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SUMMARY:Le mostre d'arte ad Arezzo e provincia
DESCRIPTION:Fino al 24 maggio\nLa cartamoneta in Italia\n‘Dalle origini all’euro attraverso le banconote della collezione Intesa Sanpaolo’ è il sottotitolo di questa mostra ospitata nella Casa Museo dell’Antiquariato ‘Ivan Bruschi’ ad Arezzo. L’esposizione a cura di Franca Maria Vanni\, consulente della Sezione Numismatica della Fondazione Bruschi\, offre l’opportunità di scoprire come è nata e si è sviluppata la cartamoneta in Italia\, grazie a circa 370 esemplari della collezione Intesa Sanpaolo in comodato alla Fondazione Bruschi. Nella sala iniziale i biglietti delle Regie Finanze di Torino\, prima cartamoneta in circolazione nella penisola italiana\, con a seguire i biglietti delle banche in attività prima dell’Unità. Dalle banconote della Banca Nazionale nel Regno d’Italia\, che testimoniano la nascita dello Stato Italiano\, alla circolazione cartacea nel Meridione. Una sala è dedicata alla Banca d’Italia a partire dal 1896\, quando entrarono in circolazione le prime banconote con tale intestazione\, fino all’avvento dell’euro. Vengono illustrati nel percorso i metodi per la fabbricazione della filigrana\, che nel passato era l’unico accorgimento per contrastare le falsificazioni\, e si approfondiscono le ditte specializzate che stamparono le emissioni per le banche della penisola prima del 1876 quando la Banca Nazionale nel Regno d’Italia istituì un apposito ufficio. Disponibili percorsi didattici gratuiti dedicati alle scuole e alle famiglie e visite guidate. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-13 e 14-18. \nCasa Museo dell’Antiquariato ‘Ivan Bruschi’ – Corso Italia\, 14- Arezzo \nInfo: 0575.354126 – www.fondazioneivanbruschi.it \n\nFino al 2 giugno\nGian Paolo Barbieri. Un viaggio nello sguardo\nIl CIFA – Centro Italiano della Fotografia d’Autore presenta una grande mostra dedicata a un autore centrale nella storia della fotografia contemporanea realizzata in collaborazione con la Fondazione Gian Paolo Barbieri ETS. L’esposizione attraversa oltre cinquant’anni di carriera dell’autore e fa emergere la ricchezza di uno sguardo che ha saputo unire estetica\, cultura visiva e costruzione narrativa dell’immagine. Gian Paolo Barbieri (Milano\, 1935-2024) è stato tra i fotografi che più hanno definito il linguaggio visivo della moda italiana a partire dagli anni Sessanta. Cresciuto fra Milano\, Roma e Parigi\, le sue immagini realizzate per stilisti come Valentino\, Armani\, Versace\, Ferré e Albini\, hanno costruito un’estetica immediatamente riconoscibile\, fatta di rigore formale\, costruzione scenica e attenzione assoluta al dettaglio. La mostra è curata da Giovanna Calvenzi e Claudio Pastrone e propone un percorso che mette in evidenza l’ampiezza e la solidità della visione di Barbieri. L’itinerario espositivo segue i quattro grandi ambiti del suo lavoro – moda\, etnico\, erotico e still life – offrendo uno sguardo complessivo sulla ricchezza della sua produzione. Ne emerge una pratica capace di attraversare generi diversi mantenendo una forte identità espressiva. \nOrario: tutti i giorni 9.30-12.30 e 15.30-18.30\, domenica 10-13\, chiuso lunedì. \nCIFA – Centro Italiano della Fotografia d’Autore – Via delle Monache\, 2 – Bibbiena \nInfo: 0575.1653924 – segreteria@centrofotografia.org – www.fiaf.net \n\nFino al 7 giugno\nFrancisci Redi patricii arretini: la (ri)scoperta del genio\nArezzo celebra nella sua città di origine Francesco Redi\, il primo medico dei granduchi Medici\, nel quadricentenario dalla nascita\, con una mostra bibliografica di 70 opere a cura di Elisa Boffa\, organizzata dalla Fondazione Guido d’Arezzo. Nel panorama scientifico italiano ed europeo del Seicento\, l’aretino Francesco Redi (1626-1697) fu un protagonista di primo piano. Attraverso documenti\, manoscritti e volumi a stampa che raccontano non solo la sua produzione scientifica e letteraria\, ma anche le relazioni culturali e personali che egli intrattenne con l’élite intellettuale del suo tempo\, si mette in risalto la sua capacità di lasciare un segno duraturo nella storia della scienza\, della letteratura e della cultura europea: una figura centrale nella nascita della modernità scientifica. L’esposizione è articolata in nove sezioni tematiche: Francesco\, le ricordanze e la genealogia; La Libreria rediana; Il legame indissolubile con Arezzo; Dalle vipere in poi: le opere scientifiche; Sull’uso della parola: i vocabolari e gli accademici; Bacco e gli altri scritti letterari; Eruditi\, colleghi e allievi; La discendenza Redi; Dopo di lui: opere postume. Tra le sue scoperte scientifiche – nel solco della grande tradizione galileiana e dell’Accademia del Cimento – la scoperta che dalle carni non nasceva nessuna larva se un insetto non vi deponeva le sue uova. Tra le sue opere letterarie più celebri “Bacco in Toscana” (1685)\, in cui elogiava il vino della regione. \nOrario: tutti i giorni 10-18\, sabato e domenica 10-19\, chiuso martedì. \nGalleria Comunale d’Arte Contemporanea – Piazza S.Francesco\, 4 – Arezzo \nInfo: 0575.299255 – www.fondazioneguidodarezzo.com \n\nFino al 6 settembre\nLa Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata\nTorna nella sua città di provenienza la celebre statua bronzea della Minerva\, simbolo identitario di Arezzo\, giunta in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze. La mostra si inserisce nel programma nazionale ‘Semi di comunità – Piano Olivetti per la cultura’\, dedicato al coinvolgimento attivo delle comunità nei processi di valorizzazione del patrimonio culturale. La statua\, uno dei grandi bronzi dell’antichità\, fu ritrovata nel sottosuolo di Arezzo nel 1541\, durante lo scavo di un pozzo presso San Lorenzo\, e fu donata al duca Cosimo I de’ Medici\, che la tenne nel suo studio privato a Firenze\, città da cui non si è più mossa. La scultura è alta un metro e mezzo e raffigura la dea Atena/Minerva con chitone\, himation\, egida con testa di Medusa ed elmo corinzio. Gli studi più recenti la riconducono a un originale ellenistico\, databile ai primi decenni del III secolo a.C. (300–270 a.C. circa)\, forse prodotto in ambito italico o magnogreco. Nell’allestimento la Minerva è collocata nella sezione romana del Museo e ne viene raccontata la scoperta\, la fortuna collezionistica e la complessa storia conservativa. Si approfondiscono anche gli studi sulla Arezzo romana (Arretium) e si mostrano e resti della ‘domus’ aristocratica presso cui fu trovata: mosaici\, pavimenti in opus sectile\, decorazioni parietali\, bronzetti\, arredi e rilievi. \nOrario: lunedì\, martedì e mercoledì 9-14\, giovedì\, venerdì e sabato 9-19.30\, domenica 9-14\, fino a maggio la prima domenica del mese 9-19.30 a ingresso gratuito. \nMuseo Archeologico Nazionale ‘Gaio Cilnio Mecenate’ – Via Margaritone\, 10 – Arezzo \nInfo: 0575.20882 – drm-tos.archeoar@cultura.gov \n\nFino al 1 novembre\nAlberto Zorzi straordinario scultore orafo e il gioiello d’artista\nI gioielli d’artista di Alberto Zorzi (Padova\, 1958)\, maestro orafo di rilievo internazionale\, sono protagonisti di una mostra personale presso il Museo Orodautore di Arezzo\, un unicum dedicato al gioiello contemporaneo con 350 opere fra gioielli\, ornamenti e microsculture\, che\, dal 1970 è allestito nel Palazzo della Fraternità. L’allestimento è ospitato nei nuovi spazi espositivi del Salone del Torri e presenta un’antologica delle creazioni dell’artista veneto\, rinomato scultore dell’ornamento e del manufatto\, tra i più significativi dell’oreficeria italiana contemporanea. A cura di Giuliano Centrodi\, curatore scientifico del Museo Orodautore\, l’esposizione ci permette di ammirare le opere più recenti dell’artista\, con alcuni capolavori senza tempo della sua produzione. Tra questi\, la spilla in oro ‘La Città-Arezzo’ che fa parte del suo vasto repertorio di visioni di profili aerei della sky-line urbana\, ispirati al Trecento. L’opera è realizzata da elementi lamellari e tubolari con parti satinate\, smerigliate e lucidate. In mostra anche il collier presentato nel 2025 nella rassegna dedicata a Giorgio Vasari. Si ricordano poi le spille ‘Structura’\, in oro e tormaline\, e i gioielli ‘Scrittura’\, con superfici dalle lamine a basso rilievo che rimandano allo ‘stiacciato’ donatelliano. I recenti progetti ‘Pitagora’ e ‘Fellini’ offrono invece preziose sculture per la tavola e per l’uso quotidiano. \nOrario: venerdì\, sabato e domenica 11-19. \nMuseo Orodautore – Palazzo della Fraternita dei Laici – Via Vasari\, 3 – Arezzo \nInfo: 0575.377437 – www.fondazioneguidodarezzo.com \n\n9 maggio – 8 giugno\nPolvere di stelle\nIn occasione del centenario\, la UNOAERRE Industries SpA presenta una installazione immersiva realizzata dall’artista multidisciplinare Felice Limosani e ospitata negli spazi museali del Palazzo della Fraternita dei Laici di Arezzo. L’opera celebra i 100 anni dell’azienda unendo arte\, scienza e immaginazione\, una creazione ideale per raccontare l’oro non solo come materia preziosa o tradizione produttiva ma come elemento che ci collega alla storia dell’universo. L’evento immersivo prende avvio da una riflessione sull’origine cosmica dell’oro: la sua formazione è legata alla fusione di due stelle di neutroni\, un evento astrofisico di straordinaria energia osservato per la prima volta il 17 agosto 2017 grazie ai rivelatori LIGO e Virgo e a una rete internazionale di osservatori. In quel fenomeno – la cosiddetta kilonova – si generano elementi pesanti come l’oro\, aprendo una nuova comprensione dell’origine della materia. L’opera di Limosani si muove tra scienza\, astrazione e contemplazione. Dentro la sala le pareti di luce creano un ambiente immersivo. Scorrono immagini tra pittorico e astratto\, che avvolgono le superfici come un affresco contemporaneo. La colonna sonora dilata il tempo e apre l’ascolto. La voce narrante entra e scompare con il passo del sogno. Presentata anche una versione innovativa dell’opera in realtà virtuale\, sviluppata dall’artista come strumento di didattica esperienziale per le scuole e come supporto di terapia non farmacologica negli ospedali. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 10.30-18. \nPalazzo della Fraternita dei Laici – Piazza Grande – Arezzo \nInfo: 0575.24694 – 0575.26849 – www.fraternitadeilaici.it
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SUMMARY:Stagione concertistica ad Arezzo
DESCRIPTION:Si chiude la stagione con il concerto sinfonico eseguito dall’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Cornelius Meister in occasione della Festa della Repubblica\, domenica 1 giugno alle ore 20.30 nell’Auditorium Guido d’Arezzo. \nAd esibirsi anche la soprano Monica Bacelli con musiche di Weber\, Luciano Berio e la Sinfonia n.4 di Schumann. \nInfo: 0575.377439
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SUMMARY:Escursioni e passeggiate in programma ad aprile
DESCRIPTION:DOMENICA 6 \n* La riscoperta di Cala di Forno\, nel mare del Parco della Maremma \nInfo: 339.8370239 – www.ufficioguide.com \n* Come pellegrini sulla Via Francigena: colline di Camaiore \nInfo: 329.3618235 – www.emozionambiente.it \n  \nSABATO 12 \n* Bolgheri e il suo Mulinaccio \nInfo: 349.3528553 – www.ufficioguide.com \n* Lungo la Via delle Sorgenti: colline di Massarosa \nInfo: 329.3618235 – www.emozionambiente.it \n  \nDOMENICA 13 \n* Il Parco di Cavriglia\, tra Chianti e Valdarno \nInfo: 349.1788038 – www.ufficioguide.com \n* Il Sentiero dei 5 Borghi: le vie oltre il tordello \nInfo: 329.3618235 – www.emozionambiente.it \n  \nSABATO 19 \n* San Rossore: trekking dalla pineta al mare \nInfo: 329.3618235 – www.emozionambiente.it \n  \nLUNEDI’ 21 \n* Pasquetta nella Valle dell’Eden: Alpi Apuane \nInfo: 329.3618235 – www.emozionambiente.it \n  \nVENERDI’ 25 \n* O Partigiano portami via\, o bella ciao… \nInfo: 333.3672998 – www.ufficioguide.com \n* Sant’Anna di Stazzema: i Sentieri della Memoria \nInfo: 329.3618235 – www.emozionambiente.it \n  \nDOMENICA 27 \n* L’Orto Botanico di Firenze \nInfo: 339.8370239 – www.ufficioguide.com \n* Sulle tracce di Leonardo: le vie oltre il tordello \nInfo: 329.3618235 – www.emozionambiente.it
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SUMMARY:Mostra mercato dell’artigianato della Valtiberina\, Anghiari (Arezzo)
DESCRIPTION:Raggiunge mezzo secolo di vita la Mostra mercato dell’artigianato della Valtiberina Toscana\, la mostra mercato itinerante in programma anche quest’anno a fine aprile – dal 25 aprile al 4 maggio – ad Anghiari. Artigianato e arte s’incontrano nella suggestiva location del centro storico del borgo toscano\, che tornerà ad aprire le sue caratteristiche botteghe per accogliere le eccellenze dell’artigianato. Qui circa cinquanta artigiani selezionati\, che hanno a disposizione le antiche botteghe del centro storico come spazi espositivi\, trasformeranno Anghiari in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto. Passeggiando tra i vicoli e le piazzette sarà possibile trovare una vasta gamma di prodotti artigianali nei settori del legno e del cuoio\, dei tessuti e del ferro battuto\, della ceramica e dei metalli preziosi. Sarà l’occasione per acquistare prodotti unici ma anche per incontrare gli artigiani\, scoprire le storie dietro le loro creazioni e immergersi nelle tecniche della tradizione. In programma inoltre diversi eventi collaterali in questa speciale edizione dei cinquant’anni. \n \n________________________________________________________________________________ \nInfo: 0575.749279 – www.facebook.com/mostramercatovaltiberina
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SUMMARY:Escursione L’anello di Camaldoli nel Parco delle Foreste Casentinesi\, Poppi (Arezzo)
DESCRIPTION:La nostra giornata partirà e si concluderà all’Eremo di Camaldoli\, laddove Romualdo all’alba dell’Anno Mille volle ritirarsi in preghiera. Una storia che lo riguarda racconta che la capannuccia che lo ospitava si trovava al riparo di un bel faggio\, e che quando i boscaioli inviati dal proprietario del terreno lo invitarono più volte a spostarsi per evitare che il faggio tagliato lo investisse\, egli ogni volta si rifiutò… Sapete come andò a finire questa storia? Lo racconteremo durante la giornata: una storia che segna il legame profondo di questi boschi con la spiritualità e con l’esigenza di preservarne l’esistenza. Il territorio del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi\, Monte Falterona e Campigna ha per ogni stagione meraviglie da regalare\, grazie da una parte alla sua complessa e ricca storia millenaria\, dall’altra perché dal 1993 è  sottoposto a conservazione. Due motivi che sembrano contraddirsi\, ma attraversandolo da amante della natura\, storico o paesaggista vi si ritrova un unicum perfettamente armonico e integrato. La nostra meta\, Poggio Scali\, ci regalerà una veduta a perdita d’occhio ad abbracciare tutto il Parco tra il massiccio Falco-Falterona e il Monte Penna che domina Chiusi della Verna. Nelle giornate limpide\, si scorgono da una parte le Alpi\, dall’altra la catena appenninica fino ai Monti Sibillini e Reatini. Il nostro interesse sarà infine catturato dalla presenza di fioriture che in questo periodo raggiungono la loro massima espressione; fra tutte\, il Trollius europaeus\, il cosiddetto Botton d’oro\, con i petali disposti a sfera per proteggere stami e pistilli. Un’altra meraviglia del Parco che qui ha l’unica stazione\, di cui esser felici e rispettosi. \n \n\nQuesta escursione sarà effettuata sabato 26 aprile\nTempo di percorrenza: 5 ore\nDislivello totale in salita: 600 metri\nLunghezza: 14 km\nDifficoltà tecnica: facile\nImpegno fisico: medio\nGuida ambientale escursionistica: Grazia Minutella\n\n________________________________________________________________________________ \nInfo: 349.3528553 – grazia@ufficioguide.it
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