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SUMMARY:Le mostre d'arte ad Arezzo e provincia
DESCRIPTION:Fino al 30 aprile\nFrom What We Are\nCasa Masaccio continua il suo percorso di ricerca multidisciplinare e multiculturale presentando\, per la prima volta in un museo pubblico in Italia\, la mostra personale dell’artista kenyota Agnes Waruguru. L’esposizione\, a cura di Alessandro Romanini\, è stata realizzata grazie al supporto del progetto regionale Toscanaincontemporanea2025 e alla collaborazione con la galleria d’arte VISTAMARE Milano-Pescara. Agnes Waruguru (1994)\, reduce da un ciclo di importanti mostre a livello internazionale tra cui la partecipazione alla Biennale di Venezia 2024\, riunisce\, in quella che fu la casa del grande artista rinascimentale\, una selezione di opere recenti in grado di rappresentare la complessità delle dinamiche espressive che caratterizzano la sua poetica e di integrarsi con l’architettura e la ricca eredità storico-artistica del luogo. A questa serie si aggiunge un ciclo di opere plastiche in ceramica\, realizzate in Toscana\, con l’obiettivo di coinvolgere materiali e metodi produttivi tipici del territorio che la ospita\, coinvolgendo allo stesso tempo il saper-fare e il genius loci del comprensorio. Per l’artista kenyota\, infatti\, tecniche e materiali assumono un ruolo centrale nell’ambito della sua processualità creativa e si caricano di significati e valenze multiple connesse a identità\, memoria e relazione\, come sottolinea il titolo della mostra (From What We Are\, da cosa siamo). \nIngresso libero. Orario: dal martedì al venerdì 15-19\, sabato\, domenica e festivi 10-13 e 15-19\, chiuso lunedì. \nCasa Masaccio | centro per l’arte contemporanea – Corso Italia\, 83 – San Giovanni Valdarno \nInfo: 055.9126283 – casamasaccio@comunesgv.it \n\nFino al 6 settembre\nLa Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata\nTorna nella sua città di provenienza la celebre statua bronzea della Minerva\, simbolo identitario di Arezzo\, giunta in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze. La mostra si inserisce nel programma nazionale ‘Semi di comunità – Piano Olivetti per la cultura’\, dedicato al coinvolgimento attivo delle comunità nei processi di valorizzazione del patrimonio culturale. La statua\, uno dei grandi bronzi dell’antichità\, fu ritrovata nel sottosuolo di Arezzo nel 1541\, durante lo scavo di un pozzo presso San Lorenzo\, e fu donata al duca Cosimo I de’ Medici\, che la tenne nel suo studio privato a Firenze\, città da cui non si è più mossa. La scultura è alta un metro e mezzo e raffigura la dea Atena/Minerva con chitone\, himation\, egida con testa di Medusa ed elmo corinzio. Gli studi più recenti la riconducono a un originale ellenistico\, databile ai primi decenni del III secolo a.C. (300–270 a.C. circa)\, forse prodotto in ambito italico o magnogreco. Nell’allestimento la Minerva è collocata nella sezione romana del Museo e ne viene raccontata la scoperta\, la fortuna collezionistica e la complessa storia conservativa. Si approfondiscono anche gli studi sulla Arezzo romana (Arretium) e si mostrano e resti della ‘domus’ aristocratica presso cui fu trovata: mosaici\, pavimenti in opus sectile\, decorazioni parietali\, bronzetti\, arredi e rilievi. \nOrario: lunedì\, martedì e mercoledì 9-14\, giovedì\, venerdì e sabato 9-19.30\, domenica 9-14\, fino a maggio la prima domenica del mese 9-19.30 a ingresso gratuito. \nMuseo Archeologico Nazionale ‘Gaio Cilnio Mecenate’ – Via Margaritone\, 10 – Arezzo \nInfo: 0575.20882 – drm-tos.archeoar@cultura.gov
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Firenze e provincia
DESCRIPTION:Fino all’8 aprile\nBelle Époque. Tra eleganza e rivoluzione femminile\nLa Sala Oro del Teatro della Pergola accoglie 12 abiti\, unici e preziosi\, interamente realizzati a mano\, frutto di un intenso lavoro di ricerca storica e artigianale. Condotta a partire dal 2025 presso i laboratori sartoriali di Manifatture Digitali Cinema Prato con la collaborazione della Fondazione Teatro della Toscana e il suo Laboratorio d’Arte\, l’impresa ha coinvolto 150 partecipanti per 360 ore di lavoro. Il progetto curato da Elena Bianchini e Luigi Formicola mette in mostra quella trasformazione radicale che attraversò la moda all’inizio del Novecento. La rivoluzione coinvolse 3 aspetti: la struttura\, che dalla rigidità dei corsetti passò a un forma libera che seguiva il corpo anziché costringerlo; il gusto\, segnato dall’orientalismo\, dall’eco dei Ballets Russes e dall’amore per il gesto teatrale; infine le stoffe\, con le trasparenze dello chiffon\, le tensioni del taffetà e la densità del velluto. Alla base c’è la seta\, di cui è composto ognuno di questi tessuti\, fibra capace di dialogare con la luce. Ed ecco drappeggi fluidi\, linee verticali\, volumi morbidi e mobili che accompagnano il passo\, tessuti che scivolano\, avvolgono\, rivelano. Nel riflesso dorato di una stampa\, nella trasparenza di uno chiffon\, nel peso calibrato di una perla di vetro\, riaffiora l’idea di una donna finalmente libera di abitare il proprio corpo – e di esibirlo – con consapevolezza scenica\, nella grande rappresentazione della modernità. \nOrario: visibile in occasione di spettacoli\, concerti e visite guidate per i possessori del biglietto. \nTeatro della Pergola – Via della Pergola\, 12 – Firenze \nInfo: 055.0763333 – www.teatrodellatoscana.it \n\nFino al 12 aprile \nOceani\nLa sconfinata bellezza della vita nelle profondità oceaniche e al tempo stesso la fragilità degli ecosistemi sottomarini si trovano nella mostra di Villa Bardini che porta per la prima volta National Geographic a Firenze grazie alla prima esposizione personale in Italia che celebra il lavoro del fotografo David Doubilet\, pioniere dell’esplorazione sottomarina e massimo esponente mondiale della fotografia subacquea. Doubilet (New York\, 1946)\, fotografo subacqueo di fama mondiale ispirato dalla leggendaria figura di Jacques-Yves Cousteau\, per oltre mezzo secolo ha percorso i mari di tutto il mondo documentandone la straordinaria bellezza\, raggiungendo i luoghi più incontaminati e realizzando scatti che gli hanno permesso di diventare uno dei più apprezzati professionisti della fotografia naturalistica. In mostra sono esposte oltre 80 immagini che raccontano gli ecosistemi marini\, oggi sottoposti a forti pressioni per via del cambiamento climatico e delle attività umane. Insieme alla moglie Jennifer Hayes\, biologa marina e a sua volta fotografa subacquea\, David Doubilet è diventato un ambasciatore degli oceani\, e dell’importanza che la loro salute ha per il nostro benessere. Undici le sale in cui sono esposte immagini iconiche scattate nei mari di tutto il mondo\, dai Caraibi alle Filippine\, dall’Indonesia all’Australia\, fino all’Antartide. \nOrario: da martedì a domenica 10-19.30\, chiuso lunedì. \nVilla Bardini – Costa San Giorgio\, 2 – Firenze \nInfo: 055.20066233 – www.villabardini.it \n\nFino al 12 aprile\nCera una volta. Sculture dalle collezioni medicee\nI nuovi spazi espositivi al piano terreno della Galleria degli Uffizi ospitano l’allestimento di un particolare genere di arte\, mai prima messo in mostra: le collezioni fiorentine d’arte ceroplastica tra XVI e XVII secolo. La mostra\, curata da Valentina Conticelli e Andrea Daninos\, fa rivivere un ambito creativo perduto\, dalla storia antichissima: quello della produzione di immagini in cera\, in gran parte scomparse a causa della deperibilità del materiale. Citata già nel I secolo d.C. da Plinio il Vecchio\, l’arte di plasmare la cera sarebbe rimasta viva nella sensibilità popolare e avrebbe conosciuto una particolare fama proprio nella Firenze medicea tra il Quattrocento e la fine del Seicento. Con la cultura barocca questa materia organica nata dalle api\, che imita le caratteristiche della pelle come nessun’altra\, viene esaltata nel dar forma al corpo vivo e al suo dissolversi. L’allestimento propone alcune opere un tempo esibite nella Tribuna degli Uffizi e a Palazzo Pitti\, alienate alla fine del Settecento. Circa 90 i lavori esposti\, con tanti prestiti in arrivo da altri musei: cere\, dipinti\, sculture\, cammei e opere in pietra dura. Un’intera sala è dedicata al massimo scultore in cera attivo a Firenze alla fine del Seicento: Gaetano Giulio Zumbo\, di cui le Gallerie hanno acquistato di recente un piccolo capolavoro dedicato a ‘La corruzione dei corpi’. \nOrario: tutti i giorni 8.15-18.30\, chiuso lunedì. \nGalleria degli Uffizi – Piazzale degli Uffizi – Firenze \nInfo: 055.294883 – www.uffizi.it \n\nFino al 12 aprile\nCommon Time\nIn occasione dell’11ª edizione del Black History Month Florence\, festival che promuove le culture afro-discendenti nel contesto italiano\, MAD Murate Art District\, presenta ‘Common Time’\, un programma espositivo a cura di BHMF che riunisce tre mostre: ‘Black Body\, Ancient City’ di T.J. Dedeaux-Norris\, ‘Triplet Consciousness’ di Heather Hart e ‘William Demby. The Angel in the Death Cell’\, progetto di ricerca sviluppato da Black Archive Alliance. Il progetto\, ospitato nello spazio civico gestito da Fondazione MUS.E con la direzione artistica di Valentina Gensini\, mette in relazione le ricerche di artisti e artiste Rome Prize Fellows con i materiali d’archivio dello scrittore William Demby\, che visse e lavorò all’American Academy in Rome negli anni Cinquanta\, attivando un dialogo che attraversa luoghi\, generazioni e differenti livelli di memoria. T.J. Dedeaux-Norris presenta con ‘Black Body\, Ancient City’ una nuova serie di oltre cento collage che assumono la forma di una poesia visiva frammentata\, allestita in Sala Laura Orvieto. In Triplet Consciousness\, Heather Hart trasforma la Sala Anna Banti in un ambiente attraversabile\, composto da rampe e impalcature che riconfigurano l’architettura esistente. Le ex celle del primo piano ospitano la terza mostra\, dove manoscritti\, appunti di produzione e materiali d’archivio dialogano con ricerche sui temi della criminalizzazione e della reclusione. \nIngresso libero. Orario: dal martedì al sabato 14.30-19.30\, chiuso domenica e lunedì. \nMAD – Murate Art District – Piazza delle Murate – Firenze \nInfo: 055.2476873 – www.murateartdistrict.it \n\nFino al 17 aprile\nNanni Balestrini. La rivolta illustrata\nAl suo terzo appuntamento con lo spazio fiorentino\, l’opera di Nani Balestrini (Milano 1935 – Roma 2019) è protagonista di una rassegna che attraversa i differenti periodi dell’attività dell’artista con opere in gran parte inedite. La mostra è curata da Marco Scotini e raccoglie oltre cento opere che interessano più mezzi espressivi: dai noti collage su carta agli acrilici\, ai materiali plastici. Il titolo trae ispirazione da uno dei più famosi libri di Balestrini pubblicato da Einaudi nel 1976 che è “La violenza illustrata”\, un romanzo che fa riferimento al genere dei rotocalchi dove il corredo visivo ha la stessa importanza del testo verbale. In questo senso la mostra intende rimandare alla parola come oggetto visivo che viene tagliato\, disarticolato e montato come una immagine oppure frantumato tanto da diventare un pattern astratto. ‘La rivolta illustrata’ è quella delle lotte di piazza\, della contestazione\, dei movimenti antagonisti che hanno fatto e continuano a fare la storia e a cui aderisce Balestrini. Si presentano una quantità di varianti collagistiche: dalla serie ‘Pagine’ del 1962 al ciclo di ‘Potere Operaio’ del 1975\, dalle sequenze ‘CagedIris’ e ‘Ondulé’ del 1980 per arrivare poi ai ‘Guarda qui’ del 2009 caratterizzati dallo stencil e fino ai ‘2Cento fiori’ del 2018.\nIngresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 10-13 e 15-19\, sabato\, domenica e festivi su appuntamento. \nFrittelli arte contemporanea – Via Val di Marina\, 15 – Firenze \nInfo: 055.410153 – www.frittelliarte.it \n\nFino al 19 aprile\nDal Dodo al Chiurlottello. Gli uccelli estinti del Museo della Specola \nUna mostra istruttiva e un monito per il futuro nelle sale delle esposizioni temporanee del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze. La Specola conserva infatti circa il dieci per cento delle 130 specie di Uccelli estinte in tempi storici e dietro queste estinzioni c’è sempre l’uomo\, spesso attraverso cause dirette\, come la caccia\, il traffico di animali vivi e l’introduzione di animali concorrenti\, o mediante cause indirette\, come la distruzione delle foreste\, la perdita delle paludi\, l’inquinamento e i cambiamenti climatici. È della fine del 2024 la notizia dell’estinzione del Chiurlottello\, un uccello un tempo comune anche in Italia\, oggi scomparso a causa della caccia e del prosciugamento delle paludi. Fra le creature estinte in mostra ecco l’Emu nero\, un piccolo struzzo che viveva in un’isoletta della Tasmania\, e poi lo storno dell’Isola di Reunion\, di cui esistono meno di una ventina di reperti\, e la Colomba americana\, sterminata dall’uomo fra la metà dell’Ottocento e il 1914. I preziosi reperti museali\, oltre ad offrirci importanti opportunità di studio utili alla conoscenza e salvaguardia della biodiversità\, narrano storie singolari\, tutte purtroppo senza lieto fine. L’esposizione ci ricorda la nostra enorme responsabilità nei confronti della natura e ci richiama al dovere di tutelarla. La mostra rientra nel calendario di eventi per i 250 anni del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze. \nOrario: tutti i giorni 9-17\, chiuso lunedì. \nMuseo di Storia Naturale – La Specola – Via Romana\, 17 – Firenze \nInfo: 055.2756444 – www.sma.unifi.it \n\nFino al 19 aprile\nFrida Kahlo – Emotion Exhibition\nLa Cattedrale dell’Immagine di Firenze ospita una mostra immersiva dedicata all’incredibile figura di Frida Kahlo. La mostra è stata concepita\, creata e prodotta da Crossmedia Group e si addentra nel multisfaccettato universo dell’iconica artista messicana\, muovendosi tra la sua arte\, la sua vita e le sue idee. Un’esperienza immersiva che emoziona il pubblico per 35 minuti\, dove le opere di Frida e i colori dell’America Latina animano le pareti della storica chiesa di Santo Stefano al Ponte. Il percorso è arricchito dalla Mirror Room (un’esperienza VR) e dalla C ripta\, dove i visitatori possono approfondire la storia dell’artista\, nata in un sobborgo di Città del Messico nel 1907 e morta a soli 47 anni nella stessa casa dove era nata dopo una vita di malattie e dolori ma anche di grandi soddisfazioni artistiche. Una vita segnata nel 1929 dal matrimonio con Diego Rivera\, il celebre pittore con cui visse un legame intenso e tormentato\, fatto di amore\, tradimenti\, stima reciproca e profonda influenza artistica. Protagonista di mostre a New York e a Parigi\, negli anni ’40 Frida\, con la piena maturità artistica\, divenne una figura di riferimento per la cultura messicana e per i movimenti progressisti del suo tempo. Oggi la Kahlo è considerata una delle artiste più iconiche del XX secolo\, simbolo di forza\, libertà e autodeterminazione femminile. \nOrario: tutti i giorni 10-19\, sabato e domenica fino alle 19.30. \nCattedrale dell’Immagine  – Chiesa di Santo Stefano al Ponte – Piazza di Santo Stefano – Firenze \nInfo: 055.217418 – www.cattedraledellimmagine.it \n\nFino al 19 aprile\nMario Strippini\nCon le opere del fiorentino Mario Strippini si conclude la rassegna ‘Fotografia – Tracce Fiorentine’\, che in un anno ha visto avvicendarsi nella trattoria ‘4 Leoni’ cinque personali di altrettanti fotografi\, di generazioni diverse\, legati a Firenze per nascita o formazione. Il progetto – a cura della storica dell’arte e della fotografia Anna Maria Amonaci e organizzato dal titolare della trattoria\, Stefano Di Puccio – ha posto l’accento su come l’espressione di un artista sia segnata profondamente dai luoghi della sua formazione. Nelle immagini di Strippini (classe 1943)\, che all’Accademia di Belle Arti ha avuto come insegnante Primo Conti\, si individua un rigore dello sguardo attento a fissare assetti geometrici degli spazi\, un ordine di forte misura\, quasi metafisico\, riferibile al ‘genius loci’ di Firenze. Durante la sua carriera\, Strippini ha sperimentato vari stili\, passando dalla fotografia documentaristica a scatti minimalisti e concettuali. Nella mostra – con foto dagli anni ’60 ad oggi – emerge una sintesi della sua ricerca: una fotografia sempre modernissima\, capace di interrogare lo spazio e la forma. Suggestive sono le immagini dedicate alla città\, da ‘Fontana in Piazza della Signoria’ a ‘Inverno a Boboli’\, ma notevole è anche la capacità di immortalare l’espressione dei volti delle persone colte di passaggio\, come nella serie ‘Immagini sul Ponte Vecchio’. \nIngresso libero. Orario: nell’apertura dell’esecizio. \nTrattoria 4 Leoni – Piazza della Passera – Firenze \nInfo: 055.218562 – www.4leoni.com \n\nFino al 23 aprile \nScenari\nNuova edizione della rassegna d’arte ideata e curata dal critico Carlo Franza nelle sale e negli spazi dell’Hotel Plus Florence. Sei mostre\, sei artisti e sei ‘scenari’ per un viaggio fra le espressioni dell’arte contemporanea. I sei di questo capitolo sono Stefano Alvino (‘Aspetti della post-Street Art’)\, Andy Ceausu (’Mondi immaginari’)\, Mario Creti (‘L’Abbecedario del mondo’)\, Alessandro Licchetta (‘Alessandro Licchetta e il V Festival del Capo di Leuca’)\, Berkeley Rodmell (‘Diario contemporaneo’) ed Eugenia Serafini (‘Il tempo e la memoria’). Espongono anche Loi Di Campi (’Schedario dell’alfabeto’) e Valeria Modica (‘Città d’Italia’) con il suo itinerario di architetture\, di monumenti e di città d’Italia. \nIngresso libero. Orario: nell’apertura dell’hotel. \nPlus Florence Hotel – Via Santa Caterina d’Alessandria\, 15 – Firenze \nInfo: 055.6286347 \n\nFino al 23 aprile \nMauro Staccioli. Basta un segno per cambiare un luogo\nUna mostra curata da Caterina Martinelli apre il nuovo anno della Galleria Il Ponte: una personale dedicata a Mauro Staccioli\, artista che la galleria segue da oltre trent’anni e il cui lavoro è tutelato dall’Archivio Mauro Staccioli\, presieduto dalla figlia Giulia e diretto da Andrea Alibrandi. L’allestimento si concentra su un particolare segmento della ricerca del maestro toscano (Volterra 1937 – Milano 2018)\, a partire dagli anni Ottanta\, quando la linea curva entra nel suo lessico scultoreo come segno di apertura e movimento\, superando la rigidità delle forme precedenti senza abbandonarne la portata critica. Le grandi installazioni degli anni Ottanta – dalla Rotonda della Besana a Milano (1987)\, a Seul ’88 (1988) e Prato ’88 (1988) – mostrano come la curva diventi lo strumento privilegiato per trasformare lo spazio urbano e naturale in luoghi di riflessione e partecipazione. Da qui il repertorio formale di Staccioli\, sviluppato tanto nella scultura quanto nel disegno\, comincia a proliferare di anelli\, tondi\, ellissi\, quadrati e triangoli dai lati curvi che invitano lo spettatore a muoversi intorno alla scultura\, a guardare oltre\, a percepire la relazione tra forma\, ambiente e corpo. La loro morbidezza visiva accoglie\, guida lo sguardo\, suggerisce percorsi possibili e al tempo stesso conserva la capacità di attivare una riflessione critica. \nOrario: dal lunedì al venerdì 10-13 e 15-19\, sabato su appuntamento\, chiuso domenica. \nGalleria Il Ponte – Via di Mezzo\, 42/b – Firenze \nInfo: 055.240617 – www.galleriailponte.com \n\nFino al 26 aprile \nMichelangelo Maiorfi (1862-1893): progettare il futuro riscoprendo l’antico\nAllestita all’interno della Saletta mostre del Museo archeologico\, Fiesole ospita una mostra curata dalla prof.ssa Giuseppina Carla Romby\, in collaborazione con Silvia Borsotti\, Valentina Cappellini e Francesco Tanganelli che mette a fuoco la storia urbanistica ottocentesca della città. L’esposizione si pone come obiettivo quello di mettere in luce il ruolo significativo dell’ingegnere Michelangelo Maiorfi nell’ambito delle trasformazioni urbanistiche che\, sulla scorta di Firenze Capitale\, hanno interessato anche Fiesole nella seconda metà del XIX secolo. Attraverso documenti d’archivio\, progetti e materiali storici\, è così possibile ripercorrere le principali tappe dell’attività progettuale di Maiorfi\, destinata a ridisegnare il volto della città e a valorizzarne le antiche origini etrusche e romane in un periodo in cui le trasformazioni urbanistiche seguivano l’onda lunga delle innovazioni apportate dalla Firenze Capitale. \nOrario: tutti i giorni 9-19. \nMuseo Civico Archeologico – Largo Piero Farulli 1 – Fiesole  \nInfo: 055.5961293 – www.museidifiesole.it \n\nFino all’11 maggio\nSpinello Aretino: il Trittico restaurato\nIl trittico di Spinello Aretino raffigurante la ‘Madonna col Bambino in trono e quattro angeli fra i santi Paolino vescovo\, Giovanni Battista\, Andrea\, Matteo’\, con i Profeti Geremia e Mosè nei tondi superiori\, è tornato a splendere nella Galleria dell’Accademia di Firenze dopo un importante intervento di restauro avviato nel novembre 2024 e appena concluso\, accompagnato da una completa campagna di indagini diagnostiche. All’interno dell’esposizione\, a cura di Elvira Altiero ed Eleonora Pucci\, un video racconta la storia conservativa del dipinto e le diverse fasi dell’intervento\, svolto sotto la direzione di Elvira Altiero ed Eleonora Pucci. Spinello di Luca\, noto come Spinello Aretino (1350-1410)\, fu tra i protagonisti della pittura toscana tardo medievale\, contribuendo al rinnovamento del linguaggio figurativo del suo tempo. Il trittico\, un dipinto su tavola a fondo oro\, firmato e datato 1391\, fu commissionato dal mercante lucchese Paolino di Simonino di Bonagiunta per l’oratorio di Sant’Andrea a Lucca: i santi raffigurati nei pannelli laterali rendono omaggio a Sant’Andrea\, titolare della chiesa\, e ai nomi del donatore e dei suoi fratelli. Fu realizzato da Spinello in un periodo di frequenti spostamenti dell’artista tra le città di Lucca\, Pisa e Firenze e costituisce un punto fermo per la ricostruzione della carriera del pittore. \nOrario: tutti i giorni 8.15-18.50\, chiuso lunedì. \nGalleria dell’Accademia – Via Ricasoli\, 58/60 – Firenze \nInfo: 055.0987100 – www.galleriaaccademiafirenze.it \n\nFino al 17 maggio\nIn Verso. Frammenti narrativi\nIl tempo\, il sacro e l’identità sono le tre direttrici lungo cui si sviluppa la nuova mostra di Oliviero Rainaldi\, organizzata da Exponent nelle sale storiche del Palazzo Pretorio di Certaldo per cura di Beatrice Audrito e Davide Sarchioni. Il progetto riunisce oltre trenta opere tra lavori storici e recenti – alcuni inediti – offrendo uno spaccato significativo di una ricerca capace di far convivere classicismo e modernità in un linguaggio essenziale e riconoscibile. Tra gli artisti della sua generazione che più hanno indagato il tema del sacro\, il pescarese Rainaldi (classe 1956) rielabora i repertori iconografici della tradizione in una visione contemporanea: le immagini vengono sottratte alla narrazione per tornare a una dimensione primaria\, quasi originaria. Nel continuo passaggio tra pittura e scultura\, pieno e vuoto\, corpo e ombra\, il sacro non è mai didascalico ma profondamente umano\, attraversato da fragilità e attesa. Le iconografie cristiane\, private della loro funzione narrativa\, diventano presenze simboliche essenziali. In questo contesto si innesta anche il tema dell’identità\, intesa come processo. Le figure di Rainaldi non affermano ma interrogano\, come nei lavori più recenti dove la forma si frammenta e si apre\, mettendo in discussione l’idea di compiutezza. L’opera diventa così traccia\, passaggio e luogo di trasformazione. \nOrario: dal lunedì al venerdì 10-13 e 14.30-16.30\, sabato e domenica (10-13 e 14.30-17.30); dall’1 aprile tutti i giorni 10-13 e 14.30-19\, chiuso il martedì. \nPalazzo Pretorio – Piazzetta del Vicariato\, 4 – Certaldo \nInfo: 0571.661219 – www.comune.certaldo.fi.it – www.visitcertaldo.com \n\nFino al 29 maggio\nMARIO CEROLI. Mito e materia\nNella sede fiorentina del Lungarno\, Tornabuoni Arte presenta la prima antologica dedicata al maestro Mario Ceroli (Castel Frentano – Chieti\, 1979) allestita in Italia dalla galleria. L’esposizione ripercorre le tappe principali della carriera di Ceroli\, protagonista della scena artistica romana\, dagli anni Sessanta al 2000\, artista poliedrico che ha superato i confini tradizionali dell’opera d’arte\, esplorando l’interazione tra scultura\, pittura\, architettura e teatro. La mostra riunisce quaranta opere – tra sculture e installazioni\, insieme alle classiche ‘silhouettes’ in legno\, materiale prediletto dall’artista – significative del suo percorso\, caratterizzato da una grande libertà immaginativa e dalla sua ricerca creativa. Realizzate tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta\, si trovano qui una serie di opere in tavolato ligneo (pino di Russia)\, con protagonisti gli eroi del mito greco e i guerrieri\, in particolare i cicli ispirati ai celebri Bronzi di Riace. Nel percorso espositivo figura anche ‘Eleusi’ (1979)\, immagine di forte suggestione che evoca i Grandi Misteri Eleusini\, e ‘Gloria eterna ai caduti per la pittura’ (1972)\, che elenca ironicamente i nomi di critici d’arte\, collezionisti e mercanti. Più recenti ‘Le talebane’ (2022)\, due sculture in legno di grande forza evocativa originate da suggestioni di cronaca politica. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 9-13 e 15-19\, chiuso sabato e domenica. \nTornabuoni Arte – Lungarno Benvenuto Cellini\, 3 – Firenze \nInfo: 055.6812697 – www.tornabuoniarte.com \n\nFino al 31 maggio\nNelle foreste di Borneo. Viaggio di Odoardo Beccari nelle terre del Ragià Bianco\nAl Museo La Specola (Aula Multifunzionale\, piano terra) una esposizione curata da Lorenzo Cecchi\, Anna Donatelli\, Stefano Di Natale e Chiara Nepi\, celebra la figura di Odoardo Beccari (1843-1920)\, naturalista fiorentino e figura di spicco della cultura scientifica italiana. Nel 160° anniversario del suo primo viaggio in Borneo\, il Museo di Storia Naturale di Firenze\, che custodisce i lasciti più preziosi del suo lavoro\, rende omaggio a Beccari con una mostra dedicata alla sua impresa\, iniziata quando aveva solo 22 anni. In tre anni il ricercatore percorse in lungo e in largo la giungla del Sarawak registrando dati\, raccogliendo migliaia di reperti scientifici ed entrando in profondo contatto con la natura e con le comunità indigene di questi luoghi inesplorati. Reperti originali\, fotografie inedite e immagini spettacolari del Borneo contemporaneo guidano il visitatore in un viaggio tra scienza\, avventura e memoria\, sulle tracce di un giovane esploratore che seppe trasformare la curiosità in conoscenza e che oggi ci ricorda la straordinaria ricchezza di quelle foreste ma anche la loro estrema fragilità. La mostra rientra nel calendario di eventi per i 250 anni del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze. \nOrario: tutti i giorni 9-17\, chiuso lunedì. \nMuseo di Storia Naturale – La Specola – Via Romana\, 17 – Firenze \nInfo: 055.2756444 – www.sma.unifi.it \n\nFino al 7 giugno \nToulouse-Lautrec. Un viaggio nella Parigi della Belle Époque\nUn viaggio nel cuore del Museo degli Innocenti\, per immergersi nella Parigi di fine ‘800 con il genio di Toulouse-Lautrec (1864-1901)\, tra le figure più significative dell’arte del tardo Ottocento: uno dei maggiori post-impressionisti e il primo artista pubblicitario. Oltre 170 opere dell’artista francese\, provenienti da Amburgo e da Alby\, saranno affiancate da arredi\, manufatti e materiali d’epoca\, opere di altri grandi artisti coevi e molto altro\, per un vero e proprio viaggio nel tempo\, nel cuore di Montmartre fin de siècle\, tra i colori accesi dei manifesti e l’atmosfera frenetica dei caffè-concerto. Un invito a perdersi nella magia notturna di Parigi\, tra ballerine\, poeti e sognatori. Con il patrocinio del Comune di Firenze\, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia ancora una volta al fianco del Museo degli Innocenti\, in collaborazione con Cristoforo\, l’Ernst Barlach Museumsgesellschaft Hamburg e BridgeconsultingPro\, è curata dal Dr. Jürgen Doppelstein e vede Gabriele Accornero come project manager della Collezione. \nOrario: tutti i giorni 9.30-19. \nIstituto degli Innocenti – Piazza della SS.Annunziata\, 12 – Firenze \nInfo: 055.20371 – www.museodeglinnocenti.it \n\nFino al 14 giugno\nIcone di potere e bellezza\nIl Museo Archeologico di Firenze ospita una mostra che analizza lo sviluppo storico dell’uso delle immagini per la celebrazione\, la conservazione e la trasmissione del potere imperiale. L’esposizione\, curata da Daniele Federico Maras e Barbara Arbeid\, rispettivamente direttore e curatrice del Museo fiorentino\, presenta 20 oggetti antichi di forte valore simbolico provenienti dalle raccolte medicee\, riuniti attorno a quattro teste di bronzo dorato a grandezza naturale: tre ritratti imperiali provenienti dal Museo di Santa Giulia a Brescia\, gestito dalla Fondazione Brescia Musei\, e una testa di Venere dalle antiche collezioni granducali. In particolare\, si potranno ammirare medaglioni e monete (aurei\, sesterzi\, denari\, assi) che veicolavano il ritratto imperiale come simbolo e garanzia della continuità del potere\, ma anche gemme\, anelli e collane d’oro\, destinati a un uso ‘privato’\, ma non meno ricco di significato simbolico\, e una splendida testa d’aquila a grandezza naturale\, simbolo della maestà di Giove. Il percorso espositivo prende in esame il periodo tra la fine del II secolo d.C. e il III secolo d.C. quando la crisi delle successioni e della gestione stessa dell’Impero rese evidente la necessità di un ripensamento della comunicazione. La rassegna s’inserisce nel quadro di una collaborazione con la Fondazione Brescia Musei\, che al Parco archeologico di Brescia romana ospita fino al 12 aprile il celebre ‘Idolino di Pesaro’ di arte romana in prestito dal museo fiorentino. \nOrario: lunedì\, martedì\, mercoledì\, venerdì\, sabato\, prima domenica del mese e festivi: 8.30-14\, giovedì 13.30-19. \nMuseo Archeologico Nazionale – Via della Colonna\, 38 – Firenze  \nInfo: 055.23575 – 055.294883 – museitoscana.cultura.gov.it \n\nFino al 14 giugno\nAstra Codex\nL’Istituto de’ Bardi di Firenze prosegue il proprio percorso dedicato alle eccellenze del ‘saper fare’ ospitando una mostra dell’artista tessile Daniele Davitti (Firenze\, 1986)\, diplomato al Polimoda: un allestimento che unisce naturalmente maestria tecnica\, immaginazione e memoria storica. L’esposizione\, a cura di Lavinia Pini\, si presenta come un affascinante compendio astrologico: dodici pannelli dedicati ai segni zodiacali\, che non vengono rappresentati attraverso i loro simboli tradizionali\, ma reinterpretati a partire da opere d’arte e dettagli architettonici presenti a Firenze\, trasformati in figure antropomorfe di straordinaria forza visiva. Ciascun pannello è interamente ricamato a mano con fili bianchi e dorati su tessuti d’epoca tinti in rosa antico dalle artigiane Valentina e Laura Fiorini del laboratorio Ratafià. Perle di fiume\, micro perle di vetro e cristalli esaltano la ricchezza dei dettagli. Davitti combina i punti caratteristici del suo stile – punto pieno\, raso\, cordoncino\, nodi francesi – in composizioni minuziose che trasformano il tessuto in un vero medium narrativo e sensoriale. Oltre ai dodici pannelli\, il percorso espositivo dedica una sala al processo creativo: una selezione di disegni preparatori di Davitti permette di seguire l’evoluzione delle figure dall’idea al ricamo\, mentre un video del making-of diretto da Lapo Quagli documenta il lavoro dell’artista e le tecniche impiegate nella realizzazione delle opere. \nOrario: su appuntamento. \nIstituto de’ Bardi – Palazzo Capponi – Via de’ Michelozzi\, 2 – Firenze \nInfo: 055.0736028 – www.istitutodebardi.org \n\nFino al 21 giugno\nALFREDO PIRRI | Quello che avanza\nSi inaugura con la performance site – specific di Alfredo Pirri il nuovo spazio Polytropon Arts Centre a San Francisco di Pelago (Pontassieve)\, situato in un ex complesso industriale lungo il fiume Sieve. L’opera dell’artista cosentino (classe 1957) abita gli spazi del centro con un intervento architettonico e poetico creato per questa occasione e prende forma come ‘residuo attivo’\, ovvero ciò che rimane dopo un processo ma che\, proprio per questo\, continua a generare senso. L’installazione si compone di una serie di cianotipie\, tecnica storicamente legata alla registrazione della luce che Pirri utilizza come strumento di riflessione sulla conservazione e l’alterazione dell’immagine. Il suo blu intenso trattiene lo sguardo e lo cattura. È il colore di una memoria che ha rinunciato alla forma compiuta per farsi traccia e impronta. Dei 144 fogli realizzati da Pirri\, 130 documentano fasi di lavorazione e materiali residui\, mentre 14 sono ottenuti tramite l’impressione diretta di piume esposte ai raggi UV. Le immagini oscillano tra riconoscibilità e asrazione\, evocando forme vegetali. In dialogo ideale con le cianotipie sono le opere della serie ‘ARIE’ realizzate con piume\, pigmenti\, plexiglas e cristallo: fotogrammi immobili di un movimento invisibile \nIngresso gratuito. Orario: da giovedì a domenica 12-20\, altri giorni su appuntamento. \nPolytropon Arts Centre – Via del Molino\, 21 – loc. San Francesco – Pelago \nInfo: valeria@polytropon-arts.org – www.polytropon-arts.org \n\nFino al 23 agosto\nRothko a Firenze\nLa Fondazione Palazzo Strozzi presenta una delle più grandi mostre mai dedicate in Italia a Mark Rothko (Lettonia 1903 – New York\, 1970)\, indiscusso maestro dell’arte moderna americana. A cura di Christopher Rothko ed Elena Geuna\, l’evento è un progetto concepito appositamente per Palazzo Strozzi ed esplora come Rothko traduca in pittura la tensione tra misura classica e libertà espressiva\, dando vita attraverso il colore a una nuova percezione dello spazio che oltrepassa la bidimensionalità della tela. In mostra oltre 70 opere provenienti da prestigiose collezioni private e da musei come il MoMA e il Metropolitan di New York\, la Tate di Londra\, il Centre Pompidou di Parigi e la National Gallery di Washington. Il percorso espositivo è cronologico e ripercorre l’intera carriera di Rothko: dagli anni ’30 e ’40\, caratterizzati da opere figurative e in dialogo con i linguaggi dell’Espressionismo e del Surrealismo\, fino agli anni ’50 e ’60\, che si distinguono per le celebri tele astratte create attraverso ampie campiture cromatiche capaci di coinvolgere lo spettatore attraverso un vocabolario intriso di spiritualità e poesia. Da Palazzo Strozzi il progetto si estende coinvolgendo due luoghi particolarmente cari all’artista: il Museo di San Marco\, con opere in dialogo con gli affreschi di Beato Angelico\, e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana progettato da Michelangelo. \nOrario: tutti i giorni 10-20\, giovedì 10-23. \nPalazzo Strozzi – Piazza Strozzi – Firenze \nInfo: 055.2645155 – www.palazzostrozzi.org \n\nFino al 13 settembre\nBaselitz. AVANTI!\nIl Museo Novecento di Firenze presenta una grande mostra dedicata a uno dei protagonisti dell’arte contemporanea\, curata da Sergio Risaliti e realizzata in collaborazione con lo studio dell’artista\, un progetto espositivo di ampio respiro che mette al centro una dimensione fondamentale e spesso meno esplorata della pratica di Georg Baselitz: l’incisione. Distribuita sui tre piani del museo\, la mostra riunisce circa 170 opere\, tra stampe\, dipinti e sculture\, restituendo la complessità e la radicalità di una ricerca che attraversa oltre sessant’anni di lavoro\, la varietà dei temi affrontati e la sua idea di arte come rasformazione e gesto sovversivo\, lontano da ogni forma di armonia rassicurante. Nato nel 1938 in Germania come Hans-Georg Kern e cresciuto tra le rovine della Seconda guerra mondiale\, Baselitz fa della distruzione una matrice fondante della propria opera. Celebre il suo rovesciamento delle immagini\, atto simbolico e concettuale che destabilizza la visione. La mostra mette inoltre in luce il legame profondo tra l’artista e Firenze: borsista di Villa Romana nel 1965\, Baselitz entra in contatto con l’arte anticlassica ed espressionista del Cinquecento italiano\, in particolare con Rosso Fiorentino\, Domenico Beccafumi e Jacopo da Pontormo\, riuscendo così a demolire la tradizione figurativa per rigenerarla dalle sue stesse ceneri. \nOrario: tutti i giorni 11-20\, chiuso giovedì. \nMuseo Novecento – Piazza Santa Maria Novella\, 10 – Firenze \nInfo: 055.286132 – www.museonovecento.it \n\nFino al 4 ottobre\nOttone Rosai. Poeta innanzitutto\nCirca 70 opere del maestro Ottone Rosai\, tanto amato a Firenze quanto poco noto al di fuori\, prendono posto su due piani del Museo Novecento in una mostra dal taglio particolare curata da Sergio Risaliti. La mostra prende avvio dal confronto tra i dipinti del Lascito Rosai al Comune di Firenze e le opere dell’artista provenienti dalla Collezione Alberto Della Ragione (base su cui è nato il Museo Novecento)\, riunite per la prima volta in un percorso unitario. Articolata in due ambienti distinti\, l’esposizione consente di indagare le figure e i luoghi cari a Ottone Rosai (Firenze\, 1895 – Ivrea\, 1957)\, restituendo un’immagine complessa del pittore e del suo rapporto con la propria città e gli intellettuali del suo tempo. Fra i dipinti del Lascito\, provenienti dallo studio del Maestro\, spicca una lunga serie di ritratti di letterati e artisti suoi contemporanei e amici\, mentre dalla Raccolta Della Ragione emergono i ‘ritratti’ del paesaggio fiorentino\, le stradine\, le colline\, i monumenti\, la celeberrima via di San Leonardo\, dove Rosai aveva il suo studio. Completa l’esposizione una selezione di documenti provenienti dal Gabinetto Vieusseux\, Archivio Contemporaneo A.Bonsanti. La mostra è un tassello di raccordo tra le collezioni civiche fiorentine e la figura di Georg Baselitz\, grande estimatore di Rosai e protagonista di un’altra mostra al Museo Novecento.\nOrario: tutti i giorni 11-20\, chiuso giovedì. \nMuseo Novecento – Piazza Santa Maria Novella\, 10 – Firenze \nInfo: 055.286132 – www.museonovecento.it \n\n2 aprile – 25 agosto\nFirenze Déco. Atmosfere degli anni Venti\nPalazzo Medici Riccardi ospita una mostra che restituisce al grande pubblico il ruolo centrale della città nella diffusione dell’Art Déco in Italia ed Europa. Promossa da Città Metropolitana di Firenze e organizzata da Fondazione MUS.E\, l’esposizione – a cura di Lucia Mannini – racconta un decennio di straordinario fermento creativo\, in cui Firenze si afferma come laboratorio raffinato di arti applicate\, moda\, design\, teatro e arti decorative. Ceramiche\, vetri\, arredi\, gioielli\, tessuti\, abiti\, manifesti e costumi di scena ricostruiscono il clima culturale degli anni Venti\, mettendo in dialogo artisti e manifatture che seppero rinnovare la tradizione con uno sguardo aperto alle avanguardie e al gusto internazionale.\nDal contributo di Gio Ponti per Richard-Ginori alle opere di Galileo Chini\, da Thayaht ai gioielli ricercati dall’alta società internazionale fino alle magnifiche sete apprezzate da D’Annunzio e agli accattivanti manifesti pubblicitari: il percorso espositivo propone una lettura ampia e non localistica del Déco fiorentino\, evidenziandone la rilevanza nazionale e internazionale. Un viaggio immersivo nelle atmosfere di un’epoca che ha segnato in modo duraturo l’identità moderna della città. \nOrario: tutti i giorni 9-19\, chiuso mercoledì. \nPalazzo Medici Riccardi – Via Cavour\, 3 – Firenze \nInfo: 055.2760552 – www.palazzomediciriccardi.it \n\n14 aprile – 2 agosto\nThere Are Other Fish In The Sea\nLa Fondazione Palazzo Strozzi e la Fondazione Hillary Merkus Recordati presentano una nuova installazione site-specific per il Cortile di Palazzo Strozzi realizzata da SUPERFLEX\, collettivo danese riconosciuto a livello internazionale per opere e progetti che ripensano il ruolo dell’arte in relazione a dinamiche sociali\, economiche e ambientali del nostro tempo. L’installazione è prodotta in collaborazione con Kunsthal Spritten (Aalborg\, Danimarca)\, che ospiterà l’opera in una versione rinnovata in occasione della sua inaugurazione nel 2027. A cura di Arturo Galansino\, direttore della Fondazione Strozzi\, l’installazione instaura un dialogo suggestivo e inatteso con l’architettura rinascimentale del Cortile. Prefigurando un futuro in cui l’innalzamento del livello dei mari altererà irreversibilmente la vita dell’uomo\, ‘There Are Other Fish In The Sea’ (‘Ci sono altri pesci nel mare’) propone un progetto di ”architettura interspecie” che invita i visitatori a immaginare nuove modalità di coesistenza tra esseri umani e non umani. Nel sessantesimo anniversario della devastante alluvione del 1966 a Firenze\, il Cortile diventa il punto di partenza per promuovere un cambiamento di prospettiva nel nostro rapporto con l’ambiente\, mettendo in discussione la tradizionale centralità attribuita all’essere umano. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 10-20\, giovedì fino alle 23. \nPalazzo Strozzi – Piazza Strozzi- Firenze \nInfo: 055.2645155 – www.palazzostrozzi.org
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Grosseto e provincia
DESCRIPTION:Fino al 15 giugno \nTesori ritrovati\, memorie custodite. Mancianesi da 500.000 anni\nPer celebrare i 40 anni dall’inaugurazione del Museo di Preistoria e Protostoria della Valle del Fiume Fiora (1985-2025) è stata pensata una mostra per ‘riportare a casa’ una serie di reperti archeologici di epoca pre e protostorica rinvenuti nel territorio del Comune di Manciano fin dalla seconda metà dell’800\, dal Paleolitico all’Età del Bronzo finale. Questi reperti saranno messi in relazione con quelli già esposti al Museo\, legandoli alle figure degli ispettori onorari dell’epoca\, che già all’indomani dell’Unità d’Italia\, fecero in modo che i reperti del territorio mancianese fossero assicurati alle collezioni pubbliche\, impegnandosi a fondo perché rimanessero nei luoghi dove erano stati rinvenuti. Di questi studiosi\, per l’occasione\, l’artista Paolo Maccari ha realizzato 5 ritratti originali\, sulla base del materiale fotografico disponibile. Ai materiali già presenti nel Museo sono stati aggiunti oltre 100 reperti\, prestati dal Museo delle Civiltà di Roma\, dal MAAM di Grosseto\, dal Museo Archeologico di Firenze e dal Museo Archeologico Nazionale di Siena. L’allestimento è in ricordo di Nuccia Negroni Catacchio & Raffaella Poggiani Keller. \nOrario: dal martedì alla domenica 10-13 e 16-19\, chiuso lunedì. \nMuseo di Preistoria e Protostoria della Valle del Fiume Fiora – Via Corsini\, 5 – Manciano \nInfo: 0564.620532 – www.museimanciano.org – museodiffuso@comune.manciano.gr.it
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Livorno e provincia
DESCRIPTION:Fino al 22 aprile\nTERRA\, il Pianeta dei 5 sensi\nAscoltare le onde sismiche\, vedere il campo magnetico terrestre\, oscillare su una tavola che simula le vibrazioni generate da un evento sismico. Queste e altre esperienze multisensoriali possono essere sperimentate in prima persona all’interno della mostra organizzata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia con la collaborazione della Provincia di Livorno – Museo di Storia Naturale del Mediterraneo\, Fondazione Livorno e Coop. Itinera Cultura e Turismo. Il percorso avvicina i visitatori alla conoscenza di alcuni fenomeni naturali attraverso l’uso dei cinque sensi. Olfatto\, gusto\, tatto\, udito e vista sono il filo conduttore di un viaggio che\, partendo da esperienze quotidiane\, conduce alla scoperta del sistema Terra: la sua struttura interna\, l’evoluzione geologica e ambientale del nostro Pianeta\, le problematiche legate ai rischi naturali\, i processi alla base dei cambiamenti climatici e dell’uso sostenibile delle risorse naturali. Il pubblico può inoltre scoprire e sperimentare alcune strumentazioni per la Sorveglianza Sismica o provare l’effetto di una scossa sismica all’interno di un ambiente domestico. Di notevole interesse ‘MATRA’\, speciale installazione creata da Filippo Gregoretti che trasforma i dati scientifici in una composizione musicale e visiva. Il percorso è arricchito da un percorso tattile inclusivo. \nIngresso libero. Orario: mercoledì e venerdì 9-13\, martedì\, giovedì e sabato 9-13 e 15-18\, domenica 15-18 solo con visita guidata su prenotazione. \nMusMed – Museo di Storia Naturale del Mediterraneo – Via Roma\, 234 – Livorno \nInfo: 0586.266711 – www.musmed.provincia.livorno.it – didatticamusmed@itinera.info \n\nFino al 30 aprile\nPietro Leopoldo e Livorno: una stagione cruciale per la costruzione di un’identità\nSi trasferisce a Villa Fabbricotti la mostra realizzata dalla Cooperativa Itinera e allestita nel dicembre scorso ai Bottini dell’Olio. Organizzata in occasione del 260° anniversario dell’insediamento come Granduca di Toscana di Pietro Leopoldo di Lorena\, protagonista di una delle stagioni più dinamiche e innovative della storia cittadina\, l’esposizione si presenta ora con un allestimento arricchito da un prezioso nucleo di libri antichi e stampe provenienti dalla Biblioteca Labronica\, che consentono di approfondire il contesto storico\, culturale ed economico della Livorno fra ‘700 e ‘800 attraverso documenti e testimonianze d’epoca. Il percorso ricostruisce il ruolo del Granduca riformatore che orientò Livorno verso un modello di sviluppo aperto al mare\, al commercio internazionale\, alla cultura e alla modernizzazione dei servizi (anche sanitari)\, favorendo l’attività tipografica e la circolazione delle idee. Elemento centrale dell’allestimento è la pianta della città realizzata da Antonio Piemontesi\, attorno alla quale si dispongono vedute e immagini storiche che illustrano i luoghi più significativi della Livorno settecentesca. Le immagini\, valorizzate da ampi lightbox luminosi\, accompagnano in un’esperienza immersiva che permette di riconoscere strade\, architetture e scenari urbani nel momento in cui la Livorno moderna prendeva forma. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 8.30-19.20\, sabato 8.30-13.20\, chiuso domenica. \nhttps://www.itinera.info/Biblioteca Labronica ‘F.D.Guerrazzi’ – Villa Fabbricotti – Viale della Libertà\, 30 – Livorno  \nInfo: 0586.894563 – www.itinera.info \n\nFino al 4 settembre\nHeART of Gaza\nLivorno accoglie nuovamente – ospitato presso l’Emeroteca Comunale – questo progetto di straordinario valore umano e culturale che raccoglie le opere realizzate da bambini e ragazzi della Striscia di Gaza\, giovanissimi dai 3 ai 17 anni. Attraverso i loro disegni\, i giovani artisti raccontano paure\, sogni\, speranze e desideri\, offrendo una testimonianza diretta e toccante della loro quotidianità. Fondata nel giugno 2024 da Mohammed Timraz (Deir al Balah\, Gaza) e Feile Butler (Sligo\, Irlanda)\, la mostra ha debuttato a Sligo nel luglio 2024 ed è oggi in tournée internazionale\, avendo già raggiunto oltre 90 città in due continenti. Per tutta la durata dell’esposizione\, accanto alle opere saranno disponibili QR code che permetteranno ai visitatori di effettuare donazioni online\, sicure e tracciabili\, a sostegno del progetto ‘HeART of Gaza’. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì al venerdì 8.30-13.30 e 14.30-19.30\, sabato 8.30–13.30. \nEmeroteca Comunale – Via del Toro\, 8 – Livorno \nInfo: 0586.824651 – 0586.890615 – emeroteca@comune.livorno.it
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Lucca e provincia
DESCRIPTION:Fino all’8 aprile\nOmaggio a Paolo Marini\n‘L’indiano di Firenze\, La Vecchia Farmacia di Vittoria Apuana’ è il sottotitolo di questa mostra ospitata al Museo Ugo Guidi di Vittoria Apuana per cura di Matteo Marini e Vittorio Guidi. Si vuole mettere in luce il ricordo di due luoghi d’arte: la Galleria L’Indiano di Firenze\, diretta da Piero Santi e poi riaperta da Piero e Paolo Marini nel 1955\, e La Vecchia Farmacia\, la Galleria d’arte contemporanea fondata da Paolo Martini nel 1968 a Vittoria Apuana e da lui diretta fino al 1987\, luogo di ritrovo di artisti\, intellettuali\, letterati e poeti come Mario Luzi\, che gli dedicò la poesia ‘Versi parlati con Paolo Marini. Tema la Cupola’. Lungo fu il sodalizio fra Piero Santi\, lo scultore Ugo Guidi e lo stesso Marini\, divenuto il gallerista di riferimento di tutta la produzione artistica di Ugo Guidi. Tre le opere presenti: i Ritratti di Paolo Martini di Sergio Scatizzi\, Enzo Faraoni\, Sergio Vacchi. Diciotto invece le Testimonianze (formato 35×50): Elena Berner\, Vinicio Berti\, Antonio Bueno\, Gianni Cacciarini\, Primo Conti\, Roberto Coppini\, Mario Fallani\, Achille Funi\, Marcello Guasti\, Ugo Guidi\, Mino Maccari\, Giuseppe Migneco\, Andrea Parigi\, Alvaro Peñarete\, Adriana Pincherle\, Arturo Puliti\, J.Francisco Smythe e Ernesto Treccani. Non manca un album di testimonianze scritte (Bigongiari\, Cassola\, Luzi\, Moravia\, Ragghianti…) e un album di fotografie dei vernissage a La Vecchia Farmacia. \nIngresso libero. Orario: su appuntamento. \nMUG – Museo Ugo Guidi – Via Matteo Civitali\, 33 – Forte dei Marmi \nInfo e pren.: 348.3020538 – www.museougoguidi.it \n\nFino al 11 Aprile\nSolilunio: racconti a colori\nVilla Argentina ospita una personale del pittore Valente Taddei\, patrocinata dalla Fondazione Carnevale di Viareggio\, curata da Gianni Costa e organizzata dalla galleria Mercurio Arte Contemporanea di Viareggio in collaborazione con la Provincia di Lucca. In mostra una serie di recenti dipinti a olio e china su carta: sintetici lavori dal taglio narrativo\, nei quali un minuscolo individuo – inconfondibile protagonista delle opere di Taddei – si ritrova in situazioni costantemente in bilico tra ironia e paradosso. L’artista propone una lettura metaforica della condizione umana\, sdrammatizzando\, con sottile ironia\, il senso di vuoto e di caducità che l’uomo può provare dinanzi al proprio destino. Nelle opere di Valente Taddei\, nelle sue figure\, c’è una dismisura\, nei suoi colori un urlo. C’è una tonalità dominante\, un blu\, un rosso\, l’alba di un viola\, il crepuscolo di un azzurro: è la profondità dello spazio\, che in un punto poi si attenua e lascia trasparire il laser della linea… dove si trovano il racconto\, il senso… e un uomo piccolo di fronte alle cose immense con cui ha a che fare. Nato a Viareggio nel 1964\, Valente Taddei\, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Carrara\, ha all’attivo un nutrito curriculum espositivo\, con personali e collettive sia in Italia che all’estero. Nel 2020 e nel 2026 ha realizzato per il quotidiano ‘Il Tirreno’ il Manifesto del Carnevale di Viareggio dedicato ai lettori della testata. \nIngresso libero. Orario: dal martedì al sabato 9.30-13.00; martedì e venerdì anche 14.30-17.30. \nVilla Argentina – Via Vespucci\, 44 – Viareggio \nInfo: 0584.1647600 – 333.2318925 – www.mercurioviareggio.com \n\nFino al 12 aprile\nUn occhio sul mondo\nAnche una mostra temporanea a Villa Paolina nel programma della Fondazione Carnevale di Viareggio. La protagonista è Adriana Bonetti\, figlia del grande Uberto\, l’esponente futurista ideatore della maschera di Burlamacco\, dal 1931 Simbolo del Carnevale di Viareggio\, e artista lei stessa. Nell’allestimento\, ospitato nelle due salette del piano terreno di Villa Paolina\, sono presentate opere di pittura\, grafica e fotografia. La Bonetti\, che si definisce grafica pubblicitaria piuttosto che pittrice\, lavora ancora nello studio di Viareggio che fu di suo padre\, in via Raimondo Del Prete. Nata a Viareggio nel 1956\, Adriana ha studiato all’Istituto d’Arte di Lucca e all’Accademia di Belle Arti di Carrara\, lavorando poi a Milano come grafica e svolgendo la libera professione anche come fotografa e autrice di varie etichette per produttori di vino e olio\, partecipando a concorsi internazionali con buoni risultati. Oggi insegna grafica a Viareggio e continua a tenere vivo il ricordo del padre promuovendo mostre. \nOrario: dal mercoledì al sabato 15.30-19.30\, domenica 9.30-13.30 e 15.30-19.30\, chiuso lunedì e martedì. \nVilla Paolina Bonaparte – Via Machiavelli\, 2 – Viareggio \nInfo: 0584.944580 – viareggiocultura@comune.viareggio.lu.it \n\nFino al 19 aprile\nColore\, musica e maschera. Rosso\, bianco e nero Burlamacco e oltre…\nAperta in occasione del Carnevale 2026\, questa mostra curata alla Cittadella del Carnevale dalla direttrice Roberta Martinelli mette al centro il colore in quanto ‘anima della festa’ ma non solo: la scelta della tavolozza è una riflessione consapevole sui grandi temi affrontati dai carri allegorici. I colori non sono pennellate casuali\, ma strumenti narrativi. La mostra prende avvio da un punto di riferimento imprescindibile: i tre colori – bianco\, rosso e nero – scelti da Uberto Bonetti per Burlamacco\, iconico simbolo del Carnevale di Viareggio. Un’ideazione fortemente influenzata dal Futurismo e apparsa per la prima volta sul manifesto ufficiale del Carnevale del 1931. Bianco\, rosso e nero diventano così la guida di un percorso espositivo che\, attraverso riproduzioni di opere dal Rinascimento al contemporaneo dedicate al Carnevale\, indaga il ruolo del colore nella storia sociale. Una sezione è dedicata ai bozzetti delle costruzioni allegoriche del Carnevale di Viareggio. Non mancano il grande Burlamacco su cavallo bianco di Lorenzo D’Andrea e il cavallo grasso\, dirompente installazione artistica di Marco Lodola. Dalle Gallerie degli Uffizi arriva un’opera inconsueta: ‘Attrice mascherata da Arlecchino’\, un dipinto di autore ignoto della metà del Settecento. E poi una sezione esperienziale e una dedicata alla musica. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 15-19\, sabato 9-13 e 15-19\, chiuso lunedì e martedì. \nCittadella del Carnevale – Via Santa Maria Goretti\, 5 – Viareggio \nInfo: 0584.5807 – 342.9207959 – www.viareggio.ilcarnevale.com \n\nFino al 26 aprile\nIl pittore del Re. Luigi Norfini nell’Italia del Risorgimento\nI Musei Nazionali di Lucca e il Museo Galeotti di Pescia ci offrono la prima grande mostra monografica dedicata a Luigi Norfini (Pescia 1825 – Lucca 1909) in occasione del bicentenario della nascita. Figura centrale nella costruzione dell’immaginario risorgimentale e protagonista della vita culturale toscana di fine Ottocento\, Norfini torna oggi al centro dell’attenzione con un progetto\, curato da Luisa Berretti\, Emanuele Pellegrini ed Ettore Spalletti\, che ne riscopre la modernità e il ruolo di interprete della nuova identità nazionale. Cuore del progetto è la Casermetta del Museo Nazionale di Villa Guinigi: qui sono riuniti\, per la prima volta\, numerosi dipinti del maestro\, messi a confronto con opere di protagonisti come Giovanni Fattori\, suo amico e coetaneo\, Silvestro Lega e Telemaco Signorini. I prestiti provengono da musei di Milano\, Torino e Firenze e da collezioni private come quella fondamentale degli eredi del pittore. Il percorso in sezioni tematiche\, il cui allestimento è a firma di Luigi Cupellini\, trova un ideale completamento nelle opere di Norfini conservate nel Museo di Palazzo Mansi a Lucca (orario: venerdì e sabato 12-19.30\, 1ª e 3ª domenica del mese)\, e nel Museo Civico di Palazzo Galeotti a Pescia\, recentemente riallestito (martedì e giovedì 10-12.30 e 15-17.30\, sabato e domenica 15.30-18.30). Autore di grandi quadri di battaglia (come la ‘Vittoria di Palestro’ del 1863 e ‘La Battaglia di Novara’ del 1859) e raffinato ritrattista della nuova borghesia e dei primi sovrani d’Italia\, nel corso di oltre mezzo secolo Norfini contribuì a definire il linguaggio visivo della Toscana ottocentesca\, unendo impegno civile e sensibilità artistica. \nOrario: dal martedì al sabato 12-19.30\, 1ª e 3ª domenica del mese e aperture straordinarie. \nMuseo Nazionale di Villa Guinigi – Via della Quarquonia\, 4 – Lucca \nInfo: 334 6537619 – www.museitoscana.cultura.gov.it – drm-tos.museilucchesi@cultura.gov.it \n\nFino 30 al aprile\nIl Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina\nDopo Firenze\,Viareggio\, Pisa e Montecatini Terme\, approda a Lucca per la sua quinta tappa\, ospitata nel gioiello tardo medievale di Palazzo Guinigi\, questa mostra antologica dedicata al maestro Alfredo Catarsini (Viareggio 1899-1993)\, pittore\, scrittore e animatore culturale nella Versilia del secolo scorso. In questa occasione\, l’allestimento si arricchisce di una serie di opere esposte per la prima volta e raggiunge la cifra di 85 dipinti\, scelti all’interno del vasto corpus pittorico dell’artista\, restituendo un quadro completo e omogeneo della sua produzione. A queste opere si aggiungono le altre 49 distribuite nelle tappe del Cammino I Luoghi di Catarsini\, una proposta di turismo lento che partendo da Lucca (dove in Palazzo Orsetti sono esposte altre 5 opere) attraversa tutta la Versilia. Accanto alle darsene\, ai cantieri\, alle marine e alle figure del maestro viareggino\, in questa occasione una delle sale di Palazzo Guinigi è interamente dedicata ai dipinti del cosiddetto Simbolismo meccanico – come lo definì lo stesso Catarsini – una creazione unica e singolare con cui l’artista intendeva riflettere sul complesso rapporto fra uomo e macchina\, che ai giorni nostri si è fatto di urgente attualità. Curato dalla Fondazione Alfredo Catarsini 1899\, l’evento espositivo è come sempre interamente accessibile anche ad un pubblico con disabilità visive grazie a cartellini dotati di QR Code per scaricare audiodescrizioni adattate in italiano e inglese. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 10-19. \nPalazzo Guinigi – Via Guinigi\, 29 – Lucca \nInfo: 0583.48090 – www.comune.lucca.it – www.fondazionecatarsini.com \n\nFino al 3 maggio\nArnaldo Galli – un visionario\nIl 27 aprile del 2026 sarà il centenario della nascita di Arnaldo Galli\, una delle figure più importanti e rappresentative della storia e dei successi del Carnevale di Viareggio\, in Italia e nel mondo. Per ricordarlo come merita\, la Fondazione Banca del Monte di Lucca\, insieme alla famiglia\, promuove una mostra dedicata al suo ricordo e alle sue opere. A curarla è Antonella Serafini\, già autrice a Lucca delle mostre di Nilo Lenci e Silvano Avanzini\, in collaborazione con la Fondazione Carnevale di Viareggio. Pittore\, disegnatore e storico maestro carrista\, custode di una tradizione che fonde satira\, spettacolo e artigianato artistico\, Galli a partire dal 1952 fu chiamato da Fellini sul set per progettare le figure e i mascheroni che vediamo ne ‘I vitelloni’\, ‘Boccaccio ’70’\, ‘Casanova’… Ben 20 i primi premi vinti al Carnevale di Viareggio in 93 anni di vita e 50 di carriera. A lui dobbiamo anche i 24 palloni di cartapesta che in perfetta sincronia aprirono allo Stadio Meazza i Mondiali di calcio del 1990 liberando in cielo migliaia di palloncini colorati. All’interno della mostra è allestita una sezione dedicata alla mascotte del Carnevale Maria Grazia Billi e alla storica banda del Carnevale ‘La Libecciata’.\nIngresso libero. Orario: dal martedì alla domenica 15-19\, chiuso lunedì. \nPalazzo delle Esposizioni – Piazza San Martino\, 7 – Lucca \nInfo: 0583.464062 – 344.0364202 – www.fondazionebmluccaeventi.it \n\nFino al 2 giugno\nGiovanni Boldini. La seduzione della pittura\nUna mostra di grande richiamo negli spazi della Cavallerizza di Lucca\, prodotta da Contemplazioni. Un percorso di oltre 100 opere che racconta\, per cura di Tiziano Panconi\, l’evolversi della pittura di Giovanni Boldini attraverso la bellezza\, soprattutto quella femminile\, oggetto di una continua ricerca estetica e di una profonda indagine psicologica\, sulle quali il maestro coniò un modello di grazia idealizzato. Le opere provengono da collezioni pubbliche e private\, tra cui le Gallerie degli Uffizi e il Museo Giovanni Boldini di Ferrara\, con l’intento di celebrare il ‘maestro del ritratto della Belle Époque’. L’allestimento\, articolato in sei sezioni\, si sviluppa in una sequenza di capolavori che attraversano l’intera carriera dell’artista: dalle ‘tavolette’ d’interno del periodo fiorentino\, a contatto con i Macchiaioli (1864-1870) alle raffinate e luminose scenette dei primi anni parigini nel periodo Goupil (1871-1878)\, fino alle ‘femmes fatales’ (1879-1891) da lui definite ‘divine’. Il percorso si conclude con le atmosfere rarefatte e sofisticate del gusto ‘fin de siècle’ (1892-1924)\, in cui Boldini si emancipa definitivamente dalla ritrattistica ufficiale\, inventando nuove silhouette e pose serpentine. Nel percorso anche opere di contemporanei come Odoardo Borrani\, Vittorio M.Corcos\, De Nittis\, Vincenzo Gemito\, Paul César Helleu\, Antonio Mancini\, Telemaco Signorini e Zandomeneghi. Il percorso si completa con una raffinata sezione di opere su carta. \nOrario: tutti i giorni 10-20\, ultimo ingresso ore 18.45. \nEx Cavallerizza – Piazzale Giuseppe Verdi – Lucca \nInfo: 389.2346010 – lucca@contemplazioni.it \n\nFino al 7 giugno\nEmilio Malerba (1878-1926). Dagli esordi al Novecento Italiano\nNelle sale espositive della Fondazione Ragghianti la prima grande mostra monografica dedicata\, dal 1931\, a Emilio Malerba (Milano\, 1878-1926)\, figura decisiva ma ancora non abbastanza conosciuta del panorama artistico italiano della prima metà del XX secolo. Curata da Paolo Bolpagni ed Elena Pontiggia e realizzata in collaborazione con l’Archivio Malerba di Monza\, l’esposizione propone\, attraverso un ampio ‘corpus’ di opere\, manifesti originali e documenti\, una riflessione organica sulla vicenda dell’artista nel centenario della morte. L’allestimento segue il percorso artistico di Malerba dagli anni giovanili legati alla tarda Scapigliatura e dai suggestivi manifesti belle époque fino alla produzione post-scapigliata\, novecentista e purista\, presentando un ampio numero di inediti\, emersi grazie a recenti ricerche. A completare il percorso\, le opere realizzate dagli altri artisti del nucleo iniziale del gruppo ‘Novecento’\, ossia Anselmo Bucci\, Leonardo Dudreville\, Achille Funi\, Piero Marussig\, Ubaldo Oppi e Mario Sironi\, oltre a un ritratto di Malerba eseguito da Primo Sinopico nel 1917\, così da approfondire sfumature e visioni di un gruppo che non si omologò mai totalmente dal punto di vista stilistico. Nonostante la brevità della carriera\, Malerba riuscì a delineare una poetica di grande raffinatezza\, incentrata sull’indagine del ‘vero’\, inteso come rivelazione della dimensione interiore di figure e oggetti. \nOrario: dal martedì alla domenica 10-20\, chiuso lunedì. \nFondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti – Complesso monumentale di San Micheletto – Via San Micheletto\, 3 – Lucca \nInfo: 0583.467205 – www.fondazioneragghianti.it \n\nFino al 31 agosto\nRoberto Fontirossi – Nel silenzio: il colore va in scena\nLe sale della Galleria di Arte Moderna e Contemporanea ‘Lorenzo Viani’ di Viareggio hanno aperto le porte al maestro lucchese Roberto Fontirossi\, scomparso nell’agosto 2024\, per ricordarne l’intera parabola creativa. Un percorso espositivo denso\, curato dal critico Massimo Bertozzi e da Luca Fontirossi\, figlio dell’artista\, che ripercorre la sua arte attraverso circa settanta opere\, tra cui diversi inediti che appaiono qui per la prima volta. Un omaggio per un artista che ha saputo trasformare la realtà quotidiana in una pantomima surreale e poetica fatta di colori. L’allestimento non è solo una cronaca per immagini ma una vera messa in scena teatrale per tuffarsi nel piccolo mondo di Fontirossi: un universo popolato da suonatori stralunati\, venditori ambulanti\, condomini affollati e quel mare sognato ma mai navigato\, che per il pittore rimaneva sempre uno sfondo metafisico\, un orizzonte riservato ai desideri dell’infanzia. Nato a Lucca nel 1940 e formatosi all’istituto d’arte Passaglia\, Fontirossi aveva trovato a Roma la sua consacrazione\, arrivando fino alla IX Quadriennale del 1964. Eppure\, proprio quando il successo internazionale sembrava a portata di mano\, scelse di tornare a Lucca per distillare una pittura verace\, capace di rinnovare la tradizione figurativa locale con una verve ironica e satirica. \nOrario: da mercoledì a sabato 15.30-19.30\, domenica anche 9.30-13.30\, chiuso lunedì e martedì e 1° maggio; dal 15 giugno da martedì a domenica 18-23\, chiuso lunedì. \nGalleria di Arte Moderna e Contemporanea ‘Lorenzo Viani’  – Palazzo delle Muse – Piazza Mazzini – Viareggio \nInfo: 0584.581118 – 0584.944580 – 348.1929720 – gamc@comun.viareggio.lu.it \n\n11 aprile – 25 ottobre\nDanse Macabre\nLa Tenuta Dello Scompiglio di Vorno ospita una mostra personale di Hans Op de Beeck a cura di Angel Moya Garcia. L’artista belga\, noto per le sue installazioni monumentali\, immersive e sensoriali\, presenta una mostra strutturata attraverso un’installazione site-specific e un film d’animazione. La prima\, dal titolo ‘Danse Macabre’\, emerge come l’immagine in bianco e nero di un parco notturno\, fatto di alberi spogli e specchi d’acqua\, attraversato da un percorso che conduce verso una giostra grigia monocroma a grandezza naturale. Questa evocazione di un paesaggio fittizio e privo di colore agisce da ‘inquadratura di apertura’ cinematografica e atmosferica\, accessibile a potenziali narrazioni\, in cui barili di petrolio diventano focolari\, le chiome degli alberi sono spoglie e un sentiero sinuoso porta verso l’attrazione abbandonata\, immersa in una notte nera. Un paesaggio sonoro\, composto da Sam Vloemans ed eseguito dall’Hermes Ensemble (B)\, risuona lontano in tutto l’ambiente e richiama verso la seconda parte in cui viene proiettato il film d’animazione ‘Vanishing Point’\, che completa la mostra. Il titolo si riferisce al punto del piano pittorico di una vista prospettica in cui coppie di linee parallele sembrano convergere. Alla distanza del punto di fuga\, non siamo più in grado di percepire la profondità tridimensionale. \nIngresso libero. Orario: giovedì e venerdì 14-18\, sabato e domenica 15-19 o su appuntamento. \nTenuta dello Scompiglio – Via di Vorno\, 67 – Loc. Vorno – Capannori  \nInfo: 0583.971475 – 0583.971125 – www.delloscompiglio.org \n\n12 aprile – 3 maggio\nSpazio 23\nIl Museo Ugo Guidi – MUG di Forte dei Marmi presenta la sua mostra numero 211\, curata da Vittorio Guidi. Il MUG\, attento all’arte nazionale ed estera ma anche sensibile a quello che avviene in ambito toscano\, ha ritenuto interessante ed ha invitato ad esporre nella sua sede gli artisti di Viareggio costituitisi nel gruppo Spazio 23. Il gruppo è composto da sei artisti: Mario Baroni\, Enrico Becherelli\, Marco Bianchi\, Daniele Emilio Cinquini\, Ferdinando Coppola\, Glauco Di Sacco. Provenienti tutti da percorsi personali autonomi\, i sei si sono messi alla prova in un approfondimento condiviso sull’arte astratta e giungono al Mug con due opere ciascuno. La mostra è aperta anche sabato 18 aprile dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30 in occasione della Giornata Internazionale delle Case della Memoria proposta dalla Associazione Nazionale Case della Memoria di cui il MUG fa parte. \nIngresso libero. Orario: su appuntamento. \nMUG – Museo Ugo Guidi – Via Matteo Civitali\, 33 – Forte dei Marmi \nInfo e pren.: 348.3020538 – museougoguidi@gmail.com – www.museougoguidi.it
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Massa Carrara e provincia
DESCRIPTION:Fino al 30 agosto\nMikayel Ohanjanyan. Legami: Ties that Bind\nIl mudaC | museo delle arti di Carrara accoglie l’arte di Mikayel Ohanjanyan (1976\, Yerevan\, Armenia) ospitando una personale a cura di Christopher Atamian e Tamar Hovsepian di Atamian Hovsepian Curatorial Practice\, piattaforma curatoriale con base a New York. Attraverso cinque sculture in marmo concepite come un’unica monumentale installazione\, la mostra si concentra sugli elementi chiave della ricerca più recente dell’artista: i legami intesi come connessione\, memoria storica e resilienza\, rappresentati da lavori che parlano di identità\, tempo e relazioni umane. Il corpus di opere esposto è stato pensato e realizzato appositamente per Carrara\, città che ospita il nuovo studio dell’artista ed è gemellata con Yerevan. Un’unica installazione dal forte impatto spaziale (‘Legami: Ties that Bind’) è composta da cinque sculture in marmo statuario bianco di diverse dimensioni\, con elementi più monumentali (fino a 121×210×90 cm) e altri più raccolti (53×68×40 cm). È costituita da due blocchi informi\, tenuti insieme da cavi in acciaio inox che incidono la pietra e che generano una evidente tensione fisica e\, al tempo stesso\, alludono a un’idea di unità e interdipendenza: l’atto del legarle insieme suggerisce un tentativo di recuperare una memoria collettiva perduta e di riflettere sulle strutture invisibili che tengono insieme ogni cosa. \nOrario: dal martedì alla domenica 9.30-12.30 e 15-18\, chiuso lunedì. Dal 1° giugno martedì\, sabato\, domenica 17-20\, mercoledì e giovedì 9.30-12\, venerdì 18-22. \nmudaC ǀ museo delle arti Carrara – Via Canal del Rio\, 1 – Carrara \nInfo: 0585.779681 – www.mudac.museodellearticarrara.it
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Pisa e provincia
DESCRIPTION:Fino al 10 maggio\nLigabue. Il ruggito dell’anima\nGli Arsenali Repubblicani di Pisa ospitano una mostra dedicata al pittore Antonio Ligabue (1899-1965)\, un’occasione per riscoprire la potenza espressiva e il mondo interiore di un artista che ha saputo parlare con voce unica e universale. Il percorso espositivo racconta con oltre 80 opere la vita\, la psiche e la storia tormentata di questo affascinante artista\, mettendone in luce la vicinanza ai grandi protagonisti dell’Espressionismo europeo. L’allestimento conduce il visitatore attraverso le tappe fondamentali della vita e dell’attività artistica di Ligabue\, svelando alcune delle sue opere più emblematiche. Tra queste spiccano i celebri autoritratti e le sue iconiche raffigurazioni di animali feroci: tigri maestose\, leopardi\, rapaci in azione o impegnati in lotte per la sopravvivenza\, e leoni imponenti. Un viaggio immersivo in una giungla aspra e magnetica\, che esprime con forza l’intensità visiva e simbolica del mondo interiore dell’artista. \nOrario: mercoledì\, giovedì e venerdì 10-13 e 14-19\, sabato\, domenica e festivi 10-19\, chiuso lunedì e martedì; aperture straordinarie Pasqua e Pasquetta 10-19; 25 aprile e 1 maggio 10-19. \nArsenali Repubblicani – Via Bonanno – Pisa \nInfo: 351.8099706 – www.artikaeventi.com – mostre@artika.it \n\nFino al 31 agosto \nDinosauri\nI più grandi rettili mai vissuti tornano in vita dalle profondità del Mesozoico in una spettacolare mostra ospitata nei locali della Certosa di Pisa\, a Calci. Il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa ospita infatti un allestimento di grande apprezzamento\, a cura di Naturaliter\, che propone oltre venti modelli\, statici e dinamici\, a grandezza naturale\, che si muovono ed emettono suoni: dettagliate ricostruzioni di dinosauri rappresentati in momenti chiave della loro vita. Ammirare lo Spinosauro che nuota inseguendo un celacanto\, l’Oviraptor che ha appena deposto le uova e ancora il gigantesco Terizinosauro coperto di morbide piume ma armato di artigli lunghissimi ci trasporta nel favoloso mondo del lontano passato\, illusione perfezionata dai modelli animati\, fra cui quello del Tyrannosaurus rex che ci fa provare il brivido di trovarci di fronte ad uno dei maggiori predatori che mai abbiano camminato sulla Terra. \nOrario: tutti i giorni 9-19. \nMuseo di Storia Naturale – Certosa di Pisa – Via Roma\, 79 – Calci \nInfo: 050.2212970 – www.msn.unipi.it
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SUMMARY:Le Mostre a Pistoia e provincia
DESCRIPTION:Fino al 12 aprile\nDonne in Bilico\nLe Sale Affrescate del Palazzo comunale di Pistoia ospitano una mostra della fotografa\, africanista e viaggiatrice torinese Anna Alberghina (classe 1960)\, un allestimento che racconta\, attraverso intensi ritratti\, l’identità femminile nelle culture non globalizzate. Realizzata a cura di Marta Cugnasca\, direttrice artistica del Museo d’Arte e Scienza di Milano\, con la collaborazione dell’Associazione culturale ‘Donne Vive’ di Milano\, la mostra espone 40 ritratti\, selezionati da questo ampio lavoro\, in un percorso espositivo che invita a riflettere sulla forza\, la resilienza e l’identità delle donne nel mondo. Proposto per la Festa della Donna\, l’evento si propone di dare voce e volto a donne appartenenti a culture antiche\, provenienti da luoghi remoti e spesso poco conosciuti\, che custodiscono e raccontano tradizioni millenarie. Il volto di queste donne prende forma negli scatti raccolti da Anna Alberghina nel corso di una vita di viaggi ed esplorazioni. Ogni immagine racconta la storia di un popolo e mette in luce il ruolo centrale delle donne come custodi della tradizione: segni incisi sulla pelle\, intrecci nei capelli\, ornamenti e simboli tramandati di madre in figlia diventano espressione visibile di un patrimonio culturale vivo. \nIngresso libero. Orario: dal martedì al venerdì 10-12 e 15-18\, sabato e domenica 10-12 e 15-17. \nSale Affrescate del Palazzo comunale – Piazza del Duomo\, 1 – Pistoia \nInfo: 0573.3711 – www.comune.pistoia.it \n\nFino al 24 maggio\nVisceralità primitiva\nLa Fondazione POMA Liberatutti di Pescia dedica una mostra a Paolo Tesi (Pistoia\, 1945)\, artista la cui ricerca si è costruita nel tempo come un percorso autonomo e riconoscibile\, lontano da scuole e appartenenze. Pittore\, incisore\, illustratore\, Tesi ha sempre attraversato i linguaggi con una naturalezza che rifugge le categorie rigide\, definendosi “pittore con la tentazione di scrivere”\, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze e poi fondatore della rivista di arte e letteratura ‘Ombrone’. L’esposizione introduce il visitatore all’universo visivo dell’artista\, fondato su una pratica del segno intensa e continua\, in cui pittura e grafia diventano strumenti di esplorazione interiore. Ventisette i lavori esposti\, tutti realizzate nel corso del 2025 appositamente per la mostra: una serie a colori di 10 lavori di inchiostro su carta e una serie monocromi di 17 lavori di pastello a cera su carta. Si tratta di esemplari di grandi dimensioni\, ampi spazi di cui l’artista ha bisogno per racchiudere e unire le opere attraverso un temi che si richiamano tra loro. Al centro del progetto sta l’idea di una ‘visceralità primitiva’\, che dà titolo alla mostra\, i contenuti riguardano sogni\, stati d’animo\, visioni e allucinazioni. I soggetti\, che nascono dal subconscio\, sono tenuti insieme da lettere che\, oltre a simboleggiare il desiderio di narrare\, sollecitano l’artista a esprimersi attraverso segni e colori. \nIngresso libero. Orario: dal mercoledì al sabato 10-12.30 e 17.30-22\, domenica 10-12 e 17.30 alle 22\, chiuso lunedì e martedì. \nFondazione POMA Liberatutti – Piazza San Francesco 12 – Pescia \nInfo: 0572.1770011 – www.pomaliberatutti.it \n\nFino al 30 maggio\nWedge\nSpazioA di Pistoia accoglie nelle sue sale una mostra personale di Finn Theuws\, giovane artista olandese che ha debuttato nel 2023 nella project space e che torna ora con una personale nello spazio principale della galleria. ‘Wedge’ presenta nuovi lavori di Theuws: espandendo la sua pratica attuale di scultura e installazione\, la mostra ruota attorno ai temi dell’intimità domestica\, The Weird (oggetto inusuale) e della fenomenologia (queer). I lavori presentati non vanno interpretati come pure metafore\, non servono a illustrare concetti ma agiscono a livello dell’immagine stessa. Per quanto referenziale\, il lavoro di Theuws intende produrre immagini di immediata risonanza fenomenologica; immagini che emergono alla coscienza dell’individuo ma non vi hanno ancora affondato le radici. Si possono affrontare questi lavori da una prospettiva di Fenomenologia Queer\, una fenomenologia improntata al disorientamento\, nel senso che i lavori si sforzano di produrre immagini che precedono l’orientamento. ‘Wedge’ sollecita forme di disorientamento e mira a decentrare lo spettatore\, indirizzandolo verso l’effetto trascendentale del primo incontro. Per questa mostra Theuws ha raccolto oggetti domestici (tavoli\, mobiletti\, scrivanie\, cassetti) e ha levigato i segni dell’usura\, conferendo alle sue sculture una qualità sospesa. \nIngresso libero. Orario: dal martedì al sabato 11-14 e 15-19 o su appuntamento. \nSpazioA – Via Amati\, 13 – Pistoia \nInfo: 0573.977354 – www.spazioa.it \n\nFino al 7 giugno\nGaleazzo Nardini. Arte Sciopero\nLa Galleria civica MO.C.A. di Montecatini Terme rende omaggio a Galeazzo Nardini (1938 – 2016)\, figura eclettica e radicale del panorama artistico internazionale\, con una mostra dedicata al suo progetto più audace e identitario: ‘Arte Sciopero’. Era il 1976 quando Galeazzo\, già noto per le sue collaborazioni con artisti come Ben Vautier e Giuseppe Chiari\, concepì l’idea di uno sciopero artistico ininterrotto. Una protesta solitaria contro lo sfruttamento degli artisti e la censura\, che lo portò a rinunciare alla vendita delle proprie opere. La mostra\, prodotta da Contemplazioni\, ripercorre i quarant’anni (1976 – 2016) durante i quali Galeazzo ha trasformato la parola ‘Sciopero’ in una performance artistica totale. Sebbene avesse smesso di vendere\, l’artista non smise mai di produrre: espositi oltre cento lavori tra tele\, cartoni\, quaderni e materiali d’archivio\, dove la parola ‘Sciopero’ è declinata in ogni forma e stile possibile\, occupando ogni superficie. Nell’allestimento anche il film-documentario ‘Arte Sciopero’\, diretto da Luca Immesi\, scritto con la figlia dell’artista Hélène Nardini\, che esplora la vita di Galeazzo evidenziando come l’Arte Sciopero abbia pervaso ogni aspetto della sua esistenza\, riuscendo a collegare la Toscana alle grandi capitali internazionali del contemporaneo. \nOrario: da martedì a venerdì 10-12\, sabato e domenica 10.30-12.30 e 16-19\, chiuso lunedì. \nMO.C.A. – Montecatini Contemporary Art – Palazzo Comunale  – Viale Giuseppe Verdi\, 46 – Montecatini Terme  \nInfo: 366.7529702 – 0572.918299 – cultura@mct.it – mocamct@gmail.com \n\nFino al 26 luglio\nIo sono un architetto. Ettore Sottsass\nIl Palazzo Buontalenti di Pistoia celebra Ettore Sottsass (1917-2007)\, pittore\, grafico\, fotografo\, figura cardine del design e dell’architettura italiana del Novecento\, un artista che ha attraversato l’intero secolo con uno sguardo sempre critico\, apparentemente disincantato\, ma partecipe e sensibile ai cambiamenti in atto nella società. L’esposizione\, curata da Enrico Morteo e organizzata da Fondazione Pistoia Musei ed Electa\, si costruisce attorno al ricco fondo che l’architetto affidò al CSAC di Parma\, per rileggere criticamente un trentennio di attività\, dall’immediato dopoguerra ai primi anni Settanta. Particolare attenzione viene data al legame con la Toscana e con le realtà artigianali e industriali che vi si sono sviluppate e affermate: dalle ceramiche realizzate con Aldo Londi a Montelupo Fiorentino alle esperienze con Sergio Cammilli e Poltronova ad Agliana. Attraverso disegni\, fotografie\, ceramiche\, oggetti e documenti d’archivio – molti dei quali esposti per la prima volta – l’allestimento restituisce l’evoluzione di un pensiero che\, segnato dalla disillusione nei confronti della società del progresso\, cerca nella forma\, nel colore e nella luce la possibilità di un nuovo umanesimo del progetto. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nPalazzo Buontalenti – Via de’ Rossi\, 7 – Pistoia \nInfo: 0573.974267 – www.pistoiamusei.it \n\nFino al 27 settembre\nMarino Marini: la pittura\nGli spazi del Museo del Novecento e del Contemporaneo accolgono un prezioso nucleo di dipinti di Marino Marini\, un percorso che ripropone una parte del patrimonio artistico che appartiene alla città e che da tempo non era più visibile. Il progetto è frutto della collaborazione tra la Fondazione Marino Marini\, il Comune di Pistoia e la Fondazione Caript. L’allestimento riconsegna ai visitatori una selezione immersiva e fortemente cromatica di opere di uno dei maggiori artisti del Novecento\, offrendo uno sguardo approfondito su uno dei capitoli più ricchi e meno esplorati della produzione di Marino Marini (1901-1980): quello della pittura\, sviluppata in percorsi percorsi pressoché paralleli alla scultura\, sia nei iconografici che nelle scelte di linguaggio e soluzioni compositive. Attraverso un significativo numero di dipinti\, dalla metà degli anni Venti alla metà degli anni Settanta\, le opere esposte pongono in piena luce la forza espressiva del colore di Marino\, la versatilità di un segno che ora delinea finemente le curve sottili di pomone\, giocolieri o di aggraziate ballerine\, ora invece ritma con forza gli scatti energici di cavalli e cavalieri\, fino a esplodere nella radicale dimensione del ciclo iconografico del ‘grido’. Il percorso è arricchito da scorci e prospettive inedite sulla pittura di Marino\, così da sottolineare il ruolo centrale che in lui sempre ha giocato il colore. \nOrario: dal martedì al venerdì 10-14\, sabato\, domenica e festivi 10-18\, chiuso lunedì; dal 3 giugno dal martedì al venerdì 15-19\, sabato\, domenica e festivi 11-19\, chiuso lunedì. \nMuseo del Novecento e del Contemporaneo – Palazzo Fabroni – Via Sant’Andrea\, 18 – Pistoia \nInfo: 0573.371817 – www.musei.comune.pistoia.it
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Prato e provincia
DESCRIPTION:Fino al 3 maggio \nAlaïa e Balenciaga. Scultori della forma\nIn occasione del suo cinquantesimo anniversario la Fondazione Museo del Tessuto\, in collaborazione con la Fondazione Azzedine Alaïa di Parigi\, presenta un progetto espositivo speciale dedicato a due icone assolute della moda francese\, nato nel 2020 dal desiderio di Hubert de Givenchy di far dialogare due storici talenti della haute couture francese. Curata da Olivier Saillard\, l’esposizione mette a confronto la creatività dei due stilisti grazie a un nucleo di cinquanta abiti provenienti dalla Fondazione Azzedine Alaïa con documenti e video originali dell’Archivio Balenciaga. Venticinque creazioni di Azzedine Alaïa (1935-2017) sono accostate ad altrettanti capi del grande Cristobal Balenciaga (1895-1972)\, in un confronto senza tempo tra due abilissimi sperimentatori di forme e volumi. Quando nel 1968 la Maison Balenciaga chiuse definitivamente\, lo stilista emergente Alaïa venne chiamato a scegliere una selezione di creazioni del Maestro: il giovane restò talmente stupito dalle forme\, dall’architettura dei tagli e dall’abilità tecnica di ogni capo\, che da allora coltivò un profondo rispetto per la storia della moda e considerò l’incontro con il lavoro di Balenciaga il punto di partenza per la riscoperta dei grandi maestri del taglio. \nOrario: martedì\, mercoledì e giovedì 10-15\, venerdì e sabato 10-19\, domenica 15-19\, chiuso lunedì. \nMuseo del Tessuto – Via Puccetti\, 3 – Prato \nInfo: 0574.611503 – www.museodeltessuto.it \n\nFino al 3 maggio \nTesori di seta. Capolavori tessili dalla donazione Falletti\nIn occasione dei 50 anni dalla fondazione del Museo del Tessuto\, una mostra di tessuti europei dal Quattro al Settecento celebra la straordinaria donazione di Giovanni Falletti\, composta da oltre 2.000 oggetti\, che ha permesso la nascita del museo. Il medico fiorentino Giovanni Falletti\, collezionista eclettico e cultore di diverse discipline\, in cinquant’anni di appassionata ricerca ha conservato e raccolto manufatti tessili\, ricami\, libri\, stampe\, monili\, armi storiche e maschere rituali provenienti dall’Europa e da molti paesi asiatici e africani. Allestita nella Sala dedicata ai tessuti storici\, la mostra si sviluppa in un percorso cronologico che attraversa quattro secoli di grande manifattura tessile e che incrocia stili\, produzioni\, materiali e soggetti\, eccezionali testimoni della produzione europea di 4 secoli. Utilizzati per la confezione di sfarzosissime vesti laiche destinate alle aristocrazie del tempo\, questi tessuti\, per il loro enorme pregio e valore\, venivano successivamente donati a istituzioni religiose che li riutilizzavano per realizzare paramenti sacri come pianete\, dalmatiche\, piviali: una straordinaria pratica di riuso che ha permesso la conservazione di questi capolavori tessili. Per facilitare la comprensione di contenuti storici e tecnici\, la sala espositiva è dotata di due apparati multimediali\, microscopi digitali\, riproduzioni grafiche e opere pittoriche affiancate a tessuti dello stesso periodo. \nOrario: dal martedì al giovedì 10-15\, venerdì e sabato 10-19\, domenica 15-19\, lunedì chiuso. \nMuseo del Tessuto – Via Puccetti\, 3 – Prato \nInfo: 0574.611503 – www.museodeltessuto.it \n\nFino al 10 maggio \nVIVONO. Arte e affetti\, HIV-AIDS in Italia. 1982-1996\nIl Centro per l’arte contemporanea ‘Luigi Pecci’ presenta\, per cura di Michele Bertolino\, la prima mostra istituzionale che ricompone la storia dimenticata delle artiste e degli artisti italiani colpiti dalla crisi dell’HIV-AIDS. Opere d’arte\, poesie\, paesaggi sonori e video si combinano a materiali d’archivio e memorie personali per delineare un possibile percorso che attraversa gli anni dal 1982 al 1996 – dalla prima segnalazione di AIDS conclamato in Italia all’arrivo delle terapie antiretrovirali – restituendo l’urgenza e l’unicità di quel tempo. Il percorso espositivo si apre con una produzione filmica realizzata per l’occasione: le poesie di Dario Bellezza\, Massimiliano Chiamenti\, Nino Gennaro\, Ottavio Mai\, La Nina\, Marco Sanna e Pier Vittorio Tondelli\, poeti che hanno vissuto con HIV e lo hanno raccontato nei loro testi\, sono lette da attrici\, attivisti e artiste. L’archivio è la spina dorsale della mostra. Costruito a più voci con Valeria Calvino\, Daniele Calzavara e i Conigli Bianchi\, raccoglie documenti\, manifesti\, articoli di giornale\, video e tracce sonore che\, come appunti\, tratteggiano la dimensione storica\, politica\, sociale e culturale italiana tra il 1982-1996. Tre sale monografiche sono dedicate al lavoro di Nino Gennaro\, Francesco Torrini e Patrizia Vicinelli\, nelle cui opere\, poesia\, immagine e corpo si integrano. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nCentro per l’arte contemporanea Luigi Pecci – Viale della Repubblica\, 277 – Prato \nInfo: 0574.5317 – www.centropecci.it \n\nFino al 10 maggio \nLuigi Ghirri. Polaroid ‘79-‘83\nCurata da Chiara Agradi e Stefano Collicelli Cago\, la mostra del Centro Pecci\, organizzata con la collaborazione della Fondazione Luigi Ghirri\, presenta un’ampia selezione di polaroid di diverso formato scattate da Ghirri tra il 1979 e il 1983. Luigi Ghirri (Reggio Emilia\, 1943-1992) è il fotografo italiano del secondo dopoguerra più conosciuto al mondo\, il suo progetto ‘Viaggio in Italia’ è una pietra miliare per la fotografia italiana\, costituendo un manifesto non ufficiale della scuola di paesaggio italiana nata in quegli anni. I suoi paesaggi sono sospesi\, non realistici\, per certi versi metafisici\, spesso privi di figure umane ma mai privi dell’intervento dell’uomo. L’uso di colori delicati e non saturi è fondamentale nella sua poetica e nasce dalla stretta collaborazione con il suo stampatore Arrigo Ghi. La mostra del Centro Pecci costituisce un’occasione unica per approfondire un aspetto della sua produzione raramente esposto. All’epoca\, l’azienda Polaroid aveva garantito al fotografo un’ampia fornitura di pellicole e macchine e lo aveva invitato ad Amsterdam per provare il modello gigantesco approntato nell’allora sede europea dell’azienda per creare polaroid extra large. \nOrario: dal mercoledì alla domenica 10-19\, chiuso lunedì e martedì. \nCentro per l’arte contemporanea ‘Luigi Pecci’ – Viale della Repubblica\, 277 – Prato \nInfo: 0574.5317 – www.centropecci.it \n\n11 aprile – 11 maggio\nC’era una volta Piero De Bernardi\nA cento anni dalla nascita\, Prato ricorda il grande sceneggiatore Piero De Bernardi – nato nel cuore della città\, in palazzo Banci Buonamici\, il 12 aprile del 1926 e scomparso a Milano nel 2010 – con un progetto ideato e curato da Federico Berti e organizzato dalla biblioteca comunale Lazzerini\, che allo sceneggiatore ha dedicato la sua Sala creatività. Un riconoscimento alla brillante carriera dello sceneggiatore durata più di mezzo secolo\, dal debutto nel cinema nel 1953 con ‘Il tesoro del Bengala’ all’incontro con il fiorentino Leo Benvenuti. Insieme\, i due sceneggiatori hanno scritto alcune della pagine più belle del cinema italiano lavorando con tutti i più grandi registi\, da De Sica a Lattuada\, da Risi a Monicelli e Sergio Leone. Nella Galleria espositiva della biblioteca sono esposti foto\, poster e documenti sulla lunga carriera di De Bernardi\, in un allestimento curato da Giulia Biagioli con il supporto della Mediateca Toscana. L’omaggio è accompagnato dalla presentazione di libri e proiezioni cinematografiche. \nIngresso libero. Orario: tutti i giorni 9-19\, giovedì 9-23\, domenica 10-19. \nBiblioteca comunale Lazzerini – Via Puccetti\, 3 – Prato \nInfo: 0574.1837800 – www.bibliotecalazzerini.prato.it
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SUMMARY:Le Mostre d'arte a Siena e provincia
DESCRIPTION:Fino al 3 maggio \nVecchietta al Santa Maria della Scala\nA poco più di seicento anni dalla nascita di Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta (Siena\, 1410 – 1480)\, il Complesso museale di Santa Maria della Scala decide di dedicare alla figura dell’artista che più profondamente vi ha operato un nuovo allestimento\, visibile fino a marzo. Il progetto\, nato da un’idea di Cristiano Leone Presidente della Fondazione con la curatela di Giulio Dalvit\, della Frick Collection di New York\, non solo mette in luce l’importanza del Vecchietta\, ma restituisce anche un contesto coerente dell’antico Antico Ospedale. Al centro di questa operazione c’è il Vecchietta\, il cui lavoro per l’ospedale definì per oltre 50 anni un modello unico di dialogo tra arte\, architettura e cura. Oggetto dell’intervento sono: il Pellegrinaio\, sgombrato da allestimenti invadenti\, con il suo monumentale ciclo di affreschi che narrano la storia dell’ente\, dove\, sulla parete di sinistra la ‘Visione del beato Sorore’ (1441)\, prima opera firmata del Vecchietta\, racconta la fondazione dell’Ospedale; la Sagrestia Vecchia che ritrova la sua funzione di reliquiario architettonico – proprio come l’artista l’aveva pensata tra il 1445 e il 1449 – con il Credo apostolico lungo le lunette della sala di nuovo leggibili senza ostacoli visivi; l’Arliquiera – l’armadio ligneo dipinto dal Vecchietta nel 1445 per custodire le reliquie – che ritrova la sua collocazione all’interno della Sagrestia Vecchia; e infine il Cristo bronzeo (1476) realizzato dall’artista per la propria cappella funebre\, oggi sull’altare maggiore della SS.Annunziata. \nOrario: lunedì\, mercoledì\, giovedì e venerdì 10-17\, sabato\, domenica e festivi 10-19\, chiuso martedì. \nComplesso Museale Santa Maria dellaScala – Piazza duomo\, 1 – Siena \nInfo: 0577.292614/5 – www.santamariadellascala.com \n\nFino al 3 maggio \nArmando Testa. Cucu-Tetè\nLo storico Palazzo delle Papesse\, tra gli edifici più imponenti della Siena umanistica\, ospita una grande retrospettiva dedicata ad Armando Testa (1917-1992)\, genio creativo piemontese. L’esposizione\, curata da Valentino Catricalà e Gemma De Angelis Testa\, è prodotta da Opera Laboratori in collaborazione con Galleria Continua e TestaperTesta. L’allestimento offre uno sguardo inedito su Armando Testa\, noto per aver rivoluzionato il linguaggio pubblicitario\, facendo emergere una figura di estrema importanza per il panorama culturale della sua epoca\, fonte di ispirazione per generazioni di artisti e creativi. Ecco dunque gli indimenticabili cartelloni e personaggi creati tra gli anni Cinquanta e Sessanta: dal digestivo Antonetto al “punto e mezzo” del Punt e Mes\, da Caballero e Carmencita al pianeta Papalla\, fino a Pippo l’ippopotamo azzurro. Ma accanto a questi\, la rassegna presenta anche il Testa pittore\, sperimentatore di tecniche cinematografiche e artista. Influenzato dall’arte astratta e dal razionalismo del Bauhaus\, sviluppò un linguaggio visivo essenziale e sintetico\, fedele al principio ‘Less is more’. La retrospettiva delinea così il profilo di un artista poliedrico e visionario\, la cui ricerca ha saputo attraversare ambiti diversi – dalla pubblicità alla pittura\, dalla fotografia alla televisione\, fino alla scultura – mantenendo sempre una straordinaria forza espressiva. \nOrario: tutti i giorni 10-19. \nPalazzo delle Papesse – Via di Città\, 126 – Siena \nInfo: 0577.1795100 – 0577.286300 – www.palazzodellepapesse.it – booking@operalaboratori.co \n\nFino al 17 maggio\nPubblica\nGli spazi rinnovati della galleria Cesare Olmastroni di Siena cambiano nome e diventano ‘Galleria G.O.’. Il nuovo corso\, ideato nell’ottica di una maggiore libertà creativa e dedicato ai giovani artisti under 35\, è inaugurato da un progetto espositivo a cura di Toast Project che riunisce i lavori di Jona B.Gandolfo\, Gaia Lupo\, Francesco Maggiora e Francesco Toninelli\, selezionati attraverso un bando internazionale del Comune di Siena. ‘Pubblica’ è la prima di tre mostre dedicate al tema dell’acqua e l’arte contemporanea previste nel calendario 2026 e vede protagonisti quattro artisti della stessa generazione che oggi lavorano in Toscana. Le loro pratiche affrontano nuove sensibilità che riguardano il corpo e l’ambiente spaziando dalla pittura al suono. Jona B.Gandolfo (Bagno a Ripoli\, 2000) lavora tra pittura e immagine digitale usando archivi personali e intelligenza artificiale per interrogare corpi e sguardi. Gaia Lupo (Verona\, 2002) concentra la ricerca sulla pittura come campo di relazione\, dove campiture cromatiche misurano distanza e prossimità senza ricorrere alla narrazione. Francesco Maggiora (Roma\, 2002) attraversa scultura\, fotografia e azione; offre il corpo come mezzo di esposizione\, ironia e vulnerabilità. Francesco Toninelli (Firenze\, 1999) opera tra suono\, installazione e gesto performativo costruendo composizioni acustiche e visive. \nIngresso libero. Orario: dal lunedì al giovedì 10.30-18.30\, dal venerdì alla domenica 10-18. \nPalazzo Patrizi – Galleria G.O.- Via di Città\, 75 – Siena \nInfo: 0577.292148 – www.comune.siena.it \n\nFino al 24 maggio\nAlberto Sani. Quando la scultura diventa poesia\nAi Magazzini del Sale di Siena una mostra dedicata alla produzione artistica di Alberto Sani (Sovicille 1897 – Siena 1964). L’esposizione\, diretta da Michela Simona Eremita con la curatela di Margherita Anselmi Zondadari\, celebra uno scultore senese autodidatta rimasto per troppo tempo nell’ombra. Il suo indiscutibile valore artistico\, scoperto da Dario Neri e riconosciuto da Bernard Berenson\, che gli dedicò una biografia\, è testimoniato dai numerosi premi ottenuti\, come quelli alla VI e VII Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma\, dalle esposizioni in importanti gallerie italiane e straniere e dalla presenza di sue opere in collezioni come il Metropolitan Museum di New York\, il Museo di Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze e la Galleria d’Arte Moderna di Bologna. La mostra si propone un duplice obiettivo: restituire alla memoria collettiva la figura di Alberto Sani e offrire una ricognizione quanto più possibile completa del suo percorso artistico\, utile alla documentazione storica di un personaggio schivo e lontano dai riflettori dell’arte. Esposte 48 opere\, di cui 12 provenienti dalle Gallerie degli Uffizi e le rimanenti da collezioni private\, per la maggioranza bassorilievi dagli echi antichi che testimoniano la sua evoluzione: dalle prime realizzazioni in legno alle successive in pietra arenaria\, fino alle rare sculture in marmo e ai lavori eseguiti con la sola sensibilità tattile nel periodo della cecità. \nOrario: tutti i giorni 10-18\, dal 1 marzo tutti i giorni 10-19. \nMagazzini del Sale – Palazzo Pubblico – Piazza del Campo\, 1 – Siena  \nInfo: 0577.292232 – www.museocivico.comune.siena.it \n\nFino al 12 giugno\nDoppio senso 4 – L’inchiostro e il colore. Biennale di libri d’artista\nLa Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala ospita la quarta edizione della biennale dedicata al libro d’artista\, allestita nelle sale della Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti e realizzata in collaborazione con Libri Liberi – Associazione Culturale di Firenze che ha ospitato l’allestimento a novembre. Curatrice della mostra è l’artista Antonella Pieraccini. Si tratta di un progetto di confronto e di studio che mette al centro il ‘libro oggetto d’arte’\, definito anche ‘oggetto ribelle’ dallo studioso Germano Celant: un libro inteso come spazio di progettazione e creatività\, capace di integrare potenzialità espressive diverse – colori\, segni\, materiali e forme – in una narrazione che si costruisce nel tempo della visione e della lettura. I 37 artisti partecipanti – professionisti attivi in Italia e all’estero\, esperti sul tema del libro oggetto d’arte – sono stati invitati a mettersi sulle tracce di un testo di grandi scrittori come la poetessa polacca Wislawa Szymborska\, o anche solo di una frase\, per tradurre immagini ed emozioni in segno e colore nelle pagine del proprio libro d’artista. Le opere presentano forme differenti: alcuni lavori sono in formato sfogliabile o leporello\, altri in forma di singolari libri- scatola o libri-teatrino\, con l’utilizzo di materiali e tecniche espressive diverse. \nIngresso libero. Orario: lunedì\, mercoledì e venerdì 10-14\, martedì e giovedì 10-17\, chiuso sabato\, domenica e festivi. \nSanta Maria della Scala – Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti  – Piazza Duomo\, 1 – Siena \nInfo: 0577.534562/3 – www.santamariadellascala.com \n\nFino al 13 giugno\nLA LIBERTÀ DI SCEGLIERE. 80 anni dal primo voto alle donne\nIl 24 marzo 1946\, a Siena e in altri comuni\, si tennero le prime elezioni amministrative dopo la caduta del Fascismo. Ma soprattutto furono le prime consultazioni nelle quali le donne poterono esercitare il diritto al voto ed ebbero la possibilità di essere elette ed entrare nelle giunte comunali. Per celebrare\, a ottant’anni di distanza\, questo momento decisivo il Comune di Siena organizza\, in collaborazione con Violetti Arte Contemporanea\, un progetto espositivo nelle sale di Palazzo Sansedoni a Siena\, sede della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. La rassegna\, curata da Laura Bonelli\, Francesco Savini ed Elena Violetti\, ricorda le figure di quelle donne che agirono come attrici principali di questo cambiamento epocale della vita sociale e politica italiana e che contribuirono\, in particolare\, alla ricostruzione del tessuto civile e culturale del dopoguerra. La mostra ruota attorno a otto opere di Antonella Cinelli (Teramo\, 1973)\, esponente della Nuova figurazione italiana\, ispirate a fotografie d’archivio provenienti da fondi pubblici e privati del territorio. I soggetti sono proprio alcune di quelle donne\, siano esse insegnanti\, casalinghe\, commercianti\, protagoniste di questo periodo storico\, quali Ilia Bocci\, Giorgina Scalacci\, Ilia Coppi\, Norma Soldi\, Mara Meoni\, Angelina Ciambellotti\, Delia Meiattini\, Bruna Talluri. Le tele saranno accompagnate da foto e documenti originali\, provenienti da archivi locali. \nIngresso gratuito. Orario: dal martedì al sabato 10-13 e 16-19. \nPalazzo Sansedoni – Fondazione Monte dei Paschi di Siena – Banchi di Sotto\, 34 – Siena \nInfo: 0577.246211 – www.violettiartecontemporanea.it \n\n4 aprile – 14 giugno\nFRAME\nIl Comune di Sarteano\, in collaborazione con la Nuova Accademia degli Arrischianti e la Compagnia Teatropersona\, presenta un progetto artistico che esplora la poetica di Alessandro Serra\, regista e autore teatrale di fama internazionale che porta nel comune sia la sua visione fotografica che la sua pratica di scrittura scenica. Le suggestive sale del Castello di Sarteano ospitano una mostra fotografica che raccoglie una selezione di scatti che prendono spunto dall’osservazione della realtà per farsi visione interiore. Alessandro Serra\, che si dichiara fotografo amatoriale\, sottolinea che molti sono gli aspetti che legano questo modo di osservare e percepire il mondo\, al teatro: la composizione dello spazio\, la gestione della luce e del tempo\, l’inquadratura. Tuttavia\, prosegue l’artista “C’è una gioia che non so spiegare nell’atto del fotografare\, cogliere dalla realtà ciò che solo io posso vedere. E poi condividere con altri questa visione. In teatro quella gioia è preclusa: per arrivare a donare quella stessa visione al pubblico occorre oltrepassare una soglia che per me è sempre faticosa e a tratti dolorosa.” \nOrario: dal venerdì alla domenica 10.30-13 e 15-18\, chiuso dal lunedì al giovedì. \nCastello – Via dei Lecci – Sarteano \nInfo: 353.4048685 – www.comune.sarteano.si.it
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SUMMARY:Teatri di Pistoia\, Pistoia
DESCRIPTION:‘Ecocentrici. Siamo natura’ è il titolo della stagione 25/26 della Fondazione Teatri di Pistoia\, una programmazione ricca di prosa\, musica\, danza e teatro ragazzi. \nSi conclude il 18 aprile a Il Funaro anche la stagione per ragazzi ‘Ri-belli’: in scena ‘Extraterrestri’\, spettacolo di e con Danila Barone\, Dario Garofalo\, Ilaria Gelmi e Paolo Piano: è la storia di un gruppo di alieni che visita la Terra attratto dalle meraviglie del pianeta (ore 17). Nel corso del mese a Funaro sono inoltre in programma alcuni incontri dedicati alla riscoperta dei libri. Il 17 aprile al Teatro Comunale di Lamporecchio arriva ‘Contrazioni Pericolose’\, commedia scritta\, diretta e interpretata da Gabriele Pignotta con Rocío Muñoz Morales e Giorgio Lupano. La pièce racconta con ironia e ritmo serrato una nascita imminente e un segreto da svelare. Sempre il 17\, al Teatro Francini di Casalguidi\, è la volta di ‘Nikita’\, scritto e interpretato da Francesca Sarteanesi con Alessia Spinelli: è il ritratto di una donna fuori dagli schemi\, ironica e malinconica. Il 19 al Teatro Pacini di Pescia è in programma ‘Le Nozze di Figaro di Mozart’\, con l’Orchestra Leonore diretta da Daniele Giorgi (pag. 13)\, mentre il 24 aprile a Villa Smilea di Montale\, per la nuova rassegna ‘Montale a Teatro’ arriva Alessandro Benvenuti con ‘Letture scapigliate’\, tratto da testi suoi e di Ugo Chiti. \n\nInfo: 0573.991609 – 0573.27112 – www.teatridipistoia.it
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SUMMARY:Teatro della Toscana
DESCRIPTION:I tre spazi del Teatro della Toscana offrono ad aprile un ricco cartellone\, con prime nazionali\, opere di riflessione sociale\, nuova drammaturgia e non solo. Al Teatro della Pergola il 9 e il 10 la Compagnia della Fortezza presenta in prima nazionale ‘Cenerentola’\, una riscrittura di Armando Punzo (anche regista) della celebre fiaba che diventa simbolo di rinascita. Il 12 Fabrizio Gifuni è protagonista dell’evento ‘Il paradigma amletico nelle ultime lezioni di Orazio Costa’\, in omaggio al maestro del teatro\, e dal 16 al 18 aprile Ottavia Piccolo dà voce a ‘Matteotti. Anatomia di un fascismo’\, ricostruendo una delle pagine più oscure della storia italiana. Dal 21 al 26 c’è la commedia ‘Circle mirror transformation’ dell’autrice premio Pulitzer Annie Baker\, diretta e interpretata da Valerio Binasco: cinque sconosciuti scoprono legami inaspettati in un susseguirsi di momenti comici e toccanti. È visitabile fino all’8 aprile la mostra di costumi ‘Belle Époque’; dal 13 al 17 si svolge il corso di attrezzeria teatrale e dal 20 al 24 quello di sartoria teatrale\, entrambi del Laboratorio dell’Arte. Al Nuovo Rifredi Scena Aperta il mese si apre con ‘Ánghelos’ di Roberto Latini\, da ‘Il Vangelo secondo Matteo’ di Pasolini (dall’8 all’11)\, mentre il 17 e il 18 Lisa Ferlazzo Natoli interpreta ‘Città sola’\, una riflessione sul tema della solitudine dal libro di Olivia Laing. Il 21 e il 22 c’è ‘L’amore del cuore’\, una storia familiare\, un testo sull’attesa scritto da Caryl Churchill e rappresentato da ‘lacasadiargilla’. Tre gli spettacoli al Teatro Era di Pontedera\, dove l’11 e il 12 va in scena ‘Come gli uccelli’ di Wajdi Mouawad\, una storia di amore sullo sfondo della guerra israelo-palestinese. Dal 17 al 19 Ascanio Celestini racconta le vite degli ultimi ne ‘La trilogia dei poveri cristi’. Dal 29 al 30 ecco ‘Straordinari’ di e con Riccardo Goretti\, Gioia Salvatori\, Simona Senzacqua\, uno sguardo spietato sul mondo del lavoro oggi. \n\nInfo: 055.22641 – www.teatrodellatoscana.it \n 
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SUMMARY:Teatro Cartiere Carrara\, Firenze
DESCRIPTION:Proseguono i concerti al Teatro Cartiere Carrara di Firenze. Venerdì 27 marzo Filippo Neviani alias Nek torna ad infiammare i palchi dei teatri\, dopo la parentesi come Coach a ‘The Voice Kids’ su Rai1\, e lo fa portando dal vivo brani come ‘Laura non c’è’\, ‘Fatti avanti amore’\, la strepitosa la cover di ‘Se telefonando’ e tante\, tante altre… Tre i concerti ad aprile per tutte le dimensioni musicali: Martedì 14 gioca in casa Bandabardò\, che celebra i 25 anni dell’LP ‘Se rilasso… collasso’\, il loro primo disco live del tour di ‘Mojito Football Club’. Un anniversario che è diventata l’occasione giusta per ripartire da vivo col chitarrista Finaz\, anche frontman dopo la scomparsa di Erriquez. Un live che invita irresistibilmente al movimento\, con cori che nascono spontanei in un dialogo costante col pubblico. Martedì 21 sul palco c’è Chiello\, il cantautore rivelazione col successo dell’LP ‘Scarabocchi’\, che dal vivo manifesta la sua identità artistica e una sensibilità profonda. Mercoledì 22 Goran Bregović conferma il forte legame con il pubblico italiano tornando live\, con la sua inconfondibile Wedding and Funeral Band\, all’insegna della sua inesauribile energia musicale. Il compositore visionario\, sperimentatore e narratore di popoli\, continua a unire i linguaggi del mondo in un’unica\, travolgente sinfonia di fiati\, percussioni e voci bulgare. \n_______________________________________________________________________ \nInfo: 055.6504112 – www.teatrocartierecarrara.it
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SUMMARY:Teatro Manzoni\, Calenzano
DESCRIPTION:S’intitola ‘Le parole giuste’ ed è un’invito a riscoprire la forza del linguaggio la stagione del Teatro Manzoni di Calenzano\, che prosegue a febbraio con due titoli. \nIl 13 e il 14 Fulvio Cauteruccio dirige e interpreta insieme a Massimo Bevilacqua e Flavia Pezzo ‘La patente’ di Pirandello. Il 27 e il 28\, il palco ospita una delle maggiori protagoniste del teatro di narrazione\, Silvia Frasson\, che fa rivivere il capolavoro di Čechov ‘Tre sorelle’. Fuori dal cartellone\, il 21\, ecco una lezione spettacolo di e con Leonardo Romanelli che ci insegna ‘Come diventare sommelier in 50 minuti’. Non manca l’intrattenimento per i bambini\, con due show domenicali (l’1 e il 22). Spettacoli ore 21.15\, domenica ore 16.30. \n\nInfo: 055.9367579 – www.teatromanzonicalenzano.it
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SUMMARY:Teatro di Cestello\, Firenze
DESCRIPTION:Tre grandi classici del teatro vanno in scena questo mese al Cestello (ore 20.45). Si parte il 3 con ‘Confusioni’ di Alan Ayckbourn: cinque scene di vita inglese per indagare l’essenza dei rapporti umani. Dal 10 al 12 e dal 17 al 19 è il turno del successo senza tempo ‘Arsenico e vecchi merletti’ di Kesselring\, mentre il 23 va in scena ‘La strana coppia’\, l’irresistibile piece di Neil Simon che vede due amici incompatibili vivere sotto lo stesso tetto. \n\nInfo: 055.294609 – www.teatrocestello.it
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SUMMARY:Mandela Forum\, Firenze
DESCRIPTION:Proseguono i concerti al Mandela Forum di Firenze. Il Palasport Fiorentino si conferma tappa fissa dei migliori live del momento. Giovedì 26  marzo il rapper Ernia presenta il suo nuovo LP ‘Per Soldi e Per Amore’. Sabato 28 marzo la straordinaria voce di Giorgia chiude i live dei marzo. L’artista romana\, dopo la sua partecipazione al Festival di Sanremo\, regala oltre 2 ore di concerto\, tra passato e presente\, coi nuovi brani dell’album ‘G’ insieme a una band davvero eccezionale. Ad aprire il mese di aprile venerdì 10 arriva Angelo Pintus col nuovo spettacolo di  ‘Nabana’\, dove con la sua irriverente ironia\, tra risate e confessioni\, mixa comicità e riflessioni sul nostro tempo. Mercoledì 15 sul palco Frah Quintale\, autore e compositore a tutto tondo che ha fatto della sperimentazione il proprio marchio. Le grafiche del tour sono dipinte da lui stesso\, a mano su grandi tele. Sabato 18 arriva l’artista romano Fulminacci\, reduce dal successo della critica all’ultimo Sanremo\, che in pochi anni si è affermato come una delle penne più originali del nuovo cantautorato italiano. Lunedì 20 c’è Blanco\, un altro giovanissimo talento della new-age musicale italiana\, apprezzato anche come pregevole autore\, pronto a tornare sul palco con uno show pieno della sua fragilità spietata\, col nuovo brano ‘Anche a vent’anni si muore’ e le sue hit ‘Piangere a 90’ e ‘Maledetta rabbia’. Domenica 26 tutti in fila per ‘C’era Un Ragazzo – Gianni Morandi Story’\, il tour dell’intramontabile ragazzo che va ancora a 100 all’ora e che da oltre 65 anni riesce ad unire un pubblico di tutte le età\, grazie alla sua capacità di rinnovarsi senza tradire la sua natura artistica. Imperdibile. Martedì 28 chiude i concerti del mese Tommaso Paradiso che\, dopo l’esibizione sul palco dell’Ariston\, arriva a Firenze col suo tour per presentare dal vivo il brano sanremese ‘I Romantici’ e quelli del suo ultimo LP ‘Casa Paradiso’. \n_______________________________________________________________________ \nInfo: 055.678841 – www.mandelaforum.it
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SUMMARY:Teatro Cartiere Carrara\, Firenze
DESCRIPTION:Aprile al Cartiere Carrara inizia con ‘K-pop music’\, un tributo live all’universo delle serie coreane (il 2 e il 3). Il 4 lo show ‘L’ultimo abbraccio’ vede sul palco il medium Andrea Gallozzoli\, mentre l’8 torna il musical ‘Sicuramente amici’\, per riflettere ancora su guerra e discriminazione. Il 15 c’è il talk ‘Vuoi?’ con Igor Sinibaldi\, una lezione su come inseguire i propri desideri senza compromessi; a seguire ecco Pierpaolo Spollon in ‘La paternità spiegata malissimo’ (il 16) e ‘Emozioni’\, un viaggio nei brani di Battisti e Mogol (il 17). Il 23 spazio alle colonne sonore de ‘Il Signore degli Anelli’\, ‘Lo Hobbit’ e ‘Gli Anelli del Potere’ (ore 17) e alle composizioni di Hans Zimmer eseguite dalla Hollywood Film Orchestra (ore 20). Si chiude il 29 con Francesco Cicchella nello show ‘Tante belle cose’. Tanti i concerti. \n\nInfo: 055.6504112 – www.teatrocartierecarrara.it
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SUMMARY:Teatro di Fiesole\, Fiesole
DESCRIPTION:La stagione del Teatro di Fiesole prosegue a dicembre e gennaio tanti spettacoli da non perdere. Lunedì 8 dicembre i Pupi di Stac porteranno ‘La bella addormentata nel bosco’\, mentre dall’11 al 14 ci sarà Gaia Nanni con ‘La notte dei bambini’. Martedì 16 dicembre spazio al concerto natalizio del coro gospel ‘The pilgrims’\, mentre dal 26 al 31 andrà in scena ‘La meccanica della gelosia’. Il mese di gennaio\, a partire da venerdì 9 e fino al 1 febbraio\, sarà invece caratterizzato dalla messa in scena dello spettacolo ‘La cena dei cretini’ della Kitchen Company. \n__________________________________________________________________________\n\nInfo: 055.210804 – www.teatrodifiesole.it
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SUMMARY:Teatro Verdi\, Montecatini
DESCRIPTION:Proseguono i concerti al Teatro Verdi di Montecatini. Quattro gli appuntamenti tra dicembre e gennaio\, a partire da mercoledì 10 dicembre con I Negrita nel loro ‘Canzoni per anni spietati Tour’ nel quale la band\, in formazione completa in uno show elettrico\, propone i brani dell’omonimo ultimo disco oltre le canzoni di 30 anni della loro storia. Sabato 27 live dei Nomadi capitanati dall’intramontabile Beppe Carletti che da oltre 60 anni porta in giro la sua Carovana Rock che non si arresta mai\, con oltre 90 concerti all’anno e 1.000.000 di spettatori tra bambini\, genitori e nonni. Venerdì 9 gennaio la Soundtracks Orchestra con i suoi 40 elementi propone le più grandiose colonne sonore della storia del cinema. Venerdì 23 gennaio c’è Dardust in ‘Urban Impressionism Tour’. Il pianista\, produttore e compositore\, porta il suo stile ridisegnando i confini tra classico e contemporaneo. \n_______________________________________________________________________ \nInfo: 0572.78903 – www.teatroverdimontecatini.it
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SUMMARY:Teatro Guglielmi\, Massa
DESCRIPTION:Il Teatro Guglielmi si avvia verso la chiusura della stagione con gli ultimi appuntamenti. Fino al 2 aprile Luca Marinelli porta in scena ‘La cosmicomica vita di Q’\, spettacolo ispirato a “Le cosmicomiche” di Italo Calvino\, tra scienza e poesia. Il 7 e 8 aprile Giovanni Scifoni presenta il monologo ‘FRA’. San Francesco\, la superstar del Medioevo’. Martedì 21 e mercoledì 22 chiude Vanessa Scalera protagonista de ‘La sorella migliore’\, intenso e appassionante dramma familiare tra amore\, senso di colpa e rimorso\, di Filippo Gili per la regia di Francesco Frangipane. \n\nInfo: 0585.41678 – www.teatroguglielmi.it
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SUMMARY:Teatro Verdi\, Firenze
DESCRIPTION:È un cartellone variegato e ricco di proposte tra musical\, prosa\, danza e grandi nomi la stagione 2025/26 del Teatro Verdi di Firenze. \nGli spettacoli di aprile \nAd aprire la programmazione è una delle più amate fiabe di tutti i tempi. Sabato 11 e domenica 12 la Compagnia delle Formiche diretta da Andrea Cecchi porta in scena ‘Cenerentola’\, che torna a far sognare grazie a scenografie maestose e soprendenti effetti speciali. Il 13 Federico Buffa racconta la storia della leggenda del basket Cobe Bryant in ‘Otto infinito. Vita e morte di un Mamba’\, per la regia di Maria Elisabetta Marelli\, mentre il 14 arriva sul palco il Balletto di Roma con un nuovo allestimento di ‘Otello’ di Shakespeare. Alessandro Siani è protagonista il 17 con il monologo ‘Fake news’ e dal 19 al 24 (pausa il 22) torna con cinque nuove date ‘E se domani…’\, l’ultimo show di Giorgio Panariello\, che replica anche a maggio (24\, 28 e 29). Con la regia di Saverio Marconi\, la Compagnia della Rancia presenta ‘Grease il musical’\, un inno agli anni ‘50 per rivivere le emozioni della storia tra Danny e Sandy (25 e 26 aprile). Chiude il mese la lezione show ‘La fisica che ci piace’ con il professore Vincenzo Schettini\, che ha già conquistato il cuore dei fan sui social (il 29). Per la musica arriva Patty Pravo. \n\nInfo: 055.212320 – www.teatroverdifirenze.it
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SUMMARY:Teatro Goldoni\, Livorno
DESCRIPTION:Il Teatro Goldoni chiude la stagione con due appuntamenti di grande richiamo. Giovedì 2 aprile Euridice Axen porta in scena ‘A qualcuno piace caldo’\, spettacolo di Mario Moretti tratto dal celebre film di Billy Wilder\, con la regia di Geppi Gleijeses. Venerdì 10 aprile è in programma\, con Milena Vukotic protagonista\, ‘A spasso con Daisy’\, testo di Alfred Uhry adattato da Mario Scaletta e diretto da Guglielmo Ferro. Due serate tra ironia\, emozioni e grande teatro per salutare la stagione. \n\nInfo: 0586.204290 – www.goldoniteatro.it
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SUMMARY:Teatri della Valdelsa\, Colle Val d'Elsa\, Poggibonsi e Certaldo
DESCRIPTION:Il 18 aprile Ubaldo Pantani porta in scena ‘Inimitabile’\, tra imitazioni di celebrità e personaggi ispirati alla vita quotidiana. Al Politeama di Poggibonsi il 13 aprile è in programma il concerto dell’ORT. Fuori abbonamento il 6 maggio c’è Umberto Galimberti al Teatro del Popolo. \n\nInfo: 0577.921105 – www.teatrodelpopolo.it – 0577.983067 – www.politeama.info – 0571.664778 – www.multisalaboccaccio.it
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SUMMARY:Teatro Mario Spina\, Castiglion Fiorentino
DESCRIPTION:La stagione teatrale al Teatro Mario Spina di Castiglion Fiorentino torna ad aprire il sipario con ‘Anna Karenina – Le donne e la passione’\, una rilettura per la scena del grande romanzo di Lev Tolstoj\, pubblicato nel 1877: ancora una volta la letteratura si fa strumento per indagare l’animo umano. La drammaturgia è firmata da Alberto Bassetti; in scena Maddalena Emanuela Rizzi\, Bruno Governale\, Riccardo Leonelli e Alioscia Viccaro\, con la regia di Filippo d’Alessio. \n__________________________________________________________________________ \nInfo: 0575.27961 – 338.8431111 – www.officinedellacultura.org
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SUMMARY:Teatro Nuovo\, Pisa
DESCRIPTION:Al Teatro Nuovo il 2 aprile è in programma ‘Per Amore di Johnny Panic’ di Binario Vivo\, un viaggio teatrale ispirato alla storia della scrittrice Sylvia Plath\, tra sogno\, identità e poesia. L’11 arriva ‘Ero’ di Cèsar Brie\, monologo intimo e struggente che indaga perdita e rinascita con la consueta delicatezza del regista e attore argentino. Il 17 è la volta di ‘Feste’ della compagnia Familie Flöz\, che porta sul palco il suo teatro visuale fatto di maschere\, poesia e ironia\, raccontando le dinamiche familiari senza bisogno di parole. Il giorno successivo\, il 18\, spazio alla musica con ‘Zara Zaraba’: Olivia Sellerio intreccia tradizione mediterranea e sonorità contemporanee in un concerto narrativo per il centenario dalla nascita di Andrea Camilleri. Il 22 aprile tocca a ‘Hedy Lamaar’ di Seven Cults\, storia di una donna libera capace di ribellarsi a un marito oppressivo\, sfuggire al nazismo e conquistare il successo Oltreoceano. Chiude il mese il 30 aprile ‘Fabbrico. Storia di un paese antifascista’ del Teatro della Cooperativa\, un racconto corale che restituisce la memoria civile di una comunità emiliana attraverso le voci della Resistenza e del lavoro. Si prosegue a maggio. \n\nInfo: 392.3233535 – www.teatronuovopisa.it
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SUMMARY:Teatri di Grosseto\, Grosseto
DESCRIPTION:La stagione del Teatro Moderno prosegue mercoledì 8 aprile con ‘November’ di David Mamet\, interpretato da Luca Barbareschi che veste i panni del Presidente USA Charles Smith intento ad attuare delle manovre scorrette per farsi rieleggere. La chiusura della stagione è affidata a venerdì 17 e sabato 18 aprile al Teatro degli Industri con ‘La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza’\, spettacolo firmato da Alberto Fumagalli incentrato sulla storia di un giovane molto corpulento che sogna di diventare un ballerino\, sfidando diversità e pregiudizi. Spettacoli ore 21. \n\nInfo: 334.1030779 – Teatri di Grosseto
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SUMMARY:Teatri di Siena\, Siena
DESCRIPTION:Aperta ad ottobre da Ferzan Özpetek\, prosegue la nuova stagione dei Teatri di Siena diretta da Vincenzo Bocciarelli e dedicata all’elemento Terra\, un cartellone ricco e variegato che prosegue fino ad aprile e si articola in 4 distinti calendari tematici: Sipario Rosso\, Sipario Blu\, Extra Sipario e Gran Galà delle arti sceniche. \nIl mese di aprile chiude la stagione dei Teatri di Siena con quattro appuntamenti al Teatro dei Rinnovati. Dal 10 al 12 aprile va in scena ‘People\, Place & Things’ di Duncan MacMillan con la regia di Pierfrancesco Favino. Dal 17 al 19 aprile arriva ‘Astor\, un secolo di tango’ con il Balletto di Roma\, la voce recitante di Vincenzo Bocciarelli e Mario Stefano Pietrodarchi al bandoneón e fisarmonica. Il 23 aprile spazio a ‘AmletOne’ della compagnia Topi Dalmata. Dal 28 al 30 aprile è in programma ‘Titoli di testa’ con Francesca Reggiani\, tra parallelismi audaci di seduzioni pubbliche e private\, politica\, crisi di coppia e crisi istituzionali. \n\nInfo: 0577.292265 – www.teatridisiena.it \n 
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SUMMARY:Teatro del Popolo\, Castelfiorentino
DESCRIPTION:Continua la stagione del Teatro del Popolo di Castelfiorentino\, con tanti appuntamenti imperdibili nei mesi di dicembre e gennaio. Martedì 2 e mercoledì 3 Stefano Massini è protagonista di ‘Mein Kampf’ tratto dal libro-manifesto di Hitler\, mentre il 17 sarà portato in scena il classico di Pirandello ‘L’uomo\, la bestia e la virtù’. La prosa torna nel 2026 e più precisamente il 16 gennaio con Leo Gassmann\, protagonista del dramma familiare ‘Ubi Major’. Da non perdere lo spettacolo di San Silvestro con Katia Beni in ‘Teniamo botta show’\, mentre il concerto di capodanno vedrà protagonista la Filarmonica ‘Giuseppe Verdi’ di Castelfiorentino. Fuori abbonamento il 21 gennaio ci sarà la proposta di teatro civile ‘Poveri cristi’\, per quanto riguarda la musica invece il 13 dicembre andrà in scena ‘La vera storia di Billie Holiday’. Immancabile il teatro dei ragazzi\, con tre appuntamenti di venerdì dal 5 al 19 dicembre. \n__________________________________________________________________________ \nInfo: 0571.633482 – www.teatrocastelfiorentino.it
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CATEGORIES:Firenze,Teatro
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SUMMARY:Teatro Verdi\, Montecatini Terme
DESCRIPTION:Al Teatro Verdi di Montecatini il 9 aprile troviamo ‘Anche Meno’\, il nuovo spettacolo di Max Angioni che\, con la sua autoironia e il ritmo serrato delle battute\, racconta la quotidianità e le grandi domande dell’esistenza. L’11 è in programma ‘SereNata a Napoli’\, ideato e portato in scena da Serena Rossi\, che tra musica e narrazione rende omaggio alla città partenopea. Il 12 il palco accoglie ‘Esperienze DM’\, format nato sul web e diventato fenomeno dal vivo con Simone Paciello\, Daniel D’Addetta e Riccardo Dose basandosi su confessioni anonime e messaggi del pubblico che si trasformano in racconti esilaranti. Il 19 è la volta di ‘Come una catapulta’\, spettacolo comico di Herbert Ballerina che spazia dalla vita quotidiana ai personaggi più improbabili. Il 24 torna il musical ‘Grease’\, con la Compagnia della Rancia e la regia di Saverio Marconi\, mentre il 25 aprile spazio a ‘KPOP Warriors – Il Musical delle Huntrix’\, storia di tre ragazze unite dal sogno di diventare pop star. Il 30 aprile a chiudere il mese è Edoardo Leo con ‘Ti racconto una storia’\, reading teatrale che unisce racconti\, monologhi\, aneddoti e musica. \n\nInfo: 0572.78903 – www.teatroverdimontecatini.it
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SUMMARY:Tenuta Dello Scompiglio\, Vorno
DESCRIPTION:Proseguono ad aprile le attività dell’Associazione Culturale Dello Scompiglio tra arti visive\, musica e performance. Nella giornata di sabato 11 viene presentata la mostra personale di Hans Op de Beeck ‘Danse Macabre’ (pag. 59)\, introdotta da un’installazione immersiva e dal film d’animazione ‘Vanishing Point’. La musica è protagonista subito dopo con ‘Il rumore del tempo’\, un progetto che prende spunto dalla figura di Dmitrij Šostakovič per sviluppare un percorso sonoro con le percussioni di Ars Ludi e gli archi e il pianoforte dell’Ars Trio di Roma. Il concerto è preceduto dall’incontro ‘Là dove nasce il nostro presente’ con il musicologo Renzo Cresti. Sabato 25 aprile il Collectif Impatience presenta ‘Un Couteau Dans Le Dos Du Théâtre’\, progetto tra installazione e performance basato su linguaggio\, azione e partecipazione del pubblico. Nella stessa giornata segue ‘Lumen Texte’\, una pièce per palcoscenico e videoproiettore senza attori né colonna sonora\, in cui il testo stesso prende la parola e instaura un dialogo diretto con gli spettatori. Continuano anche le attività formative con i laboratori ‘Leggere il teatro’ condotti da Jean-Paul Denizon. Il percorso è dedicato all’esplorazione del testo teatrale come materia viva del lavoro scenico. Per la rassegna di teatro ragazzi domenica 12 (ore 16.30) la Compagnia TeatrO dell’Orsa presenta ‘La fonte incantata’ (dai 4 anni). \n\nInfo: 0583.971125 – www.delloscompiglio.org
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