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SUMMARY:Le mostre d'arte ad Arezzo e provincia
DESCRIPTION:Fino all’11 ottobre\nConfessioni di un Paese\nUna mostra fotografica promossa da Salumeria di Monte San Savino e realizzata con gli scatti di Giovanni Bortolani\, allievo di Bruno Munari e fotografo dal 1980. Un progetto che nasce prima di tutto come un omaggio al paese\, una dichiarazione d’amore alla propria comunità. L’azienda ha coinvolto il fotografo Giovanni Bortolani chiedendogli di attraversare Monte San Savino e di cercare non l’immagine conosciuta del paese\, ma la vita che vi accade dentro. Il risultato è un racconto fotografico fatto di strade\, piazze\, botteghe e interni\, ma soprattutto di persone\, gesti\, incontri\, attese e sguardi. Non il paese da cartolina ma un luogo vivo\, osservato attraverso chi lo abita. Perché dentro il borgo c’è un mondo che spesso non si vede: è in una finestra aperta\, in qualcuno fermo sulla soglia\, nelle mani di chi lavora\, in un ragazzo che attraversa una piazza di corsa\, in due persone che si incontrano\, nella luce che cambia sulla pietra. Bortolani ha attraversato Monte San Savino cercando di mettere in relazione i due tempi che convivono nel paese: il tempo lungo delle pietre\, delle architetture e della storia e il tempo breve delle persone\, dei gesti\, degli incontri e della vita quotidiana. Il bianco e nero elimina il superfluo e concentra l’attenzione sulla materia essenziale: la luce\, la pelle\, la pietra\, gli intonaci\, i gesti e gli sguardi. \nIngresso libero. Orario: lunedì\, martedì e mercoledì 10-13\, da giovedì a domenica 10-13 e 15-18. \nChiesa di Santa Chiara – Piazza Gamurrini – Monte San Savino \nInfo: 0575.849418 – 0575.849398 \n\nFino all’1 novembre\nAlberto Zorzi straordinario scultore orafo e il gioiello d’artista\nI gioielli d’artista di Alberto Zorzi (Padova\, 1958)\, maestro orafo di rilievo internazionale\, sono protagonisti di una mostra personale presso il Museo Orodautore di Arezzo\, un unicum dedicato al gioiello contemporaneo con 350 opere fra gioielli\, ornamenti e microsculture\, che\, dal 1970 è allestito nel Palazzo della Fraternità. L’allestimento è ospitato nei nuovi spazi espositivi del Salone del Torri e presenta un’antologica delle creazioni dell’artista veneto\, rinomato scultore dell’ornamento e del manufatto\, tra i più significativi dell’oreficeria italiana contemporanea. A cura di Giuliano Centrodi\, curatore scientifico del Museo Orodautore\, l’esposizione ci permette di ammirare le opere più recenti dell’artista\, con alcuni capolavori senza tempo della sua produzione. Tra questi\, la spilla in oro ‘La Città-Arezzo’ che fa parte del suo vasto repertorio di visioni di profili aerei della sky-line urbana\, ispirati al Trecento. L’opera è realizzata da elementi lamellari e tubolari con parti satinate\, smerigliate e lucidate. In mostra anche il collier presentato nel 2025 nella rassegna dedicata a Giorgio Vasari. Si ricordano poi le spille ‘Structura’\, in oro e tormaline\, e i gioielli ‘Scrittura’\, con superfici dalle lamine a basso rilievo che rimandano allo ‘stiacciato’ donatelliano. I recenti progetti ‘Pitagora’ e ‘Fellini’ offrono invece preziose sculture per la tavola e per l’uso quotidiano. \nOrario: venerdì\, sabato e domenica 11-19. \nMuseo Orodautore – Palazzo della Fraternita dei Laici – Via Vasari\, 3 – Arezzo \nInfo: 0575.377437 – www.fondazioneguidodarezzo.com \n\nFino all’1 novembre\nGino Severini. Modernità come dialogo\nUna mostra internazionale con cui Cortona celebra a Palazzo Casali\, il 60° anniversario della morte del grande artista cortonese Gino Severini (1883-1966).  L’esposizione\, curata da Daniela Fonti e Margherita d’Ayala Valva\, riunisce oltre 80 opere tra dipinti e disegni provenienti da importanti musei italiani ed esteri e da prestigiose collezioni private. La mostra è accompagnata da documenti originali\, materiali d’archivio e testimonianze fotografiche che ricostruiscono il contesto storico e culturale dell’opera di Severini\, oltre a un’installazione multimediale immersiva realizzata da LimenXr\, che utilizza visori 3D per ricreare il mondo artistico dell’inizio del Novecento. Tra le opere di maggiore rilievo figura ‘La danse du Pan Pan à Monico’ (1911-1960)\, prestata eccezionalmente dal Centre Pompidou di Parigi\, esposta in Italia solo una volta negli ultimi 35 anni. Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni e ripercorre le principali fasi della carriera dell’artista: dagli esordi divisionisti e la stagione futurista\, fino al dialogo con il cubismo francese\, il ritorno al classicismo e il rapporto tra arte sacra e modernità sviluppato nel secondo dopoguerra in Svizzera. Ampio spazio è dedicato al ruolo di Severini come mediatore culturale tra Italia e Francia e tra Avanguardie europee\, con confronti con artisti come Boccioni\, Balla\, Carrà\, Picasso e Soffici\, oltre a riferimenti ai maestri medievali e rinascimentali toscani. \nOrario: tutti i giorni 10-19. \nMAEC Museo dell’Accademia Etrusca e della città di Cortona – Piazza Luca Signorelli\, 9 – Cortona \nInfo: 0575.630415 – www.cortonamaec.org \n\nFino all’1 novembre\nCortona On The Move\nIl borgo medievale di Cortona torna ad essere fino al 1° novembre un punto di riferimento per la fotografia contemporanea con il festival ideato e prodotto dalla Associazione Culturale On The Move che indaga l’evoluzione del linguaggio fotografico. Questa XVI edizione si avvale della nuova direzione artistica di Renata Ferri\, che firma un progetto intitolato ‘Beautiful Country’ e invita a una riflessione sullo sguardo contemporaneo e sul rapporto tra immagine\, memoria e identità. Il programma espositivo comprende trentaquattro mostre – tra esposizioni personali e collettive\, confronti generazionali\, progetti inediti e committenze. Tra le mostre troviamo: ‘Peninsula’\, progetto originale ideato da Renata Ferri; il lavoro di Joel Sternfeld ‘Campagna Romana’; ‘Perfetta bellezza’ di Candida Höfer\, che ha viaggiato in Italia dal 2003 al 2014; ‘Failed Postcards from Napoli ‘ della canadese Kourtney Roy; ‘Songs of a Lost World’\, appositamente concepita per Cortona On The Move dal duo artistico torinese Botto&Bruno; le ‘Cosmogonie’ del fotografo italiano Antonio Biasiucci; ‘Milano ai bordi’\, con un dialogo fra le immagini di Gabriele Basilico e quelle di Angelo Leonardo; ‘Italian Story’ della fotografa Andrea Modica\, italo-americana di terza generazione che realizza una mappa personale e totalmente inedita del nostro Paese… Allestimenti alla Fortezza del Girifalco\, Giardini del Parterre\, Palazzo Anderini-Gilli\, Palazzo Baldelli\, Scale mobili e Largo Beato Angelico\, Stazione C\, Via Crucis. \nOrario: tutti i giorni 10-19\, dal 29 settembre 10-18. \nLuoghi vari – Cortona \nInfo: 0575.912760 – www.cortonaonthemove.com \n\nFino al 17 gennaio 2027\nUna vita di colori\nUna retrospettiva dedicata alla pittura di Giuliano Grassellini è ospitata nel Museo Civico di Monterchi\, ‘casa’ della celebre’ Madonna del Parto’ di Piero della Francesca. Nato a Monsummano e formatosi all’Accademia di Belle Arti di Roma\, Grassellini è stato un vero cittadino del mondo ma aveva scelto Monterchi e la Valtiberina come luogo dell’anima e di vita\, stabilendo un rapporto molto stretto e sentito con gli abitanti. Ed è proprio con questa mostra che la comunità del paese lo ha voluto omaggiare. La sua pittura rappresenta una sintesi originale tra un realismo vivo e le suggestioni di una sottile struttura cubista. Nelle sue tele c’è la vita quotidiana – spesso proprio la vita di Monterchi\, con i suoi scorci\, il Carnevale\, i mercati e le cene tra amici – raccontata con colori esplosivi e con la luce vibrante della natura\, della terra e della comunità. \nOrario: tutti i giorni 10-13 e 14-17. \nMuseo della Madonna del Parto – Via della Reggia\, 1 – Monterchi \nInfo: 0575.70713 – www.madonnadelparto.it \n\n4 ottobre – 10 gennaio\nL’Immagine di Francesco – Dal Medioevo al Novecento\nNell’ottavo centenario della morte di San Francesco la città di Arezzo celebra la propria speciale relazione con il Patrono d’Italia con una grande mostra a carattere iconografico\, curata da Cristina Acidini e realizzata d’intesa con il MIC\, le Diocesi e le comunità francescane competenti nella Galleria Comunale di Arte Moderna e Contemporanea. Nel percorso troviamo quadri (in prevalenza)\, nonché miniature\, statue e vetrate\, che documentano la diffusione dell’iconografia francescana in Toscana (e non solo) dalle origini ai nostri giorni\, assistendo ai mutamenti dell’immagine del ‘poverello’ già nei decenni successivi alla sua morte. Fra gli autori delle opere ci sono Margarito\, il Maestro della Crocifisso\, il Maestro di Figline\, Tino Di Camaino\, il Beato Angelico\, Sandro Botticelli\, Andrea Della Robbia\, Giorgio Vasari\, Pietro Da Cortona\, Annibale Carracci\, Guercino\, Jacopo Ligozzi\, Luca Giordano\, Lorenzo Lippi\, Antonio Ciseri\, Libero Andreotti\, Gerardo Dottori… L’allestimento è cronologico – dal Medioevo al Novecento – con focus tematici di approfondimento. Le circa 60 opere d’arte e documenti provengono per la maggior parte dal territorio ma non mancano importanti e prestigiosi prestatori: la National Gallery di Londra\, il Lindenau-Museum di Altenburg\, la Pinacoteca Vaticana\, gli Uffizi\, la Galleria Borghese di Roma\, la Galleria dell’Accademia di Venezia… L’allestimento prosegue nella ex Chiesa di Sant’Ignazio (via Carducci\, 7). \nOrario: tutti i giorni 11-19\, sabato e domenica 10-20\, chiuso martedì. \nGalleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea – Piazza San Francesco\, 4 – Arezzo \nInfo: 0575.299255 – www.fondazioneguidodarezzo.com \n\n14 ottobre – 31 maggio 2027\nFigure del ’900. Da Balla a Severini\, de Chirico e Oppi\, Opere dalle Collezioni Gallerie d’Italia – Intesa Sanpaolo\nAlla Casa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi di Arezzo un progetto espositivo ideato da Carlo Sisi e curato da Paolo Bolpagni\, presenta circa 30 opere dalle Collezioni Gallerie d’Italia – Intesa Sanpaolo\, ripercorrendo alcune significative vicende dell’arte italiana della prima metà del Novecento attraverso artisti\, linguaggi e aree geografiche differenti. Da Boccioni a Balla\, Severini\, de Chirico e Oppi\, il percorso propone una lettura della vitalità e della complessità della ricerca figurativa italiana tra pre-Futurismo\, Novecento e le esperienze del secondo dopoguerra\, includendo anche personalità meno note e realtà artistiche territoriali meno esplorate. L’esposizione intende così offrire una visione organica di un cinquantennio cruciale dell’arte italiana\, valorizzando la ricchezza delle collezioni della Banca. Un’offerta che si sviluppa nei quattro musei delle Gallerie d’Italia (Milano\, Torino\, Vicenza e Napoli) e si estende ad altri luoghi del patrimonio culturale della Banca come la Casa Bruschi\, invitando il pubblico a rileggere il passato e il presente attraverso prospettive inedite e valorizzando le collezioni\, gli archivi e le collaborazioni con importanti istituzioni e protagonisti della scena culturale italiana e internazionale. \nOrario: tutti i giorni 10-13 e 14-18\, chiuso lunedì e martedì. \nCasa Museo di Ivan Bruschi – Corso Italia\, 14 – Arezzo \nInfo: 0575.354126 – www.fondazioneivanbruschi.it
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Firenze e provincia
DESCRIPTION:Fino al 30 settembre\nMichelangelo verso il mito. Dal restauro nuova luce su Tiberio Titi\nLa Fondazione Casa Buonarroti presenta un’esposizione curata da Cristina Acidini (presidente della Fondazione) e Alessandro Cecchi (direttore) che riporta al centro dell’attenzione uno dei dipinti più significativi della Galleria buonarrotiana\, al primo piano del palazzo\, dopo un importante restauro. Si tratta della ‘Collocazione del busto di Michelangelo sulla tomba di Santa Croce’ (1618-1620) del pittore fiorentino Tiberio Titi (1573-1627)\, che fa parte della decorazione del soffitto della Galleria e del programma celebrativo ideato da Michelangelo Buonarroti il Giovane per onorare il grande antenato. Il dipinto raffigura la collocazione del busto marmoreo di Michelangelo sulla sua sepoltura nella Basilica di Santa Croce\, avvenuta nel 1574. Il restauro – sostenuto dai Friends of Florence\, attraverso il dono di Donna Malin e realizzato dai restauratori Elizabeth Wicks e Lorenzo Conti – ha restituito al dipinto la sua brillantezza cromatica e ha permesso di approfondire la tecnica pittorica di Titi attraverso indagini diagnostiche e analisi scientifiche dei pigmenti. La rimozione delle vernici ingiallite e degli strati di sporco ha riportato alla luce dettagli finora nascosti\, tra cui la firma dell’artista. Attraverso dipinti\, documenti d’archivio e materiali preparatori – tra cui il bozzetto di Titi\, acquistato dalla Fondazione a fine Novecento\, e i fogli autografi con l’invenzione del soggetto e i pagamenti per l’opera – il pubblico può seguire la nascita del progetto artistico. \nOrario: tutti i giorni 10-16.30\, chiuso martedì. \nCasa Buonarroti – Via Ghibellina\, 70 – Firenze \nInfo: 055.241752 – www.casabuonarroti.it \n\nFino al 3 ottobre\nFino a qui \nL’artista Maura Banfo (Torino 1969) presenta alla Crumb Gallery un progetto\, pensato per quest’occasione\, che sviluppa una ricerca intima legata al tempo\, alla memoria e alla trasformazione. Il titolo\, ‘Fino a qui’\, non indica una conclusione\, ma una soglia temporanea\, un punto di passaggio all’interno di un percorso che continua a ridefinirsi. Maura Banfo raccoglie frammenti\, piume\, conchiglie\, fiori\, nidi e vecchie fotografie\, elementi che vengono accolti e restituiti a una nuova possibilità di esistenza\, all’interno di un processo continuo di rigenerazione che segue il ritmo naturale delle cose. L’allestimento presenta lavori differenti – polaroid\, fotografie\, chine e una ceramica smaltata – che si dispongono nello spazio come racconti brevi\, nuclei visivi autonomi capaci di evocare una presenza\, un tempo\, una traccia. Molte delle polaroid sono state realizzate durante il periodo del Covid: immagini intime\, sospese\, in cui l’essenza dell’artista emerge in modo sottile ma costante. Le chine introducono invece una dimensione più essenziale e meditativa: segni\, vuoti e stratificazioni che sembrano custodire qualcosa di fragile e incompiuto. \nIngresso libero. Orario: giovedì\, venerdì e sabato 16-19 o su appuntamento. \nCrumb Gallery – Via San Gallo\, 191 rosso – Firenze \nInfo: 347.3681894 – www.crumbgallery.com \n\nFino al 4 ottobre\nO fluxo che unisce não se attraversa\nIn occasione della settima edizione di ‘Una Boccata d’Arte’\, progetto d’arte contemporanea ideato da Fondazione Elpis e diffuso lungo tutta la Penisola\, è il borgo di Palazzuolo sul Senio\, nell’Alto Mugello\, ad accogliere un intervento inedito per la Toscana. Firmato dall’artista svizzera Lara Dâmaso (classe 1996) e curato da Gabriele Tosi e Threes Productions il progetto prende spunto da un evento del 2 novembre 2023\, quando una piena del Senio distrusse uno dei ponti di Palazzuolo: l’idea è quella di sottolineare la volontà di legarsi\, la capacitò del territorio di farsi attraversare da culture differenti e accogliere pluralità. Due sculture di ceramica realizzate in Portogallo trovano posto sulle rive opposte del fiume\, in punti riparati che suggeriscono la prossimità di un corpo. Le forme riprendono l’andamento delle strade del paese\, trasformando i passaggi in canali sonori. Le sculture funzionano come due parti di un’unica composizione\, divise dal fiume che scorre tra loro. La composizione intreccia la voce dell’artista e suoni del territorio. Presso il ponte crollato\, un cartello custodisce il nucleo poetico del progetto\, sospeso tra la piena e la notizia della sua ricostruzione. \nOrario: sempre visibili. \nRovine del Ponticino – Viale degli Ubaldini\, 17 – Palazzuolo sul Senio \nInfo: 055.8046125 – www.unaboccatadarte.it \n\nFino al 4 ottobre\nOttone Rosai. Poeta innanzitutto\nCirca 70 opere del maestro Ottone Rosai\, tanto amato a Firenze quanto poco noto al di fuori\, prendono posto su due piani del Museo Novecento in una mostra dal taglio particolare curata da Sergio Risaliti. La mostra prende avvio dal confronto tra i dipinti del Lascito Rosai al Comune di Firenze e le opere dell’artista provenienti dalla Collezione Alberto Della Ragione (base su cui è nato il Museo Novecento)\, riunite per la prima volta in un percorso unitario. Articolata in due ambienti distinti\, l’esposizione consente di indagare le figure e i luoghi cari a Ottone Rosai (Firenze\, 1895 – Ivrea\, 1957)\, restituendo un’immagine complessa del pittore e del suo rapporto con la propria città e gli intellettuali del suo tempo. Fra i dipinti del Lascito\, provenienti dallo studio del Maestro\, spicca una lunga serie di ritratti di letterati e artisti suoi contemporanei e amici\, mentre dalla Raccolta Della Ragione emergono i ‘ritratti’ del paesaggio fiorentino\, le stradine\, le colline\, i monumenti\, la celeberrima via di San Leonardo\, dove Rosai aveva il suo studio. Completa l’esposizione una selezione di documenti provenienti dal Gabinetto Vieusseux\, Archivio Contemporaneo A.Bonsanti. La mostra è un tassello di raccordo tra le collezioni civiche fiorentine e la figura di Georg Baselitz\, grande estimatore di Rosai e protagonista di un’altra mostra al Museo Novecento. \nOrario: tutti i giorni 11-20\, chiuso giovedì. \nMuseo Novecento – Piazza Santa Maria Novella\, 10 – Firenze \nInfo: 055.286132 – www.museonovecento.it \n\nFino al 9 ottobre\nAndrea Simoncini. La Storia nel presente\nL’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze ospita nel Salone della Biblioteca una mostra di Andrea Simoncini a cura di Gabriella Gentilini. Simoncini è un artista fiorentino di lungo corso\, di apprezzata attività espositiva e di solida formazione culturale e artistica. Il suo percorso creativo trae ispirazione dalla storia e dalla mitologia per affrontare tematiche contemporanee\, a sottolineare il legame tra passato e presente nella naturale evoluzione dell’esperienza umana\, le cui vicende e destini si riflettono nella realtà del nostro tempo. La storia nel presente si svela attraverso l’ampia e colta indagine che Simoncini conduce con la sua opera\, partendo dall’antichità per giungere fino ai nostri giorni\, approfondita da pensiero e riflessione\, pervasa da una forte suggestione evocativa e sostenuta da un’accurata\, potente tecnica pittorica. Nell’analisi di episodi\, luoghi\, personaggi\, l’artista individua richiami all’attualità per costruire dense narrazioni mediante un esercizio compositivo moderno e dinamico che lascia trasparire il lato emozionale e di partecipazione. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 10-13 e 14-17\, chiuso giovedì\, sabato e domenica. \nAccademia delle Arti del Disegno – Via Orsanmichele\, 4 – Firenze \nInfo: 055.219642 – www.aadfi.it \n\nFino al 10 ottobre\nOriana. Donna\, giornalista\, scrittrice\nA vent’anni dalla scomparsa di Oriana Fallaci\, la Regione toscana ha organizzato una serie di iniziative fra cui questa mostra a cura di Giovanni Aprea\, Katia Ferri\, Elena Michelagnoli\, Monica Valentini. Nella Galleria dipinta di Palazzo del Pegaso\, il percorso espositivo si snoda tra quattro teche che si focalizzano su singoli aspetti: la donna\, la giornalista\, la scrittrice\, il rapporto tra Fallaci\, Panagulis e Pasolini. Quest’ultimo\, in particolare\, presenta le lettere di Oriana allo scrittore e regista italiano\, alcuni appunti di Pasolini per l’introduzione all’edizione delle poesie di Panagulis e il volume edito\, l’articolo di Oriana su Pasolini e quello che\, insieme alla poesia di Panagulis\, fu scritto in occasione della morte di Pasolini\, tutti pubblicati su L’Europeo. La terza teca presenta pagine manoscritte e dattiloscritte\, correzioni e varie bozze oltre alla prima edizione italiana e varie edizioni straniere del best seller della Fallaci “Un uomo” dedicato a Panagulis\, nonché la macchina da scrivere di Fallaci\, donata al Consiglio insieme al Fondo. In mostra anche copie de L’Europeo (con cui collaborò dal 1954 al 1977)\, rassegna stampa italiana e straniera\, alcuni nastri delle celeberrime interviste e alcune edizioni italiane e straniere di “Intervista con la storia”. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 10-12 e 15-19\, chiuso sabato e domenica. \nPalazzo del Pegaso – Via Cavour\, 2 – Firenze \nInfo: 800.860070 – 055.288342 \n\nFino al 12 ottobre\nOPEN\n‘L’Istituto Universitario Europeo apre alla città un nuovo spazio espositivo dove arte e ricerca dialogano’: è questo il sottotitolo della mostra collettiva allestita a Palazzo Buontalenti per cura di Sergio Risaliti e Stefania Rispoli\, un evento che celebra i 50 anni dell’istituzione europea di Fiesole. La mostra stabilisce un paradigma di impegno civico e restituisce alla città un nuovo spazio espositivo all’interno di Palazzo Buontalenti – già sede della Fonderia medicea e poi Corte d’Appello – ospitando una mostra inusuale in cui scienza e immaginazione si uniscono. Ponendo le opere di diversi artisti contemporanei in dialogo con la ricerca dell’alunna EUI Johanna Gautier-Morin dal titolo “Measuring the Invisible Economy”\, l’esposizione esplora la vita economica nelle sue forme produttive\, riproduttive e distruttive. Il percorso abita l’intero complesso: dal giardino\, che accoglie l’insegna luminosa di Riccardo Previdi\, le pratiche botaniche di Leone Contini e l’opera sonora di Gautier-Morin e Pierre Chastel\, alle sale interne\, dove dialogano la fragilità dei corpi di Berlinde De Bruyckere\, le narrazioni speculative di Agnieszka  Polska e Eglė Budvytytė e la piazza di co-creazione allestita da Elena Mazzi. L’esperienza si arricchisce ulteriormente nel cortile centrale grazie a ‘Giardini Sonori’ con le musiche di Andrea Portera e a un monumentale ‘visual mapping’ sulle facciate del Buontalenti a cura di Vincenzo Capalbo. \nOrario: lunedì e sabato pomeriggio. \nPalazzo Buontalenti – Via Cavour\, 53/57 – Firenze \nInfo: 055.46851 – 055.4686319 – www.eui.eu \n\nFino al 16 ottobre\nDrama: Four Acts\nLa stagione artistica del Forte Belvedere di Firenze\, terrazza panoramica sulla città\, presenta un progetto espositivo ideato e curato da Sergio Risaliti. La mostra si sviluppa come un racconto in quattro atti\, aperto il 24 giugno con ‘God Year’\, la mostra personale di Paolo Canevari\, noto per l’utilizzo di differenti materiali e media come l’animazione\, allestita al primo piano della Palazzina. Dal 16 luglio gli si affianca come protagonista il maestro Marino Marini\, uno dei grandi artisti del Novecento\, di cui vengono esposte una serie di sculture in bronzo raccolte con il titolo ‘No Heroes’. A partire da quel giorno le opere di Marino dialogano con quelle di Canevari\, in un allestimento di forte connotazione drammatica. A settembre prende vita il terzo atto. Si tratta di un intervento site specific dell’artista norvegese Per Barclay\, storico dell’arte e scultore che lavora con pietra\, acciaio\, alluminio o vetro componendo installazioni con fluidi diversi\, come acqua\, vino o olio\, invitando l’osservatore alla riflessione. L’opera si intitola ‘Oscuro Abbagliante’ e anche in questo caso le opere di Marino vengono relazionate a quelle di Barclay. A completare il percorso è un’installazione sonora dell’artista italiano\, con base a Berlino\, Friedrich Andreoni (classe 1995)\, collocata sul bastione affacciato su Firenze\, un’opera pensata per accompagnare il visitatore lungo il percorso espositivo. \nOrario: dal martedì alla domenica 10-20\, chiuso il lunedì. \nForte del Belvedere – Via San Leonardo\, 1 – Firenze \nInfo: 055.0541450 – info@musefirenze.it \n\nFino al 18 ottobre\nFirenze ‘50 ’60 ’70. Immagini dall’Archivio Foto Locchi\nVilla Bardini ospita un viaggio fotografico che attraverso le immagini dell’Archivio Foto Locchi – patrimonio iconografico tutelato dal Ministero della Cultura – ripercorre tre decenni di storia fiorentina. L’esposizione\, promossa da Fondazione CR Firenze e Archivio Foto Locchi\, a cura di Giovanna Uzzani\, intende restituire non solo immagini ma anche un ritratto dell’identità fiorentina. Gli anni Cinquanta emergono come periodo mondano e ottimista\, quando Firenze diventa passerella internazionale. Gli anni Sessanta appaiono più intensi e drammatici\, segnati dall’alluvione del ’66 e dalle prime contestazioni giovanili. Infine\, gli anni Settanta che narrano una città dove la fiaba fiorentina sfuma in una nuova complessità urbana e culturale. Parallelamente\, la mostra mette in luce l’importanza di questa agenzia fotografica\, nata nel 1924 come ‘Foto Locchi – Studio d’arte e tecnica fotografica’ grazie a Tullio Locchi\, già apprezzato fotoreporter di guerra e ritrattista della famiglia reale. A causa dell’improvvisa morte di Tullio\, Foto Locchi dal 1926 è rilevata dai suoi più stretti collaboratori e sotto la direzione di Silvano Corcos diviene l’agenzia fotografica ufficiale della città. La mostra\, articolata in dieci sezioni tematiche\, raccoglie una selezione di 150 opere fotografiche tra le 300 mila digitalizzate di un archivio che a seguito delle recenti acquisizioni (Archivio Foto Levi\, Archivio Italfotogieffe\, Archivio Foto Bazzechi) conserva oltre 5 milioni di scatti. \nOrario: tutti i giorni 10-19.30\, giovedì 10-21.30\, chiuso lunedì. \nVilla Bardini – Costa San Giorgio\, 2 – Firenze \nInfo: 334.6824744 – www.villabardini.it \n\nFino al 18 ottobre\nMostra dei Ferri Taglienti\nSi intitola ‘Gioielli d’Acciaio. Aspetti decorativi nelle spade europee dell’Armeria Reale di Torino’\, la nuova edizione della ‘Mostra dei Ferri Taglienti’ che si tiene a Scarperia da più di 50 anni\, con l’obiettivo di esporre splendide lame nel Palazzo dei Vicari per evidenziarne il confronto con la storia e la tradizione artigianale scarperiese. Ogni edizione varia dalla precedente e cerca di portare a Scarperia lame sempre diverse e originali. In questa occasione torna la collaborazione con i Musei Reali di Torino e si indagano le tecniche decorative applicate all’acciaio nelle spade europee conservate presso il museo torinese. Il percorso espositivo riunisce nove esemplari scelti per rappresentare la varietà delle soluzioni ornamentali che potevano arricchire una lama o i suoi elementi di montatura. Si mettono così in luce le competenze degli armaioli e degli orafi che\, grazie a una profonda conoscenza dei materiali e dei processi di lavorazione del metallo\, furono in grado di ottenere effetti decorativi di grande raffinatezza. Vengono illustrate non solo le tecniche in sé\, ma anche il contesto culturale e simbolico che conferiva significato alle scelte ornamentali: dalla funzione sociale dell’arma come parte del corredo maschile all’esibizione di status\, gusto e identità. \nOrario: tutti i giorni 10-13 e 14.30-18.30\, chiuso martedì e mercoledì\, aperto tutti i festivi. \nPalazzo dei Vicari – Piazza dei Vicari – Scarperia \nInfo: 055.8468165  – www.museoferritaglientiscarperia.it \n\nFino al 18 ottobre\nMirabilia graphica\nÈ dedicata a ‘I calligrammi micrografici di Ignazio Muligino’ questa mostra curata da Filippo Camerota al Museo Galileo di Firenze. Protagonista una tecnica originalissima che sfrutta le proprietà del microscopio per consentire di leggere (e scrivere) un testo quasi invisibile e illeggibile a occhio nudo. L’allestimento mette al centro una ‘Madonna col Bambino’\, un’immagine derivata da un dipinto di Pietro da Cortona del 1643\, la cui particolarità è di essere interamente composta di parole\, quelle di un intero libro! L’autore è Francesco Ignazio Muligino\, un calligrafo attivo tra la Francia e l’Italia alla fine del XVII secolo. I suoi lavori rientrano tra quelli che la cultura del suo tempo chiamava “mirabilia graphica” e sono legati alla prima diffusione del microscopio\, perfezionato e reso celebre da Galileo. Il calligramma di Muligino è una rarità resa ancora più intrigante da un mistero: quale inedito pennino\, cioè\, abbia permesso all’autore di trascrivere un intero libro – l’”Officium Beatae Mariae Virginis” – sulle figure del Bambino e della Vergine\, in uno spazio di circa 30×20 cm. Oltre alla Madonna col Bambino sono in mostra altri tre calligrammi di Muligino\, affiancati dai testi originali\, e una serie di microscopi e dispositivi ottici dei secoli XVII-XVIII. Una postazione touch screen permette di esplorare la Madonna col Bambino ingrandendo l’immagine e decifrando il testo. \nOrario: tutti i giorni 9.30-18. \nMuseo Galileo – Piazza dei Giudici\, 1 – Firenze \nInfo 055.265311 – www.museogalileo.it \n\nFino al 18 ottobre\nFlorence and the U.S. The Story of a Friendship\nIn occasione dei 250 anni dell’Indipendenza degli Stati Uniti\, il Giardino Bardini ospita una mostra promossa dal Consolato Generale degli USA. L’esposizione racconta attraverso le immagini dell’Archivio Foto Locchi un legame profondo e duraturo: quello tra i fiorentini e gli statunitensi. Un’amicizia che affonda le proprie radici nei secoli\, a partire da due grandi navigatori: il fiorentino Amerigo Vespucci e il grevigiano Giovanni da Verrazzano\, che esplorò per primo la baia della futura New York. Attraverso dieci scatti iconici selezionati dall’Archivio Foto Locchi la mostra ripercorre il momento più intenso di questo rapporto. Dalla Firenze ferita dalla guerra\, alla rinascita dopo la liberazione nell’agosto del 1944. L’impegno dei Monuments Men\, tra cui a Firenze si distinse lo storico dell’arte americano Frederick Hartt\, il ritorno dei momenti spensierati con partite di baseball e feste\, l’arrivo delle star di Hollywood\, le grandi stagioni del Maggio Musicale Fiorentino\, le sfilate di moda e la crescente attrazione esercitata da Firenze sul turismo internazionale. Fino agli Angeli del Fango\, tra cui molti volontari americani\, accorsi dopo l’alluvione del 1966 per salvare il patrimonio artistico della città. \nOrario: tutti i giorni 10-19.30\, lunedì 9-19.30. \nVilla Bardini – Costa San Giorgio\, 2 – Firenze \nInfo: 055.2346988 – 334.6824744 – www.villabardini.it \n\nFino al 31 ottobre\nLa Biblioteca svelata: il bestiario fantastico\nIl Museo di San Marco ospita la prima mostra-dossier dedicata ai codici miniati conservati nella storica biblioteca progettata nel Quattrocento da Michelozzo e considerata uno dei primi esempi di biblioteca pubblica in Europa. Realizzata con il coordinamento scientifico di Marco Mozzo\, direttore del Museo di San Marco\, e curata da Sara Fabbri\, Sara Ragazzini e Anna Soffici\, questa esposizione inaugura una nuova idea di valorizzazione del patrimonio librario del museo\, articolata in mostre tematiche dedicate a nuclei specifici della raccolta. Attraverso una selezione di codici miniati dal XIII al XVI secolo\, l’allestimento esplora l’universo della decorazione zoomorfa tra creature reali e immaginarie\, messaggere di complessi significati simbolici. Lungo le navate della biblioteca si svolge la narrazione per immagini di un universo fantastico che vede nel drago il suo protagonista più multiforme\, creatura ibrida e ancestrale che incarna sin dalle origini le forze del caos e della distruzione. In opposizione a tali mostruosità\, i codici miniati commissionati da Cosimo il Vecchio celebrano ad esempio l’eleganza del falcone\, animale prediletto dall’aristocrazia e protagonista dell’educazione cortese. Il percorso spirituale si eleva infine attraverso le figure dell’araba fenice\, della farfalla e del cervo\, simboli di resurrezione e della perenne vittoria contro le forze del male. \nOrario: dal martedì alla domenica 8.30-13.50\, chiuso lunedì e 5ª domenica del mese. \nMuseo di San Marco – Piazza San Marco\, 3 – Firenze \nInfo: 055.0882000 – www.museitoscana.cultura.gov.it \n\nFino al 31 ottobre\nA MISURA DUOMO. Massimo Pacifico\nLa Libreria Brunelleschi dell’Opera di Santa Maria del Fiore ospita le foto di Massimo Pacifico (Sulmona\, 1951)\, fotografo e giornalista che ha realizzato centinaia di reportage nel mondo e ha fondato e diretto riviste internazionali di stili di vita. L’esposizione\, a cura di Vincenzo Circosta e Giuseppe Giari\, presenta una selezione di 27 immagini (formato 40 x 60) realizzate da Pacifico\, fotografo nel Museo dell’Opera del Duomo a Firenze. Ad eccezione di due\, tutte le altre sono esposte per la prima volta al pubblico. Le fotografie in mostra sono parte di un più ampio progetto fotografico\, ‘Effetto Museo’\, a cui Pacifico si dedica da dieci anni\, e che pone l’attenzione sulle persone che visitano i musei e il loro rapporto con lo spazio e le opere d’arte. Pacifico ha immortalato i visitatori nei musei di ogni parte del mondo cogliendo le loro emozioni: meraviglia\, commozione\, noia\, gioia\, sorpresa\, ammirazione. Nelle foto di Pacifico\, l’essere umano diventa protagonista allo stesso modo delle opere esposte nei Musei\, attraverso l’obiettivo\, Pacifico lo racconta in tutte le sue sfumature\, dalla più intima alla più ironica. Tutti gli attori\, ritratti da Massimo mentre s’aggirano nelle sale del Museo del Duomo o pensosi sostano a guardare le sculture che vi sono esposte\, si isolano\, ora presi da meditazioni personali\, ora per annotare idee su quaderni d’appunti\, ora per disegnare su taccuini di studio\, ora per fermare nella memoria d’un telefono portatile un dettaglio degno d’essere serbato o la persona con la quale condividono le sensazioni di quel momento. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 8-19\, domenica 10.15-17.45. \nLibreria Brunelleschi – Antica Canonica di San Giovanni – Piazza San Giovanni 7 – Firenze \nInfo: 055.2302885 – www.duomo.firenze.it \n\nFino al 4 novembre\nFlorence Biennale. Stefano Alvino\nParallelamente alla preparazione della XVI edizione\, Florence Biennale propone nel 2026 un programma di progetti in città\, pensato come percorso di avvicinamento al 2027 e come occasione per ampliare il dialogo tra arte contemporanea\, spazi urbani\, ospitalità e nuove comunità culturali. The Social Hub Florence ospita in questa occasione una mostra personale del giovane artista Stefano Alvino\, già tra i protagonisti delle ultime due edizioni della manifestazione fiorentina. La mostra di Alvino presenta la tela ‘Il Demone Alichino’\, già esposta in anteprima alla XV Florence Biennale 2025\, insieme a ‘Bergaraffa’\, opera realizzata durante una sessione di live painting alla XIV edizione\, nel 2023. Il percorso è inoltre arricchito da nuove opere concepite appositamente per l’occasione – tra cui serigrafie su plexiglass – e da una selezione di prodotti ispirati al suo immaginario visivo\, in un progetto che estende il linguaggio dell’artista oltre l’opera unica\, verso forme di contaminazione tra arte\, design e cultura contemporanea. \nIngresso libero. Orario: nell’apertura dell’esercizio \nThe Social Hub Florence – Viale Spartaco Lavagnini\, 70/72 – Firenze \nInfo: 055.0621855 – www.florencebiennale.org \n\nFino all’8 novembre\nINFERNO – Esperienza Immersiva nella Divina Commedia di Dante\nLa Cattedrale dell’Immagine di Firenze\, nella ex chiesa di Santo Stefano al Ponte\, ospita la nuova mostra immersiva dedicata alla prima cantica della Divina Commedia di Dante Alighieri. Con ‘INFERNO’ i visitatori si troveranno catapultati nell’universo creato dal poeta fiorentino\, tra bolge infernali\, anime perdute e creature mitologiche. Si muoveranno tra mondo fisico e multimediale\, in una Cattedrale dell’Immagine rivoluzionata negli spazi per l’occasione. Un’esperienza immersiva frutto di anni di sviluppo creativo e produttivo\, che hanno permesso di trasformare la visione di Dante in un ambiente esperienziale contemporaneo. I visitatori accedono alla mostra tramite la Selva Oscura\, per poi proseguire nella Mirror Room e nell’imponente Sala Immersiva. A chiudere l’esperienza ci sono la Cripta e gli spazi del Coro\, una novità assoluta di questa mostra\, che ospitano l’esperienza VR compresa in esclusiva nel biglietto VIP. All’interno della Sala Immersiva\, le pareti della chiesa sconsacrata saranno inondate da proiezioni di grande impatto visivo ed emotivo\, con ambientazioni spettacolari che seguiranno Dante e Virgilio attraverso i cerchi dell’Inferno in un viaggio multisensoriale. \nOrario: dal lunedì al venerdì 10-19\, sabato e domenica 10-19.30. \nCattedrale dell’Immagine – Piazza Santo Stefano\, 5 – Firenze \nInfo: 055.217418 – www.cattedraledellimmagine.it \n\nFino al 12 novembre\nPaolo Masi 93\nCon una mostra a cura di Sergio Risaliti\, Frittelli arte contemporanea rende omaggio a Paolo Masi (Firenze 1933-2026)\, scomparso lo scorso maggio\, a pochi giorni dal compimento dei 93 anni: una delle figure più originali e radicali dell’arte contemporanea italiana del secondo Novecento e dei primi decenni del nuovo millennio. Con una selezione di opere che attraversa oltre sessant’anni di ricerca\, l’esposizione intende restituire la complessità di un percorso artistico continuamente aperto alla sperimentazione\, nel quale pittura\, materia\, struttura\, spazio e percezione si confrontano senza soluzione di continuità. Una ricerca che ha avuto in Firenze il proprio punto di partenza e un costante riferimento\, ma che ha saputo oltrepassare i confini della scena locale\, affermandosi nel più ampio contesto dell’arte italiana e internazionale. Il percorso espositivo segue idealmente le diverse stagioni della ricerca di Masi\, evidenziando non tanto una successione di fasi rigidamente separate\, quanto la continuità di un’indagine che ha costantemente rimesso in discussione i codici e i materiali della pittura. Un’attitudine che spiega anche la definizione data da Sergio Risaliti di Masi come artista “più giovane”\, non per ragioni anagrafiche\, ma per quella capacità di mantenere intatta la disponibilità alla ricerca\, al rischio e alla sperimentazione. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 10-13 e 15-18\, chiuso sabato e domenica. \nFrittelli arte contemporanea – Via Val di Marina\, 15 – Firenze \nInfo: 055.410153 – www.frittelliarte.it \n\nFino al 13 novembre\nIl paesaggio attraverso il tempo\nQuesta mostra collettiva propone un excursus storico e concettuale sulle trasformazioni del panorama nell’arte\, dai primi del Novecento ai giorni nostri. Il percorso mette in luce come\, in base al periodo storico\, cambino radicalmente la visione\, il modo di rappresentare il paesaggio e i materiali utilizzati. Questo mutamento viene documentato a partire dalla pittura di inizio secolo di Giovanni Fattori e Plinio Nomellini fino alla metafisica di de Chirico passando dal dinamismo di Giacomo Balla alla solida sintesi di Carlo Carrà\, fino alle visioni di Giorgio Morandi\, che seppe immortalare i paesaggi di Grizzana – località che oggi\, proprio in onore del pittore\, ha preso il nome di Grizzana Morandi. Il Novecento viene scosso dalle profonde venature metafisiche di Giorgio de Chirico e di suo fratello Alberto Savinio\, capaci di trasformare la veduta naturale in uno spazio enigmatico e sospeso. Il percorso subisce una mutazione irreversibile con la Pop Art e il Post-Moderno\, quando la natura scompare per fare posto al suo duplicato tecnologico\, mediatico e pubblicitario con Mario Schifano\, Tano Festa\, Franco Angeli. Si attraversa poi la rivoluzione spaziale di Lucio Fontana\, che squarcia la superficie per aprire nuovi orizzonti cosmici\, e la messa in discussione della materia dell’Arte Povera\, per giungere infine alla Pop Art\, al Post-Moderno e alle poetiche contemporanee. \nOrario: tutti i giorni 9-13 3 15-19\, chiuso sabato e domenica. \nTornabuoni Arte – Lungarno Benvenuto Cellini\, 3 – Firenze \nInfo: 055.6812697 – www.tornabuoniart.com \n\nFino al 13 novembre\nGiuseppe Chiari. Tra suono\, segno e colore\nIn occasione del centenario della nascita dell’artista fiorentino\, ecco al Ponte un allestimento a cura di Elena Colzi. Si tratta di una monografica dedicata a Giuseppe Chiari\, una delle figure più poliedriche dell’arte della seconda metà del Novecento: musicista\, compositore\, artista concettuale\, ideatore di performance di musica contemporanea e protagonista del movimento Fluxus. Dell’artista\, il cui lavoro la galleria tratta da anni in numerose mostre\, viene presentato un nucleo omogeneo di partiture di grande formato realizzate nel corso degli anni Ottanta. Sono immagini fotografiche di spartiti\, sia su carta lucida che opaca ed eliografie su carta da lucido o acetato\, sulle quali Chiari interviene attraverso il suo linguaggio segnico con il colore di acrilici\, penne feltro\, pastelli. In queste partiture l’intervento si emancipa definitivamente dalla necessità di produrre una lettura sonora specifica: il gesto diventa più libero\, autonomo\, mentre lo spartito si configura come superficie pittorica sulla quale il segno grafico e il colore creano una nuova sintassi visiva. Il gesto dell’artista si fa progressivamente più astratto\, avvicinandosi a una concezione dell’azione pittorica in cui il segno perde ogni funzione descrittiva e si afferma come traccia autonoma. \nOrario: dal lunedì al venerdì 10-13 e 14.30-18.30\, chiuso sabato e domenica. \nGalleria Il Ponte – Via di Mezzo\, 42/b – Firenze \nInfo: 055.240617 – www.galleriailponte.com \n\nFino al 14 novembre\nFlorence Biennale. Art Suite\nIl percorso di avvicinamento alla XVI edizione di ‘Florence Biennale’\, in programma dal 23 al 31 ottobre 2027\, prosegue anche in collaborazione con Anglo American Hotel Florence – Curio Collection by Hilton. L’iniziativa intende portare l’arte contemporanea negli spazi dell’ospitalità d’eccellenza\, trasformando l’hotel in una piattaforma espositiva viva\, in cui l’arte non è una semplice decorazione\, ma presenza\, esperienza e accoglienza. La prima mostra di ‘Art Suite’ è dedicata a Flora Borsi (fino al 10 ottobre)\, con una selezione di opere tratte dalla serie ‘Animeyed’\, già scelta come immagine coordinata della XIII Florence Biennale 2021\, di cui l’artista ungherese fu Guest of Honour. La serie\, incentrata su identità\, sguardo\, metamorfosi e relazione tra umano e animale\, torna così a Firenze in un nuovo contesto espositivo\, dialogando con l’atmosfera intima e internazionale dell’Anglo American Hotel Florence. A seguire\, dal 16 ottobre al 14 novembre\, sarà la volta di Viktoria Andreeva\, con una mostra personale incentrata sulla serie fotografica che ha rappresentato l’immagine della XIV Florence Biennale 2023. Vincitrice dell’International Open Call Competition – Photography Award\, Andreeva è stata tra i Guest of Honour della XIV edizione; le sue opere\, tra corpo\, metamorfosi e identità\, sono state utilizzate per la comunicazione integrata della Biennale e presentate in uno spazio dedicato alla Fortezza da Basso. \nIngresso libero. Orario: nell’apertura dell’esercizio. \nAnglo American Hotel Florence – Via Solferino\, 6 – Firenze \nInfo: 055.0218 – www.florencebiennale.org \n\nFino al 22 novembre\nMiracola. Irene Dionisio\nCosa accade quando una comunità prova a dare un significato a ciò che non può controllare? E quale ruolo assumono il mito\, il sacro e la memoria di fronte alla forza della natura? Sono le domande da cui prende forma questo nuovo progetto realizzato e prodotto da MAD Murate Art District – Fondazione MUS.E dell’artista e film maker Irene Dionisio (Torino\, 1986)\, un’opera filmica inedita destinata a entrare nella collezione dei Musei Civici Fiorentini. Al centro della ricerca di Irene Dionisio si colloca il rapporto tra Sant’Agata\, patrona di Catania\, e l’Etna\, presenza dominante del paesaggio siciliano e simbolo di una natura capace di generare e distruggere. Il progetto costruisce una vera e propria processione immaginaria\, che dalle pendici dell’Etna conduce fino al cratere sommitale. Materiali d’epoca e riprese originali convivono in un montaggio poetico realizzato con differenti supporti cinematografici – Super 8\, Super 16\, 35 mm e HD – facendo dialogare immagini provenienti da quasi un secolo di storia\, dagli anni Trenta del Novecento fino ai giorni nostri. La mostra comprende inoltre installazioni e materiali di ricerca\, che\, collocate nelle celle del primo piano\, approfondiscono e ampliano i temi affrontati nel film\, restituendo la complessità del processo creativo e della ricerca che ne hanno accompagnato la realizzazione. In mostra ben due opere\, ‘Mondo Nuovo’ e ‘Favoletta’\, sono state progettate e/o lavorano con il contributo dell’intelligenza artificiale. \nIngresso libero. Orario: dal martedì al sabato 14.30-19.30\, chiuso domenica e lunedì. \nMAD Murate Art District – Piazza delle Murate – Firenze \nInfo: 055.2476873 – www.murateartdistrict.it \n\nFino al 19 dicembre\nTHE TIMELESS GAZE. Emily Young in dialogo con gli Antichi Maestri\nLa Galleria Frascione ci presenta Emily Young (Londra 1959)\, che vive e lavora tra l’Italia e il Regno Unito\, una delle più importanti scultrici britanniche della sua generazione. Nata in una famiglia cosmopolita di artisti\, scrittori\, politici\, naturalisti e avventurieri\, Young è cresciuta sviluppando una profonda consapevolezza dell’arte\, della storia e dei mondi al di là dei confini consueti. All’inizio degli anni Ottanta si dedica alla scultura in pietra: da allora lavora principalmente con pietre trovate\, erose dal tempo o recuperate da cave abbandonate. Per lei\, la pietra non è un materiale passivo da sottoporre alla propria volontà bensì un interlocutore\, un vero e proprio collaboratore. La storia geologica\, le fratture\, le venature\, i colori e le irregolarità diventano parte essenziale dell’opera. In questo modo è la pietra a guidare la mano dell’artista consentendogli di rendere visibile la forma che già vi è latente. La mostra mette in relazione la scultura contemporanea e la pittura antica in un confronto che attraversa i secoli. Le cinque sculture di Young\, appositamente realizzate per questa occasione\, incontrano i dipinti degli Antichi Maestri\, tra cui l’olio su tela ‘San Giovanni Battista’ di Francesco Furini (Firenze 1603-1646) e la ‘Santa Caterina d’Alessandria’ di Bernardo Strozzi\, detto il Cappuccino (Genova 1581 – Venezia 1644). Entrambe parlano della ricerca umana di durata\, bellezza e conoscenza. Entrambe si confrontano con il trascorrere del tempo. Ed entrambe rivelano l’arte come una forma di memoria. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 9-13 e 15-18\, chiuso sabato e domenica. \nFrascione Gallery – Via Maggio\, 5 – Firenze \nInfo: 055.2399205 – www.frascione.com \n\nFino al 31 dicembre\nFerdinando Sarmi New York \nÈ ‘Un viaggio nella moda da Firenze alla Fifth Avenue’ – come recita il sottotitolo – questa mostra che il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti dedica allo stilista Ferdinando Sarmi\, couturier capace di portare nello stile dell’alta società americana un tocco di italianità. Audrey Hepburn\, Marilyn Monroe\, Marlene Dietrich\, Barbra Streisand\, la duchessa di Windsor… negli anni d’oro della Fifth Avenue le donne più celebri del Novecento affidavano il loro look alle mani di Sarmi\, portato a New York da Elizabeth Arden nel 1951 per dirigere la linea moda del suo marchio dopo averlo notato nella celebre sfilata organizzata da Giovanni Battista Giorgini che lanciò a Firenze il Made in Italy. L’esposizione\, prima nel suo genere\, propone una selezione di abiti iconici del couturier\, messi in relazione con i materiali del Fondo Sarmi conservato nel Museo della Moda e del Costume e con accessori d’epoca che restituiscono il clima culturale e mondano della New York degli anni Cinquanta e Sessanta. Con il brand ‘Sarmi New York’\, fondato nel 1958\, lo stilista fiorentino diventò rapidamente uno dei nomi più celebri dell’alta moda americana e con la sua eleganza sofisticata conquistò anche la stampa internazionale. \nPalazzo Pitti – Galleria della Moda e del Costume – Piazza Pitti – Firenze \nInfo: 055.23885 – www.uffizi.it \n\n\nFino al 5 gennaio 2027\nOltre il Rinascimento. Tra Dürer e Parmigianino\nPalazzo Medici Riccardi ospita una mostra curata da Davide Sarchioni e dedicata alla straordinaria ricchezza tecnica ed estetica della grafica manierista europea e al profondo rapporto che il tedesco Georg Baselitz (1938-2026)\, fra i maggiori pittori contemporanei\, ha costruito con i maestri del Cinquecento attraverso decenni di ricerca e collezionismo. Organizzata da Fondazione MUS.E\, l’esposizione – a cura del figlio di Georg Baselitz Daniel Blau\, di Sergio Risaliti e Valentina Zucchi – riunisce una selezione di circa 150 opere\, provenienti dalla collezione privata di Baselitz\, iniziata nel 1964\, e dalle raccolte del Museo di Belle Arti di Budapest: xilografie\, anche a più matrici\, acqueforti e incisioni a bulino o a puntasecca. Il percorso permette al pubblico di approfondire le tecniche\, i linguaggi e i temi sviluppati dai grandi artisti del Cinquecento europeo – con uno sguardo anche al tardo Quattrocento e al primo Seicento – ponendo un’attenzione speciale alle sfide e ai risultati nel mondo dell’incisione e valorizzandone i protagonisti\, artisti che fecero dell’anticlassicismo e dell’antirinascimento il loro cavallo di battaglia\, muovendosi su stili eccentrici e fantasiosi\, su quell’espressionismo senza tempo a cui anche Baselitz ha aderito fin da giovane. Fra gli autori il Mantegna e Andrea Schiavone\, Antonio del Pollaiolo e Parmigianino\, i maestri incisori francesi della scuola di Fontainebleau\, olandesi e tedeschi come Albrecht Dürer e alcuni fra i maggiori sperimentatori del chiaroscuro\, da Ugo da Carpi al Beccafumi\, da Andreani a Hendrick Goltzius. \nOrario: tutti i giorni 9-19\, chiuso mercoledì. \nPalazzo Medici Riccardi – Via Cavour\, 3 – Firenze \nInfo: 055.2760552 – www.palazzomediciriccardi.it \n\nFino al 24 gennaio 2027\nBroken. Il potere del frammento\nPalazzo Strozzi presenta una grande mostra dedicata al valore e al fascino del frammento nella storia della scultura\, dall’archeologia all’arte contemporanea\, attraverso oltre ottanta opere provenienti dai più importanti musei internazionali. Il percorso espositivo proporrà un emozionante viaggio tra culture di tutto il mondo\, dall’antico Egitto e dalla Grecia classica alla Cambogia e al Messico\, indagando le circostanze che hanno determinato la frammentazione di sculture\, dalle guerre alle catastrofi naturali\, da ragioni politiche a deliberate scelte artistiche. Accanto a capolavori di grandi maestri come Giovanni Pisano\, Michelangelo e Antonio Canova\, la mostra presenta artisti come Auguste Rodin\, Alberto Giacometti\, Louise Bourgeois e Francesco Vezzoli\, che dall’Ottocento a oggi hanno scelto il frammento come punto di partenza per nuove possibilità espressive. \nOrario: tutti i giorni 10-20\, giovedì 10-23. \nPalazzo Strozzi – Piazza Strozzi – Firenze \nInfo: 055.2645155 – www.palazzostrozzi.org \n\nFino all’8 febbraio 2027\nLa materia della vita\nLe sale storiche di Palazzo Pretorio a Certaldo sono abitate da una nuova personale dello scultore Antonio Barbieri (Milano\, 1985) a cura di Davide Sarchioni. Cosa accadrebbe se fosse possibile vedere ciò che i nostri occhi non possono percepire? Se i dati\, gli algoritmi e le relazioni invisibili che governano la crescita di una pianta\, l’evoluzione delle specie o l’organizzazione della materia potessero assumere una forma fisica? È da questa domanda che prende avvio la ricerca di Antonio Barbieri\, che nel tempo ha sviluppato un linguaggio autonomo e riconoscibile\, in un territorio di confine nel quale scultura\, scienza e tecnologia convivono e si alimentano reciprocamente. Scanner e sistemi di acquisizione dati\, fotogrammetrie e algoritmi\, modellazione e stampa 3D sono strumenti e processi attraverso cui l’artista amplia le proprie capacità di osservazione\, acquisendo e interpretando informazioni che sfuggirebbero all’esperienza diretta. È l’artista che crea l’algoritmo e poi attraverso il gesto creativo lo interpreta\, lo scompone e lo trasforma. La tecnologia torna così ad essere subordinata al fare artistico. Attraverso la sua sapiente manualità\, ciò che appartiene alla dimensione invisibile viene tradotto in forme vibranti e poetiche. Barbieri modella\, assembla e dipinge a mano le proprie sculture in un confronto diretto con le qualità fisiche dei materiali: la centralità del fare si estende fino alla progettazione di alcuni degli stessi strumenti impiegati nella ricerca. \nOrario: tutti i giorni 10-13 e 14.30-19\, da novembre 10-13 e 14.30-16.30\, sabato e domenica 10-13 e 14.30-17.30\, chiuso martedì. \nPalazzo Pretorio – Piazzetta del Vicariato\, 4 – Certaldo \nInfo: 0571.661219 – www.comune.certaldo.fi.it \n\nFino al 27 febbraio 2027\nEnzo Cucchi vs CANEMORTO / CANEMORTO vs Enzo Cucchi\nLa Galleria Poggiali di Firenze presenta un progetto espositivo inedito che mette a confronto due modalità radicalmente diverse di intendere la pratica artistica: da una parte Enzo Cucchi (Morro d’Alba\, 1949)\, protagonista assoluto della Transavanguardia italiana\, la cui ricerca ha segnato la storia dell’arte; dall’altra CANEMORTO\, collettivo anonimo fondato nel 2007 e oggi tra le realtà più originali della scena artistica contemporanea. Più che far dialogare due poetiche\, il progetto della Galleria Poggiali mette in gioco due sistemi di lavoro\, due immaginari e due differenti concezioni dell’autorialità. L’intero progetto prende forma nel corso di diversi mesi\, tra novembre 2025 e giugno 2026. Alternando sessioni di lavoro condivise presso la storica Litografia Bulla di Roma – luogo nel quale Enzo Cucchi e CANEMORTO si sono conosciuti nel 2022 – e nella casa dell’artista a Morro d’Alba\, a lunghi confronti sviluppati a distanza\, i due hanno costruito un processo creativo fondato sul rilancio reciproco. Sebbene ogni opera sia stata realizzata autonomamente dal rispettivo autore\, l’intero corpus nasce da uno scambio continuo di immagini\, idee e suggestioni: ogni nuovo lavoro si misura con quello precedente dell’altro\, dando forma a un dialogo che attraversa l’intero progetto espositivo. Al centro di questa esperienza si trova il disegno\, linguaggio originario che accomuna entrambe le esperienze artistiche. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 10-12 e 14-19\, chiuso domenica e lunedì. \nGalleria Poggiali – Via della Scala 35/a – Firenze \nInfo: 055.287748 – www.galleriapoggiali.com \n\nFino al 7 marzo 2027\nVictor Man\nNelle sale al piano terra delle Ex Leopoldine\, il Museo Novecento presenta una grande mostra personale\, a cura di Sergio Risaliti\, dedicata al rumeno Victor Man (classe 1974)\, tra i più autorevoli pittori europei della sua generazione\, costruttore di immagini che appartengono al presente ma nelle quali la memoria della storia dell’arte viene continuamente reinterpretata attraverso un lessico intimo\, essenziale e profondamente contemporaneo. Saranno presentati circa 25 dipinti in un percorso che esplora temi ricorrenti della sua ricerca tra cui la maternità\, il ritratto e l’autoritratto\, la natura morta\, la figura femminile\, confermando il ruolo della pittura figurativa come uno dei linguaggi più vitali dell’arte contemporanea. Temi apparentemente appartenenti alla tradizione occidentale che Victor Man trasforma in immagini dense di riferimenti simbolici e letterari\, dove il tempo storico sembra sospeso e ogni figura rimanda a un universo di significati stratificati. Si possono ammirare opere quali ‘Lelkek temetoje\, der Friedhof der Seelen’ (2019)\, ‘Girl with Goya’s Skull’ (2021)\, ‘Maternity with Legend’ (2024)\, ‘Maternity’ (2025)\, ‘Curve delle Anime’ (2025)\, ‘Reclining Maiden – Prelude of Equinox’ (2025-2026) e ‘Transfiguration\, Cassa Oscura’ (2025–2026)\, insieme ai lavori più recenti dell’artista. Completeranno il percorso espositivo cinque dipinti della serie Luminary Petals on a Wet Black Bough\, tra questi ‘Untitled (After Michelangelo)’ (2023). La mostra è realizzata con il supporto di Galerie Max Hetzler e David Zwirner Gallery. \nOrario: tutti i giorni 11-20\, chiuso giovedì. \nMuseo Novecento – Piazza Santa Maria Novella\, 10 – Firenze \nInfo: 055.286132 – www.museonovecento.it \n\n1 ottobre – 15 novembre\nGiuliano Scabia. Artigiano del Profondo\nA cinque anni dalla scomparsa di quello straordinario artista che fu Giuliano Scabia (Padova 1935 – Firenze 2021)\, il Teatro della Toscana istituisce un premio in suo nome e allestisce un’esposizione delle sue opere. Il premio Giuliano Scabia è assegnato a Danio Manfredini\, interprete sensibile\, capace di trasformare l’alterità in un ponte tra visibile e invisibile; mentre la mostra\, nella Sala Oro della Pergola\, presenta moltissimi di quegli oggetti scenici che hanno dato vita ai racconti di Scabia: grandi figure\, animali fantastici\, alberi\, carri e creature simboliche che non sono semplici scenografie\, ma strumenti di relazione e di racconto. Giuliano Scabia è stato uno dei più originali drammaturghi\, poeti e protagonisti del teatro italiano del secondo Novecento. La sua ricerca ha trasformato il teatro in un’esperienza di incontro\, capace di uscire dagli edifici teatrali per abitare piazze\, boschi\, ospedali\, scuole e paesi. Opere come ‘L’Albero dei poeti’ o ‘Marco Cavallo’\, nato nel 1973 all’interno dell’ospedale psichiatrico di Trieste\, insieme a Franco Basaglia\, incarnano una poetica che unisce immaginazione\, partecipazione e libertà. Attraverso questi oggetti\, Scabia costruiva comunità temporanee\, invitando chiunque a diventare parte della narrazione. La sua eredità continua a ricordarci che il teatro può essere un gesto condiviso\, capace di trasformare lo spazio quotidiano in luogo di ascolto\, di invenzione e di possibilità. \nIngresso libero. Orario: martedì 15.30-18-30 e sabato 10-13\, nonché durante spettacoli ed eventi per i possessori del titolo di ingresso. \nTeatro della Pergola – Via della Pergola\, 12/32 – Firenze \nInfo: 055.0763333 – www.teatrodellatoscana.it \n\n8 – 18 ottobre\nWilliam Kentridge\nPolytropon Arts Centre riapre la programmazione con un evento espositivo dedicato all’artista sudafricano William Kentridge (classe 1955)\, figura di spicco dell’arte contemporanea mondiale il cui lavoro interdisciplinare intreccia disegno a carboncino\, animazione stop-motion\, teatro\, musica d’avanguardia e riflessione storica. Il percorso mette al centro il trittico d’animazione ‘Breathe\, Dissolve\, Return’ (2018)\, una sequenza poetica che affronta l’impermanenza dell’esistenza e il continuo ciclo di cancellazione e rinascita. Ad arricchire la selezione video ‘Zeno Writing’ (2002)\, fondamentale corto d’animazione ispirato al libro “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo. Sfruttando la sua inconfondibile tecnica – basata su disegni a carboncino modificati\, cancellati e ridisegnati sullo stesso foglio per poi essere ripresi frame per frame – Kentridge mette in parallelo le nevrosi del protagonista Zeno Cosini con le macerie storiche e geopolitiche della Prima Guerra Mondiale. Il risultato è una riflessione corale sulle inquietudini del Novecento\, sull’identità frammentata e sul senso di colpa\, temi che continuano a risuonare nell’attualità contemporanea. In mostra anche ‘Porter Series: Germanie et des pays adjacents du sud et de l’est (Pylon lady)’\, un arazzo progettato da William Kentridge e intrecciato nello Stephens Tapestry Studio. Infine due opere a matita colorata e acquerello su pagine d’epoca intitolate ‘It Is All Ear and Echo’ (2025). In chiusura domenica 18 ottobre alle ore 18 un concerto del pianista Vincenzo Pasquariello\, storico collaboratore musicale di Kentridge. \nIngresso gratuito. Orario: dal giovedì alla domenica 12-20. \nPolytropon Arts Centre –  Via del Molino\, 21 – Loc. San Francesco – Pontassieve \nInfo: www.polytropon-arts.org \n\n21 ottobre – 4 aprile 2027\nArtemisia Gentileschi a Firenze\nIl Museo degli Innocenti ospita una mostra dedicata al periodo fiorentino di Artemisia Gentileschi (Roma 1593 – Napoli 1654)\, erede e interprete originale della lezione caravaggesca\, la cui pittura si distingue per l’intensità drammatica\, l’uso sapiente della luce e una rappresentazione concreta e non idealizzata dei corpi: un’arte complessa e un universo poetico ricco e stratificato\, capace di attraversare il Barocco con una voce autonoma e inconfondibile. Dopo la partenza da Roma a seguito della violenza subita dal collega Agostino Tassi e del processo\, Artemisia arriva a Firenze alla fine del 1612 con il novello sposo Pierantonio Stiattesi\, un pittore di modesta levatura. Qui si afferma come artista e trova la sua strada\, quella che la porterà ad entrare a pieno titolo tra i grandi maestri della storia dell’arte. È la prima donna ad essere ammessa all’Accademia delle Arti\, riceve prestigiosi incarichi dalla famiglia Medici\, frequenta Galileo Galilei e gli artisti coevi\, è al centro della vita culturale del tempo. Ed è proprio questo periodo\, cruciale per il percorso artistico di Artemisia\, che viene indagato nella mostra curata da Costantino d’Orazio\, Cristina Acidini e Sandro Bellesi\, che ci introducono anche nel mondo artistico del Seicento fiorentino\, alla scoperta di artisti come Cristofano Allori e Francesco Furini\, passando per Cesare Dandini\, Giovanni Martinelli\, Filippo Tarchiani\, Fabrizio Vannini\, Lorenzo Lippi\, il Volterrano\, Jacopo Vignali e molti altri. Nella mostra\, organizzata da Arthemisia\, anche due capolavori di Caravaggio. \nOrario: tutti i giorni 9-18. \nMuseo degli Innocenti – Piazza SS.Annunziata\, 13 – Firenze \nInfo: 055.2037122 – www.museodeglinnocenti.it – www.arthemisia.it \n\n23 ottobre – 31 dicembre\nPRIMO CONTI | Risonanze\nDopo la rassegna dedicata all’artista sudafricano William Kentridge\, l’attività espositiva dello spazio culturale di Pontassieve prosegue con un omaggio alla  grande figura di Primo Conti (Firenze 1900 – Fiesole 1988)\, maestro fiorentino tra i protagonisti più precoci ed eclettici del Futurismo e della pittura italiana del Novecento. Al Futurismo Conti darà il suo contributo fondamentale con i dipinti e i disegni eseguiti tra il 1917 e il 1919\, anno in cui il suo stile si evolse verso una visione metafisica. Artista dai vasti interessi\, dal 1935 al 1939 collaborò al Maggio Musicale Fiorentino con scenografie\, bozzetti e costumi; nel 1941 divenne titolare della cattedra di pittura dell’Accademia di belle arti di Firenze. Tra il 1948 e il 1963 attraversò una profonda vocazione mistica ed entrò a far parte dell’Ordine Francescano. Nel 1983 pubblicò la sua autobiografia dal titolo “La gola del merlo”\, tre anni dopo aver creato la Fondazione di Fiesole che porta il suo nome e cui ha conferito il suo archivio e le sue opere pittoriche. La mostra crea un dialogo intimo e generazionale mettendo in relazione la produzione del Maestro Conti con i lavori di Marianovella Del Signore e Matteo Bicocchi esplorando il legame tra eredità artistica\, affinità visive e continuazione formale in ambito familiare e contemporaneo. \nIngresso gratuito. Orario: dal giovedì alla domenica 12-20. \nPolytropon Arts Centre – Via del Molino\, 21 – Loc. San Francesco – Pontassieve \nInfo: www.polytropon-arts.org
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Grosseto e provincia
DESCRIPTION:Fino all’11 ottobre\nIl Piombo di Magliano. Nel labirinto della lingua etrusca\nDopo oltre 140 anni\, il Piombo di Magliano\, una delle più importanti e complesse iscrizioni della civiltà etrusca\, torna nel luogo del suo ritrovamento. Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze ha infatti prestato il prezioso reperto (e lo espone per cura di Daniele F.Maras) al Museo Archeologico di Magliano in Toscana riportandolo temporaneamente nella sua comunità di origine. Il Piombo fu scoperto casualmente nel 1882 durante lavori agricoli. I fratelli Busatti\, proprietari del terreno e consapevoli dell’eccezionale valore del reperto\, decisero di venderlo al Regio Museo Archeologico di Firenze per la somma di 1.000 lire\, affinché fosse custodito in una grande istituzione museale a vantaggio della ricerca scientifica. Da allora il reperto è sempre rimasto a Firenze. Il Piombo di Magliano è un disco di metallo inciso su entrambe le facce con due lunghe iscrizioni etrusche disposte a spirale\, che registrano una serie di riti dedicati alle divinità etrusche dell’Aldilà. Databile alla metà del V secolo a.C.\, è la quinta iscrizione etrusca per lunghezza finora conosciuta e rappresenta una testimonianza eccezionale della cultura e della religione etrusca. Il Piombo continuerà a essere presente nel museo anche dopo il rientro a Firenze grazie a una stampa 3D e a un elaborato video realizzati dal CNR. \nIngresso libero. Orario: dal 18 al 30 settembre venerdì sabato e domenica 9.30-12.30 e 15.30-18.30\, dal 1 ottobre sabato e domenica 9.30-12.30 e 15-18. \nMuseo Archeologico – Via Giuseppe Garibaldi\, 12 – Magliano in Toscana \nInfo: 0564.593431 – www.comune.magliano-in-toscana.gr.it \n\nFino al 25 ottobre\nCaravaggio torna a Porto Ercole\nUn appuntamento di eccezionale valore artistico e scientifico anima l’Argentario: la Chiesa di Sant’Erasmo\, incastonata nel cuore del Borgo Antico\, ha aperto le sue porte per ospitare l’esposizione di un capolavoro di Michelangelo Merisi\, detto il Caravaggio: si tratta del ‘Ragazzo morso da un ramarro’\, custodito in una collezione privata romana e raramente accessibile al pubblico. La cura scientifica dell’evento è affidata a Pierluigi Carofano\, storico dell’arte ed esperto di pittura caravaggesca\, e riporta un’opera del Merisi nel luogo indissolubilmente legato agli ultimi momenti della vita dell’artista\, scomparso a Porto Ercole nel 1610. Il quadro\, un olio su tela di 65\,5 per 50 centimetri\, fu concepito durante i primi anni del soggiorno romano del pittore\, intorno al 1595\, e viene interpretato dalla critica come una complessa allegoria del rapporto tra giovinezza e morte\, piacere e dolore\, dove nel volto del protagonista potrebbe celarsi l’autoritratto dello stesso Caravaggio. Rispetto alle altre versioni note del dipinto\, conservate a Londra (National Gallery) e Firenze (Fondazione Longhi)\, la redazione romana si distingue per dettagli unici\, tra cui la presenza visibile di lacrime di dolore sulla palpebra inferiore dell’occhio destro del ragazzo\, il colore marrone del ramarro e le specifiche sfumature cromatiche della rosa\, elementi che hanno portato studiosi come Sergio Rossi e Emilio Negro a considerarla il probabile prototipo autografo della composizione. \nIngresso libero. 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Qui sono stati portati alla luce sia i ruderi di un complesso religioso con al centro una chiesetta costruita tra la fine del X e i primi decenni dell’XI secolo\, sia la sepoltura di un individuo i cui resti\, dopo approfonditi studi antropologici\, sono stati identificati come quelli di un eremita\, probabilmente molto venerato e sulla cui tomba fu eretta la chiesa. La spilla sarebbe proprio il dono augurale sepolto durante il rito di fondazione del luogo di culto\, un edificio altrimenti scomparso dai documenti storici e costruito con una particolare tipologia architettonica a pianta centrale con sei absidi\, frequente in Croazia ma unica in Italia. La mostra ci racconta con resti\, oggetti\, documenti\, video e ricostruzioni 3D questa scoperta sorprendente e ci permette anche di approfondire le vicende e i legami del territorio delle Colline Metallifere nel suo momento di massimo fulgore. \nOrario: tutti i giorni 9.30-13 e 14.30-18. \nMuseo di San Pietro all’Orto – Corso Diaz\, 36 – Massa Marittima \nInfo: 0566.906525 – www.museidimaremma.it
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Livorno e provincia
DESCRIPTION:Fino al 25 ottobre\nMemo Vagaggini: la pittura tra realtà e sogno\nIl Palazzo del Vecchio Municipio di Bibbona ospita una mostra dedicata a Memo Vagaggini\, un’occasione speciale per riscoprire uno dei protagonisti del Realismo Magico\, il movimento che ha caratterizzato la pittura italiana tra gli anni Venti e Trenta del Novecento. Il percorso espositivo presenta circa 30 opere\, alcune esposte al pubblico per la prima volta\, insieme a fotografie\, pubblicazioni e oggetti che raccontano il percorso artistico e umano di Nicodemo Vagaggini\, detto Memo\, nato a Santa Fiora nel 1892 e morto a Firenze nel 1955. Pittore e fotografo\, Vagaggini visse e lavorò a lungo a Firenze\, dove si trasferì nel 1924\, mantenendo però un forte legame con Santa Fiora\, il Monte Amiata e la Maremma\, territori spesso protagonisti dei suoi paesaggi. La mostra è organizzata dall’Associazione Culturale Bibbona LAB ed è a cura di Ambra Margheri e Marco Vendali\, con la collaborazione di Alfio Bigiotti e Serena Galigani. \nOrario: sabato e domenica 15-19.30. \nPalazzo del Vecchio Municipio – Corso Giacomo Matteotti\, 1 – Bibbona \nInfo: 0586.677581 – 376.0293796 – www.bibbonalab.it \n\nFino all’1 novembre\n50 Years of Creations\nAll’Isola d’Elba un progetto espositivo di Andrea Roggi festeggia i cinquant’anni di attività artistica dello scultore e la fine dei lavori di restauro dei giardini delle Residenze Napoleoniche: un percorso che si snoda tra la Palazzina dei Mulini. Villa San Martino e il Molo Elba di Portoferraio\, proponendo un dialogo originale tra arte contemporanea\, storia e paesaggio. L’antologica offre l’occasione per rileggere l’evoluzione della ricerca di Roggi\, dagli esordi degli anni Ottanta fino alle opere più recenti. Al centro della sua poetica si ritrovano temi che attraversano l’intero percorso dell’artista: il rapporto tra uomo e natura\, il simbolo dell’Albero della Vita\, l’idea di crescita\, rinascita e connessione tra le generazioni. Nel corso dei decenni Roggi ha sviluppato un linguaggio immediatamente riconoscibile\, caratterizzato da figure umane che si fondono con elementi vegetali\, arrivando a elaborare la fusione dinamica\, procedimento che consente alle sue sculture monumentali di svilupparsi nello spazio attraverso equilibri complessi e forme sospese. La mostra all’Isola d’Elba non si presenta come una semplice antologica\, ma come un racconto che mette in relazione opere\, luoghi e memoria. Le sculture dialogano infatti con gli spazi legati alla presenza napoleonica sull’isola\, costruendo un percorso che attraversa architetture storiche\, scorci affacciati sul mare e luoghi simbolici della città di Portoferraio. \nOrario: tutti i giorni 9-13\, lunedì e giovedì 14-18.30\, chiuso martedì. \nPalazzina dei Mulini – Salita Napoleone – Portoferraio \nOrario: tutti i giorni 9-13.30 e 14-18.30\, chiuso lunedì. \nVilla di San Martino – Via di San Martino – Portoferraio \nInfo: 0565.915846 – 0565.914688 – www.museiarcipelago.it \n\nFino al 13 dicembre\nVoltolino Fontani – Il viandante della pittura\nNelle sale espositive di Fondazione Livorno è tornata visibile dopo la pausa estiva la mostra antologica dedicata a Voltolino Fontani (1920-1976)\, uno degli artisti più originali e inquieti del Novecento livornese\, nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa. Curata da Giorgio Bacci\, la mostra propone oltre 100 opere e accompagna il visitatore attraverso le diverse stagioni della ricerca di Fontani\, pittore che\, pur molto legato alla sua città\, non si lasciò mai coinvolgere dal peso opprimente della tradizione di stampo post-macchiaiolo. Il percorso parte dagli esordi\, segnati dal Simbolismo e da una forte tensione interiore\, e prosegue negli anni della guerra e del dopoguerra\, fino alla fondazione dell’EAISMO nel 1948 e alle successive sperimentazioni astratte e nucleari. Il percorso\, che rilegge in maniera complessiva la figura dell’artista\, si caratterizza per la varietà della sua produzione\, dalle nature morte ai paesaggi livornesi\, dalle figure femminili alla pittura di carattere religioso. Ma la mostra\, inaugurata lo scorso 8 maggio\, va oltre gli spazi di Fondazione Livorno\, ‘diffondendosi’ anche in luoghi come la Chiesa di San Giovanni Gualberto alla Valle Benedetta\, che custodisce ‘La Traslazione di Cristo e San Francesco’. Sono in programma visite guidate dal lunedì al venerdì su appuntamento e visite per le scuole. \nOrario: ogni sabato e domenica 15.30-19.30. \nFondazione Livorno – Piazza Grande\, 23 – Livorno \nInfo: 0586.826111 – 339.8289470 – www.fondazionelivorno.it
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Lucca e provincia
DESCRIPTION:Fino al 30 settembre\nI visionari\nBarga si trasforma in uno scenario d’eccezione per la mostra personale dello scultore Emanuele Giannelli (classe 1962)\, nato a Roma ma di casa a Pietrasanta\, scultore di respiro internazionale\, visionario e sapientemente provocatore con le sue figure in bronzo\, resina\, marmo o ceramica che in molti casi indossano occhialini da saldatore. Si tratta di un percorso espositivo monumentale esterno visibile h24 che vede come protagonisti i celebri ‘giganti’ dell’artista\, curiosi indagatori del progresso\, che compaiono in vari spazi del centro storico\, oltre a un percorso espositivo interno che ha il suo cuore nella Galleria Oxo\, dove è allestita la personale di Giannelli\, e coinvolge anche i locali di tre ristoranti del centro: Alfonso\, Scacciaguai e Wine Not?\, oltre alle sedi dell’agenzia Unipol di Castelnuovo di Garfagnana e Fornaci di Barga. In posizione centralissima nel borgo\, a Porta Reale\, si trova ‘Mr Arbitrium Mirrored’\, visibile anche da distanza. Ma l’opera più alta è ‘Korf’\, posizionata nella piazzetta ottagonale in viale Marconi\, all’esterno delle mura\, per guardare la valle. Nell’atrio di Palazzo Balduini\, in via di Mezzo\, c’è ‘Gravity’\, e sotto la volta del Menchi troviamo ‘Sospeso’ e ‘Mr. Kiribati’. Il nucleo della personale è poi alla Oxo Gallery\, con una proposta di opere dell’artista che possono trovare spazio in esterni e interni: opere in perfetto equilibrio tra arte figurativa e concettuale. \nOrario: dal venerdì alla domenica 17-20\, o su appuntamento. \nOxo Gallery – Piazza del Comune\, 5 – Barga \nInfo: 0583.710010 – www.oxocollection.it \n\nFino al 30 settembre\nArte in vacanza\nIn occasione del suo trentesimo anniversario\, l’Albergo Pietrasanta presenta\, in collaborazione con la galleria Viasaterna\, un progetto espositivo che negli spazi settecenteschi dell’albergo presenta circa 20 opere fotografiche di otto autori in dialogo con la collezione permanente dell’albergo. La mostra nasce dalla volontà di indagare la natura non come soggetto statico di rappresentazione ma come campo dinamico di esplorazione e trasformazione. La selezione riunisce artisti che\, attraverso linguaggi e pratiche differenti\, condividono l’uso della fotografia come strumento di ricerca capace non solo di registrare il reale\, ma anche di reinterpretarlo\, scomporlo e ricostruirlo. In questo percorso\, la natura emerge come esperienza mutevole e complessa: nelle opere di Takashi Homma e Carolina Sandretto la natura rivela il proprio mutare nel tempo; nei lavori di Stefano Caimi\, Alessandro Calabrese\, Teresa Giannico e Leonardo Magrelli l’immagine naturale viene decostruita e reinventata; mentre le fotografie Guido Guidi e Giovanni Chiaramonte esplorano una dimensione più astratta e contemplativa\, affidata alla luce\, all’ombra e alla profondità dello sguardo. Con ‘Arte in vacanza’\, l’albergo si trasforma in uno spazio di stratificazioni e attraversamenti: camere\, corridoi e aree comuni accolgono le opere come presenze capaci di modificare la percezione degli ambienti e il rapporto con essi. \nIngresso libero. Orario: nell’orario dell’esercizio \nAlbergo Pietrasanta – Via G.Garibaldi\, 35 – Pietrasanta \nInfo: 0584.793726 – 346.4753775 – www.albergopietrasanta.com \n\nFino al 3 ottobre\nI Magnifici 5 – Protagonisti a confronto\nDopo le tappe in Romagna e a Roma\, l’VIII Edizione del Premio d’Arte Caterina Sforza Logos 2026 è giunta a Forte dei Marmi. La mostra si tiene nella sede del Museo Ugo Guidi – MUG e presso il Logos Hotel Resort e presenta le opere dei vincitori di un’edizione capace di catalizzare l’attenzione di artisti provenienti da ogni regione d’Italia. L’intero impianto del Premio rende omaggio alla figura iconica di Caterina Sforza\, Contessa di Forlì e Signora di Imola\, simbolo eterno di temperamento\, autonomia di pensiero e coraggio: un modello di visione e determinazione che si proietta nel presente come esempio e ispirazione per tutte le donne. Ad esporre saranno i cinque vincitori dell’VIII Edizione: Marilena Garotti (Primo Premio Pittura Femminile)\, Jacopo Rumignani (Primo Premio Pittura Maschile)\, Eleonora Dal Monte (Primo Premio ex aequo Scultura)\, Leonardo Poli (Primo Premio ex aequo Scultura) e Lean 54 (Andrea Lecca)\, vincitore del Premio della Critica. L’iniziativa è curata dalla presidente dell’associazione Logos e giornalista d’arte\, Marilena Spataro. \nIngresso libero. Orario: su appuntamento. \nMUG – Museo Ugo Guidi – Via Civitali\, 33 – Forte dei Marmi \nInfo e pren.: 348.3020538 – www.museougoguidi.it \n\nFino al 4 ottobre\nCHESS CYBORG MOVIE\nLe sale museali di Palazzo Guinigi a Lucca ospitano una mostra realizzata dal Lucca Film Festival 2026 e curata da Riccardo Ferrucci. Si tratta di una personale dedicata a Simone Domeniconi (Carpi\, 1972)\, artista capace con il suo linguaggio di mettere in relazione mondi apparentemente lontani e che da oltre quindici anni utilizza il gioco degli scacchi non come semplice soggetto iconografico\, ma come autentico linguaggio artistico e struttura di pensiero. Con ‘CHESS CYBORG MOVIE’\, questa ricerca compie un nuovo passaggio. Il cinema\, la storia dell’arte e l’intelligenza artificiale entrano a far parte di un unico universo visivo. Gli scacchi cessano definitivamente di essere un gioco e diventano una metafora della storia\, della memoria\, della geopolitica\, delle relazioni umane e delle grandi trasformazioni culturali del nostro tempo. L’esposizione raccoglie una ventina di opere che reinterpretano alcuni dei più celebri capolavori della storia del cinema. Fellini\, Kubrick\, Spielberg\, Ridley Scott\, Wolfgang Petersen\, Ingmar Bergman e altri grandi autori non sono semplicemente citati\, ma attraversati da una nuova narrazione nella quale convivono pittura\, scultura\, cinema e cultura contemporanea. Le immagini perdono la loro funzione originaria per diventare strumenti di riflessione sul presente. In questo percorso la presenza dei cyborg assume un ruolo centrale. Non rappresentano un futuro fantascientifico\, ma il presente che stiamo già vivendo. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 19. \nPalazzo Guinigi – Via Guinigi\, 29 – Lucca \nInfo: 0583.48090 – www.luccafilmfestival.it \n\nFino all’11 ottobre\nClaudio Barontini. Uno sguardo\nUna mostra fotografica di ritratti iconici dal mondo e scatti dal territorio lucchese ci attende a Lucca nella sede del Palazzo delle Esposizioni. Realizzata dalla Fondazione Banca del Monte Lucca e dalla Fondazione Lucca Sviluppo per cura di Alice Barontini\, l’esposizione presenta una selezione di fotografie in bianco e nero di Claudio Barontini (Livorno\, 1954). In mostra una selezione di ritratti storici che hanno contribuito a definire l’identità autoriale del fotografo: immagini caratterizzate da intensità\, costruzione formale e capacità di restituire la personalità del soggetto. Tra i ritratti Patti Smith\, Vivien Westwood\, Franco Zeffirelli\, Re Carlo III\, Susan Sarandon\, Vittorio Gassman\, Sylvester Stallone\, Lina Wertmuller\, Lindsay Kemp… E poi opere dedicate al tema del viaggio: una serie di ‘impressioni’ che l’autore ha scattato con uno spirito da ‘flâneur’ viaggiando tra Liverpool e New York\, la Costa Azzurra e le bellezze della penisola italiana. Non manca un omaggio al territorio lucchese\, con personaggi come Mario Monicelli\, Nicole Kidman\, Fernando Botero e Pietro Cascella ripresi nella provincia e alcune foto scattate tra Viareggio\, Pietrasanta\, Torre del Lago\, il centro storico di Lucca…: un territorio entro il quale il fotografo si muove come osservatore attento\, registrando frammenti di realtà con il suo sguardo inconfondibile. Inaugurazione sabato 29 agosto ore 18.30. \nIngresso libero. Orario: dal martedì alla domenica 15-19\, chiuso lunedì. \nPalazzo delle Esposizioni – Piazza San Martino\, 7 – Lucca \nInfo: 0583.464062 – www.fondazionebmluccaeventi.it \n\nFino al 25 ottobre\nDanse Macabre\nLa Tenuta Dello Scompiglio di Vorno ospita una mostra personale di Hans Op de Beeck a cura di Angel Moya Garcia. L’artista belga\, noto per le sue installazioni monumentali\, immersive e sensoriali\, presenta una mostra strutturata attraverso un’installazione site-specific e un film d’animazione. La prima\, dal titolo ‘Danse Macabre’\, emerge come l’immagine in bianco e nero di un parco notturno\, fatto di alberi spogli e specchi d’acqua\, attraversato da un percorso che conduce verso una giostra grigia monocroma a grandezza naturale. Questa evocazione di un paesaggio fittizio e privo di colore agisce da ‘inquadratura di apertura’ cinematografica e atmosferica\, accessibile a potenziali narrazioni\, in cui barili di petrolio diventano focolari\, le chiome degli alberi sono spoglie e un sentiero sinuoso porta verso l’attrazione abbandonata\, immersa in una notte nera. Un paesaggio sonoro\, composto da Sam Vloemans ed eseguito dall’Hermes Ensemble (B)\, risuona lontano in tutto l’ambiente e richiama verso la seconda parte in cui viene proiettato il film d’animazione ‘Vanishing Point’\, che completa la mostra. Il titolo si riferisce al punto del piano pittorico di una vista prospettica in cui coppie di linee parallele sembrano convergere. Alla distanza del punto di fuga\, non siamo più in grado di percepire la profondità tridimensionale. \nIngresso libero. Orario: giovedì e venerdì 14-18\, sabato e domenica 15-19 o su appuntamento. \nTenuta dello Scompiglio – Via di Vorno\, 67 – Loc. Vorno – Capannori  \nInfo: 0583.971475 – 0583.971125 – www.delloscompiglio.org \n\nFino all’1 novembre\nTurandot. O divina bellezza! O sogno! O meraviglia!\nA cento anni dalla prima rappresentazione\, il Puccini Museum – Casa Natale dedica una mostra alla ‘Turandot’ di Giacomo Puccini. L’opera\, tra le più celebri del compositore\, restò senza finale alla morte del grande compositore lucchese (29 novembre 1924) e l’editore Ricordi ne affidò il completamento a Franco Alfano. Il debutto\, già programmato per l’aprile 1925\, fu rimandato al 25 aprile del 1926 con la direzione di Arturo Toscanini. L’allestimento racconta la complessa realizzazione del grandioso progetto lirico pucciniano con immagini d’epoca\, fotografie di scena\, cronache e rari documenti originali. Al centro dell’esposizione sono presentati i due straordinari costumi di Turandot per il primo e il secondo atto\, accompagnati dai gioielli di scena\, di proprietà del Museo del Tessuto\, rinvenuti pochi anni fa dopo decenni di oblio ed esposti finora solo a Prato. Questi straordinari costumi furono disegnati e realizzati dal costumista del Teatro alla Scala Luigi Sapelli (in arte Caramba)\, per la prima assoluta dell’opera e indossati da Rosa Raisa\, il primo soprano a interpretare il ruolo della ‘Principessa di gelo’. La mostra è a cura di Simonetta Bigongiari\, direttrice del Puccini Museum\, e di Daniela Degl’Innocenti\, conservatrice del Museo del Tessuto di Prato. \nOrario: tutti i giorni 9.30-19. \nPuccini Museum – Casa Natale – Corte di San Lorenzo\, 9 – Lucca \nInfo: 0583.584028 – www.puccinimuseum.org
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Massa Carrara e provincia
DESCRIPTION:Fino al 7 ottobre\nAstratto Organico\nRealizzata in occasione del quarantesimo anniversario della scomparsa di Henry Moore e curata da Mirco Taddeucci\, ecco a Massa una nuova mostra di approfondimento sulla scultura del secondo Novecento. La ospita il Museo Gigi Guadagnucci e vede insieme opere di Agustin Càrdenas\, Henry Moore\, Antoine Poncet\, Alberto Viani\, Alicia Penalba e Maria Papa Rostkowska. La selezione non è casuale. Prima in Francia poi in Italia\, Guadagnucci entrò in contatto con alcuni dei maestri a lui contemporanei\, durante una stagione di grande vitalità per la scultura mondiale\, che spesso si è ritrovata ai piedi delle Alpi Apuane. Ciò che li accomuna non è soltanto il rapporto con il territorio toscano\, ma una concezione della forma che trova nella natura la propria origine: una forza generatrice da cui derivano volumi\, tensioni\, cavità e ritmi che conducono la scultura verso l’astrazione. L’esposizione si sviluppa attraverso 34 opere\, di cui 4 inedite\, di questi 6 scultori di fama internazionale. Tutte le opere convergono attorno al pensiero riassunto nel titolo della mostra: un’astrazione che restituisce la vita in forma essenziale\, dove le curve\, le cavità\, le carezze di luce e ombra diventano il linguaggio di una natura interiorizzata. \nOrario: martedì\, mercoledì e giovedì 9-13\, venerdì\, sabato e domenica 15-19. \nMuseo e Villa Rinchiostra – Via dell’Acqua\, 175 – Massa \nInfo: 0585.490204 – www.museoguadagnucci.it \n\nFino al 25 ottobre\nLe signore dell’arte. La parità del talento nell’arte italiana moderna\nL’altra metà del cielo nel mondo dell’arte. È un interessante sguardo ‘di genere’ la nuova mostra estiva del Palazzo Cucchiari di Carrara\, un allestimento che punta i riflettori su un lato poco noto dell’universo artistico a cavallo tra XIX e XX secolo\, ovvero sul ‘peso’ dei rapporti familiari nella formazione e poi nell’affermazione delle artiste italiane\, a fronte del cambiamento della loro condizione sociale e artistica. Attraverso 131 opere – di cui una quindicina tra sculture e altri oggetti – che portano la firma di ben 42 artiste\, più tre dipinti di Giacomo Balla e quattro di Felice Casorati\, il curatore Massimo Bertozzi vuole richiamare l’attenzione su quei cento anni durante i quali i cambiamenti si rivelarono drastici\, creando l’opportunità per le vere protagoniste della mostra – qui definite le ‘signore dell’arte’ senz’altra specificazione (figlie\, mogli o compagne di..) – di dare piena e libera mostra del loro talento. Prestigiosi i prestatori: il Quirinale\, la Camera dei deputati (una scultura di Jenny Mucchi che ritrae Gino Severini)\, gli Uffizi (la ‘Flora’ di Giovanni Dupré\, in dialogo con il ‘Giotto bambino’ della figlia Amalia\, e l’Autoritratto di Adriana Pincherle). Dai Musei Reali di Torino arrivano le opere di due protagoniste della Libera scuola di Pittura di Felice Casorati\, Cesarina Guarino e Tina Mennyey. Invisibile da 80 anni e restaurata per l’occasione\, arriva dal Museo della Scienza e Tecnologia di Milano la sagoma dipinta del ‘Ritratto della signora Inganni’\, ovvero la pittrice Amanzia Guerillot\, presente in mostra con tre opere. \nOrario: da martedì a domenica 9.30-12.30 e 15-20. \nPalazzo Cucchiari – Via Cucchiari\, 1 – Carrara \nInfo: 0585.72355 – www.palazzocucchiari.it \n\nFino al 10 gennaio 2027\n(Yours) in the undoing. *[Nel (tuo) disfare]\nIl mudaC|museo delle arti Carrara ospita una mostra collettiva di cinque artiste: Anna Multone\, Francesca Bernardini\, Selene Frosini\, Silvia Scaringella e Verena Mayer-Tasch\, fortemente legate al territorio e alla sua pietra\, la cui pratica contemporanea incentrata sul marmo\, converge attorno ai temi della trasformazione\, della coesistenza con il mondo naturale e del rinnovamento. Il progetto è il risultato del lavoro collettivo di un gruppo curatoriale che è stato sviluppato nell’ambito del Biennio Specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali di NABA – Nuova Accademia di Belle Arti\, Campus di Milano\, sotto la guida del docente Emanuele Guidi. In dialogo con la collezione permanente del museo\, la mostra si snoda attraverso la duplice accezione racchiusa nel suo titolo: il disfare come rovina\, ma anche come gesto di liberazione. Uno scomporre di strutture arcaiche che possa portare alla costruzione di nuove architetture di pensiero. Una mostra omaggio dunque a Carrara\, attraverso uno sguardo femminile che non è più solo cura ma anche rottura\, ferita su cui interrogarci e da cui ripartire. \nOrario: dal martedì alla domenica 9.30-12.30 e 15-18. \nmudaC|museo delle arti di Carrara – Via Canal del Rio\, 1 – Carrara \nInfo: 0585.779681 – mudac@comune.carrara.ms.it
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Pisa e provincia
DESCRIPTION:Fino al 25 ottobre\nProduzione propria. L’illustrazione diventa altro\nAlessandro Baronciani\, talento creativo\, illustratore e fumettista nonchè artista eclettico e musicista\, autore dei manifesti delle edizioni di ‘Le Canzoni’\, mette in mostra a Peccioli per la prima volta numerose tavole originali\, serigrafie\, manifesti e tante altre immagini da lui create. Un percorso interamente frutto della sua creatività\, spesso realizzate in pieno spirito ‘do it yourself’\, fatte da sé\, prodotte in proprio come dice il titolo della mostra. Con Baronciani l’illustrazione diventa altro. Perché un disegno non è solo un disegno\, può diventare un post condiviso sui social\, una copertina di un libro\, un manifesto\, la cover di un disco\, tanti disegni insieme possono diventare un racconto e quindi\, anche una storia a fumetti. La mostra al Palazzo Senza Tempo raccoglierà la produzione passata e recente dell’autore in un percorso che intreccia invenzioni su carta e visive\, installazioni e una ‘cameretta’ speciale dove sedersi e guardare il mare e i manifesti dei concerti. Lo spazio ideale in cui scattare una foto ricordo. La mostra è organizzata da Fondazione Peccioliper. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 9-20. \nPalazzo Senza Tempo – Via G.Borgherucci\, 49 – Peccioli \nInfo: 0587.672158 – www.fondarte.peccioli.net \n\nFino al 7 novembre\n80 Years of an Icon – The Exhibition\nDopo la tappa al Vespa Village del Foro Italico di Roma\, approda al Museo Piaggio di Pontedera questa mostra curata da Giacomo Bretzel che celebra gli 80 anni della Vespa. Il percorso espositivo rilegge otto decenni di storia\, di evoluzioni del costume e della società. Un percorso segnato da immagini che raccontano non soltanto l’evoluzione di un veicolo divenuto icona globale dell’eleganza e della tecnologia italiane: mezzo di trasporto e strumento di libertà\, compagna di viaggio e icona di stile\, protagonista di avventure straordinarie e simbolo di un modo di vivere che continua a parlare a persone di età e culture diverse. Dalle strade delle città europee ai grandi raid intercontinentali\, dai set cinematografici alle copertine delle riviste\, Vespa emerge come uno degli oggetti più riconoscibili e influenti della cultura visiva contemporanea. Il percorso espositivo riunisce immagini provenienti da alcuni dei più importanti archivi italiani e internazionali\, a partire dall’Archivio Storico Piaggio di Pontedera. Le immagini di grandi fotografi dialogano con gli scatti realizzati da Bretzel\, dando vita a un racconto corale che attraversa continenti\, linguaggi visivi e generazioni. Trentotto gli autori degli scatti\, fra cui Fosco Maraini. \nOrario: tutti i giorni 9.30-13 e 14-17.30\, chiuso domenica e lunedì. \nMuseo Piaggio – Viale Rinaldo Piaggio\, 7 – Pontedera \nInfo: 0587 27171 – www.museopiaggio.it \n\nFino all’8 novembre\nPiero Macola. Paesaggi di vita\nLa mostra grafica della primavera di Palazzo Blu\, curata da Giorgio Bacci\, è dedicata a uno dei protagonisti più rilevanti del fumetto d’autore contemporaneo: Piero Macola\, artista che utilizza il fumetto come dispositivo critico per leggere le fratture della contemporaneità\, dalle memorie postcoloniali alla marginalità sociale\, fino alle derive distopiche. L’allestimento offre al pubblico un’immersione nel lavoro dell’artista attraverso una selezione di tavole originali\, bozzetti e materiali preparatori che raccontano oltre vent’anni di ricerca visiva e narrativa. Macola\, formatosi a Bruxelles\, all’Istituto Saint-Luc\, e affermatosi a livello internazionale\, ha costruito un linguaggio distintivo che intreccia documentazione\, esperienza diretta e immaginazione. Il percorso espositivo attraversa alcune delle opere più significative dell’autore. ‘Le Tirailleur’ (2014)\, dedicato alla memoria postcoloniale; ‘Gli indesiderati’ (2019)\, ambientato lungo il Po e dedicato al tema del caporalato che colpisce i lavoratori stranieri; ‘Lagune’ (2023)\, distopia veneziana in cui la città si trasforma in uno scenario inquietante\, specchio delle tensioni contemporanee legate alle migrazioni e ai confini; fino a ‘La Vallée heureuse’ (2026)\, che viene presentato a Pisa in anteprima assoluta: un’opera a cui Macola sta ancora lavorando di cui vengono presentate alcune tavole in anteprima assoluta. \nOrario: dal martedì al venerdì 10-19\, sabato\, domenica e festivi 10-20. \nPalazzo Blu – Lungarno Gambacorti – Pisa \nInfo: 050.2204611 – www.palazzoblu.it \n\n14 ottobre – 7 marzo 2027\nEdward Hopper\nApproda a Palazzo Blu una grande mostra internazionale dedicata a Edward Hopper (New York\, 1882-1967)\, tra i più importanti artisti americani del Novecento\, la cui opera ha profondamente influenzato la rappresentazione della modernità e dell’esperienza urbana nell’arte contemporanea. Curata da Kim Conaty e organizzata dal Whitney Museum of American Art di New York con MondoMostre\, l’esposizione ripercorre l’intera carriera dell’artista attraverso i luoghi che hanno segnato la sua formazione e il suo immaginario: New York\, Parigi\, il New England. Il progetto riunisce oltre 150 opere tra dipinti a olio\, disegni\, acqueforti\, acquerelli e altri lavori che abbracciano l’intera carriera di Hopper\, provenienti dalle collezioni del Whitney Museum of American Art. L’allestimento comprende inoltre opere comparative di artisti suoi contemporanei e si arricchisce di materiali provenienti dal Sanborn Hopper Archive\, acquisito dal museo circa dieci anni fa\, che comprende documenti\, corrispondenze\, fotografie\, diari ed ephemera stampati\, offrendo nuove prospettive sulla vita e sul processo creativo dell’artista. Il percorso espositivo è articolato in cinque sezioni: ‘Gli esordi’\, ‘Parigi’\, ‘New York’\, ‘New England’ e ‘Jo ed Edward’\, che raccontano l’inizio della carriera dell’artista\, il soggiorno a Parigi\, il rapporto con New York\, le esperienze nel New England tra Gloucester\, il Maine e Cape Cod\, e il ruolo centrale della relazione tra Edward e la moglie Jo Hopper (musa e custode della sua memoria) nella vita e nell’opera. \nOrario: tutti i giorni 10-19\, sabato\, domenica e festivi 10-20. \nPalazzo Blu – Lungarno Gambacorti\, 9 – Pisa \nInfo: 050.916950 – www.palazzoblu.it
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SUMMARY:Le Mostre a Pistoia e provincia
DESCRIPTION:Fino al 30 settembre\nC’è moda e moda\nUna mostra documentaria nella Sala Gatteschi della Biblioteca Forteguerriana. Si tratta di un’esposizione di stampe e documenti dal Settecento al Novecento e di interessanti riviste tra Ottocento e Novecento\, legati al tema della moda\, arricchita dalla scenografica presenza di ‘dipinti ad ago’\, ossia materiali tessili ricamati provenienti dal Museo del Ricamo di Pistoia\, e di costumi realizzati per le sfilate storiche della Giostra dell’Orso. La mostra accoglie idealmente 12 sezioni che vogliono rappresentare altrettante possibili declinazioni della moda. Ci sono fili visibili che diventano stoffe\, vestiti\, scialli\, borse\, opere d’arte che decorano e accompagnano chi le indossa. Disegnati\, lavorati da mani pazienti ed esperte o da macchine\, cuciti\, ricamati con accuratezza\, lavati e ripiegati dentro armadi e cassetti\, e che possono trasformarsi in preziose narrazioni\, attraverso la memoria e la cura di chi li ha salvati dalla loro apparente natura effimera per custodirli e consentirgli di attraversare il tempo. Questa mostra vuole esprimere soprattutto questo: cucire\, tessere\, ricamare\, rammendare\, lavorare a maglia sono anche modi per narrare e tramandare. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 9-13.30\, martedì e giovedì anche 15-17.30. \nBiblioteca Forteguerriana – Piazza della Sapienza – Pistoia \nInfo: 0573.371452 – www.forteguerriana.comune.pistoia.it \n\nFino al 29 ottobre\nParole di peso\nLa parola scritta diventa immagine\, segno\, materia grazie alla mostra grafica di Rossana Loperfido (Noci\, 1992) che viene ospitata negli spazi dell’ArtCorner della Biblioteca San Giorgio. Il progetto nasce da una domanda: può il design della comunicazione restituire il peso emotivo e psicologico di un testo letterario senza trasformarsi in una semplice didascalia? I testi di autori come Franz Kafka\, Italo Calvino e Mary Shelley vengono scomposti\, selezionati e amplificati attraverso una ricerca grafica costruita sull’esasperazione dei contrasti tipografici e cromatici. L’identità visiva è basata su bianco sporco\, nero antracite e rosso fuoco. Con una grammatica visiva d’avanguardia ispirata a maestri come Bruno Munari\, El Lissitzky e Barbara Kruger\, la tipografia cessa di essere puro veicolo di informazioni per trasformarsi in un vero e proprio ‘attivatore’ emotivo e spaziale. Il risultato è un percorso immersivo e tattile articolato in tre momenti. Il primo è quello dell’ArtBox\, composto da tre moduli coordinati che introducono il pubblico alla grammatica visiva della mostra. Il secondo porta invece dentro il processo creativo\, attraverso le ArtTeche\, dove incisioni in punta secca\, schizzi\, collage e la manipolazione dei Leporelli permettono di osservare il lavoro preparatorio. Il percorso approda infine all’ArtCorner\, dove sono allestiti sei grandi manifesti. Qui la parola raggiunge la massima dimensione e supera i confini della pagina per trasformarsi in segno\, superficie e struttura spaziale. \nIngresso libero. Orario: dal martedì al sabato 9-19\, lunedì 14-19\, chiuso la domenica. \nBiblioteca San Giorgio – Via Sandro Pertini\, 340 – Pistoia \nInfo: 0573.371600 – www.sangiorgio.comune.pistoia.it \n\nFino al 31 gennaio 2027\nHans Kollhoff: architettura linguaggio del corpo\nUn progetto culturale unico che mette in dialogo l’architettura del maestro tedesco Hans Kollhoff (classe 1946)\, la storia urbana di Pescia e le sculture di Libero Andreotti. Un dialogo voluto dallo stesso Kollhoff\, che ha scelto di celebrare così anche i suoi 50 anni di carriera a Pescia\, sua dimora d’adozione. Non una semplice mostra\, ma una riflessione profonda sul processo creativo dell’architettura: dal gesto del disegno alla materia\, dalla forza di gravità al rapporto intimo con il corpo e con la città. La mostra\, ospitata a Pescia dal museo Libero Andreotti\, presenta i progetti definitivi e le visualizzazioni che trasmettono il carattere degli edifici realizzati e nati in oltre cinquant’anni di ricerca nello studio berlinese di Kollhoff in collaborazione con la sua partner\, l’architetta Helga Timmermann. I materiali esposti presentano le ricerche architettoniche di cinquant’anni: progetti\, disegni e rendering di studi che hanno portato alla realizzazione di importanti aree urbanistiche ma anche edifici per uffici\, commerciali e residenziali\, case unifamiliari ed edifici pubblici di rilievo. “Abbiamo voluto accostare i modelli del nostro studio berlinese – afferma Kollhoff – con i modelli di Andreotti realizzati nei materiali più diversi come gesso\, legno\, bronzo e questo dialogo per noi architetti è molto interessante perché offre una proiezione materica della nostra idea e della nostra sensibilità e aiuta a comprendere la natura del nostro lavoro progettuale”. \nOrario: giovedì\, venerdì\, sabato e domenica 10-13 e 15-18\, chiuso lunedì\, martedì e mercoledì. \nMuseo Libero Andreotti – Piazza del Palagio – Palazzo del Podestà – Pescia \nInfo: 0572.492257 – 333.4913666 – cultura@comune.pescia.pt.it \n\nFino al 7 maggio 2027\nGiotto era il nonno di Banksy. Siamo al mondo per lasciare un segno\nUna grande mostra di street art a cura di Bruno Ialuna è ospitata al Mo.C.A.\, lo spazio dedicato all’arte contemporanea del Comune di Montecatini Terme: un viaggio immersivo che attraversa oltre 60.000 anni di storia\, mettendo in relazione le prime forme di espressione umana con i linguaggi visivi che oggi abitano le città di tutto il mondo. L’esposizione si sviluppa in più sezioni\, costruite come ambienti narrativi. Il cuore del percorso è dedicato alla nascita del writing nella New York degli anni ’60\, ’70 e ’80\, dai pionieri TAKI 183\, Jec*\, Riff170\, Snake1 fino a protagonisti fondamentali come Quik\, Iz The Wiz\, Lady Pink\, Toxic\, Delta2\, Sar e Zephyr\, in una scenografia immersiva\, firmata dal Maestro della cartapesta Jacopo Allegrucci\, che ricostruisce l’impatto visivo della metropolitana newyorkese. Il percorso si amplia poi alla dimensione internazionale del fenomeno\, tra Parigi\, Zurigo\, Santiago del Cile e Amsterdam. Un focus specifico è dedicato alla scena di Bristol\, con figure come Robert Del Naja e Nick Walker\, fino all’affermazione di Banksy\, che ha contribuito a ridefinire il ruolo e la percezione pubblica della street art in Europa. Una sezione centrale racconta il passaggio decisivo degli anni Ottanta\, quando l’arte urbana entra nei circuiti istituzionali\, conquistando gallerie e musei. Spazio anche alle connessioni tra arte urbana\, musica e cinema\, e a materiali legati alla cultura hip hop\, tra vinili\, fotografie e testimonianze d’epoca. \nIngresso libero. Orario: da martedì a venerdì 10-12\, sabato\, domenica e festivi 10.30-12.30 e 16-19\, chiuso lunedì. \nMo.C.A. (Montecatini Terme Contemporary Art) – Viale Giuseppe Verdi 46 – Montecatini Terme \nInfo: 366.7529702 – www.mocamontecatini.it \n\n3 ottobre – 6 dicembre\nSanto Francesco – 800 anni di presenza\nAlla Fondazione Poma Liberatutti di Pescia una kermesse dedicata al santo di Assisi nella ricorrenza degli ottocento anni dalla sua morte: una mostra ed una serie di iniziative che\, tra arte\, fotografia\, musica\, visite e incontri\, rendono omaggio a una figura che continua ad essere presente nella cultura del nostro paese. Il progetto prende spunto dal particolare legame di Pescia con Francesco: proprio di fronte alla Fondazione\, nella Chiesa di San Francesco\, è infatti conservata la straordinaria Tavola di Bonaventura Berlinghieri\, datata 1235 e considerata il più antico dipinto raffigurante il Santo. Il percorso espositivo si sviluppa sui due piani della Fondazione. Il piano terra ospita una mostra fotografica di Serena Gallorini\, Alessandro Mariani\, Esther May e Giovanni Savino\, quattro autori con formazioni e percorsi molto diversi\, chiamati a confrontarsi con le suggestioni francescane (spunti d’indagine forniti dalla Fondazione POMA) per riscoprire la regola francescana e il percorso mistico e spirituale di Francesco. Opere che spaziano dal ritratto alla fotografia concettuale\, dalla sperimentazione digitale alla documentazione della realtà\, offrendo plurimi modi di osservare e interpretare il tema. Al primo piano il percorso conduce invece ad Assisi\, attraverso quattordici cartoni preparatori realizzati da Romano Stefanelli\, allievo di Annigoni\, per gli affreschi delle ‘Storie di San Francesco’ dell’ex Cappella delle Reliquie del Sacro Convento\, oggi Cappella di San Bonaventura. \nIngresso libero. Orario: dal mercoledì al sabato 10-12.30 e 17.30-22\, la domenica 10-12 e 17.30-22. \nPoma Libera Tutti – Piazza San Francesco\, 12 – Pescia \nInfo: 0572.1770011 – www.pomaliberatutti.it \n\n 3 ottobre – 14 febbraio 2027\nIn Visita – Carol Rama\nA Palazzo de’ Rossi torna ‘In Visita’\, il progetto di Fondazione Pistoia Musei che propone approfondimenti dedicati ad autrici e autori contemporanei accostando una o più loro opere alle Collezioni del Novecento del Palazzo. Questa quinta edizione è dedicata a Carol Rama (Torino\, 1918-2015)\, artista tra le più indipendenti e provocatorie del Novecento\, riconosciuta a livello internazionale per la sua ricerca autonoma e radicale su temi quali il corpo\, il desiderio\, la malattia e l’identità\, anticipando molte delle questioni centrali dell’arte contemporanea. Il progetto\, curato da Monica Preti\, direttrice generale di Fondazione Pistoia Musei\, e Annamaria Iacuzzi\, conservatrice delle collezioni del Novecento\, con la collaborazione dell’Archivio Carol Rama\, presenta sette opere dell’artista torinese\, provenienti dalle Collezioni Gallerie d’Italia – Intesa Sanpaolo e da una collezione privata. Si tratta di una serie di dipinti rappresentativi dell’evoluzione creativa di Carol Rama\, realizzati negli anni Cinquanta e Settanta. Opere che consentono un approfondimento su fasi meno note del percorso dell’artista: dal periodo di adesione all’astrazione con il Movimento Arte Concreta (MAC) degli anni ’50\, allo sviluppo di una originale poetica informale con i ‘Bricolages’ nei ’60; dalle sperimentazioni con le camere d’aria di bicicletta nelle ‘Gomme’ della serie ‘Luoghi e segno’\, ai lavori con filo cucito su stoffa dei ‘diagrammi’ nei primi anni ’70. \nOrario: tutti i giorni 10-20. \nPalazzo de’ Rossi – Via de’ Rossi\, 26 – Pistoia \nInfo: 0573.974267 – www.pistoiamusei.it
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Prato e provincia
DESCRIPTION:Fino al 30 settembre\nPromemoria personale (ad uso pubblico)\nNegli spazi della settecentesca Villa Rospigliosi di Prato\, ChorAsis presenta una articolata mostra collettiva a cura di Saretto Cincinelli costruita su 4 appuntamenti. L’allestimento si configura come la messa a fuoco di uno sguardo che vuole riunire\, in un’unica esposizione plurale\, articolata e volutamente non esaustiva\, un amplio numero di artisti che a partire dal 1990\, si sono ritrovati ad esporre in Toscana e altrove in mostre e rassegne tematiche. L’intento\, è bene precisarlo\, non è dunque quello di tracciare una panoramica delle emergenze artistiche ma di dar vita a una mostra mutante che si modifica e riplasma in ogni appuntamento. Una mostra che\, invece di adottare un ordinamento basato su un modello interpretativo esterno e preesistente\, sembra volerlo costruire al proprio interno\, secondo un movimento ‘in progress’\, capace di ipotizzare\, di volta in volta\, rapporti inediti tra opere\, in alcuni casi distanti come punti cardinali. Nei quattro allestimenti (inaugurati il 10 maggio\, 7 giugno\, 5 luglio e 6 settembre) si alternano gli artisti: Isabel Banal\, Lorenzo Banci\, Massimo Barzagli\, Emanuele Becheri\, Chiara Bettazzi\, Francesco Carone\, Antonio Catelani\, Michelangelo Consani\, Luisa Cortesi\, Connie Dekker\, Daniela De Lorenzo\, Rolando Deval\, Paolo Fabiani\, Cristina Gozzini\, Carlo Guaita\, Margot Q.Knight\, Cristiane Löhr\, Luca Lupi\, Leonardo Meoni\, Paolo Meoni\, Fabrizio Prevedello\, Davide Rivalta\, Marco Rossetti\, Andrea Santarlasci\, Sandra Tomboloni\, Massimiliano Turco\, Eugenia Vanni. \nIngresso gratuito. Orario: solo su appuntamento. \nVilla Rospigliosi – Via Firenze\, 83 – Prato \nInfo e pren.: 348.7814430 – chorasis.spaziovisione@gmail.com  \n\nFino all’1 novembre\nROTTE\n‘Arte di rottura dalla donazione Carlo Palli’ è il sottotitolo di questa esposizione curata da Stefano Pezzato per il Centro Pecci. La mostra presenta un percorso selezionato fra le centinaia di opere donate nel 2025 al Centro Pecci da Carlo Palli. La donazione\, che segue quella del 2006 ed è una delle maggiori effettuate da un soggetto privato a un’istituzione italiana d’arte contemporanea\, costituisce un importante arricchimento culturale e materiale per il Centro Pecci e per l’intera città di Prato. Il progetto intende testimoniare la passione di Carlo Palli per l’arte contemporanea tracciando le ‘rotte’ predilette dal collezionista pratese\, dedicate soprattutto a pratiche di rottura\, controcorrente e fuori dalle regole. Il percorso attraversa la rivoluzione poetica del Gruppo 70\, la vivacità del movimento Fluxus\, le appropriazioni e rielaborazioni del Nouveau Réalisme\, la fascinazione degli artisti per gli oggetti\, gli sviluppi di pratiche come scrittura e pittura\, l’innovazione di forme processuali e concettuali\, fino all’affermazione dell’immaginario femminile nelle neoavanguardie. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nCentro per l’Arte Contemporanea ‘Luigi Pecci’ – Viale della Repubblica\, 277 – Prato \nInfo: 0574.5317 – www.centropecci.it \n\nFino all’1 novembre\nLa rivoluzione siamo noi\nLa Project Room del Centro Pecci presenta per la prima volta in un museo d’arte contemporanea il progetto ‘Mamma Mia Museum’ a cura di Serena Becagli\, curatrice e caregiver. Nato nel 2020 sui social media\, il percorso documenta\, attraverso scatti fotografici curiosi accostamenti o spostamenti di oggetti quotidiani messi in atto dalla madre\, Antonella Napoli\, persona con demenza: non a caso la mostra si è inaugurata a settembre\, mese dedicato all’Alzheimer. È il potere trasformativo dell’arte e dei suoi linguaggi conosciuti dalla figlia a permettere di vedere potenziali installazioni artistiche nell’apparente ‘errore’ della madre. I titoli delle fotografie rendono esplicite le citazioni o allusioni all’arte contemporanea. La mostra al Centro Pecci presenta 25 scatti fotografici\, di cui 4 inediti\, video-frammenti e alcuni scatti di backstage\, ovvero fotografie che documentano la visita a mostre e musei\, spazi di libertà per tutti i corpi e le menti che li attraversano. Tra questi ultimi\, un’immagine della madre dell’autrice in visita al Centro Pecci con alle spalle l’opera ‘La rivoluzione siamo noi’ dell’artista Joseph Beuys\, che dà il titolo alla mostra. \nOrario: tutti i giorni 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nCentro per l’arte contemporanea ‘Luigi Pecci’ – Viale della Repubblica\, 277 – Prato \nInfo: 0574.531915 – www.centropecci.it \n\nFino al 7 gennaio 2027\nMateria “lucida e ordinata”: Francesco Somaini nel centenario\nIn occasione del centenario della nascita di Francesco Somaini\, la Galleria Open Art di Prato presenta una mostra antologica inserita nel calendario delle iniziative dedicate\, nel corso dell’anno\, alla celebrazione della figura e del ruolo centrale dell’artista nell’arte italiana del Novecento. Attraverso oltre venti sculture selezionate\, alcune delle quali di grande formato\, affiancate da un nucleo di disegni\, il percorso espositivo ripercorre l’intera vicenda creativa di uno dei principali scultori italiani del XX secolo\, dai primi anni Cinquanta fino alle ultimissime realizzazioni agli albori del nuovo millennio. Nato a Lomazzo (CO) nel 1926 e scomparso a Como nel 2005\, Somaini si distingue fin dalla giovinezza per l’alto profilo della sua formazione. Agli anni di apprendistato accanto a Pietro Clerici e al filosofo Franco Ciliberti seguono il determinante incontro con Meret Oppenheim e gli studi all’Accademia di Brera\, sotto la guida di Giacomo Manzù. La mostra di Prato vede la presenza di alcuni capolavori assoluti dell’artista\, tra i quali la monumentale ‘Grande Ordalìa’ del 1963\, opera fondamentale nel suo percorso\, capace di riassumere e restituire la complessità della sua intera carriera\, ma anche il ‘Grande Martirio Piagato (II versione)’\, opera sorella di quella presente al MoMA di New York. \nIngresso libero. Orario: da lunedì a venerdì 14-19.30\, sabato 10.30-12.30 e 15-19.30\, chiuso domenica e festivi. \nGalleria Open Art – Viale della Repubblica\, 24 – Prato \nInfo: 0574.538003 – www.openart.it \n\nFino al 10 gennaio 2027\nLorenza Longhi. Villa Delizia\nIl Centro ‘Pecci’ di Prato presenta la prima mostra personale di Lorenza Longhi (Lecco\, 1991) in un’istituzione italiana. L’opera di Longhi esplora la costruzione del desiderio e la circolazione degli oggetti nella società contemporanea. L’artista osserva il quotidiano e attraverso beni di consumo – arredi di design\, tessuti\, passamanerie – smaschera le modalità con cui gli oggetti vengono mostrati e consumati. Le opere spesso giocano con l’ornamento\, il kitsch\, il glam… e mettono in scena i codici del gusto collettivo\, con l’obiettivo di mostrare le forme del desiderio e\, al contempo\, renderle ambigue\, aprendo uno spazio di consapevolezza. Nella sua pratica\, Longhi ricorre al fai-da-te: giustappone materiali trovati o utilizza una serigrafia senza matrice\, applicando stencil e frammenti di recupero direttamente sulla superficie di stampa. L’artista dà nuova vita ai materiali\, includendo nel suo linguaggio errori\, incidenti e variazioni impreviste\, con una presa di distanza dalla retorica dell’efficienza. Allestita nell’Ala Nio\, la mostra trasforma lo spazio espositivo\, intervenendo su alcuni elementi architettonici come le finestre circolari del soffitto e i divani storici del Centro Pecci. Passamanerie\, sedute\, cuscini\, un portale e alcune vetrofanie costruiscono uno spazio avvolgente che modella l’architettura per accogliere le opere. In alcune ampie tele\, tutte prodotte per l’occasione\, l’artista ha selezionato e accostato tessuti provenienti da manifatture e aziende del territorio pratese. \nOrario: tutti i giorni 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nCentro per l’arte contemporanea ‘Luigi Pecci’ – Viale della Repubblica\, 277 – Prato \nInfo: 0574.531915 – www.centropecci.it \n\n 3 – 11 ottobre\nLA RABBIA\nQuesta mostra collettiva a cura di Mariana Ferratto\, Martina Fontana e Pietro Gaglianò nasce dall’incontro tra la preoccupazione per uno scenario nazionale e globale sempre più segnato dai conflitti\, dall’erosione dei diritti e dal progressivo restringersi degli spazi di libertà\, e la domanda su quale possa essere oggi il ruolo dell’artista\, quale il suo posizionamento di fronte a tutto questo. Mentre assistiamo al rafforzarsi di retoriche belliciste e politiche genocidarie\, nella silenziosa complicità di gran parte delle istituzioni culturali\, diventa inevitabile interrogarsi sulle forme che può assumere il dissenso e sulla possibilità di opporsi ai sistemi di potere e alle connivenze che contribuiscono a legittimarli. La tensione tra critica sociale e critica estetica è uno dei nodi attraverso cui si definisce la contemporaneità. Un dibattito che affonda le proprie radici nelle esperienze politiche e artistiche del XIX secolo e che\, lungi dall’essersi esaurito\, continua a ridefinirsi nel mutare degli eventi\, delle condizioni e delle questioni in gioco. È all’interno di questa tensione che ‘LA RABBIA’ cerca il proprio spazio\, interrogando il rapporto tra la condizione dell’arte nella società e il sentire politico di chi la produce. Questa mostra si propone come uno spazio in cui artisti e artiste possono dare forma a ciò che provano e a ciò che proviamo. Non per rappresentare la rabbia\, né per tradurla necessariamente in un discorso politico esplicito\, ma per attraversarla e verificarne la possibilità di diventare linguaggio. \nInaugurazione 3 ottobre dalle ore 15 alle 20. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 10-19. \nVilla Rospigliosi – Via Firenze\, 83 – Prato \nInfo: 348.7814430 – chorasis.spaziovisione@gmail.com
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Siena e provincia
DESCRIPTION:Fino al 30 settembre\nSilenzio nei Segni della Luce\nIl Museo Diocesano e la Cattedrale di San Secondiano a Chiusi ospitano una mostra del maestro Paolo Gubinelli (Matelica\, 1945) curata da Sabrina Papini. Le nuove opere\, realizzate per questo spazio\, sono inserite nel percorso museale e all’interno della maestosa Cattedrale per creare un ‘continuum’ narrativo che attualizza ed esalta il significato della collezione permanente mettendola in dialogo con l’arte contemporanea fatta di luci e di colori che parlano con le nostre sensazioni interiori. Luci che filtrano e si proiettano negli antichi spazi architettonici e fanno riemergere dal silenzio sopite sensazioni. Artista di profonda moralità e di intenso impegno\, Gubinelli\, pur non essendone originario\, è immerso fin da giovanissimo nell’ambiente intellettuale toscano e fiorentino e da quello trae spunti determinanti. L’artista è un vero e proprio ‘poeta’ della pittura ma il suo lirismo è profondamente venato di ‘concettualismo’ e di una ricerca di forza comunicativa. L’opera di Gubinelli\, globalmente intesa\, è sempre ancorata a una volontà di significato che rende questi lavori singolarmente affascinanti nel panorama artistico contemporaneo\, sia rispetto alle opere su carta sia rispetto a quelle in ceramica dove l’estro e la finezza creativa del maestro trovano un campo di espansione ancora più fruttuoso. \nOrario: dal martedì alla domenica e nei festivi 10.15-12.45 e 14.30-17 \nMuseo della Cattedrale – Piazza Carlo Baldini\, 7 – Chiusi \nInfo: 0578.226975 – 338.6827859 – www.museodellacattedrale.it \n\nFino all’11 ottobre\nSotto gli Archi del Tempo\nColle di Val d’Elsa prosegue il suo programma di valorizzazione culturale del territorio e rafforza il suo ruolo di centro di produzione artistica contemporanea. Protagonista è Leandro Erlich\, tra i più noti esponenti della scena artistica internazionale. Erlich realizza qui tre installazioni site-specific in sabbia che dialogano con l’architettura medievale del ponte e con il contesto urbano. Le opere riflettono sul tema del tempo\, della memoria e della fragilità del patrimonio\, trasformando lo spazio in un paesaggio simbolico e immersivo. Il progetto si articola in tre installazioni: una clessidra monumentale che evoca l’incommensurabilità del tempo; una rappresentazione in scala del borgo di Colle di Val d’Elsa\, modellata come una cartografia effimera; un insieme di architetture iconiche provenienti da diverse civiltà\, riunite in un unico scenario fragile e universale. L’iniziativa è stata ideata e organizzata da Associazione Arte Continua nell’ambito di ‘Colle 2028’. Fulcro dell’intervento è UMoCA – Under Museum of Contemporary Art\, spazio museale permanente situato sotto gli archi del ponte di San Francesco a Colle\, un innovativo luogo dedicato all’arte contemporanea nello spazio pubblico. Il progetto museale include anche un’opera permanente dell’artista Cai Guo-Qiang\, realizzata con l’assistenza di Arte Continua. \nOrario: sempre visibili. \nUMoCA – Under Museum of Contemporary Art – Archi del ponte di San Francesco – Colle Val d’Elsa \nInfo: 0577.530164 – 349.3364855 – www.museisenesi.org – www.artecontinua.org \n\nFino al 25 ottobre\nAugusto Mattioli\nNegli spazi della Casa di Riposo Campansi\, è possibile visitare la mostra fotografica di Augusto Mattioli\, fotoreporter senese da sempre attento a documentare la vita\, i volti e le tradizioni della città. L’esposizione raccoglie circa sessanta fotografie\, realizzate dagli anni Settanta a oggi\, con uno sguardo particolare sul Palio di Siena e sulla sua dimensione più autentica e quotidiana. Il percorso si concentra soprattutto sul corteo storico\, sulle monture storiche delle Contrade e sui momenti che precedono e accompagnano la Festa. La mostra propone fotografie capaci di restituire il Palio attraverso i suoi dettagli e i suoi retroscena: i momenti della preparazione\, situazioni inusuali\, lontane dalla rappresentazione più comuni della Festa. Tra gli scatti sono presenti immagini di figuranti del Comune e delle Contrade\, nei momenti che precedono il corteo storico e che mostrano il pathos dell’attesa. Le fotografie\, nei formati 30×40 e 20×30 centimetri\, costruiscono un racconto visivo che attraversa più generazioni e restituisce il Palio come patrimonio di memoria\, identità e appartenenza. L’obiettivo di Mattioli si sofferma sui volti\, sui gesti e sulle relazioni\, offrendo al visitatore un punto di vista insieme documentario e personale. \nIngresso libero. Orario: nell’apertura della struttura. \nRSA Campansi – Via Campansi\, 18 – Siena \nInfo: 0577.1791001 \n\nFino all’1 novembre\nAbitare il Rinascimento\n‘Arredi domestici a Siena dal XV secolo all’epoca della Maniera’ è il sottotitolo di questa mostra dedicata all’arte domestica senese tra XV e XVI secolo e ospitata nelle stanze del Palazzo delle Papesse\, dimora rinascimentale appartenuta a Caterina Piccolomini\, sorella di Papa Pio II. L’esposizione documenta\, attraverso più di ottanta opere\, la feconda produzione di arte domestica sviluppatasi a Siena tra il XV e il XVI secolo. Arredi come cassoni\, spalliere\, lettucci\, testate di letto\, manufatti tessili e suppellettili\, tornano a dialogare con lo spazio per cui erano stati pensati\, la casa\, e sono protagonisti di un percorso che intende restituire la ricchezza e la varietà di una cultura figurativa destinata all’ornamento degli spazi abitativi. Non solo opere da osservare ma ambienti da attraversare\, tracce di vita quotidiana\, oggetti preziosi che raccontano il gusto\, la cultura e l’identità delle nobili dimore senesi nel cuore del Rinascimento. Fra gli esemplari presenti nell’allestimento due Cassoni provenienti dal Museo Stibbert di Firenze e vari dipinti di Domenico Beccafumi e altri artisti della scuola senese e delle loro efficienti botteghe: Francesco di Giorgio Martini\, Benvenuto di Giovanni\, Bernardino Fungai\, Girolamo del Pacchia\, Andrea Piccinelli\, detto il Brescianino\, ecc… Curata da Laura Bonelli e Marilena Caciorgna\, la mostra è presentata da Opera Laboratori\, con Vernice Progetti. \nOrario: tutti i giorni 10-19\, giovedì 10-21.30. \nPalazzo delle papesse – Via di Città\, 126 – Siena \nInfo: 0577.1795100 – www.palazzodellepapesse.it \n\nFino all’1 novembre\nForme nel verde\nA San Quirico d’Orcia ecco la 55ª edizione di Forme nel Verde\, la prima e più antica rassegna di arte ambientale d’Italia. L’attuale edizione\, promossa e organizzata dal Comune con la direzione artistica di Carlo Pizzichini\, è rivolta alla visione dell’artista Gianfranco Meggiato\, alla sua capacità di inserire l’uomo al centro\, di comprenderne la complessità del pensiero e la forza nel tracciare il futuro. Un omaggio anche ai 90 anni di Emilio Giannelli\, storica firma del Corriere della Sera\, alle sue inedite ‘belle statuine’ esposte a Palazzo Chigi Zondadari. Infine torna (sempre a Palazzo Chigi) il potere creativo dei giovani allievi delle Accademie di Belle Arti d’Italia\, che a tutti gli effetti rappresentano il futuro dell’arte. Guidano questa edizione le sculture monumentali di Gianfranco Meggiato con ‘In itinere. L’Uomo Quantico in cammino. Un viaggio interiore lungo la via Francigena’\, in collaborazione con Oblong Contemporary Art Gallery. La rassegna si apre nei magnifici e cinquecenteschi Horti Leonini\, dove sono esposte 18 sculture\, per proseguire nel centro storico (‘Attimo Fuggente’ in piazza Libertà\, ‘Doppio Totem’ in via Dante e ‘Uomo Quantico’ davanti all’antica Collegiata)\, nel Palazzo Chigi Zondadari\, dove è esposto in anteprima internazionale un corpus di trenta disegni inediti\, e prosegue in uno dei luoghi più belli di tutta la Val d’Orcia: i famosi “cipressini” in cerchio immersi nel paesaggio che è Patrimonio Unesco: qui è installata l’opera ‘Germinazione’\, una scultura monumentale di sei metri d’altezza. \nOrario: tutti i giorni 8-20. \nHorti Leonini – Piazza della Libertà – San Quirico d’Orcia \nOrario: tutti i giorni 10.30-18. \nPalazzo Chigi Zondadari – Piazza Chigi\, 4A \nInfo: 0577.899711 – 0577.899724 – www.formenelverde.com \n\nFino al 15 novembre\nSYBILS\nLa Cripta del Duomo di Siena ospita gli scatti di Bill Armstrong\, fotografo d’arte di fama internazionale con sede a New York. Promossa dall’Opera della Metropolitana di Siena e organizzata da Opera Laboratori\, l’esposizione dell’artista americano reinterpreta uno dei capolavori assoluti del patrimonio artistico italiano – il Pavimento del Duomo di Siena – per trasformarlo in un’esperienza visiva radicalmente nuova. Il progetto\, che mette in dialogo uno dei più celebri cicli decorativi del Rinascimento italiano con la ricerca fotografica contemporanea\, si inserisce nel solco del lavoro dell’artista: le Sibille si presentano come immagini in transito\, attraversate da una tensione tra rivelazione e perdita. Le figure profetiche che abitano il marmo rinascimentale perdono qui ogni stabilità: si dissolvono\, si sdoppiano\, vibrano. La loro immagine\, sottratta alla nitidezza\, diventa visione. La sfocatura diventa così un dispositivo conoscitivo\, capace di restituire visivamente l’indeterminatezza del sapere oracolare. Armstrong non fotografa il passato: lo destabilizza. Il risultato è un cortocircuito potente: la solidità della pietra dialoga con la fragilità dell’immagine fotografica\, la permanenza con l’instabilità. \nOrario: tutti i giorni 10-19. \nCripta del Duomo – Piazza del Duomo – Siena \nInfo: 0577.286300 – booking@operalaboratori.com – www.operaduomo.siena.it \n\nFino al 15 novembre\nRemember Joseph Beuys\nNegli spazi della Corticella del Santa Maria della Scala\, ecco il progetto espositivo dedicato a una delle figure più radicali e influenti dell’arte del secondo Novecento\, il pittore e scultore tedesco Joseph Beuys (1921-1986). L’esposizione\, a cura di Lorenzo Emanuele Metzler e con la curetala scientifica di Giorgio D’Orazio\, ci offre un percorso che\, attraverso le fotografie di Buby Durini\, le opere\, i multipli\, i documenti e le pubblicazioni provenienti dalla collezione privata di Lucrezia De Domizio Durini\, restituisce soprattutto le immagini del ‘fare’ di Joseph Beuys: le azioni\, gli incontri\, il rapporto diretto con le persone e con l’ambiente\, la volontà di trasformare il pensiero artistico in esperienza concreta e responsabilità verso il mondo. Proprio il concetto di cura rappresenta uno degli elementi di maggiore connessione fra la mostra e il luogo che la ospita: il Santa Maria della Scala è stato per secoli spazio di accoglienza\, assistenza e relazione con la comunità. Il nucleo dedicato alla ‘Difesa della Natura’ racconta in particolare una concezione dell’ecologia che\, per Beuys\, non poteva essere separata dall’essere umano. Difendere la natura significava intervenire\, prendersene cura\, assumersi una responsabilità e riconoscere nella creatività uno strumento capace di produrre trasformazione sociale. Un pensiero testimoniato anche dalle immagini fotografiche\, che mostrano l’artista non soltanto attraverso le sue opere\, ma attraverso gesti\, azioni e relazioni. \nOrario: tutti i giorni 10-19. \nComplesso museale di Santa Maria della Scala – Piazza del Duomo – Siena \nInfo: 0577.228744 – www.santamariadellascala.com \n\nFino al 10 gennaio 2027\nRitorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo\nL’arte del ‘300 e del ‘400 chiantigiano torna a splendere dopo 25 anni. Il Museo Archeologico del Chianti di Castellina mette in mostra\, dopo il restauro\, opere di origine fiorentina e chiantigiana per anni rimaste nei depositi.  Un percorso che porta alla luce opere che storicamente erano protagoniste delle chiese e nelle piazze di Castellina\, per poi trovare collocazione nei depositi della Pinacoteca di Siena\, dove sono rimaste per 25 anni. Stelle della mostra sono le tavole quattrocentesche di Bicci di Lorenzo (‘La Madonna col Bambino e i santi Biagio\, Caterina d’Alessandria\, Agnese e Agostino’ del XV secolo dalla Pieve di Sant’Agnese a Castellina)\, Cosimo Rosselli (‘La Madonna col Bambino e i Santi Giorgio e Francesco’ del 1495-1500\, dalla Chiesa di San Giorgio in Piazza a Castellina) e quella trecentesca di Niccolò di Pietro Gerini (‘La Crocifissione coi Dolenti e San Francesco’\, del 1390-1395\, già nella pieve di San Sigismondo a Gaiole in Chianti). La mostra\, al piano terreno della Rocca quattrocentesca\, è curata da Nicoletta Matteuzzi\, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza di Siena\, e Marco Firmati\, direttore del Museo Archeologico del Chianti di Castellina. \nOrario: tutti i giorni 10-18. \nMuseo Archeologico – Piazza del Comue\, 17 – Castellina in Chianti \nInfo: 0577.742090 – www.museoarcheologicochianti.it \n\nFino al 28 febbraio 2027\nL’altra galleria\nSono ’Acquisizioni e opere svelate dei Musei Civici di San Gimignano’ quelle messe in mostra a San Gimignano nel Complesso museale di Santa Chiara\, che raccoglie opere custodite nei depositi dei Musei Civici\, acquisizioni recenti\, donazioni\, opere restaurate\, documenti d’archivio e testimonianze artistiche pronte a raccontare un’identità culturale ampia e variegata della città delle torri. L’esposizione\, curata da Valerio Bartoloni\, è promossa dai Musei Civici di San Gimignano e da Opera Laboratori. L’allestimento riunisce quasi 90 esemplari tra bronzi\, maioliche\, dipinti\, disegni e grafiche\, databili tra la seconda metà del Quattrocento e la fine del Novecento. La maggior parte delle opere sono inedite e mai esposte al pubblico. Il percorso si articola in cinque sezioni ordinate secondo un criterio tematico e cronologico. La prima è dedicata ai bronzi e alle maioliche della Donazione Pacchiani (XV-XVII sec.)\, la seconda raccoglie opere del XVI-XVIII secolo frutto di religiosità e devozione popolare\, nella terza sono raccolti dipinti e disegni legati alla città e alla sua storia artistica\, con protagonisti come Niccolò Cannicci\, Raffaele De Grada\, Pietro Annigoni e Mino Maccari. La quarta sezione\, ‘Genius Loci’\, è dedicata agli artisti di San Gimignano dell’Ottocento e Novecento\, ancora da approfondire. Infine la sezione ‘Revival Contemporaneo’\, con opere donate dagli autori (fra cui Treccani) in occasione delle mostre temporanee del Comune. \nOrario: tutti i giorni 10-19.30\, dal 1° novembre tutti i giorni 11-17.30 \nComplesso museale di Santa Chiara – Via Folgore\, 11 – San Gimignano \nInfo: 0577.286300 – booking@operalaboratori.com \n\n10 ottobre – 29 novembre\nSiena Awards Photo Festival \nXII edizione del programma espositivo che porta a Siena e nel suo territorio alcune tra le più significative voci della fotografia contemporanea. Nel percorso cinque grandi mostre personali firmate da autori di riferimento della fotografia mondiale\, affiancate da un progetto speciale diffuso nel centro storico di Sovicille (‘Fractures – Between Two Silences’). Guerre\, diritti umani\, memoria\, crisi ambientali\, rapporto tra uomo e natura e disuguaglianze globali sono alcuni dei temi che attraversano il programma\, che vede la fotografia come strumento di conoscenza\, testimonianza e riflessione critica sul presente. All’Accademia dei Rozzi la fotogiornalista italiana Cinzia Canneri presenta ‘Women’s Bodies as Battlefields’\, che documenta la guerra nel Tigray e la sistematica violazione dei diritti delle donne nei conflitti contemporanei. Al Centro Culturale ‘La Tinaia’ di Sovicille è ospitata ‘Witness to Our Time’\, la grande retrospettiva dedicata a James Nachtwey\, il fotogiornalista testimone dei conflitti nei Balcani e del genocidio in Ruanda\, delle carestie in Africa e dell’11 settembre a New York. Al Museo di Storia Naturale di Siena\, il fotografo olandese Jasper Doest presenta ‘Meet Bob’\, storia di un fenicottero caraibico salvato dopo un grave incidente e diventato simbolo della conservazione ambientale sull’isola di Curaçao. Una delle più grandi catastrofi contemporanee è al centro di ‘Chernobyl: Memory of a Disaster’\, la mostra di Pierpaolo Mittica ospitata negli spazi di Area Verde Camollia 85. Al Museo del Paesaggio di Castelnuovo Berardenga (via Chianti\, 61)\, l’artista digitale turco Uğur Gallenkuş presenta ‘Parallel Universes’\, la serie che lo ha reso celebre. Completano il programma le mostre dedicate ai tre concorsi internazionali: Siena International Photo Awards\, Creative Photo Awards e Drone Photo Awards. \nIngresso libero. Orario: venerdì 15-19\, weekend e festivi 10-19. \nAccademia dei Rozzi – Via di Città\, 36 – Siena \nArea Verde Camollia 85 – Via del Romitorio\, 4 – Siena \nMuseo di Storia Naturale – Piazzetta Silvio Gigli\, 2 – Siena \nInfo: 350.1296678 – www.sienawards.com \n\n11 ottobre – 10 gennaio 2027\nPasolini. Pitture\, Paesaggi\, Persone\nPresso l’Antica Grancia di Serre di Rapolano una esposizione\, a cura di Daniela Ferrari e Riccardo Maria Balzarotti\, dedicata a uno degli aspetti più inediti della produzione artistica di Pier Paolo Pasolini: la pittura\, e in particolare la sua rappresentazione del paesaggio e della figura umana. Il percorso espositivo racconta il Pasolini pittore e il suo profondo legame con le campagne\, radice da cui sono scaturite alcune delle sue riflessioni sulla mutazione antropologica italiana. L’allestimento parte da una sala dedicata alla Biblioteca di Pasolini\, con alcune delle prime edizioni dei suoi scritti provenienti dal Gabinetto Vieusseux di Firenze\, e prosegue con un approfondimento dedicato alla sua indagine sul paesaggio attraverso documenti\, foto\, riviste e pubblicazioni. La sezione dedicata alle opere pittoriche si apre con un omaggio al maestro\, Roberto Longhi\, con il quale Pasolini intrecciò un sodalizio fondamentale durante gli anni universitari: una lezione incentrata sulla capacità di leggere criticamente il testo figurativo\, di ‘impaginare’ la visione pittorica e di selezionare i soggetti\, elementi che influenzeranno in modo determinante non solo la sua pittura\, ma anche la sua produzione cinematografica. Successivamente\, si susseguono opere di Pasolini che\, attraverso varie tecniche\, mostrano soggetti come il paesaggio e alcune figure umane\, fino ad arrivare agli autoritratti e ai ritratti di persone vicine all’artista\, tra figure di spicco e amici. Una sezione è dedicata al disegno che ha accompagnato gran parte delle riprese di Pasolini e il lavoro di scrittura dei film. \nOrario: venerdì 15-18.30\, sabato e domenica 10-13 e 15-18.30. \nAntica Grancia di Serre di Rapolano – Via Antica Grancia\, 3 – Rapolano Terme \nInfo: 0577.704916 – www.livingrancia.it
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DESCRIPTION:Tanti appuntamenti anche nel 2026 con Collezionare in Piazza\, il mercatino di piccolo antiquariato\, collezionismo\, modernariato\, rigatteria\, vintage\, artigianato e hobbisti protagonista ogni ultimo fine settimana del mese in piazza San Francesco a Prato. \nDopo aver preso il via a gennaio\, gli appuntamenti targati associazione culturale Il Penny proseguono il 26 e 27 settembre\, il 24 e 25 ottobre\, il 28 e 29 novembre e il 27 dicembre. A queste si aggiunge un’edizione straordinaria natalizia del mercato\, in programma martedì 8 dicembre e poi nel fine settimana del 18\, 19 e 20 dicembre.\n \n\nInfo: 339.5423347 (solo whatsapp) – ilpenny@virgilio.it – Pagina Facebook
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SUMMARY:Il Museo Impossibile\, Firenze
DESCRIPTION:Il Museo Impossibile arriva a Firenze con apertura ufficiale fissata per sabato 4 aprile\, portando in città un format innovativo già sperimentato in altre realtà italiane. La sede fiorentina si trova in via G. Capponi 4\, in zona centrale nei pressi di piazza SS. Annunziata\, rendendolo facilmente accessibile sia ai residenti che ai turisti. Si tratta di una mostra immersiva e interattiva che supera il concetto tradizionale di museo: non più semplice esposizione di opere da osservare\, ma un’esperienza da vivere in prima persona. Il percorso è costruito attorno a illusioni ottiche\, installazioni 3D e ambientazioni surreali\, progettate per mettere in discussione la percezione della realtà e coinvolgere attivamente il visitatore. Il cuore del progetto è proprio l’interazione: il pubblico può entrare fisicamente nelle scenografie\, partecipare a giochi percettivi e scattare fotografie spettacolari in contesti ‘impossibili’. Questo approccio rende la visita dinamica e divertente\, trasformandola in un’esperienza ludica e condivisibile\, particolarmente adatta a famiglie\, giovani e gruppi di amici. \nDopo il successo a Padova\, Milano\, Genova e Torino anche Firenze potrà godere della incredibile proposta del Museo Impossibile che offre un’esperienza strabiliante sul mondo degli inganni ottici a 360°: \n– uno spazio dedicato ai grandi classici delle illusioni visive\, come la spettacolare Stanza di Ames\, il Paradosso di Archimede e le affascinanti illusioni prospettiche proposte in una chiave  originale e moderna; \n– le più innovative tecnologie che permettono di entrare davvero “dentro l’illusione “\, come il Green screen\, che rende il visitatore protagonista di celebri quadri d’arte e scenografie incredibili \n– la realtà virtuale\, attraverso cui vivere in prima persona esperienze adrenaliche; \n– l’arte grafica 3d\, che offre set spettacolari in grado di trasformare la realtà e scattare foto surreali; \n– la stanza dell’urlometro\, per approfondire le curiosità scientifiche del suono e al tempo stesso dare libero sfogo alla potenza del proprio urlo; \n– originali rompicapo e stimoli creativi\, per mettersi alla prova e interagire con gli inganni percettivi. \nParticolare attenzione è dedicata al mondo della scuola. Il museo infatti segue il metodo dell’edutainment\, un approccio ormai consolidato nel mondo delle esposizioni\, che unisce apprendimento ad intrattenimento e consente di imparare divertendosi. Le visite guidate dedicate agli studenti propongono di esplorare il rapporto tra scienza\, percezione e tecnologia\, per comprendere in modo coinvolgente come nascono gli inganni della mente e quali principi scientifici si nascondono dietro ogni esperienza. Il Museo Impossibile si inserisce nel panorama delle nuove forme di intrattenimento culturale\, dove arte\, tecnologia e socialità si fondono. L’obiettivo non è solo stupire\, ma anche stimolare curiosità e immaginazione\, offrendo un viaggio sensoriale che rompe le regole della logica e della prospettiva. In questo senso\, ogni installazione diventa un piccolo esperimento visivo capace di sorprendere e divertire. \nDal punto di vista organizzativo\, il museo sarà aperto tutti i giorni con orario indicativo 10-19 (ultimo ingresso intorno alle 18)\, permettendo una fruizione flessibile e accessibile. L’apertura del Museo Impossibile rappresenta una novità significativa per Firenze: un luogo dove arte e intrattenimento si incontrano\, dando vita a un’esperienza immersiva a 360 gradi. Più che un museo tradizionale\, è uno spazio di scoperta e meraviglia\, in cui il visitatore diventa protagonista e la realtà si trasforma in gioco. \n\nInfo: 327.0296759 – www.ilmuseoimpossibile.it \n  \n \n  \n \n  \n \n  \n \n  \n \n  \n \n  \n \n 
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SUMMARY:Il clavigero: il risveglio del Duomo di Siena\, Siena
DESCRIPTION:Dal 6 aprile al 31 ottobre torna uno degli appuntamenti più suggestivi del Duomo di Siena: la visita con il clavigero. Per ben 63 giorni\, la mattina alle ore 7.15 i visitatori avranno l’occasione unica di seguire il clavigero – il custode delle chiavi – nel rituale quotidiano di apertura del Duomo\, assistendo all’accensione delle luci e alla preparazione degli spazi sacri. La novità di quest’anno è la presenza di una guida specializzata che accompagnerà i visitatori alla scoperta delle opere d’arte e delle curiosità custodite dalla Cattedrale\, visitando la Libreria Piccolomini e vivendo l’emozione del percorso elevato dei sottotetti con l’apertura della Porta del Cielo.  \n_______________________________________________________________________________________________ \nInfo e pren.: 0577.286300 – experience@dearguest.com – www.operaduomo.siena.it
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CATEGORIES:Incontri,Siena
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SUMMARY:'Francesco. Ottocento anni dopo: pensiero\, storia\, poesia\, musica’\, Lucca
DESCRIPTION:Si è inaugurato a Lucca e prosegue per tutto il 2026 il calendario di ‘Francesco. Ottocento anni dopo: pensiero\, storia\, poesia\, musica’\, evento dedicato alla figura di San Francesco d’Assisi e alla sua eredità culturale. La rassegna include musica\, letteratura\, cinema\, fotografia e momenti di approfondimento\, in collaborazione con realtà del territorio come Lucca Classica\, Photolux\, Lucca Film Festival e la Scuola IMT. Il programma riparte sabato 2 maggio\, alle 21\, nella Chiesa di San Francesco\, con lo spettacolo ‘Francesco’ di Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi\, inserito nella programmazione di ‘Lucca Classica Festival’ (pag. 13). Venerdì 8 maggio\, alle 21\, la Chiesa di San Francesco ospita il secondo appuntamento di ‘Canone in verso’\, con ‘Un’ignota ricchezza: San Francesco e Dante’\, a cura di Alberto Casadei e con la partecipazione dell’attrice Matilde Bernardi. A giugno\, venerdì 26 alle 21\, il concerto per l’anniversario della riapertura del Complesso conventuale propone un percorso musicale dedicato al Santo con il coro della Cappella Musicale della Basilica Papale di San Francesco e l’Orchestra da Camera Fiorentina. Il programma riprende il 4 ottobre con una celebrazione eucaristica seguita da un concerto in collaborazione con la Caritas diocesana e gli allievi del Conservatorio Boccherini e del Liceo Musicale Passaglia. Dal 15 al 28 novembre il ciclo delle ‘Conversazioni’ riunisce Fabio Genovesi\, Mariangela Gualtieri\, Massimo Cacciari e Chiara Mercuri\, chiamati a esplorare la radicalità del messaggio francescano attraverso letteratura\, poesia\, filosofia e storia. Un percorso culturale che accompagna la città di Lucca in un anno di riflessione collettiva sulla figura di Francesco. \n\nInfo: 0583.472661 – www.fondazionecarilucca.it
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SUMMARY:Giorni d'Estate\, Firenze
DESCRIPTION:Musica\, teatro\, circo contemporaneo\, arte e incontri. C’è questo e molto altro nel cartellone di ‘Giorni d’Estate’\, l’edizione 2026 dell’Estate Fiorentina che fino al 30 settembre trasforma la città in un grande palcoscenico a cielo aperto. Promossa dal Comune insieme alle associazioni del territorio\, la manifestazione attraversa tutti i quartieri di Firenze con un programma diffuso di eventi. \nGli appuntamenti di agosto e settembre \nLo spazio Lumen ospita ‘Urban Pulse’\, con eventi di respiro internazionale e rassegne multidisciplinari (fino al 19 settembre)\, mentre fino al 6 settembre il festival ‘Sagrati in Musica’\, curato da Toscana Classica\, porta concerti gratuiti nelle chiese e nelle basiliche fiorentine. Dal 17 al 20 agosto l’associazione Limpar propone la camminata spettacolo ‘Raccontando Michelangelo’\, un percorso tra le vie del centro storico dedicato al maestro del Rinascimento. A settembre riflettori puntati sul ‘Firenze Jazz Festival’\, organizzato da Centro Spettacolo Network\, con 19 concerti tra Oltrarno e ville storiche (dal 5 al 13). Negli stessi giorni il Parco delle Cascine accoglie il circo contemporaneo di ‘Open Air Circus’\, curato da Aria Network Culturale\, e nella Cavea del Teatro del Maggio arrivano i protagonisti della musica elettronica mondiale con ‘Lattexplus Festival’ (12 settembre). Dal 24 al 26 è la volta di ‘Genius Loci’\, per scoprire il complesso di Santa Croce attraverso spettacoli\, incontri e il tradizionale concerto all’alba. \n\nInfo: 055.055 – www.estatefiorentina.it
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SUMMARY:I Giorni del Vino\, Arezzo
DESCRIPTION:I Giorni del Vino ad Arezzo\, iniziativa della Strada del Vino Terre di Arezzo\, prosegue fino al 27 settembre con aperture delle cantine.  Nel mese di luglio\, la rassegna Cantine Aperte sulla Strada del Vino Terre di Arezzo propone visite e degustazioni nelle aziende vitivinicole del territorio. Gli appuntamenti si svolgono mercoledì\, venerdì\, sabato e domenica con orario 16-20 (salvo eventi con orari dedicati). \nPartecipano tra le altre Fattoria Santa Vittoria (Foiano della Chiana)\, Buccia Nera e Fattoria di San Leo (Arezzo)\, Tenuta Le Muricce (Bucine)\, Il Querciolo (Marciano della Chiana)\, Malerba (Cavriglia)\, Il Borro (Loro Ciuffenna) e Carlo Tanganelli (Castiglion Fiorentino). Prenotazione obbligatoria; dettagli e costi nelle schede delle singole cantine. \n\nInfo: 0575.294066 – www.stradadelvino.arezzo.it \n  \n 
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SUMMARY:Un Parco di Musica e altre storie\, Firenze
DESCRIPTION:Prosegue fino al 27 settembre nel Parco Mediceo di Pratolino a Vaglia ‘Un Parco di Musica ed altre storie’\, la rassegna con spettacoli di musica\, teatro\, danza e letture immersi nella bellezza del sito Unesco e coordinati da Music Pool. \nAppuntamenti di luglio \nIl mese si apre il 3 con ‘Earth Bodies’\, incontro tra danza e tecnologia. Il 12 ecco una serata che vede protagonisti i Gruppi da camera dell’Orchestra Giovanile Italiana\, mentre il 17 Legamidarte presenta le più amate colonne sonore in ‘Not(t)e da Oscar’. Il 18 i Black & Blue e Mauro Grossi propongono jazz e gospel e il 19 Letizia Fuochi porta in scena letture sull’umanità. Il 23 c’è ‘Verdi Game’\, spettacolo di prosa e lirica sulla vita del compositore. Chiusura il 26 con Peppe Servillo\, Javier Girotto e Natalio Mangalavite ne ‘L’Amico di Cordoba’\, un viaggio musicale tra Mediterraneo e Sud America. \n\nInfo: 055.240397 – www.unparcodimusica.it
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SUMMARY:Argentine Tango\, Pitigliano
DESCRIPTION:Nasce una compagnia di tango argentino nel cuore delle città del tufo\, Pitigliano\, Sorano e Sovana\, ma con l’obiettivo di diffondersi in altre zone della provincia di Grosseto. Si chiama Argentine Tango Asd\, ha sede a Pitigliano e Moira Lupi è la presidente. Oltre a organizzare corsi di ballo\, ha in programma vere e proprie esibizioni-spettacoli con le coreografie curate dal maestro Maurizio Ginanneschi della scuola di ballo Odissea 2001 di Grosseto. \n‘La compagnia è a oggi formata da 12 ballerini’\, spiega Moira Lupi. ‘Raccontiamo e balliamo la storia del tango argentino con tutto il suo fascino e la sua straordinaria arte espressiva\, dalle origini a oggi. Facciamo conoscere attraverso racconti\, immagini e vari stili di ballo\, tango salon ed escenario\, tutta la storia di questa affascinante danza. Per gli spettacoli estivi pensiamo a una formula particolare. Alla fine invitiamo il pubblico a unirsi a noi. Tutti in pista per provare con noi a ballare il tango argentino’. \n\nInfo: moiralupi72@gmail.com
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SUMMARY:Migneco. Realtà e visione\, Forte dei Marmi
DESCRIPTION:Nasce dal Museo d’arte moderna Quarto Platano\, vanto della Villa Bertelli di Forte dei Marmi\, questa mostra-dossier che approfondisce l’arte di uno dei pittori presenti nel museo: il siciliano Giuseppe Migneco (Messina\, 1903 – Milano\, 1997). L’allestimento\, nella Sala Ferrario del primo piano\, presenta alcune opere emblematiche e vuole introdurre il visitatore al particolare espressionismo dell’artista\, venato di riflessioni esistenziali. Il titolo ‘Realtà e visione’ richiama proprio il doppio registro della pittura di Migneco: da una parte l’attenzione fattiva verso il mondo reale\, verso la fatica\, il lavoro e la dignità delle persone comuni; dall’altra la capacità di trasfigurare la realtà attraverso il colore\, il segno e la forza espressiva della composizione. La sua pittura non si limita a rappresentare il visibile\, ma ne esalta l’anima più profonda. Il percorso espositivo\, che comprende 22 dipinti realizzati dal 1939 al 1988\, muove dal periodo di ‘Corrente’\, il movimento milanese di cui Migneco è stato un protagonista\, e giunge ai suoi ultimi lavori\, ricordando anche la lunga frequentazione di Forte dei Marmi dell’artista\, a partire dal 1957\, e la sua casa-studio di Vittoria Apuana\, in dialogo con gli amici Raffaele De Grada\, Ernesto Treccani e Bruno Cassinari. Curata da Elena Pontiggia\, l’esposizione è promossa dal Comune di Forte dei Marmi e dalla Fondazione Villa Bertelli con il contributo della Fondazione Banca del Monte di Lucca. \nIngresso libero. Orario: giugno e settembre tutti i giorni 16-19\, luglio e agosto tutti i giorni 17-22; nei giorni dei concerti la mattina 10-13. \nVilla Bertelli – Via Mazzini 200 – Forte dei Marmi \nInfo: 0584.787251 – www.villabertelli.it
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SUMMARY:Giuseppe Viner (1875-1925). L’eredità di due secoli\, Seravezza
DESCRIPTION:Nell’estate del Palazzo Mediceo\, sito del patrimonio UNESCO\, un progetto espositivo e scientifico curato da Francesco Bosetti che punta a restituire nuova centralità a una delle figure più interessanti e ancora parzialmente da riscoprire della cultura figurativa toscana tra Otto e Novecento\, Giuseppe Viner\, in occasione dei 150 anni dalla nascita e dei 100 dalla morte. Il titolo richiama la posizione dell’artista nel passaggio tra XIX e XX secolo\, una fase storica segnata da profonde trasformazioni sociali\, culturali ed estetiche. Il percorso espositivo si sviluppa intrecciando biografia\, contesto storico e produzione artistica. Particolare rilievo è dato alla Versilia\, territorio che nella stessa epoca si afferma come crocevia di esperienze artistiche di respiro nazionale ed europeo. Dipinti\, disegni\, incisioni e materiali preparatori accompagnano il visitatore lungo l’evoluzione del linguaggio di Viner\, mettendo in evidenza i suoi principali nuclei tematici: il paesaggio\, la natura morta e la ricerca grafica\, insieme alla sua costante attenzione ai problemi della forma e della rappresentazione. Non mancano documenti e testimonianze utili a ricostruire l’ambiente umano e sociale in cui l’artista si formò e operò\, in sintonia con gli obiettivi di valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze che si propone la Fondazione Terre Medicee. \nOrario: tutti i giorni 17-23\, sabato e domenica 10.30-13 e 17-23; dal 31 agosto tutti i giorni 16-20\, sabato e domenica 10.30-13 e 16-20. \nPalazzo Mediceo – Viale Leonetto Amadei\, 230 – Seravezza \nInfo: 0584.756046 – www.palazzomediceo.it – www.terremedicee.it
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SUMMARY:Oasi Dynamo\, Piteglio
DESCRIPTION:Nel cuore dell’Appennino pistoiese proseguono gli appuntamenti di Oasi Dynamo\, riserva naturale di oltre mille ettari che negli ultimi anni si è affermata come uno dei più interessanti laboratori italiani di outdoor education e di esperienze immersive in natura. Numerosi gli appuntamenti in programma\, tra escursioni guidate e workshop\, esperienze\, campi estivi e attività formative. Tra le proposte più suggestive la notte in tenda sospesa nel cuore del bosco\, il safari fotografico in un’area privata e protetta della riserva\, le escursioni a cavallo\, l’attività di bushcraft\, l’esperienza al caseificio\, oltre a corporate retreat dedicati alle aziende. \nProseguono anche le escursioni guidate alla scoperta della riserva: il 19 settembre ‘Alla ricerca del cervo: escursione al bramito’\, una suggestiva uscita serale alla scoperta del cervo. Escursioni\, ma anche workshop sul tema: dal 25 al 27 settembre è in programma ‘Il bramito del Re’\, laboratorio guidato dal fotografo naturalista Andrea Zampatti. Inoltre resta aperto al pubblico fino al 1° novembre OCA – Oasy Contemporary Art and Architecture\, il percorso d’arte e architettura curato da Emanuele Montibeller arricchito quest’anno dall’opera site specific ‘Ceramorphia’ e dalla mostra ‘I’m a Gardener’ dell’artista belga Arne Quinze. \n\nInfo: 345.6410737 – www.oasidynamo.org  
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SUMMARY:Le signore dell’arte. La parità del talento nell’arte italiana moderna\, Carrara
DESCRIPTION:L’altra metà del cielo nel mondo dell’arte. È un interessante sguardo ‘di genere’ la nuova mostra estiva del Palazzo Cucchiari di Carrara\, un allestimento che punta i riflettori su un lato poco noto dell’universo artistico a cavallo tra XIX e XX secolo\, ovvero sul ‘peso’ dei rapporti familiari nella formazione e poi nell’affermazione delle artiste italiane\, a fronte del cambiamento della loro condizione sociale e artistica. Attraverso 131 opere – di cui una quindicina tra sculture e altri oggetti – che portano la firma di ben 42 artiste\, più tre dipinti di Giacomo Balla e quattro di Felice Casorati\, il curatore Massimo Bertozzi vuole richiamare l’attenzione su quei cento anni durante i quali i cambiamenti si rivelarono drastici\, creando l’opportunità per le vere protagoniste della mostra – qui definite le ‘signore dell’arte’ senz’altra specificazione (figlie\, mogli o compagne di..) – di dare piena e libera mostra del loro talento. Prestigiosi i prestatori: il Quirinale\, la Camera dei deputati (una scultura di Jenny Mucchi che ritrae Gino Severini)\, gli Uffizi (la ‘Flora’ di Giovanni Dupré\, in dialogo con il ‘Giotto bambino’ della figlia Amalia\, e l’Autoritratto di Adriana Pincherle). Dai Musei Reali di Torino arrivano le opere di due protagoniste della Libera scuola di Pittura di Felice Casorati\, Cesarina Guarino e Tina Mennyey. Invisibile da 80 anni e restaurata per l’occasione\, arriva dal Museo della Scienza e Tecnologia di Milano la sagoma dipinta del ‘Ritratto della signora Inganni’\, ovvero la pittrice Amanzia Guerillot\, presente in mostra con tre opere. \nOrario: martedì\, giovedì e domenica 9.30-12.30 e 16-20\, venerdì e sabato 9.30-12.30 e 16-23; dal 15 settembre da martedì a domenica 9.30-12.30 e 15-20. \nPalazzo Cucchiari – Via Cucchiari\, 1 – Carrara \nInfo: 0585.72355 – www.palazzocucchiari.it
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SUMMARY:Open City\, Scandicci
DESCRIPTION:La rassegna estiva del Comune di Scandicci prosegue fino a settembre trasformando centro e quartieri\, luoghi storici e spazi di comunità in una geografia diffusa di incontri tra teatro\, musica\, cinema e danza. Ecco alcuni degli appuntamenti di luglio. Sul palco di Piazza Matteotti arrivano Giobbe Covatta (il 3)\, Maria Cassi e Leonardo Brizzi (6)\, ‘Tutto Toscano’ di Gianmaria Vassallo (8) e l’omaggio ai Coldplay dell’Orchestra da Camera Fiorentina (28). Al Pomario dell’Acciaiolo spazio a Nutida – festival di danza contemporanea\, OpenCine (dal 13 luglio)\, ai Krypton con ‘La Patente’ di Pirandello (3) e a ‘Romeo e Giulietta – il Musical’ (11). A San Giusto c’è Open Ring con concerti live (3\, 8 e 22 luglio) e tra le colline il jazz nelle fattorie con appuntamenti come il tributo a Miles Davis (11). Completano il mese le performance di Gogmagog al Centro Commerciale Naturale (7\, 10 e 16 luglio) e gli eventi a Poggio Valicaia. \n\nInfo: 055.055 – www.scandicciopencity.it
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CATEGORIES:Firenze,Musica e festival
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SUMMARY:Libri a Palazzo\, Lucca
DESCRIPTION:Con l’estate torna il ciclo di appuntamenti pomeridiani (sempre ore 18) che vedono alternarsi all’ombra del Palazzo Mediceo scrittori di diversi generi letterari\, in uno spazio particolarmente accogliente e fresco. Mercoledì 1° luglio troviamo Fabrizio Altieri in dialogo con Paola Lemmi a proposito del ‘secolo breve’. Mercoledì 8 luglio un viaggio tra le storie e le persone della Versilia con il libro di Elisabetta Salvatori “Voci nella mia voce”. Mercoledì 15 luglio spazio al genere giallo con Ettore Neri intervistato da Paola Lemmi\, mentre mercoledì 22 Sara Petrucci presenterà “La difesa dell’orto. Il manuale di Orto da coltivare per proteggere le piante da insetti e malattie” di Matteo Cereda\, Pietro Isolan e della stessa Petrucci. Lunedì 27 luglio un appuntamento dedicato all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi con padre Domenico Paoletti\, frate minore conventuale\, che presenterà il suo libro “Lessico della minorità”\, in dialogo con Paola Lemmi ed Elisabetta Lo Iacono. Ingresso gratuito. Si prosegue a settembre. \n___________________________________________________________________ \nInfo: 0584.757770/1 –  biblioteca@comune.seravezza.lucca.it
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CATEGORIES:Incontri,Lucca
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SUMMARY:Equilibrio InStabile\, Firenze
DESCRIPTION:Sulle rive dell’Arno\, lo spazio all’aperto InStabile Culture in Movimento si riconferma uno dei punti di riferimento dell’estate fiorentina con la rassegna multidisciplinare ‘Equilibrio InStabile’\, che prosegue per tutta la stagione (fino a settembre). Tanti appuntamenti tra teatro e circo contemporaneo\, concerti\, laboratori e incontri dedicati alla sostenibilità\, tutti a ingresso libero\, in un programma che fa dell’arte un motore di socialità e immaginazione. \n\nInfo: 333.8902161 – www.instabilefirenze.it
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CATEGORIES:Firenze,Rassegne e Festival
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SUMMARY:Una storia alle soglie dell’Anno Mille. Il gioiello e la sepoltura di Montieri\, Massa Marittima
DESCRIPTION:Una narrazione intrigante sta alla base di questa mostra che Massa Marittima ci presenta nel Museo di San Pietro all’Orto. Protagonista è un prezioso gioiello dell’Alto Medioevo\, una spilla di grandi dimensioni che le persone altolocate usavano per chiudere mantelli o vesti: la forma è a disco in oro\, decorata con granato\, smalto\, filigrana\, ametiste e perle di vetro opaco. Un oggetto di altissimo lusso\, raro nel panorama europeo e ancora più prezioso perché rinvenuto in un contesto archeologico ben documentato: gli scavi diretti da Giovanna Bianchi (UniSiena) in località Canonica\, a pochi chilometri da Montieri. Qui sono stati portati alla luce sia i ruderi di un complesso religioso con al centro una chiesetta costruita tra la fine del X e i primi decenni dell’XI secolo\, sia la sepoltura di un individuo i cui resti\, dopo approfonditi studi antropologici\, sono stati identificati come quelli di un eremita\, probabilmente molto venerato e sulla cui tomba su eretta la chiesa. La spilla sarebbe proprio il dono augurale sepolto durante il rito di fondazione del luogo di culto\, un edificio altrimenti scomparso dai documenti storici e costruito con una particolare tipologia architettonica a pianta centrale con sei absidi\, frequente in Croazia ma unica in Italia. La mostra ci racconta con resti\, oggetti\, documenti\, video e ricostruzioni 3D questa scoperta sorprendente e ci permette anche di approfondire le vicende e i legami del territorio delle Colline Metallifere nel suo momento di massimo fulgore. \nOrario: tutti i giorni 9.30-13 e 14.30-18. \nMuseo di San Pietro all’Orto – Corso Diaz\, 36 – Massa Marittima \nInfo: 0566.906525 – www.museimassamarittima.it
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CATEGORIES:Grosseto,Mostra d'Arte
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SUMMARY:Belvedere Firenze
DESCRIPTION:Un’estate di musica\, arte contemporanea e visioni sul presente tra le mura di Forte Belvedere. Fino al 16 ottobre il complesso mediceo è protagonista della stagione culturale fiorentina con il progetto ‘Belvedere Firenze’ realizzato da MUS.E. Uno dei fili conduttori del cartellone sono i concerti live della rassegna ‘Forte in Musica’. Si parte con le sonorità latinoamericane del trio Alta Madera (5 agosto)\, per proseguire con l’incontro fra il trombonista Glenn Ferris e il chitarrista Giulio Stracciati (26 agosto). A settembre ecco la rilettura del cantautorato italiano di Petra Magoni & Ottolini (mercoledì 2)\, i Free Shots in collaborazione con il Firenze Jazz Festival (9)\, contaminazione tra jazz\, rock\, dark-trip-pop e folk di Giulia Galliani e Gal (11)\, ‘Etna Calling’\, che intreccia canti del Mediterraneo e sonorità contemporanee (23)\, e l’omaggio di Tiziano Mazzoni a Bob Dylan (30). In chiusura\, il 7 ottobre\, c’è ‘Soul Check’\, composizione tra jazz\, soul e funk del sassofonista Dario Cecchini. Completano la proposta le mostre del progetto ‘Drama: Four Acts’\, oltre alle visite guidate dedicate al Forte e al percorso espositivo. In programma anche incontri su temi di attualità con giornalisti\, scrittori ed esperti. \n\nInfo: 055.0541450 – www.musefirenze.it
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SUMMARY:Sagre e feste\, Lucca e provincia
DESCRIPTION:Da agosto a settembre il territorio lucchese diventa un itinerario del gusto tra Piana\, Garfagnana e Versilia. Tra gli eventi più attesi la Sagra della Zuppa di Aquilea (1-2\, 7-9 agosto)\, la Festa del Tortello di Sant’Angelo in Campo (31 luglio e 1-2 agosto) e la Sagra della Polenda a Palle di Spianate (2-17 agosto)\, con la caratteristica polenta servita a cucchiaiate con ragù. In Garfagnana tornano la Sagra delle Crisciolette di Molazzana\, la Festa del Farro di Filicaia e la Festa della Bistecca di Pieve Fosciana. In Versilia spazio alla Sagra dell’Ardore di Querceta e alla Sagra del Pesce di Lido di Camaiore. Tra gli eventi di fine estate la Festa del Vino di Montecarlo (28 agosto-8 settembre) e la Sagra del Pioppino di Antraccoli. \n\nInfo: 0583.583150 – www.luccagiovane.it/sagre-gastronomiche-2026
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SUMMARY:Estate a Buti - le sagre\, Buti
DESCRIPTION:Nel mese di settembre prosegue il calendario delle sagre a Buti. Al Parco Danielli il 4\, 5 e 6 settembre è in programma la Sagra del maccherone e negli stessi giorni alle Cascine di Buti si tiene la Festa sarda\, evento che si ripete l’11\, 12 e 13. L’ultimo appuntamento è per la Frittura in festa: si ripete nei weekend 18/19/20 e 25/26/27 settembre. \n\nInfo: 0587.724710 – www.visitbuti.it
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SUMMARY:I Musei del Sorriso\, Lucca
DESCRIPTION:Ha preso il via a fine luglio la quinta edizione del festival che porta spettacoli\, incontri\, convegni e pubblico nei 31 musei aderenti al Sistema Museale Territoriale della Provincia di Lucca\, realizzando tutto l’anno iniziative di divulgazione e formazione per tutti. Una iniziativa fortemente voluta dal Sistema Museale\, che lo organizza in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo\, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e in collaborazione con l’Arcidiocesi di Lucca. \nUn cartellone lungo 5 mesi con più di 40 date fino a dicembre 2026\, tutte a ingresso gratuito\, con ospiti artisti\, scrittori e attori coinvolti quali Giulia Perelli\, Marco Brinzi\, Francesco Tomei\, Alessandro Bertolucci\, Elisabetta Salvatori\, Michela Innocenti\, Francesco Landucci\, Gavia\, Paolo Fantozzi… Oltre alle produzioni originali\, che quest’anno sono salite a 4\, il Festival si è dato come obiettivo anche l’affrontare l’urgenza dei temi del nostro tempo. Fra le 4 produzioni di questa edizione\, troviamo ‘Francesco Burlamacchi’\, di e con Marco Brinzi\, il 26 settembre nella sede dell’Antica Zecca di Lucca\, e ‘Voci di terra’ di Francesco Tomei\, al Museo Athena di Capannori il 24 settembre\, con storie di vita dalle corti capannoresi. Fra gli spettacoli da non perdere a settembre ecco ‘Danza celata\, danza trovata’ nell’area archeologica Massaciuccoli Romana (19 settembre \, ore 17.30). Cartellone completo sul sito. \n\nInfo: 0583.417483 – www.museiprovincialucca.it/festival
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