IACOPO CASTELLANI – PHOTOS OF GHOSTS, 14 maggio – 13 giugno 2008

inaugurazione mercoledì 14 maggio ore 19:00
Momoyama Borgo S. Frediano, 10r Firenze
h. 18:00 – 24:00
chiuso il lunedì
info: 055 291840

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Ricordi, sensazioni, nomi da dare ai fantasmi.
Usare resine, sabbie, metalli (le materie preferite da Iacopo Castellani) per intervenire su basi in legno ma anche su immagini (sarà esposto anche il progetto “Preghiere” in collaborazione col fotografo Andrea Paoletti) . Utilizzare elementi tangibili per cercare di visualizzare (evocare?) cose che non si riescono vedere o che forse sono solo nascoste.
E’ questo il filo conduttore di Photos of ghosts, personale di Iacopo Castellani, al Momoyama in Borgo S. Frediano a Firenze.
L’artista interviene sulla materia, la esplora, la lavora. Resina, sabbia, terra, ossidi, foglie metalliche, vetro, fibra ottica sono gli ingredienti di un impasto ben amalgamato che guida l’osservatore verso sensazioni e pensieri nascosti. La mutevole incidenza della luce sulle superfici intensamente materiche porta lo spettatore a scoprire un’emozione nuova ad ogni sguardo.
Iacopo Castellani è nato a Firenze nel 1970. Vive e lavora a Sesto Fiorentino.

RESINE DI SOSTANZA E DI TEMPO
Le resine sono sostanza vive, ghiacciate nella scorza del tempo, masticate da voci animali che ne rendono ogni goccia autentica creazione d’arte naturale.
Penso sempre a loro, quando osservo le visioni fatte a forma di quadri di Iacopo. Resine piene di sfumature e di tinte orgiastiche. Sono precisi organi geometrici, questi quadri materici. Sono tondi, quadrati, rettangolari, sono pieni. Di colori e di mappe di striature semplici. I colori sono le tracce di un gesto, si fanno solco pregiato, raccontano la scia, le direzioni di un percorso che da mente diventa polvere impressa e compressa. Quando si osservano questi quadri si immagina un tavolo da lavoro lungo e impolverato, si cercano tra le colonne dei pastelli resinati le simmetrie di una mano decisa, che segue esattamente il percorso che è già delineato altrove. Nel suo pensiero vivido e contundente. Allora appare un desiderio speciale. Cercare proprio le misure del pensiero, che arzigogolate ridiventano dritte manipolazioni del proporsi di un’idea. I colori decisi intravedono margini e perimetri. Li sussurrano, evocano, li celebrano.
Valentina Pagnan

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