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SUMMARY:Le mostre d'arte ad Arezzo e provincia
DESCRIPTION:Fino al 30 agosto\nZoomorphica\nIl Museo Civico di Sansepolcro ospita una mostra personale dell’artista americana Arianna Fioratti Loreto dedicata ad un ciclo di disegni a china in cui il mondo animale diventa linguaggio simbolico: schizzi sviluppati come riflessione sul rapporto tra natura\, simbolo e immaginario. Il progetto si sviluppa in dialogo con il patrimonio rinascimentale conservato nelle sale del museo e\, in particolare\, con l’opera di Piero della Francesca e con la sua capacità di rendere visibile\, attraverso l’immagine\, il passaggio tra dimensione terrena e ultraterrena. Attraverso il disegno a china\, Fioratti Loreto costruisce un bestiario contemporaneo in cui osservazione naturalistica e invenzione simbolica convivono senza soluzione di continuità. Le 75 opere in mostra articolano un atlante visivo in cui animali reali e creature ibride o mitiche si intrecciano\, trasformando la rappresentazione del mondo animale in un sistema di rimandi allegorici. Uccelli\, insetti\, rettili e anfibi convivono con figure emblematiche come la fenice\, i serpenti e le farfalle\, tutte legate ai temi della trasformazione e della rinascita. \nOrario: tutti i giorni 9.30-13 e 14.30-18. \nMuseo Civico – Via Niccolò Aggiunti\, 65 – Sansepolcro \nInfo: 0575.732218 – museocivico@comune.sansepolcro.ar.it \n\nFino al 6 settembre\nDa Michelangelo a Rodin nell’obiettivo degli Alinari \nLa Casa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi di Arezzo presenta una mostra fotografica curata da Rita Scartoni. L’allestimento ripercorre attraverso un’accurata selezione di oltre sessanta opere fotografiche l’impegno dei tre principali atelier italiani – Alinari\, Brogi e Anderson – nella riproduzione dell’opera di Michelangelo. Dal David alla volta della Cappella Sistina\, fino alle sculture monumentali delle Cappelle Medicee\, i capolavori vengono presentati in uno straordinario servizio in epoca bellica. In un periodo in cui la fotografia conservava ancora una forte componente sperimentale e artigianale\, realizzare un ideale catalogo delle opere del Maestro significò\, per i fotografi dell’Ottocento\, confrontarsi con le sfide poste dal rapporto tra il mezzo fotografico e la straordinaria complessità dei manufatti michelangioleschi. La diffusione internazionale di queste immagini contribuì ad alimentare il mito moderno di Michelangelo\, influenzando la ricerca di artisti come Rodin\, Bourdelle\, Trentacoste e Andreotti\, che da lui ripartono per innovare profondamente la scultura. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-13 e 14-18. \nCasa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi – Corso Italia\, 14 – Arezzo \nInfo: 0575.354126 – www.fondazioneivanbruschi.it \n\nFino al 6 settembre\nCorpo a Corpo. Visioni a confronto sul sacro\nTorna in Casentino il Festival della Fotografia Italiana\, uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati alla fotografia d’autore italiana. In occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi\, il festival sceglie di lavorare sul ritorno del sacro\, della spiritualità e della superstizione nell’Italia contemporanea. Non in chiave religiosa tradizionale ma come bisogno collettivo di senso\, ritualità e memoria in una società sempre più immersa nell’iperconnessione. L’intera edizione 2026 ruota attorno al tema ‘Riti e Visioni. Tra spirituale e materiale’\, provando a interrogare il modo in cui il sacro continui ad attraversare il presente. Il cuore del festival è la grande mostra centrale ‘Corpo a Corpo. Visioni a confronto sul sacro’\, curata da Denis Curti al CIFA di Bibbiena. Il progetto è costruito come una serie di confronti tra autori\, linguaggi e generazioni diverse attorno a una domanda molto contemporanea: come rappresentare ciò che\, per sua natura\, sfugge allo sguardo? Il percorso mette insieme 21 autori italiani tra grandi nomi e nuove generazioni – tra cui Ferdinando Scianna\, Massimo Sestini\, Antonio Biasiucci\, Giovanni Chiaramonte\, Pepi Merisio\, Silvia Camporesi e Tiziano Terzani – con dialoghi che attraversano ritualità popolari\, magia\, confessionali\, pellegrinaggi\, espiazione\, corpo\, paesaggi meditativi e riemersione del mito. \nIngresso libero. Orario: da giovedì a domenica 10-13 e 16-19\, dall’1 al 31 agosto da mercoledì a domenica 10-13 e 16-19. \nCIFA – Centro Italiano della Fotografia d’Autore – Via delle Monache\, 2 – Bibbiena \nInfo: 0575.1653924 – www.centrofotografia.org \n\nFino al 6 settembre\nL’abito fa il monaco\n‘Porporati e preti\, suore e frati nel cinema e nella fiction italiani degli ultimi decenni’ è il sottotitolo di questa seconda mostra inclusa nel Festival della Fotografia Italiana e ospitata dal Castello dei Conti Guidi di Poppi. Curata da Antonio Maraldi\, l’esposizione integra il tema ‘Riti e Visioni. Tra spirituale e materiale’ che caratterizza l’edizione 2026\, dedicata agli 800 anni dalla morte di San Francesco ed è dedicata alla rappresentazione di figure religiose nel cinema e nella serialità televisiva italiana. Un percorso che attraversa immagini di scena\, ritratti e set\, restituendo la forza visiva di un immaginario che ha accompagnato generazioni di spettatori e che continua a interrogare il rapporto tra abito\, ruolo\, fede\, potere\, ironia e costruzione narrativa. In coerenza con il tema dell’edizione\, la mostra guarda alla figura del religioso come presenza culturale oltre che spirituale: un corpo vestito di segni\, un personaggio reale o immaginato\, un archetipo capace di muoversi tra dramma e commedia\, solennità e paradosso\, devozione e rappresentazione popolare. Una galleria che mostra come il cinema e la fiction abbiano saputo trasformare l’immaginario religioso in materia narrativa\, visiva e profondamente italiana. \nOrario: da giovedì a domenica 10-13 e 16-19\, dall’1 al 31 agosto da mercoledì a domenica 10-13 e 16-19. \nCastello dei Conti Guidi – Piazza della Repubblica\, 1 – Poppi \nInfo: 0575.520516 – 350.1974405 – www.castellodipoppi.it \n\nFino al 6 settembre\nLa Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata\nTorna nella sua città di provenienza la celebre statua bronzea della Minerva\, simbolo identitario di Arezzo\, giunta in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze. La mostra si inserisce nel programma nazionale ‘Semi di comunità – Piano Olivetti per la cultura’\, dedicato al coinvolgimento attivo delle comunità nei processi di valorizzazione del patrimonio culturale. La statua\, uno dei grandi bronzi dell’antichità\, fu ritrovata nel sottosuolo di Arezzo nel 1541\, durante lo scavo di un pozzo presso San Lorenzo\, e fu donata al duca Cosimo I de’ Medici\, che la tenne nel suo studio privato a Firenze\, città da cui non si è più mossa. La scultura è alta un metro e mezzo e raffigura la dea Atena/Minerva con chitone\, himation\, egida con testa di Medusa ed elmo corinzio. Gli studi più recenti la riconducono a un originale ellenistico\, databile ai primi decenni del III secolo a.C. (300–270 a.C. circa)\, forse prodotto in ambito italico o magnogreco. Nell’allestimento la Minerva è collocata nella sezione romana del Museo e ne viene raccontata la scoperta\, la fortuna collezionistica e la complessa storia conservativa. Si approfondiscono anche gli studi sulla Arezzo romana (Arretium) e si mostrano e resti della ‘domus’ aristocratica presso cui fu trovata: mosaici\, pavimenti in opus sectile\, decorazioni parietali\, bronzetti\, arredi e rilievi. \nOrario: lunedì\, martedì e mercoledì 9-14\, giovedì\, venerdì e sabato 9-19.30\, domenica 9-14. \nMuseo Archeologico Nazionale ‘Gaio Cilnio Mecenate’ – Via Margaritone\, 10 – Arezzo \nInfo: 0575.20882 – drm-tos.archeoar@cultura.gov \n\nFino al 20 settembre\nImitation of Life (imitare la vita)\nCasa Masaccio accoglie la prima personale in un’istituzione pubblica italiana dell’artista taiwanese Skyler Chen (classe 1982). A cura di Marta Papini e in collaborazione con la galleria MASSIMODECARLO\, la mostra interroga la tradizione della pittura occidentale attraverso forme dissonanti e frammenti narrativi. Chen si confronta con i canoni della pittura rinascimentale italiana proprio nel luogo in cui questi hanno preso forma: la prospettiva lineare\, il realismo delle proporzioni\, l’idea di uno spazio ordinato e misurabile costruito per un unico punto di vista. Appropriandosi di questa stessa gabbia prospettica\, l’artista inserisce alcuni elementi di disturbo – scritte\, dettagli incongrui\, ingrandimenti – che incrinano l’armonia delle scene. Le immagini\, a un primo sguardo classiche e dense di riferimenti alla storia dell’arte quattrocentesca\, diventano minacciose e elettriche\, come un cielo plumbeo che comprime l’aria prima di una tempesta. Questa tensione nasce da una domanda: cosa accade quando il punto di vista unico su cui si fonda la prospettiva lineare viene attraversato da una pluralità di soggetti e di storie? Quando al soggetto universale della modernità si sostituiscono identità molteplici\, queer e diasporiche\, segnate dalla storia che quella stessa prospettiva ha contribuito a raccontare? Le opere frutto di questi interrogativi non offrono risposte\, anzi: appaiono come un rebus di cui si fatica a trovare una soluzione. \nIngresso libero. Orario: da martedì al venerdì 15-19\, sabato\, domenica e festivi 10-13 e 15-19. \nCasa Masaccio – Corso Italia\, 83 – San Giovanni Valdarno \nInfo: 055.9126283 – casamasaccio@comunesgv.it \n\nFino all’1 novembre\nAlberto Zorzi straordinario scultore orafo e il gioiello d’artista\nI gioielli d’artista di Alberto Zorzi (Padova\, 1958)\, maestro orafo di rilievo internazionale\, sono protagonisti di una mostra personale presso il Museo Orodautore di Arezzo\, un unicum dedicato al gioiello contemporaneo con 350 opere fra gioielli\, ornamenti e microsculture\, che\, dal 1970 è allestito nel Palazzo della Fraternità. L’allestimento è ospitato nei nuovi spazi espositivi del Salone del Torri e presenta un’antologica delle creazioni dell’artista veneto\, rinomato scultore dell’ornamento e del manufatto\, tra i più significativi dell’oreficeria italiana contemporanea. A cura di Giuliano Centrodi\, curatore scientifico del Museo Orodautore\, l’esposizione ci permette di ammirare le opere più recenti dell’artista\, con alcuni capolavori senza tempo della sua produzione. Tra questi\, la spilla in oro ‘La Città-Arezzo’ che fa parte del suo vasto repertorio di visioni di profili aerei della sky-line urbana\, ispirati al Trecento. L’opera è realizzata da elementi lamellari e tubolari con parti satinate\, smerigliate e lucidate. In mostra anche il collier presentato nel 2025 nella rassegna dedicata a Giorgio Vasari. Si ricordano poi le spille ‘Structura’\, in oro e tormaline\, e i gioielli ‘Scrittura’\, con superfici dalle lamine a basso rilievo che rimandano allo ‘stiacciato’ donatelliano. I recenti progetti ‘Pitagora’ e ‘Fellini’ offrono invece preziose sculture per la tavola e per l’uso quotidiano. \nOrario: venerdì\, sabato e domenica 11-19. \nMuseo Orodautore – Palazzo della Fraternita dei Laici – Via Vasari\, 3 – Arezzo \nInfo: 0575.377437 – www.fondazioneguidodarezzo.com
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