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SUMMARY:Le mostre d'arte ad Arezzo e provincia
DESCRIPTION:Fino all’1 novembre\nAlberto Zorzi straordinario scultore orafo e il gioiello d’artista\nI gioielli d’artista di Alberto Zorzi (Padova\, 1958)\, maestro orafo di rilievo internazionale\, sono protagonisti di una mostra personale presso il Museo Orodautore di Arezzo\, un unicum dedicato al gioiello contemporaneo con 350 opere fra gioielli\, ornamenti e microsculture\, che\, dal 1970 è allestito nel Palazzo della Fraternità. L’allestimento è ospitato nei nuovi spazi espositivi del Salone del Torri e presenta un’antologica delle creazioni dell’artista veneto\, rinomato scultore dell’ornamento e del manufatto\, tra i più significativi dell’oreficeria italiana contemporanea. A cura di Giuliano Centrodi\, curatore scientifico del Museo Orodautore\, l’esposizione ci permette di ammirare le opere più recenti dell’artista\, con alcuni capolavori senza tempo della sua produzione. Tra questi\, la spilla in oro ‘La Città-Arezzo’ che fa parte del suo vasto repertorio di visioni di profili aerei della sky-line urbana\, ispirati al Trecento. L’opera è realizzata da elementi lamellari e tubolari con parti satinate\, smerigliate e lucidate. In mostra anche il collier presentato nel 2025 nella rassegna dedicata a Giorgio Vasari. Si ricordano poi le spille ‘Structura’\, in oro e tormaline\, e i gioielli ‘Scrittura’\, con superfici dalle lamine a basso rilievo che rimandano allo ‘stiacciato’ donatelliano. I recenti progetti ‘Pitagora’ e ‘Fellini’ offrono invece preziose sculture per la tavola e per l’uso quotidiano. \nOrario: venerdì\, sabato e domenica 11-19. \nMuseo Orodautore – Palazzo della Fraternita dei Laici – Via Vasari\, 3 – Arezzo \nInfo: 0575.377437 – www.fondazioneguidodarezzo.com \n\nFino all’1 novembre\nGino Severini. Modernità come dialogo\nUna mostra internazionale con cui Cortona celebra a Palazzo Casali\, il 60° anniversario della morte del grande artista cortonese Gino Severini (1883-1966).  L’esposizione\, curata da Daniela Fonti e Margherita d’Ayala Valva\, riunisce oltre 80 opere tra dipinti e disegni provenienti da importanti musei italiani ed esteri e da prestigiose collezioni private. La mostra è accompagnata da documenti originali\, materiali d’archivio e testimonianze fotografiche che ricostruiscono il contesto storico e culturale dell’opera di Severini\, oltre a un’installazione multimediale immersiva realizzata da LimenXr\, che utilizza visori 3D per ricreare il mondo artistico dell’inizio del Novecento. Tra le opere di maggiore rilievo figura ‘La danse du Pan Pan à Monico’ (1911-1960)\, prestata eccezionalmente dal Centre Pompidou di Parigi\, esposta in Italia solo una volta negli ultimi 35 anni. Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni e ripercorre le principali fasi della carriera dell’artista: dagli esordi divisionisti e la stagione futurista\, fino al dialogo con il cubismo francese\, il ritorno al classicismo e il rapporto tra arte sacra e modernità sviluppato nel secondo dopoguerra in Svizzera. Ampio spazio è dedicato al ruolo di Severini come mediatore culturale tra Italia e Francia e tra Avanguardie europee\, con confronti con artisti come Boccioni\, Balla\, Carrà\, Picasso e Soffici\, oltre a riferimenti ai maestri medievali e rinascimentali toscani. \nOrario: tutti i giorni 10-19. \nMAEC Museo dell’Accademia Etrusca e della città di Cortona – Piazza Luca Signorelli\, 9 – Cortona \nInfo: 0575.630415 – www.cortonamaec.org \n\nFino all’1 novembre\nCortona On The Move\nIl borgo medievale di Cortona torna ad essere fino al 1° novembre un punto di riferimento per la fotografia contemporanea con il festival ideato e prodotto dalla Associazione Culturale On The Move che indaga l’evoluzione del linguaggio fotografico. Questa XVI edizione si avvale della nuova direzione artistica di Renata Ferri\, che firma un progetto intitolato ‘Beautiful Country’ e invita a una riflessione sullo sguardo contemporaneo e sul rapporto tra immagine\, memoria e identità. Il programma espositivo comprende trentaquattro mostre – tra esposizioni personali e collettive\, confronti generazionali\, progetti inediti e committenze. Tra le mostre troviamo: ‘Peninsula’\, progetto originale ideato da Renata Ferri; il lavoro di Joel Sternfeld ‘Campagna Romana’; ‘Perfetta bellezza’ di Candida Höfer\, che ha viaggiato in Italia dal 2003 al 2014; ‘Failed Postcards from Napoli ‘ della canadese Kourtney Roy; ‘Songs of a Lost World’\, appositamente concepita per Cortona On The Move dal duo artistico torinese Botto&Bruno; le ‘Cosmogonie’ del fotografo italiano Antonio Biasiucci; ‘Milano ai bordi’\, con un dialogo fra le immagini di Gabriele Basilico e quelle di Angelo Leonardo; ‘Italian Story’ della fotografa Andrea Modica\, italo-americana di terza generazione che realizza una mappa personale e totalmente inedita del nostro Paese… Allestimenti alla Fortezza del Girifalco\, Giardini del Parterre\, Palazzo Anderini-Gilli\, Palazzo Baldelli\, Scale mobili e Largo Beato Angelico\, Stazione C\, Via Crucis. \nOrario: tutti i giorni 10-18. \nLuoghi vari – Cortona \nInfo: 0575.912760 – www.cortonaonthemove.com \n\nFino al 15 novembre\nAbitare il Contemporaneo\nSono ‘Opere dalla Collezione Comunale di Arte Contemporanea’ quelle in mostra alla Casa Masaccio di San Giovanni Valdarno in occasione\, della XXII Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani. La mostra nasce dalla volontà di riportare al centro dell’attenzione un patrimonio artistico della città\, quello della Collezione Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea\, risultato di oltre quarant’anni di attività espositiva\, relazioni con artisti e curatori\, acquisizioni\, donazioni\, collaborazioni e produzioni site-specific\, oltre che della memoria delle edizioni del Premio Masaccio (1958-1968). La mostra non propone una semplice ricognizione della collezione\, ma la assume come una materia viva\, da interrogare e rileggere attraverso il presente. La selezione delle opere diventa così parte del lavoro di ricerca e sperimentazione del museo: un’occasione per creare nuove connessioni\, far emergere corrispondenze e discontinuità\, e restituire la complessità di un patrimonio costruito nel tempo. Le diverse stanze offrono un dispositivo narrativo attraverso cui mettere in relazione opere\, tempi e sguardi differenti\, a partire dal richiamo al Premio Masaccio e\, in particolare\, alla sua ultima edizione del 1968\, non solo attraverso immagini di archivio che descrivono l’intervento di Gianni Pettena e l’happening del gruppo UFO\, ma anche con le opere di Giovanni Anselmo\, Alighiero Boetti\, Carlo Cioni\, Francesco Guerrieri\, Alberto Moretti. \nIngresso libero. Orario: dal martedì al venerdì 15-19\, sabato\, domenica e festivi 10-13 e 15-19\, chiuso lunedì. \nCasa Masaccio – Corso Italia\, 83 – San Giovanni Valdarno \nInfo: 055.9126283 – casamasaccio@comunesgv.it \n\nFino al 10 gennaio 2027\nL’Immagine di Francesco – Dal Medioevo al Novecento\nNell’ottavo centenario della morte di San Francesco la città di Arezzo celebra la propria speciale relazione con il Patrono d’Italia con una grande mostra a carattere iconografico\, curata da Cristina Acidini e realizzata d’intesa con il MIC\, le Diocesi e le comunità francescane competenti nella Galleria Comunale di Arte Moderna e Contemporanea. Nel percorso troviamo quadri (in prevalenza)\, nonché miniature\, statue e vetrate\, che documentano la diffusione dell’iconografia francescana in Toscana (e non solo) dalle origini ai nostri giorni\, assistendo ai mutamenti dell’immagine del ‘poverello’ già nei decenni successivi alla sua morte. Fra gli autori delle opere ci sono Margarito\, il Maestro della Crocifisso\, il Maestro di Figline\, Tino Di Camaino\, il Beato Angelico\, Sandro Botticelli\, Andrea Della Robbia\, Giorgio Vasari\, Pietro Da Cortona\, Annibale Carracci\, Guercino\, Jacopo Ligozzi\, Luca Giordano\, Lorenzo Lippi\, Antonio Ciseri\, Libero Andreotti\, Gerardo Dottori… L’allestimento è cronologico – dal Medioevo al Novecento – con focus tematici di approfondimento. Le circa 60 opere d’arte e documenti provengono per la maggior parte dal territorio ma non mancano importanti e prestigiosi prestatori: la National Gallery di Londra\, il Lindenau-Museum di Altenburg\, la Pinacoteca Vaticana\, gli Uffizi\, la Galleria Borghese di Roma\, la Galleria dell’Accademia di Venezia… L’allestimento prosegue nella ex Chiesa di Sant’Ignazio (via Carducci\, 7). \nOrario: tutti i giorni 11-19\, sabato e domenica 10-20\, chiuso martedì. \nGalleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea – Piazza San Francesco\, 4 – Arezzo \nInfo: 0575.299255 – www.fondazioneguidodarezzo.com \n\nFino al 10 gennaio 2027\nSan Francesco: un ospite in museo dalla Pinacoteca Nazionale di Siena\nAnche una mostra-dossier al Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo nell’ambito delle celebrazioni francescane. L’iniziativa mette a confronto due preziosi dipinti su tavola di Margarito d’Arezzo (attivo tra il 1240 e il 1290)\, considerati tra i più antichi ritratti noti del Santo\, seppure postumi. Le opere restituiscono l’immagine di Francesco nella forma più arcaica\, ma ancora capace di trasmettere la forza del messaggio del Santo\, patrono d’Italia dal 1939 e divenuto nel tempo simbolo universale di pace\, fraternità e amore per il creato. La mostra-dossier si affianca temporalmente e tematicamente alla mostra ‘L’Immagine di Francesco’\, aperta ad Arezzo alla Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea\, a cui il Museo Nazionale ha contribuito prestando il ‘San Francesco’ di Margarito d’Arezzo scelto come immagine guida dell’iniziativa. La mostra-dossier offre ora l’occasione di accostare a quest’opera altre due delle 7 tavole raffiguranti San Francesco dipinte da Margherito d’Arezzo (per il Vasari ‘Margaritone’)\, di cui 6 firmate. Si tratta del ‘San Francesco’ proveniente dalla Chiesa del Convento di Ganghereto a Terranuova Bracciolini\, in deposito dalla Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro\, e di quello della Pinacoteca Nazionale di Siena\, accomunati da numerosi elementi iconografici e tecnici. Margarito d’Arezzo è il più antico pittore aretino di cui si conosca il nome e uno dei primi artisti italiani di cui siano giunte opere firmate. \nOrario: martedì e mercoledì 8.30-18\, giovedì\, venerdì e sabato 8.30-12.30\, chiuso sabato e domenica. \nMuseo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna – Palazzo Bruni-Ciocchi – Via S. Lorentino\, 8 – Arezzo \nInfo: 0575.1696257 – www.museitoscana.cultura.gov.it \n\nFino al 17 gennaio 2027\nUna vita di colori\nUna retrospettiva dedicata alla pittura di Giuliano Grassellini è ospitata nel Museo Civico di Monterchi\, ‘casa’ della celebre’ Madonna del Parto’ di Piero della Francesca. Nato a Monsummano e formatosi all’Accademia di Belle Arti di Roma\, Grassellini è stato un vero cittadino del mondo ma aveva scelto Monterchi e la Valtiberina come luogo dell’anima e di vita\, stabilendo un rapporto molto stretto e sentito con gli abitanti. Ed è proprio con questa mostra che la comunità del paese lo ha voluto omaggiare. La sua pittura rappresenta una sintesi originale tra un realismo vivo e le suggestioni di una sottile struttura cubista. Nelle sue tele c’è la vita quotidiana – spesso proprio la vita di Monterchi\, con i suoi scorci\, il Carnevale\, i mercati e le cene tra amici – raccontata con colori esplosivi e con la luce vibrante della natura\, della terra e della comunità. \nOrario: tutti i giorni 10-13 e 14-17. \nMuseo della Madonna del Parto – Via della Reggia\, 1 – Monterchi \nInfo: 0575.70713 – www.madonnadelparto.it \n\nFino al 31 maggio 2027\nFigure del ’900. Da Balla a Severini\, de Chirico e Oppi\, Opere dalle Collezioni Gallerie d’Italia – Intesa Sanpaolo\nAlla Casa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi di Arezzo un progetto espositivo ideato da Carlo Sisi e curato da Paolo Bolpagni\, presenta circa 30 opere dalle Collezioni Gallerie d’Italia – Intesa Sanpaolo\, ripercorrendo alcune significative vicende dell’arte italiana della prima metà del Novecento attraverso artisti\, linguaggi e aree geografiche differenti. Da Boccioni a Balla\, Severini\, de Chirico e Oppi\, il percorso propone una lettura della vitalità e della complessità della ricerca figurativa italiana tra pre-Futurismo\, Novecento e le esperienze del secondo dopoguerra\, includendo anche personalità meno note e realtà artistiche territoriali meno esplorate. L’esposizione intende così offrire una visione organica di un cinquantennio cruciale dell’arte italiana\, valorizzando la ricchezza delle collezioni della Banca. Un’offerta che si sviluppa nei quattro musei delle Gallerie d’Italia (Milano\, Torino\, Vicenza e Napoli) e si estende ad altri luoghi del patrimonio culturale della Banca come la Casa Bruschi\, invitando il pubblico a rileggere il passato e il presente attraverso prospettive inedite e valorizzando le collezioni\, gli archivi e le collaborazioni con importanti istituzioni e protagonisti della scena culturale italiana e internazionale. \nOrario: tutti i giorni 10-13 e 14-18\, chiuso lunedì e martedì. \nCasa Museo di Ivan Bruschi – Corso Italia\, 14 – Arezzo \nInfo: 0575.354126 – www.fondazioneivanbruschi.it
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Firenze e provincia
DESCRIPTION:Fino al 31 ottobre\nA MISURA DUOMO. Massimo Pacifico\nLa Libreria Brunelleschi dell’Opera di Santa Maria del Fiore ospita le foto di Massimo Pacifico (Sulmona\, 1951)\, fotografo e giornalista che ha realizzato centinaia di reportage nel mondo e ha fondato e diretto riviste internazionali di stili di vita. L’esposizione\, a cura di Vincenzo Circosta e Giuseppe Giari\, presenta una selezione di 27 immagini (formato 40 x 60) realizzate da Pacifico\, fotografo nel Museo dell’Opera del Duomo a Firenze. Ad eccezione di due\, tutte le altre sono esposte per la prima volta al pubblico. Le fotografie in mostra sono parte di un più ampio progetto fotografico\, ‘Effetto Museo’\, a cui Pacifico si dedica da dieci anni\, e che pone l’attenzione sulle persone che visitano i musei e il loro rapporto con lo spazio e le opere d’arte. Pacifico ha immortalato i visitatori nei musei di ogni parte del mondo cogliendo le loro emozioni: meraviglia\, commozione\, noia\, gioia\, sorpresa\, ammirazione. Nelle foto di Pacifico\, l’essere umano diventa protagonista allo stesso modo delle opere esposte nei Musei\, attraverso l’obiettivo\, Pacifico lo racconta in tutte le sue sfumature\, dalla più intima alla più ironica. Tutti gli attori\, ritratti da Massimo mentre s’aggirano nelle sale del Museo del Duomo o pensosi sostano a guardare le sculture che vi sono esposte\, si isolano\, ora presi da meditazioni personali\, ora per annotare idee su quaderni d’appunti\, ora per disegnare su taccuini di studio\, ora per fermare nella memoria d’un telefono portatile un dettaglio degno d’essere serbato o la persona con la quale condividono le sensazioni di quel momento. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 8-19\, domenica 10.15-17.45. \nLibreria Brunelleschi – Antica Canonica di San Giovanni – Piazza San Giovanni 7 – Firenze \nInfo: 055.2302885 – www.duomo.firenze.it \n\nFino al 4 novembre\nFlorence Biennale. Stefano Alvino\nParallelamente alla preparazione della XVI edizione\, Florence Biennale propone nel 2026 un programma di progetti in città\, pensato come percorso di avvicinamento al 2027 e come occasione per ampliare il dialogo tra arte contemporanea\, spazi urbani\, ospitalità e nuove comunità culturali. The Social Hub Florence ospita in questa occasione una mostra personale del giovane artista Stefano Alvino\, già tra i protagonisti delle ultime due edizioni della manifestazione fiorentina. La mostra di Alvino presenta la tela ‘Il Demone Alichino’\, già esposta in anteprima alla XV Florence Biennale 2025\, insieme a ‘Bergaraffa’\, opera realizzata durante una sessione di live painting alla XIV edizione\, nel 2023. Il percorso è inoltre arricchito da nuove opere concepite appositamente per l’occasione – tra cui serigrafie su plexiglass – e da una selezione di prodotti ispirati al suo immaginario visivo\, in un progetto che estende il linguaggio dell’artista oltre l’opera unica\, verso forme di contaminazione tra arte\, design e cultura contemporanea. \nIngresso libero. Orario: nell’apertura dell’esercizio \nThe Social Hub Florence – Viale Spartaco Lavagnini\, 70/72 – Firenze \nInfo: 055.0621855 – www.florencebiennale.org \n\nFino al 12 novembre\nPaolo Masi 93\nCon una mostra a cura di Sergio Risaliti\, Frittelli arte contemporanea rende omaggio a Paolo Masi (Firenze 1933-2026)\, scomparso lo scorso maggio\, a pochi giorni dal compimento dei 93 anni: una delle figure più originali e radicali dell’arte contemporanea italiana del secondo Novecento e dei primi decenni del nuovo millennio. Con una selezione di opere che attraversa oltre sessant’anni di ricerca\, l’esposizione intende restituire la complessità di un percorso artistico continuamente aperto alla sperimentazione\, nel quale pittura\, materia\, struttura\, spazio e percezione si confrontano senza soluzione di continuità. Una ricerca che ha avuto in Firenze il proprio punto di partenza e un costante riferimento\, ma che ha saputo oltrepassare i confini della scena locale\, affermandosi nel più ampio contesto dell’arte italiana e internazionale. Il percorso espositivo segue idealmente le diverse stagioni della ricerca di Masi\, evidenziando non tanto una successione di fasi rigidamente separate\, quanto la continuità di un’indagine che ha costantemente rimesso in discussione i codici e i materiali della pittura. Un’attitudine che spiega anche la definizione data da Sergio Risaliti di Masi come artista “più giovane”\, non per ragioni anagrafiche\, ma per quella capacità di mantenere intatta la disponibilità alla ricerca\, al rischio e alla sperimentazione. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 10-13 e 15-18\, chiuso sabato e domenica. \nFrittelli arte contemporanea – Via Val di Marina\, 15 – Firenze \nInfo: 055.410153 – www.frittelliarte.it \n\nFino al 13 novembre\nIl paesaggio attraverso il tempo\nQuesta mostra collettiva propone un excursus storico e concettuale sulle trasformazioni del panorama nell’arte\, dai primi del Novecento ai giorni nostri. Il percorso mette in luce come\, in base al periodo storico\, cambino radicalmente la visione\, il modo di rappresentare il paesaggio e i materiali utilizzati. Questo mutamento viene documentato a partire dalla pittura di inizio secolo di Giovanni Fattori e Plinio Nomellini fino alla metafisica di de Chirico passando dal dinamismo di Giacomo Balla alla solida sintesi di Carlo Carrà\, fino alle visioni di Giorgio Morandi\, che seppe immortalare i paesaggi di Grizzana – località che oggi\, proprio in onore del pittore\, ha preso il nome di Grizzana Morandi. Il Novecento viene scosso dalle profonde venature metafisiche di Giorgio de Chirico e di suo fratello Alberto Savinio\, capaci di trasformare la veduta naturale in uno spazio enigmatico e sospeso. Il percorso subisce una mutazione irreversibile con la Pop Art e il Post-Moderno\, quando la natura scompare per fare posto al suo duplicato tecnologico\, mediatico e pubblicitario con Mario Schifano\, Tano Festa\, Franco Angeli. Si attraversa poi la rivoluzione spaziale di Lucio Fontana\, che squarcia la superficie per aprire nuovi orizzonti cosmici\, e la messa in discussione della materia dell’Arte Povera\, per giungere infine alla Pop Art\, al Post-Moderno e alle poetiche contemporanee. \nOrario: tutti i giorni 9-13 e 15-19\, chiuso sabato e domenica. \nTornabuoni Arte – Lungarno Benvenuto Cellini\, 3 – Firenze \nInfo: 055.6812697 – www.tornabuoniart.com \n\nFino al 13 novembre\nGiuseppe Chiari. Tra suono\, segno e colore\nIn occasione del centenario della nascita dell’artista fiorentino\, ecco al Ponte un allestimento a cura di Elena Colzi. Si tratta di una monografica dedicata a Giuseppe Chiari\, una delle figure più poliedriche dell’arte della seconda metà del Novecento: musicista\, compositore\, artista concettuale\, ideatore di performance di musica contemporanea e protagonista del movimento Fluxus. Dell’artista\, il cui lavoro la galleria tratta da anni in numerose mostre\, viene presentato un nucleo omogeneo di partiture di grande formato realizzate nel corso degli anni Ottanta. Sono immagini fotografiche di spartiti\, sia su carta lucida che opaca ed eliografie su carta da lucido o acetato\, sulle quali Chiari interviene attraverso il suo linguaggio segnico con il colore di acrilici\, penne feltro\, pastelli. In queste partiture l’intervento si emancipa definitivamente dalla necessità di produrre una lettura sonora specifica: il gesto diventa più libero\, autonomo\, mentre lo spartito si configura come superficie pittorica sulla quale il segno grafico e il colore creano una nuova sintassi visiva. Il gesto dell’artista si fa progressivamente più astratto\, avvicinandosi a una concezione dell’azione pittorica in cui il segno perde ogni funzione descrittiva e si afferma come traccia autonoma. \nOrario: dal lunedì al venerdì 10-13 e 14.30-18.30\, chiuso sabato e domenica. \nGalleria Il Ponte – Via di Mezzo\, 42/b – Firenze \nInfo: 055.240617 – www.galleriailponte.com \n\nFino al 14 novembre\nFlorence Biennale. Art Suite\nIl percorso di avvicinamento alla XVI edizione di ‘Florence Biennale’\, in programma dal 23 al 31 ottobre 2027\, prosegue anche in collaborazione con Anglo American Hotel Florence – Curio Collection by Hilton. L’iniziativa intende portare l’arte contemporanea negli spazi dell’ospitalità d’eccellenza\, trasformando l’hotel in una piattaforma espositiva viva\, in cui l’arte non è una semplice decorazione\, ma presenza\, esperienza e accoglienza. La prima mostra di ‘Art Suite’ è dedicata a Flora Borsi (fino al 10 ottobre)\, con una selezione di opere tratte dalla serie ‘Animeyed’\, già scelta come immagine coordinata della XIII Florence Biennale 2021\, di cui l’artista ungherese fu Guest of Honour. La serie\, incentrata su identità\, sguardo\, metamorfosi e relazione tra umano e animale\, torna così a Firenze in un nuovo contesto espositivo\, dialogando con l’atmosfera intima e internazionale dell’Anglo American Hotel Florence. A seguire\, dal 16 ottobre al 14 novembre\, sarà la volta di Viktoria Andreeva\, con una mostra personale incentrata sulla serie fotografica che ha rappresentato l’immagine della XIV Florence Biennale 2023. Vincitrice dell’International Open Call Competition – Photography Award\, Andreeva è stata tra i Guest of Honour della XIV edizione; le sue opere\, tra corpo\, metamorfosi e identità\, sono state utilizzate per la comunicazione integrata della Biennale e presentate in uno spazio dedicato alla Fortezza da Basso. \nIngresso libero. Orario: nell’apertura dell’esercizio. \nAnglo American Hotel Florence – Via Solferino\, 6 – Firenze \nInfo: 055.0218 – www.florencebiennale.org \n\nFino al 15 novembre\nGiuliano Scabia. Artigiano del Profondo\nA cinque anni dalla scomparsa di quello straordinario artista che fu Giuliano Scabia (Padova 1935 – Firenze 2021)\, il Teatro della Toscana istituisce un premio in suo nome e allestisce un’esposizione delle sue opere. Il premio Giuliano Scabia è assegnato a Danio Manfredini\, interprete sensibile\, capace di trasformare l’alterità in un ponte tra visibile e invisibile; mentre la mostra\, nella Sala Oro della Pergola\, presenta moltissimi di quegli oggetti scenici che hanno dato vita ai racconti di Scabia: grandi figure\, animali fantastici\, alberi\, carri e creature simboliche che non sono semplici scenografie\, ma strumenti di relazione e di racconto. Giuliano Scabia è stato uno dei più originali drammaturghi\, poeti e protagonisti del teatro italiano del secondo Novecento. La sua ricerca ha trasformato il teatro in un’esperienza di incontro\, capace di uscire dagli edifici teatrali per abitare piazze\, boschi\, ospedali\, scuole e paesi. Opere come ‘L’Albero dei poeti’ o ‘Marco Cavallo’\, nato nel 1973 all’interno dell’ospedale psichiatrico di Trieste\, insieme a Franco Basaglia\, incarnano una poetica che unisce immaginazione\, partecipazione e libertà. Attraverso questi oggetti\, Scabia costruiva comunità temporanee\, invitando chiunque a diventare parte della narrazione. La sua eredità continua a ricordarci che il teatro può essere un gesto condiviso\, capace di trasformare lo spazio quotidiano in luogo di ascolto\, di invenzione e di possibilità. \nIngresso libero. Orario: martedì 15.30-18-30 e sabato 10-13\, nonché durante spettacoli ed eventi per i possessori del titolo di ingresso. \nTeatro della Pergola – Via della Pergola\, 12/32 – Firenze \nInfo: 055.0763333 – www.teatrodellatoscana.it \n\nFino al 15 novembre\nINFERNO – Esperienza Immersiva nella Divina Commedia di Dante\nLa Cattedrale dell’Immagine di Firenze\, nella ex chiesa di Santo Stefano al Ponte\, ospita la nuova mostra immersiva dedicata alla prima cantica della Divina Commedia di Dante Alighieri. Con ‘INFERNO’ i visitatori si troveranno catapultati nell’universo creato dal poeta fiorentino\, tra bolge infernali\, anime perdute e creature mitologiche. Si muoveranno tra mondo fisico e multimediale\, in una Cattedrale dell’Immagine rivoluzionata negli spazi per l’occasione. Un’esperienza immersiva frutto di anni di sviluppo creativo e produttivo\, che hanno permesso di trasformare la visione di Dante in un ambiente esperienziale contemporaneo. I visitatori accedono alla mostra tramite la Selva Oscura\, per poi proseguire nella Mirror Room e nell’imponente Sala Immersiva. A chiudere l’esperienza ci sono la Cripta e gli spazi del Coro\, una novità assoluta di questa mostra\, che ospitano l’esperienza VR compresa in esclusiva nel biglietto VIP. All’interno della Sala Immersiva\, le pareti della chiesa sconsacrata saranno inondate da proiezioni di grande impatto visivo ed emotivo\, con ambientazioni spettacolari che seguiranno Dante e Virgilio attraverso i cerchi dell’Inferno in un viaggio multisensoriale. \nOrario: dal lunedì al venerdì 10-19\, sabato e domenica 10-19.30. \nCattedrale dell’Immagine – Piazza Santo Stefano\, 5 – Firenze \nInfo: 055.217418 – www.cattedraledellimmagine.it \n\nFino al 22 novembre\nMiracola. Irene Dionisio\nCosa accade quando una comunità prova a dare un significato a ciò che non può controllare? E quale ruolo assumono il mito\, il sacro e la memoria di fronte alla forza della natura? Sono le domande da cui prende forma questo nuovo progetto realizzato e prodotto da MAD Murate Art District – Fondazione MUS.E dell’artista e film maker Irene Dionisio (Torino\, 1986)\, un’opera filmica inedita destinata a entrare nella collezione dei Musei Civici Fiorentini. Al centro della ricerca di Irene Dionisio si colloca il rapporto tra Sant’Agata\, patrona di Catania\, e l’Etna\, presenza dominante del paesaggio siciliano e simbolo di una natura capace di generare e distruggere. Il progetto costruisce una vera e propria processione immaginaria\, che dalle pendici dell’Etna conduce fino al cratere sommitale. Materiali d’epoca e riprese originali convivono in un montaggio poetico realizzato con differenti supporti cinematografici – Super 8\, Super 16\, 35 mm e HD – facendo dialogare immagini provenienti da quasi un secolo di storia\, dagli anni Trenta del Novecento fino ai giorni nostri. La mostra comprende inoltre installazioni e materiali di ricerca\, che\, collocate nelle celle del primo piano\, approfondiscono e ampliano i temi affrontati nel film\, restituendo la complessità del processo creativo e della ricerca che ne hanno accompagnato la realizzazione. In mostra ben due opere\, ‘Mondo Nuovo’ e ‘Favoletta’\, sono state progettate e/o lavorano con il contributo dell’intelligenza artificiale. \nIngresso libero. Orario: dal martedì al sabato 14.30-19.30\, chiuso domenica e lunedì. \nMAD Murate Art District – Piazza delle Murate – Firenze \nInfo: 055.2476873 – www.murateartdistrict.it \n\nFino al 30 novembre\nLa Biblioteca svelata: il bestiario fantastico\nIl Museo di San Marco ospita la prima mostra-dossier dedicata ai codici miniati conservati nella storica biblioteca progettata nel Quattrocento da Michelozzo e considerata uno dei primi esempi di biblioteca pubblica in Europa. Realizzata con il coordinamento scientifico di Marco Mozzo\, direttore del Museo di San Marco\, e curata da Sara Fabbri\, Sara Ragazzini e Anna Soffici\, questa esposizione inaugura una nuova idea di valorizzazione del patrimonio librario del museo\, articolata in mostre tematiche dedicate a nuclei specifici della raccolta. Attraverso una selezione di codici miniati dal XIII al XVI secolo\, l’allestimento esplora l’universo della decorazione zoomorfa tra creature reali e immaginarie\, messaggere di complessi significati simbolici. Lungo le navate della biblioteca si svolge la narrazione per immagini di un universo fantastico che vede nel drago il suo protagonista più multiforme\, creatura ibrida e ancestrale che incarna sin dalle origini le forze del caos e della distruzione. In opposizione a tali mostruosità\, i codici miniati commissionati da Cosimo il Vecchio celebrano ad esempio l’eleganza del falcone\, animale prediletto dall’aristocrazia e protagonista dell’educazione cortese. Il percorso spirituale si eleva infine attraverso le figure dell’araba fenice\, della farfalla e del cervo\, simboli di resurrezione e della perenne vittoria contro le forze del male. \nOrario: dal martedì alla domenica 8.30-13.50\, chiuso lunedì e 5ª domenica del mese. \nMuseo di San Marco – Piazza San Marco\, 3 – Firenze \nInfo: 055.0882000 – www.museitoscana.cultura.gov.it \n\nFino al 19 dicembre\nTHE TIMELESS GAZE. Emily Young in dialogo con gli Antichi Maestri\nLa Galleria Frascione ci presenta Emily Young (Londra 1959)\, che vive e lavora tra l’Italia e il Regno Unito\, una delle più importanti scultrici britanniche della sua generazione. Nata in una famiglia cosmopolita di artisti\, scrittori\, politici\, naturalisti e avventurieri\, Young è cresciuta sviluppando una profonda consapevolezza dell’arte\, della storia e dei mondi al di là dei confini consueti. All’inizio degli anni Ottanta si dedica alla scultura in pietra: da allora lavora principalmente con pietre trovate\, erose dal tempo o recuperate da cave abbandonate. Per lei\, la pietra non è un materiale passivo da sottoporre alla propria volontà bensì un interlocutore\, un vero e proprio collaboratore. La storia geologica\, le fratture\, le venature\, i colori e le irregolarità diventano parte essenziale dell’opera. In questo modo è la pietra a guidare la mano dell’artista consentendogli di rendere visibile la forma che già vi è latente. La mostra mette in relazione la scultura contemporanea e la pittura antica in un confronto che attraversa i secoli. Le cinque sculture di Young\, appositamente realizzate per questa occasione\, incontrano i dipinti degli Antichi Maestri\, tra cui l’olio su tela ‘San Giovanni Battista’ di Francesco Furini (Firenze 1603-1646) e la ‘Santa Caterina d’Alessandria’ di Bernardo Strozzi\, detto il Cappuccino (Genova 1581 – Venezia 1644). Entrambe parlano della ricerca umana di durata\, bellezza e conoscenza. Entrambe si confrontano con il trascorrere del tempo. Ed entrambe rivelano l’arte come una forma di memoria. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 9-13 e 15-18\, chiuso sabato e domenica. \nFrascione Gallery – Via Maggio\, 5 – Firenze \nInfo: 055.2399205 – www.frascione.com \n\nFino al 23 dicembre\nThe Ballad of the Blue Kind \nIED Firenze e Fondazione Palazzo Strozzi presentano una mostra dell’artista Benni Bosetto (Merate\, 1987)\, un nuovo progetto concepito appositamente che comprende una mostra presso gli spazi espositivi di IED e due giorni di performance alla Strozzina di Palazzo Strozzi che si sono tenuti a ottobre. La mostra è un’esplorazione delle possibili declinazioni della solitudine raccontata in due momenti complementari dove si alternano la presenza e l’assenza\, il suono e il silenzio. Negli spazi dell’ex Teatro dell’Oriuolo il disegno diventa un oggetto scultoreo e restituisce la memoria dei corpi e delle loro storie\, inserendosi in una grande installazione. La mostra racconta la solitudine come uno stato emotivo in costante movimento\, che attraversa le diverse età della vita e porta con sé allo stesso tempo drammaticità e leggerezza. Spesso intesa come una forma di separazione dal mondo\, la solitudine viene qui affrontata come un’esperienza capace di portare alla luce anche momenti di pienezza e consapevolezza. \nIngresso gratuito. Orario: dal lunedì al venerdì 9-18. \nIED – ex Teatro dell’Oriuolo – Via dell’Oriuolo\, 31 – Firenze \nInfo: 055.2982006‎ – www.ied.it \n\nFino al 31 dicembre\nFerdinando Sarmi New York \nÈ ‘Un viaggio nella moda da Firenze alla Fifth Avenue’ – come recita il sottotitolo – questa mostra che il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti dedica allo stilista Ferdinando Sarmi\, couturier capace di portare nello stile dell’alta società americana un tocco di italianità. Audrey Hepburn\, Marilyn Monroe\, Marlene Dietrich\, Barbra Streisand\, la duchessa di Windsor… negli anni d’oro della Fifth Avenue le donne più celebri del Novecento affidavano il loro look alle mani di Sarmi\, portato a New York da Elizabeth Arden nel 1951 per dirigere la linea moda del suo marchio dopo averlo notato nella celebre sfilata organizzata da Giovanni Battista Giorgini che lanciò a Firenze il Made in Italy. L’esposizione\, prima nel suo genere\, propone una selezione di abiti iconici del couturier\, messi in relazione con i materiali del Fondo Sarmi conservato nel Museo della Moda e del Costume e con accessori d’epoca che restituiscono il clima culturale e mondano della New York degli anni Cinquanta e Sessanta. Con il brand ‘Sarmi New York’\, fondato nel 1958\, lo stilista fiorentino diventò rapidamente uno dei nomi più celebri dell’alta moda americana e con la sua eleganza sofisticata conquistò anche la stampa internazionale. \nPalazzo Pitti – Galleria della Moda e del Costume – Piazza Pitti – Firenze \nInfo: 055.23885 – www.uffizi.it \n\nFino al 5 gennaio 2027\nOltre il Rinascimento. Tra Dürer e Parmigianino\nPalazzo Medici Riccardi ospita una mostra curata da Davide Sarchioni e dedicata alla straordinaria ricchezza tecnica ed estetica della grafica manierista europea e al profondo rapporto che il tedesco Georg Baselitz (1938-2026)\, fra i maggiori pittori contemporanei\, ha costruito con i maestri del Cinquecento attraverso decenni di ricerca e collezionismo. Organizzata da Fondazione MUS.E\, l’esposizione – a cura del figlio di Georg Baselitz Daniel Blau\, di Sergio Risaliti e Valentina Zucchi – riunisce una selezione di circa 150 opere\, provenienti dalla collezione privata di Baselitz\, iniziata nel 1964\, e dalle raccolte del Museo di Belle Arti di Budapest: xilografie\, anche a più matrici\, acqueforti e incisioni a bulino o a puntasecca. Il percorso permette al pubblico di approfondire le tecniche\, i linguaggi e i temi sviluppati dai grandi artisti del Cinquecento europeo – con uno sguardo anche al tardo Quattrocento e al primo Seicento – ponendo un’attenzione speciale alle sfide e ai risultati nel mondo dell’incisione e valorizzandone i protagonisti\, artisti che fecero dell’anticlassicismo e dell’antirinascimento il loro cavallo di battaglia\, muovendosi su stili eccentrici e fantasiosi\, su quell’espressionismo senza tempo a cui anche Baselitz ha aderito fin da giovane. Fra gli autori il Mantegna e Andrea Schiavone\, Antonio del Pollaiolo e Parmigianino\, i maestri incisori francesi della scuola di Fontainebleau\, olandesi e tedeschi come Albrecht Dürer e alcuni fra i maggiori sperimentatori del chiaroscuro\, da Ugo da Carpi al Beccafumi\, da Andreani a Hendrick Goltzius. \nOrario: tutti i giorni 9-19\, chiuso mercoledì. \nPalazzo Medici Riccardi – Via Cavour\, 3 – Firenze \nInfo: 055.2760552 – www.palazzomediciriccardi.it \n\nFino al 9 gennaio 2027\nFirenze Globale. Il mondo di Francesco Carletti\, ca. 1573-1636\nLa Biblioteca Medicea Laurenziana ospita una mostra sulla prima globalizzazione vista da Firenze\, costruita attorno al viaggio intorno al mondo del mercante Francesco Carletti. Nell’operazione\, organizzata da un comitato di studiosi composto da Giorgio Riello\, Paula Findlen e Brian Brege\, sono coinvolte 69 opere e cinque istituzioni accademiche. Nel 1594 Francesco Carletti\, giovane mercante fiorentino\, parte con il padre Antonio per Siviglia e da lì per Capo Verde e per le Americhe raggiungendo poi l’oceano Pacifico\, il Giappone\, la Cina e l’India. Carletti rientra a Firenze nel 1606 e racconta la sua esperienza al granduca Ferdinando I de’ Medici nei ‘Ragionamenti del mio viaggio intorno al mondo’\, uno dei più straordinari resoconti di viaggio dell’età moderna. Attraverso le tappe di quel viaggio\, la mostra presenta Firenze come un crocevia di commercio\, diplomazia e circolazione delle conoscenze. La mostra riunisce 69 opere – stampe\, disegni\, manufatti\, libri\, mappe e strumenti – provenienti dalla Laurenziana e da altre collezioni. Insieme restituiscono la ricca cultura visiva e materiale della Firenze intorno al 1600. Tra i pezzi più significativi: un atlante cinese annotato di proprio pugno da Carletti; una katana giapponese conservata al Museo Stibbert; una preziosa copia dello ‘Shahnameh’\, il poema epico nazionale persiano\, conservata alla Laurenziana; mappe\, disegni e strumenti che documentano gli scambi tra Toscana\, Asia e Nuovo Mondo. \nOrario: lunedì\, mercoledì e venerdì 8.15-13.45\, martedì e giovedì 8.15-17.15\, chiuso sabato e domenica. \nBiblioteca Medicea Laurenziana – Piazza San Lorenzo\, 9 – Firenze \nInfo: 055.2937911 – www.bmlonline.it \n\nFino al 24 gennaio 2027\nBroken. Il potere del frammento\nPalazzo Strozzi presenta una grande mostra dedicata al valore e al fascino del frammento nella storia della scultura\, dall’archeologia all’arte contemporanea\, attraverso oltre ottanta opere provenienti dai più importanti musei internazionali. Il percorso espositivo proporrà un emozionante viaggio tra culture di tutto il mondo\, dall’antico Egitto e dalla Grecia classica alla Cambogia e al Messico\, indagando le circostanze che hanno determinato la frammentazione di sculture\, dalle guerre alle catastrofi naturali\, da ragioni politiche a deliberate scelte artistiche. Accanto a capolavori di grandi maestri come Giovanni Pisano\, Michelangelo e Antonio Canova\, la mostra presenta artisti come Auguste Rodin\, Alberto Giacometti\, Louise Bourgeois e Francesco Vezzoli\, che dall’Ottocento a oggi hanno scelto il frammento come punto di partenza per nuove possibilità espressive. \nOrario: tutti i giorni 10-20\, giovedì 10-23. \nPalazzo Strozzi – Piazza Strozzi – Firenze \nInfo: 055.2645155 – www.palazzostrozzi.org \n\nFino all’8 febbraio 2027\nLa materia della vita\nLe sale storiche di Palazzo Pretorio a Certaldo sono abitate da una nuova personale dello scultore Antonio Barbieri (Milano\, 1985) a cura di Davide Sarchioni. Cosa accadrebbe se fosse possibile vedere ciò che i nostri occhi non possono percepire? Se i dati\, gli algoritmi e le relazioni invisibili che governano la crescita di una pianta\, l’evoluzione delle specie o l’organizzazione della materia potessero assumere una forma fisica? È da questa domanda che prende avvio la ricerca di Antonio Barbieri\, che nel tempo ha sviluppato un linguaggio autonomo e riconoscibile\, in un territorio di confine nel quale scultura\, scienza e tecnologia convivono e si alimentano reciprocamente. Scanner e sistemi di acquisizione dati\, fotogrammetrie e algoritmi\, modellazione e stampa 3D sono strumenti e processi attraverso cui l’artista amplia le proprie capacità di osservazione\, acquisendo e interpretando informazioni che sfuggirebbero all’esperienza diretta. È l’artista che crea l’algoritmo e poi attraverso il gesto creativo lo interpreta\, lo scompone e lo trasforma. La tecnologia torna così ad essere subordinata al fare artistico. Attraverso la sua sapiente manualità\, ciò che appartiene alla dimensione invisibile viene tradotto in forme vibranti e poetiche. Barbieri modella\, assembla e dipinge a mano le proprie sculture in un confronto diretto con le qualità fisiche dei materiali: la centralità del fare si estende fino alla progettazione di alcuni degli stessi strumenti impiegati nella ricerca. \nOrario: tutti i giorni 10-13 e 14.30-19\, da novembre 10-13 e 14.30-16.30\, sabato e domenica 10-13 e 14.30-17.30\, chiuso martedì. \nPalazzo Pretorio – Piazzetta del Vicariato\, 4 – Certaldo \nInfo: 0571.661219 – www.comune.certaldo.fi.it \n\nFino al 27 febbraio 2027\nEnzo Cucchi vs CANEMORTO / CANEMORTO vs Enzo Cucchi\nLa Galleria Poggiali di Firenze presenta un progetto espositivo inedito che mette a confronto due modalità radicalmente diverse di intendere la pratica artistica: da una parte Enzo Cucchi (Morro d’Alba\, 1949)\, protagonista assoluto della Transavanguardia italiana\, la cui ricerca ha segnato la storia dell’arte; dall’altra CANEMORTO\, collettivo anonimo fondato nel 2007 e oggi tra le realtà più originali della scena artistica contemporanea. Più che far dialogare due poetiche\, il progetto della Galleria Poggiali mette in gioco due sistemi di lavoro\, due immaginari e due differenti concezioni dell’autorialità. L’intero progetto prende forma nel corso di diversi mesi\, tra novembre 2025 e giugno 2026. Alternando sessioni di lavoro condivise presso la storica Litografia Bulla di Roma – luogo nel quale Enzo Cucchi e CANEMORTO si sono conosciuti nel 2022 – e nella casa dell’artista a Morro d’Alba\, a lunghi confronti sviluppati a distanza\, i due hanno costruito un processo creativo fondato sul rilancio reciproco. Sebbene ogni opera sia stata realizzata autonomamente dal rispettivo autore\, l’intero corpus nasce da uno scambio continuo di immagini\, idee e suggestioni: ogni nuovo lavoro si misura con quello precedente dell’altro\, dando forma a un dialogo che attraversa l’intero progetto espositivo. Al centro di questa esperienza si trova il disegno\, linguaggio originario che accomuna entrambe le esperienze artistiche. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 10-12 e 14-19\, chiuso domenica e lunedì. \nGalleria Poggiali – Via della Scala 35/a – Firenze \nInfo: 055.287748 – www.galleriapoggiali.com \n\nFino al 28 febbraio 2027\nDanielle Mckinney. Tra noi\nIl Museo Novecento ha aperto le sue porte a un’altra protagonista della pittura contemporanea\, Danielle Mckinney (Montgomery\, Alabama\, 1981)\, artista americana recentemente inclusa dal ‘TIME’ tra le 100 figure più influenti del mondo dell’arte del 2026. Curata da Sergio Risaliti e Stefania Rispoli\, l’esposizione è la prima dell’artista a Firenze e riunisce 20 opere\, alcune delle quali inedite\, in dialogo con dipinti e sculture provenienti dalla collezione permanente del museo. Al centro della mostra è la pittura di Mckinney\, che evoca\, attraverso un uso sapiente del colore e del chiaroscuro\, atmosfere sospese dove il tempo sembra essersi fermato: interni domestici costruiti con precisione in cui figure femminili sono immerse in momenti di solitudine e quiete introspezione. Formata inizialmente come fotografa\, l’artista costruisce immagini dalla forte impronta cinematografica\, confrontandosi con la tradizione della pittura occidentale e con temi legati alla rappresentazione del corpo e dello sguardo. Il percorso mette le opere di McKinney in relazione con alcuni maestri italiani del Novecento\, tra cui Arturo Martini\, Felice Casorati\, Giorgio Morandi e Filippo de Pisis\, creando risonanze attorno ai temi della luce\, dello spazio e della figura. A completare il progetto\, una selezione di testi poetici. \nOrario: tutti i giorni 11-20\, chiuso giovedì. \nMuseo Novecento – Piazza Santa Maria Novella\, 10 – Firenze \nInfo: 055.286132 – www.museonovecento.it \n\nFino al 7 marzo 2027\nVictor Man\nNelle sale al piano terra delle Ex Leopoldine\, il Museo Novecento presenta una grande mostra personale\, a cura di Sergio Risaliti\, dedicata al rumeno Victor Man (classe 1974)\, tra i più autorevoli pittori europei della sua generazione\, costruttore di immagini che appartengono al presente ma nelle quali la memoria della storia dell’arte viene continuamente reinterpretata attraverso un lessico intimo\, essenziale e profondamente contemporaneo. Saranno presentati circa 25 dipinti in un percorso che esplora temi ricorrenti della sua ricerca tra cui la maternità\, il ritratto e l’autoritratto\, la natura morta\, la figura femminile\, confermando il ruolo della pittura figurativa come uno dei linguaggi più vitali dell’arte contemporanea. Temi apparentemente appartenenti alla tradizione occidentale che Victor Man trasforma in immagini dense di riferimenti simbolici e letterari\, dove il tempo storico sembra sospeso e ogni figura rimanda a un universo di significati stratificati. Si possono ammirare opere quali ‘Lelkek temetoje\, der Friedhof der Seelen’ (2019)\, ‘Girl with Goya’s Skull’ (2021)\, ‘Maternity with Legend’ (2024)\, ‘Maternity’ (2025)\, ‘Curve delle Anime’ (2025)\, ‘Reclining Maiden – Prelude of Equinox’ (2025-2026) e ‘Transfiguration\, Cassa Oscura’ (2025–2026)\, insieme ai lavori più recenti dell’artista. Completeranno il percorso espositivo cinque dipinti della serie Luminary Petals on a Wet Black Bough\, tra questi ‘Untitled (After Michelangelo)’ (2023). La mostra è realizzata con il supporto di Galerie Max Hetzler e David Zwirner Gallery. \nOrario: tutti i giorni 11-20\, chiuso giovedì. \nMuseo Novecento – Piazza Santa Maria Novella\, 10 – Firenze \nInfo: 055.286132 – www.museonovecento.it \n\nFino al 14 marzo 2027\nOpere restaurate in esposizione\nAl termine di un importante percorso di studio e di restauro\, la Galleria dell’Accademia mette in mostra nelle sale del primo piano due preziosi dipinti su tavola attribuiti al cosiddetto ‘Maestro del 1416’. L’allestimento temporaneo ne racconta la storia\, le caratteristiche stilistiche e le vicende conservative. Le tavole sono ‘la Madonna con Bambino e i santi Pietro\, Antonio abate\, Giuliano e Giovanni Battista’ e la ‘Madonna con Bambino e otto angeli’. Presentate una accanto all’altra\, le due opere consentono di mettere a confronto linguaggi\, soluzioni formali e vicende conservative differenti\, restituendo una lettura più articolata della personalità del pittore e della cultura figurativa fiorentina del primo Quattrocento. La prima tavola è quella che ha dato il nome al suo autore\, portando alla base l’iscrizione ‘MCCCCXVI d’agosto’\, e fu probabilmente commissionata dall’Arte dei Beccai\, la corporazione che riuniva commercianti\, macellatori e venditori di carni\, come ci indicano i Santi raffigurati. Giunta alle Gallerie Fiorentine nel 1782\, dopo le riforme lorenesi che abolirono le Arti\, la ‘Madonna’ approdò all’Accademia nel 1915. La seconda opera riprende invece\, in formato ridotto\, la celebre ‘Madonna’ dipinta da Bernardo Daddi nel 1347 per il Tabernacolo dell’Orcagna in Orsanmichele\, dove si trova tutt’ora. Immagine particolarmente venerata\, la tavola proviene dal monastero femminile di Santa Apollonia e fu acquistata dal Stato italiano nel 1865. Viene esposta ora per la prima volta. \nOrario: tutti i giorni 8.15-18\, chiuso lunedì. \nGalleria dell’Accademia – Via Ricasoli\, 58-60 – Firenze \nInfo: 055.0987100 – www.galleriaaccademiafirenze.it \n\nFino al 4 aprile 2027\nArtemisia Gentileschi a Firenze\nIl Museo degli Innocenti ospita una mostra dedicata al periodo fiorentino di Artemisia Gentileschi (Roma 1593 – Napoli 1654)\, erede e interprete originale della lezione caravaggesca\, la cui pittura si distingue per l’intensità drammatica\, l’uso sapiente della luce e una rappresentazione concreta e non idealizzata dei corpi: un’arte complessa e un universo poetico ricco e stratificato\, capace di attraversare il Barocco con una voce autonoma e inconfondibile. Dopo la partenza da Roma a seguito della violenza subita dal collega Agostino Tassi e del processo\, Artemisia arriva a Firenze alla fine del 1612 con il novello sposo Pierantonio Stiattesi\, un pittore di modesta levatura. Qui si afferma come artista e trova la sua strada\, quella che la porterà ad entrare a pieno titolo tra i grandi maestri della storia dell’arte. È la prima donna ad essere ammessa all’Accademia delle Arti\, riceve prestigiosi incarichi dalla famiglia Medici\, frequenta Galileo Galilei e gli artisti coevi\, è al centro della vita culturale del tempo. Ed è proprio questo periodo\, cruciale per il percorso artistico di Artemisia\, che viene indagato nella mostra curata da Costantino d’Orazio\, Cristina Acidini e Sandro Bellesi\, che ci introducono anche nel mondo artistico del Seicento fiorentino\, alla scoperta di artisti come Cristofano Allori e Francesco Furini\, passando per Cesare Dandini\, Giovanni Martinelli\, Filippo Tarchiani\, Fabrizio Vannini\, Lorenzo Lippi\, il Volterrano\, Jacopo Vignali e molti altri. Nella mostra\, organizzata da Arthemisia\, anche due capolavori di Caravaggio. \nOrario: tutti i giorni 9-18. \nMuseo degli Innocenti – Piazza SS.Annunziata\, 13 – Firenze \nInfo: 055.2037122 – www.museodeglinnocenti.it – www.arthemisia.it \n\nFino al 15 giugno 2027\nC’era una volta… Un Re!\nIl famoso incipit del più grande bestseller italiano\, ovvero “Le avventure di Pinocchio”\, uscito nel 1881 a puntate sul ‘Giornale per i bambini’ e poi in volume nel 1883\, dà il titolo a questa mostra a cura di Elisa Martini e Benedetta Gallerini. Realizzata dal Gabinetto Vieusseux-Archivio Bonsanti\, in Palazzo Corsini Suarez\, in occasione del bicentenario della nascita dell’autore Carlo ‘Collodi’ Lorenzini\, ne esamina l’attività fra satira\, giornalismo e letteratura per l’infanzia. Autore dall’indole irriverente e sarcastica\, Lorenzini si abbona al Gabinetto  Scientifico Letterario G.P.Vieusseux il 30 giugno 1865\, in una Firenze in pieno fermento per l’arrivo della corte sabauda e per l’insediamento del nuovo governo. Lorenzini è un giornalista attento\, dalla scrittura fresca e tagliente\, che con ironia e sarcasmo raffigura la società a lui vicina delineandone i ‘gatti e le volpi’ così come i ‘pescecani’. Collabora a molte riviste\, come ad esempio la ‘Nazione’ e il ‘Fanfulla’\, e ne fonda alcune come il ‘Lampione’\, ‘Scaramuccia’ o la ‘Lente’. Il suo sguardo si volgerà poi verso la scrittura teatrale e ovviamente verso la letteratura d’infanzia\, trovando nel burattino di legno il suo ultimo ed eterno ‘alter ego’\, nato dopo una lunga gestazione fatta di giornali\, battaglie e inevitabili delusioni sulla nuova Italia nata dopo l’unificazione.    \nOrario: su prenotazione. \nGabinetto Vieusseux-Archivio Bonsanti – Palazzo Corsini Suarez – Via Maggio\, 42 – Firenze \nInfo e pren.: 055.290131 – 055.288342 – prenotazioni@vieusseux.it \n\nFino al 10 ottobre 2027\nIl tempo nuovo dell’archeologia fiesolana\nIn occasione della ricorrenza dei settanta anni dalla sua morte\, i Musei di Fiesole\, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio di Firenze\, dedicano una mostra alla figura di Edoardo Galli (Cosenza\, 1880 – Roma\, 1956)\, funzionario della Soprintendenza alle Antichità di Etruria che lavorò a Fiesole all’inizio del Novecento. L’esposizione racconta l’attività dell’archeologo calabrese che\, oltre ad essere stato artefice di due degli interventi più importanti nella storia del museo – fu responsabile della realizzazione del primo inventario generale delle collezioni e curatore dell’ordinamento del nuovo museo del 1914 – condusse anche numerosi scavi importanti per la conoscenza della Fiesole etrusca\, romana e longobarda. Il suo lavoro ha segnato in modo determinante la storia dell’archeologia a Fiesole\, contribuendo a inventariare\, studiare e ordinare quel patrimonio archeologico che da secoli si integra con la struttura urbana e con la vita della comunità e che ancora oggi rappresenta una parte importante dell’identità fiesolana. A latere della mostra\, le visite guidate gratuite delle ‘Passeggiate archeologiche sulle orme di Edoardo Galli’ consentono di approfondire alcuni dei principali siti indagati dall’archeologo. \nOrario: tutti i giorni 10-15\, chiuso il martedì; marzo tutti i giorni 10-18; da aprile a settembre tutti i giorni 9-19; ottobre tutti i giorni 10-18. \nMuseo Archeologico – Via Portigiani – Fiesole \nInfo: 055.5961293 – www.museidifiesole.it – infomusei@comune.fiesole.fi.it \n\n23 ottobre – 31 dicembre\nPRIMO CONTI | Risonanze\nDopo la rassegna dedicata all’artista sudafricano William Kentridge\, l’attività espositiva dello spazio culturale di Pontassieve prosegue con un omaggio alla  grande figura di Primo Conti (Firenze 1900 – Fiesole 1988)\, maestro fiorentino tra i protagonisti più precoci ed eclettici del Futurismo e della pittura italiana del Novecento. Al Futurismo Conti darà il suo contributo fondamentale con i dipinti e i disegni eseguiti tra il 1917 e il 1919\, anno in cui il suo stile si evolse verso una visione metafisica. Artista dai vasti interessi\, dal 1935 al 1939 collaborò al Maggio Musicale Fiorentino con scenografie\, bozzetti e costumi; nel 1941 divenne titolare della cattedra di pittura dell’Accademia di belle arti di Firenze. Tra il 1948 e il 1963 attraversò una profonda vocazione mistica ed entrò a far parte dell’Ordine Francescano. Nel 1983 pubblicò la sua autobiografia dal titolo “La gola del merlo”\, tre anni dopo aver creato la Fondazione di Fiesole che porta il suo nome e cui ha conferito il suo archivio e le sue opere pittoriche. La mostra crea un dialogo intimo e generazionale mettendo in relazione la produzione del Maestro Conti con i lavori di Marianovella Del Signore e Matteo Bicocchi esplorando il legame tra eredità artistica\, affinità visive e continuazione formale in ambito familiare e contemporaneo. \nIngresso gratuito. Orario: dal giovedì alla domenica 12-20. \nPolytropon Arts Centre – Via del Molino\, 21 – Loc. San Francesco – Pontassieve \nInfo: www.polytropon-arts.org \n\n4 novembre – 4 gennaio 2027\nARNO – Storie di riconciliazione tra Firenze e il suo fiume\nInserita nel calendario ufficiale delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario dell’Alluvione di Firenze\, questa mostra diffusa è un percorso che intreccia arte e ricerca scientifica. Il progetto dell’artista toscano Roberto Ghezzi (Cortona\, 1978)\, ideatore delle ‘Naturografie’\, è partito il 29 giugno con l’immersione nel fiume di tessuti naturali\, che dopo due mesi sono stati estratti e controllati: la parte sommersa dei tessuti in alcuni punti era quasi scomparsa\, consumata dall’azione dell’acqua e dei microrganismi proliferati durante un’estate eccezionalmente calda. Sulle superfici rimaste delle opere\, l’Arno ha lasciato invece sedimenti verdi intensi legati alla presenza delle alghe e insolite tonalità aranciate. Ma tra le fibre di una delle tele è comparso anche un piccolo germoglio: un seme trasportato dal fiume è riuscito a mettere radici nel tessuto\, dando origine a una nuova forma di vita e ad un simbolo di rinascita e speranza. I grandi supporti in cotone e lino\, affidati all’azione dell’acqua e delle correnti\, restituiscono oggi una prima testimonianza delle condizioni attraversate dal fiume durante l’estate. La mostra diffusa ha come sede principale il MAD Murate Art District\, dove viene presentato con la curatela di Valentina Gensini il nucleo centrale delle opere\, della documentazione fotografica e audiovisiva del progetto. Tra le sedi espositive anche la Chiesa di San Salvatore in Ognissanti\, che accoglie un’opera appositamente concepita in dialogo con la storia e l’identità del luogo. E poi ulteriori luoghi simbolo dell’alluvione del 1966. \nOrario: da martedì a sabato 14.30-19.30\, chiuso domenica e lunedì. \nMAD Murate Art District – Piazza delle Murate – Firenze \nInfo: 055.2476873 – www.murateartdistrict.it \n\n4 novembre – 6 febbraio 2027\nRI-EMERGERE 1966-2026. L’alluvione di Firenze in Archivio\nNell’ambito delle iniziative per i 60 anni dall’Alluvione che devastò Firenze\, il territorio e molta parte del patrimonio artistico\, l’Archivio di Stato ospita un percorso espositivo che documenterà l’emergenza del 1966\, i soccorsi nazionali e internazionali\, la nascita del restauro moderno e l’evoluzione delle tecniche di conservazione fino a oggi. Con una narrazione originale tra storia e numeri\, e il coinvolgimento del pubblico in installazioni data-driven e infografiche\, oltre a documenti\, fotografie e materiali restaurati\, l’esposizione metterà in luce il lavoro svolto negli ultimi decenni con particolare attenzione agli interventi più recenti di recupero e riordino. Accanto alle attività culturali\, l’Archivio inaugurerà nuove attrezzature per il laboratorio di restauro\, rafforzando la propria funzione di presidio culturale e scientifico aperto alla cittadinanza. L’avvio del Piano di limitazione dei danni\, il lavoro sistematico degli archivisti sui fondi alluvionati e i progetti di monitoraggio ambientale dei depositi\, diventano strumenti fondamentali per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e garantire la conservazione nel lungo periodo. Numerose le visite guidate e le aperture straordinarie programmate fino a chiusura. \nOrario: tutti i giorni 8.30-17.30\, chiuso sabato e domenica. \nArchivio di Stato di Firenze – Viale della Giovine Italia\, 6 – Firenze \nInfo: 055.263201 – www.archiviodistatofirenze.cultura.gov.it \n\n8 novembre – 31 dicembre\nTotal Design a Polytropon\nLa programmazione di Polytropon si arricchisce della mostra dedicata a Studio Ponsi (Andrea e Luca Ponsi)\, in cui si esplora il concetto di Total Design\, una filosofia operativa in cui disegno manuale\, visioni urbane\, architettura\, interior e product design interagiscono tra loro costruendo inedite relazioni tra storia e contemporaneità\, forme e sensazioni\,  natura e artificio. Gli spazi espositivi si svolgono in un gioco di strutture costruttive\, luci e geometrie trasformando  la visita in un’esperienza di armonica bellezza e sorprendente inventività. In collaborazione con Associazione NAJS. \nIngresso libero. Orario: da giovedì a domenica: 12-20. \nPolytropon Arts Centre – Via del Molino\, 21 – Loc. San Francesco\, Pelago – Pontassieve \nInfo: www.polytropon-arts.org \n\n10 novembre – 24 gennaio 2027\nJoanna Piotrowska. BURROWED\nPalazzo Strozzi presenta nel suo Project Space la prima mostra personale dell’artista polacca presso un’istituzione italiana. Curata da Leonardo Bigazzi\, l’esposizione riunisce un nucleo inedito di opere tra fotografia\, collage e installazioni visive. Piotrowska esplora dinamiche psicologiche e sociali della vita quotidiana\, mettendo in luce come corpi\, spazi e relazioni diventino luoghi di negoziazione tra protezione e oppressione. Il termine inglese “burrowed” richiama l’atto di scavare rifugi sicuri\, ma anche la tensione che nasce dalla barriera tra sicurezza e minaccia. Attraverso la fotografia e il collage\, le opere di Piotrowska abitano uno spazio di irrisolta intensità psicologica\, in cui ogni immagine sembra trovarsi sulla soglia di un evento\, sospesa in una condizione di potenzialità. La sua pratica esplora spesso ciò che si cela al di sotto dei gesti quotidiani\, degli spazi domestici e delle relazioni interpersonali\, rivelandone le strutture più ambigue. L’intimità può trasformarsi in una forma di reclusione\, la protezione può sfiorare il confinamento e interazioni apparentemente innocue possono recare tracce di conflitto\, vulnerabilità o difesa. La violenza è raramente esplicita: piuttosto\, persiste come una forza latente al di sotto della superficie\, là dove i confini tra sicurezza e minaccia rimangono incerti. La tensione che ne scaturisce nasce precisamente dall’opacità della sua origine\, che sfugge a ogni chiara identificazione. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 10-20\, chiuso giovedì. \nProject Space di Palazzo Strozzi – Piazza Strozzi – Firenze \nInfo: 055.2645155 – www.palazzostrozzi.org \n\n30 novembre – 7 marzo 2027\nAlle origini di una leggenda: Giovanni delle Bande Nere e il Mugello\nIl Mugello celebra i cinquecento anni dalla morte del celebre condottiero rinascimentale Giovanni de’ Medici (1498-1526)\, passato alla storia come Giovanni delle Bande Nere\, figlio di Caterina Sforza e padre del duca e poi Granduca Cosimo I de’ Medici\, figura chiave e leggendaria della famiglia. L’esposizione\, organizzata dalla Pro Loco Scarperia APS e curata da Giuseppina Carla Romby e dalla stessa Pro Loco\, propone un viaggio alla scoperta del rapporto tra il celebre condottiero e il Mugello\, terra che ebbe un ruolo significativo nella sua formazione. Attraverso documenti storici\, opere d’arte e testimonianze legate alla sua vita\, la mostra intende andare oltre la figura del capitano di ventura per raccontare gli anni della giovinezza\, i rapporti personali e la quotidianità di Giovanni de’ Medici. Particolare attenzione è dedicata al castello del Trebbio e ai carteggi conservati presso l’Archivio di Stato di Firenze e l’Archivio storico di Scarperia\, ma anche alla costruzione della leggenda di Giovanni\, ad opera soprattutto del figlio Cosimo I. Prestiti in collaborazione con il Museo Stibbert di Firenze e la Galleria Sabauda di Torino. La mostra fa parte del progetto ‘Radici di una dinastia: il Mugello di Giovanni delle Bande Nere a 500 anni dalla sua scomparsa’\, realizzato con Fondazione CR Firenze\, e prosegue a Firenze presso il Museo de’ Medici nel Complesso Monumentale degli Angeli. \nOrario: lunedì\, giovedì\, venerdì\, sabato e domenica: 10-13 e 14.30-18.30\, chiuso martedì\, mercoledì e 25 dicembre. \nPalazzo dei Vicari – Piazza dei Vicari – Scarperia \nInfo: 055.8468165 – 353.4364738 – www.prolocoscarperia.it
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Grosseto e provincia
DESCRIPTION:Fino al 17 gennaio 2027\nUna storia alle soglie dell’Anno Mille. Il gioiello e la sepoltura di Montieri\nUna narrazione intrigante sta alla base di questa mostra che Massa Marittima ci presenta nel Museo di San Pietro all’Orto. Protagonista è un prezioso gioiello dell’Alto Medioevo\, una spilla di grandi dimensioni che le persone altolocate usavano per chiudere mantelli o vesti: la forma è a disco in oro\, decorata con granato\, smalto\, filigrana\, ametiste e perle di vetro opaco. Un oggetto di altissimo lusso\, raro nel panorama europeo e ancora più prezioso perché rinvenuto in un contesto archeologico ben documentato: gli scavi diretti da Giovanna Bianchi (UniSiena\, coordinatrice scientifica anche della mostra) in località Canonica\, a pochi chilometri da Montieri. Qui sono stati portati alla luce sia i ruderi di un complesso religioso con al centro una chiesetta costruita tra la fine del X e i primi decenni dell’XI secolo\, sia la sepoltura di un individuo i cui resti\, dopo approfonditi studi antropologici\, sono stati identificati come quelli di un eremita\, probabilmente molto venerato e sulla cui tomba fu eretta la chiesa. La spilla sarebbe proprio il dono augurale sepolto durante il rito di fondazione del luogo di culto\, un edificio altrimenti scomparso dai documenti storici e costruito con una particolare tipologia architettonica a pianta centrale con sei absidi\, frequente in Croazia ma unica in Italia. La mostra ci racconta con resti\, oggetti\, documenti\, video e ricostruzioni 3D questa scoperta sorprendente e ci permette anche di approfondire le vicende e i legami del territorio delle Colline Metallifere nel suo momento di massimo fulgore. \nOrario: tutti i giorni 9.30-13 e 14.30-18. \nMuseo di San Pietro all’Orto – Corso Diaz\, 36 – Massa Marittima \nInfo: 0566.906525 – www.museidimaremma.it
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Livorno e provincia
DESCRIPTION:Fino all’1 novembre\n50 Years of Creations\nAll’Isola d’Elba un progetto espositivo di Andrea Roggi festeggia i cinquant’anni di attività artistica dello scultore e la fine dei lavori di restauro dei giardini delle Residenze Napoleoniche: un percorso che si snoda tra la Palazzina dei Mulini. Villa San Martino e il Molo Elba di Portoferraio\, proponendo un dialogo originale tra arte contemporanea\, storia e paesaggio. L’antologica offre l’occasione per rileggere l’evoluzione della ricerca di Roggi\, dagli esordi degli anni Ottanta fino alle opere più recenti. Al centro della sua poetica si ritrovano temi che attraversano l’intero percorso dell’artista: il rapporto tra uomo e natura\, il simbolo dell’Albero della Vita\, l’idea di crescita\, rinascita e connessione tra le generazioni. Nel corso dei decenni Roggi ha sviluppato un linguaggio immediatamente riconoscibile\, caratterizzato da figure umane che si fondono con elementi vegetali\, arrivando a elaborare la fusione dinamica\, procedimento che consente alle sue sculture monumentali di svilupparsi nello spazio attraverso equilibri complessi e forme sospese. La mostra all’Isola d’Elba non si presenta come una semplice antologica\, ma come un racconto che mette in relazione opere\, luoghi e memoria. Le sculture dialogano infatti con gli spazi legati alla presenza napoleonica sull’isola\, costruendo un percorso che attraversa architetture storiche\, scorci affacciati sul mare e luoghi simbolici della città di Portoferraio. \nOrario: tutti i giorni 9-13\, lunedì e giovedì 14-18.30\, chiuso martedì. \nPalazzina dei Mulini – Salita Napoleone – Portoferraio \nOrario: tutti i giorni 9-13.30 e 14-18.30\, chiuso lunedì. \nVilla di San Martino – Via di San Martino – Portoferraio \nInfo: 0565.915846 – 0565.914688 – www.museiarcipelago.it \n\nFino al 13 dicembre\nVoltolino Fontani – Il viandante della pittura\nNelle sale espositive di Fondazione Livorno è tornata visibile dopo la pausa estiva la mostra antologica dedicata a Voltolino Fontani (1920-1976)\, uno degli artisti più originali e inquieti del Novecento livornese\, nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa. Curata da Giorgio Bacci\, la mostra propone oltre 100 opere e accompagna il visitatore attraverso le diverse stagioni della ricerca di Fontani\, pittore che\, pur molto legato alla sua città\, non si lasciò mai coinvolgere dal peso opprimente della tradizione di stampo post-macchiaiolo. Il percorso parte dagli esordi\, segnati dal Simbolismo e da una forte tensione interiore\, e prosegue negli anni della guerra e del dopoguerra\, fino alla fondazione dell’EAISMO nel 1948 e alle successive sperimentazioni astratte e nucleari. Il percorso\, che rilegge in maniera complessiva la figura dell’artista\, si caratterizza per la varietà della sua produzione\, dalle nature morte ai paesaggi livornesi\, dalle figure femminili alla pittura di carattere religioso. Ma la mostra\, inaugurata lo scorso 8 maggio\, va oltre gli spazi di Fondazione Livorno\, ‘diffondendosi’ anche in luoghi come la Chiesa di San Giovanni Gualberto alla Valle Benedetta\, che custodisce ‘La Traslazione di Cristo e San Francesco’. Sono in programma visite guidate dal lunedì al venerdì su appuntamento e visite per le scuole. \nOrario: ogni sabato e domenica 15.30-19.30. \nFondazione Livorno – Piazza Grande\, 23 – Livorno \nInfo: 0586.826111 – 339.8289470 – www.fondazionelivorno.it \n\nFino al 4 marzo 2027\nCarlo Böcklin: il segreto di Pan dal BOSCO SACRO alle rive del Tirreno\nLa Pinacoteca Comunale di Collesalvetti ospita una mostra curata da Francesca Cagianelli\, Emanuele Bardazzi e Andrea Muzzi. La rassegna costituisce una suggestiva novità nel panorama degli studi simbolisti\, accendendo finalmente i riflettori sulla mai indagata personalità artistica di Carlo Böcklin (1870-1934)\, figlio del grande maestro svizzero Arnold. A lungo confinato all’ombra del ‘circolo magico’ dell’atelier paterno\, il giovane Böcklin svela in questo allestimento la sua cifra espressiva attraverso un itinerario di circa 100 opere tra dipinti\, acquerelli\, disegni\, incisioni e illustrazioni. Tra queste\, oltre 60 rappresentano straordinarie testimonianze del tutto inedite provenienti direttamente dalla collezione degli eredi\, affiancate da capolavori dell’arte italiana ed europea che testimoniano la profonda fortuna del mito böckliniano tra l’Italia e la Mitteleuropa. Per la prima volta è esposta una selezione dell’importante fondo di grafica (disegni e acquerelli) conservato al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi: un corpus di circa 134 fra disegni e acquerelli di Carlo\, donato nel 1938 da Nadia von Gringmuth. In mostra anche un’altra opera di grande importanza: il dipinto ‘Tritone e nereide’\, acquistato da Gonnelli dai discendenti della famiglia Böcklin\, che presenta caratteristiche analoghe a quelle della versione del 1901 de ‘L’isola dei morti’\, da alcuni ritenuta la sesta variante del celebre capolavoro: reca la doppia firma “A. Böcklin invenit” e “Carlo Böcklin fecit 1901”. \nIngresso gratuito. Orario: giovedì\, sabato e domenica 15.30-18.30\, chiuso gli altri giorni. \nPinacoteca Civica ‘Carlo Servolini’ – Complesso di Villa Carmignani – Via Garibaldi\, 79 – Collesalvetti \nInfo: 0586.980227 – 392.6025703 – pinacoteca@comune.collesalvetti.li.it \n\n24 ottobre – 24 novembre\nLa città liquida\nProgetto finale del primo ciclo di residenza artistica ‘OFF-SITE’ dedicato a sedici giovani artiste e artisti\, curatrici e curatori tra i 18 e i 35 anni. L’iniziativa\, realizzata grazie al Fondo Sociale Europeo+ della Regione Toscana\, coinvolge un vasto partenariato territoriale di cui è capofila la Fondazione d’arte Trossi-Uberti. Il primo ciclo di residenza ha sfidato i borsisti a guardare Livorno come “città d’acqua e di pietra”\, a indagare la relazione tra le sue aree di water-front storiche e contemporanee\, calate in un sistema urbano complesso\, stratificato e non sempre armonicamente integrato. All’interno di questo macro-tema\, i curatori hanno sviluppato due sezioni di mostra\, ‘Sotto pelle’ a cura di Giulia Botteri e ‘Volevo portarti dei fiori\, ma non ho avuto tempo’ a cura di Danio Ruffini. L’immersione nel tessuto culturale cittadino\, e la conseguente restituzione finale alla comunità\, sono gli aspetti fondanti della mostra finale: due prospettive autonome che trovano punti di risonanza in un’unica armonia. Attraverso sei opere site-specific\, il contesto cittadino viene analizzato da due punti di vista differenti\, quello dell’immaginazione e quello del dono. ‘Sotto pelle’ coinvolge le artiste Annamaria Alessio\, Vittoria Brugali\, Carolina Tucci e gli spazi Museo della Città di Livorno\, Cappella di San Francesco in Fortezza Vecchia\, Cantina del Comitato Coppa Barontini. ‘Volevo portati dei fiori’ coinvolge gli artisti Selene Bertagnini\, Andrea Gaeta\, Caterina Mainardis e gli spazi Pescheria Nuova\, Museo della Città di Livorno\, Chiesa di Santa Caterina. \nOrario: tutti i giorni 10-19\, chiuso lunedì. \nMuseo della Città di Livorno – Polo Culturale Bottini dell’Olio – Piazza del Luogo Pio – Livorno \nInfo: 0586.824551 – 0586.492184 – www.museodellacittalivorno.it \n\n1 novembre – 10 gennaio 2027\nPinocchio – Le avventure visive di un burattino\nAnche il Museo della Città di Livorno rende omaggio al bicentenario della nascita di Carlo ‘Collodi’ Lorenzini con una mostra che ci offre uno straordinario spaccato della evoluzione iconografica e delle molteplici rappresentazioni artistiche del burattino più famoso al mondo. L’esposizione è realizzata dal Comune di Livorno insieme ad Aliarte A.p.s.\, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Carrara. L’allestimento si svolge su due livelli paralleli. Da una parte riallaccia i fili tra la città di Livorno e l’autore tramite i binari della celebre ferrovia Leopolda\, protagonista del volume del 1856 “Un romanzo in vapore. Da Firenze a Livorno”\, dove un giovane Carlo Lorenzini descriveva con pungente ironia le origini della città labronica; dall’altra esplora il successo del capolavoro “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino” nell’ambito delle arti visive. Il percorso espositivo si basa sulle opere della Collezione Sergio Cereda\, proponendo un originale e articolato excursus della storia visiva del burattino: dal volume originale del 1883\, arricchito dalle figure di Enrico Mazzanti\, fino alle tavole e alle visioni di maestri quali Jacovitti e Roberto Innocenti\, affiancate da dipinti e sculture. E poi edizioni storiche delle Biblioteche civiche e produzioni di artisti quali Mario Madiai\, Ugo Nespolo\, Fabio Leonardi. Infine i lavori inediti realizzati dagli allievi della Scuola di Fumetto e Illustrazione dell’Accademia di Belle Arti di Carrara. \nOrario: dal martedì alla domenica 10-19\, chiuso lunedì. \nMuseo della Città di Livorno – Piazza del Luogo Pio – Livorno \nInfo: 0586.824551 – museodellacitta@comune.livorno.it
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Lucca e provincia
DESCRIPTION:Fino all’1 novembre\nTurandot. O divina bellezza! O sogno! O meraviglia!\nA cento anni dalla prima rappresentazione\, il Puccini Museum – Casa Natale dedica una mostra alla ‘Turandot’ di Giacomo Puccini. L’opera\, tra le più celebri del compositore\, restò senza finale alla morte del grande compositore lucchese (29 novembre 1924) e l’editore Ricordi ne affidò il completamento a Franco Alfano. Il debutto\, già programmato per l’aprile 1925\, fu rimandato al 25 aprile del 1926 con la direzione di Arturo Toscanini. L’allestimento racconta la complessa realizzazione del grandioso progetto lirico pucciniano con immagini d’epoca\, fotografie di scena\, cronache e rari documenti originali. Al centro dell’esposizione sono presentati i due straordinari costumi di Turandot per il primo e il secondo atto\, accompagnati dai gioielli di scena\, di proprietà del Museo del Tessuto\, rinvenuti pochi anni fa dopo decenni di oblio ed esposti finora solo a Prato. Questi straordinari costumi furono disegnati e realizzati dal costumista del Teatro alla Scala Luigi Sapelli (in arte Caramba)\, per la prima assoluta dell’opera e indossati da Rosa Raisa\, il primo soprano a interpretare il ruolo della ‘Principessa di gelo’. La mostra è a cura di Simonetta Bigongiari\, direttrice del Puccini Museum\, e di Daniela Degl’Innocenti\, conservatrice del Museo del Tessuto di Prato. \nOrario: tutti i giorni 9.30-19. \nPuccini Museum – Casa Natale – Corte di San Lorenzo\, 9 – Lucca \nInfo: 0583.584028 – www.puccinimuseum.org \n\nFino al 5 novembre\nOmaggio a Mario Marcucci\nIl Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi ospita una mostra in collaborazione con l’Associazione Amici di Mario Marcucci di Viareggio\, presieduta dal giornalista  Adolfo Lippi. Si offre al pubblico una selezione di opere\, fra cui alcuni inediti\, presenti nell’Archivio Marcucci le quali restituiscono l’incanto di un artista votato esclusivamente a una pittura (si parla della sua pittura come una sorta di ‘diario ininterrotto’) che nasce a contatto con ogni materiale\, anche il più povero e dimesso. La mostra intende perciò ricordare un artista\, Mario Marcucci\, molto importante nella storia dell’arte del Novecento\, creando un collegamento ideale tra il Museo Ugo Guidi e il Museo del Quarto Platano e invitando a visitare al Forte entrambi i musei per riscoprire questa figura trascurata della pittura italiana nel contesto unico della riviera versiliese. Marcucci\, dagli anni Venti agli anni Ottanta\, fino alla cecità\, ha sempre vissuto in modo appartato e isolato nonostante la sua partecipazione a grandi mostre e biennali d’arte\, circondato da amici e estimatori che furono protagonisti sia della letteratura (Montale\, Tobino\, Moravia\, Luzi\, Parronchi\, Cassola…)\, sia della storia dell’arte italiana (Roberto Longhi\, Ragghianti\, Arcangeli\, Roberto Tassi…)\, che da artisti (Carrà\, Rosai\, De Pisis…). \nIngresso libero. Orario: su appuntamento. \nMUG – Museo Ugo Guidi – Via Matteo Civitali\, 33 – Forte dei Marmi \nInfo pren.: 348.3020538 – museougoguidi@gmail.com – www.museougoguidi.it \n\nFino all’8 novembre\nRoberto Sambonet\nDopo Ettore Sottsass\, Andrea Branzi\, Marco Zanini e Santi Caleca\, lo spazio di Antonia Jannone prosegue il suo percorso espositivo attraverso lo sguardo di Sambonet\, designer premiato quattro volte con il Compasso d’Oro e artista dalla ricerca profondamente legata all’osservazione della realtà. Durante l’estate del 1984 Sambonet (Vercelli 1924 – Milano 1995) realizza a Ischia i 13 acquerelli\, che qui vengono presentati al pubblico per la prima volta: piante\, creature marine e onde che si infrangono sugli scogli. Come sempre\, la forma scaturisce dall’uso della luce e del colore\, che si fanno segno capace di rivelare la trama stessa del reale: cioè disegno. Agli acquerelli si affiancano due dipinti a olio\, nei quali il mare e i riflessi della luce sull’acqua diventano protagonisti\, entrambi realizzati in Grecia. La ricerca dell’artista si sviluppa tra l’apparente libertà del segno e la sistematicità del metodo: forme\, colori\, ombre e luci vengono osservati nelle loro variazioni\, attraverso ripetizioni e sequenze. Un approccio che accomuna la sua ricerca pittorica all’attività di designer\, nel continuo confronto tra intuizione e struttura. La mostra di Pietrasanta restituisce così un Mediterraneo osservato attraverso dettagli\, variazioni e frammenti. \nIngresso libero. Orario: dal martedì al venerdì 16-20\, sabato e domenica 10.30-13.30 e 16-20. \nAntonia Jannone Disegni di Architettura – Via del Marzocco\, 12 – Pietrasanta \nInfo: 329.8496801 – www.antoniajannone.it \n\nFino al 21 novembre\nKenya. Un viaggio unico. Due prospettive diverse\nA Viareggio lo storico Giannoni Caffè\, che si dedica da anni anche ad ospitare mostre fotografiche di artisti in prevalenza versiliesi – e quindi a valorizzare le eccellenze del territorio – ospita gli scatti di Marco Bergamini (classe 1978) e Luca Nori (classe 1973) realizzati durante un recente viaggio in Kenya. L’allestimento raccoglie 20 immagini in formato poster\, dieci per ciascun autore\, declinati tra colore e bianco e nero. L’esposizione non è solo il racconto visivo di un’avventura nel cuore dell’Africa\, ma la testimonianza di come una stessa realtà possa trasformarsi in due percorsi interiori e stilistici profondamente differenti. La luce che accarezza il silenzio da un lato\, la polvere rossa della savana che penetra nell’anima dall’altro. Due amici\, un’unica terra straordinaria e due sguardi d’autore che si intrecciano. \nIngresso libero. Orario: lunedì 8-15\, dal martedì al sabato 8-20\, chiuso domenica. \nGiannoni Caffè – Via Ugo Foscolo\, 46 – Viareggio \nInfo: 0584.633415 \n\n14 novembre – 10 gennaio 2027\nLO SPAZIO ESTESO\nSono ‘Percorsi d’arte negli anni Ottanta’ quelli che la Fondazione Ragghianti – ETS e la Fondazione Centro delle Arti Lucca ETS ci presentano in questo progetto espositivo curato da Paolo Bolpagni e Francesca Pola. La mostra\, divisa tra le sale della Fondazione Ragghianti e alcuni spazi del centro storico cittadino con installazioni ad hoc\, si propone di offrire un punto di vista inedito sull’arte europea degli anni Ottanta del XX secolo\, uno dei decenni più polimorfi e complessi della storia recente. Dedicata a un periodo comunemente associato al successo internazionale di movimenti neo-figurativi\, come la Transavanguardia italiana o il Neoespressionismo tedesco\, l’esposizione concentra l’attenzione su un’alternativa finora meno indagata: quella delle tendenze non-figurative e radicalmente aniconiche. Il percorso espositivo approfondisce così l’operato di alcuni tra i protagonisti più rappresentativi – appartenenti a generazioni diverse – del rinnovamento dell’arte europea del periodo. Tra questi figurano Carla Accardi\, Rodolfo Aricò\, Enrico Castellani\, Dadamaino\, Piero Dorazio\, Ettore Spalletti\, Niele Toroni\, David Tremlett\, Günter Umberg\, Elisabeth Vary\, Michel Verjux… Gli artisti selezionati\, ognuno con il proprio stile distintivo\, hanno contribuito a ridefinire la nozione stessa di arte attraverso la creazione di un’immagine-corpo\, che è insieme densità di processo e concretezza di pensiero\, e di un’immagine-spazio\, capace di dialogare direttamente con l’ambiente circostante\, riconfigurandolo. \nOrario: venerdì\, sabato\, domenica e festivi 10-19\, chiuso dal lunedì al giovedì e il 25 dicembre. \nFondazione Centro Studi sull’Arte ‘Licia e Carlo Ludovico Ragghianti’ – Complesso monumentale di San Micheletto – Via San Micheletto\, 3 – Lucca \nInfo: 0583.467205 – www.fondazioneragghianti.it
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Massa Carrara e provincia
DESCRIPTION:Fino al 10 gennaio 2027\n(Yours) in the undoing. *[Nel (tuo) disfare]\nIl mudaC|museo delle arti Carrara ospita una mostra collettiva di cinque artiste: Anna Multone\, Francesca Bernardini\, Selene Frosini\, Silvia Scaringella e Verena Mayer-Tasch\, fortemente legate al territorio e alla sua pietra\, la cui pratica contemporanea incentrata sul marmo\, converge attorno ai temi della trasformazione\, della coesistenza con il mondo naturale e del rinnovamento. Il progetto è il risultato del lavoro collettivo di un gruppo curatoriale che è stato sviluppato nell’ambito del Biennio Specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali di NABA – Nuova Accademia di Belle Arti\, Campus di Milano\, sotto la guida del docente Emanuele Guidi. In dialogo con la collezione permanente del museo\, la mostra si snoda attraverso la duplice accezione racchiusa nel suo titolo: il disfare come rovina\, ma anche come gesto di liberazione. Uno scomporre di strutture arcaiche che possa portare alla costruzione di nuove architetture di pensiero. Una mostra omaggio dunque a Carrara\, attraverso uno sguardo femminile che non è più solo cura ma anche rottura\, ferita su cui interrogarci e da cui ripartire. \nOrario: dal martedì alla domenica 9.30-12.30 e 15-18. \nmudaC|museo delle arti di Carrara – Via Canal del Rio\, 1 – Carrara \nInfo: 0585.779681 – mudac@comune.carrara.ms.it
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Pisa e provincia
DESCRIPTION:Fino al 7 novembre\n80 Years of an Icon – The Exhibition\nDopo la tappa al Vespa Village del Foro Italico di Roma\, approda al Museo Piaggio di Pontedera questa mostra curata da Giacomo Bretzel che celebra gli 80 anni della Vespa. Il percorso espositivo rilegge otto decenni di storia\, di evoluzioni del costume e della società. Un percorso segnato da immagini che raccontano non soltanto l’evoluzione di un veicolo divenuto icona globale dell’eleganza e della tecnologia italiane: mezzo di trasporto e strumento di libertà\, compagna di viaggio e icona di stile\, protagonista di avventure straordinarie e simbolo di un modo di vivere che continua a parlare a persone di età e culture diverse. Dalle strade delle città europee ai grandi raid intercontinentali\, dai set cinematografici alle copertine delle riviste\, Vespa emerge come uno degli oggetti più riconoscibili e influenti della cultura visiva contemporanea. Il percorso espositivo riunisce immagini provenienti da alcuni dei più importanti archivi italiani e internazionali\, a partire dall’Archivio Storico Piaggio di Pontedera. Le immagini di grandi fotografi dialogano con gli scatti realizzati da Bretzel\, dando vita a un racconto corale che attraversa continenti\, linguaggi visivi e generazioni. Trentotto gli autori degli scatti\, fra cui Fosco Maraini. \nOrario: tutti i giorni 9.30-13 e 14-17.30\, chiuso domenica e lunedì. \nMuseo Piaggio – Viale Rinaldo Piaggio\, 7 – Pontedera \nInfo: 0587 27171 – www.museopiaggio.it \n\nFino all’8 novembre\nPiero Macola. Paesaggi di vita\nLa mostra grafica della primavera di Palazzo Blu\, curata da Giorgio Bacci\, è dedicata a uno dei protagonisti più rilevanti del fumetto d’autore contemporaneo: Piero Macola\, artista che utilizza il fumetto come dispositivo critico per leggere le fratture della contemporaneità\, dalle memorie postcoloniali alla marginalità sociale\, fino alle derive distopiche. L’allestimento offre al pubblico un’immersione nel lavoro dell’artista attraverso una selezione di tavole originali\, bozzetti e materiali preparatori che raccontano oltre vent’anni di ricerca visiva e narrativa. Macola\, formatosi a Bruxelles\, all’Istituto Saint-Luc\, e affermatosi a livello internazionale\, ha costruito un linguaggio distintivo che intreccia documentazione\, esperienza diretta e immaginazione. Il percorso espositivo attraversa alcune delle opere più significative dell’autore. ‘Le Tirailleur’ (2014)\, dedicato alla memoria postcoloniale; ‘Gli indesiderati’ (2019)\, ambientato lungo il Po e dedicato al tema del caporalato che colpisce i lavoratori stranieri; ‘Lagune’ (2023)\, distopia veneziana in cui la città si trasforma in uno scenario inquietante\, specchio delle tensioni contemporanee legate alle migrazioni e ai confini; fino a ‘La Vallée heureuse’ (2026)\, che viene presentato a Pisa in anteprima assoluta: un’opera a cui Macola sta ancora lavorando di cui vengono presentate alcune tavole in anteprima assoluta. \nOrario: dal martedì al venerdì 10-19\, sabato\, domenica e festivi 10-20. \nPalazzo Blu – Lungarno Gambacorti – Pisa \nInfo: 050.2204611 – www.palazzoblu.it \n\n14 ottobre – 7 marzo 2027\nEdward Hopper\nApproda a Palazzo Blu una grande mostra internazionale dedicata a Edward Hopper (New York\, 1882-1967)\, tra i più importanti artisti americani del Novecento\, la cui opera ha profondamente influenzato la rappresentazione della modernità e dell’esperienza urbana nell’arte contemporanea. Curata da Kim Conaty e organizzata dal Whitney Museum of American Art di New York con MondoMostre\, l’esposizione ripercorre l’intera carriera dell’artista attraverso i luoghi che hanno segnato la sua formazione e il suo immaginario: New York\, Parigi\, il New England. Il progetto riunisce oltre 150 opere tra dipinti a olio\, disegni\, acqueforti\, acquerelli e altri lavori che abbracciano l’intera carriera di Hopper\, provenienti dalle collezioni del Whitney Museum of American Art. L’allestimento comprende inoltre opere comparative di artisti suoi contemporanei e si arricchisce di materiali provenienti dal Sanborn Hopper Archive\, acquisito dal museo circa dieci anni fa\, che comprende documenti\, corrispondenze\, fotografie\, diari ed ephemera stampati\, offrendo nuove prospettive sulla vita e sul processo creativo dell’artista. Il percorso espositivo è articolato in cinque sezioni: ‘Gli esordi’\, ‘Parigi’\, ‘New York’\, ‘New England’ e ‘Jo ed Edward’\, che raccontano l’inizio della carriera dell’artista\, il soggiorno a Parigi\, il rapporto con New York\, le esperienze nel New England tra Gloucester\, il Maine e Cape Cod\, e il ruolo centrale della relazione tra Edward e la moglie Jo Hopper (musa e custode della sua memoria) nella vita e nell’opera. \nOrario: tutti i giorni 10-19\, sabato\, domenica e festivi 10-20. \nPalazzo Blu – Lungarno Gambacorti\, 9 – Pisa \nInfo: 050.916950 – www.palazzoblu.it
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SUMMARY:Le Mostre a Pistoia e provincia
DESCRIPTION:Fino al 29 ottobre\nParole di peso\nLa parola scritta diventa immagine\, segno\, materia grazie alla mostra grafica di Rossana Loperfido (Noci\, 1992) che viene ospitata negli spazi dell’ArtCorner della Biblioteca San Giorgio. Il progetto nasce da una domanda: può il design della comunicazione restituire il peso emotivo e psicologico di un testo letterario senza trasformarsi in una semplice didascalia? I testi di autori come Franz Kafka\, Italo Calvino e Mary Shelley vengono scomposti\, selezionati e amplificati attraverso una ricerca grafica costruita sull’esasperazione dei contrasti tipografici e cromatici. L’identità visiva è basata su bianco sporco\, nero antracite e rosso fuoco. Con una grammatica visiva d’avanguardia ispirata a maestri come Bruno Munari\, El Lissitzky e Barbara Kruger\, la tipografia cessa di essere puro veicolo di informazioni per trasformarsi in un vero e proprio ‘attivatore’ emotivo e spaziale. Il risultato è un percorso immersivo e tattile articolato in tre momenti. Il primo è quello dell’ArtBox\, composto da tre moduli coordinati che introducono il pubblico alla grammatica visiva della mostra. Il secondo porta invece dentro il processo creativo\, attraverso le ArtTeche\, dove incisioni in punta secca\, schizzi\, collage e la manipolazione dei Leporelli permettono di osservare il lavoro preparatorio. Il percorso approda infine all’ArtCorner\, dove sono allestiti sei grandi manifesti. Qui la parola raggiunge la massima dimensione e supera i confini della pagina per trasformarsi in segno\, superficie e struttura spaziale. \nIngresso libero. Orario: dal martedì al sabato 9-19\, lunedì 14-19\, chiuso la domenica. \nBiblioteca San Giorgio – Via Sandro Pertini\, 340 – Pistoia \nInfo: 0573.371600 – www.sangiorgio.comune.pistoia.it \n\nFino al 6 dicembre\nSanto Francesco – 800 anni di presenza\nAlla Fondazione Poma Liberatutti di Pescia una kermesse dedicata al santo di Assisi nella ricorrenza degli ottocento anni dalla sua morte: una mostra ed una serie di iniziative che\, tra arte\, fotografia\, musica\, visite e incontri\, rendono omaggio a una figura che continua ad essere presente nella cultura del nostro paese. Il progetto prende spunto dal particolare legame di Pescia con Francesco: proprio di fronte alla Fondazione\, nella Chiesa di San Francesco\, è infatti conservata la straordinaria Tavola di Bonaventura Berlinghieri\, datata 1235 e considerata il più antico dipinto raffigurante il Santo. Il percorso espositivo si sviluppa sui due piani della Fondazione. Il piano terra ospita una mostra fotografica di Serena Gallorini\, Alessandro Mariani\, Esther May e Giovanni Savino\, quattro autori con formazioni e percorsi molto diversi\, chiamati a confrontarsi con le suggestioni francescane (spunti d’indagine forniti dalla Fondazione POMA) per riscoprire la regola francescana e il percorso mistico e spirituale di Francesco. Opere che spaziano dal ritratto alla fotografia concettuale\, dalla sperimentazione digitale alla documentazione della realtà\, offrendo plurimi modi di osservare e interpretare il tema. Al primo piano il percorso conduce invece ad Assisi\, attraverso quattordici cartoni preparatori realizzati da Romano Stefanelli\, allievo di Annigoni\, per gli affreschi delle ‘Storie di San Francesco’ dell’ex Cappella delle Reliquie del Sacro Convento\, oggi Cappella di San Bonaventura. \nIngresso libero. Orario: dal mercoledì al sabato 10-12.30 e 17.30-22\, la domenica 10-12 e 17.30-22. \nPoma Libera Tutti – Piazza San Francesco\, 12 – Pescia \nInfo: 0572.1770011 – www.pomaliberatutti.it \n\nFino al 31 dicembre\nATTO 400\n‘Da Pistoia a Parigi: diplomatico per vocazione\, cantante per forza. Atto Melani (1626-1714) alla Biblioteca Forteguerriana’ è il sottotitolo di questa mostra allestita nella Sala Gatteschi della Forteguerriana che celebra il quattrocentesimo anniversario della nascita di un illustre concittadino\, Atto Melani\, straordinaria figura di compositore\, cantante e diplomatico. Curata da Rita Monaldi\, Francesco Sorti\, Theodora Maria Sorti e Gianni Pittiglio\, l’esposizione attinge da materiale conservato in Forteguerriana nei fondi documentali di Ferdinando Martini e Alberto Chiappelli ed è accompagnata da una serie di pannelli che mostrano documenti conservati in altri istituti come le biblioteche Nazionale e Marucelliana di Firenze\, l’Archivio di Stato di Pistoia e la Labronica di Livorno\, città che nei mesi scorsi hanno già reso omaggio a Melani con mostre e convegni. Atto Melani\, nato a Pistoia nel 1626\, fu un personaggio complesso e sorprendente. Figlio del campanaro della Cattedrale di Pistoia\, che lo fece castrare come gli altri fratelli e lo avviò alla carriera musicale\, divenne un cantante noto oltre i confini pistoiesi. Acclamato nelle principali corti europee come stella della musica barocca\, utilizzò i propri viaggi e le proprie esibizioni come occasioni per raccogliere informazioni e trasmettere messaggi\, diventando così uomo di fiducia di personaggi potenti e protagonista occulto dell’Europa dell’epoca. \nIngresso libero. Orario: lunedì\, mercoledì e venerdì 9-13.30; martedì e giovedì 9-13.30 e 15-17.30. \nBiblioteca Forteguerriana – Piazza della Sapienza\, 5 – Pistoia \nInfo: 0573.371452 – www.forteguerriana.comune.pistoia.it \n\nFino al 31 gennaio 2027\nHans Kollhoff: architettura linguaggio del corpo\nUn progetto culturale unico che mette in dialogo l’architettura del maestro tedesco Hans Kollhoff (classe 1946)\, la storia urbana di Pescia e le sculture di Libero Andreotti. Un dialogo voluto dallo stesso Kollhoff\, che ha scelto di celebrare così anche i suoi 50 anni di carriera a Pescia\, sua dimora d’adozione. Non una semplice mostra\, ma una riflessione profonda sul processo creativo dell’architettura: dal gesto del disegno alla materia\, dalla forza di gravità al rapporto intimo con il corpo e con la città. La mostra\, ospitata a Pescia dal museo Libero Andreotti\, presenta i progetti definitivi e le visualizzazioni che trasmettono il carattere degli edifici realizzati e nati in oltre cinquant’anni di ricerca nello studio berlinese di Kollhoff in collaborazione con la sua partner\, l’architetta Helga Timmermann. I materiali esposti presentano le ricerche architettoniche di cinquant’anni: progetti\, disegni e rendering di studi che hanno portato alla realizzazione di importanti aree urbanistiche ma anche edifici per uffici\, commerciali e residenziali\, case unifamiliari ed edifici pubblici di rilievo. “Abbiamo voluto accostare i modelli del nostro studio berlinese – afferma Kollhoff – con i modelli di Andreotti realizzati nei materiali più diversi come gesso\, legno\, bronzo e questo dialogo per noi architetti è molto interessante perché offre una proiezione materica della nostra idea e della nostra sensibilità e aiuta a comprendere la natura del nostro lavoro progettuale”. \nOrario: giovedì\, venerdì\, sabato e domenica 10-13 e 15-18\, chiuso lunedì\, martedì e mercoledì. \nMuseo Libero Andreotti – Piazza del Palagio – Palazzo del Podestà – Pescia \nInfo: 0572.492257 – 333.4913666 – cultura@comune.pescia.pt.it \n\nFino al 14 febbraio 2027\nIn Visita – Carol Rama\nA Palazzo de’ Rossi torna ‘In Visita’\, il progetto di Fondazione Pistoia Musei che propone approfondimenti dedicati ad autrici e autori contemporanei accostando una o più loro opere alle Collezioni del Novecento del Palazzo. Questa quinta edizione è dedicata a Carol Rama (Torino\, 1918-2015)\, artista tra le più indipendenti e provocatorie del Novecento\, riconosciuta a livello internazionale per la sua ricerca autonoma e radicale su temi quali il corpo\, il desiderio\, la malattia e l’identità\, anticipando molte delle questioni centrali dell’arte contemporanea. Il progetto\, curato da Monica Preti\, direttrice generale di Fondazione Pistoia Musei\, e Annamaria Iacuzzi\, conservatrice delle collezioni del Novecento\, con la collaborazione dell’Archivio Carol Rama\, presenta sette opere dell’artista torinese\, provenienti dalle Collezioni Gallerie d’Italia – Intesa Sanpaolo e da una collezione privata. Si tratta di una serie di dipinti rappresentativi dell’evoluzione creativa di Carol Rama\, realizzati negli anni Cinquanta e Settanta. Opere che consentono un approfondimento su fasi meno note del percorso dell’artista: dal periodo di adesione all’astrazione con il Movimento Arte Concreta (MAC) degli anni ’50\, allo sviluppo di una originale poetica informale con i ‘Bricolages’ nei ’60; dalle sperimentazioni con le camere d’aria di bicicletta nelle ‘Gomme’ della serie ‘Luoghi e segno’\, ai lavori con filo cucito su stoffa dei ‘diagrammi’ nei primi anni ’70. \nOrario: tutti i giorni 10-20. \nPalazzo de’ Rossi – Via de’ Rossi\, 26 – Pistoia \nInfo: 0573.974267 – www.pistoiamusei.it \n\nFino al 7 maggio 2027\nGiotto era il nonno di Banksy. Siamo al mondo per lasciare un segno\nUna grande mostra di street art a cura di Bruno Ialuna è ospitata al Mo.C.A.\, lo spazio dedicato all’arte contemporanea del Comune di Montecatini Terme: un viaggio immersivo che attraversa oltre 60.000 anni di storia\, mettendo in relazione le prime forme di espressione umana con i linguaggi visivi che oggi abitano le città di tutto il mondo. L’esposizione si sviluppa in più sezioni\, costruite come ambienti narrativi. Il cuore del percorso è dedicato alla nascita del writing nella New York degli anni ’60\, ’70 e ’80\, dai pionieri TAKI 183\, Jec*\, Riff170\, Snake1 fino a protagonisti fondamentali come Quik\, Iz The Wiz\, Lady Pink\, Toxic\, Delta2\, Sar e Zephyr\, in una scenografia immersiva\, firmata dal Maestro della cartapesta Jacopo Allegrucci\, che ricostruisce l’impatto visivo della metropolitana newyorkese. Il percorso si amplia poi alla dimensione internazionale del fenomeno\, tra Parigi\, Zurigo\, Santiago del Cile e Amsterdam. Un focus specifico è dedicato alla scena di Bristol\, con figure come Robert Del Naja e Nick Walker\, fino all’affermazione di Banksy\, che ha contribuito a ridefinire il ruolo e la percezione pubblica della street art in Europa. Una sezione centrale racconta il passaggio decisivo degli anni Ottanta\, quando l’arte urbana entra nei circuiti istituzionali\, conquistando gallerie e musei. Spazio anche alle connessioni tra arte urbana\, musica e cinema\, e a materiali legati alla cultura hip hop\, tra vinili\, fotografie e testimonianze d’epoca. \nIngresso libero. Orario: da martedì a venerdì 10-12\, sabato\, domenica e festivi 10.30-12.30 e 16-19\, chiuso lunedì. \nMo.C.A. (Montecatini Terme Contemporary Art) – Viale Giuseppe Verdi 46 – Montecatini Terme \nInfo: 366.7529702 – www.mocamontecatini.it \n\n28 novembre – 21 febbraio 2027\nUna scena\, tre direzioni. Barni\, Buscioni\, Ruffi dalla donazione Carlo Palli\nEntra nel patrimonio di Fondazione Caript e diventa un bene a disposizione della comunità la raccolta di arte costruita dal collezionista e gallerista Carlo Palli nel corso di una vita\, nata attraverso incontri\, amicizie\, intuizioni e una passione costante per l’arte contemporanea. Una donazione che assume un significato particolare per Pistoia\, perché comprende un importante nucleo di opere di tre artisti profondamente legati alla città e alla sua storia culturale: Roberto Barni (Pistoia\, 1939)\, Umberto Buscioni (Pistoia\, 1931-2019) e Gianni Ruffi (Firenze\, 1938). Negli anni Sessanta\, i tre furono protagonisti della Scuola di Pistoia\, una delle esperienze più originali della Pop Art italiana\, che contribuì a dare alla città un ruolo nel panorama artistico nazionale. Da questa origine condivisa\, il percorso segue il progressivo definirsi di linguaggi sempre più autonomi. La donazione comprende oltre cento opere\, documenti e pubblicazioni raccolti da Palli nel corso della sua lunga attività di collezionista. Fondazione Caript ne assicurerà la conservazione\, la catalogazione e la valorizzazione\, anche attraverso Fondazione Pistoia Musei\, con l’obiettivo di renderli accessibili agli studiosi e di destinarli nel tempo alla fruizione pubblica. L’esposizione\, promossa e organizzata da Fondazione Caript e Pistoia Musei\, è curata da Monica Preti\, direttrice generale di Fondazione Pistoia Musei\, con la collaborazione di Annamaria Iacuzzi. \nIngresso gratuito. Orario: dal mercoledì alla domenica\, dalle 10 alle 19. \nPalazzo Buontalenti – Via de’ Rossi\, 7 – Pistoia \nInfo: 0573 974267 – www.pistoiamusei.it
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Prato e provincia
DESCRIPTION:Fino all’1 novembre\nROTTE\n‘Arte di rottura dalla donazione Carlo Palli’ è il sottotitolo di questa esposizione curata da Stefano Pezzato per il Centro Pecci. La mostra presenta un percorso selezionato fra le centinaia di opere donate nel 2025 al Centro Pecci da Carlo Palli. La donazione\, che segue quella del 2006 ed è una delle maggiori effettuate da un soggetto privato a un’istituzione italiana d’arte contemporanea\, costituisce un importante arricchimento culturale e materiale per il Centro Pecci e per l’intera città di Prato. Il progetto intende testimoniare la passione di Carlo Palli per l’arte contemporanea tracciando le ‘rotte’ predilette dal collezionista pratese\, dedicate soprattutto a pratiche di rottura\, controcorrente e fuori dalle regole. Il percorso attraversa la rivoluzione poetica del Gruppo 70\, la vivacità del movimento Fluxus\, le appropriazioni e rielaborazioni del Nouveau Réalisme\, la fascinazione degli artisti per gli oggetti\, gli sviluppi di pratiche come scrittura e pittura\, l’innovazione di forme processuali e concettuali\, fino all’affermazione dell’immaginario femminile nelle neoavanguardie. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nCentro per l’Arte Contemporanea ‘Luigi Pecci’ – Viale della Repubblica\, 277 – Prato \nInfo: 0574.5317 – www.centropecci.it \n\nFino all’1 novembre\nLa rivoluzione siamo noi\nLa Project Room del Centro Pecci presenta per la prima volta in un museo d’arte contemporanea il progetto ‘Mamma Mia Museum’ a cura di Serena Becagli\, curatrice e caregiver. Nato nel 2020 sui social media\, il percorso documenta\, attraverso scatti fotografici curiosi accostamenti o spostamenti di oggetti quotidiani messi in atto dalla madre\, Antonella Napoli\, persona con demenza: non a caso la mostra si è inaugurata a settembre\, mese dedicato all’Alzheimer. È il potere trasformativo dell’arte e dei suoi linguaggi conosciuti dalla figlia a permettere di vedere potenziali installazioni artistiche nell’apparente ‘errore’ della madre. I titoli delle fotografie rendono esplicite le citazioni o allusioni all’arte contemporanea. La mostra al Centro Pecci presenta 25 scatti fotografici\, di cui 4 inediti\, video-frammenti e alcuni scatti di backstage\, ovvero fotografie che documentano la visita a mostre e musei\, spazi di libertà per tutti i corpi e le menti che li attraversano. Tra questi ultimi\, un’immagine della madre dell’autrice in visita al Centro Pecci con alle spalle l’opera ‘La rivoluzione siamo noi’ dell’artista Joseph Beuys\, che dà il titolo alla mostra. \nOrario: tutti i giorni 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nCentro per l’arte contemporanea ‘Luigi Pecci’ – Viale della Repubblica\, 277 – Prato \nInfo: 0574.531915 – www.centropecci.it \n\nFino all’8 novembre\nCARTOLINE\nMostra conclusiva del primo ciclo di ‘Supertoscana’\, programma di residenze dedicato ad artiste e artisti\, curatrici e curatori under 36\, promosso dal Centro per l’arte contemporanea ‘Luigi Pecci’ di Prato e sostenuto dalla Regione Toscana attraverso il programma FSE+ 2021-2027 per il sostegno all’occupazione nei beni culturali e nell’arte contemporanea. Il progetto guarda al territorio toscano come ai due lati di una cartolina: da un lato vedute scelte per una rappresentazione ufficiale\, patinata e stereotipata; sul retro i racconti\, i ricordi e le contraddizioni delle esperienze di chi quei luoghi li attraversa. Il paesaggio si rivela così terreno di tensioni\, tra tutela e sfruttamento\, memoria individuale e narrazione ufficiale. Le opere d’arte e gli interventi curatoriali presentati in CARTOLINE seguono alcune di queste strade e compongono una polifonia di voci e di sguardi\, esito dei mesi trascorsi dai partecipanti ‘in residenza’ in diversi luoghi della Toscana e a contatto con comunità distanti per storia\, persone e geografia. Il primo ciclo di ‘Supertoscana’ ha coinvolto\, oltre al Centro Pecci\, B.A.Co. (Baratti)\, Fondazione Magazzini Generali 48° 50° (Livorno) e Siena Art Institute Onlus – SART (Siena). \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nCentro per l’Arte contemporanea ‘Luigi Pecci’ – Viale della Repubblica\, 277 – Prato \nInfo: 0574.5317 – www.centropecci.it \n\nFino al 7 gennaio 2027\nMateria “lucida e ordinata”: Francesco Somaini nel centenario\nIn occasione del centenario della nascita di Francesco Somaini\, la Galleria Open Art di Prato presenta una mostra antologica inserita nel calendario delle iniziative dedicate\, nel corso dell’anno\, alla celebrazione della figura e del ruolo centrale dell’artista nell’arte italiana del Novecento. Attraverso oltre venti sculture selezionate\, alcune delle quali di grande formato\, affiancate da un nucleo di disegni\, il percorso espositivo ripercorre l’intera vicenda creativa di uno dei principali scultori italiani del XX secolo\, dai primi anni Cinquanta fino alle ultimissime realizzazioni agli albori del nuovo millennio. Nato a Lomazzo (CO) nel 1926 e scomparso a Como nel 2005\, Somaini si distingue fin dalla giovinezza per l’alto profilo della sua formazione. Agli anni di apprendistato accanto a Pietro Clerici e al filosofo Franco Ciliberti seguono il determinante incontro con Meret Oppenheim e gli studi all’Accademia di Brera\, sotto la guida di Giacomo Manzù. La mostra di Prato vede la presenza di alcuni capolavori assoluti dell’artista\, tra i quali la monumentale ‘Grande Ordalìa’ del 1963\, opera fondamentale nel suo percorso\, capace di riassumere e restituire la complessità della sua intera carriera\, ma anche il ‘Grande Martirio Piagato (II versione)’\, opera sorella di quella presente al MoMA di New York. \nIngresso libero. Orario: da lunedì a venerdì 14-19.30\, sabato 10.30-12.30 e 15-19.30\, chiuso domenica e festivi. \nGalleria Open Art – Viale della Repubblica\, 24 – Prato \nInfo: 0574.538003 – www.openart.it \n\nFino al 10 gennaio 2027\nLorenza Longhi. Villa Delizia\nIl Centro ‘Pecci’ di Prato presenta la prima mostra personale di Lorenza Longhi (Lecco\, 1991) in un’istituzione italiana. L’opera di Longhi esplora la costruzione del desiderio e la circolazione degli oggetti nella società contemporanea. L’artista osserva il quotidiano e attraverso beni di consumo – arredi di design\, tessuti\, passamanerie – smaschera le modalità con cui gli oggetti vengono mostrati e consumati. Le opere spesso giocano con l’ornamento\, il kitsch\, il glam… e mettono in scena i codici del gusto collettivo\, con l’obiettivo di mostrare le forme del desiderio e\, al contempo\, renderle ambigue\, aprendo uno spazio di consapevolezza. Nella sua pratica\, Longhi ricorre al fai-da-te: giustappone materiali trovati o utilizza una serigrafia senza matrice\, applicando stencil e frammenti di recupero direttamente sulla superficie di stampa. L’artista dà nuova vita ai materiali\, includendo nel suo linguaggio errori\, incidenti e variazioni impreviste\, con una presa di distanza dalla retorica dell’efficienza. Allestita nell’Ala Nio\, la mostra trasforma lo spazio espositivo\, intervenendo su alcuni elementi architettonici come le finestre circolari del soffitto e i divani storici del Centro Pecci. Passamanerie\, sedute\, cuscini\, un portale e alcune vetrofanie costruiscono uno spazio avvolgente che modella l’architettura per accogliere le opere. In alcune ampie tele\, tutte prodotte per l’occasione\, l’artista ha selezionato e accostato tessuti provenienti da manifatture e aziende del territorio pratese. \nOrario: tutti i giorni 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nCentro per l’arte contemporanea ‘Luigi Pecci’ – Viale della Repubblica\, 277 – Prato \nInfo: 0574.531915 – www.centropecci.it \n\n6 novembre – 2 maggio 2027\nSneaker Revolution\nDalle piste di atletica ai parquet dell’NBA\, dalle sottoculture urbane alle passerelle dell’alta moda\, fino ai palazzi della politica e ai mercati finanziari globali: in poco più di un secolo la sneaker ha compiuto un percorso che nessun’altra calzatura aveva mai conosciuto. Nata come scarpa tecnica destinata allo sport\, è diventata un simbolo generazionale\, un oggetto di culto per collezionisti\, un laboratorio di innovazione tecnologica\, un accessorio di moda e uno dei prodotti più influenti dell’immaginario contemporaneo. A questa straordinaria trasformazione è dedicata la mostra organizzata dalla Fondazione Museo del Tessuto di Prato e Beside Arts & Publishing e curata da Arianna Sarti e Francesca Biagioli: prima esposizione in Italia ad affrontare il fenomeno delle sneaker attraverso una prospettiva storica\, culturale\, sociale e progettuale. Dalle prime suole in gomma vulcanizzata ai nuovi materiali\, le sneaker raccontano oltre un secolo di sperimentazione industriale\, ricerca sulle performance e sull’estetica fino alle più recenti innovazioni manifatturiere\, collocandosi all’incrocio tra cultura tessile\, design e produzione contemporanea. Pensato come un percorso multidisciplinare\, l’allestimento presenta numerosi modelli iconici che provengono dalle collezioni storiche del Museo del Tessuto\, dalla collezione di Marco Colombo e da collezioni private\, ma anche modelli provenienti dagli archivi dei brand prestatori: adidas\, Balenciaga\, Gucci\, Hogan/Tods\, Lotto\, Prada\, Superga. \nOrario: martedì\, mercoledì e giovedì 10-15\, venerdì e sabato 10-19\, domenica 15-19\, chiuso lunedì. \nMuseo del Tessuto – Via Puccetti\, 3 – Prato \nInfo: 0574.611503 – www.museodeltessuto.it \n\n21 novembre – 29 marzo 2027\nAlex Ayed\nPrima personale in un’istituzione italiana di Alex Ayed (Strasburgo\, 1989)\, tra le figure emergenti dell’arte del Mediterraneo. La sua pratica colpisce per la precisione con cui intreccia temi intimi e sociali attraverso materiali preziosi accostati a elementi di recupero. Per la mostra al Centro Pecci\, Ayed produce una serie di opere pensate appositamente per gli spazi dell’istituzione\, indagando le potenzialità di pratiche artigianali legate alla produzione di oggetti che ruotano attorno al lusso e alla sua ostentazione. Le opere nascono dopo l’esperienza di una navigazione in solitaria dalla Svezia a Tunisi\, passando per le coste di Spagna\, Francia e Italia. Il mare\, con le sue luci cangianti\, le sue presenze viventi e non\, i materiali organici e inorganici che lo attraversano\, e la vita scandita dalle esigenze della navigazione\, diventa il contesto di riferimento della fase attuale della ricerca. Ayed recupera la relazione con il Mediterraneo proponendo un ecosistema espositivo che alterna opere di grande impatto e lavori più minimali. La riflessione su antiche tradizioni di produzione di beni\, come il colore\, gli consente infine di interrogare le relazioni con il passato di un territorio e con il suo presente. La mostra è parte di Passaggi: di mano in mano\, il programma culturale 2026 del Centro Pecci. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nCentro per l’Arte contemporanea ‘Luigi Pecci’ – Viale della Repubblica\, 277 – Prato \nInfo: 0574.5317 – www.centropecci.it \n\n21 novembre – 29 marzo 2027\nKaren Kilimnik. Abracadabra\nIl Centro Pecci presenta un’ampia mostra personale che riunisce opere inedite e già note\, prodotte nell’arco degli oltre quattro decenni di carriera dell’artista Karen Kilimnik (Philadelphia\, 1955). Curata da Stefano Collicelli Cagol e Michele Bertolino\, l’esposizione propone oltre cento lavori\, dagli anni Ottanta a oggi\, che attraversano i diversi media utilizzati dalla Kilimni: pittura\, fotografia\, video e ‘mise-en-scène’. Nella sua opera glamour e romanticismo si intrecciano. La magia può trasformare gli oggetti quotidiani in qualcosa di diverso. L’allestimento di Prato affronta il lavoro dell’artista a partire dalla magìa\, tema centrale della sua produzione\, e dalle parole che vi compaiono\, che funzionano come formule magiche. Presentando una produzione di rara ampiezza\, la mostra include ‘assemblage’ storici (come ‘The Joker Episode of the Avengers’\, 1991)\, alcuni dei suoi celebri disegni (come ‘Brigitte Bardot Shopping in Shorts’\, 1985)\, le sue serie fotografiche più importanti (‘Me as …’\, 1988-1994) insieme ad alcuni ritratti (‘Princess Di\, That Dress’\, 1997)\, dipinti di paesaggio e sculture. Accanto a queste opere fondamentali\, alcune non esposte da anni\, la mostra presenta una nuova produzione: un pianoforte magico che suona estratti dal ‘Sogno di una notte di mezza estate’ di Mendelssohn\, insieme a fotografie incorniciate di famiglie di fate. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nCentro per l’Arte contemporanea ‘Luigi Pecci’ – Viale della Repubblica\, 277 – Prato \nInfo: 0574.5317 – www.centropecci.it
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DESCRIPTION:Fino all’1 novembre\nAbitare il Rinascimento\n‘Arredi domestici a Siena dal XV secolo all’epoca della Maniera’ è il sottotitolo di questa mostra dedicata all’arte domestica senese tra XV e XVI secolo e ospitata nelle stanze del Palazzo delle Papesse\, dimora rinascimentale appartenuta a Caterina Piccolomini\, sorella di Papa Pio II. L’esposizione documenta\, attraverso più di ottanta opere\, la feconda produzione di arte domestica sviluppatasi a Siena tra il XV e il XVI secolo. Arredi come cassoni\, spalliere\, lettucci\, testate di letto\, manufatti tessili e suppellettili\, tornano a dialogare con lo spazio per cui erano stati pensati\, la casa\, e sono protagonisti di un percorso che intende restituire la ricchezza e la varietà di una cultura figurativa destinata all’ornamento degli spazi abitativi. Non solo opere da osservare ma ambienti da attraversare\, tracce di vita quotidiana\, oggetti preziosi che raccontano il gusto\, la cultura e l’identità delle nobili dimore senesi nel cuore del Rinascimento. Fra gli esemplari presenti nell’allestimento due Cassoni provenienti dal Museo Stibbert di Firenze e vari dipinti di Domenico Beccafumi e altri artisti della scuola senese e delle loro efficienti botteghe: Francesco di Giorgio Martini\, Benvenuto di Giovanni\, Bernardino Fungai\, Girolamo del Pacchia\, Andrea Piccinelli\, detto il Brescianino\, ecc… Curata da Laura Bonelli e Marilena Caciorgna\, la mostra è presentata da Opera Laboratori\, con Vernice Progetti. \nOrario: tutti i giorni 10-19\, giovedì 10-21.30. \nPalazzo delle papesse – Via di Città\, 126 – Siena \nInfo: 0577.1795100 – www.palazzodellepapesse.it \n\nFino all’1 novembre\nForme nel verde\nA San Quirico d’Orcia ecco la 55ª edizione di Forme nel Verde\, la prima e più antica rassegna di arte ambientale d’Italia. L’attuale edizione\, promossa e organizzata dal Comune con la direzione artistica di Carlo Pizzichini\, è rivolta alla visione dell’artista Gianfranco Meggiato\, alla sua capacità di inserire l’uomo al centro\, di comprenderne la complessità del pensiero e la forza nel tracciare il futuro. Un omaggio anche ai 90 anni di Emilio Giannelli\, storica firma del Corriere della Sera\, alle sue inedite ‘belle statuine’ esposte a Palazzo Chigi Zondadari. Infine torna (sempre a Palazzo Chigi) il potere creativo dei giovani allievi delle Accademie di Belle Arti d’Italia\, che a tutti gli effetti rappresentano il futuro dell’arte. Guidano questa edizione le sculture monumentali di Gianfranco Meggiato con ‘In itinere. L’Uomo Quantico in cammino. Un viaggio interiore lungo la via Francigena’\, in collaborazione con Oblong Contemporary Art Gallery. La rassegna si apre nei magnifici e cinquecenteschi Horti Leonini\, dove sono esposte 18 sculture\, per proseguire nel centro storico (‘Attimo Fuggente’ in piazza Libertà\, ‘Doppio Totem’ in via Dante e ‘Uomo Quantico’ davanti all’antica Collegiata)\, nel Palazzo Chigi Zondadari\, dove è esposto in anteprima internazionale un corpus di trenta disegni inediti\, e prosegue in uno dei luoghi più belli di tutta la Val d’Orcia: i famosi “cipressini” in cerchio immersi nel paesaggio che è Patrimonio Unesco: qui è installata l’opera ‘Germinazione’\, una scultura monumentale di sei metri d’altezza. \nOrario: tutti i giorni 8-20. \nHorti Leonini – Piazza della Libertà – San Quirico d’Orcia \nOrario: tutti i giorni 10.30-18. \nPalazzo Chigi Zondadari – Piazza Chigi\, 4A \nInfo: 0577.899711 – 0577.899724 – www.formenelverde.com \n\nFino al 15 novembre\nSYBILS\nLa Cripta del Duomo di Siena ospita gli scatti di Bill Armstrong\, fotografo d’arte di fama internazionale con sede a New York. Promossa dall’Opera della Metropolitana di Siena e organizzata da Opera Laboratori\, l’esposizione dell’artista americano reinterpreta uno dei capolavori assoluti del patrimonio artistico italiano – il Pavimento del Duomo di Siena – per trasformarlo in un’esperienza visiva radicalmente nuova. Il progetto\, che mette in dialogo uno dei più celebri cicli decorativi del Rinascimento italiano con la ricerca fotografica contemporanea\, si inserisce nel solco del lavoro dell’artista: le Sibille si presentano come immagini in transito\, attraversate da una tensione tra rivelazione e perdita. Le figure profetiche che abitano il marmo rinascimentale perdono qui ogni stabilità: si dissolvono\, si sdoppiano\, vibrano. La loro immagine\, sottratta alla nitidezza\, diventa visione. La sfocatura diventa così un dispositivo conoscitivo\, capace di restituire visivamente l’indeterminatezza del sapere oracolare. Armstrong non fotografa il passato: lo destabilizza. Il risultato è un cortocircuito potente: la solidità della pietra dialoga con la fragilità dell’immagine fotografica\, la permanenza con l’instabilità. \nOrario: tutti i giorni 10-19. \nCripta del Duomo – Piazza del Duomo – Siena \nInfo: 0577.286300 – booking@operalaboratori.com – www.operaduomo.siena.it \n\nFino al 15 novembre\nRemember Joseph Beuys\nNegli spazi della Corticella del Santa Maria della Scala\, ecco il progetto espositivo dedicato a una delle figure più radicali e influenti dell’arte del secondo Novecento\, il pittore e scultore tedesco Joseph Beuys (1921-1986). L’esposizione\, a cura di Lorenzo Emanuele Metzler e con la curetala scientifica di Giorgio D’Orazio\, ci offre un percorso che\, attraverso le fotografie di Buby Durini\, le opere\, i multipli\, i documenti e le pubblicazioni provenienti dalla collezione privata di Lucrezia De Domizio Durini\, restituisce soprattutto le immagini del ‘fare’ di Joseph Beuys: le azioni\, gli incontri\, il rapporto diretto con le persone e con l’ambiente\, la volontà di trasformare il pensiero artistico in esperienza concreta e responsabilità verso il mondo. Proprio il concetto di cura rappresenta uno degli elementi di maggiore connessione fra la mostra e il luogo che la ospita: il Santa Maria della Scala è stato per secoli spazio di accoglienza\, assistenza e relazione con la comunità. Il nucleo dedicato alla ‘Difesa della Natura’ racconta in particolare una concezione dell’ecologia che\, per Beuys\, non poteva essere separata dall’essere umano. Difendere la natura significava intervenire\, prendersene cura\, assumersi una responsabilità e riconoscere nella creatività uno strumento capace di produrre trasformazione sociale. Un pensiero testimoniato anche dalle immagini fotografiche\, che mostrano l’artista non soltanto attraverso le sue opere\, ma attraverso gesti\, azioni e relazioni. \nOrario: tutti i giorni 10-19. \nComplesso museale di Santa Maria della Scala – Piazza del Duomo – Siena \nInfo: 0577.228744 – www.santamariadellascala.com \n\nFino al 29 novembre\nSiena Awards Photo Festival \nXII edizione del programma espositivo che porta a Siena e nel suo territorio alcune tra le più significative voci della fotografia contemporanea. Nel percorso cinque grandi mostre personali firmate da autori di riferimento della fotografia mondiale\, affiancate da un progetto speciale diffuso nel centro storico di Sovicille (‘Fractures – Between Two Silences’). Guerre\, diritti umani\, memoria\, crisi ambientali\, rapporto tra uomo e natura e disuguaglianze globali sono alcuni dei temi che attraversano il programma\, che vede la fotografia come strumento di conoscenza\, testimonianza e riflessione critica sul presente. All’Accademia dei Rozzi la fotogiornalista italiana Cinzia Canneri presenta ‘Women’s Bodies as Battlefields’\, che documenta la guerra nel Tigray e la sistematica violazione dei diritti delle donne nei conflitti contemporanei. Al Centro Culturale ‘La Tinaia’ di Sovicille è ospitata ‘Witness to Our Time’\, la grande retrospettiva dedicata a James Nachtwey\, il fotogiornalista testimone dei conflitti nei Balcani e del genocidio in Ruanda\, delle carestie in Africa e dell’11 settembre a New York. Al Museo di Storia Naturale di Siena\, il fotografo olandese Jasper Doest presenta ‘Meet Bob’\, storia di un fenicottero caraibico salvato dopo un grave incidente e diventato simbolo della conservazione ambientale sull’isola di Curaçao. Una delle più grandi catastrofi contemporanee è al centro di ‘Chernobyl: Memory of a Disaster’\, la mostra di Pierpaolo Mittica ospitata negli spazi di Area Verde Camollia 85. Al Museo del Paesaggio di Castelnuovo Berardenga (via Chianti\, 61)\, l’artista digitale turco Uğur Gallenkuş presenta ‘Parallel Universes’\, la serie che lo ha reso celebre. Completano il programma le mostre dedicate ai tre concorsi internazionali: Siena International Photo Awards\, Creative Photo Awards e Drone Photo Awards. \nIngresso libero. Orario: venerdì 15-19\, weekend e festivi 10-19. \nAccademia dei Rozzi – Via di Città\, 36 – Siena \nArea Verde Camollia 85 – Via del Romitorio\, 4 – Siena \nMuseo di Storia Naturale – Piazzetta Silvio Gigli\, 2 – Siena \nInfo: 350.1296678 – www.sienawards.com \n\nFino al 29 novembre\nParallel Universes\nLa grande fotografia internazionale del XII Siena Awards Photo Festival anima anche il territorio di Castelnuovo Berardenga con una attesa presenza. Il Museo del Paesaggio ospita l’artista digitale turco Uğur Gallenkuş con la sua mostra presentata nell’Auditorium di Villa Chigi. Le opere di Gallenkuş fondono due fotografie in un’unica immagine apparentemente omogenea: da una parte guerre\, migrazioni e disastri raccontati dal fotogiornalismo\, dall’altra la quotidianità fatta di benessere\, sicurezza e consumi dei Paesi più privilegiati. L’obiettivo è mettere uno di fronte all’altro mondi che esistono nello stesso momento storico ma appaiono lontanissimi sul piano sociale e umano con un linguaggio che costringe lo spettatore a confrontarsi con le disuguaglianze e le contraddizioni del presente. \nOrario: venerdì 15-19\, sabato\, domenica e festivi 10-19. \nAuditorium di Villa Chigi – Via Berardenga\, 29 – Castelnuovo Berardenga \nInfo: 0577.351337 – www.museopaesaggio.it – www.sienawards.com \n\nFino al 29 novembre\nWitness to Our Time – Testimone del nostro tempo\nAnche Sovicille prende parte al XII Siena Awards Photo Festival ospitando la grande fotografia internazionale con l’attesa retrospettiva di James Nachtwey\, che racconta oltre quarant’anni di storia attraverso le immagini scattate da uno dei più autorevoli fotogiornalisti contemporanei. Il percorso espositivo ospitato al Centro Culturale La Tinaia diventa così un viaggio nei luoghi più fragili del pianeta attraverso guerre\, crisi umanitarie\, carestie\, epidemie e disastri ambientali che hanno segnato la storia recente: dai conflitti nei Balcani al genocidio in Ruanda\, dalle carestie africane alle conseguenze dell’Agente Arancio in Vietnam fino agli attentati dell’11 settembre a New York. Nelle sue immagini il rigore del bianco e nero accompagna uno sguardo che non spettacolarizza il dolore\, ma restituisce dignità alle persone e trasforma il fotogiornalismo in testimonianza. Nel centro storico di Sovicille è invece la mostra a cielo aperto ‘Fractures – Between Two Silence’\, dove Nachtwey mette in dialogo due silenzi apparentemente lontani: quello armonioso delle pietre\, degli archi e delle antiche aperture del centro storico e quello che rimane nei paesaggi attraversati dalla guerra\, aprendo una riflessione sul significato di casa\, comunità e memoria. Una iniziativa che valorizza il territorio e rende l’arte accessibile a tutti\, trasformando gli spazi urbani e paesaggistici. \nOrario: venerdì 15-19\, sabato\, domenica e festivi 10-19. \nCentro Culturale La Tinaia – Via dei Macelli – Sovicille \nInfo: 0577.314503 – www.prolocosovicille.it – www.sienawards.com \n\nFino al 10 gennaio 2027\nPasolini. Pitture\, Paesaggi\, Persone\nPresso l’Antica Grancia di Serre di Rapolano una esposizione\, a cura di Daniela Ferrari e Riccardo Maria Balzarotti\, dedicata a uno degli aspetti più inediti della produzione artistica di Pier Paolo Pasolini: la pittura\, e in particolare la sua rappresentazione del paesaggio e della figura umana. Il percorso espositivo racconta il Pasolini pittore e il suo profondo legame con le campagne\, radice da cui sono scaturite alcune delle sue riflessioni sulla mutazione antropologica italiana. L’allestimento parte da una sala dedicata alla Biblioteca di Pasolini\, con alcune delle prime edizioni dei suoi scritti provenienti dal Gabinetto Vieusseux di Firenze\, e prosegue con un approfondimento dedicato alla sua indagine sul paesaggio attraverso documenti\, foto\, riviste e pubblicazioni. La sezione dedicata alle opere pittoriche si apre con un omaggio al maestro\, Roberto Longhi\, con il quale Pasolini intrecciò un sodalizio fondamentale durante gli anni universitari: una lezione incentrata sulla capacità di leggere criticamente il testo figurativo\, di ‘impaginare’ la visione pittorica e di selezionare i soggetti\, elementi che influenzeranno in modo determinante non solo la sua pittura\, ma anche la sua produzione cinematografica. Successivamente\, si susseguono opere di Pasolini che\, attraverso varie tecniche\, mostrano soggetti come il paesaggio e alcune figure umane\, fino ad arrivare agli autoritratti e ai ritratti di persone vicine all’artista\, tra figure di spicco e amici. Una sezione è dedicata al disegno che ha accompagnato gran parte delle riprese di Pasolini e il lavoro di scrittura dei film. \nOrario: venerdì 15-18.30\, sabato e domenica 10-13 e 15-18.30. \nAntica Grancia di Serre di Rapolano – Via Antica Grancia\, 3 – Rapolano Terme \nInfo: 0577.704916 – www.livingrancia.it \n\nFino al 10 gennaio 2027\nRitorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo\nL’arte del ‘300 e del ‘400 chiantigiano torna a splendere dopo 25 anni. Il Museo Archeologico del Chianti di Castellina mette in mostra\, dopo il restauro\, opere di origine fiorentina e chiantigiana per anni rimaste nei depositi.  Un percorso che porta alla luce opere che storicamente erano protagoniste delle chiese e nelle piazze di Castellina\, per poi trovare collocazione nei depositi della Pinacoteca di Siena\, dove sono rimaste per 25 anni. Stelle della mostra sono le tavole quattrocentesche di Bicci di Lorenzo (‘La Madonna col Bambino e i santi Biagio\, Caterina d’Alessandria\, Agnese e Agostino’ del XV secolo dalla Pieve di Sant’Agnese a Castellina)\, Cosimo Rosselli (‘La Madonna col Bambino e i Santi Giorgio e Francesco’ del 1495-1500\, dalla Chiesa di San Giorgio in Piazza a Castellina) e quella trecentesca di Niccolò di Pietro Gerini (‘La Crocifissione coi Dolenti e San Francesco’\, del 1390-1395\, già nella pieve di San Sigismondo a Gaiole in Chianti). La mostra\, al piano terreno della Rocca quattrocentesca\, è curata da Nicoletta Matteuzzi\, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza di Siena\, e Marco Firmati\, direttore del Museo Archeologico del Chianti di Castellina. \nOrario: tutti i giorni 10-18. \nMuseo Archeologico – Piazza del Comue\, 17 – Castellina in Chianti \nInfo: 0577.742090 – www.museoarcheologicochianti.it \n\nFino al 28 febbraio 2027\nL’altra galleria\nSono ’Acquisizioni e opere svelate dei Musei Civici di San Gimignano’ quelle messe in mostra a San Gimignano nel Complesso museale di Santa Chiara\, che raccoglie opere custodite nei depositi dei Musei Civici\, acquisizioni recenti\, donazioni\, opere restaurate\, documenti d’archivio e testimonianze artistiche pronte a raccontare un’identità culturale ampia e variegata della città delle torri. L’esposizione\, curata da Valerio Bartoloni\, è promossa dai Musei Civici di San Gimignano e da Opera Laboratori. L’allestimento riunisce quasi 90 esemplari tra bronzi\, maioliche\, dipinti\, disegni e grafiche\, databili tra la seconda metà del Quattrocento e la fine del Novecento. La maggior parte delle opere sono inedite e mai esposte al pubblico. Il percorso si articola in cinque sezioni ordinate secondo un criterio tematico e cronologico. La prima è dedicata ai bronzi e alle maioliche della Donazione Pacchiani (XV-XVII sec.)\, la seconda raccoglie opere del XVI-XVIII secolo frutto di religiosità e devozione popolare\, nella terza sono raccolti dipinti e disegni legati alla città e alla sua storia artistica\, con protagonisti come Niccolò Cannicci\, Raffaele De Grada\, Pietro Annigoni e Mino Maccari. La quarta sezione\, ‘Genius Loci’\, è dedicata agli artisti di San Gimignano dell’Ottocento e Novecento\, ancora da approfondire. Infine la sezione ‘Revival Contemporaneo’\, con opere donate dagli autori (fra cui Treccani) in occasione delle mostre temporanee del Comune. \nOrario: tutti i giorni 10-19.30\, dal 1° novembre tutti i giorni 11-17.30 \nComplesso museale di Santa Chiara – Via Folgore\, 11 – San Gimignano \nInfo: 0577.286300 – booking@operalaboratori.com \n\n30 ottobre – 28 febbraio 2027\nAlessandro Franchi nella Siena tra Otto e Novecento. Grazia\, Etica\, Fede\nInserita nel cartellone degli eventi natalizi\, è allestita nel Palazzo Pubblico\, fra i Magazzini del Sale e il Museo Civico\, una mostra dedicata ad Alessandro Franchi\, pittore nato a Prato nel 1838 e morto a Siena nel 1914\, che studiò all’Accademia di Belle Arti di Siena e poi ne assunse la direzione. Ritrattista e frescante\, a Siena firmò il mosaico della ‘Presentazione al tempio’ sulla facciata del Duomo e alcune scene del pavimento della Cattedrale. Si tratta della la prima esposizione monografica – comprensiva della sua intera attività – dedicata al Franchi\, uno tra gli esponenti più celebri della corrente purista nella Siena dell’Ottocento\, che figura anche tra gli artisti impegnati nella decorazione ad affresco della sala del Risorgimento del Museo Civico. L’allestimento espone una selezione di opere sia di proprietà comunale sia di proprietà di altri enti o istituzioni pubbliche\, ma anche di proprietà privata\, per fornire una panoramica esaustiva dell’attività del pittore e inquadrarla nel contesto artistico del suo tempo. A questo scopo sono state anche restaurate tre opere di proprietà del Castello di Brolio: la ‘Madonna con Bambino fra Santi e Angeli’ (olio su tavola) e\, realizzate in collaborazione con Gaetano Marinelli\, ‘Cristo e l’adultera’ (olio su tela\, ca. 1866) e ‘Annunciazione’\, (olio su tela\, ca. 1866). Dal Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi arriva il disegno ‘Studio per l’Italia unita’. \nOrario: tutti i giorni 10-18. \nPalazzo Pubblico – Piazza Il Campo – Siena \nInfo: 0577.286300 – 0577.288122 – museocivicosiena@operalaboratori.com \n\n15 novembre – 12 gennaio 2027\nAccaDueO. Gabriele Diversi\nUna mostra personale di Gabriele Diversi segna la conclusione del primo ciclo di ‘AccaDueO’\, il bando internazionale promosso nel 2025 che ha individuato tre progetti vincitori accomunati da un unico tema: l’acqua. Dopo i primi due progetti\, le mostre ‘Pubblica’\, a cura della realtà fiorentina Toast Projec e ‘Dolce Acqua’\, degli artisti Hetty Laycock e Federica Zanlucchi\, la galleria ha ospitato gli artisti vincitori del bando FMS School\, che hanno lavorato tra Colle Val d’Elsa e Chianciano Terme sviluppando due percorsi di ricerca dedicati ai temi dell’acqua che cura e dell’acqua che lavora. Ora il primo ciclo si conclude con la mostra personale di Gabriele Diversi\, terzo progetto selezionato dal bando internazionale\, chiamato a chiudere un programma che ha fatto dell’acqua il filo conduttore di un’indagine collettiva sulle pratiche artistiche contemporanee. In partenza anche il nuovo bando ‘AccaDueO Ice’\, che manterrà l’acqua come elemento centrale introducendo una nuova declinazione con il ghiaccio. Anche in questo caso saranno selezionati nuovi progetti under 35\, ciascuno sostenuto da un contributo economico destinato alla produzione delle opere\, confermando una formula che punta a fare della Galleria G.O.\, diretta da Michela Eremita e seguita dal Servizio Musei e Collezioni Civiche del Comune di Siena\, un laboratorio permanente di ricerca e sperimentazione. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì al giovedì 10.30-18.30\, dal venerdì alla domenica 10-18. \nGalleria G.O. (Cesare Olmastroni) – Palazzo Patrizi – Via di Città\, 75 – Siena \nInfo: 0577.292148 \n\n26 novembre – 3 maggio 2027\nWHAT WE CARRY WITH US\nPalazzo delle Papesse a Siena ospita la nuova mostra di Subodh Gupta\, uno dei più importanti artisti indiani contemporanei. L’esposizione\, realizzata da Opera Laboratori in collaborazione con Galleria Continua e curata da Irene Campolmi\, è stata concepita appositamente per gli spazi storici del Palazzo e costruisce un dialogo tra la contemporaneità dell’artista e le stratificazioni di un edificio che da secoli è luogo di passaggio\, incontro e memoria. Che cosa portiamo con noi? Oggetti\, ricordi\, emozioni\, abitudini\, storie. E soprattutto la memoria delle vite che quegli oggetti hanno attraversato. È da questa domanda che nasce la ricerca e prende forma la mostra. Subodh Gupta (Khagaul\, 1964) lavora da decenni sulla trasformazione degli oggetti quotidiani in immagini potenti della società contemporanea. Pentole\, piatti\, scodelle\, utensili da cucina\, contenitori\, biciclette e altri oggetti di uso comune vengono raccolti\, accumulati e ricomposti dall’artista fino a diventare grandi installazioni e sculture monumentali. Oggetti che nella vita quotidiana consideriamo banali acquistano così una nuova dimensione\, diventano custodi di memoria: portano con sé la traccia delle persone che li hanno utilizzati\, delle famiglie\, delle case e dei luoghi da cui provengono. E diventano progressivamente strumenti per parlare di migrazione\, fame\, disuguaglianze e crisi ambientali. \nOrario: tutti i giorni 10-19\, giovedì 10-21.30; dal 26 novembre lunedì 11-17\, giovedì 11-21.30\, venerdì e sabato 11-19\, domenica 10-19\, chiuso martedì e mercoledì; chiuso 25 dicembre; dal 26 dicembre al 6 gennaio tutti i giorni 10-19; dal 22 marzo tutti i giorni 10-19\, giovedì 10-21.30 \nPalazzo delle Papesse – Via di Città\, 126 – Siena \nInfo: 0577.1795100 – www.palazzodellepapesse.it \n\n28 novembre – 30 marzo 2027\nSanta Caterina – Estasi e Ardore\n‘L’immagine della santa dai tempi di Francesco Vanni al pontificato di Alessandro VII’ è il tema e il sottotitolo di questa mostra d’arte ospitata nel complesso museale del Santa Maria della Scala di Siena e curata da Alessandro Angelini (UniSiena)\, Michele Maccherini (UniAquila) e Gabriele Fattorini (UniFirenze). L’esposizione ripercorre la straordinaria evoluzione iconografica di Santa Caterina nel periodo compreso tra la fine del Cinquecento e la metà del Seicento\, con la trasformazione della sua immagine a seguito dei dettami del Concilio di Trento e l’impulso dato dal papa senese Alessandro VII (Fabio Chigi) alla celebrazione dei culti e della tradizione artistica della propria città natale. In questa fase storica la narrazione visiva della santa abbandona i tratti più severi del passato per abbracciare una dimensione marcatamente estatica\, mistica e miracolistica\, dove il tema delle stimmate diventa centrale e la accosta all’idea di ‘alter Christus’. Il percorso espositivo riunisce circa 60 opere tra dipinti\, sculture\, libri\, disegni e stampe provenienti da importanti istituzioni\, divise in sei sezioni e affiancate da otto itinerari in città. Il tutto per esplorare l’identità religiosa e culturale senese attraverso il pennello e lo scalpello di grandi maestri dell’epoca\, come Francesco Vanni\, Rutilio Manetti\, Ventura Salimbeni\, Bernardino Mei e Raffaello Vanni. Tra le opere anche due preziosi prestiti del Museo Civico di Siena\, come la ‘Madonna col bambino\, S.Francesco e S.Caterina da Siena’ di Alessandro Casolani (ultimo decennio del ‘500) e la ‘Madonna col bambino\, S.Giovannino\, S.Francesco e S.Caterina da Siena’ di Rutilio Manetti (primo quarto del ‘600). \nOrario: lunedì\, mercoledì\, giovedì e venerdì 10-17\, sabato\, domenica e festivi 10-19\, chiuso martedì; dal 23 dicembre al 6 gennaio tutti i giorni 10-19; chiusura temporanea dal 26 gennaio al 2 febbraio; dal 15 marzo tutti i giorni 10-19. \nComplesso di Santa Maria della Scala – Piazza del Duomo\, 1 – Siena \nInfo: 0577.228744 – 0577.534531 – www.santamariadellascala.com
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SUMMARY:Collezionare in Piazza\, Prato
DESCRIPTION:Tanti appuntamenti anche nel 2026 con Collezionare in Piazza\, il mercatino di piccolo antiquariato\, collezionismo\, modernariato\, rigatteria\, vintage\, artigianato e hobbisti protagonista ogni ultimo fine settimana del mese in piazza San Francesco a Prato. \nDopo aver preso il via a gennaio\, gli appuntamenti targati associazione culturale Il Penny proseguono il 24 e 25 ottobre\, il 28 e 29 novembre e il 27 dicembre. A queste si aggiunge un’edizione straordinaria natalizia del mercato\, in programma martedì 8 dicembre e poi nel fine settimana del 18\, 19 e 20 dicembre.\n \n\nInfo: 339.5423347 (solo whatsapp) – ilpenny@virgilio.it – Pagina Facebook
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SUMMARY:Il Museo Impossibile\, Firenze
DESCRIPTION:Il Museo Impossibile arriva a Firenze con apertura ufficiale fissata per sabato 4 aprile\, portando in città un format innovativo già sperimentato in altre realtà italiane. La sede fiorentina si trova in via G. Capponi 4\, in zona centrale nei pressi di piazza SS. Annunziata\, rendendolo facilmente accessibile sia ai residenti che ai turisti. Si tratta di una mostra immersiva e interattiva che supera il concetto tradizionale di museo: non più semplice esposizione di opere da osservare\, ma un’esperienza da vivere in prima persona. Il percorso è costruito attorno a illusioni ottiche\, installazioni 3D e ambientazioni surreali\, progettate per mettere in discussione la percezione della realtà e coinvolgere attivamente il visitatore. Il cuore del progetto è proprio l’interazione: il pubblico può entrare fisicamente nelle scenografie\, partecipare a giochi percettivi e scattare fotografie spettacolari in contesti ‘impossibili’. Questo approccio rende la visita dinamica e divertente\, trasformandola in un’esperienza ludica e condivisibile\, particolarmente adatta a famiglie\, giovani e gruppi di amici. \nDopo il successo a Padova\, Milano\, Genova e Torino anche Firenze potrà godere della incredibile proposta del Museo Impossibile che offre un’esperienza strabiliante sul mondo degli inganni ottici a 360°: \n– uno spazio dedicato ai grandi classici delle illusioni visive\, come la spettacolare Stanza di Ames\, il Paradosso di Archimede e le affascinanti illusioni prospettiche proposte in una chiave  originale e moderna; \n– le più innovative tecnologie che permettono di entrare davvero “dentro l’illusione “\, come il Green screen\, che rende il visitatore protagonista di celebri quadri d’arte e scenografie incredibili \n– la realtà virtuale\, attraverso cui vivere in prima persona esperienze adrenaliche; \n– l’arte grafica 3d\, che offre set spettacolari in grado di trasformare la realtà e scattare foto surreali; \n– la stanza dell’urlometro\, per approfondire le curiosità scientifiche del suono e al tempo stesso dare libero sfogo alla potenza del proprio urlo; \n– originali rompicapo e stimoli creativi\, per mettersi alla prova e interagire con gli inganni percettivi. \nParticolare attenzione è dedicata al mondo della scuola. Il museo infatti segue il metodo dell’edutainment\, un approccio ormai consolidato nel mondo delle esposizioni\, che unisce apprendimento ad intrattenimento e consente di imparare divertendosi. Le visite guidate dedicate agli studenti propongono di esplorare il rapporto tra scienza\, percezione e tecnologia\, per comprendere in modo coinvolgente come nascono gli inganni della mente e quali principi scientifici si nascondono dietro ogni esperienza. Il Museo Impossibile si inserisce nel panorama delle nuove forme di intrattenimento culturale\, dove arte\, tecnologia e socialità si fondono. L’obiettivo non è solo stupire\, ma anche stimolare curiosità e immaginazione\, offrendo un viaggio sensoriale che rompe le regole della logica e della prospettiva. In questo senso\, ogni installazione diventa un piccolo esperimento visivo capace di sorprendere e divertire. \nDal punto di vista organizzativo\, il museo sarà aperto tutti i giorni con orario indicativo 10-19 (ultimo ingresso intorno alle 18)\, permettendo una fruizione flessibile e accessibile. L’apertura del Museo Impossibile rappresenta una novità significativa per Firenze: un luogo dove arte e intrattenimento si incontrano\, dando vita a un’esperienza immersiva a 360 gradi. Più che un museo tradizionale\, è uno spazio di scoperta e meraviglia\, in cui il visitatore diventa protagonista e la realtà si trasforma in gioco. \n\nInfo: 327.0296759 – www.ilmuseoimpossibile.it \n  \n \n  \n \n  \n \n  \n \n  \n \n  \n \n  \n \n 
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SUMMARY:Il clavigero: il risveglio del Duomo di Siena\, Siena
DESCRIPTION:Dal 6 aprile al 31 ottobre torna uno degli appuntamenti più suggestivi del Duomo di Siena: la visita con il clavigero. Per ben 63 giorni\, la mattina alle ore 7.15 i visitatori avranno l’occasione unica di seguire il clavigero – il custode delle chiavi – nel rituale quotidiano di apertura del Duomo\, assistendo all’accensione delle luci e alla preparazione degli spazi sacri. La novità di quest’anno è la presenza di una guida specializzata che accompagnerà i visitatori alla scoperta delle opere d’arte e delle curiosità custodite dalla Cattedrale\, visitando la Libreria Piccolomini e vivendo l’emozione del percorso elevato dei sottotetti con l’apertura della Porta del Cielo.  \n_______________________________________________________________________________________________ \nInfo e pren.: 0577.286300 – experience@dearguest.com – www.operaduomo.siena.it
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SUMMARY:'Francesco. Ottocento anni dopo: pensiero\, storia\, poesia\, musica’\, Lucca
DESCRIPTION:Si è inaugurato a Lucca e prosegue per tutto il 2026 il calendario di ‘Francesco. Ottocento anni dopo: pensiero\, storia\, poesia\, musica’\, evento dedicato alla figura di San Francesco d’Assisi e alla sua eredità culturale. La rassegna include musica\, letteratura\, cinema\, fotografia e momenti di approfondimento\, in collaborazione con realtà del territorio come Lucca Classica\, Photolux\, Lucca Film Festival e la Scuola IMT. Il programma riparte sabato 2 maggio\, alle 21\, nella Chiesa di San Francesco\, con lo spettacolo ‘Francesco’ di Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi\, inserito nella programmazione di ‘Lucca Classica Festival’ (pag. 13). Venerdì 8 maggio\, alle 21\, la Chiesa di San Francesco ospita il secondo appuntamento di ‘Canone in verso’\, con ‘Un’ignota ricchezza: San Francesco e Dante’\, a cura di Alberto Casadei e con la partecipazione dell’attrice Matilde Bernardi. A giugno\, venerdì 26 alle 21\, il concerto per l’anniversario della riapertura del Complesso conventuale propone un percorso musicale dedicato al Santo con il coro della Cappella Musicale della Basilica Papale di San Francesco e l’Orchestra da Camera Fiorentina. Il programma riprende il 4 ottobre con una celebrazione eucaristica seguita da un concerto in collaborazione con la Caritas diocesana e gli allievi del Conservatorio Boccherini e del Liceo Musicale Passaglia. Dal 15 al 28 novembre il ciclo delle ‘Conversazioni’ riunisce Fabio Genovesi\, Mariangela Gualtieri\, Massimo Cacciari e Chiara Mercuri\, chiamati a esplorare la radicalità del messaggio francescano attraverso letteratura\, poesia\, filosofia e storia. Un percorso culturale che accompagna la città di Lucca in un anno di riflessione collettiva sulla figura di Francesco. \n\nInfo: 0583.472661 – www.fondazionecarilucca.it
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SUMMARY:Una storia alle soglie dell’Anno Mille. Il gioiello e la sepoltura di Montieri\, Massa Marittima
DESCRIPTION:Una narrazione intrigante sta alla base di questa mostra che Massa Marittima ci presenta nel Museo di San Pietro all’Orto. Protagonista è un prezioso gioiello dell’Alto Medioevo\, una spilla di grandi dimensioni che le persone altolocate usavano per chiudere mantelli o vesti: la forma è a disco in oro\, decorata con granato\, smalto\, filigrana\, ametiste e perle di vetro opaco. Un oggetto di altissimo lusso\, raro nel panorama europeo e ancora più prezioso perché rinvenuto in un contesto archeologico ben documentato: gli scavi diretti da Giovanna Bianchi (UniSiena) in località Canonica\, a pochi chilometri da Montieri. Qui sono stati portati alla luce sia i ruderi di un complesso religioso con al centro una chiesetta costruita tra la fine del X e i primi decenni dell’XI secolo\, sia la sepoltura di un individuo i cui resti\, dopo approfonditi studi antropologici\, sono stati identificati come quelli di un eremita\, probabilmente molto venerato e sulla cui tomba su eretta la chiesa. La spilla sarebbe proprio il dono augurale sepolto durante il rito di fondazione del luogo di culto\, un edificio altrimenti scomparso dai documenti storici e costruito con una particolare tipologia architettonica a pianta centrale con sei absidi\, frequente in Croazia ma unica in Italia. La mostra ci racconta con resti\, oggetti\, documenti\, video e ricostruzioni 3D questa scoperta sorprendente e ci permette anche di approfondire le vicende e i legami del territorio delle Colline Metallifere nel suo momento di massimo fulgore. \nOrario: tutti i giorni 9.30-13 e 14.30-18. \nMuseo di San Pietro all’Orto – Corso Diaz\, 36 – Massa Marittima \nInfo: 0566.906525 – www.museimassamarittima.it
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SUMMARY:Mercanzie in Piazza\, San Piero a Sieve
DESCRIPTION:A San Piero a Sieve\, ogni seconda domenica del mese dalle 9 e per l’intera giornata\, la piazza si accende di storie e saperi con Mercanzie in Piazza. Lungo la via Provinciale che attraversa il borgo ai piedi della Fortezza Medicea torna il mercato misto a ingresso gratuito dove artigianato\, antiquariato e svuota cantine si incontrano in un unico\, grande racconto circolare. Più che un’occasione per scovare l’oggetto unico al rientro dalle vacanze\, è un invito a vivere il paese e a riscoprire il valore del riuso. \nIn contrasto con il consumo usa e getta\, il mercato promuove la cultura del riciclo\, dando a chiunque la possibilità di partecipare vendendo o scambiando ciò che ha in cantina. L’appuntamento si completa nel pomeriggio con iniziative dedicate ai più piccoli e stand gastronomici che seguono il ritmo delle stagioni. Gli appuntamenti del 2026 sono per le domeniche 8 novembre e 13 dicembre. \n\nInfo: 055.8487241 – 353.4680552 – www.prolocosanpieroasieve.it
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SUMMARY:Avamposti TeatroFestival\, Firenze
DESCRIPTION:Si avvia verso il finale di stagione ‘Avamposti TeatroFestival 026’\, la rassegna del Teatro delle Donne che porta a Firenze i linguaggi del teatro contemporaneo. Gli ultimi appuntamenti sono tutti al Teatro Goldoni (ore 20.30). Il 14 e 15 novembre ‘Little Boy’ rievoca il carteggio tra il filosofo Günther Anders e Claude Eatherly\, il pilota responsabile del lancio della bomba atomica. Il 20\, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne\, ‘Drago. Opera finale’ con Gabriele Giaffreda affronta abusi e sopraffazione; il 24 e 25 torna ‘Il labirinto delle emozioni’ di Filippo Renda\, sull’educazione sentimentale. Chiusura il 5 dicembre con ‘Leo – L’unica arte è un pugno’\, dove Alberto Boubakar Malanchino racconta il pugile Leone Jacovacci. \n\nInfo: 055.2776393 – www.teatrodelledonne.com
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SUMMARY:Broken. Il potere del frammento\, Firenze
DESCRIPTION:Palazzo Strozzi presenta una grande mostra dedicata al valore e al fascino del frammento nella storia della scultura\, dall’archeologia all’arte contemporanea\, attraverso oltre ottanta opere provenienti dai più importanti musei internazionali. Il percorso espositivo proporrà un emozionante viaggio tra culture di tutto il mondo\, dall’antico Egitto e dalla Grecia classica alla Cambogia e al Messico\, indagando le circostanze che hanno determinato la frammentazione di sculture\, dalle guerre alle catastrofi naturali\, da ragioni politiche a deliberate scelte artistiche. Accanto a capolavori di grandi maestri come Giovanni Pisano\, Michelangelo e Antonio Canova\, la mostra presenta artisti come Auguste Rodin\, Alberto Giacometti\, Louise Bourgeois e Francesco Vezzoli\, che dall’Ottocento a oggi hanno scelto il frammento come punto di partenza per nuove possibilità espressive. \nOrario: tutti i giorni 10-20\, giovedì 10-23. \nPalazzo Strozzi – Piazza Strozzi – Firenze \nInfo: 055.2645155 – www.palazzostrozzi.org
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SUMMARY:Un Autunno da sfogliare\, Prato
DESCRIPTION:Torna fino a gennaio la rassegna di eventi culturali organizzata dal Sistema Bibliotecario Provinciale Pratese con appuntamenti per grandi e piccoli. Segnaliamo alcune tra le proposte della Biblioteca Comunale Lazzerini. Venerdì 9 ottobre (ore 9.30-17.30) una Giornata di studi su ‘Corpo\, linguaggio\, politica. Per Dario Fo’. Poi i tre appuntamenti con Rossana Cavaliere per ‘Ritratti. Figure maschili della letteratura italiana’ (sabato 10\, 17 e 31 ottobre ore 16). Il bicentenario della nascita di Carlo Lorenzini è celebrato da Daniela Marcheschi con l’incontro ‘Rileggere Pinocchio’ (16 ottobre\, ore 17). Per gli ‘Incontri con autrici e autori’ arriva Andrea Pellegrini con il suo romanzo “La dorata. D’Annunzio a Marina di Pisa” (24 ottobre\, ore 17). Per i più piccoli segnaliamo i due incontri interattivi ‘Musica e storia’\, per creare melodie che descrivono emozioni (10 e 17 ottobre\, ore 16\, bambini di 4-8 anni)\, e ‘Fumetti in biblioteca’\, che insegna a realizzare vignette e personaggi (11 e 18 ottobre\, ore 16\, bambini di 8-11 anni).  \n_________________________________________________________________________________ \nInfo: 0574.1837800 – www.sistemabibliotecario.prato.it
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SUMMARY:Il pavimento del Duomo di Siena\, Siena
DESCRIPTION:In occasione dell’Anno di San Francesco\, indetto da Papa Leone XIV nell’ottavo centenario della morte del Santo d’Assisi (3 ottobre 1226)\, l’Opera della Metropolitana di Siena prolunga fino al 15 novembre la scopertura straordinaria del pavimento del Duomo di Siena. L’opera rappresenta uno dei complessi decorativi più straordinari e singolari dell’arte mondiale. Realizzato nell’arco di sei secoli – dal Trecento all’Ottocento – attraverso la tecnica del commesso marmoreo e del graffito\, raccoglie le opere di oltre quaranta artisti\, tra cui spiccano i cartoni del Pinturicchio\, di Domenico Beccafumi e di altri maestri del Rinascimento italiano. Le cinquantasei tarsie che lo compongono sviluppano un programma iconografico dedicato al tema della Sapienza e della Rivelazione\, per un viaggio spirituale e intellettuale verso la verità divina. Gli itinerari prevedono la visita all’intero complesso e tra le visite guidate si ricorda ‘Il clavigero del Duomo – Per primi in Cattedrale’: un tour esclusivo (fino al 31 ottobre) con inizio alle ore 7.30. \n_____________________________________________________________________________ \nInfo e pren.: 0577.286300 – booking@operalaboratori.com
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SUMMARY:Tra Borghi e Cantine\, Siena e provincia
DESCRIPTION:Proseguono fino al 26 novembre gli appuntamenti di ‘Tra Borghi e Cantine’\, il viaggio autunnale tra gusto\, vini e sapori tipici della provincia di Siena. Sono quattro le tappe da mettere in agenda\, da Rapolano Terme a Montepulciano\, passando per Monteriggioni e Bettolle. Un percorso in cui la tradizione incontra la ristorazione d’eccellenza. Ogni cena abbina i piatti dei ristoranti locali ai vini del territorio. Tra i protagonisti\, l’Osteria Il Granaio; l’Azienda Agricola Casagori; l’Osteria Bottega dell’Abate; il Podere Casetto; la Pasticceria Sinatti; il Ristorante Betulia; la Cantina Crociani; l’Osteria del Conte. L’iniziativa è promossa da Confcommercio Siena con Vetrina Toscana e la Camera di Commercio Arezzo Siena. \n\nInfo: 0577.248811 – www.borghiecantinesiena.it
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SUMMARY:Teatro della Toscana\, Firenze e Pontedera
DESCRIPTION:Interpreti e registi di fama internazionale\, icone della scena italiana\, testi che raccontano il presente con un’attenzione speciale ai temi sociali e alla drammaturgia femminile. S’intitola ‘In alt(r)o mare’ la stagione 2026/27 del Teatro della Toscana\, con la direzione artistica di Stefano Massini. Un invito navigare oltre le tempeste in cui siamo immersi\, perché il teatro è\, da sempre\, spazio umano di salvezza e accoglienza. La proposta coinvolge le tre sale della Fondazione\, con 90 titoli e tante novità. \nGli appuntamenti di novembre \nAl Teatro della Pergola il mese si apre con l’evento speciale ‘Angeli del fango’ (dal 3 al 13)\, in ricordo dei giovani accorsi a Firenze dopo l’Alluvione. A commemorare i 60 anni da quel disastro arriva poi ‘Flusso | Ballo 1966’\, una lezione-azione di Virgilio Sieni nelle strade della città (il 14). Dal 3 all’8 Silvio Orlando è protagonista de ‘Il berretto a sonagli’ di Pirandello\, mentre a seguire (8\, 15 e 22) Maria Cassi e Leonardo Brizzi propongono ‘La follia della libertà’\, sull’opera di Erasmo da Rotterdam. Dal 10 al 15 Sonia Bergamasco è ‘Oscar’ per la regia di Antonio Latella; dal 24 c’è Stefano Massini con ‘Lo Zar’\, dedicato all’ascesa di Putin. Fuori abbonamento\, il 17 Danio Manfredini porta in scena il cult ‘Cinema Cielo’\, ispirato a Jean Genet\, e il 21 e 22 Sotterraneo ripercorre il romanzo ‘Fahrenheit 451’ in ‘Il fuoco era la cura’. Dal 29 torna la scuola di scrittura di Massini e il 30 inizia il laboratorio dedicato al costume storico teatrale. L’8 ecco la visita guidata negli spazi segreti del teatro. \nAl Nuovo Rifredi Scena Aperta\, fuori abbonamento\, il 4 e il 7 Tindaro Granata presenta rispettivamente ‘Antropolaroid’\, ispirato ai cunti siciliani\, e ‘Vorrei una voce’\, con le canzoni di Mina\, mentre il 12 Massimo Salvianti rievoca la stagione d’oro dell’industria del cinema muto nel quartiere in ‘Rifredi Premiata Ditta Cinema’. Il 27 e 28 Federica Fracassi porta in scena ‘L’analfabeta’ di Ágota Kristóf\, tra esilio e identità. Al via il 30 il laboratorio di drammaturgia ‘Verso Metropolis’ con Federico Tiezzi. \nAl Teatro Era di Pontedera Virgilio Sieni presenta ‘Preghiera. Tempi di guerra’\, nuova creazione sulla tragedia dei conflitti (17 e 18). Il 28 e 29 torna Sotterraneo con ‘Overload’ e il 22\, fuori abbonamento\, c’è ‘Talk show polaroid’\, con la giornalista Cecilia Sala. \n\nInfo: 055.22641 – www.teatrodellatoscana.it 
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SUMMARY:Santo Francesco - 800 anni di presenza\, Pistoia
DESCRIPTION:Si aprono venerdì 2 ottobre con Franco Cardini le celebrazioni francescane a 800 anni dalla morte del Santo organizzate a Pescia dalla Fondazione Poma Liberatutti (Piazza San Francesco\, 12). Lo storico fiorentino terrà una ‘lectio magistralis’ dedicata a San Francesco nella chiesa a lui intitolata\, che conserva la straordinaria Tavola di Bonaventura Berlinghieri\, datata 1235 e considerata il più antico dipinto raffigurante il Santo. Il programma abbina una mostra  a un calendario di incontri\, musica e iniziative che affrontano il tema francescano da prospettive diverse\, mettendo in relazione opere del passato e ricerche contemporanee. Sabato 3 ottobre\, alle 17.30\, vernissage della mostra\, mentre alle 21.30\, ancora nella Chiesa di S. Francesco\, un’Orchestra di trenta musicisti\, provenienti da Il Contrappunto e Fiorentina Ensemble\, assemblati e diretti dal compositore Stefano Burbi\, eseguirà un programma che comprende musiche di Bach\, Vivaldi\, Burbi\, Donizetti\, Caccini e Mozart.  \n_____________________________________________________________________________ \nInfo: 0572.1770011 – www.pomaliberatutti.it
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SUMMARY:Sagra del totano\, Isola di Capraia
DESCRIPTION:L’Isola di Capraia celebra il suo legame con il mare con la Sagra del totano\, appuntamento che dal 2000 porta sull’isola pesca\, gastronomia e convivialità. L’edizione 2026 si sviluppa in due weekend\, dal 2 al 4 ottobre e dal 30 ottobre al 1° novembre\, con il totano\, come i capraiesi chiamano il calamaro\, protagonista delle tavole e delle iniziative. Non mancherà la tradizionale gara di pesca\, con partecipanti in barca o da terra\, dalla partenza delle imbarcazioni alla pesatura delle prede alla Salata. Grande spazio anche alla gastronomia\, con i ristoranti dell’isola che propongono specialità a base di totano\, dal fritto al riso\, dal cous-cous alle lasagne. Il programma è arricchito da musica\, street food\, mercatino e iniziative dedicate alla pesca. \n\nInfo: 347.7714601 – www.sagradeltotano.it
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CATEGORIES:Livorno,Rassegne e Sagre
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SUMMARY:Teatro Guglielmi\, Massa
DESCRIPTION:Il Teatro Guglielmi presenta una Stagione con 20 appuntamenti tra prosa\, danza e grandi interpreti. Tra questi ci sono Giorgio Marchesi e Simonetta Solder\, Luca Zingaretti\, Gabriele Lavia\, Ambra Angiolini\, Massimiliano Gallo\, Stefano Accorsi\, Elio Germano\, Ale & Franz e molti altri. Il 31 ottobre è la volta di ‘Monet. Una vita a colori’\, con Marco Goldin\, un viaggio tra la vita e le opere del grande pittore impressionista\, tra immagini\, musica e tecnologia. Fino a sabato 1 novembre al Guglielmi va in scena ‘Monet. Una vita a colori’\, di e con Marco Goldin\, Remo Anzovino al pianoforte e Daniela Savoldi al violoncello. Il 14 e 15 novembre Giorgio Marchesi e Simonetta Solder portano in scena ‘L’amante’ di Harold Pinter\, intensa riflessione su verità e finzione. Dal 23 al 26 Luca Zingaretti interpreta ‘Marco Polo e le città invisibili’\, rilettura teatrale dell’opera di Italo Calvino. \n\nInfo: 0585.41678 – www.teatroguglielmi.it
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SUMMARY:Compagnia delle Seggiole\, Firenze
DESCRIPTION:Un atteso ritorno e una prima assoluta per l’ottobre della Compagnia delle Seggiole. Si comincia con ‘L’inganno è servito. Piccolo catalogo di bugie culinarie’\, una novità assoluta in collaborazione con Cordon Bleu Firenze\, che ospita l’evento nella sua sede (via Giusti\, 7). Anche la cucina ha le sue leggende\, tramandate di bocca in bocca… la Compagnia ce le presenta in un brillante dialogo tra ironia e verità storiche: tre miti gastronomici da smascherare in ciascuna serata. Al termine\, il pubblico assaggia i piatti citati nel racconto\, preparati dalla Scuola Cordon Bleu. Testi di Caterina Baronti\, in scena Fabio Baronti\, Anna Collazzo e Chiara Macinai. Appuntamenti (sempre alle 20.30) sabato 3 ottobre (spezie\, arista\, peposo) e venerdì 30 ottobre (pasta\, pizza\, gelato). Il 10 ottobre (ore 21) torna invece ’170 anni del Cimitero dell’Antella’\, lo storytelling dedicato al Cimitero Monumentale nato nel 1856. Le parole del pievano Giuseppe Scappini accompagnano il pubblico attraverso 170 di storia in un racconto corale liberamente ispirato al volume di Franco Mariani con testi di Fiammetta Perugi e la regia di Sabrina Tinalli.  \n_______________________________________________________________________________________________________ \nInfo: 055.2345468 – 333 2284784 – www.lacompagniadelleseggiole.it
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SUMMARY:Villa Dosi capolavoro del Barocco\, Massa Carrara
DESCRIPTION:Proseguono le aperture straordinarie e visite guidate con la Cooperativa Sigeric alla scoperta di Villa Dosi Delfini\, un piccolo capolavoro del Barocco alle porte di Pontremoli. L’edificio\, che domina la tenuta dei Chiosi\, è ancora di proprietà degli antichi committenti\, i marchesi Dosi Delfini\, si mostra con i suoi meravigliosi giardini e le stanze arredate e decorate ed è inserito nel circuito dei Castelli del Ducato di Parma\, Piacenza e Pontremoli. La villa ‘dei Chiosi’ fu edificata negli ultimi anni del XVII secolo per volontà dei fratelli Carlo e Francesco Dosi\, ricchi uomini d’affari che avevano trovato nella Pontremoli Granducale un luogo ideale per sviluppare fiorenti commerci tra il porto di Livorno e la pianura Padana. Ritrovo dei partecipanti all’ingresso della villa in località i Chiosi (via Chiosi 15) a Pontremoli. Villa Dosi Delfini è raggiungibile solo a piedi\, i parcheggi più vicini si trovano in via del Seminario e via Chiosi (10 minuti a piedi dalla Villa Dosi). Appuntamenti (orario da comunicare) nei giorni: 3-4\, 10-11\, 17-18\, 24-25 e 31 ottobre. Prenotazione obbligatoria . \n___________________________________________________________________________ \nInfo e pren.: 331.8866241 – 366.3712808 – www.sigeric.it
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SUMMARY:La Fortezza della Brunella\, Massa Carrara
DESCRIPTION:La celebre fortezza di Aulla in Lunigiana è una fortificazione militare costruita in epoca rinascimentale\, uno dei numerosi castelli a difesa della Lunigiana. Situata in posizione dominante\, su un alto e scuro sperone roccioso\, controllava tutte le principali arterie stradali e i valichi appenninici. Le sue origini sono ancora avvolte nel mistero: tra i suoi committenti figurano nomi di personaggi illustri dell’epoca\, quali il genovese Adamo Centurione e Giovanni dalle Bande Nere\, condottiero della famiglia Medici. La struttura del castello ricorda le fortificazioni progettate dai Sangallo\, architetti che lavorano in tutta la Toscana. La Brunella venne poi ristrutturata nei primi del Novecento dalla famiglia inglese Waterfield che la adibì a lussuosa residenza. Nel 1977 fu acquistata dallo Stato e destinata dal Comune di Aulla a sede del Museo di Storia Naturale della Lunigiana. A ottobre la Fortezza sarà aperta e visibile nel pomeriggio di ogni sabato e domenica: le visite guidate partono alle ore 15\, 15.45\, 16.30 e 17.15. \n____________________________________________________________________________ \nInfo e pren.: 331.8866241 – 366.3712808 – www.sigeric.it
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SUMMARY:Incontri al Museo di Palazzo Pretorio\, Prato
DESCRIPTION:Le offerte culturali partono il 3 ottobre (ore 16) con ‘Sulle tracce di San Francesco’: per i bambini una visita interattiva che si conclude con la creazione di una storia a collage. Si prosegue l’11 ottobre (ore 16) con ‘Arte in movimento’: in occasione della Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo. Il 23 e 24 ottobre (ore 21) ‘Tessuti d’artista’\, un’iniziativa alla scoperta degli intrecci fra le opere del Museo e i tessuti nella storia con un workshop finale di pittura su tessuto. Si prosegue il 24 ottobre (ore 9.30) con una visita guidata all’Area archeologica etrusca di Gonfienti. Il 31 ottobre (ore 16.30) conferenza di Federico Berti su ‘Dipinti di Livio Mehus\, pittore fiammingo del Seicento\, a Prato. Un suo modello inedito per il ‘Riposo nella fuga in Egitto’ nella chiesa di San Bartolomeo’. Per le conferenze della Libera Università (sempre ore 16): il 15 ottobre dialogo tra Beatrice Magnolfi e Antonella Meoni su ‘Pirandello e l’insostenibile verità: il berretto a sonagli’; il 16 C.Antonelli con ‘Nefertiti e Nefertari\, regine d’Egitto’; il 29 ottobre G.Ballerini con ‘Intrighi\, passioni e amori nella storia de’ Medici’. \n_______________________________________________________________________________ \nInfo e pren.: 0574.1837859 – museo.palazzopretorio@comune.prato.it 
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SUMMARY:In Visita - Carol Rama\, Pistoia
DESCRIPTION:A Palazzo de’ Rossi torna ‘In Visita’\, il progetto di Fondazione Pistoia Musei che propone approfondimenti dedicati ad autrici e autori contemporanei accostando una o più loro opere alle Collezioni del Novecento del Palazzo. Questa quinta edizione è dedicata a Carol Rama (Torino\, 1918-2015)\, artista tra le più indipendenti e provocatorie del Novecento\, riconosciuta a livello internazionale per la sua ricerca autonoma e radicale su temi quali il corpo\, il desiderio\, la malattia e l’identità\, anticipando molte delle questioni centrali dell’arte contemporanea. Il progetto\, curato da Monica Preti\, direttrice generale di Fondazione Pistoia Musei\, e Annamaria Iacuzzi\, conservatrice delle collezioni del Novecento\, con la collaborazione dell’Archivio Carol Rama\, presenta sette opere dell’artista torinese\, provenienti dalle Collezioni Gallerie d’Italia – Intesa Sanpaolo e da una collezione privata. Si tratta di una serie di dipinti rappresentativi dell’evoluzione creativa di Carol Rama\, realizzati negli anni Cinquanta e Settanta. Opere che consentono un approfondimento su fasi meno note del percorso dell’artista: dal periodo di adesione all’astrazione con il Movimento Arte Concreta (MAC) degli anni ’50\, allo sviluppo di una originale poetica informale con i ‘Bricolages’ nei ’60; dalle sperimentazioni con le camere d’aria di bicicletta nelle ‘Gomme’ della serie ‘Luoghi e segno’\, ai lavori con filo cucito su stoffa dei ‘diagrammi’ nei primi anni ’70. \nOrario: tutti i giorni 10-20. \nPalazzo de’ Rossi – Via de’ Rossi\, 26 – Pistoia \nInfo: 0573.974267 – www.pistoiamusei.it
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