginare nuove modalità di coesistenza tra esseri umani e non umani. Nel sessantesimo anniversario della devastante alluvione del 1966 a Firenze\, il Cortile diventa il punto di partenza per promuovere un cambiamento di prospettiva nel nostro rapporto con l’ambiente\, mettendo in discussione la tradizionale centralità attribuita all’essere umano. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 10-20\, giovedì fino alle 23. \nPalazzo Strozzi – Piazza Strozzi – Firenze \nInfo: 055.2645155 – www.palazzostrozzi.org
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SUMMARY:Io sono Gri. Due vite nell'arte Andreina Vannoni e Arturo Dazzi\, Forte dei Marmi
DESCRIPTION:Villa Bertelli rende omaggio ad Arturo Dazzi e alla moglie Andreina Vannoni con una mostra nella Sala Ferrario nel sessantesimo anniversario della scomparsa dell’artista. Tredici quadri in tutto\, nei quali la pittura di Dazzi trova una dimensione intima anche nella scelta dei soggetti raffigurati\, che in questo percorso vengono messi accanto a quelli della moglie\, artista autonoma\, che fu per molti anni modella del maestro carrarese. Si tratta di opere che fanno parte della collezione Dazzi\, donata dalla vedova nel 1987 al Comune di Forte dei Marmi\, fra le quali ci sono anche quadri da lei stessa realizzati. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni dalle ore 16 alle 19. \nVilla Bertelli – Via G.Mazzini – Forte dei Marmi \nInfo: 0584. 787251 – www.villabertelli.it
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SUMMARY:Bread\, Roses and Colors / Il Pane\, le Rose e i Colori\, Lucca
DESCRIPTION:Il Palazzo delle Esposizioni di Lucca ospita una mostra curata da Alessandro Romanini e promossa da Fondazione Banca del Monte di Lucca e Fondazione Lucca Sviluppo. Il progetto riunisce quattro artiste africane di diverse generazioni abbinando alla mostra anche una tavola rotonda per indagare il ruolo dell’arte contemporanea nelle dinamiche sociali e culturali globali. Protagoniste dell’esposizione sono quattro artiste africane di rilievo internazionale: la scultrice senegalese Awa Seni Camara (1945) a cui la Biennale di Venezia dedica quest’anno un’importante tributo\, la sudafricana Esther Mahlangu (1936) della quale si celebrano i 90 anni in varie mostre internazionali\, la nigeriana Michelle Okpare (1996) e l’ivoriana Laetitia Ky (1996). Appartenenti a generazioni e contesti differenti\, le artiste condividono un forte impegno sui temi dell’identità femminile\, delle disuguaglianze\, della valorizzazione delle radici culturali e dell’impegno civile. Il percorso espositivo\, interdisciplinare\, mette in dialogo pittura\, scultura e fotografia. Accanto a figure storiche dell’arte africana contemporanea come Camara e Mahlangu si affermano le ricerche delle più giovani Okpare e Ky\, che uniscono sperimentazione visiva e attivismo\, affrontando temi come identità\, rappresentazione del corpo e standard sociali. \nOrario: dal martedì alla domenica 15-19\, chiuso lunedì. \nPalazzo delle Esposizioni – Piazza San Martino\, 7 – Lucca \nInfo: 0583.464062 – 344.0364202 – www.fondazionebmluccaeventi.it
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SUMMARY:I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra '800 e '900\, Pisa
DESCRIPTION:Palazzo Blu presenta una importante mostra dedicata ai fratelli Francesco e Luigi Gioli\, figure centrali della pittura toscana tra Ottocento e Novecento\, e alla pittura a Pisa tra i due secoli. A cura di Stefano Renzoni\, con la selezione di disegni a cura di Bianca Cerrina Feroni\, l’esposizione presenta un’ampia scelta di 105 dipinti dei due pittori pisani e di molti altri artisti e una significativa raccolta di disegni dei Gioli\, fra cui un nucleo di fogli inediti provenienti dall’archivio di famiglia e da collezioni private. L’intento è quello di restituire ai due pittori il ruolo centrale che hanno rivestito nello sviluppo della cultura figurativa pisana e offrire una nuova chiave di lettura del percorso post macchiaiolo locale e della sua importanza. Il territorio pisano fu frequentato infatti da presenze artistiche di primo piano\, come quella dei fratelli Tommasi. L’esposizione riscopre figure come Amedeo Lori\, di cui sono presenti in mostra i dipinti del periodo divisionista\, avvia nuove riflessioni su esperienze artistiche come la ‘Scuola di Bocca d’Arno’\, che si sviluppò tra Marina di Pisa e il Gombo attorno a Nino Costa e che vide come protagonisti artisti come Plinio Nomellini\, di cui in mostra è presente un dipinto esposto alla Biennale di Venezia. Presenti anche opere di Spartaco Carlini e Giuseppe Viviani. \nOrario: dal martedì al venerdì 10-19\, sabato\, domenica e festivi 10-20. \nPalazzo Blu – Lungarno Gambacorti – Pisa \nInfo: 050.2204611 – www.palazzoblu.it
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